QUESTA SCHEDA È UNICA E ORIGINALE IN INTERNET aggiornamento del 18/01/2026
PRUNELLA Prunella vulgaris L.
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TOSSICITÀ BASSISSIMA
EFFICACIA BUONA
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SCHEDA BOTANICA
Dominio: Eukaryota (Con cellule dotate di nucleo) Regno: Plantae Sottoregno: Tracheobionta (Piante vascolari) Superdivisione: Spermatophyta (Piante con semi) Divisione: Angiospermae o Magnoliophyta (Piante con fiori) Classe: Magnoliopsida (Dicotiledoni) Sottoclasse: Asteridae Ordine: Lamiales Famiglia: Sottofamiglia: Nepetoideae Tribù: Mentheae Sottotribù: Menthinae
Brunella, Morella, Prunella comune, Self-heal, Aleutian Selfheal, Brunelle vulgaire, Hierba de las heridas, Erva-férrea, Gemeine Braunelle, Gewone Brunel, Bijenkorfje, Busuioc De Camp, Obyknovennaja, Brunört
Brunella Vulgaris (L.) Moench, Brunella Vulgaris Greene, Brunella Vulgaris L., Prunella Vulgaris F. Nana J.Erikson, Prunella Vulgaris F. Vulgaris, Prunella Vulgaris Subsp. Parviflora Ehrh., Prunella Vulgaris Var. Nemoralis H.Post
PIANTA ERBACEA PERENNE ERETTA ALTA DA 5 A 20 CM CON RIZOMA CHE PRESENTA STOLONI SUPERFICIALI E RADICHETTE SECONDARIE, FUSTO ERETTO, TETRAGONO DI COLORE VIOLACEO-BLUASTRO. FOGLIE OVATE A MARGINE LEGGERMENTE CRENATO DI LUNGHEZZA 2-6 CM. LE INFIORESCENZE A SPIGA RACCOLGONO FIORI ERMAFRODITI CON COROLLA TUBULARE E LABBRO SUPERIORE PENDULO, 4 STAMI E STIMMA BIFIDO. IL FRUTTO È COSTITUITO DA 4 ACHENI CHE SI SVILUPPANO SULLO STESSO FIORE.
GIUGNO LUGLIO AGOSTO SETTEMBRE (ESTATE), CON FIORI VIOLA-BLUASTRI RIUNITI IN SPIGHE
Diffusa in gran parte delle regioni temperate del mondo anche oltre 2000 m. Predilige prati umidi o moderatamente umidi, pascoli, boschi radi, bordi stradali, giardini, incolti e aree erbose in generale. Cresce bene in una varietà di suoli, da argillosi a sabbiosi, con un pH da leggermente acido a leggermente alcalino, e tollera sia il pieno sole che la mezz'ombra. In Italia è una specie molto comune in tutte le regioni, dalle pianure fino alla fascia montana, in diversi tipi di ambienti erbosi e boschivi aperti. La sua capacità di propagarsi per stoloni le permette di formare densi tappeti erbosi.
Motivazione: L’uso corretto di Prunella vulgaris L. è generalmente sicuro. Possono occasionalmente manifestarsi lievi effetti indesiderati non previsti, come disturbi gastrointestinali transitori o reazioni cutanee lievi, senza rischi significativi a dosi terapeutiche.
EFFICACIA: BUONA
Motivazione: Prunella vulgaris L. possiede proprietà antinfiammatorie, antivirali e lenitive, confermate da studi in vitro e su modelli animali. L’efficacia clinica nell’uomo è supportata soprattutto dall’uso tradizionale e dalla ricerca preclinica, ma non vi sono sufficienti studi clinici controllati per confermarla pienamente.
Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ogni utilizzo fitoterapico.
Note e Bibliografia relativa a proprietà e indicazioni
Bruneton J. – Pharmacognosy, Phytochemistry, Medicinal Plants
Wichtl M. – Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals
ESCOP – Monographs on the Medicinal Uses of Plant Drugs
Trease G.E., Evans W.C. – Pharmacognosy
Weiss R.F., Fintelmann V. – Herbal Medicine
Bone K., Mills S. – Principles and Practice of Phytotherapy
Chevallier A. – Encyclopedia of Herbal Medicine
Estratti acquosi e idroalcolici mostrano una riduzione dei mediatori pro-infiammatori in modelli sperimentali.
È documentata un’attività in vitro verso diversi virus, attribuita soprattutto a polifenoli e acido rosmarinico.
Gli estratti mostrano un’inibizione moderata della crescita di batteri Gram-positivi e Gram-negativi.
L’elevato contenuto in flavonoidi e acidi fenolici conferisce una significativa capacità antiossidante.
Indicazioni supportate: protezione cellulare e supporto nei processi infiammatori cronici lievi.
Ampio utilizzo fitoterapico come pianta di elezione per sciacqui, gargarismi e tisane.
Inserita in formulazioni moderne per sostenere la risposta immunitaria, soprattutto in prevenzione stagionale.
Impiegata in preparazioni topiche per favorire la riparazione dei tessuti.
GRAVIDANZA (PER MANCANZA DI DATI SUFFICIENTI), ALLATTAMENTO, IPERSENSIBILITÀ ACCERTATA ALLE LAMIACEAE, TERAPIE IMMUNOSOPPRESSIVE (POTENZIALE INTERFERENZA), BAMBINI SOTTO I 3 ANNI (PER USO INTERNO), ULCERE GASTRICHE ATTIVE
NON SUPERARE I 5 G/DIE DI DROGA SECCA, MONITORARE EVENTUALI REAZIONI ALLERGICHE CUTANEE IN APPLICAZIONI TOPICHE, EVITARE L'USO PROLUNGATO (>8 SETTIMANE) SENZA SUPERVISIONE MEDICA, CAUTELA IN PAZIENTI DIABETICI (POTENZIALE EFFETTO IPOGLICEMIZZANTE), SOSPENDERE 2 SETTIMANE PRIMA DI INTERVENTI CHIRURGICI, PREFERIRE ESTRATTI STANDARDIZZATI IN ACIDO ROSMARINICO (MIN. 3%)
(Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche)
ALCOL E PREPARAZIONI ALCOLICHE AD ALTA GRADAZIONE
ANTIAGGREGANTI PIASTRINICI
ANTICOAGULANTI
IMMUNOSOPPRESSORI
IPOGLICEMIZZANTI
LASSATIVI ANTRACHINONICI (POTENZIAMENTO)
LASSATIVI FORTI O PURGANTI
ORMONI TIROIDEI
(Erbe che possono aumentare l'efficacia fitoterapica)
* Si tenga presente che talvolta la stessa erba indicata come sinergica o antagonista, potrebbe assumere entrambi i ruoli in funzione della dose utilizzata e/o della forma estrattiva o di trattamento. Consultare un fitoterapeuta per personalizzare le combinazioni.
(Erbe che possono diminuire l'effetto fitoterapico o causare interazioni avverse)
1. Pianta essiccata per tisana (infuso)
Parte usata: sommità fiorite e foglie essiccate.
Posologia: 1–2 g di droga per 200 ml d’acqua, infusione 10 minuti; 2–3 tazze al giorno.
Uso: preparazione di base per uso orale come supporto a mucose orali/laringee e come coadiuvante in condizioni infiammatorie lievi.
2. Tintura madre / macerato idroalcolico (es. 1:5 o 1:3)
Forma: estratto idroalcolico della pianta fresca o essiccata.
Posologia tipica: 20–40 gocce (≈0,5–2 ml), 2–3 volte al giorno diluite in acqua; alcuni preparati riportano 0.5–2 ml per assunzione.
Uso: azione sistemica rapida per infiammazioni orali e supporto immunitario.
3. Estratto fluido standardizzato (fluid extract)
Forma: estratto con rapporto di estrazione dichiarato (es. 1:2–1:5), talora titolato in fenoli o rosmarinic acid.
Posologia: 1–5 ml al giorno totali, suddivisi in 1–3 somministrazioni, in funzione del titolo.
Uso: alternativa più concentrata alla tintura, utile quando si desidera dosaggi riproducibili.
4. Estratto secco titolato in composti fenolici (capsule / compresse)
Standardizzazione frequente: contenuto in rosmarinic acid, polifenoli totali o percentuale di frazione fenolica.
Posologia tipica: 100–300 mg di estratto secco per dose, 1–3 volte al giorno (es. 200 mg x 1–2 cp/die), adattata al titolo in principio attivo.
Uso: supporto antinfiammatorio/antiossidante sistemico; preferito quando si vuole un dosaggio standardizzato.
5. Estratti polisaccaridici / frazioni funzionali
Forma: estratti ricchi in polisaccaridi o frazioni ad attività immunomodulante, usati sia in ricerca che in alcuni prodotti alimentari funzionali.
Posologia osservata in prodotti umani: 100–500 mg/giorno a seconda della concentrazione; nei lavori sperimentali la dose è espressa in mg/kg.
Uso: prodotti mirati a modulare la risposta immunitaria e la tolleranza mucosa.
6. Polvere di pianta / estratto in polvere (bustine o capsule)
Forma: polvere di sommità essiccate o estratto liofilizzato.
Posologia: 1–2 g di polvere o 200–500 mg di estratto liofilizzato, 1–2 volte al giorno.
Uso: facilitano preparazioni domestiche, tisane istantanee o aggiunta a formulazioni.
7. Preparazioni topiche e per uso orale locale
Forme: gel, creme, pomate, collutori o sciacqui a base di estratto acquoso o idroalcolico; dentifrici o paste per igiene orale contenenti estratti di Prunella.
Posologia/uso: applicare localmente 2–3 volte al giorno; per collutori usare 10–20 ml dell’infuso o diluire la tintura secondo etichetta e sciacquare 2–3 volte al giorno. Studi clinici su prodotti dentali contenenti Prunella hanno usato formulazioni specifiche quotidianamente per più settimane.
8. Prodotti combinati (fitocomplessi)
Prunella viene spesso associata ad altre piante a effetto lenitivo, antinfiammatorio o antivirale (es. calendula, salvia, echinacea).
Posologia: seguire le indicazioni del singolo prodotto; tipicamente 1 capsula/compressa o 1–2 ml di estratto liquido 1–3 volte/die.
Standardizzazione e marcatori qualitativi
I marker più usati per la standardizzazione sono rosmarinic acid e i polifenoli totali; alcuni produttori segnalano anche contenuti in ursolic acid o frazioni triterpeniche. La determinazione del titolo è utile per adattare la posologia e garantire riproducibilità dell’effetto.
Note di sicurezza e avvertenze
Gravidanza e allattamento: uso prudente; preferire il parere medico per estratti sistemici.
Interazioni/popolazioni a rischio: cautela con terapie immunosoppressive, anticoagulanti o farmaci ipoglicemizzanti; evitare formulazioni alcoliche nei soggetti con controindicazione all’alcol.
Durata dei cicli: per impieghi acuti o locale si usano generalmente cicli brevi (1–4 settimane) con rivalutazione; per supporto immunitario i prodotti indicano durate variabili secondo concentrazione.
Piccole raccomandazioni pratiche per la scelta del prodotto
Preferire estratti con titolazione dichiarata (rosmarinic acid o total phenolics) se si desidera dose riproducibile.
Per uso orale locale (gargarismi, collutori, dentifrici) scegliere formulazioni valutate clinicamente quando disponibili.
Per uso sistemico su patologie croniche consultare un professionista e valutare possibili interazioni farmacologiche.
Bibliografia
Pan J. – Prunella vulgaris L. – A Review of its Ethnopharmacology, Phytochemistry and Pharmacology.
Zholdasbayev M.E., et al. – Prunella vulgaris L.: An Updated Overview of Botany, Chemical Composition, Extraction Methods, and Biological Activities. Pharmaceutics.
Qiang Z., et al. – Permeability of rosmarinic acid in Prunella vulgaris and related pharmacokinetic studies.
Adámková H., Vícar J., Palasová J., Ulrichová J., Simánek V. – Macleya cordata and Prunella vulgaris in oral hygiene products: their efficacy in the control of gingivitis. Biomed Pap Med Fac Univ Palacky Olomouc Czech Repub. 2004.
Health Canada – HEAL-ALL – PRUNELLA VULGARIS (monograph for natural health products).
Bruneton J. – Pharmacognosy, Phytochemistry, Medicinal Plants.
Wichtl M. – Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals.
(Basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso)
Tisana di Prunella vulgaris
Indicazioni: infiammazioni lievi del cavo orale e della gola, supporto immunitario, stati infiammatori di basso grado.
Preparazione: infusione di 1,5–2 g di sommità fiorite essiccate in 200 ml di acqua calda per 10 minuti.
Assunzione: 2–3 tazze al giorno.
Uso locale: lo stesso infuso può essere utilizzato per gargarismi o sciacqui orali.
Tisane sinergiche per cavo orale e gola
Prunella vulgaris – Salvia officinalis – Plantago lanceolata
Indicazioni: mal di gola, gengiviti, afte, irritazioni delle mucose orali.
Composizione:
Prunella vulgaris (40%)
Salvia officinalis (30%)
Plantago lanceolata (30%)
Dose: 2 g per tazza.
Preparazione: infusione 8–10 minuti.
Assunzione: 2 tazze al giorno; utile anche come collutorio naturale.
Prunella vulgaris – Calendula officinalis – Chamomilla recutita
Indicazioni: infiammazioni orali e faringee, mucose sensibili, uso anche pediatrico (con dosaggi ridotti).
Composizione:
Prunella vulgaris (40%)
Calendula officinalis (30%)
Chamomilla recutita (30%)
Dose: 2 g per tazza.
Preparazione: infusione 10 minuti.
Assunzione: 1–2 tazze al giorno.
Tisane per supporto immunitario e infiammazione sistemica lieve
Prunella vulgaris – Echinacea purpurea – Sambucus nigra
Indicazioni: prevenzione stagionale, convalescenza, raffreddamenti ricorrenti.
Composizione:
Prunella vulgaris (40%)
Echinacea purpurea (30%)
Sambucus nigra (30%)
Dose: 2 g per tazza.
Preparazione: infusione 10 minuti.
Assunzione: 1–2 tazze al giorno per cicli di 10–20 giorni.
Tisane per uso dermatologico interno e supporto vulnerario
Prunella vulgaris – Achillea millefolium – Urtica dioica
Indicazioni: supporto ai processi riparativi cutanei, stati infiammatori lievi.
Composizione:
Prunella vulgaris (40%)
Achillea millefolium (30%)
Urtica dioica (30%)
Dose: 2 g per tazza.
Preparazione: infusione 10 minuti.
Assunzione: 2 tazze al giorno.
Infuso concentrato per gargarismi e impacchi
Indicazioni: faringiti, stomatiti, piccole ferite, irritazioni cutanee.
Preparazione: 3–4 g di Prunella vulgaris in 200 ml di acqua bollente, infusione 15 minuti.
Uso: gargarismi o applicazioni locali 1–2 volte al giorno.
Avvertenze generali
Evitare l’uso continuativo oltre 4–6 settimane senza supervisione.
Cautela in gravidanza, allattamento e in caso di terapie immunosoppressive.
Per bambini ridurre la concentrazione (circa metà dose).
Per uso orale locale preferire infusi non zuccherati e preparazioni fresche.
Bruneton J. – Pharmacognosy, Phytochemistry, Medicinal Plants
Wichtl M. – Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals
ESCOP – Monographs on the Medicinal Uses of Plant Drugs
Trease G.E., Evans W.C. – Pharmacognosy
Weiss R.F., Fintelmann V. – Herbal Medicine
Bone K., Mills S. – Principles and Practice of Phytotherapy
Chevallier A. – Encyclopedia of Herbal Medicine
Pan J. – Prunella vulgaris: Ethnopharmacology and Modern Applications
Consultare il proprio medico prima di assumere qualsiasi preparato
Vino medicinale tradizionale con Prunella vulgaris
Ingredienti (per 1 L):
0–30 g di sommità fiorite essiccate di Prunella vulgaris (fiori e parti aeree)
1 litro di vino secco (bianco o rosso a scelta, preferibilmente giovane e asciutto)
Preparazione:
Spezzettare grossolanamente la droga essiccata.
Porre l’erba in un contenitore di vetro pulito a chiusura ermetica.
Versare il vino sul materiale vegetale fino a coprire completamente.
Chiudere e lasciare macerare al fresco e al buio per 7–14 giorni; agitare delicatamente una volta al giorno.
Filtrare con garza o filtro fine e imbottigliare il vino in bottiglie scure.
Uso e posologia:
Dose storica: 10–20 ml (1–2 bicchierini) una o due volte al giorno, preferibilmente dopo i pasti.
Indicazioni tradizionali: lieve tonico, lenitivo per le vie respiratorie, supporto in stati infiammatori del cavo orale e della gola, e come coadiuvante per la convalescenza.
Conservazione: al fresco e al buio; consumare entro alcuni mesi.
Macerato idroalcolico / Tintura (preparazione moderna)
Ingredienti (esempio 1:5 su fresco o 1:10 su secco):
Pianta fresca: rapporto 1:5 in alcol 40–60% v/v
Pianta essiccata: rapporto 1:10 in etanolo 30–50% v/v (a seconda della formulazione desiderata)
Preparazione (procedura base):
Porre la droga (fresca o essiccata) in un vaso di vetro.
Coprire con alcol nella percentuale scelta; assicurarsi che il materiale sia completamente sommerso.
Lasciare macerare al buio per 14–21 giorni, agitando giornalmente.
Filtrare e imbottigliare il macerato in flaconi scuri ben chiusi.
Uso e posologia tipica:
20–40 gocce (≈0,5–2 ml) 2–3 volte al giorno, diluite in poca acqua.
Indicazioni: azione sistemica antinfiammatoria/lenitiva, supporto in affezioni orali e faringee, uso come coadiuvante immunomodulante.
La tintura consente dosaggi più precisi rispetto al vino e maggiore stabilità.
Note pratiche e varianti
Sinergie: nel vino o nella tintura si possono aggiungere in piccole percentuali piante sinergiche (es. calendula o salvia per uso orofaringeo; echinacea o sambuco per supporto immunitario). Non eccedere con aggiunte per non mascherare l’effetto della brunella.
Estrazione alcolica vs. acquosa: le proprietà antinfiammatorie e antivirali di Prunella si estraggono bene sia in acqua che in alcol; vino e tintura concentrano principi diversi e hanno usi sovrapponibili ma non identici.
Stabilità e conservazione: il vino medicinale è meno stabile di una tintura; conservare entrambi al fresco e consumare entro periodi ragionevoli (mesi per il vino, 1–2 anni per la tintura a seconda della gradazione alcolica).
Avvertenze e controindicazioni
Alcol: evitare il consumo di vini o tinture contenenti alcol in gravidanza, allattamento, nei bambini, in persone con patologie epatiche o con controindicazione all’alcol. Per queste categorie preferire estratti acquosi o decotti.
Interazioni farmacologiche: usare cautela se si assumono farmaci immunosoppressori, anticoagulanti o altri farmaci importanti; consultare il medico in caso di terapie concomitanti.
Dosaggi e durata: non eccedere le posologie indicate; per uso prolungato consultare un professionista sanitario.
Allergie e sensibilità: se compaiono reazioni cutanee, disturbi gastrointestinali o segni di ipersensibilità, sospendere l’uso.
Bibliografia
Bruneton J. – Pharmacognosy, Phytochemistry, Medicinal Plants
Wichtl M. – Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals
Pan J. – Prunella vulgaris: Ethnopharmacology and Modern Applications
Zholdasbayev M.E., et al. – Prunella vulgaris L.: Botany, Chemical Composition and Biological Activities
Adámková H., Vícar J., Palasová J., Ulrichová J., Simánek V. – Studies on Prunella vulgaris in oral hygiene applications
Bone K., Mills S. – Principles and Practice of Phytotherapy
Chevallier A. – Encyclopedia of Herbal Medicine
Consultare il proprio medico prima di assumere questa bevanda ed evitarne l'uso in caso di divieto di assunzione di alcol
SCHEDA NOTIZIE E VARIE
Produce nettare e polline accessibili a api e altri impollinatori.
Fiorisce a lungo, dalla tarda primavera all’estate, offrendo una fonte continuativa ma non abbondante.
Contribuisce soprattutto a mieli millefiori di prati, pascoli e margini boschivi.
La produzione di miele monoflorale è molto rara, poiché la resa nettarifera è modesta.
Caratteristiche del miele (quando presente come componente significativa)
Colore
Ambrato chiaro o giallo-ambrato
Tende a schiarire dopo la cristallizzazione
Aroma
Delicato ma riconoscibile
Note erbacee, floreali e leggermente balsamiche
Sapore
Dolce moderato, non stucchevole
Retrogusto lievemente erbaceo, con sfumature fresche
Cristallizzazione
Medio-rapida
Cristalli fini o medi, consistenza cremosa se rimescolato
Prunella vulgaris L. (brunella, self-heal) è una pianta commestibile, oggi poco utilizzata in cucina ma con impieghi tradizionali e moderni soprattutto in contesti rurali, di cucina spontanea e gastronomia funzionale. Il suo uso culinario è delicato e sobrio, più affine a quello delle erbe aromatiche tenui o delle verdure selvatiche giovani.
Parti edibili
Foglie giovani (prima o all’inizio della fioritura)
Sommità fiorite (in piccola quantità)
Germogli teneri
Le parti giovani sono preferibili perché meno fibrose e con gusto più gradevole.
Profilo organolettico
Sapore: delicato, leggermente erbaceo, con una nota amarognola molto lieve
Aroma: verde, fresco, poco invasivo
Consistenza: tenera da cruda, più morbida dopo breve cottura
Il gusto è neutro, adatto ad abbinamenti semplici e non speziati.
Usi culinari tradizionali
Insalate di erbe spontanee
Le foglie giovani venivano consumate crude, da sole o in miscela con altre erbe di campo come tarassaco, pimpinella, silene o plantago.
Uso: foglie fresche spezzettate, condite con olio, sale e aceto leggero.
Verdura cotta
Le parti tenere erano sbollentate brevemente e ripassate in padella come contorno, spesso in associazione ad altre erbe selvatiche.
Uso: come base per frittate rustiche o ripieni.
Zuppe e minestre
Inserita in piccola quantità in minestre primaverili o brodi vegetali, soprattutto in ambito contadino.
Usi culinari contemporanei e funzionali
Pesto delicato di brunella
Foglie giovani di Prunella vulgaris
Olio extravergine d’oliva
Frutta secca delicata (mandorle o noci bianche)
Formaggio a pasta dura (facoltativo)
Sale q.b.
Adatto per paste fresche, crostini o verdure.
Erba aromatica fresca
Utilizzata a crudo tritata finemente su verdure, patate lesse, riso o uova, come alternativa delicata al prezzemolo.
Bevande e preparazioni leggere
Le sommità fiorite fresche possono essere usate per acque aromatiche o infusioni fredde dal gusto erbaceo leggero, anche come base per bevande fermentate leggere.
Abbinamenti consigliati
Erbe dal gusto neutro o dolce: lattuga, silene, bietola, spinacio
Grassi delicati: olio d’oliva leggero, burro chiarificato
Acidità moderata: limone, aceto di mele
Proteine leggere: uova, ricotta, legumi dolci
Sicurezza e avvertenze
Consumare solo piante correttamente identificate e raccolte in ambienti non inquinati.
Preferire foglie giovani; le parti mature possono risultare coriacee.
Usare in quantità moderate, soprattutto se consumata cruda.
Evitare in caso di allergie note alle Lamiaceae.
Il nome comune inglese “Self-heal” o “Heal-all” riflette la credenza popolare che la pianta fosse capace di guarire molteplici disturbi, in particolare ferite e infiammazioni.
Linneo cambiò il nome di Brunella assegnato per primo dal Tournefort (1656-1708) in "Prunella". Per questo motivo è possibile trovare nei trattati botanici l'uno o l'altro nome.
Il nome botanico Prunella potrebbe derivare dal termine tedesco antico Braune o Bräune, riferito a malattie infiammatorie della gola, contro le quali la pianta veniva tradizionalmente impiegata.
Dottrina delle segnature
Nel Medioevo la brunella era spesso citata come esempio della dottrina delle segnature: la forma compatta e scura delle infiorescenze era associata a ferite, ulcere e lesioni, suggerendone l’uso vulnerario.
Questa interpretazione simbolica contribuì alla sua ampia diffusione nella medicina popolare europea.
Uso storico in Europa
Era una delle erbe più comuni nei manuali di medicina popolare medievale per la cura di ferite, piaghe e infiammazioni della bocca e della gola.
Veniva utilizzata fresca, pestata e applicata direttamente sulle ferite oppure in decotto per lavaggi e sciacqui.
Presenza nella medicina asiatica
In Asia orientale, in particolare nella tradizione erboristica cinese, una specie affine (Prunella vulgaris subsp. asiatica) è considerata una pianta di rilievo e viene usata per riequilibrare stati di calore e congestione.
Questo uso orientale ha stimolato l’interesse scientifico moderno verso le sue proprietà antinfiammatorie e antivirali.
Pianta “di confine” e diffusione
Prunella vulgaris cresce spontaneamente in prati, sentieri, margini boschivi e pascoli, spesso calpestati.
La sua capacità di rigenerarsi dopo il calpestio ha rafforzato l’idea popolare di pianta “resistente” e “auto-riparante”.
Curiosità botaniche
È una Lamiacea atipica: pur appartenendo alla famiglia delle piante aromatiche, ha un profumo molto tenue rispetto a salvia, timo o menta.
La lunga fioritura la rende una pianta importante per impollinatori anche se non altamente produttiva di nettare.
Ruolo nei giardini e nella permacultura
Viene talvolta inserita nei giardini naturali e commestibili come coprisuolo fiorito e pianta funzionale.
È apprezzata per la sua rusticità, la resistenza al freddo e la bassa esigenza di cure.
Nell'industria viene utilizzata per ricavarne colorante.
BIBLIOGRAFIA e WEBLIOGRAFIA GENERALE
Fang, X., et al. (2005). Immunomodulatory effects of Prunella vulgaris. Journal of Ethnopharmacology, 100(1-2), 176-181.
Psotová, J., et al. (2003). Antioxidant activity of Prunella vulgaris extracts. Fitoterapia, 74(7-8), 650-656.
Ryu, S.Y., et al. (2000). Antiviral activity of Prunella vulgaris. Antiviral Research, 47(3), 207-215.
Lamaison, J.L., et al. (1991). Medicinal uses of Prunella vulgaris. Plantes Médicinales et Phytothérapie, 25(4), 246-254.
Chen, Y., et al. (2016). Prunella vulgaris: A comprehensive review of phytochemistry and pharmacology. Phytochemistry Reviews, 15(4), 617-633.