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ZEDOARIA Curcuma zedoaria (Christm.) Roscoe
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Autore: erbeofficinali.org
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Hermann Adolph Köhler (1834-1879)
TOSSICITÀ BASSA
EFFICACIA BUONA
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ANNUNCIO PUBBLICITARIO
FINE ANNUNCIO
SCHEDA BOTANICA
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Clade Tracheophyta
Clade Angiospermae
Clade Monocotyledones
Clade Commelinidae
Ordine Zingiberales
Famiglia Zingiberaceae
Sottofamiglia Zingiberoideae
Tribù Zingibereae
Genere Curcuma
Specie Curcuma zedoaria
Famiglia:
Zedoary, Rose Turmeric, Zedoary, Zedoarie, P´ong chou (cin.), Er-Jyur Chinese), Sati (beng.), Kachura (ind.)
PIANTA ERBACEA PERENNE RIZOMATOSA CON GRANDI FOGLIE LANCEOLATE DI COLORE VERDE BRILLANTE CHE EMERGONO DIRETTAMENTE DAL RIZOMA. I FIORI SONO PORTATI SU UNO SCAPO ERETTO CHE SPUNTA DAL CENTRO DELLE FOGLIE; L'INFIORESCENZA È UNA SPIGA COMPATTA CON BRATTEE VERDI O GIALLASTRE, SPESSO CON CIUFFI DI BRATTEE ROSA O VIOLA ALL'APICE; I FIORI VERI E PROPRI SONO DI COLORE GIALLO PALLIDO, TUBOLARI E LABIATI, MA DI BREVE DURATA E SPESSO NASCOSTI DALLE BRATTEE. IL FRUTTO È UNA CAPSULA RARAMENTE PRODOTTA. LA PARTE UTILIZZATA È IL RIZOMA SOTTERRANEO, CARNOSO, AROMATICO E DI COLORE GIALLO-ARANCIO ALL'INTERNO.
PRIMAVERA (MARZO APRILE MAGGIO) CON FIORI GIALLI E BRATTEE ROSSO-VERDI, SU STELI ALTI FINO A 50 CM
COLORI OSSERVATI NEI FIORI
____BIANCO CREMA ____PORPORA
Originaria dell'India e dell'Indonesia, ma ampiamente coltivata in diverse regioni tropicali e subtropicali dell'Asia, come Thailandia, Cina e Giappone. Predilige climi caldi e umidi, con temperature elevate e abbondanti precipitazioni. Cresce bene in terreni ben drenati, fertili e ricchi di materia organica, con una buona esposizione al sole o in mezz'ombra. Si trova spesso in boschi umidi, foreste pluviali, piantagioni e talvolta anche in zone disturbate. La sua coltivazione è favorita in aree con una stagione secca pronunciata che precede la fioritura. In Italia non è una specie spontanea e la sua coltivazione è limitata a contesti particolari come giardini botanici o collezioni private.
Masuda Yoshiko, Kikuzaki Hiroe, Hisamoto Masaya, Nakatani Nobuji, Antioxidant Properties of Gingerol Related Compounds from Ginger, BioFactors, 2004
Jirovetz Leopold, Buchbauer Gerhard, Stoyanova Albena, Georgiev Evgeni, Damianova Stanka, Composition, Quality Control and Antimicrobial Activity of the Essential Oil of Curcuma zedoaria, Natural Product Communications, 2006
Wilson B., Abraham G., Manju V. S., Mathew M., Vimala B., Sundaresan S., Antioxidant and Anti-Inflammatory Activities of Curcuma zedoaria Roscoe Essential Oil, Indian Journal of Experimental Biology, 2005
Liu Yong, Roy Suparna S., Nebie Reda H. C., Zhang Yumin, Functional Food Properties of Curcuma Species, International Journal of Food Properties, 2013
Hamdi Oskoueian, Abdullah Nurulhuda, Saad Wan Zahari, Omar Abdul Rahman, Ahmad Syahida, Kuan Wan Hoong, Zolkifli Nurulfiza A., Bioactive Compounds and Biological Activities of Javanese Turmeric, Molecules, 2011
Chachad Devyani P., Talpate Kishor A., Jagdale Shital P., Characterization and Quantification of Curcuminoids from Curcuma zedoaria, Journal of Pharmacognosy and Phytochemistry, 2016
Li S., Yuan W., Deng G., Wang P., Yang P., Aggarwal B. B., Chemical Composition and Product Quality Control of Turmeric, Pharmaceutical Crops, 2011
World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants Volume 1, 1999
Khare C. P., Indian Medicinal Plants An Illustrated Dictionary, 2007
Ravindran P. N., Babu K. N., Sivaraman K., Turmeric The Genus Curcuma, 2007
TOSSICITÀ: BASSA
Motivazione: dati tossicologici sperimentali indicano bassa tossicità acuta e subcronica negli animali a dosi terapeutiche; effetti avversi limitati e non gravi riportati nella letteratura disponibile; assenza di evidenze di tossicità significativa nell’uso tradizionale corretto, pur con limitata disponibilità di studi clinici sistematici sulla sicurezza nell’uomo
EFFICACIA: BUONA
Motivazione: supportata da numerosi studi sperimentali in vivo su modelli animali e in vitro che documentano attività antinfiammatoria, epatoprotettiva, antimicrobica e antiproliferativa attribuibili principalmente ai sesquiterpeni e ai curcuminoidi; uso fitoterapico tradizionale consolidato nella medicina asiatica per disturbi digestivi ed epatobiliari; assenza di studi clinici controllati robusti specifici sulla specie
Confermate da studi scientifici e clinici
Non sono disponibili evidenze cliniche controllate robuste, riproducibili e sufficientemente standardizzate per confermare in modo definitivo specifiche indicazioni terapeutiche di Curcuma zedoaria nell’uomo secondo criteri moderni evidence-based. Gli studi clinici disponibili risultano limitati, eterogenei per estratti utilizzati, metodologie e numerosità campionaria.
Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata
Attività antinfiammatoria. Studi in vitro e in vivo animali hanno documentato riduzione di mediatori proinfiammatori e modulazione delle vie infiammatorie da parte di sesquiterpeni e frazioni essenziali della droga rizomatosa. Le evidenze cliniche dirette sulla specie restano limitate.
Attività antimicrobica e antisettica. Estratti e olio essenziale hanno mostrato attività in vitro contro diversi ceppi batterici e fungini, soprattutto mediante frazioni sesquiterpeniche aromatiche. Mancano conferme cliniche adeguate per applicazioni terapeutiche specifiche.
Attività digestiva e stomachica. L’uso fitoterapico tradizionale è supportato da dati farmacologici sperimentali relativi alla stimolazione delle secrezioni digestive e della motilità gastrointestinale. Alcuni studi animali indicano attività gastroprotettiva e modulazione funzionale epatobiliare.
Attività coleretica e colagoga. Modelli animali e dati farmacologici sperimentali suggeriscono incremento della secrezione biliare e supporto funzionale epatobiliare. Le evidenze cliniche risultano insufficienti.
Attività gastroprotettiva. Studi in vivo animali mostrano riduzione sperimentale di lesioni gastriche e modulazione dello stress ossidativo gastrico associato a estratti rizomatosi. Mancano studi clinici controllati adeguati.
Attività antiossidante. Evidenze in vitro e in modelli animali documentano capacità scavenger radicalica e modulazione dello stress ossidativo attribuite soprattutto ai curcuminoidi e ai sesquiterpeni ossigenati.
Attività antiproliferativa e citotossica sperimentale. Diversi studi in vitro hanno documentato attività antiproliferativa verso linee cellulari tumorali da parte di curdione, germacrone e altri sesquiterpeni. Le evidenze restano precliniche e non consentono attribuzioni terapeutiche oncologiche clinicamente validate.
Attività epatoprotettiva sperimentale. Studi animali indicano riduzione di marcatori di danno epatico e modulazione dello stress ossidativo in modelli tossicologici sperimentali. Le evidenze cliniche sono insufficienti.
Attività modulatrice metabolica. Alcuni studi animali suggeriscono effetti sul metabolismo lipidico e glucidico, ma i dati risultano preliminari, non uniformi e privi di adeguata conferma clinica.
Uso storico e nella tradizione
Uso tradizionale come digestivo aromatico e stomachico nelle medicine tradizionali dell’Asia meridionale e sud-orientale.
Uso etnobotanico come coadiuvante nei disturbi epatobiliari e nella dispepsia.
Uso tradizionale in preparazioni per flatulenza, nausea e senso di pienezza gastrica.
Uso storico come rimedio per disturbi mestruali e irregolarità del ciclo nella medicina tradizionale asiatica.
Uso tradizionale topico e interno in preparazioni popolari destinate a stati infiammatori cronici.
Uso tradizionale come tonico aromatico e correttivo digestivo in formulazioni polierboristiche.
Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ciascun utilizzo fitoterapico.
Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata*
World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants Volume 1, 1999
Ravindran P. N., Babu K. N., Sivaraman K., Turmeric The Genus Curcuma, 2007
Wilson B., Abraham G., Manju V. S., Mathew M., Vimala B., Sundaresan S., Antioxidant and Anti-Inflammatory Activities of Curcuma zedoaria Roscoe Essential Oil, Indian Journal of Experimental Biology, 2005
Hamdi Oskoueian, Abdullah Nurulhuda, Saad Wan Zahari, Omar Abdul Rahman, Ahmad Syahida, Kuan Wan Hoong, Zolkifli Nurulfiza A., Bioactive Compounds and Biological Activities of Javanese Turmeric, Molecules, 2011
Liu Yong, Roy Suparna S., Nebie Reda H. C., Zhang Yumin, Functional Food Properties of Curcuma Species, International Journal of Food Properties, 2013
Li S., Yuan W., Deng G., Wang P., Yang P., Aggarwal Bharat B., Chemical Composition and Product Quality Control of Turmeric, Pharmaceutical Crops, 2011
Khare C. P., Indian Medicinal Plants An Illustrated Dictionary, 2007
Jirovetz Leopold, Buchbauer Gerhard, Stoyanova Albena, Georgiev Evgeni, Damianova Stanka, Composition, Quality Control and Antimicrobial Activity of the Essential Oil of Curcuma zedoaria, Natural Product Communications, 2006
Chachad Devyani P., Talpate Kishor A., Jagdale Shital P., Characterization and Quantification of Curcuminoids from Curcuma zedoaria, Journal of Pharmacognosy and Phytochemistry, 2016
Heinrich Michael, Fundamentals of Pharmacognosy and Phytotherapy, 2018
(Le avvertenze includono segnali di rischio basati su evidenze precliniche, plausibilità farmacologica o casi isolati)
POSSIBILE EFFETTO STIMOLANTE SULLA MOTILITÀ UTERINA E ATTIVITÀ UTEROTONICA EVIDENZIATA IN STUDI IN VIVO SU MODELLI ANIMALI E IN DATI ETNOFARMACOLOGICI, CHE SUGGERISCONO CAUTELA IN GRAVIDANZA PER PLAUSIBILITÀ FARMACOLOGICA.
POSSIBILE ATTIVITÀ COLERETICA E STIMOLAZIONE DELLA SECREZIONE BILIARE DOCUMENTATA IN STUDI SPERIMENTALI IN VIVO, CHE RICHIEDE CAUTELA IN PRESENZA DI PATOLOGIE OSTRUTTIVE DELLE VIE BILIARI PER PLAUSIBILITÀ FARMACOLOGICA.
ATTIVITÀ ANTIPROLIFERATIVA E CITOTOSSICA OSSERVATA IN STUDI IN VITRO SU LINEE CELLULARI TUMORALI, CON SIGNIFICATO CLINICO NON DEFINITO MA INDICATIVA DI POTENZIALE INTERAZIONE CON PROCESSI CELLULARI SENSIBILI.
POSSIBILE INTERAZIONE CON SISTEMI ENZIMATICI EPATICI SUGGERITA DA STUDI IN VITRO SU ESTRATTI E COMPONENTI SESQUITERPENICI, CON IMPLICAZIONI TEORICHE SUL METABOLISMO DI FARMACI, NON CONFERMATE DA STUDI CLINICI.
I DATI DISPONIBILI DERIVANO PREVALENTEMENTE DA STUDI IN VITRO E IN VIVO ANIMALE E DA USO TRADIZIONALE, CON ASSENZA DI STUDI CLINICI CONTROLLATI SPECIFICI SULLA SICUREZZA NELL’UOMO, LIMITANDO LA DEFINIZIONE PRECISA DEL PROFILO DI RISCHIO.
(Le controindicazioni si basano su evidenze cliniche dirette, cioè dati da studi clinici, osservazionali o casistiche solide che dimostrino che l’uso della pianta è da evitare in specifiche condizioni o popolazioni)
NON SONO DISPONIBILI CONTROINDICAZIONI CLINICHE FORMALMENTE DOCUMENTATE E SPECIFICHE PER CURCUMA ZEDOARIA (CHRISTM.) ROSCOE DERIVATE DA STUDI CLINICI CONTROLLATI O OSSERVAZIONALI SULL’UOMO; LE EVIDENZE DIRETTE RISULTANO LIMITATE E NON CONSENTONO DI DEFINIRE CONTROINDICAZIONI CERTE BASATE SU DATI CLINICI.
(Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche)
Droga polverizzata del rizoma essiccato in capsule o compresse. La forma più tradizionale e diffusa in fitoterapia asiatica utilizza rizoma micronizzato standardizzato per contenuto di oli essenziali totali e sesquiterpeni. I dosaggi comunemente impiegati nella letteratura fitoterapica tradizionale e sperimentale corrispondono a 1–3 g al giorno di droga secca suddivisa in 2–3 somministrazioni. Per attività digestive e carminative vengono generalmente utilizzati preparati con almeno 1–2% di olio essenziale totale.
Estratto secco idroalcolico titolato del rizoma. Gli estratti standardizzati sono impiegati soprattutto per attività digestive, coleretiche e antinfiammatorie sperimentali. I preparati maggiormente documentati sono standardizzati in sesquiterpeni ossigenati e oli essenziali con titolo minimo complessivo compreso tra 2% e 5%. Le dosi utilizzate nei prodotti fitoterapici commerciali e nei modelli sperimentali equivalgono generalmente a 200–600 mg al giorno di estratto secco con rapporto droga/estratto variabile da 5:1 a 15:1.
Estratto fluido idroalcolico del rizoma. Utilizzato nella tradizione ayurvedica e nella fitoterapia orientale per dispepsia, meteorismo e supporto epatobiliare. Le preparazioni convenzionali prevedono estratti fluidi 1:1 in etanolo al 45–70% con posologia usuale di 1–4 mL al giorno suddivisi in più assunzioni.
Tintura madre fitoterapica del rizoma fresco o essiccato. Le preparazioni tradizionali impiegano solventi idroalcolici con rapporti droga/solvente tipicamente 1:5 o 1:10. L’uso documentato è prevalentemente digestivo-carminativo con dosaggi generalmente compresi tra 20 e 60 gocce fino a tre volte al giorno.
Estratto lipofilo o oleoresina ricca in frazione volatile. Preparazioni concentrate utilizzate soprattutto in ambito sperimentale e nutraceutico per l’elevato contenuto in curzerenone, curdione, germacrone e zederone. I prodotti disponibili sono frequentemente standardizzati in olio essenziale totale superiore al 5%. Le dosi orali comunemente riportate sono comprese tra 50 e 200 mg al giorno.
Olio essenziale di Curcuma zedoaria ottenuto per distillazione in corrente di vapore del rizoma. Utilizzato prevalentemente in aromaterapia tradizionale e in preparazioni galeniche esterne. La composizione varia in funzione del chemotipo ma è generalmente ricca in sesquiterpeni ossigenati. L’uso orale richiede particolare cautela per il limitato profilo tossicologico clinico disponibile; nelle preparazioni aromaterapiche vengono impiegate quantità molto basse generalmente inferiori a 100 mg al giorno.
Estratti combinati digestivi ed epatobiliari. Curcuma zedoaria viene frequentemente associata in formulazioni fitoterapiche con Zingiber officinale, Cynara cardunculus, Foeniculum vulgare, Mentha × piperita e Curcuma longa per attività carminativa, digestiva e colagoga. Le formulazioni commerciali utilizzano tipicamente 100–300 mg di estratto di Curcuma zedoaria per dose giornaliera in associazione con altri estratti.
Preparazioni omeopatiche di Curcuma zedoaria. Disponibili principalmente come tintura madre omeopatica e diluizioni dalla D1 alla D6, più raramente fino a CH30. L’impiego omeopatico tradizionale riguarda soprattutto disturbi digestivi, flatulenza e dispepsia funzionale. Non esistono evidenze cliniche robuste specifiche a supporto dell’efficacia terapeutica omeopatica della specie.
World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants, Volume 1, 1999
HagerROM, Hagers Handbuch der Pharmazeutischen Praxis: Drogen A-D, 2010
Peter Houghton, Mukesh Pandey, Medicinal Plants in Asia for Metabolic Disorders: Natural Products and Traditional Medicine, 2015
M. N. Ravindran, K. Nirmal Babu, K. Sivaraman, Turmeric: The Genus Curcuma, 2007
J. T. Srivastava, Eswar Shankar, Sanjay Gupta, Chamomile: A Herbal Medicine of the Past with Bright Future, 2010
Chayanika Das Gupta, A Review on Pharmacological Activities of Curcuma zedoaria, International Journal of Pharma and Bio Sciences, 2011
Muhammad Abdul Hossain, Zedoary Essential Oil and Its Biological Activity: A Review, Natural Product Communications, 2015
R. K. Singh, Studies on the Phytochemical and Pharmacological Properties of Curcuma zedoaria, Journal of Ethnopharmacology, 2013
European Scientific Cooperative on Phytotherapy, ESCOP Monographs: The Scientific Foundation for Herbal Medicinal Products, 2019
(Basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso)
Infuso digestivo-carminativo con Curcuma zedoaria e Zingiber officinale. Utilizzare 1 g di rizoma essiccato di Curcuma zedoaria e 1 g di rizoma di zenzero in 200 mL di acqua a 90–95 °C per 10 minuti. Assumere fino a due volte al giorno dopo i pasti principali. La combinazione è tradizionalmente utilizzata per dispepsia funzionale, meteorismo e digestione lenta con supporto farmacologico sperimentale su motilità gastrointestinale e secrezione biliare.
Tisana digestiva aromatica con Curcuma zedoaria, Foeniculum vulgare e Mentha × piperita. Utilizzare 1 g di Curcuma zedoaria, 1 g di semi di finocchio e 0,5 g di foglie di menta piperita in 250 mL di acqua calda per 10 minuti. Assumere dopo i pasti fino a tre volte al giorno. Formulazione tradizionale orientata al controllo di fermentazioni intestinali, flatulenza e tensione addominale.
Decotto epatobiliare con Curcuma zedoaria e Cynara cardunculus. Utilizzare 1,5 g di rizoma di Curcuma zedoaria e 2 g di foglie di carciofo in 250 mL di acqua. Portare a lieve ebollizione per 10–15 minuti e lasciare riposare altri 10 minuti. Assumere una volta al giorno dopo il pasto principale. La formulazione è coerente con l’uso tradizionale coleretico e digestivo supportato da dati sperimentali sulla secrezione biliare.
Infuso speziato stomachico con Curcuma zedoaria, Elettaria cardamomum e Cinnamomum verum. Utilizzare 1 g di Curcuma zedoaria, 0,5 g di cardamomo e 0,5 g di cannella in 200 mL di acqua calda per 8–10 minuti. Assumere dopo i pasti principali. L’associazione è tradizionalmente impiegata per dispepsia atonica e sensazione di pesantezza gastrica.
Formulazione erboristica amaro-tonica con Curcuma zedoaria e Gentiana lutea. Utilizzare 0,5–1 g di Curcuma zedoaria e 0,5 g di genziana in estratto secco o tisana concentrata prima dei pasti principali. La combinazione viene impiegata nella tradizione fitoterapica europea e asiatica per stimolare secrezioni digestive e appetito, con moderato supporto farmacologico sperimentale.
Infuso tradizionale con Curcuma zedoaria e Glycyrrhiza glabra. Utilizzare 1 g di Curcuma zedoaria e 1 g di liquirizia in 250 mL di acqua calda per 10 minuti. Assumere una o due volte al giorno per brevi periodi. L’associazione è utilizzata tradizionalmente per irritazione gastrica e discomfort digestivo; la presenza di liquirizia richiede cautela in soggetti ipertesi o in terapia corticosteroidea.
Preparazione digestiva fermentativa con Curcuma zedoaria e Citrus reticulata pericarpo. Utilizzare 1 g di Curcuma zedoaria e 1 g di scorza essiccata di mandarino in 200–250 mL di acqua calda per 10 minuti. Impiego tradizionale orientale per gonfiore postprandiale e digestione rallentata.
Miscela fitoterapica con Curcuma zedoaria, Piper nigrum e Curcuma longa. Utilizzare 0,5–1 g di Curcuma zedoaria, 1 g di Curcuma longa e una piccola quantità di pepe nero in decotto leggero o sospensione acquosa. La combinazione viene utilizzata in fitoterapia ayurvedica come supporto digestivo e antinfiammatorio; il pepe nero può modificare la biodisponibilità di componenti lipofili e richiede cautela nei soggetti con gastrite o terapia farmacologica complessa.
World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants, Volume 1, 1999
M. N. Ravindran, K. Nirmal Babu, K. Sivaraman, Turmeric: The Genus Curcuma, 2007
European Scientific Cooperative on Phytotherapy, ESCOP Monographs: The Scientific Foundation for Herbal Medicinal Products, 2019
Chayanika Das Gupta, A Review on Pharmacological Activities of Curcuma zedoaria, International Journal of Pharma and Bio Sciences, 2011
Muhammad Abdul Hossain, Zedoary Essential Oil and Its Biological Activity: A Review, Natural Product Communications, 2015
Peter Houghton, Mukesh Pandey, Medicinal Plants in Asia for Metabolic Disorders: Natural Products and Traditional Medicine, 2015
K. C. Ong, M. Nordiana, Malay Ethnomedical Plants and Their Bioactive Constituents, Journal of Ethnopharmacology, 1999
R. K. Singh, Studies on the Phytochemical and Pharmacological Properties of Curcuma zedoaria, Journal of Ethnopharmacology, 2013
Andrew Pengelly, The Constituents of Medicinal Plants: An Introduction to the Chemistry and Therapeutics of Herbal Medicine, 2021
Consultare il proprio medico prima di assumere qualsiasi preparato
Vino medicato tradizionale a base di Curcuma zedoaria ottenuto per macerazione del rizoma essiccato (10–20 g/L) in vino bianco secco o leggermente alcolico per 7–14 giorni in contenitore chiuso, con agitazione periodica. Dopo filtrazione, il preparato viene utilizzato in piccole quantità (20–40 ml prima dei pasti) come stomachico aromatico e stimolante della secrezione digestiva. L’uso è coerente con la tradizione fitoterapica asiatica e con il profilo coleretico e carminativo della specie.
Tintura alcolica tradizionale (preparazione liquorosa tipo amaro) ottenuta mediante macerazione del rizoma di Curcuma zedoaria (5–10 g per 100 ml) in soluzione idroalcolica al 40–60% per 10–15 giorni, eventualmente associata a droghe amare come Gentiana lutea o scorze di agrumi. Dopo filtrazione e possibile aggiunta di piccole quantità di zucchero, si ottiene una preparazione simile a liquori digestivi amari. Uso in dosi di 10–20 ml dopo i pasti come eupeptico e carminativo. L’impiego è supportato dall’uso storico della specie come aromatizzante di liquori e tonici amari .
Elisir alcolico concentrato (tipo estratto idroalcolico concentrato) preparato con macerazione prolungata del rizoma polverizzato (1:5) in etanolo al 60–70% per 14–21 giorni, seguito da filtrazione e conservazione in contenitori scuri. Utilizzato in dosi ridotte (5–10 ml diluiti) come supporto epatobiliare e digestivo. La scelta di una concentrazione alcolica intermedia è coerente con i dati sperimentali che mostrano efficacia di estratti etanolici nel modulare metabolismo epatico e risposta all’alcol in modelli animali .
Preparazioni liquoristiche aromatiche tradizionali (amari o bitter) contenenti Curcuma zedoaria come componente secondario, ottenute per macerazione multipla di droghe amare e aromatiche in alcol ad alta gradazione seguita da diluizione e affinamento. In questo contesto la droga contribuisce al profilo aromatico amaro-speziato e alla funzione digestiva. Uso limitato a piccole quantità postprandiali (10–30 ml).
Chinese Pharmacopoeia Commission, Pharmacopoeia of the People's Republic of China Volume I, 2020
European Directorate for the Quality of Medicines, European Pharmacopoeia Monographs on Herbal Drugs, 2022
Kimura Yoshiyuki, Sumiyoshi Maho, Tamaki Tomoiki, Effects of the extracts and an active compound curcumenone isolated from Curcuma zedoaria rhizomes on alcohol-induced drunkenness in mice, 2013
Sinha K K, Spices and flavoring plants in Encyclopedia of Food Sciences and Nutrition, 2003
Jantan Ibrahim, Mohd Aspollah Sukari, Chemical constituents and biological activities of Curcuma zedoaria, 2008
Chen Xiaojun, Fang Dong, Advances in studies on chemical constituents and pharmacological effects of Curcuma zedoaria, 2013
Consultare il proprio medico prima di assumere questa bevanda ed evitarne l'uso in caso di divieto di assunzione di alcol
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FINE ANNUNCIO
SCHEDA NOTIZIE E VARIE
Curcuma zedoaria (Christm.) Roscoe, nota come zedoaria o zenzero bianco, è utilizzata in ambito culinario soprattutto nelle tradizioni asiatiche, in particolare in India, Indonesia e Thailandia, dove il rizoma rappresenta la parte edibile principale.
Il sapore è più amarognolo e leggermente canforato rispetto alla curcuma comune, con note aromatiche fresche e pungenti che la rendono adatta a preparazioni speziate piuttosto che dolci. Il profilo organolettico è meno caldo e più balsamico, motivo per cui viene impiegata in quantità moderate.
Il rizoma può essere utilizzato fresco, affettato o grattugiato, oppure essiccato e ridotto in polvere. Nella cucina tradizionale viene spesso incorporato in miscele di spezie, curry e paste aromatiche, contribuendo a conferire profondità aromatica e una leggera nota amara alle preparazioni.
In alcune cucine locali viene utilizzata anche per aromatizzare riso, zuppe e piatti a base di carne o pesce, dove svolge una funzione simile allo zenzero ma con un carattere più marcato e meno piccante.
Dal punto di vista tecnologico alimentare, la zedoaria è apprezzata anche per le sue proprietà aromatiche e per la capacità di migliorare la digeribilità dei piatti ricchi di grassi, in linea con il suo uso tradizionale come spezia digestiva.
Infine, in alcune regioni viene impiegata anche nella preparazione di bevande tradizionali e liquori aromatici, dove il suo profilo balsamico contribuisce a creare prodotti dal carattere distintivo.
Curcuma zedoaria (Christm.) Roscoe è conosciuta storicamente come zedoaria ed è stata una delle prime specie del genere Curcuma introdotte in Europa, già nel Medioevo, attraverso le rotte commerciali arabe e veneziane, prima ancora della diffusione su larga scala della curcuma longa.
Nel commercio delle spezie medievali la zedoaria era considerata una droga preziosa e veniva utilizzata sia come aromatizzante sia come rimedio medicinale, spesso confusa o associata allo zenzero per le somiglianze aromatiche e morfologiche.
Il nome “zedoaria” deriva probabilmente da termini persiani e arabi che indicavano radici aromatiche, riflettendo l’importanza della pianta nelle tradizioni mediche e culinarie del Medio Oriente e dell’Asia meridionale.
A differenza della curcuma comune, la zedoaria non è utilizzata come colorante alimentare, poiché il rizoma presenta una colorazione più chiara e meno intensa, ma è apprezzata per il suo aroma complesso e penetrante.
In alcune tradizioni asiatiche il rizoma è stato impiegato anche come ingrediente in rituali e pratiche culturali, oltre che come spezia, evidenziando il valore simbolico oltre a quello alimentare e medicinale.
Dal punto di vista botanico, la pianta presenta rizomi con una colorazione interna biancastra o giallo pallido, talvolta con sfumature bluastre, caratteristica distintiva rispetto ad altre specie del genere Curcuma.