QUESTA SCHEDA È UNICA E ORIGINALE IN INTERNET aggiornamento del 25/06/2026
FAVAGELLO Ficaria verna Huds.
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Autore: erbeofficinali.org
Carl Axel Magnus Lindman (1856-1928)
Low resolution image for educational use. Courtesy Dr. Luigi Rignanese (Berkeley.edu)
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Foto modificata per uso didattico gentilmente concessa da Luciana Bartolini
Foto modificata per uso didattico. Originale da ITIS di Tecnica Agraria Arrigo Serpieri - Bologna
TOSSICITÀ MEDIA
EFFICACIA NON UTILIZZABILE
Noo
ANNUNCIO PUBBLICITARIO
FINE ANNUNCIO
SCHEDA BOTANICA
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Clade Tracheophyta
Clade Angiospermae
Clade Eudicotyledones
Ordine Ranunculales
Famiglia Ranunculaceae
Sottofamiglia Ranunculoideae
Tribù Ranunculeae
Genere Ficaria
Specie Ficaria verna
PIANTA ERBACEA PERENNE CON TUBERI RADICALI OVALI E CARNOSI. LE FOGLIE BASALI SONO LUNGAMENTE PICCIOLATE, A FORMA DI CUORE O RENIFORMI, CON MARGINE CRENATO O INTERO, DI COLORE VERDE BRILLANTE. I FIORI SONO SOLITARI, PORTATI SU SCAPI ERETTI E GLABRI, CON 3 SEPALI VERDI CADUCHI E 6-12 PETALI GIALLI LUCIDI. GLI STAMI SONO NUMEROSI CON ANTERE GIALLE. GLI OVARI SONO NUMEROSI, LIBERI, CON STILI BREVI. IL FRUTTO È UN ACHENIO GLABRO CON UN BREVE ROSTRO. SPESSO PRESENTA BULBILLI ASCELLARI PER LA RIPRODUZIONE VEGETATIVA.
FINE INVERNO-INIZIO PRIMAVERA (FEBBRAIO MARZO APRILE)
COLORI OSSERVATI NEI FIORI
____GIALLO ____GIALLO ARANCIO
Predilige habitat umidi e ombrosi, come boschi decidui, siepi, rive di corsi d'acqua, fossi, prati umidi e aree disturbate con suoli ricchi e umidi. Si adatta a una vasta gamma di tipi di suolo, ma prospera particolarmente su quelli argillosi o limosi, ben drenati ma con buona ritenzione idrica. È una delle prime piante a fiorire in primavera, spesso in popolazioni dense. La sua distribuzione è ampia in Europa, Asia occidentale e Nord Africa, ed è stata introdotta anche in Nord America e altre regioni. Cresce tipicamente dal livello del mare fino a medie altitudini, preferendo condizioni di mezz'ombra o ombra luminosa. La sua riproduzione avviene sia per seme che vegetativamente tramite bulbilli ascellari e tuberi radicali, contribuendo alla sua diffusione in diversi ambienti umidi.
PARTI AEREE FRESCHE, IN PARTICOLARE FOGLIE E TALVOLTA TUBERI, CON USO TRADIZIONALE PREVALENTEMENTE ESTERNO; LA PIANTA ESSICCATA PERDE GRAN PARTE DEI PRINCIPI ATTIVI IRRITANTI
DEBOLE O QUASI ASSENTE, TALVOLTA LEGGERMENTE ERBACEO E FRESCO NELLE PARTI APPENA RACCOLTE
ACRE, PUNGENTE E IRRITANTE DA FRESCO PER LA PRESENZA DI PROTOANEMONINA, MENO PERCEPIBILE DOPO ESSICCAZIONE
Tomczyk M., Gudej J., Sochacki M., Flavonoids from Ficaria verna Huds., 2002
Goo Y. K., Therapeutic Potential of Ranunculus Species (Ranunculaceae), 2022
Pourrat H., Texier O., Brisse-Le Menn E., Studies on the Triterpenoid Saponins of Ficaria verna, 1979–1990
Van Wyk B. E., Wink M., Medicinal Plants of the World, 2017
Evans W. C., Trease and Evans Pharmacognosy, 2009
TOSSICITÀ: MEDIA
Motivazione: La pianta fresca contiene ranunculina, precursore della protoanemonina, sostanza irritante responsabile di dermatiti da contatto, irritazione delle mucose e disturbi gastrointestinali dopo ingestione. L'essiccazione converte gran parte della protoanemonina in anemonina, riducendo significativamente la tossicità, ma non esistono preparazioni fitoterapiche moderne standardizzate che ne garantiscano un uso sicuro. Non sono documentati effetti letali nell'impiego terapeutico corretto, ma la tossicità della pianta fresca è ben documentata da dati farmacognostici e tossicologici.
EFFICACIA: NON UTILIZZABILE
Motivazione: Sebbene esistano dati fitochimici, studi in vitro, limitate osservazioni farmacologiche e un consolidato impiego etnobotanico, non sono disponibili studi clinici controllati che dimostrino l'efficacia terapeutica di Ficaria verna Huds. Inoltre la pianta fresca contiene ranunculina, che per idrolisi libera protoanemonina irritante e tossica, e la moderna fitoterapia non riconosce preparazioni con un rapporto beneficio/rischio favorevole. Le preparazioni tradizionali riguardano prevalentemente l'impiego esterno o di materiale essiccato, ma non sono supportate da evidenze cliniche sufficienti. Livello di evidenza: etnobotanica, studi fitochimici e limitati studi in vitro.
Confermate da studi scientifici e clinici
Non sono disponibili studi clinici controllati, meta-analisi o revisioni sistematiche che abbiano dimostrato l'efficacia terapeutica di Ficaria verna Huds. nell'uomo.
Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata
Attività antiossidante.
Estratti della specie hanno mostrato capacità di neutralizzare radicali liberi e attività antiossidante in saggi sperimentali, attribuita principalmente ai flavonoidi e ai composti fenolici. Evidenza: studi in vitro.
Attività antimicrobica.
Alcuni estratti hanno evidenziato attività nei confronti di batteri e microrganismi patogeni in modelli sperimentali. Le evidenze sono limitate e non confermate da studi in vivo o clinici. Evidenza: studi in vitro.
Attività antinfiammatoria.
La presenza di flavonoidi, saponine e composti fenolici, unitamente ad alcuni studi sperimentali, suggerisce un potenziale effetto antinfiammatorio. Le evidenze disponibili sono limitate e non consentono conferme terapeutiche nell'uomo. Evidenza: studi in vitro e plausibilità farmacologica documentata.
Attività venotonica e lenitiva per uso topico.
L'impiego tradizionale della droga essiccata nel trattamento locale delle emorroidi è coerente con la composizione fitochimica e con limitate osservazioni farmacologiche, ma non è supportato da studi clinici controllati né da modelli animali specifici. Evidenza: uso fitoterapico tradizionale documentato e farmacognosia.
I dati sperimentali disponibili risultano complessivamente limitati e non consentono di attribuire alla specie un'efficacia terapeutica clinicamente dimostrata.
Uso storico e nella tradizione
Impiego topico tradizionale nel trattamento delle emorroidi.
Impiego topico tradizionale come astringente nelle affezioni anali.
Impiego tradizionale per ragadi anali.
Impiego tradizionale come vulnerario nelle piccole lesioni cutanee.
Impiego tradizionale come astringente nelle irritazioni cutanee.
Le foglie giovani, raccolte prima della fioritura e della formazione di elevate quantità di protoanemonina, sono state occasionalmente utilizzate come alimento primaverile in alcune tradizioni popolari europee; tale impiego non costituisce un uso fitoterapico.
Gli impieghi tradizionali riportati derivano esclusivamente dalla documentazione etnobotanica e non rappresentano una dimostrazione di efficacia clinica.
Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ciascun utilizzo fitoterapico.
Tomczyk M., Gudej J., Sochacki M., Flavonoids from Ficaria verna Huds., 2002
Goo Y. K., Therapeutic Potential of Ranunculus Species (Ranunculaceae), 2022
Evans W. C., Trease and Evans Pharmacognosy, 2009
Van Wyk B. E., Wink M., Medicinal Plants of the World, 2017
Duke J. A., Handbook of Medicinal Herbs, 2002
FUNZIONI TERAPEUTICHE INDICATE SOLO PER INFORMAZIONE STORICO-CULTURALE MA NON APPLICABILI NELLA PRATICA FITOTERAPICA.
QUESTA PIANTA RIENTRA NELLA LISTA DEL MINISTERO DELLA SALUTE PER L'IMPIEGO NON AMMESSO NEL SETTORE DEGLI INTEGRATORI ALIMENTARI.
(Le avvertenze includono segnali di rischio basati su evidenze precliniche, plausibilità farmacologica o casi isolati)
LA TOSSICITÀ DELLA SPECIE DIPENDE DALLO STATO DELLA DROGA VEGETALE. LA PIANTA FRESCA CONTIENE PROTOANEMONINA, MENTRE L'ESSICCAZIONE NE RIDUCE SIGNIFICATIVAMENTE IL CONTENUTO MEDIANTE CONVERSIONE IN ANEMONINA. EVIDENZA: STUDI FITOCHIMICI E FARMACOGNOSTICI.
L'APPLICAZIONE TOPICA DELLA PIANTA FRESCA PUÒ PROVOCARE DERMATITE IRRITATIVA, ERITEMA, VESCICOLAZIONE E LESIONI CUTANEE IN SOGGETTI SENSIBILI. EVIDENZA: OSSERVAZIONI CLINICHE E PLAUSIBILITÀ FARMACOLOGICA DOCUMENTATA.
L'INGESTIONE DELLA PIANTA FRESCA PUÒ DETERMINARE IRRITAZIONE DEL CAVO ORALE, NAUSEA, VOMITO, DIARREA E DOLORE ADDOMINALE. EVIDENZA: DATI TOSSICOLOGICI E FARMACOLOGICI.
NON SONO DISPONIBILI STUDI CLINICI CONTROLLATI CHE DOCUMENTINO SICUREZZA ED EFFICACIA DURANTE GRAVIDANZA, ALLATTAMENTO O ETÀ PEDIATRICA. EVIDENZA: ASSENZA DI DATI CLINICI.
NON SONO DISPONIBILI STUDI CLINICI O FARMACOLOGICI CHE ABBIANO VALUTATO INTERAZIONI CON MEDICINALI O ALTRE DROGHE VEGETALI. EVIDENZA: ASSENZA DI DATI SPERIMENTALI DIRETTI.
L'IMPIEGO FITOTERAPICO DELLA SPECIE È LIMITATO DALLA MANCANZA DI PREPARAZIONI MODERNE STANDARDIZZATE CON RAPPORTO BENEFICIO/RISCHIO FAVOREVOLE. EVIDENZA: REVISIONE DELLA LETTERATURA FARMACOGNOSTICA E FITOTERAPICA.
(Le controindicazioni si basano su evidenze cliniche dirette, cioè dati da studi clinici, osservazionali o casistiche solide che dimostrino che l’uso della pianta è da evitare in specifiche condizioni o popolazioni)
IPERSENSIBILITÀ NOTA A FICARIA VERNA HUDS. O AI SUOI COSTITUENTI, DOCUMENTATA DALLA PRESENZA DI REAZIONI IRRITATIVE E DERMATITI DA CONTATTO ASSOCIATE ALL'ESPOSIZIONE ALLA PIANTA FRESCA. EVIDENZA: OSSERVAZIONI CLINICHE E DATI FARMACOLOGICI.
USO INTERNO DELLA PIANTA FRESCA. LA PRESENZA DI RANUNCULINA, CHE PER IDROLISI LIBERA PROTOANEMONINA, COSTITUISCE UNA CONTROINDICAZIONE ALL'IMPIEGO FITOTERAPICO DELLA DROGA FRESCA PER IL RISCHIO DOCUMENTATO DI IRRITAZIONE DELLE MUCOSE E TOSSICITÀ GASTROINTESTINALE. EVIDENZA: FARMACOGNOSTICA E TOSSICOLOGICA.
Preparazioni omeopatiche
Sono reperibili preparazioni omeopatiche ottenute dalla pianta fresca, generalmente denominate Ranunculus ficaria, nelle diluizioni più comuni quali D1-D30, CH3-CH30 e superiori, secondo le diverse farmacopee omeopatiche. Non esistono evidenze cliniche che ne dimostrino l'efficacia terapeutica specifica e le diluizioni non possono essere assimilate a preparazioni fitoterapiche.
European Pharmacopoeia, 11th Edition, 2023
European Medicines Agency, European Union Herbal Monographs and Assessment Reports, consultazione delle monografie ufficiali
World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants, Volumes 1–4
Evans W. C., Trease and Evans Pharmacognosy, 2009
Van Wyk B. E., Wink M., Medicinal Plants of the World, 2017
Blumenthal M., Goldberg A., Brinckmann J., Herbal Medicine Expanded Commission E Monographs, 2000
(Basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso)
La moderna fitoterapia non contempla l'impiego di tisane o formulazioni orali a base di Ficaria verna Huds. L'assenza di preparazioni standardizzate, unita alla presenza nella pianta fresca di protoanemonina, sostanza irritante e tossica, non consente di proporre formulazioni evidence-based per uso interno.
Consultare il proprio medico prima di assumere qualsiasi preparato
ANNUNCIO PUBBLICITARIO
FINE ANNUNCIO
SCHEDA NOTIZIE E VARIE
Ficaria verna Huds. possiede un impiego alimentare storico molto limitato e strettamente condizionato dallo stadio vegetativo della pianta. Le uniche parti tradizionalmente consumate sono le foglie giovani raccolte all'inizio della primavera, prima della fioritura, quando il contenuto di ranunculina e del suo prodotto di degradazione, la protoanemonina, è notevolmente inferiore rispetto alle fasi successive dello sviluppo.
Le foglie giovani venivano consumate crude in piccole quantità nelle insalate primaverili oppure cotte come verdura. In alcune aree dell'Europa occidentale e centrale rappresentavano una delle prime fonti stagionali di vitamina C dopo l'inverno, contribuendo all'alimentazione tradizionale primaverile.
Con l'inizio della fioritura la pianta accumula quantità maggiori di ranunculina che, in seguito alla lesione dei tessuti vegetali, libera protoanemonina, sostanza fortemente irritante per cute e mucose. Per questo motivo tutta la pianta raccolta durante o dopo la fioritura è considerata inadatta al consumo alimentare.
I tubercoli radicali sono stati occasionalmente consumati in periodi di carestia dopo accurata cottura, ma tale utilizzo è rimasto marginale, scarsamente documentato e privo di interesse gastronomico.
Attualmente Ficaria verna Huds. non è considerata una specie alimentare raccomandabile. L'impiego culinario è esclusivamente storico-etnobotanico e non trova applicazione nella moderna alimentazione per il rischio tossicologico associato alla presenza di protoanemonina nelle piante non raccolte al corretto stadio vegetativo.
Ranunculus ficaria L., oggi spesso classificata anche come Ficaria verna, è conosciuta tradizionalmente con il nome di erba delle emorroidi, denominazione che riflette il suo uso storico nella medicina popolare europea per il trattamento di questo disturbo
Nel Medioevo la pianta era associata alla cosiddetta dottrina delle segnature, secondo cui l’aspetto di una pianta indicava il suo impiego terapeutico. I piccoli tuberi della radice, simili a noduli, venivano interpretati come analoghi delle emorroidi, suggerendone l’uso medicinale
Una caratteristica botanica distintiva è la sua fioritura molto precoce, spesso tra la fine dell’inverno e l’inizio della primavera, quando poche altre specie sono in fiore. Questo la rende una delle prime piante a colorare i prati con i suoi fiori giallo brillante
La pianta presenta un ciclo vitale particolare, essendo una geofita primaverile: completa rapidamente il suo sviluppo vegetativo e fiorale prima che la copertura arborea si sviluppi completamente, per poi entrare in dormienza sotterranea durante l’estate
Dal punto di vista etimologico, il termine ficaria deriva dal latino ficus, cioè fico, probabilmente per la forma dei tuberi che ricordano piccoli fichi, mentre il nome del genere Ranunculus significa piccola rana, in riferimento all’habitat umido tipico di molte specie del gruppo
In alcune regioni europee la pianta è stata anche considerata infestante per la sua capacità di propagarsi rapidamente attraverso bulbilli e tuberi, formando tappeti densi che possono competere con altre specie vegetali
Un aspetto interessante è il cambiamento di percezione nel tempo: da rimedio popolare molto utilizzato a pianta oggi trattata con cautela per la sua tossicità, rappresentando un esempio di revisione critica delle conoscenze tradizionali alla luce della tossicologia moderna