PIANTA ERBACEA PERENNE RAMPICANTE O VOLUBILE, CON FUSTI SOTTILI, STRIATI E GLABRI, LUNGHI FINO A DIVERSI METRI. LE FOGLIE SONO ALTERNE, OVATO-CORDATE, LUNGHE 3-7 CM, CON MARGINE INTERO E APICE ACUTO, DI COLORE VERDE BRILLANTE. I FIORI SONO PICCOLI, NUMEROSI, DI COLORE BIANCO-VERDASTRO, RIUNITI IN PANNOCCHIE RAMIFICATE ASCELLARI. IL PERIANZIO È FORMATO DA CINQUE TEPALI BIANCHI O VERDASTRI. GLI STAMI SONO OTTO, DISPOSTI IN DUE VERTICILLI. L'OVARIO È SUPERO E TRIGONO. IL FRUTTO È UN ACHENIO TRIGONO, LISCIO E LUCIDO, DI COLORE BRUNO SCURO, AVVOLTO DAI TEPALI PERSISTENTI E CARNOSI CHE FORMANO UNA STRUTTURA ALATA PER LA DISPERSIONE ANEMOCORA. LA FIORITURA AVVIENE IN ESTATE-AUTUNNO. LA RADICE TUBEROSA È USATA NELLA MEDICINA TRADIZIONALE CINESE.
TARDA ESTATE-AUTUNNO (AGOSTO SETTEMBRE OTTOBRE)
COLORI OSSERVATI NEI FIORI
____BIANCO ____BIANCO VERDASTRO
Pianta rampicante perenne originaria della Cina, ma si è diffusa anche in Giappone, Corea e Taiwan. Predilige pendii boschivi, boscaglie, bordi forestali, rive di fiumi e zone rocciose umide, crescendo spesso in posizioni soleggiate o parzialmente ombreggiate. Si adatta a una varietà di tipi di suolo, ma sembra preferire terreni ben drenati e leggermente acidi. La sua capacità di arrampicarsi e la sua crescita vigorosa le permettono di prosperare in diversi ambienti, dalle foreste temperate alle zone montane. In alcune regioni al di fuori del suo areale nativo, è considerata una specie invasiva a causa della sua rapida crescita e della capacità di soppiantare la vegetazione autoctona.
RADICI TUBERIZZATE ESSICCATE (POLYGONI MULTIFLORI RADIX) RACCOLTE IN AUTUNNO-INVERNO DA PIANTE DI 3-4 ANNI. OCCASIONALMENTE VENGONO UTILIZZATE ANCHE LE FOGLIE E I FUSTI
Motivazione: sono documentati casi di epatotossicità associati all’uso della pianta, soprattutto con preparazioni non adeguatamente processate o con uso prolungato; i dati tossicologici indicano un rischio concreto ma variabile in funzione della forma, della dose e della durata d’uso, con migliore tollerabilità per i preparati tradizionalmente trattati secondo metodiche standardizzate
EFFICACIA: DIPENDENTE DALLE SPECIFICHE E DALLE FORME TERAPEUTICHE
Motivazione: Fallopia multiflora (Thunb.) Haraldson è supportata da studi in vivo su modelli animali e da un ampio uso fitoterapico tradizionale nella medicina cinese, con evidenze farmacologiche su attività antiossidanti, epatoprotettive e metaboliche; tuttavia l’efficacia dipende fortemente dal tipo di preparazione, in particolare tra radice cruda e processata, e non sono disponibili studi clinici controllati sufficienti a confermare un’efficacia generalizzata
Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ciascun utilizzo fitoterapico.
Vi sono due tipi di Fo-ti: quello grezzo e quello trattato. In genere quello trattato ha migliori proprietà toniche e immunomodulanti, contro l´invecchiamento precoce e per combattere il freddo; il grezzo, invece, pare che sia migliore per gli stati infiammatori e come lassativo. La letteratura a disposizione non è, comunque molto chiara sulle differenze terapeutiche tra l´uno e l´altro tipo.
EPATOPATIE PREESISTENTI, GRAVIDANZA, ALLATTAMENTO, BAMBINI SOTTO I 12 ANNI, IPERSENSIBILITÀ ACCERTATA, USO CONCOMITANTE CON FARMACI EPATOTOSSICI
MONITORARE LA FUNZIONALITà EPATICA DURANTE L'USO PROLUNGATO, NON SUPERARE I 12 G/DIE DI RADICE ESSICCATA, PREFERIRE PREPARAZIONI TRADIZIONALI "NERIFICATE", EVITARE L'ASSUNZIONE CONTEMPORANEA AD ALCOL, SOSPENDERE IMMEDIATAMENTE IN CASO DI ITTERO O SINTOMI EPATICI, RISPETTARE I TEMPI DI TRATTAMENTO TRADIZIONALI (CICLI DI 3 MESI CON PAUSE), UTILIZZARE SOLO SOTTO CONTROLLO MEDICO IN CASO DI TERAPIE FARMACOLOGICHE CONCOMITANTI.
E´ PREFERIBILE ASSUMERE GLI ESTRATTI DI FO-TI-SOPRATTUTTO QUELLI DERIVATI DAL TIPO GREZZO SOTTO IL CONTROLLO DEL MEDICO DATA LA SCARSA CONOSCENZA ATTUALE SU EFFETTI COLLATERALI.
(Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche)
ALCOL E PREPARAZIONI ALCOLICHE AD ALTA GRADAZIONE
EPATOTOSSICI
FARMACI METABOLIZZATI DAL CYP450
(Erbe che possono aumentare l'efficacia fitoterapica)
* Si tenga presente che talvolta la stessa erba indicata come sinergica o antagonista, potrebbe assumere entrambi i ruoli in funzione della dose utilizzata e/o della forma estrattiva o di trattamento. Consultare un fitoterapeuta per personalizzare le combinazioni.
(Erbe che possono diminuire l'effetto fitoterapico o causare interazioni avverse)
La droga utilizzata di Fallopia multiflora (Thunb.) Haraldson è costituita dalla radice, disponibile sia in forma cruda sia processata secondo metodiche tradizionali, con differenze rilevanti nel profilo farmacologico e tossicologico.
Il Fo-ti-teng è un ingrediente primario in molte composizioni di erbe della medicina cinese.
L´uso quotidiano della bevanda ottenuta con mezzo cucchiaino di polvere di fo-ti in acqua calda accresce l´energia e attenua i segni dell´età anche dal punto di vista sessuale.
Estratti secchi standardizzati sono disponibili in integratori, generalmente titolati in stilbeni totali espressi come polidatina o in antrachinoni totali. Le posologie comunemente impiegate negli integratori variano tra 300 e 1000 mg al giorno di estratto secco, suddivisi in due somministrazioni, con durata limitata e monitoraggio della funzionalità epatica
Polvere di radice essiccata è utilizzata in ambito tradizionale, con dosaggi compresi tra 3 e 6 g al giorno per la radice processata e 1 a 3 g per la radice cruda, quest’ultima impiegata principalmente per effetto lassativo e con maggiore cautela per il contenuto di antrachinoni
Estratti fluidi e tinture sono disponibili con rapporti droga estratto variabili, con posologie orientative di 1–3 ml al giorno suddivisi in più somministrazioni, anche in questo caso con attenzione alla durata del trattamento
Integratori combinati sono frequentemente formulati nella medicina tradizionale cinese insieme ad altre piante toniche, con dosaggi adattati alla formulazione complessiva e all’obiettivo terapeutico
Preparazioni omeopatiche specifiche di Fallopia multiflora non sono comunemente presenti nelle principali farmacopee omeopatiche; eventuali utilizzi risultano marginali e non standardizzati
L’impiego richiede cautela per il rischio documentato di epatotossicità, con necessità di evitare uso prolungato e di considerare le differenze tra radice cruda e processata
Bibliografia
Chinese Pharmacopoeia Commission, Pharmacopoeia of the People's Republic of China, 2020
Lin L., Ni B., Lin H., Zhang M., Li X., Yin X., Qu C., Traditional uses phytochemistry and pharmacology of Polygonum multiflorum, 2015
Zhang J., Chen L., Sun Y., Pharmacological effects of Polygonum multiflorum, 2018
Heinrich M., Barnes J., Gibbons S., Williamson E., Fundamentals of Pharmacognosy and Phytotherapy, 2018
Van Wyk B., Wink M., Medicinal Plants of the World, 2017
(Basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso)
Le preparazioni in tisana a base di Fallopia multiflora (Thunb.) Haraldson utilizzano esclusivamente la radice processata secondo la tradizione, in quanto la forma cruda presenta maggiore contenuto di antrachinoni e un profilo di sicurezza meno favorevole; la tisana semplice si prepara con 6–9 g di radice processata in 250 ml di acqua, portata a ebollizione e mantenuta per 20–30 minuti, con assunzione una volta al giorno per periodi limitati
Una formulazione tradizionale tonica può associare Fallopia multiflora con Rehmannia glutinosa e Angelica sinensis, utilizzando 6 g di Fallopia, 6 g di Rehmannia e 3 g di Angelica in 300 ml di acqua, con decozione di 20–30 minuti; tale combinazione è coerente con l’uso tradizionale per il supporto epatico e sistemico e si assume una volta al giorno sotto controllo
Una formulazione con finalità antiossidante e di supporto metabolico può includere Fallopia multiflora con Schisandra chinensis e Lycium barbarum, utilizzando 5–6 g di Fallopia, 3 g di Schisandra e 5 g di Lycium in decozione; l’assunzione è limitata a cicli brevi per ridurre il rischio di effetti epatici
Per l’azione lassativa, limitata alla forma non processata, si utilizza una quantità inferiore, generalmente 1–3 g di radice in decozione breve, eventualmente associata a Cassia angustifolia, ma tale uso richiede particolare cautela e non è raccomandato per trattamenti prolungati
Le formulazioni devono essere utilizzate con prudenza per il rischio documentato di epatotossicità, evitando l’associazione con altre piante o sostanze epatotossiche e limitando la durata del trattamento, con preferenza per la radice processata e per dosaggi moderati
Bibliografia
Chinese Pharmacopoeia Commission, Pharmacopoeia of the People's Republic of China, 2020
Lin L., Ni B., Lin H., Zhang M., Li X., Yin X., Qu C., Traditional uses phytochemistry and pharmacology of Polygonum multiflorum, 2015
Zhang J., Chen L., Sun Y., Pharmacological effects of Polygonum multiflorum, 2018
Heinrich M., Barnes J., Gibbons S., Williamson E., Fundamentals of Pharmacognosy and Phytotherapy, 2018
Van Wyk B., Wink M., Medicinal Plants of the World, 2017
Consultare il proprio medico prima di assumere qualsiasi preparato
SCHEDA NOTIZIE E VARIE
FO-TI CONTRO L'INVECCHIAMENTO
Il Foti trattato influenza favorevolmente diversi processi biologici legati all'invecchiamento.
Il decotto aumenta in modo significativo i livelli della superossido dismutasi (SOD), delle amine biogene e delle proteine, ma diminuisce i livelli della monoaminoossidasi B (MAO-B), dei perossidi lipidici e della malonil dialdeide (MDA, un prodotto derivante dalla perossidazione distruttiva lipidica) negli organi chiave dell'invecchiamento del topo; gli estratti di Foti rivelano forti effetti stimolanti sull'attività della SOD nei globuli rossi ed una forte inibizione della formazione di materiale reattivo all'acido tiobarbiturico (indicatore della perossidasi lipidica) nel fegato.
Il decotto di Foti lavorato inibisce in modo significativo l'aumento del livello della ceruloplasmina serica durante l'invecchiamento dei topi: inoltre inibisce significativamente l'atrofia del timo del topo causata dall'invecchiamento naturale o indotta dall'idrocortisone; inibisce anche l'atrofia delle surrenali.
[Tratto da: A.Y. Leung & S. Foster "Enciclopedia delle piante medicinali"]
Fallopia multiflora (Thunb.) Haraldson, conosciuta nella medicina tradizionale cinese come He Shou Wu, è una delle piante più emblematiche della fitoterapia asiatica, con una storia d’uso millenaria legata a concetti di longevità e vitalità
Il nome tradizionale deriva da una leggenda secondo cui un uomo anziano, chiamato He, avrebbe recuperato il colore nero dei capelli e la fertilità dopo aver consumato la radice della pianta, contribuendo alla sua fama come rimedio contro l’invecchiamento
Una caratteristica distintiva è la differenza tra radice cruda e radice processata, ottenuta tramite cottura con fagioli neri secondo metodiche tradizionali, che modifica profondamente il profilo chimico e gli effetti farmacologici della pianta
Nel corso del tempo la specie è stata ampiamente studiata per il contenuto di stilbeni come la polidatina, analoghi del resveratrolo, che hanno suscitato interesse per le loro proprietà antiossidanti
Nonostante la lunga tradizione d’uso, negli ultimi decenni sono stati segnalati numerosi casi di epatotossicità associati all’assunzione della pianta, portando a una rivalutazione critica del suo impiego e a restrizioni in diversi paesi
La pianta rappresenta un esempio significativo di come una droga tradizionale molto diffusa possa essere rivalutata alla luce di dati tossicologici moderni, evidenziando l’importanza della standardizzazione e del controllo di qualità nelle preparazioni erboristiche
Dal punto di vista culturale, continua a essere considerata nella medicina tradizionale come un tonico per il fegato e i reni, concetti che riflettono sistemi medici differenti rispetto alla farmacologia occidentale
L’interesse scientifico attuale si concentra sull’identificazione dei composti responsabili sia degli effetti benefici sia della tossicità, con particolare attenzione alla variabilità tra lotti e metodi di preparazione
BIBLIOGRAFIA e WEBLIOGRAFIA GENERALE
Chinese Pharmacopoeia Commission, Pharmacopoeia of the People's Republic of China, 2020
Lin L., Ni B., Lin H., Zhang M., Li X., Yin X., Qu C., Traditional uses phytochemistry and pharmacology of Polygonum multiflorum, 2015
Zhang J., Chen L., Sun Y., Pharmacological effects of Polygonum multiflorum, 2018
Heinrich M., Barnes J., Gibbons S., Williamson E., Fundamentals of Pharmacognosy and Phytotherapy, 2018
Van Wyk B., Wink M., Medicinal Plants of the World, 2017