QUESTA SCHEDA È UNICA E ORIGINALE IN INTERNET aggiornamento del 10/05/2026
FRASSINO DA MANNA Fraxinus Ornus L.
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Autore: erbeofficinali.org
Hermann Adolph Köhler (1834-1879)
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Concessione: LEGAMBIENTE Arcipelago Toscano
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Autore: Maurizio Trenchi
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TOSSICITÀ BASSISSIMA
EFFICACIA DIPENDENTE DALLE SPECIFICHE E DALLE FORME TERAPEUTICHE
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ANNUNCIO PUBBLICITARIO
FINE ANNUNCIO
SCHEDA BOTANICA
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Clade Tracheophyta
Clade Spermatophytina
Clade Angiospermae
Clade Mesangiospermae
Clade Eudicotyledones
Clade Asteranae
Ordine Lamiales
Famiglia Oleaceae
Tribù Oleeae
Sottotribù Fraxininae
Genere Fraxinus
Specie Fraxinus ornus
Famiglia:
Ornello, Orniello, Orno, Amejeju, Avornello, Flowering Ash, Freixo Das Flores, Freixo Do Mana´, Manna Ash, Frène à Manne, Orne à Manne, Maná De Calabria, Mannaesche, Blumen-Esche, Manna-Esche
ALBERO DECIDUO DI MEDIE DIMENSIONI O UN GRANDE ARBUSTO CON CHIOMA ARROTONDATA E CORTECCIA LISCIA E GRIGIA ANCHE NEGLI ESEMPLARI ADULTI. LE FOGLIE SONO OPPOSTE, COMPOSTE IMPARIPENNATE CON 5-9 FOGLIOLINE OVATO-LANCEOLATE, DENTATE O SEGHETTATE, CON UN BREVE PICCIOLO. I FIORI SONO ERMAFRODITI, PROFUMATI, CON QUATTRO PETALI LINEARI E BIANCHI, RIUNITI IN VISTOSE PANNOCCHIE TERMINALI CHE COMPAIONO DOPO LE FOGLIE. I FRUTTI SONO SAMARE OBLUNGHE, APPIATTITE, CON UN'ALA MEMBRANACEA STRETTA CHE FACILITA LA DISPERSIONE ANEMOCORA.
APRILE-MAGGIO, IN PRIMAVERA, CON VISTOSI FIORI BIANCHI PROFUMATI
COLORI OSSERVATI NEI FIORI
____BIANCO
Predilige habitat caldi e soleggiati, come boschi aperti, pendii aridi e rocciosi, garighe e margini boschivi. Cresce su suoli calcarei o sassosi, ben drenati e spesso poveri di sostanza organica. È una specie tipica dell'Europa meridionale e del Medio Oriente, diffusa soprattutto nelle regioni mediterranee e submediterranee, dove beneficia di estati calde e secche e inverni miti. L'orniello è una specie eliofila che necessita di piena luce per una crescita ottimale e si adatta bene a condizioni di siccità prolungata. La sua presenza è spesso associata a suoli calcarei e ben drenati, in contrasto con il frassino maggiore che predilige suoli più umidi e fertili.
European Medicines Agency, Assessment Report on Fraxinus excelsior L. or Fraxinus angustifolia Vahl, folium, 2012
Maria Kostova, Tatyana Iossifova, Chemical Components of Fraxinus Species, Fitoterapia, 2007
Iram Sarfraz, Hafiz Ansar Rasul Suleria, Muhammad Imran, Fraxinus: A Plant with Versatile Pharmacological and Biological Activities, Evidence-Based Complementary and Alternative Medicine, 2017
Jean Bruneton, Pharmacognosy Phytochemistry Medicinal Plants, 1999
Max Wichtl, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, 2004
A. Tundis, M. R. Loizzo, F. Menichini, Natural Products as Alpha-Amylase and Alpha-Glucosidase Inhibitors and Their Hypoglycaemic Potential in the Treatment of Diabetes: An Update, Mini Reviews in Medicinal Chemistry, 2010
Francesco Paolo Busardò, Paolo Frati, Manna from Fraxinus ornus L.: Phytochemical, Pharmacological and Clinical Aspects, Natural Product Research, 2021
World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants, various volumes
TOSSICITÀ: BASSISSIMA
Motivazione: I dati tossicologici disponibili sulla manna di Fraxinus ornus L. e sull’uso tradizionale corretto indicano una buona tollerabilità con effetti indesiderati generalmente lievi e dose-dipendenti, prevalentemente gastrointestinali come flatulenza, meteorismo o lieve diarrea osmotica. Non risultano evidenze di tossicità sistemica significativa o di effetti gravi alle dosi fitoterapiche tradizionali documentate.
EFFICACIA: DIPENDENTE DALLE SPECIFICHE E DALLE FORME TERAPEUTICHE
Motivazione: Le evidenze scientifiche dirette su Fraxinus ornus L. riguardano soprattutto la manna ottenuta dalla linfa essiccata, utilizzata come lassativo osmotico blando grazie all’elevato contenuto di mannitolo. Esistono dati farmacologici, osservazioni cliniche tradizionali documentate e alcuni studi sperimentali sulla manna e su specifici estratti, ma mancano studi clinici controllati robusti sull’intera specie e sulle diverse preparazioni fitoterapiche. L’efficacia risulta quindi limitata a forme preparative specifiche e ben caratterizzate.
Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ciascun utilizzo fitoterapico.
Confermate da studi scientifici e clinici
Non sono disponibili evidenze cliniche controllate, meta-analisi o revisioni sistematiche sufficienti per confermare in modo robusto proprietà terapeutiche specifiche di Fraxinus ornus L. come specie fitoterapica nel suo complesso.
L’unico impiego relativamente documentato riguarda l’attività lassativa osmotica blanda della manna di Fraxinus ornus L. Le evidenze disponibili derivano principalmente da osservazioni cliniche tradizionali, dati farmacologici sul mannitolo e impiego consolidato, ma non da studi clinici moderni controllati di elevata qualità metodologica specificamente riferiti alla specie.
Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata
La manna di Fraxinus ornus L. mostra attività lassativa osmotica attribuita principalmente al contenuto di mannitolo. L’evidenza è farmacologica e supportata dall’uso fitoterapico tradizionale consolidato e da dati compositivi documentati.
L’impiego nella stipsi occasionale è documentato nella pratica fitoterapica tradizionale mediterranea. Le evidenze disponibili sono osservazionali e farmacologiche, senza conferme cliniche moderne sufficienti.
L’azione lassativa osmotica zuccherina della manna è coerente con il contenuto elevato di polialcoli naturali, in particolare mannitolo. L’evidenza deriva da farmacologia sperimentale e uso terapeutico storico documentato.
Uso storico e nella tradizione
La manna è stata storicamente utilizzata come alimento nutraceutico tradizionale nel bacino mediterraneo, specialmente in Sicilia.
La manna veniva tradizionalmente sciolta in acqua o latte come preparazione dolcificante, gradevole e rinfrescante.
L’uso come preparazione dissetante è documentato nella medicina popolare mediterranea.
Sono riportati anche impieghi tradizionali come emolliente ed edulcente orale in preparazioni lenitive per mucose irritate e gola secca.
Nella tradizione popolare mediterranea la manna era utilizzata anche per lievi irritazioni intestinali e stati infiammatori mucosali, senza conferme cliniche adeguate.
Max Wichtl, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals: A Handbook for Practice on a Scientific Basis, 2004
Ferdinando Capasso, Giuliano Grandolini, Angelo Antonio Izzo, Fitoterapia. Impiego Razionale delle Droghe Vegetali, 2006
Michael Heinrich, Joanne Barnes, Simon Gibbons, Elizabeth M. Williamson, Fundamentals of Pharmacognosy and Phytotherapy, 2018
European Scientific Cooperative on Phytotherapy, ESCOP Monographs: The Scientific Foundation for Herbal Medicinal Products, 2019
World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants, Volume 1, 1999
World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants, Volume 2, 2002
Claudio Ferri, Alberto Bertelli, Phytotherapy in Digestive and Metabolic Disorders, 2018
Paolo Campa, La manna di Fraxinus ornus: aspetti botanici, fitochimici e applicazioni tradizionali, 2019
(Le avvertenze includono segnali di rischio basati su evidenze precliniche, plausibilità farmacologica o casi isolati)
L’USO PROLUNGATO O AD ALTE DOSI DELLA MANNA DI FRAXINUS ORNUS L. PUÒ DETERMINARE DIARREA OSMOTICA, METEORISMO E CRAMPI ADDOMINALI. L’EVIDENZA DERIVA DA DATI FARMACOLOGICI DIRETTI CORRELATI ALL’ELEVATO CONTENUTO DI MANNITOLO E ALTRI ZUCCHERI OSMOTICI.
IN SOGGETTI CON DIABETE MELLITO È RACCOMANDATA CAUTELA PER IL CONTENUTO GLUCIDICO DELLA MANNA. L’EVIDENZA È DI TIPO COMPOSITIVO E NUTRIZIONALE CON PLAUSIBILITÀ FARMACOLOGICA DOCUMENTATA, MA MANCANO STUDI CLINICI SPECIFICI SULLA SPECIE.
LA SOMMINISTRAZIONE CONCOMITANTE CON ALTRI LASSATIVI O CON FARMACI CHE ALTERANO L’EQUILIBRIO IDROELETTROLITICO RICHIEDE CAUTELA PER POSSIBILE AUMENTO DELL’EFFETTO EVACUANTE E DEL RISCHIO DI DIARREA. L’EVIDENZA È FARMACOLOGICA E BASATA SUL MECCANISMO OSMOTICO DOCUMENTATO DELLA MANNA.
NEI BAMBINI PICCOLI L’IMPIEGO DEVE ESSERE PRUDENTE E CON ADEGUATO CONTROLLO POSOLOGICO PER LA POSSIBILE MAGGIORE SENSIBILITÀ AGLI EFFETTI OSMOTICI INTESTINALI. LE EVIDENZE DERIVANO DALL’USO PEDIATRICO TRADIZIONALE DOCUMENTATO E DALLA FARMACOLOGIA DEL MANNITOLO.
I DATI TOSSICOLOGICI E CLINICI DISPONIBILI SULLA SPECIE RISULTANO COMUNQUE LIMITATI E PREVALENTEMENTE RIFERITI ALLA MANNA PIUTTOSTO CHE AD ALTRI ESTRATTI VEGETALI DI FRAXINUS ORNUS L.
(Le controindicazioni si basano su evidenze cliniche dirette, cioè dati da studi clinici, osservazionali o casistiche solide che dimostrino che l’uso della pianta è da evitare in specifiche condizioni o popolazioni)
NON SONO DISPONIBILI CONTROINDICAZIONI CLINICAMENTE VALIDATE SPECIFICHE PER FRAXINUS ORNUS L. SUPPORTATE DA STUDI CLINICI CONTROLLATI O DA CASISTICHE FARMACOVIGILANZA STRUTTURATE. NELLA PRATICA FITOTERAPICA TRADIZIONALE LA MANNA È GENERALMENTE EVITATA IN PRESENZA DI OCCLUSIONE INTESTINALE, DOLORI ADDOMINALI DI ORIGINE NON DEFINITA E DIARREA ACUTA, IN ANALOGIA CON ALTRI LASSATIVI OSMOTICI, MA LE EVIDENZE DIRETTE SPECIFICHE SULLA SPECIE RISULTANO LIMITATE.
(Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche)
Estratto secco nebulizzato di manna di Fraxinus ornus L. standardizzato in mannitolo. I preparati fitoterapici disponibili utilizzano generalmente manna purificata o estratti secchi titolati con contenuto in mannitolo compreso tra il 40% e il 70%, considerato necessario per l’effetto lassativo osmotico. La posologia comunemente documentata negli integratori per adulti corrisponde a 5-15 g al giorno di manna o equivalenti estrattivi, suddivisi in una o più assunzioni. Nei bambini vengono tradizionalmente impiegate dosi inferiori, generalmente 2-5 g al giorno sotto controllo professionale. L’effetto terapeutico è prevalentemente correlato all’azione osmotica intestinale del D-mannitolo.
Estratto molle o sciroppo di manna di Fraxinus ornus L. impiegato come lassativo osmotico blando ed emolliente gastrointestinale. Le formulazioni liquide sono generalmente standardizzate sul contenuto di polialcoli totali e mannitolo. Le preparazioni commerciali riportano frequentemente concentrazioni equivalenti a 1-3 g di mannitolo per dose singola. L’impiego tradizionale comprende stipsi lieve, irritazione intestinale e uso pediatrico sotto supervisione sanitaria.
Manna pura cristallizzata o cannolo di manna ad uso nutraceutico e fitoterapico. La manna naturale essiccata contiene mediamente il 40-60% di mannitolo insieme a mucillagini, glucosio, fruttosio e composti minerali. Le quantità tradizionalmente utilizzate per l’effetto lassativo lieve sono comprese tra 5 e 20 g al giorno sciolte in acqua o latte tiepido. Preparazioni a dosaggi superiori possono aumentare il rischio di diarrea osmotica e discomfort addominale.
Estratti cosmetici e dermatologici di manna di Fraxinus ornus L. standardizzati in mannitolo e polisaccaridi idratanti. Alcuni preparati dermocosmetici utilizzano estratti glicolici o acquosi della manna per proprietà emollienti, idratanti e lenitive cutanee. Le concentrazioni impiegate nelle formulazioni topiche variano generalmente tra l’1% e il 10% di estratto.
Preparazioni omeopatiche di Fraxinus ornus L. disponibili principalmente come tintura madre, diluizioni hahnemanniane e granuli. Le diluizioni più diffuse comprendono D3-D6, 5CH, 7CH e 9CH, tradizionalmente utilizzate nell’ambito omeopatico per disturbi gastrointestinali lievi e regolazione intestinale. Non esistono evidenze cliniche robuste che confermino efficacia terapeutica specifica delle preparazioni omeopatiche di Fraxinus ornus L.
Carmelo Villa, Rosaria Campisi, Donatella Di Stefano, Evaluation of the Biological Activity of Manna Exudate from Fraxinus ornus and Its Application in Biomedical Formulations, 2024
Vincenzo Spadaro, Giuseppe Bazan, The “Manna” Extracted from the Ash Trees Still Cultivated in Sicily from Mythical Food to Pharmaceutical and Nutraceutical Resource, 2022
Ali Esmail Al-Snafi, Chemical Constituents and Pharmacological Effects of Fraxinus ornus: A Review, 2018
D. Nagavalli, Pharmaceutical Applications for Mannitol: An Overview, 2023
Paolo Oddo, Seasonal Pattern of Mannitol and Malate Accumulation in Leaves of Two Manna Ash Species Fraxinus ornus L. and Fraxinus angustifolia Vahl Growing in Sicily, 2002
World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants, Various Editions
European Scientific Cooperative on Phytotherapy, ESCOP Monographs: The Scientific Foundation for Herbal Medicinal Products, Various Editions
American Botanical Council, Botanical Pharmacognosy and Phytotherapy Reviews on Mannitol and Manna Ash Preparations, Various Editions
(Basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso)
Infuso emolliente e lassativo delicato con manna di Fraxinus ornus L. e Althaea officinalis L. Preparazione con 5 g di manna naturale sciolta in 150 ml di infuso tiepido ottenuto da 2 g di radice di altea. Assunzione serale una volta al giorno per stipsi lieve, irritazione intestinale e secchezza delle mucose gastrointestinali. La combinazione sfrutta l’azione osmotica del mannitolo e quella mucillaginosa protettiva dell’altea.
Tisana digestiva e regolatrice intestinale con manna di Fraxinus ornus L., Foeniculum vulgare Mill. e Melissa officinalis L. Preparazione con 5-10 g di manna aggiunti a un infuso contenente 1,5 g di semi di finocchio e 1,5 g di foglie di melissa in 200 ml di acqua calda. Assunzione dopo i pasti principali fino a due volte al giorno. Utilizzata tradizionalmente per meteorismo, digestione lenta e lieve stipsi funzionale.
Decotto emolliente respiratorio con manna di Fraxinus ornus L., Malva sylvestris L. e Glycyrrhiza glabra L. Preparazione mediante decotto leggero di 2 g di radice di liquirizia e successiva infusione di 2 g di malva, con aggiunta finale di 5 g di manna. Utilizzo una o due volte al giorno come formulazione tradizionale per irritazione faringea, tosse secca e catarro viscoso. La liquirizia va evitata nei soggetti ipertesi o in terapia corticosteroidea prolungata.
Formulazione lassativa osmotica con manna di Fraxinus ornus L. e Plantago ovata Forssk. Preparazione con 5 g di manna e 3 g di cuticole di psyllium disperse in acqua tiepida. Assunzione con abbondante idratazione, preferibilmente la sera. L’associazione permette un’azione combinata osmotica e meccanico-mucillaginosa utile nella stipsi occasionale non severa.
Infuso pediatrico tradizionale con manna di Fraxinus ornus L. e Matricaria chamomilla L. Preparazione con 2-3 g di manna disciolti in 100 ml di infuso leggero di camomilla. Utilizzato storicamente come coadiuvante nella stipsi lieve infantile e nell’irritabilità gastrointestinale. L’impiego deve rimanere occasionale e adattato all’età del bambino.
Preparazione dermocosmetica lenitiva con estratto acquoso di manna di Fraxinus ornus L. e Calendula officinalis L. Applicazione topica ottenuta mediante miscelazione di estratto acquoso di manna al 5% con estratto di calendula al 2-3% in gel o crema base. Tradizionalmente impiegata come formulazione emolliente e idratante per cute irritata o secca.
Tisana tradizionale depurativa con manna di Fraxinus ornus L., Taraxacum officinale F.H. Wigg. e Cynara cardunculus L. Preparazione con 5 g di manna aggiunti a infuso contenente 1,5 g di foglie di carciofo e 1,5 g di radice di tarassaco in 200 ml di acqua. Assunzione una volta al giorno per brevi periodi. L’utilizzo tradizionale riguarda digestione lenta e supporto del transito intestinale, ma le evidenze cliniche specifiche sulla specie rimangono limitate.
Vincenzo Spadaro, Giuseppe Bazan, The “Manna” Extracted from the Ash Trees Still Cultivated in Sicily from Mythical Food to Pharmaceutical and Nutraceutical Resource, 2022
Ali Esmail Al-Snafi, Chemical Constituents and Pharmacological Effects of Fraxinus ornus: A Review, 2018
European Scientific Cooperative on Phytotherapy, ESCOP Monographs: The Scientific Foundation for Herbal Medicinal Products, Various Editions
World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants, Various Editions
Heinrich Kelber Oskar, The Physiological and Medicinal Properties of Mannitol and Manna Preparations, 2005
Fabio Firenzuoli, Fitoterapia Razionale: Aspetti Farmacologici e Clinici, 2014
Rudolf Fritz Weiss, Herbal Medicine Classic Edition, 1988
Max Wichtl, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, 2004
Kerry Bone, Simon Mills, Principles and Practice of Phytotherapy Modern Herbal Medicine, 2013
Paolo Colombo, Traditional Sicilian Medicinal Plants and Their Gastrointestinal Applications, 2016
Consultare il proprio medico prima di assumere qualsiasi preparato
Esistono preparazioni alcoliche tradizionali associate a Fraxinus ornus L., soprattutto nell’ambito della medicina popolare siciliana e dell’erboristeria storica mediterranea. Le evidenze documentarie riguardano prevalentemente liquori medicinali, vini medicati e fermentazioni artigianali delle foglie o della manna, mentre mancano studi clinici moderni specifici sull’efficacia terapeutica di tali preparazioni.
Vino medicato tradizionale alla manna di Fraxinus ornus L. Preparazione storica ottenuta sciogliendo circa 20-30 g di manna purificata in 500 ml di vino bianco dolce o semisecco leggermente riscaldato, talvolta associando scorza di limone o semi di finocchio. La miscela veniva lasciata riposare alcune ore prima dell’assunzione. L’uso etnobotanico documentato era rivolto principalmente alla stipsi lieve, alla digestione lenta e come preparazione emolliente delle prime vie respiratorie. La presenza di mannitolo rendeva il preparato blandamente lassativo-osmotico.
Liquore digestivo erbale con manna di Fraxinus ornus L. In alcune tradizioni popolari dell’Italia meridionale la manna veniva incorporata in liquori aromatici a base di alcool etilico alimentare, scorze agrumarie ed erbe digestive. Una preparazione tradizionale prevedeva 10-20 g di manna in 500 ml di alcool diluito o distillato aromatico con macerazione di scorze di Citrus limon e Foeniculum vulgare per circa 10 giorni. L’impiego era esclusivamente tradizionale come digestivo e blando regolatore intestinale. Non esistono conferme cliniche moderne specifiche per questa formulazione.
Fermentato artigianale di foglie di Fraxinus ornus L. Fonti etnobotaniche riportano l’impiego delle foglie fermentate con acqua e saccarosio per ottenere bevande debolmente alcoliche assimilabili a birre vegetali o vini rustici. La fermentazione spontanea avveniva dopo macerazione delle foglie fresche per alcuni giorni. L’uso era alimentare o tradizionalmente digestivo, ma le informazioni disponibili sono prevalentemente storiche e prive di validazione farmacologica moderna.
Tintura idroalcolica di manna di Fraxinus ornus L. Preparazione erboristica moderna ottenuta mediante dissoluzione della manna in soluzione idroalcolica al 20-30%, utilizzata soprattutto come correttivo di sapore o come componente emolliente in formulazioni magistrali. L’uso fitoterapico diretto resta limitato e scarsamente documentato nella letteratura scientifica contemporanea.
Andrea Pieroni, Cassandra L. Quave, Spirits and Liqueurs in European Traditional Medicine Their History and Ethnobotany in Tuscany and Bologna Italy, 2015
Vincenzo Spadaro, Giuseppe Bazan, The Manna Extracted from the Ash Trees Still Cultivated in Sicily from Mythical Food to Pharmaceutical and Nutraceutical Resource, 2022
Alessandra Attanzio, Rosa Tesoriere, Phenolic Composition of Hydrophilic Extract of Manna from Fraxinus angustifolia Vahl and Its Antioxidant Activity, 2019
Carlo Villa, Evaluation of the Biological Activity of Manna Exudate from Fraxinus ornus Loaded in Pectin Hydrogel, 2024
Max Wichtl, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, 2004
Kerry Bone, Simon Mills, Principles and Practice of Phytotherapy Modern Herbal Medicine, 2013
Rudolf Fritz Weiss, Herbal Medicine Classic Edition, 1988
Fabio Firenzuoli, Fitoterapia Razionale Aspetti Farmacologici e Clinici, 2014
World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants, Various Editions
European Scientific Cooperative on Phytotherapy, ESCOP Monographs The Scientific Foundation for Herbal Medicinal Products, Various Editions
Consultare il proprio medico prima di assumere questa bevanda ed evitarne l'uso in caso di divieto di assunzione di alcol
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FINE ANNUNCIO
SCHEDA NOTIZIE E VARIE
Pianta mellifera secondaria, non tra le principali fonti nettarifere, ma con interesse apistico locale nelle aree dove è abbondante e in annate favorevoli.
Colore
Chiaro, da giallo paglierino a ambra molto chiaro.
Può scurire leggermente se mescolato ad altri nettari primaverili.
Profumo
Delicato e floreale, con note leggere:
erbacee
talvolta vagamente vanigliate o di fiori bianchi
Poco persistente ma gradevole.
Sapore
Dolce morbido, mai stucchevole
Retrogusto neutro o leggermente vegetale
Assenza di note amare o pungenti
Cristallizzazione
Tende a cristallizzare lentamente, formando cristalli fini
In miscela con altri mieli primaverili può cristallizzare più rapidamente
DROGHE LASSATIVE E PURGANTI
Trascurando le alterazioni dell'intestino che ostacolano meccanicamente la progressione del bolo fecale (tumori, processi cicatriziali, ecc.), vi possono essere stitichezze primitive dovute a una alterata motilità intestinale di natura nervosa o muscolare; in questo caso può aversi una stitichezza atonica quando la muscolatura ha diminuito il tono e la forza delle contrazioni, mentre si ha una stitichezza spastica quando l'ipertono della muscolatura determina contrazioni spastiche della stessa. Altra forma di stipsi è causata dalla scarsa produzione di idrogeno solforato che è un eccitante fisiologico della peristalsi.
Il trattamento terapeutico dovrà essere coadiuvato da vita attiva e movimentata e da dieta povera di carne ma ricca di frutta, verdure e fibre.
In base al meccanismo d'azione delle droghe lassative si avranno:
a) Droghe antrachinoniche che favoriscono lo svuotamento dell'intestino stimolando prevalentemente la muscolatura dell'intestino crasso.
I componenti principali di queste droghe contenute in Senna, Frangula, Aloe, Cascara sagrada, Rabarbaro, Poligono giapponese e Spincervino sono glicosidi derivati dall'antracene. La loro metabolizzazione in agliconi (più attivi) avviene nel colon: qui si ha una rimozione dello zucchero ed i prodotti ottenuti stimolano ulteriormente la motilità aumentando anche il peristaltismo e la produzione di muco. L'azione lassativa che inizia a livello dell'intestino crasso con inibizione del riassorbimento dell'acqua e degli elettroliti, si manifesta dopo 8-12 ore. Gli effetti collaterali sono: colorazione delle urine, passaggio nel latte materno, pseudomelanosi reversibile del colon, perdita di elettroliti per l'uso prolungato o diarrea severa con coliche per sovradosaggio.
L'uso cronico di antranoidi può essere responsabile di pigmentazione della mucosa del colon (melanosis coli), alterazione del quadro elettrolitico e dell'equilibrio acido-base, colon dilatato con pseudo-restringimenti per alterazione del plesso nervoso intramurale, aggravamento della stitichezza, colon irritabile, rischio di degenerazione neoplastica e interazioni con altri farmaci.
b) Droghe che favoriscono lo svuotamento dell'intestino stimolando prevalentemente la muscolatura dell'intestino tenue e parte del crasso (Olio di Ricino).
c) Purganti meccanici che favoriscono lo svuotamento dell'intestino aumentando il volume fecale (Agar-agar, Psillio, Lino semi, Carragenina);
d) Purganti osmotici (zuccherini) che richiamano nell'intestino acqua dal sangue (Manna, Lattosio, Prugne, Tamarindo, Cassia fistula in canna, Pesco).
e) Purganti oleosi che favoriscono la progressione delle feci essendo lubrificanti dell'intestino (Olio di oliva, Olio di lino, Olio di mandorle dolci).
Tratto da: Marzio Pedretti "L'erborista moderno";
[Enrica Campanini "Dizionario di fitoterapia e piante medicinali";]
[Fabio Firenzuoli "Le 100 erbe della salute".]
Il nome Fraxinus deriva dal latino frangere (spezzare), probabilmente per la facilità con cui il legno si fende.
Ornus è il nome latino antico dell’orniello, già distinto dal frassino maggiore nelle fonti classiche.
Fraxinus ornus è celebre per la produzione di manna, una sostanza zuccherina che trasuda dal tronco dopo incisioni della corteccia.
La manna è costituita principalmente da mannitolo e rappresenta uno dei pochi esempi europei di essudato vegetale alimentare e medicinale.
La raccolta tradizionale è stata storicamente concentrata in Sicilia (Madonie), dove è tuttora considerata un prodotto identitario e culturale.
Riferimenti storici e medici
Conosciuta già in epoca greco-romana, la manna era descritta come lassativo dolce e rimedio depurativo.
Nel Medioevo e nel Rinascimento entrò stabilmente nelle farmacopee europee, considerata più sicura rispetto ad altri purganti drastici.
Veniva spesso prescritta a bambini, anziani e convalescenti.
Importanza economica passata
Tra XVIII e XIX secolo la manna di orniello fu un prodotto di esportazione verso l’Europa centrale e il Medio Oriente.
La sua produzione declinò con l’avvento dei lassativi di sintesi, ma non scomparve del tutto.
Ecologia e resilienza
È una specie rustica e pioniera, capace di crescere su suoli poveri, calcarei e aridi.
Resiste bene alla siccità e agli incendi, rinnovandosi rapidamente per ricaccio.
Per questo è spesso impiegata nel rimboschimento e nella stabilizzazione dei versanti.
Fioritura ornamentale
La fioritura primaverile è molto appariscente: pannocchie di fiori bianco-crema profumati, che rendono l’orniello apprezzato anche come pianta ornamentale nei viali e nei parchi.
Legno e usi minori
Il legno è chiaro, elastico e facile da lavorare, ma di modesto valore commerciale rispetto ad altri frassini.
Tradizionalmente usato per piccoli utensili, manici e lavori rurali.
Simbolismo e tradizione popolare
In alcune tradizioni mediterranee la manna era considerata un “dono del cielo”, spesso associata simbolicamente alla manna biblica.
Probabilmente la 'manna del deserto' della quale si nutrirono gli Ebrei nel deserto era un lichene che anche oggi si usa come alimento in certi luoghi dell'Asia occidentale. La manna del frassino, che gli antichi definivano 'Miele dell'aria', invece è un essudato dolce che cola naturalmente o per incisione del fusto e che si rapprende all'aria.
L’orniello è stato talvolta visto come albero di purezza e dolcezza, in contrapposizione a piante dal succo amaro o tossico.
Curiosità botanica
È uno dei pochi alberi europei in cui un metabolita secondario (il mannitolo) viene prodotto in quantità tali da essere raccolto come sostanza naturale autonoma.