QUESTA SCHEDA È UNICA E ORIGINALE IN INTERNET aggiornamento del 15/06/2026
CHINA Cinchona officinalis L.
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Autore: erbeofficinali.org
Cinchona calisaya
Cinchona pubescens Photo by Jaeger H
Cinchona pubescens Photo by Jaeger H
Cinchona pubescens Photo by Jaeger H
Autore: Forest & Kim Starr
TOSSICITÀ MEDIA
EFFICACIA DIPENDENTE DALLE SPECIFICHE E DALLE FORME TERAPEUTICHE
!!
ANNUNCIO PUBBLICITARIO
FINE ANNUNCIO
SCHEDA BOTANICA
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Clade Tracheophyta
Clade Angiospermae
Clade Mesangiospermae
Clade Eudicotyledones
Clade Asteridae
Clade Lamiidae
Ordine Gentianales
Famiglia Rubiaceae
Sottofamiglia Cinchonoideae
Tribù Cinchoneae
Genere Cinchona
Specie Cinchona officinalis
Famiglia:
Corteccia Della Contessa O Dei Gesuiti, Rimedio Degli Inglesi, China Bark, Fever Tree, Jesuit´s Bark, Quinas;
CHINA ROSSA: Red Cinchona, Red Peruvian Bark, Cascarilla, Chinarinde, Quinine Tree, Quinquina Rouge, C. Rubra, Chinarindenbaum, Fieberrinde;
CHINA GIALLA: Yellow Cinchona, Calisaya Bark, Ledger Bark
Cinchona Officinalis L. – La Specie “classica” Da Cui Si Ricava La Corteccia Officinale.
Cinchona Pubescens Vahl – Anch’essa Utilizzata Per La Corteccia E La Produzione Di Chinino.
Cinchona Calisaya Wedd. – Nota Per Il Contenuto Elevato Di Chinino Nella Corteccia.
Cinchona Ledgeriana Moens – Storicamente Molto Sfruttata Per La Produzione Commerciale Di Chinino.
Cascarilla Officinalis (L.) Ruiz, Cinchona Academica Guibourt, Cinchona Chahuarguera Pav., Cinchona Chahuarguera Pav. Ex DC., Cinchona Chahuraguera Pav., Cinchona Chahuraguera Pav. Ex DC., Cinchona Coccinea Pav. Ex DC., Cinchona Colorata Lamb., Cinchona Condaminea Humb. & Bonpl., Cinchona Condaminea Kunth, Cinchona Condaminea Var. Chahuarguera DC., Cinchona Condaminea Var. Chahuraguera DC., Cinchona Condaminea Var. Lanceolata Wedd., Cinchona Condaminea Var. Vera Wedd., Cinchona Crispa Tafalla, Cinchona Crispa Tafalla Ex Howard, Cinchona Cucumifolia Pav., Cinchona Cucumifolia Pav. Ex Lamb., Cinchona Lancifolia Var. Lanceolata Schult., Cinchona Legitima Ruiz, Cinchona Legitima Ruiz Ex C.J.Laubert, Cinchona Legitima Ruiz Ex Lamb., Cinchona Lucumifolia Var. Stupea Wedd., Cinchona Macrocalyx Var. Obtusifolia DC., Cinchona Macrocalyx Var. Uritusinga DC., Cinchona Obtusifolia Pav. Ex DC., Cinchona Officinalis Var. Bonplandianacolorata Howard, Cinchona Officinalis Var. Bonplandianalutea Howard, Cinchona Officinalis Var. Condaminea (Humb. & Bonpl.) Howard, Cinchona Officinalis Var. Crispa (Tafalla Ex Howard) Howard, Cinchona Officinalis Var. Uritusinga (Pav. Ex Howard) Howard, Cinchona Officinalis Var. Vera Cárdenas, Cinchona Palton Pav., Cinchona Peruviana Mutis, Cinchona Stupea Pav., Cinchona Stupea Pav. Ex Lamb., Cinchona Subcordata Pav. Ex Howard, Cinchona Suberosa Pav., Cinchona Suberosa Pav. Ex Howard, Cinchona Uritusinga Pav., Cinchona Uritusinga Pav. Ex DC., Cinchona Uritusinga Pav. Ex Howard, Cinchona Vritusino Pav., Cinchona Vritusino Pav. Ex DC., Hindsia Subandina Krause, Myroxylon Trialatum Stokes, Quinquina Officinalis (L.) Kuntze, Quinquina Palton (Pav.) Kuntze
CINCHONA SUCCIRUBRA: ALBERO SEMPREVERDE ALTO FINO A 30 METRI, CON CORTECCIA LISCIA CHE DIVENTA ROSSASTRA AL TAGLIO. FOGLIE OPPOSTE, GRANDI, ELLITTICHE-OVATE O OBLUNGHE, VERDE CHIARO, CON MARGINE INTERO. FIORI NUMEROSI, ROSEI, PROFUMATI, IN GRANDI PANNOCCHIE. CALICE PUBESCENTE CON DENTI TRIANGOLARI, COROLLA PUBESCENTE CON TUBO LUNGO E LOBI VILLOSI INTERNAMENTE. FRUTTO È UNA CAPSULA OBLUNGA CHE SI APRE DALLA BASE.
CINCHONA CALISAYA: ARBUSTO O ALBERO SEMPREVERDE ALTO FINO A 15 METRI. FOGLIE OPPOSTE, ELLITTICHE, CON APICE APPUNTITO. FIORI BIANCHI O ROSATI, IN PANNOCCHIE. COROLLA TUBOLARE CON 5 LOBI FRANGIATI AI MARGINI. FRUTTO È UNA CAPSULA OVOIDE O SUBCILINDRICA CHE SI APRE DALLA BASE. SEMI NUMEROSI, PIATTI E ALATI.
DA OTTOBRE NOVEMBRE DICEMBRE GENNAIO FEBBRAIO MARZO (STAGIONE UMIDA NELLE ANDE TROPICALI)
COLORI OSSERVATI
____BIANCO VERDASTRO ____ROSA ____ROSSO PORPORA
Originaria delle foreste andine umide e montane del Sud America (Bolivia, Perù, Ecuador, Colombia), cresce tipicamente tra i 300 e i 3900 metri di altitudine. Predilige climi tropicali e subtropicali umidi con temperature medie annue tra 10 e 23°C e precipitazioni abbondanti (1020-3800 mm annui). Si sviluppa meglio su suoli profondi, rossi, sabbiosi-argillosi, leggermente acidi, di origine vulcanica e ricchi di materia organica. Oggi è ampiamente coltivata in diverse regioni tropicali del mondo, come India, Indonesia e Africa orientale, per la produzione di chinino. In alcune zone, come le isole Galapagos e Hawaii, è diventata invasiva.
Cinchona calisaya: Anch'essa originaria delle foreste andine del Perù e della Bolivia, si trova a quote comprese tra i 200 e i 3300 metri. Predilige climi freschi e umidi di montagna e foreste pluviali andine. Richiede suoli ben drenati e umidi, con un pH leggermente acido, neutro o basico. Nella sua area nativa prospera nelle foreste montane, ma è stata introdotta anche in alcune zone del Sud-est asiatico e dell'America Centrale, dove si è naturalizzata. Come Cinchona succirubra, è coltivata in regioni tropicali per l'estrazione del chinino dalla sua corteccia.
FINE STAGIONE SECCA (AGOSTO-SETTEMBRE) PER MASSIMA CONCENTRAZIONE DI ALCALOIDI
CORTECCIA DEI RAMI. CHINA GIALLA: PEZZI COMPATTI E UNIFORMI CON SUPERFICIE GIALLO OCRA SCURO. CHINA ROSSA: HA SUPERFICIE ESTERNA ROSSA O BRUNA SOLCATA LONGITUDINALMENTE CON INTERNO ROSSO
INTENSAMENTE AMARO-LEGNOSO, CON NOTE ASTRINGENTI E LIEVEMENTE CANFORATE
AMARISSIMO, PERSISTENTE, CON RETROGUSTO METALLICO (PER CHININO)
Motivazione: La corteccia di Cinchona officinalis L. contiene alcaloidi biologicamente attivi che possono provocare cinconismo, caratterizzato da acufeni, cefalea, nausea, disturbi visivi, vertigini e alterazioni uditive. A dosi elevate o in soggetti sensibili sono documentate reazioni avverse più severe, comprese aritmie cardiache, trombocitopenia, reazioni di ipersensibilità e disturbi neurologici. La tossicità è ben caratterizzata da dati clinici, farmacologici e tossicologici diretti relativi alla specie e ai suoi alcaloidi principali. Alle dosi fitoterapiche tradizionali correttamente utilizzate il rischio è generalmente controllabile.
EFFICACIA: DIPENDENTE DALLE SPECIFICHE E DALLE FORME TERAPEUTICHE
Motivazione: Le evidenze cliniche storiche e moderne riguardano principalmente alcaloidi purificati o altamente standardizzati derivati dalla corteccia di Cinchona officinalis L., in particolare la chinina. Esistono solide evidenze cliniche per l'attività antimalarica della chinina e per alcuni impieghi specifici correlati ai suoi effetti farmacologici. Tuttavia tali evidenze non sono automaticamente trasferibili all'intera droga vegetale o a preparazioni fitoterapiche non standardizzate. L'efficacia terapeutica dipende quindi dalla forma farmaceutica, dal contenuto alcaloidico e dal grado di standardizzazione dell'estratto. Le evidenze disponibili comprendono studi clinici, revisioni sistematiche, dati farmacologici e una lunga esperienza medica documentata.
Confermate da studi scientifici e clinici
Attività antimalarica. Le evidenze cliniche riguardano principalmente preparazioni standardizzate della corteccia contenenti chinina e l'alcaloide isolato derivato da Cinchona officinalis L. La chinina possiede efficacia clinica documentata nel trattamento della malaria da Plasmodium spp. Le prove comprendono studi clinici, revisioni sistematiche e una lunga documentazione medica internazionale.
Attività antispastica nelle crampi muscolari. Sono disponibili evidenze cliniche riferite alla chinina derivata dalla droga di Cinchona officinalis L. per la riduzione della frequenza e dell'intensità dei crampi muscolari, sebbene il rapporto beneficio-rischio abbia determinato limitazioni regolatorie in numerosi Paesi. Le prove comprendono studi clinici controllati e revisioni sistematiche.
Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata
Attività amara eupeptica e stomachica. Documentata nelle monografie fitoterapiche tradizionali e supportata da dati farmacologici relativi agli alcaloidi amari della corteccia. Tipo di evidenza: fitoterapia documentata, farmacologia sperimentale e revisioni.
Stimolazione delle secrezioni gastriche e dell'appetito. Supportata da osservazioni farmacologiche e dall'impiego fitoterapico consolidato della corteccia. Tipo di evidenza: farmacologia sperimentale e uso fitoterapico documentato.
Attività antipiretica. Supportata da documentazione farmacologica storica e osservazioni cliniche precedenti all'introduzione degli antimalarici moderni. Tipo di evidenza: documentazione clinica storica e revisioni.
Attività antiprotozoaria diversa dall'impiego antimalarico. Osservata principalmente in modelli sperimentali e studi farmacologici sugli alcaloidi della corteccia. Tipo di evidenza: in vitro e farmacologia sperimentale.
Attività antimicrobica. Alcuni estratti della corteccia e singoli alcaloidi mostrano attività verso microrganismi sensibili in modelli sperimentali. Tipo di evidenza: in vitro.
Attività antiossidante. Descritta per alcune frazioni polifenoliche della corteccia. Tipo di evidenza: in vitro.
I dati relativi alle attività antimicrobiche, antiossidanti e ad altre attività farmacologiche sperimentali risultano limitati e non consentono attribuzioni terapeutiche clinicamente validate.
Uso storico e nella tradizione
Uso come rimedio contro le febbri intermittenti.
Uso come rimedio tradizionale contro la malaria.
Uso come tonico amaro.
Uso come stomachico.
Uso come eupeptico.
Uso come stimolante dell'appetito.
Uso come componente di preparazioni digestive tradizionali.
Uso come febbrifugo.
Uso come ingrediente di vini medicinali amari e preparazioni galeniche tradizionali.
Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ciascun utilizzo fitoterapico.
(Le avvertenze includono segnali di rischio basati su evidenze precliniche, plausibilità farmacologica o casi isolati)
POSSIBILE COMPARSA DI CINCONISMO CARATTERIZZATO DA ACUFENI, IPOACUSIA, CEFALEA, NAUSEA, VERTIGINI, DISTURBI VISIVI E ALTERAZIONI GASTROINTESTINALI. TIPO DI EVIDENZA: OSSERVAZIONI CLINICHE, FARMACOVIGILANZA, STUDI CLINICI E TOSSICOLOGIA UMANA.
POSSIBILE INSORGENZA DI TROMBOCITOPENIA IMMUNOMEDIATA, ANCHE GRAVE. TIPO DI EVIDENZA: CASI CLINICI, STUDI OSSERVAZIONALI E FARMACOVIGILANZA.
POSSIBILI ALTERAZIONI DELLA CONDUZIONE CARDIACA E COMPARSA DI ARITMIE IN SOGGETTI PREDISPOSTI O A DOSAGGI ELEVATI. TIPO DI EVIDENZA: STUDI CLINICI, FARMACOLOGIA CARDIOVASCOLARE E TOSSICOLOGIA UMANA.
POSSIBILE EMOLISI IN SOGGETTI CON DEFICIT DI GLUCOSIO-6-FOSFATO DEIDROGENASI. TIPO DI EVIDENZA: DATI CLINICI E FARMACOLOGICI.
POSSIBILI INTERAZIONI FARMACOLOGICHE DOVUTE ALL'ATTIVITÀ DEGLI ALCALOIDI CHINOLINICI SULLA FISIOLOGIA CARDIACA E NEUROMUSCOLARE. TIPO DI EVIDENZA: FARMACOLOGIA SPERIMENTALE, STUDI CLINICI E DOCUMENTAZIONE REGOLATORIA.
L'ENTITÀ DELL'ATTIVITÀ FARMACOLOGICA DIPENDE STRETTAMENTE DAL CONTENUTO ALCALOIDICO DELLA DROGA, CHE PUÒ VARIARE CONSIDEREVOLMENTE TRA PREPARAZIONI DIFFERENTI. TIPO DI EVIDENZA: STUDI FARMACOGNOSTICI, MONOGRAFIE UFFICIALI E CONTROLLI DI QUALITÀ FARMACOPEICI.
LE EVIDENZE CLINICHE DISPONIBILI RIGUARDANO PREVALENTEMENTE PREPARAZIONI STANDARDIZZATE O ALCALOIDI ISOLATI; L'ESTRAPOLAZIONE DEI DATI A PREPARAZIONI FITOTERAPICHE NON STANDARDIZZATE PRESENTA LIMITI DOCUMENTATI. TIPO DI EVIDENZA: REVISIONI FARMACOLOGICHE E MONOGRAFIE UFFICIALI.
(Le controindicazioni si basano su evidenze cliniche dirette, cioè dati da studi clinici, osservazionali o casistiche solide che dimostrino che l’uso della pianta è da evitare in specifiche condizioni o popolazioni)
IPERSENSIBILITÀ NOTA ALLA CORTECCIA DI CINCHONA OFFICINALIS L., ALLA CHININA O AD ALTRI ALCALOIDI DELLA DROGA. SONO DOCUMENTATE REAZIONI ALLERGICHE E REAZIONI DI IPERSENSIBILITÀ CLINICAMENTE RILEVANTI.
PREGRESSA TROMBOCITOPENIA INDOTTA DA CHININA. LA RICOMPARSA DELLA REAZIONE È DOCUMENTATA IN LETTERATURA CLINICA ED È CONSIDERATA UNA CONTROINDICAZIONE ASSOLUTA.
PREGRESSE REAZIONI GRAVI ATTRIBUITE ALLA CHININA O AGLI ALCALOIDI DELLA CORTECCIA DI CHINA, COMPRESE PORPORA TROMBOCITOPENICA IMMUNOMEDIATA E REAZIONI EMOLITICHE DOCUMENTATE.
MIASTENIA GRAVIS. L'IMPIEGO DELLA CHININA È CONTROINDICATO A CAUSA DEL POSSIBILE AGGRAVAMENTO DELLA DEBOLEZZA NEUROMUSCOLARE DOCUMENTATO CLINICAMENTE.
NEURITE OTTICA. LA CONTROINDICAZIONE È RIPORTATA NELLE PRINCIPALI MONOGRAFIE E FONTI FARMACOLOGICHE A CAUSA DELLA POSSIBILITÀ DI AGGRAVAMENTO DEI DISTURBI VISIVI CORRELATI ALL'ATTIVITÀ DEGLI ALCALOIDI DELLA CHINA.
(Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche)
ALCALI
ANTIAGGREGANTI PIASTRINICI
ANTIARITMICI
ANTICOAGULANTI
ANTICOAGULANTI CUMARINICI
ANTIMALARICI
ASPIRINA
BICARBONATO
BLOCCANTI NEUROMUSCOLARI
CARDIOATTIVI O CARDIOTONICI
DIGITALICI
DIGOSSINA
FARMACI CON PROLUNGAMENTO QT
FARMACI METABOLIZZATI DAL CYP2C9
FARMACI METABOLIZZATI DAL CYP2D6
FARMACI METABOLIZZATI DAL CYP3A4
GLICOSIDI CARDIOATTIVI
OPPIACEI
SALI DI FERRO
SOSTANZE ALCALINE O ALCALINIZZANTI
TANNINI (QUANTITÀ ELEVATE)
(Erbe che possono aumentare l'efficacia fitoterapica)
Polvere di corteccia
Droga polverizzata ottenuta dalla corteccia essiccata. Nelle farmacopee e nelle monografie la qualità è definita principalmente dal contenuto totale di alcaloidi della china. Per attività amarotonica ed eupeptica vengono impiegate quantità giornaliere corrispondenti a circa 1–3 g di droga essiccata, suddivise in più somministrazioni. Non esiste un titolo universalmente accettato per l'effetto digestivo oltre ai requisiti farmacopeici relativi agli alcaloidi totali.
Estratto secco standardizzato
Preparazione ottenuta dalla corteccia con standardizzazione sul contenuto di alcaloidi totali espressi come chinina. Nelle preparazioni fitoterapiche tradizionali il titolo è generalmente compreso tra il 4% e il 15% di alcaloidi totali. Per impieghi amarotonici ed eupeptici vengono utilizzate dosi giornaliere equivalenti a 200–1000 mg di estratto, in funzione del rapporto droga/estratto e del titolo alcaloidico. Non esiste un dosaggio fitoterapico moderno universalmente standardizzato per tutte le preparazioni.
Estratto fluido
Preparazione idroalcolica tradizionale con rapporto generalmente vicino a 1:1 rispetto alla droga di partenza. Utilizzata storicamente come amaro-tonico e stomachico. La posologia tradizionale documentata è compresa tra 0,3 e 2 mL fino a tre volte al giorno prima dei pasti.
Tintura
Preparazione idroalcolica della corteccia, generalmente con rapporti droga/solvente variabili secondo la farmacopea di riferimento. Utilizzata tradizionalmente come stomachico amaro. La posologia tradizionale documentata è compresa tra 1 e 4 mL, da una a tre volte al giorno.
Estratto alcaloidico purificato
Preparazione standardizzata ad alto contenuto di alcaloidi della china. L'efficacia terapeutica documentata dipende dal contenuto quantitativo di chinina e alcaloidi correlati. L'utilizzo appartiene prevalentemente all'ambito farmaceutico piuttosto che alla fitoterapia tradizionale. Le dosi vengono definite in funzione del contenuto di alcaloidi e dell'indicazione clinica.
Preparazioni omeopatiche
Disponibili come China officinalis o China rubra in diluizioni quali D3, D4, D6, D12, D30, CH5, CH7, CH9, CH15, CH30 e superiori. Le posologie dipendono esclusivamente dalla scuola omeopatica adottata. Non esistono evidenze cliniche sufficienti che dimostrino efficacia terapeutica specifica delle preparazioni omeopatiche di China officinalis.
(Basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso)
Preparazione digestiva amarotonica
Corteccia di Cinchona officinalis L. 1 g
Radice di Gentiana lutea L. 1 g
Pericarpo di Citrus aurantium L. 1 g
Versare 200 mL di acqua bollente sulla miscela, lasciare in infusione 10 minuti e filtrare. Assumere una tazza circa 30 minuti prima dei pasti principali. L'associazione è basata sull'impiego tradizionale documentato delle droghe amare digestive.
Decotto stomachico tradizionale
Corteccia di Cinchona officinalis L. 1 g
Radice di Angelica archangelica L. 1 g
Frutti di Foeniculum vulgare Mill. 2 g
Far bollire in 250 mL di acqua per 10 minuti, lasciare riposare altri 10 minuti e filtrare. Assumere una tazza dopo i pasti principali. Formulazione tradizionale destinata al supporto della funzione digestiva.
Infuso amaricante per inappetenza
Corteccia di Cinchona officinalis L. 0,5 g
Sommità di Centaurium erythraea Rafn 1,5 g
Pericarpo di Citrus aurantium L. 1 g
Versare 200 mL di acqua bollente, lasciare in infusione 10 minuti e filtrare. Assumere una tazza prima dei pasti. Le quantità di corteccia di china vengono mantenute contenute per limitare l'assunzione di alcaloidi.
Formula digestiva con spezie aromatiche
Corteccia di Cinchona officinalis L. 0,5 g
Rizoma di Zingiber officinale Roscoe 1 g
Frutti di Elettaria cardamomum Maton 1 g
Versare 200 mL di acqua bollente, lasciare in infusione 10 minuti e filtrare. Assumere una tazza dopo i pasti. L'associazione deriva dall'uso tradizionale come preparazione aromatica digestiva.
Decotto amaro tonico tradizionale
Corteccia di Cinchona officinalis L. 1 g
Radice di Gentiana lutea L. 1 g
Sommità di Artemisia absinthium L. 0,5 g
Far bollire in 250 mL di acqua per 5 minuti, lasciare riposare 10 minuti e filtrare. Assumere una tazza prima dei pasti. Preparazione storicamente utilizzata come tonico amaro; non destinata a impieghi prolungati.
Infuso semplice di china
Corteccia di Cinchona officinalis L. 0,5-1 g
Acqua 200 mL
Lasciare in infusione per 10-15 minuti e filtrare. Assumere una tazza prima dei pasti. Le dosi superiori non sono raccomandate in assenza di supervisione professionale a causa del contenuto di alcaloidi.
Consultare il proprio medico prima di assumere qualsiasi preparato
Vino ricostituente di China
ATTENZIONE: Questa ricetta viene riportata solo per curiosità nell'uso popolare.
Far macerare per due giorni, in un litro di buon vino marsala, le seguenti erbe: China corteccia grammi 15, Genziana radice grammi 15, Cannella corteccia grammi 10 e Arancio amaro scorza grammi 10. Dopo il tempo stabilito per la macerazione, filtrare accuratamente il vino, metterlo in bottiglia di vetro scuro e conservarlo in luogo fresco. Lasciar riposare per almeno 10 giorni prima di somministrarlo. Se ne prenda un bicchierino da liquore prima di ogni pasto.[Tratto da: I Vini Medicinali - Eraclio Fiorani, Roberto Fedecostante - Edizioni CHI-NI Macerata]
Consultare il proprio medico prima di assumere questa bevanda ed evitarne l'uso in caso di divieto di assunzione di alcol
ANNUNCIO PUBBLICITARIO
FINE ANNUNCIO
SCHEDA NOTIZIE E VARIE
DROGHE ATTIVE SULLO STOMACO (EUPEPTICHE)
Sono quelle che aumentano la quantità di succo gastrico e prendono il nome generale di 'eupeptici' o, più volgarmente, di aperitivi, digestivi, stomachici.
Esse influenzano la secrezione cloropeptica in base a diversi meccanismi d'azione:
A) Eupeptici a meccanismo nervoso riflesso o amari puri: rappresentati da quelle droghe che agiscono su terminazioni nervose lontane dallo stomaco (palato e lingua). Qui la secrezione è stimolata da semplice contatto dei recettori gustativi che, attraverso i nervi vaghi, determinano aumento della secrezione salivare, dei succhi gastrici e dalla mtilità del tubo digerente (Genziana, Quassio, Trifoglio fibrino, Centaurea minore).
B) Eupeptici a meccanismo nervoso centrale: hanno azione parasimpaticomimetica ovvero stimolano il sistema parasimpatico determinando un aumento di tutte le secrezioni, compresa quella gastrica. Tuttavia non vengono usate per questo scopo a causa dei loro effetti collaterali.
C) Eupeptici a meccanismo diretto: giunte allo stomaco stimolano direttamente la mucosa gastrica per via chimica o fisica. Le sostanze a meccanismo chimico determinano abbondante formazione di gastrina (succhi, brodi e polveri di carne opportunamente sgrassati). Le sostanze a meccanismo fisico, invece, stimolano direttamente le ghiandole gastriche o iperemizzano la mucosa (gran parte delle piante con odore e sapore intenso come Aglio, Salvia, Rosmarino, ecc.; alcuni amari aromatici contenenti essenze irritanti).
Le caratteristiche eupeptiche degli amari vengono esaltate per una gradazione alcolica inferiore ai 25¦.
D) Eupeptici a meccanismo misto: sommano meccanismi diretti e riflessi provocati dalle loro caratteristiche organolettiche.
Infine, in base alla natura chimica dei principi attivi contenuti nelle droghe eupeptiche possiamo suddividerle in: - AMARI PURI se contengono solo principi amari (Genziana, Quassia, Centaurea, Trifoglio fibrino);
- AMARI ALCALOIDEI se contengono alcaloidi di sapore amaro (China, Noce vomica, Fava di St. Ignazio);
- AMARI AROMATICI se contengono principi amari e oli essenziali (Angelica, Arancio amaro, Assenzio, Calamo aromatico, Luppolo, Ruta, Condurango, Cascarilla);
- AMARI MUCILLAGINOSI se contengono principi amari e forti quantità di mucillagini (Colombo, Lichene islandico);
- AMARI SALINI se contengono principi amari a cui si associano elevate quantità di sali (Cardo benedetto, Cicoria, Tarassaco).
[Tratto da: Marzio Pedretti "L'erborista moderno"]
La corteccia era chiamata "polvere dei Gesuiti" per il loro ruolo nella diffusione come antimalarico nel XVII secolo.
La China rossa è data dalla Cinchona succiruba, la China gialla dalla Cinchona calisaya e ledgeriana e da quest'ultima si estrae il chinino. L'albero è originario delle montagne dell'America meridionale. La China grigia Cinchona officinalis L., è la più usata in ambito industriale per la preparazione di liquori. Infatti la China è l'essenza di un vero e proprio liquore, come l'Assenzio è l'anima costituente del vermouth.<br>
La china sarebbe stata scoperta in Perù, nei dintorni di Laxa. In seguito ad un sisma, alcuni alberi sarebbero caduti nel lago a cui si abbeveravano le greggi in quota, e le popolazioni indigene notarono che gli animali malati -specie di febbre- guarivano. L'albero in questione è l'albero della China. Nel 1638, durante le invasioni spagnole, un soldato venne curato da un indigeno con l'acqua del lago di Laxa, alleviandone la febbre. I gesuiti, al seguito delle truppe, portarono in Europa i germogli della pianta, introducendo la china fra le piante officinali maggiori.<br>
Era il 1632 quando le bacche della pianta di chincona, nome indigeno dell'albero dalle China, vennero portate da Lima in Spagna, e poi a Roma e quindi in altre parti d'Italia; si diffuse così ampiamente l'utilizzo della 'pulvis gesuiticus' o 'polvere dei Padri'. Un'altra leggenda, un po’ controversa, narra invece, che il nome della pianta derivi dalle cure con rimedi indigeni a cui venne sottoposta, nel XVII secolo, la contessa Ana de Osorio Chinchón, la moglie del vicerè del perù, per la febbre intermittente dalla quale era affetta. Sempre secondo questa tradizione, la contessa, per ringraziare della guarigione dispose la cura dei poveri di Lima e fece pubblicità alla 'polvere della contessa' anche in Spagna(1640).
Nel XIX secolo, i soldati coloniali assumevano decotti di china con vino per mascherare l’amaro, aggravando però la tossicità epatica e cardiaca. Oggi l’uso è limitato all’industria farmaceutica.