QUESTA SCHEDA È UNICA E ORIGINALE IN INTERNET aggiornamento del 25/04/2026
CAMOMILLA ROMANA Anthemis nobilis L.
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Autore: erbeofficinali.org
Hermann Adolph Köhler (1834-1879)
Autore: A.Tucci
Photo by Hekstra-Wuestman L.
Photo by Arnoldo Mondadori Editore SpA
TOSSICITÀ BASSISSIMA
EFFICACIA DIPENDENTE DALLE SPECIFICHE E DALLE FORME TERAPEUTICHE
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ANNUNCIO PUBBLICITARIO
FINE ANNUNCIO
SCHEDA BOTANICA
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Clade Angiosperme
Clade Eudicotiledoni
Clade Asteridi
Ordine Asterales
Famiglia Asteraceae
Genere Anthemis
Specie Anthemis nobilis L.
Famiglia:
Camomilla tedesca, Camomilla di Boemia, Camomilla nobile, Camomilla ortense, Falsa camomilla, C. di Germania, C. inglese, Kamilica, Römische Kamille, Camomille romaine, Aetheroleum chamomillae romanae
Ormenis nobilis Gay., Chamomilla nobilis GG., Anthemis odorata Lamk., Leucanthemum odoratum Eid. Ap., Chamaemelum nobile (L.) All., Chamaemelon odoratum Dod.
PIANTA ERBACEA PERENNE, STOLONIFERA E AROMATICA, CON FUSTI PROSTRATI O ASCENDENTI, PUBESCENTI. LE FOGLIE SONO ALTERNE, BIPENNATOSETTE, FINEMENTE DIVISE IN LACINIE LINEARI E ACUTE, DI COLORE VERDE-GRIGIASTRO. I FIORI SONO CAPOLINI SOLITARI O IN CIME CORIMBOSE, CON UN INVOLUCRO DI BRATTEE SCARIOSE. I FIORI ESTERNI SONO LIGULATI, BIANCHI, MENTRE I FIORI CENTRALI SONO TUBULOSI E GIALLI. IL RICETTACOLO È CONICO E PROVVISTO DI SQUAME INTERFLORALI. I FRUTTI SONO ACHENI OBLUNGHI, COMPRESSI E COSTOLUTI, SENZA PAPPO O CON UNA CORONA MOLTO BREVE.
LUGLIO, AGOSTO, SETTEMBRE, ESTATE, INIZIO AUTUNNO
COLORI OSSERVATI NEI FIORI
____BIANCO ____GIALLO CHIARISSIMO
Cresce tipicamente in prati asciutti e soleggiati, pascoli, bordi di strade, giardini, brughiere e aree erbose ben drenate. Predilige terreni leggeri, sabbiosi o ghiaiosi, con un pH da leggermente acido a neutro, e tollera condizioni di suolo povero. Si trova in gran parte dell'Europa occidentale e meridionale, ed è stata naturalizzata in Nord America, Australia e Nuova Zelanda. È una pianta che ama l'esposizione al sole pieno, anche se può tollerare una leggera ombra. La si può trovare dal livello del mare fino a medie altitudini. Grazie al suo profumo gradevole e alle sue proprietà, è spesso coltivata come pianta ornamentale e officinale nei giardini e nei prati.
GIUGNO, SETTEMBRE, FINE PRIMAVERA, INIZIO ESTATE, INIZIO AUTUNNO
FIORI DELLE PIANTE A FIORE DOPPIO COLTIVATE [CHAMOMILLAE ROMANAE FLORES F.U.]
INTENSO E FRUTTATO, CON NOTE DOLCI DI MELA, SENTORI ERBACEI FRESCHI E UN CARATTERISTICO FONDO AMARO-CITRICO. PIÙ PUNGENTE RISPETTO A MATRICARIA CHAMOMILLA.
AMAROGNOLO INTENSO, CON NOTE FRUTTATE (MELA COTOGNA), LEGGERA ASTRINGENZA E RETROGUSTO ERBACEO-PUNGENTE, PIÙ MARCATO RISPETTO ALLA CAMOMILLA TEDESCA (MATRICARIA CHAMOMILLA).
Esteri terpenici e acidi angelici: angelyl angelato, metilallil angelato, isobutil angelato, 2-metilbutil angelato, prenil angelato, tiglati, senecioati
Monoterpeni e monoterpenoidi: alfa pinene, beta pinene, mircene, limonene, pinocarvone, borneolo, canfene
Sesquiterpeni: beta cariofillene, germacrene D, aristolene epossido
Eteri e composti ossigenati volatili: en-in dicicloetere, alcoli terpenici, chetoni monoterpenici
Flavonoidi: apigenina, luteolina, quercetina e loro glicosidi
Acidi fenolici: acido caffeico, acido clorogenico
Cumarine: umbelliferone, erniarina
Lattoni sesquiterpenici: nobilina e derivati
Polisaccaridi e mucillagini: eteropolisaccaridi idrofili
Acidi grassi e lipidi: acido palmitico, acidi grassi saturi e insaturi
Bibliografia
European Medicines Agency, Assessment report on Chamaemelum nobile L., flos, 2012
World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants Volume 2, 2002
Sadiki F Z, El Idrissi M, Chemical composition of essential oil of Anthemis nobilis L. flowers from Morocco, 2019
Tadrent W, Bachari K, Kabouche Z, Comparative compositions and antibacterial activity of the essential oils of Anthemis nobilis L. and Anthemis mixta L., 2016
Recent advances in Roman chamomile essential oil chemistry and bioactivity, 2024
TOSSICITÀ: BASSISSIMA
Motivazione: I dati tossicologici disponibili, inclusi quelli riportati in monografie ufficiali e studi preclinici, indicano un ampio margine di sicurezza alle dosi terapeutiche con assenza di tossicità sistemica significativa; sono riportati solo rari casi di reazioni allergiche da contatto o ipersensibilità tipiche delle Asteraceae, senza evidenze di tossicità rilevante in uso corretto
EFFICACIA: DIPENDENTE DALLE SPECIFICHE E DALLE FORME TERAPEUTICHE
Motivazione: Le evidenze cliniche dirette su Anthemis nobilis L. sono limitate e non consistono in studi clinici controllati robusti o revisioni sistematiche dedicate alla specie; l’attività è supportata principalmente da dati farmacologici in vitro e in vivo animale su estratti e olio essenziale, oltre a un uso fitoterapico tradizionale consolidato come antispasmodico e carminativo, ma l’efficacia risulta strettamente legata alla forma estrattiva e al contenuto in esteri terpenici, con variabilità significativa tra preparazioni
Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ciascun utilizzo fitoterapico.
Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata*
Confermate da studi scientifici e clinici
Non sono disponibili evidenze cliniche controllate, meta-analisi o revisioni sistematiche specifiche su Anthemis nobilis L. che confermino in modo diretto ed esclusivo proprietà fitoterapiche con indicazioni terapeutiche validate; i dati clinici risultano assenti o non sufficientemente robusti per attribuire effetti confermati secondo criteri evidence based.
Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata
Attività antinfiammatoria con indicazioni in infiammazioni lievi cutanee e mucosali, supportata da studi in vitro su estratti e olio essenziale e da evidenze farmacologiche sui costituenti terpenici e flavonoidici.
Attività antispasmodica con indicazioni in spasmi gastrointestinali e dispepsie funzionali, supportata da studi in vivo su modelli animali e da uso fitoterapico tradizionale coerente con dati farmacologici.
Attività carminativa con indicazioni in meteorismo e disturbi digestivi, basata su uso fitoterapico documentato e plausibilità farmacologica correlata ai composti volatili.
Attività sedativa lieve con indicazioni in stati di agitazione lieve e disturbi del sonno, supportata da dati sperimentali limitati e plausibilità farmacologica dei monoterpeni; evidenza indiretta e non clinica specifica.
Attività antimicrobica con indicazioni in uso topico su cute e mucose, supportata da studi in vitro sull’olio essenziale con attività su batteri e microrganismi; assenza di conferme cliniche.
Uso storico e nella tradizione
Impiego nei disturbi gastrointestinali quali dispepsia, coliche e flatulenza documentato nella medicina tradizionale europea.
Uso come sedativo leggero e calmante nervino in ambito domestico e popolare.
Applicazioni topiche per irritazioni cutanee, infiammazioni e come lenitivo dermico.
Impiego come emmenagogo e regolatore del ciclo mestruale in contesti etnobotanici storici.
European Medicines Agency, Assessment report on Chamaemelum nobile L., flos, 2012
World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants Volume 2, 2002
ESCOP, Monographs on the medicinal uses of plant drugs, Chamaemelum nobile, 2003
McKay D L, Blumberg J B, A review of the bioactivity and potential health benefits of chamomile tea, Phytotherapy Research, 2006
Sadiki F Z, El Idrissi M, Chemical composition and biological activities of Anthemis nobilis L. essential oil, 2019
IPERSENSIBILITÀ NOTA ALLA SPECIE ANTHEMIS NOBILIS L. O AI SUOI COSTITUENTI, DOCUMENTATA DA CASI CLINICI DI DERMATITE ALLERGICA DA CONTATTO E REAZIONI DI IPERSENSIBILITÀ IMMEDIATA ASSOCIATE ALL’USO TOPICO O INALATORIO DELL’OLIO ESSENZIALE E DEI PREPARATI CONTENENTI LA DROGA; TALE CONTROINDICAZIONE È SUPPORTATA DA DATI CLINICI E OSSERVAZIONALI SPECIFICI SULLA SPECIE RIPORTATI IN LETTERATURA FITOTERAPICA E DERMATOLOGICA.
POSSIBILE RISCHIO DI REAZIONI ALLERGICHE CUTANEE O MUCOSALI IN SOGGETTI PREDISPOSTI, CORRELATO ALLA PRESENZA DI LATTONI SESQUITERPENICI E ALTRI COMPOSTI ALLERGENICI; EVIDENZA BASATA SU STUDI CLINICI DERMATOLOGICI E OSSERVAZIONI DI FARMACOVIGILANZA.
USO DELL’OLIO ESSENZIALE AD ALTE CONCENTRAZIONI PUÒ DETERMINARE EFFETTI IRRITATIVI LOCALI SU CUTE E MUCOSE; EVIDENZA DI TIPO SPERIMENTALE E FARMACOLOGICA SU PREPARATI CONCENTRATI DELLA SPECIE.
LIMITATA DISPONIBILITÀ DI DATI CLINICI CONTROLLATI SULL’USO SISTEMICO PROLUNGATO, CON NECESSITÀ DI CAUTELA NELL’IMPIEGO CONTINUATIVO; EVIDENZA BASATA SU ASSENZA DI STUDI CLINICI ROBUSTI E SU VALUTAZIONI DELLE MONOGRAFIE UFFICIALI.
(Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche)
Olio essenziale (OE) ottenuto per distillazione in corrente di vapore delle sommità fiorite, rappresenta la forma estrattiva principale e più documentata. Nei preparati per uso interno come integratore alimentare, deve essere definito dal punto di vista botanico e biochimico con chemotipo a esteri (angelati di isobutile, isoamile o 2-metilbutile). Non esiste una titolazione percentuale universalmente standardizzata per l’effetto terapeutico, ma la qualità farmacognostica richiede elevata percentuale di esteri totali. La posologia tipica negli integratori è di 1–2 gocce fino a 2–3 volte al giorno su supporto idoneo, equivalenti a circa 0,1–0,2 ml/die.
Estratto fluido idroalcolico (1:1) da capolini, meno documentato rispetto all’olio essenziale ma presente nella pratica fitoterapica tradizionale. Non esistono standard di titolazione condivisi validati clinicamente per la specie Anthemis nobilis L.; il contenuto in flavonoidi e lattoni sesquiterpenici può essere utilizzato come parametro qualitativo. La posologia empirica riportata in fitoterapia tradizionale si colloca generalmente tra 1 e 3 ml al giorno suddivisi in più somministrazioni, ma l’assenza di studi clinici controllati limita la definizione di un titolo terapeutico preciso.
Estratto secco nebulizzato o liofilizzato, disponibile in capsule o compresse, generalmente standardizzato in flavonoidi totali espressi come apigenina o equivalenti. Tuttavia, per Anthemis nobilis L. non esistono livelli di titolazione terapeutica clinicamente validati né monografie che definiscano un contenuto minimo necessario all’effetto. Le dosi utilizzate nei prodotti commerciali variano tipicamente tra 200 e 500 mg per somministrazione, fino a 2–3 volte al giorno, con forte variabilità legata alla standardizzazione non uniforme.
Oleolito da fiori in olio vegetale (macerato lipidico), utilizzato prevalentemente per applicazione topica. Non è prevista una titolazione standard farmacologica; la qualità è correlata al rapporto droga/solvente e al contenuto residuo di componenti lipofili. L’uso è locale su cute irritata o infiammata, senza una posologia quantitativa sistemica definita.
Preparazioni galeniche semisolide (unguenti, creme) contenenti olio essenziale o estratti, con concentrazioni variabili generalmente comprese tra 0,5% e 5% per l’olio essenziale opportunamente diluito. Non esistono standard terapeutici ufficiali per la specie, ma tali formulazioni sono impiegate per uso topico su base empirica e tradizionale.
Preparazioni omeopatiche ottenute da tintura madre di Anthemis nobilis L., successivamente diluita e dinamizzata. Le diluizioni più utilizzate sono D4, D6, D12 o CH5–CH30. Non esiste titolazione in principi attivi né correlazione con concentrazioni farmacologiche misurabili. La posologia varia in funzione della diluizione e della scuola omeopatica, generalmente da 3 a 5 granuli più volte al giorno.
European Medicines Agency, Assessment report on Chamaemelum nobile, 2015
Blumenthal M et al., Herbal Medicine Expanded Commission E Monographs, 2000
EMA HMPC, Community herbal monograph on Chamaemelum nobile, 2015
McKay DL, Blumberg JB, A review of the bioactivity and potential health benefits of chamomile tea, 2006
Srivastava JK et al., Chamomile: A herbal medicine of the past with bright future, 2010
(Basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso)
Infuso semplice di Anthemis nobilis L. per disturbi digestivi e spasmi gastrointestinali
Si utilizzano 1,5–3 g di capolini essiccati in 200 ml di acqua calda, lasciando in infusione per 8–10 minuti. Assunzione fino a 2–3 volte al giorno dopo i pasti. Questa preparazione è coerente con l’uso tradizionale e con dati farmacologici relativi all’attività spasmolitica e carminativa dei flavonoidi e degli esteri dell’olio essenziale. Il dosaggio rientra nei range considerati sicuri per uso alimentare e fitoterapico
Infuso calmante serale con Anthemis nobilis L. e Passiflora incarnata L.
Composizione con 1,5 g di Anthemis nobilis e 1–2 g di Passiflora incarnata per 200 ml di acqua. Infusione 10 minuti, una tazza la sera. La combinazione si basa su sinergia fitoterapica documentata tra flavonoidi sedativi e componenti ansiolitici della passiflora, supportata da evidenze precliniche e uso clinico tradizionale. Dosaggi in linea con sicurezza d’uso per entrambe le droghe.
Infuso carminativo con Anthemis nobilis L. e Foeniculum vulgare Mill.
Composizione con 1,5 g di Anthemis nobilis e 1,5 g di semi di finocchio per 200 ml di acqua. Infusione 8–10 minuti, fino a 3 volte al giorno dopo i pasti. L’associazione è razionale per il trattamento del meteorismo e delle dispepsie grazie alla complementarità tra azione spasmolitica e carminativa documentata in letteratura fitoterapica e farmacologica
Infuso antinfiammatorio gastrointestinale con Anthemis nobilis L. e Glycyrrhiza glabra L.
Composizione con 1–1,5 g di Anthemis nobilis e 1 g di liquirizia per 200 ml di acqua. Infusione 10 minuti, 1–2 volte al giorno. L’uso si basa su dati farmacologici relativi all’attività antinfiammatoria e mucoprotettiva dei flavonoidi della camomilla e delle saponine della liquirizia. La posologia è mantenuta prudenziale per evitare effetti indesiderati della liquirizia a dosi elevate.
Decotto leggero per uso topico cutaneo con Anthemis nobilis L.
Si utilizzano 3–5 g di fiori in 250 ml di acqua, portati a ebollizione per 5 minuti e lasciati raffreddare. Applicazione mediante impacchi 1–2 volte al giorno su cute irritata o infiammata. L’uso topico è supportato da evidenze farmacologiche su attività antinfiammatoria e lenitiva e da consolidato impiego clinico dermatologico
Decotto per irrigazioni orofaringee con Anthemis nobilis L. e Salvia officinalis L.
Composizione con 3 g di Anthemis nobilis e 2 g di salvia in 250 ml di acqua, ebollizione breve 5 minuti e successivo raffreddamento. Utilizzo per gargarismi 2–3 volte al giorno. L’associazione è supportata da dati farmacologici su attività antisettica e antinfiammatoria delle mucose, con impiego documentato per affezioni del cavo orale.
Tisana digestiva amara con Anthemis nobilis L. e Achillea millefolium L.
Composizione con 1,5 g di Anthemis nobilis e 1,5 g di achillea in 200 ml di acqua, infusione 10 minuti prima dei pasti. L’associazione è coerente con l’azione eupeptica e amaro-tonica tradizionale, supportata da evidenze farmacologiche su stimolazione della secrezione gastrica e modulazione della motilità gastrointestinale.
European Medicines Agency, Community herbal monograph on Chamaemelum nobile, 2015
European Medicines Agency, Assessment report on Chamaemelum nobile, 2015
Blumenthal M et al., Herbal Medicine Expanded Commission E Monographs, 2000
McKay DL, Blumberg JB, A review of the bioactivity and potential health benefits of chamomile tea, 2006
Srivastava JK et al., Chamomile: A herbal medicine of the past with bright future, 2010
Newall CA, Anderson LA, Phillipson JD, Herbal Medicine A Guide for Healthcare Professionals, 1996
Consultare il proprio medico prima di assumere qualsiasi preparato
Liquore o elisir idroalcolico alla camomilla romana
La camomilla romana è impiegata anche nell’industria liquoristica e nella preparazione domestica di liquori aromatici e digestivi grazie al profilo aromatico ricco in esteri e composti volatili.
La preparazione prevede la macerazione di 30–50 g di capolini in 500 ml di alcol etilico alimentare al 60–70 per cento per 10–15 giorni. Successivamente si filtra e si aggiunge uno sciroppo ottenuto con acqua e zucchero per ottenere una gradazione finale intorno al 25–30 per cento. L’uso è limitato a piccole quantità (10–20 ml) come digestivo postprandiale. Dal punto di vista fitoterapico, l’estrazione alcolica consente una maggiore concentrazione dei componenti lipofili dell’olio essenziale, responsabili dell’attività spasmolitica e aromatica.
Vermouth e vini aromatizzati con Anthemis nobilis L.
La camomilla romana rientra tra le droghe aromatiche utilizzate nella formulazione di vini aromatizzati complessi come vermouth e aperitivi a base vinosa.
In queste preparazioni viene utilizzata in miscela con altre specie amare e aromatiche, con macerazione idroalcolica dei capolini insieme ad altre droghe vegetali. L’uso è prevalentemente alimentare e aromatico, con contributo secondario all’effetto digestivo. Non esistono dosaggi standardizzati fitoterapici, ma le quantità impiegate sono generalmente basse e compatibili con l’uso tradizionale alimentare.
European Medicines Agency, Assessment report on Chamaemelum nobile, 2015
European Medicines Agency, Community herbal monograph on Chamaemelum nobile, 2015
Blumenthal M et al., Herbal Medicine Expanded Commission E Monographs, 2000
McKay DL, Blumberg JB, A review of the bioactivity and potential health benefits of chamomile tea, 2006
Newall CA, Anderson LA, Phillipson JD, Herbal Medicine A Guide for Healthcare Professionals, 1996
Consultare il proprio medico prima di assumere questa bevanda ed evitarne l'uso in caso di divieto di assunzione di alcol
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SCHEDA NOTIZIE E VARIE
Colore: Giallo paglierino intenso con riflessi dorati
Aroma: Forte e floreale, con note fruttate di mela matura e sentori erbacei
Sapore: Dolce ma con deciso retrogusto amaro e tannico (tipico dei lattoni sesquiterpenici)
Cristallizzazione: Lenta, con granulazione fine
Composizione Chimica
Traccia di principi attivi: Nobilina (lattoni) e esteri dell’acido angelico
Minerali: Potassio e magnesio in concentrazioni superiori alla media
Produzione e Rarità
Fonte nettarifera: Scarsa produzione di nettare (raccolta solo in coltivazioni intensive)
Aree tipiche: Francia meridionale, Spagna, Nord Africa
Periodo di fioritura: Maggio-Luglio
I capolini essiccati vengono utilizzati per aromatizzare bevande calde e fredde, inclusi tè, tisane miste e bevande fermentate. In ambito gastronomico possono essere impiegati per aromatizzare sciroppi, gelatine e dessert, conferendo note floreali delicate e una lieve componente amaricante utile a bilanciare preparazioni dolci.
In cucina salata, la camomilla romana può essere utilizzata in piccole quantità per aromatizzare brodi vegetali, salse leggere o preparazioni a base di cereali, soprattutto in combinazione con altre erbe aromatiche. L’uso deve essere moderato per evitare eccessiva amarezza, data la concentrazione di principi amari e composti volatili.
È documentato anche l’impiego nella produzione di liquori, vini aromatizzati e birre artigianali, dove contribuisce al bouquet aromatico con note fruttate e balsamiche. In questo contesto l’utilizzo è prevalentemente tecnologico e sensoriale piuttosto che nutrizionale.
Le foglie, meno utilizzate rispetto ai fiori, possono essere impiegate fresche in quantità molto limitate come aromatizzanti, ma il loro uso culinario è marginale e scarsamente documentato rispetto ai capolini.
Le essenze la cui azione è molto incostante e saltuaria nei confronti di un certo agente patogeno vengono chiamate "essenze germicide del terreno".
Tuttavia nella sperimentazione esse hanno manifestato anche la massima attività almeno in un caso, eguagliando le essenze maggiori, quindi hanno un comportamento altamente imprevedibile.
Quelle maggiormente studiate sono le seguenti: Alloro, Basilico, Bergamotto, Camomilla, Carvi, Cedro, Chenopodio, Cipresso, Citronella, Coriandolo, Cumino, Finocchio, Ginepro, Issopo, Limone, Menta, Neroli, Noce moscata, Prezzemolo, Rosmarino, Salvia, Sandalo, Verbena, Zenzero.
L'indice aromatico o I.A. di una essenza rappresenta il potere germicida riferito a un olio essenziale ideale (100%). Le essenze germicide del terreno hanno un I.A. medio che va da 0 a 0,125 circa.
[Tratto da: Paul Belaiche - "L'Aromatogramma"]
Il nome 'camomilla romana' identifica non solo una specie ma addirittura un genere di pianta diversa dalla 'camomilla comune'. Probabilmente l'aggettivo 'romana' era usato nel nord Europa per identificarne la provenienza esotica, come noi chiamiamo 'castagno d'India' una pianta balcanica o 'granturco' una pianta americana.
Anthemis nobilis L., oggi più correttamente classificata come Chamaemelum nobile, è conosciuta sin dall’antichità come una delle piante aromatiche più pregiate dell’Europa occidentale, con particolare diffusione nelle isole britanniche e nell’area mediterranea occidentale. Il termine nobilis riflette proprio la considerazione elevata che le veniva attribuita nella tradizione erboristica rispetto ad altre specie affini.
Nel mondo romano e medievale veniva utilizzata non solo per scopi medicinali ma anche come pianta da pavimentazione nei giardini e nei chiostri, grazie al suo portamento basso e al profumo intenso che si sprigionava al calpestio, caratteristica che le ha valso il nome inglese di lawn chamomile.
Nel linguaggio simbolico delle piante, la camomilla romana è associata alla resilienza e alla forza nella difficoltà, poiché cresce bene anche in terreni poveri e tende a diffondersi maggiormente quando viene calpestata, un comportamento osservato empiricamente e tramandato nella tradizione popolare.
Durante il Medioevo e il Rinascimento veniva impiegata come ingrediente in preparazioni aromatiche complesse, tra cui vini medicati e unguenti, ed era spesso coltivata nei giardini dei monasteri come pianta officinale di uso quotidiano.
Una curiosità agronomica riguarda il suo impiego storico come pianta consociata, poiché si riteneva che migliorasse la salute delle piante vicine, probabilmente per effetto di composti volatili e interazioni con il suolo, anche se tali osservazioni rimangono in gran parte empiriche.
Nel contesto della tradizione inglese, la camomilla romana è stata una delle erbe fondamentali nella preparazione di birre aromatiche prima della diffusione del luppolo, contribuendo al sapore e alla conservazione della bevanda.