LIANA SEMPREVERDE CON FUSTI SOTTILI E VOLUBILI. LE FOGLIE SONO OPPOSTE, LANCEOLATE O OVATO-LANCEOLATE, LUCIDE E DI COLORE VERDE SCURO. I FIORI SONO VISTOSI, IMBUTIFORMI, DI COLORE GIALLO BRILLANTE, SOLITARI O IN PICCOLE CIME ASCELLARI, MOLTO PROFUMATI. IL FRUTTO È UNA CAPSULA OBLUNGA APPIATTITA CHE SI APRE A MATURAZIONE RILASCIANDO NUMEROSI SEMI ALATI. TUTTE LE PARTI DELLA PIANTA SONO VELENOSE.
FEBBRAIO MARZO APRILE (FINE INVERNO-INIZIO PRIMAVERA), CON FIORI GIALLI A TROMBETTA
COLORI OSSERVATI
____GIALLO ____GIALLO CHIARISSIMO
Originaria del sud-est degli Stati Uniti, del Messico e del Guatemala. Predilige boschi aperti, siepi e bordi stradali, crescendo spesso su alberi e recinzioni. Si adatta a una varietà di suoli, ma predilige terreni umidi, ben drenati e ricchi di sostanza organica. Cresce meglio in pieno sole, anche se tollera l'ombra parziale. È comune nelle pianure costiere e può trovarsi anche in aree disturbate.
TARDA PRIMAVERA (DA MARZO A MAGGIO), QUANDO RADICI E CORTECCIA RAGGIUNGONO LA MASSIMA CONCENTRAZIONE DI GELSEMICINA
<FONT COLOR='#FF0000'>PIANTA NEUROTOSSICA LETALE - EVITARE QUALSIASI RACCOLTA FAI-DA-TE</FONT>
RADICE (GELSEMII RADIX), TOSSICA E USATA SOLO IN PREPARAZIONI OMEOPATICHE
LEGNOSO-AMARO, CON NOTE ERBACEE PUNGENTI E UN SOTTILE SENTORE MUSCHIATO. POCO GRADEVOLE, RICORDA VAGAMENTE IL FIENO VECCHIO
AMARISSIMO E PERSISTENTE, CON NOTE METALLICHE E CAUSTICHE, SEGUITO DA INTORPIDIMENTO LINGUALE E SENSAZIONE BRUCIANTE IN GOLA
Alcaloidi indolici monoterpenici: gelsemina, gelseminina, sempervirina, gelsevirina, koumina, gelsemicina, gelsemoidina, rankinidina, humantenina, gelsenicina, gelselegina, gelsedina, sempervidina
Alcaloidi ossindolici: gelsenossina, derivati ossindolici della gelsemina
Alcaloidi correlati alla koumina: koumina N-ossido, derivati della koumina
Iridoidi e secoiridoidi: tracce di composti iridoidici segnalati in alcuni studi fitochimici
Steroli: beta-sitosterolo, stigmasterolo, campesterolo
Acidi grassi: acido linoleico, acido oleico, acido palmitico, acido stearico
Cere e lipidi vegetali: frazioni lipidiche cuticolari e composti cerosi
Resine: componenti resinosi non completamente caratterizzati
TOSSICITÀ: VELENOSA O LETALE
Motivazione: La tossicità della specie è ampiamente documentata da casi clinici umani, segnalazioni tossicologiche, studi sperimentali e letteratura medico-legale. Gli alcaloidi indolici presenti nella pianta, in particolare gelsemina, gelseminina e composti correlati, possono provocare depressione del sistema nervoso centrale, disturbi visivi, debolezza muscolare, insufficienza respiratoria, collasso cardiovascolare e morte. Sono documentati avvelenamenti gravi e letali conseguenti all'ingestione di piccole quantità di materiale vegetale o di preparazioni concentrate della specie.
Tutte le parti della pianta contengono gelsemina e altri alcaloidi estremamente tossici, che possono causare paralisi, insufficienza respiratoria e morte anche a basse dosi se ingeriti.
EFFICACIA: NON UTILIZZABILE
Motivazione: Gelsemium sempervirens contiene alcaloidi altamente tossici; l’uso fitoterapico non è sicuro e non è raccomandato. La pianta è impiegata solo in preparazioni omeopatiche altamente diluite.
PROTOCOLLO DI EMERGENZA PER AVVELENAMENTO DA Gelsemium sempervirens
AZIONI IMMEDIATE
Rimuovere ogni traccia vegetale dalla bocca
Sciacquare con acqua (NON provocare il vomito)
Somministrare carbone attivo (1 g/kg di peso)
Posizione laterale di sicurezza se compaiono tremori
CHIAMATA D'EMERGENZA
Italia: Centro Antiveleni di Milano 02 66101029
Europa: 112
Specificare:
"Avvelenamento da gelsemicina"
Parte ingerita (radice/corteccia/foglie)
Quantità e orario assunzione
SINTOMI (entro 30-90 minuti)
Fase iniziale:
Visione offuscata
Ptosi palpebrale (palpebre cadenti)
Secchezza delle fauci
Fase avanzata:
Paralisi muscolare progressiva
Arresto respiratorio
Morte per asfissia
QUESTA PIANTA RIENTRA NELLA LISTA DEL MINISTERO DELLA SALUTE PER L'IMPIEGO NON AMMESSO NEL SETTORE DEGLI INTEGRATORI ALIMENTARI.
(Le avvertenze includono segnali di rischio basati su evidenze precliniche, plausibilità farmacologica o casi isolati)
LA SPECIE CONTIENE ALCALOIDI INDOLICI ALTAMENTE TOSSICI, IN PARTICOLARE GELSEMINA, GELSEMININA E COMPOSTI CORRELATI. EVIDENZA DERIVANTE DA STUDI FITOCHIMICI, TOSSICOLOGICI, FARMACOLOGICI E DA NUMEROSI CASI CLINICI DI AVVELENAMENTO UMANO.
SONO DOCUMENTATI EFFETTI TOSSICI DOSE-DIPENDENTI COMPRENDENTI VISIONE OFFUSCATA, PTOSI PALPEBRALE, VERTIGINI, ATASSIA, DEBOLEZZA MUSCOLARE PROGRESSIVA, DEPRESSIONE DEL SISTEMA NERVOSO CENTRALE, BRADICARDIA, INSUFFICIENZA RESPIRATORIA E ARRESTO RESPIRATORIO. EVIDENZA DERIVANTE DA OSSERVAZIONI CLINICHE, CASISTICHE TOSSICOLOGICHE E STUDI SPERIMENTALI.
GLI EFFETTI NEUROFARMACOLOGICI OSSERVATI SPERIMENTALMENTE COINVOLGONO SISTEMI GLICINERGICI E ALTRI BERSAGLI NEURONALI CENTRALI. EVIDENZA DERIVANTE DA STUDI IN VITRO E IN VIVO SUGLI ALCALOIDI ISOLATI DELLA SPECIE.
L'ASSENZA DI STUDI CLINICI CONTROLLATI CHE DIMOSTRINO SICUREZZA ED EFFICACIA TERAPEUTICA IMPEDISCE LA DEFINIZIONE DI UN RAPPORTO BENEFICIO-RISCHIO FAVOREVOLE PER L'IMPIEGO FITOTERAPICO DELLA SPECIE. EVIDENZA DERIVANTE DALLA LETTERATURA CLINICA DISPONIBILE.
LE PREPARAZIONI VEGETALI POSSONO PRESENTARE UNA MARCATA VARIABILITÀ NEL CONTENUTO ALCALOIDICO CON CONSEGUENTE IMPREVEDIBILITÀ DELL'ESPOSIZIONE TOSSICOLOGICA. EVIDENZA DERIVANTE DA STUDI FITOCHIMICI E FARMACOGNOSTICI.
GRAN PARTE DELLE INFORMAZIONI FARMACOLOGICHE DISPONIBILI DERIVA DA STUDI SU ALCALOIDI ISOLATI O DA MODELLI SPERIMENTALI E NON CONSENTE DI STABILIRE INDICAZIONI TERAPEUTICHE VALIDATE PER LA DROGA VEGETALE NEL SUO COMPLESSO. EVIDENZA DERIVANTE DA REVISIONI FARMACOLOGICHE E FITOCHIMICHE.
(Le controindicazioni si basano su evidenze cliniche dirette, cioè dati da studi clinici, osservazionali o casistiche solide che dimostrino che l’uso della pianta è da evitare in specifiche condizioni o popolazioni)
ERBA ALTAMENTE TOSSICA! VIETATO L'USO COMUNE. LA GELSEMICINA È LETALE ANCHE IN MICRODOSI (0.5 MG/KG)
GELSEMIUM SEMPERVIRENS È CONTROINDICATO PER QUALSIASI IMPIEGO FITOTERAPICO INTERNO A CAUSA DELLA DOCUMENTATA TOSSICITÀ SISTEMICA E DEL RISTRETTO MARGINE TRA DOSE FARMACOLOGICAMENTE ATTIVA E DOSE TOSSICA.
GELSEMIUM SEMPERVIRENS È CONTROINDICATO IN GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO SULLA BASE DELLA TOSSICITÀ SISTEMICA DOCUMENTATA E DELL'ASSENZA DI CONDIZIONI DI SICUREZZA ACCETTABILI PER L'USO UMANO.
GELSEMIUM SEMPERVIRENS È CONTROINDICATO NEI BAMBINI E NEGLI ADOLESCENTI A CAUSA DELLA DOCUMENTATA TOSSICITÀ DEGLI ALCALOIDI PRESENTI NELLA SPECIE.
CONTROINDICATO NEI SOGGETTI CON INSUFFICIENZA RESPIRATORIA, DEPRESSIONE RESPIRATORIA O PATOLOGIE NEUROMUSCOLARI IN QUANTO GLI ALCALOIDI DELLA SPECIE POSSONO AGGRAVARE LA COMPROMISSIONE RESPIRATORIA.
Estratti di Gelsemium sempervirens (L.) J.St.-Hil. (GELSEMIO)
Gelsemium sempervirens (L.) J.St.-Hil. è una specie contenente alcaloidi indolici ad elevata tossicità, tra cui gelsemina, sempervirina e gelseminina. Il margine tra dose farmacologicamente attiva e dose tossica è estremamente ristretto e non esistono preparazioni fitoterapiche moderne riconosciute con rapporto beneficio/rischio favorevole. Per questo motivo non sono disponibili estratti fitoterapici standardizzati o titolati con posologia terapeutica validata e raccomandabile.
Preparazioni omeopatiche
Sono disponibili in commercio preparazioni omeopatiche ottenute da Gelsemium sempervirens, generalmente sotto forma di tintura madre omeopatica e diluizioni decimali e centesimali quali D3, D4, D6, D12, CH5, CH7, CH9, CH15, CH30, CH200 e diluizioni superiori.
Le preparazioni omeopatiche costituiscono attualmente il principale impiego commerciale della specie. Le diluizioni elevate generalmente non contengono quantità farmacologicamente rilevanti degli alcaloidi originari della pianta e non esistono evidenze cliniche sufficienti che ne dimostrino l'efficacia terapeutica per specifiche indicazioni mediche secondo i criteri della medicina basata sulle prove.
(Basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso)
Non esistono tisane, decotti, infusi o formulazioni erboristiche a base di Gelsemium sempervirens (L.) J.St.-Hil. supportati da evidenze scientifiche che ne dimostrino sicurezza ed efficacia nella moderna fitoterapia.
Qualsiasi preparazione ottenuta da radici, rizomi, fusti, foglie o altre parti della pianta, sia come monocomponente sia in associazione con altre erbe medicinali, comporta un rischio tossicologico documentato e non dispone di uno schema posologico sicuro validato da evidenze cliniche.
Consultare il proprio medico prima di assumere qualsiasi preparato
ANNUNCIO PUBBLICITARIO
FINE ANNUNCIO
SCHEDA NOTIZIE E VARIE
PROPRIETÀ DEGLI ALCALOIDI NELLE PIANTE OFFICINALI:
Meccanismi di difesa: Le piante producono alcaloidi come meccanismo di difesa contro erbivori e patogeni. Il loro sapore amaro e la potenziale tossicità dissuadono gli animali dal mangiarle.
Attività biologica: Gli alcaloidi possono interagire con diversi sistemi fisiologici negli animali e nell'uomo, producendo una vasta gamma di effetti. Questi effetti dipendono dalla struttura chimica specifica dell'alcaloide e dal dosaggio.
Usi terapeutici: Molti alcaloidi hanno importanti applicazioni terapeutiche. Alcuni esempi includono:
Analgesici: Morfina e codeina (dal papavero da oppio)
Antimalarici: Chinina (dalla corteccia di china)
Stimolanti: Caffeina (da caffè e tè), nicotina (dal tabacco)
Anticolinergici: Atropina e scopolamina (dalla belladonna e dallo stramonio)
Antitumorali: Vinblastina e vincristina (dalla pervinca del Madagascar)
Antibatterici e antispasmodici: Berberina (dal crespino)
Tossicità: Molte piante contenenti alcaloidi sono potenzialmente tossiche e devono essere usate con cautela e sotto controllo medico. La dose terapeutica di alcuni alcaloidi è molto vicina alla dose tossica.
Esempi di piante officinali contenenti alcaloidi:
Papavero da oppio (Papaver somniferum): Contiene morfina, codeina e altri alcaloidi con proprietà analgesiche e sedative.
China (Cinchona officinalis): Contiene chinina e chinidina, usate come antimalarici e antiaritmici.
Belladonna (Atropa belladonna): Contiene atropina e scopolamina, con effetti anticolinergici.
Stramonio (Datura stramonium): Contiene scopolamina e atropina, potenti allucinogeni e anticolinergici. L'uso è estremamente pericoloso.
Caffè (Coffea arabica) e Tè (Camellia sinensis): Contengono caffeina, uno stimolante del sistema nervoso centrale.
Tabacco (Nicotiana tabacum): Contiene nicotina, uno stimolante e sostanza che crea forte dipendenza.
Crespino (Berberis vulgaris): Contiene berberina, con proprietà antibatteriche, antinfiammatorie e antispasmodiche.
Pervinca del Madagascar (Catharanthus roseus): Contiene vinblastina e vincristina, usate nella chemioterapia contro alcuni tipi di cancro.
Cicuta maggiore (Conium maculatum): Contiene coniina, un alcaloide molto tossico che agisce sul sistema nervoso.
Aconito (Aconitum napellus): Contiene alcaloidi tossici che possono causare arresto respiratorio.
Importanza e cautele: Gli alcaloidi rappresentano una vasta e importante classe di composti presenti nelle piante officinali, con una vasta gamma di attività farmacologiche. Tuttavia, è fondamentale ricordare che molte piante contenenti alcaloidi sono tossiche e il loro uso deve essere fatto con grande cautela e preferibilmente sotto la supervisione di esperti in fitoterapia o medici. L'automedicazione con piante ad alto contenuto di alcaloidi può essere pericolosa.
Gelsemium sempervirens è una liana sempreverde originaria degli Stati Uniti sudorientali, particolarmente diffusa dalla Virginia alla Florida e fino al Texas orientale. È il fiore ufficiale dello Stato della Carolina del Sud, dove viene comunemente chiamato "Yellow Jessamine".
Nonostante la notevole tossicità, la specie ebbe una certa importanza nella medicina nordamericana del XIX secolo. Estratti e tinture venivano utilizzati per nevralgie, dolori e stati febbrili, ma il ridotto margine tra dose attiva e dose tossica ne limitò progressivamente l'impiego.
Il nome Gelsemium deriva probabilmente da una latinizzazione del termine italiano gelsomino, dovuta alla somiglianza dei fiori con quelli dei veri gelsomini, benché le due piante appartengano a gruppi botanici completamente differenti.
La specie è considerata una delle piante ornamentali tossiche più celebri del Nord America. Tutte le parti della pianta contengono alcaloidi biologicamente attivi, con particolare concentrazione nelle radici.
Nel XIX e all'inizio del XX secolo numerosi casi di avvelenamento accidentale, suicidario e criminale furono descritti nella letteratura medica e tossicologica, contribuendo allo sviluppo delle conoscenze sugli alcaloidi neurotossici vegetali.
La gelsemina, principale alcaloide della specie, è stata ampiamente studiata come modello sperimentale in neurofarmacologia per comprendere il funzionamento dei recettori glicinergici e di altri sistemi neurotrasmettitoriali.
La pianta è diventata molto più nota in omeopatia che in fitoterapia. Ancora oggi Gelsemium rappresenta uno dei rimedi omeopatici più diffusi a livello internazionale, nonostante l'assenza di indicazioni fitoterapiche validate.
I suoi fiori gialli, profumati e molto appariscenti ne hanno favorito la diffusione come ornamentale in numerose regioni temperate e subtropicali del mondo.
Nella sistematica storica la specie era tradizionalmente inclusa nelle Loganiaceae. Le moderne analisi filogenetiche molecolari hanno successivamente portato al riconoscimento della famiglia Gelsemiaceae come gruppo autonomo, oggi universalmente accettato dalle classificazioni botaniche contemporanee.
Gelsemium sempervirens rappresenta un classico esempio di pianta che associa elevato valore ornamentale, interesse storico-medicinale e marcata pericolosità tossicologica, motivo per cui è frequentemente citata nei trattati di farmacognosia, tossicologia vegetale e storia della medicina.