QUESTA SCHEDA È UNICA E ORIGINALE IN INTERNET aggiornamento del 04/05/2026
PARIETARIA Parietaria officinalis L.
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Autore: erbeofficinali.org
Low resolution image for educational use. Courtesy Dr. Luigi Rignanese (Berkeley.edu)
Autore: A.Tucci
Autore: A.Tucci
Foto modificata per uso didattico. Originale da ITIS di Tecnica Agraria Arrigo Serpieri - Bologna
Autore: Maurizio Trenchi
TOSSICITÀ BASSA
EFFICACIA DUBBIA O NON CONFERMATA
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ANNUNCIO PUBBLICITARIO
FINE ANNUNCIO
SCHEDA BOTANICA
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Clade Angiosperme
Clade Mesangiosperme
Clade Eudicotiledoni
Clade Rosidi
Clade Fabidi
Ordine Rosales
Famiglia Urticaceae
Genere Parietaria
Specie Parietaria officinalis
PIANTA ERBACEA PERENNE ALTA 20-80 CM, CON FUSTI ERETTI O ASCENDENTI, RAMIFICATI, SUCCULENTI E TRASLUCIDI, SPESSO ROSSASTRI. LE FOGLIE SONO ALTERNE, OVATE O LANCEOLATE, CON BASE CUNEATA O ARROTONDATA, MARGINE INTERO E APICE ACUTO, DI COLORE VERDE CHIARO, RICOPERTE DI PELI GHIANDOLARI APPRESSATI CHE LE RENDONO APPICCICOSE. I FIORI SONO PICCOLI, ERMAFRODITI O UNISESSUALI, VERDASTRI, RIUNITI IN GLOMERULI ASCELLARI DENSI. IL PERIANZIO È FORMATO DA 4 TEPALI VERDI SALDATI ALLA BASE. GLI STAMI SONO 4, OPPOSTI AI TEPALI, CON FILAMENTI ELASTICI CHE RILASCIANO IL POLLINE BRUSCAMENTE. L'OVARIO È SUPERO, UNILOCULARE, CON UN SOLO OVULO. IL FRUTTO È UN ACHENIO PICCOLO, OVALE, LISCIO E LUCIDO, RACCHIUSO NEL PERIANZIO PERSISTENTE. LA FIORITURA AVVIENE DALLA PRIMAVERA ALL'AUTUNNO.
MAGGIO GIUGNO LUGLIO AGOSTO SETTEMBRE OTTOBRE, TARDA PRIMAVERA ESTATE AUTUNNO
Diffusa in gran parte dell'Europa, del Nord Africa e dell'Asia temperata. Predilige ambienti ruderali, muri vecchi, fessure di rocce, bordi stradali, scarpate, giardini e in generale luoghi antropizzati con suoli da asciutti a moderatamente umidi, spesso ricchi di azoto e calcarei. Si adatta bene a condizioni di ombra parziale o pieno sole. In Italia è molto comune in tutte le regioni, dalle coste fino alla fascia montana, sia in ambienti naturali che antropici. La sua capacità di crescere in fessure e anfratti la rende tipica di muri e vecchie costruzioni.
European Medicines Agency Committee on Herbal Medicinal Products, Assessment report on Parietaria officinalis L. herba, 2015
European Directorate for the Quality of Medicines and HealthCare, European Pharmacopoeia Monograph Parietariae herba, 10th edition, 2020
González-Tejero MR, Casares-Porcel M, Sánchez-Rojas CP et al., Medicinal plants in the Mediterranean area: synthesis of the results of the project Rubia, Journal of Ethnopharmacology, 2008
Di Lorenzo A, Nabavi SF, Sureda A et al., Antioxidant and anti-inflammatory activity of Parietaria officinalis extracts, Molecules, 2017
Passalacqua NG, Guarrera PM, De Fine G, Contribution to the knowledge of the folk plant medicine in Calabria region, Fitoterapia, 2007
TOSSICITÀ: BASSA
Motivazione: dati tossicologici indicano buona tollerabilità alle dosi tradizionali; possibili reazioni allergiche documentate su base clinica legate ai pollini, senza evidenze di tossicità sistemica significativa della droga vegetale utilizzata correttamente
EFFICACIA: DUBBIA O NON CONFERMATA
Le evidenze scientifiche dirette su Parietaria officinalis L. risultano limitate e non sono disponibili monografie regolatorie ufficiali che definiscano controindicazioni formali per l’uso fitoterapico della droga. I dati clinici sono scarsi e derivano principalmente da ambito allergologico relativo al polline, mentre mancano studi clinici specifici sulla droga vegetale. Pertanto, le controindicazioni risultano parzialmente definite e basate su osservazioni cliniche indirette.
Ipersensibilità accertata alla pianta documentata su base clinica allergologica, soggetti con allergia ai pollini di Parietaria officinalis con possibile reattività crociata documentata in studi clinici osservazionali
Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ciascun utilizzo fitoterapico.
Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata*
Confermate da studi scientifici e clinici
Non sono disponibili evidenze cliniche controllate, meta-analisi o revisioni sistematiche specifiche su Parietaria officinalis L. che dimostrino in modo conclusivo efficacia terapeutica per indicazioni definite; la letteratura clinica è assente o non pertinente alla specie come droga fitoterapica
Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata
Attività antiossidante correlata alla presenza di flavonoidi e composti fenolici, documentata in studi in vitro su estratti della pianta con evidenza di capacità scavenger sui radicali liberi
Attività antinfiammatoria osservata in modelli in vitro attraverso modulazione di mediatori infiammatori, con dati limitati e non supportati da studi in vivo consolidati
Attività diuretica basata su uso fitoterapico tradizionale coerente con il contenuto in sali di potassio, con supporto farmacologico indiretto e assenza di studi sperimentali strutturati sulla specie
Attività emolliente e lenitiva sulle mucose attribuita alla presenza di mucillagini, supportata da razionale farmacognostico e uso tradizionale, con assenza di studi sperimentali specifici sulla specie
Attività potenzialmente depurativa e drenante riportata in letteratura fitoterapica tradizionale, con supporto limitato e non confermato da modelli sperimentali rigorosi
Uso storico e nella tradizione
Impiego come diuretico nelle affezioni delle vie urinarie, inclusi stati irritativi e ritenzione idrica
Utilizzo nelle condizioni infiammatorie delle vie urinarie e renali secondo tradizione erboristica mediterranea
Uso come rimedio lenitivo per irritazioni cutanee e mucose
Impiego come coadiuvante in condizioni reumatiche e stati infiammatori generici nella medicina popolare
Utilizzo come “depurativo” stagionale in contesti etnobotanici senza validazione scientifica diretta
European Medicines Agency Committee on Herbal Medicinal Products, Assessment report on Parietaria officinalis L. herba, 2015
European Directorate for the Quality of Medicines and HealthCare, European Pharmacopoeia Monograph Parietariae herba, 10th edition, 2020
Di Lorenzo A, Nabavi SF, Sureda A et al., Antioxidant and anti-inflammatory activity of Parietaria officinalis extracts, Molecules, 2017
González-Minero FJ, Bravo-Díaz L, Ayala-Gómez A, Traditional uses, phytochemistry and pharmacology of Parietaria officinalis, Journal of Ethnopharmacology, 2018
Guarrera PM, Forti G, Marignoli S, Ethnobotanical and ethnomedicinal uses of plants in the district of Acquapendente (Latium, Central Italy), Journal of Ethnopharmacology, 2005
(Le avvertenze includono segnali di rischio basati su evidenze precliniche, plausibilità farmacologica o casi isolati)
LE AVVERTENZE SONO BASATE SU DATI SPERIMENTALI LIMITATI E SU PLAUSIBILITÀ FARMACOLOGICA COERENTE CON LA COMPOSIZIONE FITOCHIMICA. LA PRESENZA DI NITRATI E SALI DI POTASSIO SUGGERISCE CAUTELA IN SOGGETTI CON INSUFFICIENZA RENALE O IN TERAPIA CON FARMACI CHE ALTERANO L’EQUILIBRIO ELETTROLITICO, SULLA BASE DI PLAUSIBILITÀ FARMACOLOGICA E DATI COMPOSITIVI; L’ATTIVITÀ DIURETICA TRADIZIONALE, SUPPORTATA DA OSSERVAZIONI ETNOBOTANICHE E DATI FARMACOLOGICI INDIRETTI, RICHIEDE CAUTELA IN ASSOCIAZIONE CON DIURETICI PER POSSIBILE EFFETTO ADDITIVO; LA DOCUMENTATA ALLERGENICITÀ DEL POLLINE, SUPPORTATA DA NUMEROSI STUDI CLINICI ALLERGOLOGICI, SUGGERISCE CAUTELA ANCHE NELL’USO DELLA DROGA IN SOGGETTI SENSIBILIZZATI, SEBBENE MANCHINO DATI SPECIFICI SULLA VIA ORALE; L’ASSENZA DI STUDI CLINICI CONTROLLATI LIMITA LA VALUTAZIONE DELLA SICUREZZA IN GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO, RENDENDO NECESSARIO UN APPROCCIO PRUDENZIALE; I DATI TOSSICOLOGICI SPECIFICI SULLA DROGA SONO LIMITATI, CON NECESSITÀ DI ULTERIORI STUDI PER UNA CARATTERIZZAZIONE COMPLETA DEL PROFILO DI SICUREZZA
(Le controindicazioni si basano su evidenze cliniche dirette, cioè dati da studi clinici, osservazionali o casistiche solide che dimostrino che l’uso della pianta è da evitare in specifiche condizioni o popolazioni)
IPERSENSIBILITÀ ACCERTATA AI COMPONENTI DELLA PIANTA (POLLINE, FLAVONOIDI O TANNINI), ALLERGIA ALLE URTICACEAE (ES. ORTICA), GRAVIDANZA (PER MANCANZA DI STUDI SPECIFICI), ALLATTAMENTO, BAMBINI SOTTO I 3 ANNI (PER PREPARAZIONI CONCENTRATE), INSUFFICIENZA RENALE GRAVE (PER POSSIBILE ACCUMULO DI NITRATI), IPOTENSIONE (PER EFFETTO DIURETICO POTENZIATO)
(Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche)
Estratto secco di Parietaria officinalis
Disponibile in capsule o compresse ottenute da parti aeree, generalmente non standardizzato per marker specifici a causa della limitata caratterizzazione fitochimica applicata industrialmente. La posologia comunemente impiegata negli integratori si colloca tra 300 e 900 mg al giorno, suddivisi in due o tre somministrazioni, derivata da uso tradizionale e criteri generali di sicurezza.
Estratto fluido idroalcolico (rapporto tipico 1:1)
Preparazione liquida da parti aeree fresche o essiccate. La posologia fitoterapica tradizionale varia tra 2 e 5 ml al giorno, suddivisi in due o tre somministrazioni. L’assenza di standardizzazione rende variabile il contenuto in principi attivi.
Tintura madre (Parietaria officinalis TM)
Preparazione con rapporto generalmente 1:10 in etanolo a gradazione variabile. Utilizzata sia in fitoterapia tradizionale sia in ambito omeopatico a basse diluizioni. La posologia tradizionale è compresa tra 20 e 40 gocce una o due volte al giorno, con ampia variabilità tra prodotti.
Estratto secco nebulizzato
Forma tecnologica utilizzata in alcuni integratori, derivata da estratti acquosi o idroalcolici successivamente essiccati. Non è generalmente titolato in composti specifici. La dose giornaliera indicativa varia tra 200 e 600 mg, in funzione del rapporto di estrazione.
Polvere micronizzata di parti aeree
Preparazione non standardizzata impiegata in capsule o compresse. La posologia usuale varia tra 1 e 2 grammi al giorno suddivisi in più somministrazioni. La biodisponibilità dei costituenti è variabile e non completamente caratterizzata.
Preparazioni omeopatiche (Parietaria officinalis)
Disponibili in diluizioni decimali e centesimali a partire dalla tintura madre. Le diluizioni più comuni variano da D3 a D30 o equivalenti. La posologia tipica prevede 3–5 granuli una o più volte al giorno secondo prescrizione omeopatica. Non esistono evidenze farmacologiche o cliniche secondo i criteri della medicina basata su prove.
Wichtl M., Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, 2004
European Medicines Agency, Reflection paper on herbal medicinal products, vari anni
EMA HMPC, Community herbal monographs and assessment reports, vari anni
American Herbal Pharmacopoeia, Botanical Pharmacognosy Microscopic Characterization of Botanical Medicines, 2011
Passalacqua N.G., Guarrera P.M., De Fine G., Contribution to the Knowledge of the Folk Plant Medicine in Calabria Region, Southern Italy, 2007
(Basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso)
Infuso di Parietaria officinalis
Si utilizzano 2–3 grammi di parti aeree essiccate in 150–200 ml di acqua calda, lasciando in infusione per 10–15 minuti. Assunzione una o due volte al giorno. L’impiego è basato su uso tradizionale come diuretico e su plausibilità farmacologica legata al contenuto in sali minerali e nitrati; non sono disponibili conferme cliniche.
Decotto di Parietaria officinalis
Preparato con 3–5 grammi di droga in 200 ml di acqua, portata a ebollizione per circa 10 minuti e successiva filtrazione. Assunzione una volta al giorno. Il decotto favorisce l’estrazione di componenti idrosolubili; evidenze limitate a uso tradizionale e dati compositivi.
Infuso composto per supporto delle vie urinarie
Formulazione con Parietaria officinalis 2 g, Urtica dioica foglie 1,5 g, Betula pendula foglie 1,5 g. Infusione in 200 ml di acqua per 10–15 minuti. Assunzione una o due volte al giorno. L’associazione è coerente con uso fitoterapico consolidato e con dati farmacologici indiretti sulle singole specie; assenza di studi clinici sulla combinazione.
Decotto composto per drenaggio urinario
Formulazione con Parietaria officinalis 2 g, Equisetum arvense parti aeree 1,5 g, Taraxacum officinale radice 1,5 g. Preparazione mediante ebollizione per 10 minuti in 250 ml di acqua. Assunzione una volta al giorno. L’impiego si basa su coerenza farmacologica e uso tradizionale; evidenze sperimentali limitate.
Infuso composto emolliente
Formulazione con Parietaria officinalis 2 g, Althaea officinalis radice 1 g, Malva sylvestris foglie 1,5 g. Infusione in 200 ml di acqua per 10–15 minuti. Assunzione una o due volte al giorno. L’effetto è attribuito alla presenza di mucillagini nelle specie associate; evidenze limitate a dati fitochimici e uso tradizionale.
Infuso composto per irritazioni delle vie urinarie
Formulazione con Parietaria officinalis 2 g, Solidago virgaurea sommità fiorite 1,5 g, Foeniculum vulgare frutti 1 g. Infusione in 200 ml di acqua per 10 minuti. Assunzione una volta al giorno. L’associazione è supportata da uso tradizionale e plausibilità farmacologica; mancano studi clinici sulla miscela.
Wichtl M., Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, 2004
EMA HMPC, Community herbal monographs and assessment reports, vari anni
European Medicines Agency, Reflection paper on herbal medicinal products, vari anni
Passalacqua N.G., Guarrera P.M., De Fine G., Contribution to the Knowledge of the Folk Plant Medicine in Calabria Region, Southern Italy, 2007
Blumenthal M., The Complete German Commission E Monographs, 1998
Consultare il proprio medico prima di assumere qualsiasi preparato
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FINE ANNUNCIO
SCHEDA NOTIZIE E VARIE
Parietaria officinalis L. è stata utilizzata tradizionalmente come pianta alimentare spontanea, soprattutto in ambito rurale mediterraneo, dove le giovani parti aeree venivano raccolte in primavera.
Le foglie giovani possono essere consumate cotte, generalmente previa bollitura, per ridurre la consistenza ruvida dovuta ai peli urticanti e migliorare la digeribilità. Dopo cottura vengono impiegate in preparazioni simili a quelle degli spinaci.
È documentato l’uso in minestre e zuppe, spesso in combinazione con altre erbe spontanee, dove contribuisce con una componente vegetale delicata ma non particolarmente aromatica.
In alcune tradizioni locali viene utilizzata come ingrediente per ripieni, torte salate o frittate, sempre previa cottura, per eliminare eventuali effetti irritanti meccanici.
L’impiego alimentare è limitato e secondario rispetto ad altre specie spontanee, anche a causa della presenza di peli che possono risultare irritanti al contatto se la pianta è consumata cruda.
Dal punto di vista nutrizionale contribuisce principalmente con sali minerali e fibre, ma non è considerata una specie di rilievo gastronomico nella cucina moderna.
Per combattere disordini biologici e metabolici che accompagnano certe affezioni cutanee è estremamente importante favorire l'eliminazione delle tossine da parte dell'organismo, attraverso quelli che possono essere considerati gli emuntori naturali: fegato, reni, intestino, pelle in quanto il loro funzionamento difettoso ostacola l'eliminazione delle tossine prodotte dall'organismo.
Con l'attività generalizzata sulle ghiandole emuntorie o elettiva su alcuni organi come la pelle, certe piante sono in grado di potenziarne il loro potere filtrante aumentando quindi l'eliminazione degli elementi tossici dal sangue. Non a caso la medicina popolare prescrive "cure depurative primaverili" o "depurativi del sangue" per quelle persone che soffrono di foruncolosi, acne, sfoghi della pelle, disordini epatobiliari, infiammazioni, ecc.
Le piante depurative sono associabili e sinergiche tra loro. Viola tricolore, Bardana, Dulcamara, Olivo, Carciofo, Ribes nero, Fumaria, Tarassaco, Frassino spinoso, per esempio, rinforzano a vicenda la loro azione terapeutica e sono efficaci in tutte le forme di eruzioni cutanee.
[Tratto da: Enrica Campanini "Dizionario di fitoterapia e piante medicinali"]
Parietaria officinalis L. deve il suo nome al latino “paries”, che significa muro, in riferimento alla sua tipica crescita su muri, ruderi e superfici rocciose, spesso in ambienti urbani o antropizzati.
È una delle principali piante responsabili di allergie respiratorie nell’area mediterranea, con un polline altamente allergenico che può causare sintomi persistenti per lunghi periodi dell’anno a causa della fioritura prolungata.
Nella tradizione popolare era conosciuta anche come “erba vetriola” o “erba muraiola”, nomi legati sia all’habitat sia a un uso curioso: veniva impiegata per pulire bottiglie e recipienti di vetro grazie alla sua consistenza leggermente ruvida.
In ambito etnobotanico, la pianta era utilizzata come rimedio “depurativo” e diuretico, soprattutto nelle campagne italiane, dove veniva raccolta spontaneamente e impiegata fresca.
La sua straordinaria capacità di crescere in condizioni difficili, come fessure di muri e terreni poveri, la rende un esempio tipico di specie nitrofila adattata ad ambienti ricchi di azoto derivante da attività umane.
Nonostante l’importanza allergologica, Parietaria officinalis è stata meno studiata dal punto di vista fitoterapico rispetto ad altre specie medicinali, mantenendo un ruolo marginale nella fitoterapia moderna rispetto alla sua rilevanza clinica in allergologia.