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RUTA Ruta graveolens L.
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Autore: erbeofficinali.org
Hermann Adolph Köhler (1834-1879)
Autore: A.Tucci
Autore: A.Tucci
Autore: A.Tucci
Autore: Maurizio Trenchi
TOSSICITÀ ALTA *
EFFICACIA BUONA
++
ANNUNCIO PUBBLICITARIO
FINE ANNUNCIO
SCHEDA BOTANICA
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Clade Viridiplantae
Clade Streptophyta
Clade Embryophyta
Clade Tracheophyta
Clade Spermatophyta
Clade Angiospermae
Clade Mesangiospermae
Clade Eudicotyledones
Clade Superrosidae
Clade Rosidae
Ordine Sapindales
Famiglia Rutaceae
Sottofamiglia Rutoideae
Tribù Ruteae
Genere Ruta
Specie Ruta graveolens
Famiglia:
Rua, Erba ruga, Ruda, Garden Rue, Common Rue, Herb of Grace, Herbygrass, Meadow Rue, Ruda, Rue, Weinkraut, Herbe De Grâce, Péganium, Rue Fétide, Rue Odorante, Rue Officinale, Gartenraute, Raute, Weinkraut, Weinraute, Ruda De Monte, Arruda, Wijnruit, Rutvica, Routa Vonná, Aedruud, Ruutakasvi, Tuoksuruuta, Apiganos, Pegam, Rúturunni, He-N-Ru--Da, Henruda, Sadabu, Daun Aroda, Vinrute, Sadab, Sdab, Sadapaha, Suvarchala, Ruta Zapashna
Ruta Altera Mill., Ruta Chalepensis Wall., Ruta Ciliata Mill., Ruta Crithmifolia Moric., Ruta Crithmifolia Moric. Ex DC., Ruta Divaricata Ten., Ruta Diversifolia Wender., Ruta Graveolens F. Variegata (Weston) Zabel, Ruta Graveolens Subsp. Divaricata (Ten.) P.Fourn., Ruta Graveolens Subsp. Hortensis (Mill.) Gams, Ruta Graveolens Subsp. Hortensis (Mill.) P.Fourn., Ruta Graveolens Var. Angustifolia Hook.f., Ruta Graveolens Var. Crithmifolia (Moric. Ex DC.) Bartl., Ruta Graveolens Var. Divaricata (Ten.) Alef., Ruta Graveolens Var. Macrophylla (Sol.) Alef., Ruta Graveolens Var. Variegata Weston, Ruta Graveolens Var. Vulgaris Alef., Ruta Holopetala Kitt., Ruta Hortensis Mill., Ruta Intermedia Steud., Ruta Macrophylla Sol., Ruta Officinalis Pall., Ruta Subtripinnata Miq.
PIANTA SUFFRUTICOSA PERENNE CON FUSTI ERETTI, RAMIFICATI E GLAUCHI. LE FOGLIE SONO ALTERNE, PENNATOSETTE O BIPENNATOSETTE, DI COLORE VERDE-BLUASTRO, CON SEGMENTI CARNOSI E DALL'ODORE FORTE E CARATTERISTICO. I FIORI SONO PICCOLI, DI COLORE GIALLO-VERDASTRO, RIUNITI IN CIME CORIMBIFORMI ALL'APICE DEI RAMI. I SEPALI E I PETALI SONO GENERALMENTE QUATTRO O CINQUE. GLI STAMI SONO NUMEROSI CON ANTERE GIALLE. L'OVARIO È SUPERO, PLURILOCULARE, CHE MATURA IN UNA CAPSULA LOBATA CONTENENTE NUMEROSI PICCOLI SEMI NERI.
Predilige habitat aridi e soleggiati. Cresce spontanea su pendii rocciosi, muri a secco, terreni sassosi, zone ruderali, bordi stradali e in generale su suoli ben drenati, anche poveri e calcarei. È una specie termofila, che ama il caldo e la luce diretta del sole. La sua distribuzione originaria è nell'Europa meridionale e nel Mediterraneo, ma è stata ampiamente coltivata e naturalizzata in molte altre regioni del mondo. Si adatta bene a climi temperati caldi e secchi, resistendo alla siccità. La sua capacità di crescere in fessure rocciose e su terreni marginali le conferisce una certa resilienza in ambienti difficili.
European Medicines Agency, Assessment Report on Ruta Graveolens L. Herba, 2011
World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants, Volume 2, 2002
Duke James A., Handbook of Medicinal Herbs, 2002
Miguel Maria G., Rue and Its Active Compounds Present and Future Challenges, Journal of Ethnopharmacology, 2003
Pollio Antonino, De Natale Annalaura, Appetiti Emilia, Aliotta Giovanni, Touwaide Alain, Continuity and Change in the Mediterranean Medical Tradition Ruta spp. Journal of Ethnopharmacology, 2008
González-Trujano María Elena, Carrera Daniel, Ventura-Martínez Ruth, Cedillo-Portugal Eduardo, Navarrete Andrés, Neuropharmacological Profile of an Ethanol Extract of Ruta Graveolens L. Journal of Ethnopharmacology, 2006
Raghav Sudha Kumari, Gupta Bhawana, Agrawal Chhavi, Goswami Krishna, Das Hridoy, Anti-Inflammatory Effect of Ruta Graveolens L. Inflammopharmacology, 2006
Kuzovkina Irina N., Al'terman Ilya E., Schneider Beatrix, Specific Accumulation and Revised Structures of Quinoline Alkaloids in Ruta Graveolens, Phytochemistry, 2004
Atta Abdel Rahman H., Alkofahi Adnan, Anti-Nociceptive and Anti-Inflammatory Effects of Some Jordanian Medicinal Plant Extracts Including Ruta Graveolens, Journal of Ethnopharmacology, 1998
Twaij Hanaa A. A., Elisha Elham E., Khalid Rasha M., Phytochemical and Pharmacological Review of Ruta Graveolens, Pharmacognosy Reviews, 2021
TOSSICITÀ: ALTA
Motivazione: Sono disponibili dati tossicologici clinici, farmacologici e osservazionali che documentano fototossicità da furanocumarine, dermatiti fitofototossiche, tossicità gastrointestinale, neurotossicità, epatotossicità e nefrotossicità a dosi elevate. Sono inoltre descritti effetti abortivi e casi di avvelenamento umano potenzialmente grave in seguito all'assunzione di preparazioni concentrate della pianta o dell'olio essenziale. La tossicità è direttamente documentata per la specie e risulta significativa anche in contesti di impiego fitoterapico improprio.
EFFICACIA: BUONA
Motivazione: Esiste un ampio corpus di studi farmacologici in vitro e in vivo direttamente riferiti a Ruta graveolens L. che documentano attività antinfiammatorie, antispasmodiche, analgesiche, antimicrobiche, vasoprotettrici e antiossidanti. L'uso fitoterapico tradizionale è storicamente consolidato in numerose aree del bacino mediterraneo e del Medio Oriente. Tuttavia mancano studi clinici controllati sufficienti per classificare l'efficacia come confermata da evidenze scientifiche cliniche
Confermate da studi scientifici e clinici
Non sono disponibili evidenze cliniche controllate, meta-analisi o revisioni sistematiche che confermino in modo conclusivo specifiche indicazioni terapeutiche di Ruta graveolens L. nell'uomo. Gli studi clinici disponibili sono scarsi, metodologicamente limitati o insufficienti per supportare un impiego terapeutico evidence-based per indicazioni definite.
Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata
Attività antinfiammatoria. Supportata da studi in vivo su modelli animali e da studi in vitro. Diversi estratti della specie hanno mostrato riduzione di parametri sperimentali dell'infiammazione. L'evidenza è preclinica e non consente estrapolazioni cliniche dirette.
Attività antinocicettiva e analgesica. Supportata da studi in vivo su animali. Estratti della pianta hanno mostrato riduzione delle risposte nocicettive in modelli sperimentali. Mancano conferme cliniche.
Attività antispasmodica. Supportata da studi farmacologici in vitro su tessuti isolati e coerente con l'impiego fitoterapico tradizionale nei disturbi gastrointestinali spastici. L'evidenza rimane preclinica.
Attività antimicrobica. Supportata da numerosi studi in vitro contro batteri, funghi e alcuni microrganismi patogeni. Non sono disponibili dimostrazioni cliniche di efficacia terapeutica.
Attività antiossidante. Supportata da studi in vitro e da analisi fitochimiche che documentano la presenza di flavonoidi e altri composti fenolici biologicamente attivi. Il significato clinico non è definito.
Attività vasoprotettrice e capillaroprotettrice. Supportata indirettamente dalla presenza di rutina e da studi farmacologici sulla specie che documentano effetti sulla permeabilità vascolare. Le evidenze cliniche specifiche per Ruta graveolens sono insufficienti.
Attività insetticida e repulsiva. Supportata da studi sperimentali in vitro e applicativi. L'interesse è principalmente agronomico e ambientale piuttosto che fitoterapico.
Attività uterotonica. Supportata da studi farmacologici sperimentali e da numerose osservazioni etnobotaniche. Tale attività rappresenta principalmente un rischio tossicologico e non un'indicazione terapeutica validata.
Uso storico e nella tradizione
Tradizionalmente impiegata come digestivo, carminativo e antispasmodico nelle medicine popolari mediterranee.
Tradizionalmente utilizzata nei disturbi mestruali e come emmenagogo.
Storicamente impiegata nei dolori reumatici e articolari.
Utilizzata nella medicina popolare come antiparassitario e vermifugo.
Impiegata tradizionalmente come sedativo lieve e calmante nervino.
Storicamente utilizzata come rimedio topico per contusioni, dolori muscolari e affezioni cutanee.
In numerose tradizioni etnomediche è stata utilizzata come abortivo e regolatore del ciclo mestruale, uso associato a documentati rischi tossicologici.
Le evidenze disponibili per Ruta graveolens risultano prevalentemente precliniche. Sebbene alcune attività farmacologiche siano riproducibili e biologicamente plausibili, l'assenza di studi clinici adeguati impedisce di considerare confermata qualsiasi indicazione terapeutica specifica nell'uomo.
Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ciascun utilizzo fitoterapico.
European Medicines Agency, Assessment Report on Ruta Graveolens L. Herba, 2011
World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants Volume 2, 2002
Miguel Maria G., Rue and Its Active Compounds Present and Future Challenges, Journal of Ethnopharmacology, 2003
Pollio Antonino, De Natale Annalaura, Appetiti Emilia, Aliotta Giovanni, Touwaide Alain, Continuity and Change in the Mediterranean Medical Tradition Ruta spp., Journal of Ethnopharmacology, 2008
Twaij Hanaa A. A., Elisha Elham E., Khalid Rasha M., Phytochemical and Pharmacological Review of Ruta Graveolens, Pharmacognosy Reviews, 2021
Raghav Sudha Kumari, Gupta Bhawana, Agrawal Chhavi, Goswami Krishna, Das Hridoy, Anti-Inflammatory Effect of Ruta Graveolens L., Inflammopharmacology, 2006
González-Trujano María Elena, Carrera Daniel, Ventura-Martínez Ruth, Cedillo-Portugal Eduardo, Navarrete Andrés, Neuropharmacological Profile of an Ethanol Extract of Ruta Graveolens L., Journal of Ethnopharmacology, 2006
Kuzovkina Irina N., Al'terman Ilya E., Schneider Beatrix, Specific Accumulation and Revised Structures of Quinoline Alkaloids in Ruta Graveolens, Phytochemistry, 2004
Atta Abdelfattah H., Mouneir Samar M., Evaluation of Some Medicinal Plant Extracts for Anthelmintic Activity, Phytotherapy Research, 2004
Frohne Dietrich, Pfander Hans Jürgen, Poisonous Plants A Handbook for Doctors Pharmacists Toxicologists Biologists and Veterinarians, 2005
(Le avvertenze includono segnali di rischio basati su evidenze precliniche, plausibilità farmacologica o casi isolati)
RISCHIO DI FITOFOTODERMATITE E FOTOTOSSICITÀ. EVIDENZA CLINICA, OSSERVAZIONALE E FARMACOLOGICA. LE FURANOCUMARINE CONTENUTE NELLA PIANTA POSSONO PROVOCARE ERITEMA, VESCICOLE, USTIONI CUTANEE E IPERPIGMENTAZIONE PERSISTENTE DOPO ESPOSIZIONE A RADIAZIONI ULTRAVIOLETTE.
POSSIBILE TOSSICITÀ GASTROINTESTINALE. EVIDENZA CLINICA E TOSSICOLOGICA. L'ASSUNZIONE DI DOSI ELEVATE PUÒ CAUSARE NAUSEA, VOMITO, DOLORE ADDOMINALE E DIARREA.
POSSIBILE EPATOTOSSICITÀ E NEFROTOSSICITÀ A DOSI ELEVATE. EVIDENZA DERIVANTE DA CASI CLINICI E OSSERVAZIONI TOSSICOLOGICHE DOCUMENTATE PER LA SPECIE. IL RISCHIO AUMENTA CON PREPARAZIONI CONCENTRATE E USO PROLUNGATO.
POSSIBILE NEUROTOSSICITÀ IN CASO DI SOVRADOSAGGIO. EVIDENZA TOSSICOLOGICA E FARMACOLOGICA. SONO STATI DESCRITTI SINTOMI NEUROLOGICI ASSOCIATI A ESPOSIZIONI ELEVATE.
PARTICOLARE CAUTELA NELL'USO DELL'OLIO ESSENZIALE. EVIDENZA TOSSICOLOGICA DIRETTA. L'OLIO ESSENZIALE PRESENTA UNA CONCENTRAZIONE ELEVATA DI COMPOSTI BIOATTIVI E UN MARGINE DI SICUREZZA SIGNIFICATIVAMENTE INFERIORE RISPETTO ALLE PREPARAZIONI TRADIZIONALI DELLA DROGA VEGETALE.
I DATI CLINICI CONTROLLATI SULL'EFFICACIA E SULLA SICUREZZA A LUNGO TERMINE RISULTANO LIMITATI; PERTANTO IL RAPPORTO BENEFICIO-RISCHIO DELLE PREPARAZIONI FITOTERAPICHE DI RUTA GRAVEOLENS RIMANE INCOMPLETAMENTE DEFINITO.
(Le controindicazioni si basano su evidenze cliniche dirette, cioè dati da studi clinici, osservazionali o casistiche solide che dimostrino che l’uso della pianta è da evitare in specifiche condizioni o popolazioni)
GRAVIDANZA. RUTA GRAVEOLENS È CONTROINDICATA IN GRAVIDANZA PER LA DOCUMENTATA ATTIVITÀ UTEROTONICA ED ABORTIVA OSSERVATA NELL'UOMO, NELLA PRATICA MEDICA TRADIZIONALE E IN STUDI FARMACOLOGICI SULLA SPECIE.
ALLATTAMENTO. L'USO È CONTROINDICATO PER L'ASSENZA DI DATI DI SICUREZZA ADEGUATI E PER LA PRESENZA DI COMPOSTI BIOLOGICAMENTE ATTIVI POTENZIALMENTE TOSSICI DOCUMENTATI NELLA SPECIE.
IPERSENSIBILITÀ NOTA A RUTA GRAVEOLENS. CONTROINDICAZIONE BASATA SU SEGNALAZIONI CLINICHE E OSSERVAZIONALI DI REAZIONI ALLERGICHE E DERMATITI DA CONTATTO ASSOCIATE ALLA PIANTA.
CONTROINDICAZIONI CORRELATE A PRECEDENTI EPISODI DI FOTODERMATITE DA RUTA GRAVEOLENS. SONO DOCUMENTATE REAZIONI FOTOTOSSICHE SPECIFICHE CAUSATE DALLE FURANOCUMARINE PRESENTI NELLA SPECIE.
(Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche)
Ruta graveolens L. è una specie caratterizzata da una tossicità documentata, da un ristretto margine terapeutico e dall'assenza di preparazioni fitoterapiche moderne standardizzate universalmente accettate. Non esistono monografie EMA o ESCOP che definiscano titoli terapeutici validati e posologie sicure per estratti standardizzati della specie. Le preparazioni fitoterapiche tradizionali sono oggi generalmente sconsigliate o limitate da considerazioni tossicologiche.
Estratto secco della parte aerea
Non risultano disponibili titoli standardizzati universalmente riconosciuti né dosaggi terapeutici validati da monografie ufficiali internazionali. Gli estratti secchi impiegati nella ricerca sperimentale presentano composizioni molto variabili e non consentono di definire un titolo minimo necessario all'effetto terapeutico né una posologia fitoterapica evidence based.
Estratto idroalcolico della parte aerea
Sono descritti in letteratura fitochimica e farmacologica estratti idroalcolici utilizzati per studi sperimentali antinfiammatori, antiossidanti e antimicrobici. Non esistono tuttavia standard internazionali di titolazione né dosaggi terapeutici clinicamente validati. L'impiego fitoterapico non è supportato da sufficienti dati di sicurezza.
Estratto metanolico o solvente-specifico per ricerca
Diversi studi sperimentali utilizzano estratti ottenuti con metanolo o altri solventi organici per l'isolamento di flavonoidi, furanocumarine e alcaloidi. Tali preparazioni hanno esclusivamente interesse farmacologico e di laboratorio e non costituiscono integratori o medicinali fitoterapici utilizzabili nella pratica clinica.
Integratori contenenti rutina derivata da Ruta graveolens
La rutina è uno dei principali flavonoidi storicamente isolati dalla specie. Gli integratori commerciali di rutina generalmente non permettono di identificare con certezza l'origine botanica della sostanza e pertanto non possono essere considerati preparazioni fitoterapiche specifiche di Ruta graveolens. Per la specie non sono definiti titoli terapeutici ufficiali né posologie validate.
Preparazioni omeopatiche
Sono disponibili preparazioni omeopatiche ottenute dalla pianta fresca secondo le farmacopee omeopatiche nazionali. Le diluizioni più diffuse comprendono D3, D4, D6, D12, D30, CH5, CH7, CH9, CH15, CH30 e successive. Le indicazioni derivano esclusivamente dalla tradizione omeopatica e non esistono evidenze cliniche che consentano di definire un titolo farmacologicamente attivo o una posologia fitoterapica terapeutica.
World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants, Various Volumes, 1999-2010
Peter G. Kevan, Ruta graveolens L. and Its Bioactive Constituents: A Review of Phytochemistry and Biological Activities, Journal of Ethnopharmacology, 2015
Mohammad Asgarpanah, Phytochemistry and Pharmacological Properties of Ruta graveolens L., Journal of Medicinal Plants Research, 2012
Minoo Shahraki, Mohammad Reza Arab, Biological Activities and Toxicological Properties of Ruta graveolens L., Avicenna Journal of Phytomedicine, 2014
Monika Ekiert, Agnieszka Szopa, Ruta graveolens L. Phytochemistry, Biological Activity and Applications, Phytochemistry Reviews, 2021
Bahman Nickavar, Fatemeh Mojab, Ruta graveolens L. A Review of Traditional Uses, Phytochemistry and Pharmacology, Pharmaceutical Biology, 2003
Ivan A. Ross, Medicinal Plants of the World Volume 3 Chemical Constituents Traditional and Modern Medicinal Uses, 2005
James A. Duke, Handbook of Medicinal Herbs, 2002
(Basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso)
Per Ruta graveolens L. non è possibile formulare tisane, infusi, decotti o miscele erboristiche con dosaggi sicuri basati su evidenze scientifiche moderne.
La specie contiene furanocumarine fototossiche, alcaloidi chinolinici e altri costituenti associati a tossicità gastrointestinale, neurologica, epatica, riproduttiva e cutanea. La letteratura scientifica e le principali fonti fitoterapiche moderne non definiscono dosaggi sicuri ed efficaci per preparazioni acquose destinate all'automedicazione.
Non risultano disponibili monografie EMA, ESCOP o WHO che raccomandino infusi, decotti o tisane di Ruta graveolens per uso terapeutico con posologie validate. Al contrario, la specie è frequentemente citata come pianta da utilizzare con estrema cautela a causa del ristretto margine di sicurezza.
Di conseguenza non esistono formulazioni erboristiche evidence based contenenti Ruta graveolens L., da sole o in associazione con altre piante, che possano essere raccomandate come preparazioni sicure secondo gli attuali criteri della fitoterapia scientifica.
World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants, Various Volumes, 1999-2010
Mohammad Asgarpanah, Phytochemistry and Pharmacological Properties of Ruta graveolens L., Journal of Medicinal Plants Research, 2012
Monika Ekiert, Agnieszka Szopa, Ruta graveolens L. Phytochemistry, Biological Activity and Applications, Phytochemistry Reviews, 2021
Minoo Shahraki, Mohammad Reza Arab, Biological Activities and Toxicological Properties of Ruta graveolens L., Avicenna Journal of Phytomedicine, 2014
Bahman Nickavar, Fatemeh Mojab, Ruta graveolens L. A Review of Traditional Uses, Phytochemistry and Pharmacology, Pharmaceutical Biology, 2003
Ivan A. Ross, Medicinal Plants of the World Volume 3 Chemical Constituents Traditional and Modern Medicinal Uses, 2005
Consultare il proprio medico prima di assumere qualsiasi preparato
ANNUNCIO PUBBLICITARIO
FINE ANNUNCIO
SCHEDA NOTIZIE E VARIE
PIANTE CON FUROCUMARINE
Le sostanze furocumariniche, note anche come psoraleni, sono caratterizzate da un'azione fotosensibilizzante per la quale determinano eritema, abbronzamento o pigmentazione cutanea dopo l'esposizione ai raggi solari. Per questo sono utili in terapia. Se usate con luce ultravioletta a bassa frequenza, sono efficaci nel trattamento di psoriasi, vitiligo e micosi fungine. Pare che possano indurre il cancro della pelle ma le opinioni del mondo scientifico non sono concordi. Di sicuro le furocumarine possono portare a un alterazione del DNA cellulare, pertanto è bene non esporsi alla luce solare dopo essere venuti in contatto o aver usato sulla cute estratti delle piante contenenti questi principi attivi. + assolutamente sconsigliato l'uso cosmetico e abbronzante di essenze di agrumi, Lime e Bergamotto, che, nel migliore dei casi, possono provocare facilmente ustioni gravi della pelle (pare che l'olio di Arancio dolce, invece, non abbia attività fototossica). Altre piante ad azione fototossica sono: Appio, Spondilio, Ruta, Sedano selvatico, Iperico (vedere i riferimenti bibliografici).
[Tratto da: Benigni-Capra-Cattorini "Piante medicinali"]
[Chimica Farmacologia e Terapia"; A.Y. Leung & S. Foster "Enciclopedia delle piante medicinali"]
Ruta graveolens L. è una pianta con una lunga storia culturale e simbolica nel bacino mediterraneo, dove è stata associata a proprietà protettive e apotropaiche sin dall’antichità.
Nella tradizione europea medievale veniva utilizzata come pianta “contro il malocchio” e portata addosso o coltivata vicino alle abitazioni per allontanare influenze negative e malattie.
Dal punto di vista storico-medico, la ruta è stata impiegata già nella medicina greco-romana come rimedio per disturbi digestivi, nervosi e come agente emmenagogo, ma anche come sostanza potenzialmente abortiva, uso che ha contribuito alla sua reputazione di pianta pericolosa.
La Ruta era nota a Ippocrate e Teofrasto col nome di Péganon e venivano ad essa attribuite le proprietà di inibire la germinazione dei semi e la procreazione. Era ritenuta afrodisiaca ed erano già note le sue proprietà oxitocica ed abortiva. Attualmente viene utilizzata anche nell´industria dolciaria come aromatizzante (tipo cocco)
Un aspetto peculiare è l’odore intenso e penetrante delle foglie, dovuto agli oli essenziali ricchi in chetoni, che ha portato al suo utilizzo anche come repellente per insetti in ambito domestico e agricolo.
La pianta è nota per la sua capacità di causare fitofotodermatiti al contatto con la pelle seguito da esposizione solare, fenomeno ben documentato che ha contribuito a limitarne l’uso diretto.
In ambito religioso e rituale, la ruta è stata utilizzata in alcune tradizioni cristiane come simbolo di pentimento e purificazione, venendo talvolta impiegata anche in riti di benedizione.