QUESTA SCHEDA È UNICA E ORIGINALE IN INTERNET aggiornamento del 14/05/2026
ROSMARINO Salvia rosmarinus Spenn.
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Autore: erbeofficinali.org
Hermann Adolph Köhler (1834-1879)
Autore: A.Tucci
Foto modificata per uso didattico. Dipartimento Botanico Università di Catania
Foto modificata per uso didattico. Dipartimento Botanico Università di Catania
Photo by Arnoldo Mondadori Editore SpA
Autore: A.Tucci
TOSSICITÀ BASSA
EFFICACIA CONFERMATA DA EVIDENZE SCIENTIFICHE
ook
ANNUNCIO PUBBLICITARIO
FINE ANNUNCIO
SCHEDA BOTANICA
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Clade Tracheophyta
Clade Spermatophyta
Clade Angiospermae
Clade Mesangiospermae
Clade Eudicotyledones
Clade Asteranae
Clade Lamiidae
Ordine Lamiales
Famiglia Lamiaceae
Sottofamiglia Nepetoideae
Tribus Mentheae
Sottotribus Salviinae
Genere Salvia
Specie Salvia rosmarinus
Rosmarinus officinalis L. è attualmente considerato sinonimo tassonomico di Salvia rosmarinus Spenn. secondo la classificazione filogenetica moderna.
Rosmarinus Angustifolius Mill., Rosmarinus Aunieri Gand., 1875, Rosmarinus Communis Bubani, 1897, Rosmarinus Communis Noronha, Rosmarinus Cyanocalyx Gand., 1875, Rosmarinus Flexuosus Jord. & Fourr., Rosmarinus Latifolius Mill., Rosmarinus Lavandulaceus Noë Ex Debeaux, 1888, Rosmarinus Laxiflorus De Noé, Rosmarinus Laxiflorus Var. Reptans Debeaux, Rosmarinus Ligusticus Gand., Rosmarinus Massiliensis Gand., 1875, Rosmarinus Officinalis L., Rosmarinus Officinalis F. Laxiflorus (de Noé) Batt., Rosmarinus Officinalis Subsp. Laxiflorus (de Noé) Nyman, Rosmarinus Officinalis Subsp. Palaui (O.Bolòs & Molin.) Malag., Rosmarinus Officinalis Subsp. Palaui (O.Bolòs & Molin.) Romo, 1994, Rosmarinus Officinalis Subsp. Valentinus P.P.Ferrer, A.Guillén & Gómez Nav., Rosmarinus Officinalis Var. Angustifolius (Mill.) DC., Rosmarinus Officinalis Var. Angustissimus Foucaud & E.Mandon, Rosmarinus Officinalis Var. Argentatus Alef., Rosmarinus Officinalis Var. Auratus Alef., Rosmarinus Officinalis Var. Flexuosus (Jord. & Fourr.) St.-Lag., Rosmarinus Officinalis Var. Latifolius (Mill.) DC., Rosmarinus Officinalis Var. Latifolius (Mill.) P.Fourn., Rosmarinus Officinalis Var. Laxiflorus (de Noé) Murb., Rosmarinus Officinalis Var. Nutans Cout., Rosmarinus Officinalis Var. Palaui O.Bolòs & Molin., Rosmarinus Officinalis Var. Prostratus Mazziari, Rosmarinus Officinalis Var. Prostratus Pasq., Rosmarinus Officinalis Var. Rigidus (Jord. & Fourr.) St.-Lag., Rosmarinus Officinalis Var. Serotinus (Loscos) Loscos, Rosmarinus Officinalis Var. Trogloditarum Maire & Weiller, Rosmarinus Officinalis Var. Vulgaris Alef., Rosmarinus Palaui (O.Bolòs & Molin.) Rivas Mart. & M.J.Costa, Rosmarinus Perrietii Gand., 1875, Rosmarinus Platyphyllus Gand., 1875, Rosmarinus Prostratus H.J.Veitch, Rosmarinus Rigidus Jord. & Fourr., Rosmarinus Serotinus Loscos, Rosmarinus Tenuifolius Jord. & Fourr., Rosmarinus ×lavandulaceus Var. Trogloditarum (Maire & Weiller) Rosua, Salvia Fasciculata Fernald, Salvia Rosmarinus Subsp. Palaui (O.Bolòs & Molin.) P.P.Ferrer, E.Laguna, R.Roselló, Gómez Nav. & Peris, Salvia Rosmarinus Subsp. Valentina (P.P.Ferrer, A.Guillén & Gómez Nav.) P.P.Ferrer, A.Guillén & Gómez Nav.
ARBUSTO SEMPREVERDE AROMATICO ALTO FINO A 2 M CON RAMI ERETTI O PROSTRATI. FOGLIE LINEARI, CORIACEE, REVOLUTE, VERDE BRILLANTE SOPRA E BIANCO-TOMENTOSE SOTTO, SESSILI, LUNGHE 1.5-4 CM E LARGHE 0.1-0.35 CM. FIORI IN BREVI RACEMI ASCELLARI, COROLLA BILABIATA BLU-VIOLETTA (RARAMENTE ROSA O BIANCA) LUNGA 1-1.2 CM. CALICE VERDE O PORPORA, TOMENTOSO DA GIOVANE, POI SUBGLABRO.
MARZO APRILE MAGGIO GIUGNO LUGLIO AGOSTO SETTEMBRA OTTOBRE, CON PICCHI IN PRIMAVERA (APRILE-MAGGIO) E POSSIBILE RIFIORITURA IN AUTUNNO IN CLIMI MITI. I FIORI SONO BLU-LILLA, BIANCHI O VIOLACEI
COLORI OSSERVATI NEI FIORI
____AZZURRO CHIARO ____BIANCO ____BLU ____ROSATO
Rosmarinus officinalis L. e le sue varietà sono originarie del bacino del Mediterraneo, dove crescono spontaneamente lungo le coste, in macchie e garighe, preferibilmente su terreni calcarei, dal livello del mare fino a circa 800-1000 metri di altitudine. Prediligono ambienti soleggiati e aridi, spesso esposti al vento anche salmastro. In Italia, la specie è diffusa lungo tutte le coste tirreniche e ioniche, sulle coste adriatiche fino al Molise, e in tutte le isole, spingendosi anche sulle rive occidentali del Lago di Garda. Viene inoltre coltivata e talvolta si inselvatichisce in quasi tutto il territorio italiano. Teme i ristagni idrici e il freddo eccessivo, preferendo terreni leggeri, permeabili e ben drenati.
PRIMAVERA-ESTATE (MAGGIO-LUGLIO), QUANDO FOGLIE E FIORI RAGGIUNGONO LA MASSIMA CONCENTRAZIONE DI OLI ESSENZIALI E PRINCIPI ATTIVI (ES. ROSMARINICO, CARNOSICO)
FOGLIE E SOMMITÀ FIORITE (FRESCHE O ESSICCATE), RICCHE DI OLI ESSENZIALI (CINEOLO, CANFORA) E ACIDI FENOLICI, OLIO ESSENZIALE, ESTRATTO PER DISTILLAZIONE IN CORRENTE DI VAPORE
INTENSAMENTE AROMATICO, BALSAMICO E CANFORACEO, CON NOTE FRESCHE DI EUCALIPTOLO E LEGNOSE DI PINENE
AMAROGNOLO, PICCANTE E LEGGERMENTE ASTRINGENTE, CON RETROGUSTO RESINOSO E FRESCO
European Medicines Agency, Assessment Report on Rosmarinus officinalis L. Folium and Aetheroleum, 2010
World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants Volume 2 Rosmarinus officinalis, 2002
Peter Dorman, Steven Deans, Antimicrobial Agents from Plants Antibacterial Activity of Plant Volatile Oils, 2000
Elma Okoh, Anthony Sadimenko, Afolayan, Comparative Evaluation of the Antibacterial Activities of the Essential Oils of Rosmarinus officinalis L., 2010
Javier González-Trujano, Pharmacological Effects of Rosmarinus officinalis and its Active Constituents, 2017
Maria Nieto, Ros Gua, Castillo Joan, Antioxidant and Antimicrobial Properties of Rosemary Rosmarinus officinalis A Review, 2018
Ahmed Bakirel, Hülya Bakirel, Ümit Keleş, Experimental Hepatoprotective and Antioxidant Activity of Rosemary Extract, 2008
José Luis Del Baño, Phenolic Diterpenes Carnosic Acid and Carnosol as Anticancer Agents, 2003
Monica Jordán, Chemical Composition Antioxidant and Antimicrobial Activity of Rosemary Essential Oil, 2013
TOSSICITÀ: BASSA
Motivazione: Alle dosi fitoterapiche corrette la specie presenta generalmente buona tollerabilità documentata da monografie regolatorie e studi tossicologici. Sono riportati effetti avversi principalmente gastrointestinali o neurologici lievi-moderati correlati a dosaggi elevati o uso improprio dell’olio essenziale ricco in canfora e chetoni monoterpenici. Tossicità significativa documentata soprattutto per sovradosaggio dell’olio essenziale concentrato.
EFFICACIA: CONFERMATA DA EVIDENZE SCIENTIFICHE
Motivazione: Sono disponibili monografie ufficiali, studi clinici controllati e revisioni sistematiche che supportano l’uso di Salvia rosmarinus Spenn. soprattutto per disturbi digestivi lievi, supporto antiossidante, attività antimicrobica e applicazioni topiche muscolo-articolari. Le evidenze cliniche risultano tuttavia più solide per specifici estratti, oli essenziali e preparazioni standardizzate.
Confermate da studi scientifici e clinici
Attività antinfiammatoria e analgesica lieve in disturbi muscoloscheletrici e dolore lieve-moderato. Evidenze derivate da studi clinici controllati e revisioni riguardanti estratti fogliari ed olio essenziale contenente 1,8-cineolo e canfora, soprattutto in uso topico e inalatorio.
Attività antiossidante sistemica e riduzione di biomarcatori dello stress ossidativo. Supportata da studi clinici controllati su estratti ricchi in acido rosmarinico e diterpeni fenolici, sebbene con eterogeneità metodologica.
Effetto modulatorio cognitivo e miglioramento transitorio di attenzione e performance mnemonica. Studi clinici randomizzati e crossover hanno documentato effetti modesti dopo somministrazione orale o aromaterapia con olio essenziale di Salvia rosmarinus.
Attività digestiva ed eupeptica in dispepsia funzionale lieve. Evidenze cliniche limitate ma presenti in formulazioni fitoterapiche contenenti Rosmarino associato ad altre droghe aromatiche amare.
Attività ipolipidemizzante e modulatrice metabolica. Alcuni studi clinici preliminari mostrano riduzione moderata di colesterolo totale, LDL e trigliceridi; le evidenze restano limitate e non uniformi.
Non risultano disponibili evidenze cliniche robuste sufficienti per confermare un’attività antitumorale, antivirale sistemica, neuroprotettiva a lungo termine o antidiabetica come indicazioni terapeutiche validate.
Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata
Attività antimicrobica antibatterica e antifungina. Ampiamente documentata in vitro per olio essenziale ed estratti ricchi in terpeni e fenoli contro diversi ceppi batterici e fungini; conferme cliniche ancora insufficienti.
Attività epatoprotettiva. Evidenze in vivo animali e sperimentali mostrano riduzione di danno ossidativo ed epatotossicità indotta.
Attività neuroprotettiva e neuromodulante. Studi animali e cellulari documentano effetti su stress ossidativo neuronale, neuroinfiammazione e metabolismo colinergico.
Attività ipoglicemizzante e modulazione della sensibilità insulinica. Evidenze principalmente da modelli animali diabetici e studi sperimentali.
Attività vasomodulante e cardioprotettiva. Studi in vivo mostrano effetti sulla funzione endoteliale, sul tono vascolare e sulla perossidazione lipidica.
Attività antiproliferativa e citotossica verso linee cellulari tumorali. Evidenze esclusivamente in vitro o precliniche per acido carnosico, carnosolo e altri diterpeni fenolici.
Attività antinocicettiva e spasmolitica. Supportata da modelli animali e da uso fitoterapico tradizionale coerente con dati farmacologici.
Attività coleretica e colagoga. Documentata in farmacologia sperimentale e coerente con l’impiego tradizionale digestivo.
Attività espettorante e balsamica respiratoria. Basata su uso tradizionale consolidato e dati farmacologici relativi all’olio essenziale.
Attività antipiastrinica lieve. Evidenze sperimentali e farmacologiche relative ai polifenoli e ad alcuni monoterpeni.
Uso storico e nella tradizione
Impiego tradizionale come tonico generale e stimolante.
Uso tradizionale nelle dispepsie, nella digestione lenta e nella flatulenza.
Uso tradizionale in affezioni respiratorie catarrali e balsamiche.
Uso tradizionale in dolori muscolari e reumatici mediante applicazione topica.
Uso etnobotanico come conservante alimentare naturale.
Uso tradizionale come stimolante della memoria e della lucidità mentale.
Uso tradizionale in astenia e convalescenza.
Uso tradizionale come coadiuvante nelle alterazioni circolatorie periferiche lievi.
Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ciascun utilizzo fitoterapico.
European Medicines Agency, Assessment Report on Rosmarinus officinalis L., aetheroleum and folium, 2010
European Medicines Agency, Community Herbal Monograph on Rosmarinus officinalis L., folium, 2010
World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants Volume 2, 2002
Barnes Joanne, Anderson Linda A., Phillipson J. David, Herbal Medicines, 2007
Borrás-Linares Ignacio, Stojanović Zorica, Quirantes-Piné Rosa et al., Rosmarinus officinalis Leaves as a Natural Source of Bioactive Compounds, International Journal of Molecular Sciences, 2014
Nieto Gloria, Rosmarinus officinalis L.: Rosemary as Therapeutic and Prophylactic Agent, Journal of Biomedical Science, 2017
Pérez-Fons Laura, Garzón María Teresa, Micol Vicente, Relationship between the Antioxidant Capacity and Effect of Rosemary Extracts on Membranes of Human Cells, Journal of Agricultural and Food Chemistry, 2010
Rahbardar Mohammad Gholam, Hosseinzadeh Hossein, Therapeutic Effects of Rosemary and its Active Constituents on Nervous System Disorders, Iranian Journal of Basic Medical Sciences, 2020
de Oliveira Juliana Rodrigues, Camargo Silvana Evangelista Lima, de Oliveira Luiz Dias, Rosmarinus officinalis L. Essential Oil: A Review of its Phytochemistry, Anti-inflammatory Activity, and Mechanisms of Action, Brazilian Journal of Biology, 2019
Ulbricht Catherine, Basch Ethan, Hammerness Paul et al., An Evidence-Based Systematic Review of Rosemary, Journal of Dietary Supplements, 2010
(Le avvertenze includono segnali di rischio basati su evidenze precliniche, plausibilità farmacologica o casi isolati)
L’OLIO ESSENZIALE DEVE ESSERE UTILIZZATO ESCLUSIVAMENTE A DOSAGGI CONTROLLATI E ADEGUATAMENTE DILUITO. EVIDENZE TOSSICOLOGICHE E CASI CLINICI DOCUMENTANO NEUROTOSSICITÀ, NAUSEA, VOMITO, SPASMI E CONVULSIONI IN CASO DI SOVRADOSAGGIO O INGESTIONE ACCIDENTALE DI PREPARATI CONCENTRATI.
L’USO CONCOMITANTE CON FARMACI ANTICONVULSIVANTI RICHIEDE CAUTELA PER PLAUSIBILITÀ FARMACOLOGICA CORRELATA AI MONOTERPENI NEUROATTIVI PRESENTI NELL’OLIO ESSENZIALE. LE EVIDENZE DERIVANO DA STUDI FARMACOLOGICI E OSSERVAZIONI TOSSICOLOGICHE.
POSSIBILE POTENZIAMENTO DELL’EFFETTO DI FARMACI IPOGLICEMIZZANTI E ANTIPERTENSIVI SULLA BASE DI STUDI SPERIMENTALI IN VIVO CHE MOSTRANO ATTIVITÀ METABOLICA E VASOMODULANTE DEGLI ESTRATTI DI ROSMARINO. LE CONFERME CLINICHE RIMANGONO LIMITATE.
L’APPLICAZIONE TOPICA DI OLIO ESSENZIALE CONCENTRATO PUÒ PROVOCARE IRRITAZIONE CUTANEA, DERMATITE O REAZIONI SENSIBILIZZANTI DOCUMENTATE DA DATI CLINICI DERMATOLOGICI E FARMACOVIGILANZA.
L’UTILIZZO PROLUNGATO DI ESTRATTI CONCENTRATI O OLIO ESSENZIALE AD ALTE DOSI NON DISPONE DI DATI CLINICI SUFFICIENTI DI SICUREZZA A LUNGO TERMINE, SOPRATTUTTO IN POPOLAZIONI VULNERABILI COME BAMBINI, ANZIANI FRAGILI E SOGGETTI CON PATOLOGIE NEUROLOGICHE.
(Le controindicazioni si basano su evidenze cliniche dirette, cioè dati da studi clinici, osservazionali o casistiche solide che dimostrino che l’uso della pianta è da evitare in specifiche condizioni o popolazioni)
CONTROINDICATA L’ASSUNZIONE INTERNA DELL’OLIO ESSENZIALE DI SALVIA ROSMARINUS SPENN. IN SOGGETTI CON EPILESSIA O PREDISPOSIZIONE CONVULSIVA PER LA PRESENZA DOCUMENTATA DI COMPOSTI NEUROSTIMOLANTI COME CANFORA E 1,8-CINEOLO, ASSOCIATI A CASI CLINICI DI CONVULSIONI DA SOVRADOSAGGIO.
CONTROINDICATA L’ASSUNZIONE DI OLIO ESSENZIALE AD ALTE DOSI DURANTE GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO SULLA BASE DI DATI FARMACOLOGICI RELATIVI ALL’ATTIVITÀ UTEROTONICA E NEUROTOSSICA DEI MONOTERPENI CHETONICI.
CONTROINDICATA L’ASSUNZIONE IN SOGGETTI CON IPERSENSIBILITÀ DOCUMENTATA ALLA SPECIE O AI SUOI OLI ESSENZIALI, CON SEGNALAZIONI CLINICHE DI DERMATITE ALLERGICA E REAZIONI IRRITATIVE DA CONTATTO.
(Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche)
ANTIAGGREGANTI PIASTRINICI
ANTICOAGULANTI (POTENZIAMENTO)
ANTICONVULSIVANTI
ANTIEPILETTICI
ANTIPERTENSIVI
ASPIRINA
FARMACI METABOLIZZATI DAL CYP2C9
FARMACI METABOLIZZATI DAL CYP3A4
IMMUNOSOPPRESSORI
IPOGLICEMIZZANTI (POTENZIAMENTO)
OLI ESSENZIALI CONTENENTI TUJONE (ASSENZIO, SALVIA)
STIMOLANTI DEL SNC
(Erbe che possono aumentare l'efficacia fitoterapica)
* Si tenga presente che talvolta la stessa erba indicata come sinergica o antagonista, potrebbe assumere entrambi i ruoli in funzione della dose utilizzata e/o della forma estrattiva o di trattamento. Consultare un fitoterapeuta per personalizzare le combinazioni.
(Erbe che possono diminuire l'effetto fitoterapico o causare interazioni avverse)
Estratto secco idroalcolico titolato in acido rosmarinico al 2-6% e acido carnosico al 5-20%. Utilizzato per supporto digestivo, attività antiossidante e modulazione infiammatoria. Posologia comunemente impiegata negli studi e nella pratica fitoterapica: 300-1000 mg al giorno suddivisi in 1-3 somministrazioni.
Estratto secco standardizzato in diterpeni fenolici totali espressi come acido carnosico e carnosolo. Titolo frequentemente standardizzato al 10-20% di acido carnosico. Utilizzato soprattutto in integratori antiossidanti e metabolici. Posologia usuale: 150-500 mg al giorno.
Estratto fluido idroetanolico rapporto droga/estratto variabile 1:1 o 1:2 ottenuto dalle foglie. Impiegato tradizionalmente per dispepsia, meteorismo e riduzione della componente spastica gastrointestinale. Posologia media: 1-4 ml fino a tre volte al giorno.
Tintura madre fitoterapica da foglie fresche o essiccate con rapporto generalmente 1:5 in etanolo 45-70%. Utilizzata in ambito digestivo e tonico generale. Posologia tradizionale: 2-5 ml due o tre volte al giorno diluiti in acqua.
Estratto glicolico di foglie di rosmarino standardizzato in polifenoli totali. Utilizzato prevalentemente in preparazioni dermatologiche e tricologiche per applicazione topica. Concentrazioni d’uso frequenti: 1-10% nelle formulazioni cosmetico-funzionali.
Estratto lipofilo ottenuto mediante anidride carbonica supercritica standardizzato in acido carnosico e carnosolo. Utilizzato soprattutto come antiossidante naturale in integratori e preparazioni nutraceutiche. Dosaggi comunemente utilizzati: 50-300 mg al giorno.
Oleolito di rosmarino ottenuto per macerazione delle sommità fogliate in oli vegetali. Utilizzato topicamente per massaggi muscolari e articolari. Applicazione locale 1-3 volte al giorno.
Olio essenziale di Salvia rosmarinus standardizzato secondo Farmacopea Europea con prevalenza di 1,8-cineolo, canfora e alfa-pinene variabile in base al chemiotipo. Per uso orale tradizionale la monografia EMA riporta 2 gocce al giorno. Per uso topico concentrazioni al 6-10% in preparazioni semisolide o liquide applicate 2-3 volte al giorno. Per balneoterapia 10-27 mg/litro di acqua. L’uso interno ad alte dosi non è raccomandato per il rischio neurotossico correlato ai chetoni monoterpenici.
Capsule o compresse contenenti polvere micronizzata delle foglie essiccate. Dosaggi tradizionalmente utilizzati: 1-4 g al giorno suddivisi in più assunzioni.
Preparazioni omeopatiche Rosmarinus officinalis in diluizioni D1-D6, TM, 5CH, 7CH, 9CH e 30CH. Utilizzate nella tradizione omeopatica per disturbi digestivi, astenia e cefalea senza evidenze cliniche robuste di efficacia specifica. Posologia variabile secondo impostazione omeopatica individualizzata.
European Medicines Agency, Community Herbal Monograph on Rosmarinus officinalis L. folium, 2010
European Medicines Agency, European Union Herbal Monograph on Rosmarinus officinalis L. aetheroleum Revision 1, 2024
European Medicines Agency, Assessment Report on Rosmarinus officinalis L. aetheroleum and Rosmarinus officinalis L. folium, 2024
Silvana Petrović, Herbal and Traditional Herbal Medicinal Products EU Herbal Monographs and EU List, 2019
Monica M. Fiume et al., Safety Assessment of Rosmarinus officinalis Derived Ingredients as Used in Cosmetics, 2018
Katerina González-Minero, José M. Bravo-Díaz, Rosemary Essential Oil Chemistry and Biological Activity: A Review, 2018
Bahare Salehi et al., Rosemary as a Functional Food and Nutraceutical Source, 2020
Delbaere-Schoofs Karen et al., Rosmarinic Acid and Carnosic Acid in Rosemary Extracts: Pharmacological Properties and Therapeutic Potential, 2021
(Basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso)
Infuso digestivo e carminativo con Salvia rosmarinus Spenn. foglie 2 g, Matricaria chamomilla L. capolini 2 g, Foeniculum vulgare Mill. frutti 1,5 g. Infondere in 200 ml di acqua calda per 10 minuti. Assumere fino a due volte al giorno dopo i pasti principali. Formulazione tradizionalmente impiegata per dispepsia, fermentazioni intestinali e meteorismo con supporto farmacologico e clinico parziale.
Tisana tonica e cognitivamente stimolante con Salvia rosmarinus Spenn. foglie 1,5 g, Melissa officinalis L. foglie 1,5 g, Salvia officinalis L. foglie 1 g. Infondere in 200 ml di acqua per 8-10 minuti. Assumere una o due volte al giorno preferibilmente al mattino o nel primo pomeriggio. Utilizzata nella tradizione fitoterapica e supportata da studi sperimentali per attenzione, affaticamento mentale e tono generale.
Decotto balsamico e respiratorio con Salvia rosmarinus Spenn. foglie 2 g, Thymus vulgaris L. sommità 1 g, Glycyrrhiza glabra L. radice 1 g. Bollire dolcemente per 5 minuti in 250 ml di acqua e lasciare riposare altri 10 minuti. Assumere una o due volte al giorno. Preparazione utilizzata tradizionalmente per affezioni respiratorie lievi e supporto mucosale.
Infuso epatobiliare con Salvia rosmarinus Spenn. foglie 2 g, Cynara cardunculus subsp. scolymus Hayek foglie 2 g, Taraxacum officinale F.H. Wigg. radice 1 g. Infondere per 10-12 minuti in 250 ml di acqua calda. Assumere una volta al giorno dopo il pasto principale. Utilizzato nella tradizione fitoterapica digestiva ed epatobiliare con evidenze farmacologiche per attività coleretica e antiossidante.
Tisana antiossidante con Salvia rosmarinus Spenn. foglie 1,5 g, Camellia sinensis (L.) Kuntze foglie 1,5 g, Hibiscus sabdariffa L. calici 1 g. Infondere in 200 ml di acqua per 7-8 minuti. Assumere una volta al giorno. Formula orientata al supporto dello stress ossidativo e del metabolismo cardiovascolare.
Formulazione per uso topico tricologico con Salvia rosmarinus Spenn. foglie 5 g, Urtica dioica L. foglie 3 g, Arctium lappa L. radice 2 g. Preparare un decotto in 500 ml di acqua facendo sobbollire per 10 minuti e filtrare. Applicare sul cuoio capelluto dopo il lavaggio una volta al giorno o a giorni alterni. Uso tradizionale supportato da dati sperimentali su microcircolazione e attività antimicrobica cutanea.
Infuso per dolori muscolari e articolari con Salvia rosmarinus Spenn. foglie 2 g, Zingiber officinale Roscoe rizoma 1 g, Curcuma longa L. rizoma 1 g. Infondere per 10 minuti in 250 ml di acqua. Assumere una volta al giorno durante i pasti. Formula con razionale farmacologico antinfiammatorio e antiossidante documentato.
Preparazione tradizionale per astenia e convalescenza con Salvia rosmarinus Spenn. foglie 1,5 g, Eleutherococcus senticosus (Rupr. et Maxim.) Maxim. radice 1 g, Mentha × piperita L. foglie 1 g. Infondere in 200 ml di acqua per 8 minuti. Assumere al mattino una volta al giorno. Utilizzata come tonico generale e supporto adattativo lieve.
European Medicines Agency, Community Herbal Monograph on Rosmarinus officinalis L. folium, 2010
European Medicines Agency, Assessment Report on Rosmarinus officinalis L. folium and aetheroleum, 2024
World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants Volume 2, 2002
Bahare Salehi et al., Rosemary as a Functional Food and Nutraceutical Source, 2020
Katerina González-Minero, José M. Bravo-Díaz, Rosemary Essential Oil Chemistry and Biological Activity: A Review, 2018
Hamid Akram et al., Rosmarinus officinalis L.: Phytochemistry, Therapeutic Potentials and Industrial Applications, 2023
Joana Andrade et al., Rosmarinus officinalis: A Review of Its Phytochemistry and Biological Activity, 2018
Paula Gonçalves et al., Medicinal Plants and Herbal Preparations for Digestive and Hepatobiliary Disorders: Evidence and Safety, 2021
Consultare il proprio medico prima di assumere qualsiasi preparato
Vino al rosmarino
Preparazione tradizionale: si prendono circa 30–40 grammi di foglie fresche (o essiccate) di rosmarino per ogni litro di vino bianco o rosso. Le foglie vengono sminuzzate e lasciate in macerazione per circa 7–8 giorni in un contenitore di vetro scuro, agitandolo ogni giorno. Dopo la macerazione si filtra e si imbottiglia.
Uso tradizionale: un piccolo bicchierino di questo vino viene consumato prima dei pasti con l’intento di favorire la digestione. Viene anche considerato un tonico aromatico leggero, usato in alcune aree come “vino digestivo”.
Liquore / infusione alcolica con rosmarino
Preparazione alternativa: un mix che può comprendere foglie di rosmarino, scorza di limone e vino bianco al quale si aggiunge alcol (spesso a gradazione elevata) per estrarre aromi e principi attivi; la macerazione dura alcuni giorni fino a circa una settimana. Poi si filtra e si fa riposare per qualche giorno prima del consumo.
Uso tradizionale / popolare: queste preparazioni venivano (o vengono) usate come “tonici digestivi”, stimolanti per lo stomaco e per migliorare il tono generale; talvolta venivano considerate come bevande da assumere con parsimonia all’occorrenza, in periodi di affaticamento o inappetenza.
Avvertenze e considerazioni
Questi vini o liquori al rosmarino sono bevande alcoliche: vanno considerati come tali — da assumere con moderazione, e non come “rimedi innocui”.
Non sono “terapie”: se usati, vanno intesi come preparazioni tradizionali/culinarie, non come veri e propri antidepressivi, curativi o farmacologici.
In presenza di disturbi gastrici, patologie epatiche, gravidanza, assunzione di farmaci tipo anticoagulanti o ipertensivi, è consigliabile evitare oppure usare con cautela.
Bibliografia
Il vino al rosmarino - Itinerari e Luoghi
Liquore di Rosmarino - Ricette di tradizione popolare
Rosmarino: uso interno ed esterno e formulazioni tradizionali
Erbe aromatiche e usi tradizionali del Rosmarino nella cultura mediterranea
Rosmarinus officinalis: proprietà, usi erboristici e preparazioni casalinghe
Consultare il proprio medico prima di assumere questa bevanda ed evitarne l'uso in caso di divieto di assunzione di alcol
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SCHEDA NOTIZIE E VARIE
Il periodo di più intensa fioritura è piuttosto precoce (marzo) e non sempre le famiglie sono già sufficientemente sviluppate per sfruttare questa risorsa; in questo caso non sarà possibile produrre miele uniflorale e il nettare della specie si mescolerà ai raccolti successivi.
Aspetto: il miele di rosmarino è generalmente chiaro, dal colore paglierino intenso fino a tonalità leggermente ambrate. Può cristallizzare lentamente, mantenendo una consistenza fine e cremosa.
Aroma: ha un profumo aromatico molto intenso, caratteristico della pianta, con note fresche, resinose e leggermente balsamiche che ricordano le foglie di rosmarino.
Sapore: il gusto è delicato ma persistente, leggermente erbaceo e ammandorlato, con retrogusto aromatico tipico del rosmarino. Non è dolce in modo eccessivo rispetto ad altri mieli monoflora.
Proprietà tradizionali: questo miele viene apprezzato sia per il consumo alimentare che per l’uso erboristico/tradizionale, essendo ritenuto utile per favorire la digestione, stimolare la circolazione e migliorare le funzioni respiratorie, coerentemente con le proprietà della pianta stessa.
Usi: consumato puro su pane o tisane, oppure come dolcificante naturale con note aromatiche; viene anche utilizzato nella preparazione di caramelle, sciroppi e preparazioni erboristiche.
Salvia rosmarinus Spenn. è una delle specie aromatiche mediterranee più utilizzate in cucina per il suo profilo resinoso, balsamico e leggermente canforato. Le foglie fresche o essiccate vengono impiegate come aroma in preparazioni salate grazie alla buona stabilità degli oli essenziali durante la cottura.
È tradizionalmente utilizzato per aromatizzare carni arrosto, selvaggina, agnello, pollo e maiale. L’elevato contenuto di composti aromatici lipofili lo rende particolarmente adatto alle preparazioni ricche di grassi, nelle quali contribuisce anche alla stabilità ossidativa degli alimenti.
Nella cucina mediterranea viene frequentemente aggiunto a patate al forno, legumi, focacce, pane rustico e impasti salati. Le foglie possono essere tritate finemente oppure utilizzate intere durante la cottura e rimosse prima del consumo.
Il rosmarino è impiegato anche nella preparazione di oli aromatici, aceti, marinate e salamoie. I rametti freschi possono essere lasciati in infusione in olio extravergine di oliva o utilizzati come supporto aromatico durante la grigliatura.
In gastronomia è utilizzato in combinazione con altre specie aromatiche mediterranee come timo, salvia, alloro e origano per miscele erbacee destinate a carni, verdure e preparazioni da forno.
Le giovani foglie possono essere usate in quantità moderate in minestre, zuppe e salse. Dosaggi eccessivi possono conferire note amare e canforate marcate, soprattutto nelle preparazioni delicate.
In pasticceria e nelle preparazioni dolci viene talvolta impiegato in basse concentrazioni per aromatizzare biscotti, miele, creme, sciroppi, cioccolato fondente e agrumi, soprattutto nelle tradizioni culinarie mediterranee contemporanee.
L’olio essenziale di rosmarino trova impiego industriale come aromatizzante alimentare, ma in cucina domestica è preferibile l’uso della droga vegetale per evitare sovradosaggi dei composti monoterpenici concentrati.
Le varie patologie del fegato e della cistifellea portano a una insufficiente produzione o alterato rilascio di bile o alla formazione di calcoli nelle vie biliari oppure a una sofferenza delle cellule epatiche. Le droghe attive sui meccanismi biliari e sul fegato vengono chiamate
a) Coleretici, se producono un aumento del succo biliare e si suddividono in: - Coleretici veri, se aumentano la secrezione dei costituenti biliari (Carciofo, Curcuma, Combreto, Calendula, Melanzana, Enula, Tarassaco); - Idrocoleretici, se aumentano la secrezione del componente acquoso biliare aumentando la fluidità (Lavanda, Menta, Melissa, Timo).
b) Colaghoghi, se accelerano il deflusso dal fegato alla cistifellea o da questa nell'intestino e possono essere suddivise in: - Fluidificanti della bile, se accelerano il deflusso abbassandone la viscosità (Boldo); - Colecistocinetici, se aumentano l'escrezione della bile stimolando le contrazioni della cistifellea (Boldo, Carciofo, Rabarbaro, Tuorlo d'uovo, Olio d'oliva).
c) Protettivi o detossicanti del fegato, se contribuiscono a normalizzare la struttura delle biomembrane dell'epatocita, migliorandone la funzione (Cardo mariano, Melanzana, Rosmarino).
d) Preventivi della calcolisi biliare o epatica e da impiegarsi per l'espulsione di piccoli calcoli (microlitiasi). I calcoli possono formarsi nella cistifellea (calcolosi biliare colecistica) o, più raramente, nei condotti biliari (calcolosi biliare epatica). Il sintomo caratteristico è la colica prodotta dalle contrazioni attraverso le quali l'organismo tenta di eliminare il calcolo spingendolo nell'intestino. Le erbe utili ad azione colagoga-coleretica e fluidificante sono: Boldo, Combreto, Carciofo. Anche e soprattutto l'olio d'oliva, assunto a digiuno a dose di 1-4 cucchiai, è utile alla espulsione di piccoli calcoli. Attenzione, comunque a questo tipo di automedicazione perché in questa patologia, molto spesso è più utile non 'smuovere' il calcolo che potrebbe andare ad ostruire le vie biliari procurando una situazione risolvibile solo con trattamento chirurgico di urgenza.
[Tratto da: Marzio Pedretti "L'erborista moderno"]
Origine e diffusione: il rosmarino è originario della regione mediterranea, in particolare dalle coste del Nord Africa e del Sud Europa. Cresce spontaneamente su terreni aridi e soleggiati, spesso vicino al mare.
Nome e significato: il nome “rosmarino” deriva dal latino ros marinus, che significa “rugiada del mare”, richiamando sia l’habitat marino che l’aspetto lucente delle foglie.
Usi storici: nell’antichità era molto apprezzato dagli egizi, dai greci e dai romani sia in cucina sia per scopi medicinali e rituali. Veniva utilizzato per profumare ambienti, conservare cibi e come rimedio tonico.
Simbolismo: nel folklore europeo il rosmarino è simbolo di memoria, fedeltà e amore duraturo. Era spesso intrecciato in ghirlande per matrimoni e cerimonie funebri.
I bagni di Rosmarino erano indicati nel rachitismo infantile..... "acqua di Ramerino al corpo del bambino"
Medicina tradizionale: le foglie e gli oli essenziali erano usati per stimolare la circolazione, alleviare dolori muscolari, migliorare la digestione e rafforzare le funzioni cognitive.
In cucina: fin dall’antichità, il rosmarino è un ingrediente base della cucina mediterranea, in particolare per carni, arrosti, salse e oli aromatici, grazie al suo aroma intenso e persistente.
Curiosità botanica: le varietà di rosmarino possono avere fiori bianchi, rosa, azzurri o viola, e le piante più vecchie possono vivere decine di anni, diventando arbusti legnosi e molto ramificati.
Uso ornamentale: oltre agli impieghi culinari e medicinali, il rosmarino è utilizzato anche nei giardini mediterranei per siepi aromatiche, bordure e come pianta decorativa resistente alla siccità.
Piante mellifere: produce nettare e polline molto apprezzati dalle api, contribuendo alla produzione di miele aromatico, considerato pregiato e delicato.