ARBUSTO O PICCOLO ALBERO SEMPREVERDE ALTO FINO A 15 METRI CON CHIOMA DENSA E ARROTONDATA. FOGLIE ALTERNE SEMPLICI CORIACEE OBLANCEOLATE O ELLITTICHE LUCIDE VERDE SCURO CON MARGINE FINEMENTE SEGHETTATO O INTERO. FIORI ERMAFRODITI ATTINOMORFI BIANCHI PROFUMATI IN RACEMI ERETTI ASCELLARI. CALICE GAMOSEPALO CON CINQUE SEPALI BREVI. COROLLA CON CINQUE PETALI LIBERI ROTONDATI. ANDROCEO CON NUMEROSI STAMI. GINECEO SUPERO MONOCARPELLARE CON STILO UNICO E STIGMA CAPITATO. FRUTTO DRUPA OVOIDE O GLOBOSA NERA LUCIDA A MATURAZIONE CONTENENTE UN SOLO SEME.
APRILE-MAGGIO (INIZIO PRIMAVERA), CON RACEMI DI FIORI BIANCHI PROFUMATI
COLORI OSSERVATI NEI FIORI
____BIANCO ____BIANCO ROSATO ____ROSA ____ROSATO
Originario delle regioni del Mar Nero e del sud-ovest dell'Asia (dalla Bulgaria alla Turchia e al Caucaso). Nel suo habitat naturale, si trova tipicamente in boschi decidui umidi e ombrosi, spesso come sottobosco di foreste di faggio, quercia e carpino. Predilige suoli fertili, ben drenati e da neutri ad alcalini, ricchi di humus e materia organica. Cresce in climi temperati con precipitazioni abbondanti e inverni miti, tollerando l'ombra densa.
Grazie alla sua robustezza e al fogliame attraente, il lauroceraso è stato ampiamente introdotto e coltivato come pianta ornamentale in molte parti d'Europa, Nord America, Australia e Nuova Zelanda. In queste regioni, si adatta a una vasta gamma di condizioni, prosperando in pieno sole o in ombra parziale e tollerando diversi tipi di suolo, anche se preferisce quelli umidi e ben drenati. In alcune aree, a causa della sua rapida crescita e della produzione di semi, si è naturalizzato e in alcuni casi considerato invasivo, diffondendosi in boschi e aree naturali, dove può competere con la vegetazione autoctona. La sua resistenza all'inquinamento atmosferico lo rende anche adatto a contesti urbani.
GIUGNO-LUGLIO (INIZIO ESTATE) PER LE FOGLIE, AGOSTO-SETTEMBRE PER I FRUTTI (A MATURAZIONE COMPLETA)
FOGLIE FRESCHE (PER DISTILLAZIONE) E ACQUA DI LAUROCERASO (IDROLATO), RARAMENTE I FRUTTI
INTENSO AROMA DI MANDORLA AMARA DOVUTO AI GLICOSIDI CIANOGENICI, ACCOMPAGNATO DA NOTE ERBACEE AMARE NELLE FOGLIE FRESCHE E UN LEGGERO SENTORE DI BENZALDEIDE NELLE FOGLIE ESSICCATE.
IL CARATTERISTICO ODORE DI MANDORLA AMARA È UN CHIARO INDICATORE DELLA PRESENZA DI COMPOSTI CIANIDICI TOSSICI. L'AROMA SI AVVERTE SOPRATTUTTO QUANDO LE FOGLIE VENGONO SCHIACCIATE O DANNEGGIATE, POICHÉ IL TRAUMA CELLULARE FAVORISCE IL RILASCIO DI ACIDO CIANIDRICO.
SAPORE INIZIALMENTE AMARO E ASTRINGENTE, SEGUITO DA UN RETROGUSTO DI MANDORLA AMARA CARATTERISTICO DEI GLICOSIDI CIANOGENICI. SI PERCEPISCONO ANCHE NOTE ERBACEE E LIEVEMENTE DOLCIASTRE (BENZALDEIDE). ATTENZIONE: IL SAPORE DI MANDORLA AMARA SEGNALA TOSSICITÀ DA CIANURO.
Karabegović Ibrahim, Chemical Composition and Bioactivity of Prunus laurocerasus Leaf Extracts, 2018
Kolayli Selami, Chemical and Antioxidant Properties of Laurocerasus officinalis Roem. Cherry Laurel Fruit Grown in the Black Sea Region, 2003
Todorova Milena, Chemical Characteristics and Biological Potential of Prunus laurocerasus Fruits, 2025
Pourgharib Hadi, Variations in Morphological and Phytochemical Traits of Cherry Laurel (Prunus laurocerasus L.), 2026
Nambooze Joan, Exploring the Phytochemical Composition, Ethnomedicinal Uses and Therapeutic Potential of Prunus Species: A Comprehensive Review, 2026
Margalitadze Ekaterine, Study of Secondary Metabolites in Georgian Endemic Plant Prunus laurocerasus, 2025
TOSSICITÀ: ALTA
Motivazione: La tossicità della specie è documentata ed è correlata alla presenza di glicosidi cianogenetici nelle foglie, nei semi e in altre parti vegetali. Sono descritti casi di intossicazione da liberazione di acido cianidrico con potenziale coinvolgimento sistemico grave. L'uso corretto fitoterapico non dispone di preparazioni moderne validate che consentano di ridurre il rischio a livelli favorevoli. Le evidenze tossicologiche derivano da dati tossicologici diretti sulla specie, dalla caratterizzazione fitochimica e da segnalazioni cliniche di avvelenamento.
EFFICACIA: NON UTILIZZABILE
Motivazione: La specie contiene glicosidi cianogenetici documentati, in particolare prunasina e in misura minore amigdalina, con potenziale liberazione di acido cianidrico. Non esistono monografie fitoterapiche moderne riconosciute, studi clinici controllati o revisioni sistematiche che ne supportino un impiego terapeutico con rapporto beneficio/rischio favorevole. Le evidenze disponibili sono prevalentemente in vitro, in vivo preliminari ed etnobotaniche.
PROTOCOLLO DI EMERGENZA PER AVVELENAMENTO DA PRUNUS LAUROCERASUS L. Sintomi Principali
Gastrointestinali: nausea, vomito violento, dolori addominali
Cardiaci: tachicardia seguita da bradicardia, ipotensione
Neurologici: vertigini, cefalea, convulsioni, depressione respiratoria
Tipico: alito con odore di mandorla amara (cianuro)
Azioni Immediate
Rimozione del tossico:
Se
Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ciascun utilizzo fitoterapico.
EVENTUALI FUNZIONI TERAPEUTICHE SONO INDICATE SOLO PER INFORMAZIONE STORICO-CULTURALE MA NON APPLICABILI NELLA PRATICA FITOTERAPICA.
European Medicines Agency (EMA). (2014). "Assessment report on Prunus laurocerasus L., folium." EMA/HMPC/13652/2014
Jakovljević, M., et al. (2019). "Pharmacological activities of Prunus laurocerasus leaf extracts." Journal of Ethnopharmacology, 245:112178. DOI:10.1016/j.jep.2019.112178
Kremer, D., et al. (2015). "Cyanogenic glycosides in Prunus laurocerasus: Detoxification methods for phytotherapeutic use." Phytochemistry Reviews, 14(6):1075-1084. DOI:10.1007/s11101-015-9439-8
Raal, A., et al. (2012). "Traditional use of Prunus laurocerasus in Estonia: Risks and benefits." Journal of Herbal Medicine, 2(3):89-94. DOI:10.1016/j.hermed.2012.05.001
Wichtl, M. (2004). "Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals." 3rd ed., CRC Press, pp. 412-414.
Baud, F.J. (2007). "Cyanide poisoning: Diagnosis and treatment." Critical Care, 11(1):R8. DOI:10.1186/cc5158
European Food Safety Authority. (2016). "Acute toxicity of cyanogenic glycosides." EFSA Journal, 14(12):e04635. DOI:10.2903/j.efsa.2016.4635
Geller, R.J., et al. (2006). "Pediatric cyanide toxicity from cherry laurel ingestion." Pediatrics, 118(1):e265-e268. DOI:10.1542/peds.2005-2692
QUESTA PIANTA RIENTRA NELLA LISTA DEL MINISTERO DELLA SALUTE PER L'IMPIEGO NON AMMESSO NEL SETTORE DEGLI INTEGRATORI ALIMENTARI. L'ACQUA DI LAUROCERASO PER USO COSMETICO È VIETATA DALLA CEE.
(Le avvertenze includono segnali di rischio basati su evidenze precliniche, plausibilità farmacologica o casi isolati)
LE FOGLIE, I SEMI E ALTRE PARTI VEGETALI CONTENGONO GLICOSIDI CIANOGENETICI, PRINCIPALMENTE PRUNASINA E IN MISURA MINORE AMIGDALINA, SUSCETTIBILI DI LIBERARE ACIDO CIANIDRICO IN SEGUITO A IDROLISI ENZIMATICA. EVIDENZA FARMACOGNOSTICA E FITOCHIMICA DIRETTA SULLA SPECIE.
L'IMPIEGO INTERNO DI MATERIALE VEGETALE GREZZO O DI ESTRATTI NON STANDARDIZZATI COMPORTA UN RISCHIO TOSSICOLOGICO POTENZIALMENTE RILEVANTE CORRELATO ALL'ESPOSIZIONE AI GLICOSIDI CIANOGENETICI. EVIDENZA TOSSICOLOGICA DERIVANTE DA CARATTERIZZAZIONE FITOCHIMICA E DA CASI DOCUMENTATI DI INTOSSICAZIONE ASSOCIATI ALLA SPECIE.
LA CONCENTRAZIONE DEI GLICOSIDI CIANOGENETICI PUÒ VARIARE IN FUNZIONE DELLA PARTE DELLA PIANTA UTILIZZATA, DELLO STATO FISIOLOGICO DEL MATERIALE VEGETALE E DELLE MODALITÀ DI PREPARAZIONE. EVIDENZA FARMACOGNOSTICA E FITOCHIMICA SPERIMENTALE.
NON SONO DISPONIBILI STUDI CLINICI CONTROLLATI ADEGUATI CHE DEFINISCANO SICUREZZA, EFFICACIA, DOSAGGI TERAPEUTICI O DURATA D'IMPIEGO PER PREPARAZIONI FITOTERAPICHE OTTENUTE DA PRUNUS LAUROCERASUS. EVIDENZA CLINICA ASSENTE.
LE INFORMAZIONI RELATIVE ALL'USO IN GRAVIDANZA, ALLATTAMENTO, ETÀ PEDIATRICA E SOGGETTI FRAGILI SONO INSUFFICIENTI PER FORMULARE VALUTAZIONI DI SICUREZZA EVIDENCE BASED SPECIFICHE PER LA SPECIE. EVIDENZA CLINICA INSUFFICIENTE.
SINTOMI DELL'AVVELENAMENTO: DIFFICOLTÀ RESPIRATORIA, ROSSORE DEL VISO ED ALTERAZIONE PROGRASSIVA DELLA COSCIENZA FINO AL COMA. DOSE LETALE: 10 FRUTTI PER UN BAMBINO E 50 FRUTTI PER L'ADULTO. (ANCHE LE FOGLIE SONO TOSSICHE)
(Le controindicazioni si basano su evidenze cliniche dirette, cioè dati da studi clinici, osservazionali o casistiche solide che dimostrino che l’uso della pianta è da evitare in specifiche condizioni o popolazioni)
ERBA ALTAMENTE TOSSICA! VIETATO L´USO COMUNE
USO INTERNO DELLE FOGLIE, DEI SEMI E DI PREPARAZIONI NON STANDARDIZZATE DELLA SPECIE IN PRESENZA DI IPERSENSIBILITÀ DOCUMENTATA AI COMPONENTI DELLA PIANTA. LE EVIDENZE DISPONIBILI NON CONSENTONO DI IDENTIFICARE ULTERIORI CONTROINDICAZIONI CLINICHE SPECIFICHE FORMALMENTE VALIDATE PER PREPARAZIONI FITOTERAPICHE RICONOSCIUTE, POICHÉ TALI PREPARAZIONI NON RISULTANO ATTUALMENTE SUPPORTATE DA MONOGRAFIE FITOTERAPICHE UFFICIALI.
(Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche)
ALCALOIDI
ALCOL E PREPARAZIONI ALCOLICHE AD ALTA GRADAZIONE
ANTIPERTENSIVI
ESTRATTI DI CHINA
ESTRATTI DI NOCE VOMICA
ESTRATTI DI OPPIO
ESTRATTI DI QUEBRACO
ESTRATTI DI STROFANTO
FARMACI EPATOMETABOLIZZATI (CYP450)
SEDATIVI DEL SNC
(Erbe che possono aumentare l'efficacia fitoterapica)
Non risultano disponibili nella letteratura scientifica moderna, nelle monografie EMA, ESCOP, WHO o Commission E, estratti fitoterapici standardizzati o titolati di Prunus laurocerasus L. con titolo validato, indicazione terapeutica approvata e posologia clinicamente definita.
Non risultano disponibili integratori standardizzati o titolati riconosciuti dalla fitoterapia evidence based basati su Prunus laurocerasus L. con un contenuto minimo di marcatori fitochimici associato a un effetto terapeutico clinicamente validato.
Preparazioni omeopatiche
Prunus laurocerasus TM (tintura madre omeopatica)
Preparazione ottenuta secondo farmacopee omeopatiche a partire dalle foglie fresche della specie. Non esistono indicazioni terapeutiche supportate da evidenze cliniche controllate specifiche per la specie. Le diluizioni e la posologia variano secondo il sistema omeopatico adottato e non sono correlate a concentrazioni farmacologicamente attive dei costituenti della pianta.
Prunus laurocerasus D1-D6
Preparazioni omeopatiche a basse diluizioni riportate in alcune farmacopee omeopatiche europee. Non esistono titoli fitoterapici validati né dosaggi supportati da studi clinici controllati.
Prunus laurocerasus 5CH-30CH e diluizioni superiori
Preparazioni omeopatiche ad alta diluizione utilizzate esclusivamente nell'ambito della pratica omeopatica. Non sono disponibili evidenze cliniche controllate che consentano di definire efficacia terapeutica specifica della specie.
European Medicines Agency, European Union Herbal Monograph Assessment Activities, aggiornamenti continui
World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants, 1999-2009
Nambooze Joan, Exploring the Phytochemical Composition Ethnomedicinal Uses and Therapeutic Potential of Prunus Species A Comprehensive Review, 2026
Karabegović Ibrahim, Chemical Composition and Bioactivity of Prunus laurocerasus Leaf Extracts, 2018
Margalitadze Ekaterine, Study of Secondary Metabolites in Georgian Endemic Plant Prunus laurocerasus, 2025
Todorova Milena, Chemical Characteristics and Biological Potential of Prunus laurocerasus Fruits, 2025
Vetter János, Plant Cyanogenic Glycosides, 2000
Poulton Jonathan E, Cyanogenesis in Plants, 1990
(Basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso)
Non risultano disponibili tisane, infusi, decotti o formulazioni erboristiche a base di Prunus laurocerasus L. supportati da evidenze scientifiche moderne che ne consentano la raccomandazione in termini di sicurezza ed efficacia fitoterapica.
La presenza documentata di glicosidi cianogenetici, principalmente prunasina e in misura minore amigdalina, associata alla potenziale liberazione di acido cianidrico, non consente di definire dosaggi sicuri e standardizzati per preparazioni acquose destinate all'automedicazione o alla pratica fitoterapica contemporanea.
European Medicines Agency, European Union Herbal Monograph Assessment Activities, aggiornamenti continui
World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants, 1999-2009
Nambooze Joan, Exploring the Phytochemical Composition Ethnomedicinal Uses and Therapeutic Potential of Prunus Species A Comprehensive Review, 2026
Karabegović Ibrahim, Chemical Composition and Bioactivity of Prunus laurocerasus Leaf Extracts, 2018
Margalitadze Ekaterine, Study of Secondary Metabolites in Georgian Endemic Plant Prunus laurocerasus, 2025
Todorova Milena, Chemical Characteristics and Biological Potential of Prunus laurocerasus Fruits, 2025
Vetter János, Plant Cyanogenic Glycosides, 2000
Poulton Jonathan E, Cyanogenesis in Plants, 1990
Consultare il proprio medico prima di assumere qualsiasi preparato
ANNUNCIO PUBBLICITARIO
FINE ANNUNCIO
SCHEDA NOTIZIE E VARIE
L'amigdalina è un composto chimico presente in diverse piante, in particolare nei semi di alcune Rosacee. Ecco un elenco delle piante che contengono amigdalina:
* Mandorle amare: sono la fonte più conosciuta di amigdalina, con una concentrazione particolarmente elevata.
* Noccioli di frutta:
* Pesche
* Albicocche
* Prugne
* Ciliegie
* Mele
* Lauroceraso: sia le foglie che i semi di questa pianta contengono amigdalina.
È importante notare che l’amigdalina può rilasciare acido cianidrico, una sostanza tossica, se ingerita e processata dall’organismo. Pertanto, il consumo di grandi quantità di semi o noccioli di queste piante può essere pericoloso.
Prunus laurocerasus L. non è originario dell'Europa occidentale, ma delle regioni comprese tra i Balcani orientali, il Caucaso e l'Asia Minore. La sua diffusione nei giardini europei iniziò soprattutto tra il XVI e il XVII secolo come pianta ornamentale sempreverde.
Il nome specifico laurocerasus deriva dall'aspetto delle foglie, simili a quelle dell'alloro, e dai frutti che ricordano quelli del ciliegio. La specie non è tuttavia strettamente imparentata con il vero alloro.
Per diversi secoli l'acqua di lauroceraso (Aqua Laurocerasi), ottenuta principalmente dalle foglie, fu impiegata nella medicina europea come sedativo, antispasmodico e rimedio contro la tosse. L'uso medico diminuì progressivamente con la comprensione della sua tossicità dovuta ai glicosidi cianogenetici.
Nel XVIII secolo numerosi episodi di avvelenamento contribuirono a rendere celebre la pianta nei trattati di tossicologia. Alcuni casi riguardarono l'impiego accidentale o improprio dell'acqua di lauroceraso come sostituto di preparazioni aromatiche alimentari.
Le foglie emanano un caratteristico odore di mandorla amara quando vengono schiacciate o danneggiate. Tale odore è dovuto alla liberazione di benzaldeide durante la degradazione dei glicosidi cianogenetici.
In alcune regioni del Mar Nero, in particolare della Turchia nord-orientale e della Georgia, i frutti maturi sono tradizionalmente consumati come alimento, essiccati oppure trasformati in marmellate, succhi e preparazioni fermentate. I frutti completamente maturi contengono quantità di composti cianogenetici generalmente inferiori rispetto alle foglie e ai semi.
La specie è oggi una delle piante ornamentali sempreverdi più utilizzate in Europa per la formazione di siepi dense grazie alla sua elevata tolleranza alla potatura, all'ombra e all'inquinamento urbano.
In numerose aree dell'Europa centrale e occidentale il lauroceraso è considerato una specie invasiva o potenzialmente invasiva. La dispersione dei semi da parte degli uccelli favorisce la naturalizzazione della pianta nei boschi e negli ambienti seminaturali.
Dal punto di vista storico-farmacologico rappresenta uno degli esempi più noti di specie vegetale passata da rimedio medicinale relativamente diffuso a pianta sostanzialmente abbandonata dalla fitoterapia moderna a causa di un rapporto beneficio-rischio ritenuto sfavorevole.