Phytolacca Americana L., Phytolacca Esculenta Van Houtte, Phytolacca Vulgaris Bubani, Phytolacca Decandra Var. Purpurascens A.Braun & C.D.Bouché, Phytolacca Decandra Var. Typica R.E.Fr., Phytolacca Dioica Mill. (misapplied), Phytolacca Octandra L. (misapplied)
PIANTA ERBACEA PERENNE CON FUSTI ROBUSTI, ERETTI E RAMIFICATI, SPESSO DI COLORE ROSSASTRO, ALTI FINO A 3 METRI. LE FOGLIE SONO ALTERNE, GRANDI, LANCEOLATE O OVATE, CON UN PICCIOLO CORTO. I FIORI SONO PICCOLI, BIANCHI O VERDASTRI, RIUNITI IN RACEMI PENDULI ALL'ASCELLA DELLE FOGLIE. IL CALICE È COMPOSTO DA 5 SEPALI PETALOIDI BIANCHI O ROSATI. LA COROLLA È ASSENTE. GLI STAMI SONO 10, CON ANTERE ROSATE. L'OVARIO È SUPERO, COMPOSTO DA 10 CARPELLI SALDATI, OGNUNO CONTENENTE UN OVULO. IL FRUTTO È UNA BACCA GLOBOSA, CARNOSA, DI COLORE NERO-VIOLACEO A MATURAZIONE, CONTENENTE 10 SEMI NERI LUCIDI. TUTTE LE PARTI DELLA PIANTA SONO CONSIDERATE TOSSICHE.
ESTATE (GIUGNO LUGLIO AGOSTO), CON BACCHE CHE PERSISTONO FINO ALL'AUTUNNO
COLORI OSSERVATI NEI FIORI
____BIANCO ____FUCHSIA SCURO
Originaria del Nord America, ma ampiamente naturalizzata in molte regioni temperate e subtropicali del mondo, inclusa l'Europa meridionale e l'Italia. Predilige habitat disturbati e soleggiati o parzialmente ombreggiati, come bordi di strade, terreni incolti, radure boschive, giardini abbandonati e discariche. Cresce bene in una varietà di tipi di suolo, da argillosi a sabbiosi, purché ben drenati e spesso ricchi di nutrienti. La sua capacità di produrre un gran numero di semi e la sua crescita vigorosa contribuiscono alla sua rapida diffusione in nuovi ambienti. Si adatta a diverse altitudini, dalle pianure alle zone collinari. In alcune regioni è considerata una specie invasiva a causa della sua rapida crescita e della sua tendenza a formare dense colonie.
Wichtl M., Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, 2004
Heinrich M., Barnes J., Gibbons S., Williamson E., Fundamentals of Pharmacognosy and Phytotherapy, 2018
Van Wyk B., Wink M., Medicinal Plants of the World, 2017
Irvin J.D., Pokeweed antiviral protein, 2001
Blumenthal M., The Complete German Commission E Monographs, 1998
TOSSICITÀ: ALTA
Motivazione: Tutte le parti della pianta contengono saponine e altre sostanze tossiche; l’assunzione anche a basse dosi può provocare nausea, vomito, diarrea, ipotensione e, in dosi maggiori, effetti gravi sul cuore e sul sistema nervoso.
EFFICACIA: DIPENDENTE DALLE SPECIFICHE E DALLE FORME TERAPEUTICHE
Motivazione: Phytolacca decandra L. presenta attività farmacologiche documentate principalmente in vitro e in vivo su modelli animali, tra cui effetti immunomodulanti e antinfiammatori, ma l’impiego fitoterapico è limitato a preparazioni molto specifiche e a basse dosi a causa della tossicità; non esistono studi clinici controllati e l’efficacia è strettamente dipendente dalla forma di preparazione e dall’uso controllato
Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ciascun utilizzo fitoterapico.
Non sono disponibili studi clinici controllati, meta analisi o revisioni sistematiche che dimostrino efficacia terapeutica di Phytolacca decandra L. nell’uomo; l’uso fitoterapico non è validato secondo standard evidence based e la tossicità ne limita ulteriormente l’impiego clinico
Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata
Attività immunomodulante con indicazione potenziale nelle risposte immunitarie supportata da studi in vitro su lectine e proteine della pianta che mostrano stimolazione o modulazione della risposta linfocitaria
Attività antinfiammatoria con indicazione nei processi infiammatori supportata da studi in vitro e in vivo su modelli animali che evidenziano riduzione di mediatori proinfiammatori
Attività antivirale con indicazione sperimentale nelle infezioni virali supportata da studi in vitro su proteine specifiche della pianta con attività inibitoria su replicazione virale
Attività citotossica con indicazione sperimentale in ambito oncologico supportata da studi in vitro su linee cellulari che mostrano effetti antiproliferativi
Attività purgante con indicazione nella stipsi supportata da uso tradizionale e coerente con la presenza di saponine irritanti, ma associata a rilevante tossicità
Le evidenze disponibili sono prevalentemente sperimentali e non supportate da studi clinici, con limitazioni importanti dovute alla tossicità della specie
Wichtl M., Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, 2004
Blumenthal M., The Complete German Commission E Monographs, 1998
Heinrich M., Barnes J., Gibbons S., Williamson E., Fundamentals of Pharmacognosy and Phytotherapy, 2018
Van Wyk B., Wink M., Medicinal Plants of the World, 2017
QUESTA PIANTA RIENTRA NELLA LISTA DEL MINISTERO DELLA SALUTE PER L'IMPIEGO NON AMMESSO NEL SETTORE DEGLI INTEGRATORI ALIMENTARI.
IPERSENSIBILITÀ ACCERTATA, GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO, ETÀ PEDIATRICA, INSUFFICIENZA EPATICA O RENALE, PATOLOGIE GASTROINTESTINALI ACUTE, DISTURBI CARDIOVASCOLARI, USO CONCOMITANTE CON FARMACI CARDIOTOSSICI
UTILIZZARE ESCLUSIVAMENTE SOTTO STRETTO CONTROLLO MEDICO, EVITARE ASSOLUTAMENTE L'AUTOPRESCRIZIONE, NON SUPERARE MAI I DOSAGGI INDICATI, MONITORARE EVENTUALI SINTOMI DI TOSSICITà (NAUSEA, TACHICARDIA, DIARREA), PREFERIRE PREPARAZIONI STANDARDIZZATE A ESTRATTI GREZZI, SOSPENDERE IMMEDIATAMENTE IN CASO DI EFFETTI AVVERSI, CONSERVARE FUORI DALLA PORTATA DI BAMBINI, EVITARE L'USO PROLUNGATO OLTRE LE 2 SETTIMANE
(Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche)
ALCOL E PREPARAZIONI ALCOLICHE AD ALTA GRADAZIONE
CARDIOATTIVI O CARDIOTONICI
CARDIOTOSSICI
CARDIOVASCOLARI (ANCHE IPOTENSIVI)
IMMUNOMODULANTI
IRRITANTI GASTROINTESTINALI
LASSATIVI FORTI O PURGANTI
(Erbe che possono diminuire l'effetto fitoterapico o causare interazioni avverse)
Non esistono integratori standardizzati o estratti titolati sicuri e riconosciuti a base di Phytolacca decandra L. nella fitoterapia moderna, a causa dell’elevata tossicità della pianta e della presenza di saponine e lectine attive; l’uso interno è generalmente sconsigliato o limitato a contesti molto specifici e controllati
(Basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso)
Non esistono tisane o formulazioni erboristiche per uso interno a base di Phytolacca decandra L. considerate sicure o validate scientificamente nella fitoterapia moderna; la pianta è caratterizzata da un profilo tossicologico elevato e da un margine terapeutico ristretto che ne controindica l’uso in infusione o decotto
Le preparazioni tradizionali interne, storicamente basate su dosaggi estremamente bassi della radice, sono oggi considerate non sicure e non riproducibili secondo standard moderni, a causa della variabilità del contenuto in saponine e lectine e del rischio di effetti tossici sistemici
Le uniche formulazioni erboristiche teoricamente proponibili riguardano l’uso topico, in cui Phytolacca decandra può essere associata a piante lenitive come Calendula officinalis e Malva sylvestris. In tali preparazioni si utilizzano estratti fortemente diluiti della pianta, applicati localmente una volta al giorno su cute integra, con sospensione immediata in caso di irritazione
Un’altra possibile formulazione topica tradizionale associa Phytolacca decandra con Hamamelis virginiana per applicazioni locali in ambito infiammatorio superficiale, sempre con concentrazioni molto basse della pianta e sotto controllo, evitando uso prolungato
Consultare il proprio medico prima di assumere qualsiasi preparato
Phytolacca decandra L., nota comunemente come fitolacca o uva americana, è una pianta originaria del Nord America che si è diffusa ampiamente in Europa come specie ornamentale e successivamente naturalizzata, spesso diventando infestante in ambienti disturbati
Il nome del genere deriva dal greco phyton e lakka, in riferimento al colore rosso intenso dei frutti, utilizzati storicamente come colorante naturale per tessuti, vini e inchiostri, anche se il loro impiego alimentare è considerato pericoloso per la tossicità
Nella tradizione nordamericana la pianta era utilizzata sia come rimedio medicinale sia come alimento in condizioni particolari. I giovani germogli venivano consumati dopo ripetute bolliture per ridurre la tossicità, pratica oggi generalmente sconsigliata
Un aspetto curioso è l’uso storico delle bacche come colorante per dolci o bevande, che ha portato a numerosi casi di intossicazione accidentale, contribuendo alla reputazione della pianta come specie pericolosa
Dal punto di vista farmacologico, Phytolacca decandra è stata oggetto di interesse per la presenza di proteine biologicamente attive, tra cui lectine con effetti citotossici, studiate anche in ambito biomedico
In ambito omeopatico la pianta ha mantenuto una certa rilevanza, diventando uno dei rimedi più utilizzati per disturbi ghiandolari e infiammatori, nonostante il suo abbandono nella fitoterapia convenzionale
Ecologicamente la specie è molto adattabile e capace di colonizzare rapidamente terreni ricchi di azoto, contribuendo alla sua diffusione in aree antropizzate e lungo margini stradali e campi coltivati
La storia di Phytolacca decandra rappresenta un esempio significativo di pianta passata da uso alimentare e medicinale tradizionale a specie considerata principalmente tossica, evidenziando l’evoluzione delle conoscenze tossicologiche nella botanica applicata