QUESTA SCHEDA È UNICA E ORIGINALE IN INTERNET aggiornamento del 08/07/2026
ACONITO Aconitum Napellus L.
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Autore: erbeofficinali.org
Foto modificata per uso didattico. Originale dell'Università di Lione
Foto modificata per uso didattico. Gentile concessione del Centro Clinico Medicina Naturale (naturamedica.net)
TOSSICITÀ VELENOSA O LETALE *
EFFICACIA NON UTILIZZABILE
Noo
ANNUNCIO PUBBLICITARIO
FINE ANNUNCIO
SCHEDA BOTANICA
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Clade Tracheophyta
Clade Angiospermae
Clade Eudicotyledones
Clade Ranunculanae
Ordine Ranunculales
Famiglia Ranunculaceae
Sottofamiglia Ranunculoideae
Tribù Delphinieae
Genere Aconitum
Specie Aconitum napellus
PIANTA ERBACEA PERENNE DELLA FAMIGLIA RANUNCULACEAE. PRESENTA UN FUSTO ERETTO, ALTO 50-150 CM, CON FOGLIE ALTERNE, PALMATE E PROFONDAMENTE DIVISE IN 5-7 SEGMENTI LANCEOLATI. I FIORI, DI COLORE BLU-VIOLETTO, SONO RIUNITI IN RACEMI TERMINALI E PRESENTANO UNA CARATTERISTICA FORMA A ELMO DOVUTA AL SEPALO SUPERIORE. IL FRUTTO È UN FOLLICOLO CONTENENTE NUMEROSI SEMI NERASTRI. LA RADICE È TUBERIFORME E FUSIFORME. LA PIANTA È ALTAMENTE TOSSICA PER LA PRESENZA DI ALCALOIDI, IN PARTICOLARE ACONITINA. CRESCE IN ZONE MONTANE UMIDE E FRESCHE DELL'EUROPA CENTRALE E MERIDIONALE.
GIUGNO, LUGLIO, AGOSTO, FINE PRIMAVERA, ESTATE
COLORI OSSERVATI
____BLU MODERATO ____BLU SCURO DESATURATO
In Italia sono distribuite soprattutto al nord (nelle Alpi) e prediligono zone non troppo soleggiate e lievemente umide ai margini dei boschi a quote medie. Al di fuori delle Alpi sono presenti nei Carpazi e anche in molte altre catene montuose europee. È altrettanto presente nella flora asiatica (qui si ha la concentrazione maggiore di specie): Asia Orientale e Asia Meridionale (India). Qualche specie è presente anche nelle catene montuose del Nord America (Aconitum delphiniifolium nativo del Canada e Alaska).
Motivazione: Anche piccole quantità di parti fresche o estratti possono causare grave tossicità e morte; la pianta contiene aconitina e altri alcaloidi altamente tossici, pertanto l’uso corretto richiede estrema cautela e limiti omeopatici.
EFFICACIA: NON UTILIZZABILE
Motivazione: Aconitum napellus L. contiene alcaloidi altamente tossici; non è utilizzabile in fitoterapia convenzionale e il suo impiego è limitato esclusivamente a preparazioni omeopatiche estremamente diluite, dove l’efficacia terapeutica non è basata su principi attivi farmacologici.
PROTOCOLLO DI EMERGENZA PER SOSPETTO AVVELENAMENTO DA Aconitum napellus
1. PRIMI SOCCORSI IMMEDIATI
Allontanare la fonte di esposizione:
Se in bocca, rimuovere eventuali residui vegetali.
Se contatto cutaneo, lavare con acqua e sapone.
Non indurre il vomito: Rischio di peggiorare l’assorbimento degli alcaloidi.
2. CHIAMATA D’EMERGENZA
Contattare immediatamente il 118 o un Centro Antiveleni (in Italia: +39-02-66101029).
Fornire informazioni precise:
Parte della pianta ingerita/toccata.
Quantità stimata e orario di assunzione.
Sintomi presenti.
3. SINTOMI PRINCIPALI DA MONITORARE
Cardiaci:
Bradicardia/aritmie ventricolari
Ipotensione
Neurologici:
Parestesie (formicolio labbra/estremità)
Paralisi muscolare progressiva
Vertigini
Gastrointestinali:
Nausea/vomito
Diarrea
4. TRATTAMENTO OSPEDALIERO URGENTE
Antidoto: Atropina (per bradicardia) e Lidocaina (per aritmie).
Carbone attivato: Solo se somministrato entro 1 ora dall’ingestione.
Supporto vitale:
Ossigenoterapia
Monitoraggio ECG continuo
Correzione squilibri elettrolitici
5. DA EVITARE ASSOLUTAMENTE
Rimedi casalinghi (latte, oli, ecc.).
Farmaci antiemetici senza controllo medico.
Attività fisica (peggiora l’assorbimento tossico).
6. NOTE CRITICHE
Tempo cruciale: La tossicità si manifesta entro 20 minuti-2 ore.
Dose letale stimata: 2-5 g di radice fresca (contiene aconitina, LD50 0.1 mg/kg).
L’aconito è una delle piante più velenose d’Europa: l’intervento tempestivo è vitale.
EVENTUALI FUNZIONI TERAPEUTICHE SONO INDICATE SOLO PER INFORMAZIONE STORICO-CULTURALE MA NON APPLICABILI NELLA PRATICA FITOTERAPICA.
Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ciascun utilizzo fitoterapico.
QUESTA PIANTA RIENTRA NELLA LISTA DEL MINISTERO DELLA SALUTE PER L'IMPIEGO NON AMMESSO NEL SETTORE DEGLI INTEGRATORI ALIMENTARI.
(Le controindicazioni si basano su evidenze cliniche dirette, cioè dati da studi clinici, osservazionali o casistiche solide che dimostrino che l’uso della pianta è da evitare in specifiche condizioni o popolazioni)
ERBA VELENOSA! VIETATO L'USO
2 MG DI ACONITINA POSSONO PORTARE ALLA MORTE. LA DOSE LETALE PER GLI ADULTI È DI POCHI GRAMMI DI VEGETALE (OGNI PARTE DELLA PIANTA). NEI CASI DI AVVELENAMENTO SI PUÒ MORIRE PER EDEMA POLMONARE E PER ARRESTO RESPIRATORIO. BUONI ANTITODI SONO IL PERMANGANATO DI POTASSIO E L'ATROPINA (VELENOSA)
Preparazioni omeopatiche
Aconitum napellus è ampiamente presente nella farmacopea omeopatica internazionale.
Tintura madre omeopatica
Preparazione utilizzata esclusivamente come materiale di partenza per successive diluizioni omeopatiche.
Diluizioni omeopatiche basse
D4, D6, CH5, CH7.
Diluizioni omeopatiche intermedie
CH9, CH12, CH15.
Diluizioni omeopatiche elevate
CH30, CH200 e superiori.
Le posologie variano secondo la scuola omeopatica adottata e non sono correlate a concentrazioni farmacologicamente attive di principi attivi.
Data l'elevata tossicità della specie, non esistono titoli terapeutici fitoterapici universalmente accettati né posologie fitoterapiche moderne riconosciute per l'uso della droga vegetale.
(Basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso)
Per Aconitum napellus L. non esistono tisane, infusi, decotti o formulazioni erboristiche per uso interno supportati da dosaggi sicuri e da evidenze scientifiche moderne che ne consentano l'impiego fitoterapico.
La droga contiene alcaloidi diterpenici altamente tossici, in particolare aconitina, mesaconitina e ipaconitina, responsabili di gravi effetti neurotossici e cardiotossici. Anche quantità molto ridotte della pianta possono provocare avvelenamento severo e casi mortali.
Di conseguenza non sono disponibili formulazioni erboristiche sicure basate su Aconitum napellus da utilizzare come tisana, infuso o decotto, né da solo né in associazione con altre piante medicinali.
Le preparazioni tradizionali storicamente descritte nella letteratura erboristica europea sono oggi considerate obsolete e non compatibili con gli standard contemporanei di sicurezza fitoterapica.
Le preparazioni detossificate impiegate in alcuni sistemi medici asiatici non sono ottenute dalla semplice preparazione domestica della droga vegetale e richiedono processi farmaceutici specialistici di trasformazione e controllo qualitativo; pertanto non possono essere considerate tisane, infusi, decotti o formulazioni erboristiche riproducibili in ambito fitoterapico ordinario.
Consultare il proprio medico prima di assumere qualsiasi preparato
In alcune specie di Aconitum sono stati identificati composti correlati a higenamina (β2‑agonista proibito).
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FINE ANNUNCIO
SCHEDA NOTIZIE E VARIE
Aconitum napellus è una delle piante velenose più celebri della flora europea e ha accompagnato la storia della medicina, della tossicologia e delle credenze popolari per molti secoli.
Il nome Aconitum compare già nella letteratura greca e romana antica. Autori come Teofrasto, Dioscoride e Plinio il Vecchio descrissero la pianta come rimedio medicinale ma soprattutto come veleno di straordinaria potenza.
Nella mitologia greca l'aconito sarebbe nato dalla saliva del cane infernale Cerbero quando Eracle lo trascinò fuori dagli Inferi durante una delle sue fatiche. Questa leggenda contribuì alla fama sinistra della pianta per tutta l'antichità.
Nel Medioevo e nel Rinascimento l'aconito fu considerato uno dei principali veleni vegetali europei. In numerosi erbari storici veniva raccomandato ai medici di maneggiarlo con estrema cautela.
Diversi popoli utilizzarono estratti di aconito per avvelenare punte di frecce e lance destinate alla caccia o alla guerra. Questa pratica è documentata in varie regioni dell'Eurasia.
La pianta è stata spesso associata alla stregoneria e alla magia popolare europea. In numerose tradizioni folkloristiche figurava tra gli ingredienti attribuiti ai presunti unguenti delle streghe.
L'aconito è noto anche con il nome volgare di elmo di Giove o cappuccio di monaco, denominazioni ispirate alla caratteristica forma del sepalo superiore del fiore.
Durante il XIX secolo venne impiegato nella medicina ufficiale europea come analgesico e sedativo per dolori nevralgici e reumatici, ma l'uso terapeutico diminuì progressivamente a causa dell'elevata frequenza di intossicazioni.
L'aconitina, principale alcaloide della specie, è uno dei composti vegetali più studiati nella storia della tossicologia per il suo potente effetto sui canali del sodio delle cellule nervose e cardiache.
I sintomi dell'avvelenamento da aconito sono spesso caratteristici e comprendono formicolii intensi della bocca e delle estremità, seguiti da gravi alterazioni cardiache e neurologiche.
Aconitum napellus continua a essere una delle specie vegetali più frequentemente citate nei manuali di tossicologia botanica come esempio classico di pianta ad elevata pericolosità.
Nonostante la lunga storia medicinale e farmacologica, la moderna fitoterapia occidentale non ne raccomanda l'uso a causa dell'estrema ristrettezza del margine tra dose farmacologicamente attiva e dose tossica.