Marrubium Album Garsault, Marrubium Album St.-Lag., 1889, Marrubium Apulum Ten., Marrubium Ballotoides Boiss. & Balansa, Marrubium Germanicum Schrank Ex Steud., Marrubium Germanicum Schrank, 1789, Marrubium Hamatum Kunth, Marrubium Hyperleucum Candargy, Marrubium Hyperleucum Var. Brevidens Candargy, Marrubium Hyperleucum Var. Comosum Candargy, Marrubium Kusnetzowii N.P.Popov, 1916, Marrubium Lanatum Kunth, 1832, Marrubium Propinquum Benth., Marrubium Uncinatum Stokes, Marrubium Vaillantii Coss. & Germ., Marrubium Vulgare Subsp. Apulum (Ten.) H.Lindb., Marrubium Vulgare Subsp. Vulgare, Marrubium Vulgare Var. Apulum (Ten.) K.Koch, Marrubium Vulgare Var. Apulum (Ten.) Nyman, Marrubium Vulgare Var. Apulum (Ten.) Trevir., Marrubium Vulgare Var. Caucasicum K.Koch, Marrubium Vulgare Var. Gossypinum Nábelek, Marrubium Vulgare Var. Lanatum Benth., Marrubium Vulgare Var. Microphyllum Baguet, Marrubium Vulgare Var. Oligodon Barratte, Marrubium Vulgare Var. Oligodon Rech.f., Marrubium Vulgare Var. Vaillantii (Coss. & Germ.) P.Fourn., Prasium Marrubium E.H.L.Krause, Salvia Fulgens Subsp. Unranked (Kunth) Voss
ERBACEA PERENNE RIZOMATOSA ALTA FINO A 80 CM CON FUSTI ERETTI RAMIFICATI QUADRANGOLARI DENSAMENTE TOMENTOSI BIANCASTRI. FOGLIE OPPOSTE PICCIOLATE OVATO-ROTONDE RUGOSE CRENATO-DENTATE TOMENTOSE GRIGIO-VERDI. FIORI ERMAFRODITI ZIGOMORFI PICCOLI BIANCHI IN DENSI VERTICILLASTRI GLOBOSI ALL'ASCELLA DELLE FOGLIE SUPERIORI FORMANTI UNA SPIGA FOGLIOSA. CALICE GAMOSEPALO TUBOLARE CON 5-10 DENTI SPINESCENTI UNCINATI PERSISTENTI. COROLLA GAMOPETALA BILABIATA CON LABBRO SUPERIORE ERETTO BILOBO E LABBRO INFERIORE TRILOBO CON LOBO MEDIANO PIÙ GRANDE BILOBO. ANDROCEO CON QUATTRO STAMI DIDINAMI INCLUSI NEL TUBO COROLLINO. GINECEO SUPERO BICARPELLARE CON STILO FILIFORME E STIGMA BIFIDO. FRUTTO TETRACHENIO SECCO CHE SI DIVIDE IN QUATTRO NUCULE OVOIDI LISCE BRUNO-SCURE RACCHIUSE NEL CALICE PERSISTENTE. TUTTA LA PIANTA HA UN ODORE AROMATICO AMARO.
ESTATE (GIUGNO LUGLIO AGOSTO SETTEMBRE), CON FIORI BIANCHI RIUNITI IN VERTICILLI ASCELLARI
COLORI OSSERVATI NEI FIORI
____BIANCO
Originaria dell'Europa, del Nord Africa e dell'Asia temperata, ma ampiamente naturalizzata in molte altre parti del mondo, inclusi Nord e Sud America e Australia. È una specie robusta e adattabile che si trova in una varietà di habitat disturbati e aperti, prediligendo terreni secchi e poveri, come bordi stradali, campi incolti, pascoli aridi, zone ruderali, discariche e macerie. Cresce bene in posizioni soleggiate e si adatta a diversi tipi di suolo, inclusi quelli calcarei, sassosi e argillosi, purché siano ben drenati. È comune trovarla dal livello del mare fino a circa 1500 metri di altitudine. La sua capacità di produrre numerosi semi e di propagarsi anche per via vegetativa tramite rizomi contribuisce alla sua ampia diffusione e alla sua persistenza in ambienti antropizzati. In Italia è una specie comune in tutte le regioni, specialmente in aree marginali e degradate.
European Medicines Agency, Assessment Report on Marrubium vulgare L., herba, 2012
World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants, Volume 2, 2002
Fatiha Boukhris, Marrubium vulgare L.: A Review on Phytochemistry and Pharmacological Activities, Journal of Ethnopharmacology, 2020
Mohammed El Bardai, Marrubium vulgare L. as a Source of Bioactive Compounds: Phytochemical and Pharmacological Review, Biomedicine and Pharmacotherapy, 2021
Ahmed Rezgui, Chemical Composition and Biological Activities of Marrubium vulgare Essential Oil, Industrial Crops and Products, 2016
Mohamed Amessis-Ouchemoukh, Phenolic Content and Antioxidant Activities of Marrubium vulgare L., Food Chemistry, 2014
Bahman Nickavar, Phytochemical Analysis of Marrubium vulgare and Evaluation of Its Biological Properties, Iranian Journal of Pharmaceutical Research, 2015
TOSSICITÀ: BASSA
Motivazione: I dati tossicologici disponibili indicano una buona tollerabilità della pianta alle dosi fitoterapiche tradizionali. Gli effetti indesiderati documentati sono generalmente lievi e prevalentemente gastrointestinali. Studi sperimentali non mostrano tossicità acuta rilevante ai dosaggi terapeutici comuni, pur esistendo precauzioni relative all’uso prolungato, alla gravidanza e all’impiego ad alte dosi per possibile attività uterotonica osservata in modelli sperimentali.
EFFICACIA: BUONA
Motivazione: La specie presenta un uso fitoterapico tradizionale consolidato soprattutto come espettorante, eupeptico amaro e coleretico, supportato da studi farmacologici in vitro e in vivo coerenti, in particolare per attività antinfiammatoria, broncosecretolitica, ipoglicemizzante e antiossidante. Sono disponibili revisioni scientifiche e dati sperimentali pertinenti alla specie, ma le evidenze cliniche controllate sull’uomo risultano ancora limitate e insufficienti per classificare l’efficacia come confermata da evidenze scientifiche cliniche.
Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ciascun utilizzo fitoterapico.
Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata*
Confermate da studi scientifici e clinici
Non sono disponibili meta-analisi, revisioni sistematiche o studi clinici controllati di qualità sufficiente che confermino in modo definitivo specifiche indicazioni terapeutiche di Marrubium vulgare L. nell’uomo.
Sono disponibili soltanto dati clinici preliminari limitati, eterogenei o metodologicamente insufficienti riguardanti effetti espettoranti, ipoglicemizzanti e ipolipidemizzanti, ma tali evidenze non consentono una conferma clinica robusta secondo criteri evidence-based.
Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata
Attività espettorante e balsamica respiratoria documentata nella fitoterapia tradizionale europea e supportata da studi farmacologici sperimentali su estratti della parte aerea, attribuiti principalmente ai diterpeni labdanici amari come marrubiina. Le evidenze disponibili derivano prevalentemente da studi in vivo animali e da dati etnofarmacologici coerenti.
Attività coleretica e colagoga osservata in modelli animali e associata tradizionalmente all’impiego nelle dispepsie iposecretive e nei disturbi epatobiliari funzionali. I dati disponibili derivano da studi sperimentali preclinici e da uso fitoterapico storico consolidato.
Attività spasmolitica su muscolatura liscia documentata in vitro e in vivo in modelli sperimentali, soprattutto a livello gastroenterico e bronchiale. Le evidenze cliniche nell’uomo risultano insufficienti.
Attività ipoglicemizzante osservata in modelli animali diabetici e in alcuni piccoli studi clinici preliminari non conclusivi. I dati suggeriscono una possibile modulazione del metabolismo glucidico, ma la qualità metodologica delle evidenze è limitata.
Attività ipolipidemizzante riportata in modelli animali e in studi clinici preliminari di piccole dimensioni con risultati non uniformi. Le evidenze restano insufficienti per una validazione clinica.
Attività antinfiammatoria dimostrata prevalentemente in vitro e in modelli animali tramite modulazione di mediatori infiammatori e stress ossidativo. Non sono disponibili conferme cliniche adeguate.
Attività antiossidante dimostrata in vitro mediante saggi chimici e cellulari e confermata in modelli animali con riduzione di marker ossidativi. Rilevanza clinica non definita.
Attività antimicrobica documentata principalmente in vitro contro alcuni batteri Gram-positivi e microrganismi fungini. Non esistono evidenze cliniche sufficienti per indicazioni anti-infettive terapeutiche.
Attività cardioprotettiva e vasodilatatrice riportata in modelli animali sperimentali mediante effetti ipotensivi e vasorilassanti. Mancano studi clinici adeguati.
Attività gastroprotettiva osservata in modelli animali sperimentali di ulcera gastrica e irritazione mucosale. Non esistono conferme cliniche robuste.
Uso storico e nella tradizione
Tradizionalmente utilizzata nella medicina mediterranea ed europea come amaro-tonico digestivo nelle dispepsie atoniche e nell’inappetenza.
Storicamente impiegata come espettorante e sedativo della tosse nelle bronchiti catarrali, nella tosse persistente e nelle affezioni respiratorie croniche.
Utilizzata nella tradizione erboristica come coleretico e colagogo nei disturbi epatobiliari funzionali.
Impiegata tradizionalmente come febbrifugo, sudorifero e rimedio popolare nelle sindromi influenzali.
Documentato uso etnobotanico come emmenagogo e stimolante uterino, motivo per cui tradizionalmente ne veniva evitato l’uso in gravidanza.
Utilizzata nella medicina popolare come ipotensivo e rimedio cardiovascolare empirico senza validazione clinica moderna adeguata.
Storicamente impiegata per uso topico in irritazioni cutanee minori e ferite superficiali.
European Medicines Agency, Assessment Report on Marrubium vulgare L., herba, 2016
World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants, Volume 2, 2002
Blumenthal Mark, The Complete German Commission E Monographs, 1998
Lahlou Mohamed, The Success of Natural Products in Drug Discovery, 2013
Meyre-Silva Christiane, Yunes Rosendo Augusto, Marrubium vulgare L.: A Review of Ethnomedicinal, Phytochemical and Pharmacological Aspects, 1999
Lodhi Santram, Vadnere Gajanan Pralhad, Sharma Vijay Kumar, Usman Mohammed Rafiq, Marrubium vulgare L.: A Review on Phytochemical and Pharmacological Aspects, 2017
Boudjelal Abdelkrim, Henchiri Chahrazed, Siracusa Laura, Sari Mohamed, Ruberto Giuseppe, Compositional Analysis and in vivo Anti-Diabetic Activity of Marrubium vulgare L., 2012
El Bardai Souad, Wibo Marc, Hamaide Marie Christine, Lyoussi Badiaa, Quetin-Leclercq Joelle, Morel Nicole, Characterisation of Marrubenol, a Diterpene Extracted from Marrubium vulgare, as an L-Type Calcium Channel Blocker in Smooth Muscle, 2003
Rigano Daniela, Formisano Carmen, Grassia Antonella, Grassia Giuseppe, Senatore Felice, Antioxidant Flavonoids and Diterpenes from Marrubium vulgare L., 2007
(Le avvertenze includono segnali di rischio basati su evidenze precliniche, plausibilità farmacologica o casi isolati)
L’USO PROLUNGATO O AD ALTE DOSI PUÒ CAUSARE DISTURBI GASTROINTESTINALI QUALI NAUSEA, IRRITAZIONE GASTRICA E DIARREA; EVIDENZA DERIVANTE DA OSSERVAZIONI FITOTERAPICHE E DATI FARMACOLOGICI SUI COMPOSTI AMARI DITERPENICI.
POSSIBILE EFFETTO IPOGLICEMIZZANTE ADDITIVO IN SOGGETTI TRATTATI CON FARMACI ANTIDIABETICI; EVIDENZA SUPPORTATA DA STUDI SPERIMENTALI IN VIVO E DATI FARMACOLOGICI SULLA SPECIE.
POSSIBILE EFFETTO IPOTENSIVO LIEVE O ADDITIVO IN ASSOCIAZIONE CON FARMACI ANTIPERTENSIVI; EVIDENZA DERIVANTE DA MODELLI SPERIMENTALI ANIMALI E ATTIVITÀ VASORILASSANTE DOCUMENTATA.
L’ATTIVITÀ COLERETICA E STIMOLANTE LA SECREZIONE BILIARE SUGGERISCE CAUTELA IN SOGGETTI CON LITIASI BILIARE O OSTRUZIONE DELLE VIE BILIARI; EVIDENZA FARMACOLOGICA E FITOTERAPICA TRADIZIONALE COERENTE CON I PRINCIPI AMARI PRESENTI NELLA SPECIE.
I DATI CLINICI CONTROLLATI SULLA SICUREZZA A LUNGO TERMINE RISULTANO LIMITATI E NON CONSENTONO UNA DEFINIZIONE COMPLETA DEL PROFILO DI SICUREZZA CRONICA.
(Le controindicazioni si basano su evidenze cliniche dirette, cioè dati da studi clinici, osservazionali o casistiche solide che dimostrino che l’uso della pianta è da evitare in specifiche condizioni o popolazioni)
CONTROINDICATO IN GRAVIDANZA PER LA PRESENZA DI ATTIVITÀ UTEROTONICA ED EMMENAGOGA DOCUMENTATA IN STUDI FARMACOLOGICI SPERIMENTALI SULLA SPECIE.
CONTROINDICATO IN SOGGETTI CON IPERSENSIBILITÀ NOTA A MARRUBIUM VULGARE L. O AI SUOI PREPARATI FITOTERAPICI.
CONTROINDICATO IN PRESENZA DI GASTRITE EROSIVA O ULCERA PEPTICA ATTIVA NELLA PRATICA FITOTERAPICA TRADIZIONALE E PER PLAUSIBILE EFFETTO IRRITATIVO DOVUTO AI PRINCIPI AMARI.
(Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche)
Estratto secco nebulizzato e titolato di sommità fiorite di Marrubium vulgare L. standardizzato in marrubiina. I preparati fitoterapici maggiormente documentati utilizzano estratti con contenuto di marrubiina compreso indicativamente tra 0,7% e 1,5%, considerato coerente con l’attività amaro-tonica, digestiva, coleretica ed espettorante. Le dosi comunemente impiegate negli integratori standardizzati corrispondono a 300-900 mg al giorno di estratto secco suddivisi in 2-3 somministrazioni, equivalenti a circa 1,5-6 g di droga secca.
Estratto idroalcolico fluido di Marrubium vulgare L. ottenuto dalle parti aeree fiorite con rapporti droga/estratto generalmente compresi tra 1:1 e 1:3. Utilizzato soprattutto come amaro digestivo, eupeptico e coadiuvante nelle affezioni catarrali respiratorie. La posologia tradizionale documentata nelle monografie europee corrisponde a circa 1,5-4 ml fino a tre volte al giorno, preferibilmente prima dei pasti per l’attività stomachica ed eupeptica.
Estratto molle o estratto acquoso concentrato di Marrubium vulgare L. impiegato in formulazioni sciroppose o pastiglie balsamiche. Il contenuto di marrubiina raramente viene standardizzato in modo rigoroso nei prodotti commerciali, ma l’effetto terapeutico tradizionale risulta associato alla presenza della frazione diterpenica amara e dei fenilpropanoidi. Le quantità giornaliere equivalgono generalmente a 1-3 g di estratto molle o a preparazioni equivalenti contenenti 3-6 g di pianta essiccata.
Polvere micronizzata o criomacinata di sommità fiorite di Marrubium vulgare L. utilizzata in capsule o compresse. I preparati più coerenti con le monografie EMA impiegano dosaggi compresi tra 225 mg e 450 mg per singola somministrazione, fino a tre volte al giorno. La standardizzazione in marrubiina non è sempre riportata, ma è considerata preferibile nei prodotti destinati a supporto digestivo e respiratorio.
Succo espresso stabilizzato di Marrubium vulgare L. ottenuto dalla pianta fresca. Tradizionalmente utilizzato come preparato fluido per attività amaro-tonica ed espettorante. Le monografie fitoterapiche europee riportano dosaggi indicativi compresi tra 10 e 20 ml fino a tre volte al giorno.
Sciroppo fitoterapico composto contenente Marrubium vulgare L. associato a droghe demulcenti ed espettoranti come Glycyrrhiza glabra L., Althaea officinalis L. o Tussilago farfara L. Le formulazioni tradizionali impiegano estratti fluidi o acquosi equivalenti a circa 2-5 g al giorno di Marrubium vulgare L. per il trattamento sintomatico della tosse produttiva e delle irritazioni delle vie respiratorie superiori.
Pastiglie balsamiche e compresse orosolubili contenenti estratti secchi di Marrubium vulgare L. spesso associati a mentolo, propoli o liquirizia. L’impiego tradizionale documentato riguarda il sollievo della raucedine, del catarro e della tosse irritativa. I dosaggi medi giornalieri equivalgono generalmente a 0,5-2 g di droga.
Tintura madre fitoterapica di Marrubium vulgare L. preparata generalmente in rapporto 1:10 in etanolo a gradazione variabile. L’impiego tradizionale riguarda dispepsia, perdita di appetito e disturbi catarrali respiratori. Le dosi comunemente utilizzate nella pratica erboristica europea sono di 2-5 ml fino a tre volte al giorno diluiti in acqua.
Preparazioni omeopatiche di Marrubium vulgare L. disponibili principalmente come tintura madre omeopatica, granuli e diluizioni hahnemanniane. Le diluizioni più utilizzate comprendono D3, D4, D6, CH5 e CH7, tradizionalmente impiegate nell’ambito omeopatico per tosse spasmodica, catarro bronchiale e disturbi digestivi funzionali. Non esistono evidenze cliniche robuste di efficacia specifica delle preparazioni omeopatiche della specie.
European Medicines Agency, Assessment Report on Marrubium vulgare L. herba, 2013
European Medicines Agency, Community Herbal Monograph on Marrubium vulgare L. herba, 2013
Milica Aćimović, Katarina Jeremić, Tijana Zeremski, Marrubium vulgare L.: A Phytochemical and Pharmacological Overview, 2020
Santram Lodhi, Gautam Prakash Vadnere, Vimal Kant Sharma, Md. Rageeb Usman, Marrubium vulgare L.: A Review on Phytochemical and Pharmacological Aspects, 2017
José Rodríguez Villanueva, A Reassessment of the Marrubium vulgare L. Herb’s Potential Role in Diabetes Mellitus Type 2, 2017
Christiane Meyre-Silva, Cechinel Filho, A Review of the Chemical and Pharmacological Aspects of the Genus Marrubium, 2010
Max Wichtl, Rudolf Anton, Plantes Thérapeutiques Tradition, Pratique Officinale, Science et Thérapeutique, 1999
World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants, relevant sections on Marrubium vulgare L., various editions
(Basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso)
Infuso digestivo amaro-tonico con Marrubium vulgare L. e Foeniculum vulgare Mill. Preparare con 1,5 g di sommità fiorite essiccate di Marrubium vulgare L. e 1 g di semi di finocchio in 200 ml di acqua a circa 90-95 °C. Lasciare in infusione 10 minuti. Assumere fino a due volte al giorno dopo i pasti principali. La combinazione è tradizionalmente impiegata per dispepsia, digestione lenta e meteorismo, con supporto farmacologico documentato per l’attività stomachica e carminativa.
Infuso balsamico per catarro e tosse produttiva con Marrubium vulgare L., Althaea officinalis L. e Glycyrrhiza glabra L. Utilizzare 1,5 g di Marrubium vulgare L., 1 g di altea radice e 0,5 g di liquirizia radice per 250 ml di acqua calda. Infondere per circa 10-15 minuti. Assumere una o due tazze al giorno. La formulazione unisce l’azione espettorante amara del marrubio a quella demulcente e lenitiva delle mucillagini.
Decotto leggero epatobiliare con Marrubium vulgare L. e Cynara scolymus L. Preparare con 1 g di Marrubium vulgare L. e 2 g di foglie di carciofo in 250 ml di acqua. Portare a lieve ebollizione per 5 minuti e lasciare riposare altri 10 minuti. Utilizzare una volta al giorno prima del pasto principale. La formulazione è coerente con l’uso tradizionale coleretico e digestivo documentato nelle monografie europee.
Tisana per dispepsia funzionale con Marrubium vulgare L., Melissa officinalis L. e Matricaria chamomilla L. Utilizzare 1 g di marrubio, 1 g di melissa e 1 g di camomilla per 200 ml di acqua. Infondere 10 minuti. Assumere fino a due volte al giorno dopo i pasti. L’associazione mira al supporto digestivo e alla riduzione della componente spastica gastroenterica.
Infuso respiratorio con Marrubium vulgare L., Thymus vulgaris L. e Plantago lanceolata L. Preparare con 1 g di marrubio, 1 g di timo e 1,5 g di piantaggine in 250 ml di acqua calda. Infondere 10-12 minuti. Utilizzare fino a due volte al giorno per brevi periodi. L’associazione è tradizionalmente impiegata per tosse catarrale e irritazione delle vie respiratorie superiori.
Decotto tradizionale amaro-tonico con Marrubium vulgare L. da solo. Utilizzare 2-4 g di droga essiccata in 250 ml di acqua. Bollire delicatamente per circa 5 minuti e lasciare riposare 10 minuti. L’assunzione tradizionale prevede una tazza fino a due volte al giorno prima dei pasti. Dosaggi superiori possono aumentare il rischio di irritazione gastrica e nausea per l’elevato contenuto di principi amari.
Tisana combinata per meteorismo e coliche digestive con Marrubium vulgare L., Mentha × piperita L. e Pimpinella anisum L. Preparare con 1 g di marrubio, 1 g di menta piperita e 1 g di anice verde per 200 ml di acqua. Infondere 8-10 minuti. Utilizzare dopo i pasti principali. La formulazione è coerente con dati farmacologici relativi all’attività carminativa e spasmolitica gastroenterica.
Formulazione erboristica liquida tradizionale con estratto fluido di Marrubium vulgare L. associato a Hedera helix L. e Thymus vulgaris L. per uso respiratorio. Le formulazioni commerciali equivalgono generalmente a 1-3 g al giorno di Marrubium vulgare L. suddivisi in più somministrazioni. L’associazione è utilizzata come coadiuvante nelle secrezioni bronchiali dense e nella tosse produttiva.
Infuso tradizionale per inappetenza con Marrubium vulgare L. e Gentiana lutea L. Utilizzare 1 g di marrubio e 0,3-0,5 g di genziana per 200 ml di acqua. Infondere 5-8 minuti e assumere circa 20 minuti prima dei pasti. La presenza della genziana richiede prudenza nei soggetti con gastrite o ulcera peptica.
European Medicines Agency, Community Herbal Monograph on Marrubium vulgare L. herba, 2013
European Medicines Agency, Assessment Report on Marrubium vulgare L. herba, 2013
World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants, various editions
Max Wichtl, Rudolf Anton, Plantes Thérapeutiques Tradition, Pratique Officinale, Science et Thérapeutique, 1999
Milica Aćimović, Katarina Jeremić, Tijana Zeremski, Marrubium vulgare L.: A Phytochemical and Pharmacological Overview, 2020
Christiane Meyre-Silva, Franco Delle Monache, João Batista Calixto, A Review of the Genus Marrubium, 2005
José Rodríguez Villanueva, Reassessment of Marrubium vulgare L. in Digestive and Metabolic Disorders, 2017
Katarzyna Bober, Anna Fortuna, Traditional Herbal Medicinal Products Used in Respiratory Disorders, 2019
Consultare il proprio medico prima di assumere qualsiasi preparato
Vino medicinale o infuso alcolico
Preparazione:
Prendere 30–50 g di foglie e fiori secchi di Marrubium vulgare L.
Mettere in 500 ml di vino rosso o bianco a temperatura ambiente.
Lasciare in macerazione per 10–14 giorni in luogo fresco e buio, agitando ogni giorno.
Filtrare e conservare in bottiglia chiusa.
Uso:
Assumere 1–2 bicchierini (20–30 ml) al giorno, preferibilmente prima dei pasti.
Indicazioni: supporto alla digestione, stimolo della secrezione biliare, coadiuvante in disturbi gastrointestinali lievi.
Note di sicurezza:
Non superare le dosi consigliate; evitare in gravidanza, allattamento e in caso di patologie epatiche o abuso di alcol.
Macerato alcolico standardizzato (tintura)
Preparazione:
Foglie e fiori freschi o secchi di Marrubium vulgare L.
Alcol etilico 40–50% v/v in rapporto 1:5 (pianta:alcol).
Macerazione per 2–3 settimane in luogo fresco e buio, agitando regolarmente.
Filtrare e imbottigliare.
Uso:
20–30 gocce in poca acqua, 2–3 volte al giorno.
Indicazioni: digestiva, coleretica, coadiuvante per disturbi gastrointestinali.
Note di sicurezza:
Evitare in bambini, gravidanza e patologie epatiche senza indicazione medica.
Bibliografia
Preparazioni alcoliche con Marrubium vulgare L. in fitoterapia
Tinture e vini medicinali: tecniche di macerazione
Uso tradizionale di Marrubio in vini aromatici
Indicazioni per dosaggi sicuri di estratti alcolici
Applicazioni digestive e biliose del Marrubium vulgare L.
Consultare il proprio medico prima di assumere questa bevanda ed evitarne l'uso in caso di divieto di assunzione di alcol
ANNUNCIO PUBBLICITARIO
FINE ANNUNCIO
SCHEDA NOTIZIE E VARIE
Aspetto e colore:
Il miele estratto dai fiori di Marrubium vulgare L. tende ad avere un colore ambrato chiaro o dorato, con sfumature leggermente verdeggianti a seconda della zona e della stagione di raccolta.
Sapore e aroma:
Presenta un gusto aromatico, erbaceo e leggermente amarognolo, caratteristico della pianta. L’aroma richiama le note balsamiche dei fiori di marrubio, con sentori intensi e persistenti.
Consistenza e cristallizzazione:
Miele viscoso e cremoso quando fresco; la cristallizzazione avviene lentamente, generalmente con grani fini.
Proprietà terapeutiche:
Tradizionalmente utilizzato come coadiuvante digestivo e leggermente depurativo, in linea con le proprietà della pianta. Può essere impiegato per insaporire tisane digestive o consumato a piccole dosi come rimedio dolce naturale.
Usi alimentari:
Ottimo per tisane, spalmato su pane o dolci, oppure come dolcificante aromatico nelle bevande.
Le foglie e le sommità fiorite di Marrubium vulgare L. sono tradizionalmente impiegate come aromatizzanti amari in preparazioni alimentari e liquoristiche, soprattutto nelle aree mediterranee e nordafricane. Il gusto intensamente amaro, dovuto principalmente alla marrubiina e ad altri diterpeni labdanici, ne limita l’utilizzo culinario quantitativo e lo rende più frequente come correttivo aromatico o digestivo.
Le foglie fresche giovani possono essere utilizzate in quantità moderate come erba aromatica in minestre rustiche, zuppe di legumi, ripieni vegetali e preparazioni erbacee miste. In alcune tradizioni popolari vengono aggiunte a frittate, misticanze cotte o piatti a base di verdure amare.
Le parti aeree essiccate sono frequentemente impiegate nella preparazione di tisane amare digestive e balsamiche ad uso alimentare, spesso associate ad altre piante aromatiche come Mentha spicata L., Foeniculum vulgare Mill., Melissa officinalis L. o Thymus vulgaris L. per attenuarne l’amarezza organolettica.
Il marrubio entra tradizionalmente nella formulazione di liquori digestivi, amari officinali, aperitivi erbacei e vini aromatizzati. In tali preparazioni svolge prevalentemente una funzione amaricante e stomachica.
In ambito dolciario tradizionale, soprattutto nella cultura anglosassone e nordamericana, estratti di Marrubium vulgare L. sono stati utilizzati nella produzione di caramelle balsamiche amare denominate horehound candies, spesso associate a miele, zucchero o melassa.
L’impiego culinario moderno rimane comunque limitato rispetto ad altre Lamiaceae aromatiche a causa dell’elevata intensità amara e dell’aroma erbaceo-resinoso persistente. L’uso alimentare è generalmente compatibile con dosaggi moderati tradizionali, mentre quantità elevate possono risultare irritanti a livello gastrointestinale in soggetti sensibili.
Sono quelle che aumentano la quantità di succo gastrico e prendono il nome generale di 'eupeptici' o, più volgarmente, di aperitivi, digestivi, stomachici.
Esse influenzano la secrezione cloropeptica in base a diversi meccanismi d'azione:
A) Eupeptici a meccanismo nervoso riflesso o amari puri: rappresentati da quelle droghe che agiscono su terminazioni nervose lontane dallo stomaco (palato e lingua). Qui la secrezione è stimolata da semplice contatto dei recettori gustativi che, attraverso i nervi vaghi, determinano aumento della secrezione salivare, dei succhi gastrici e dalla mtilità del tubo digerente (Genziana, Quassio, Trifoglio fibrino, Centaurea minore).
B) Eupeptici a meccanismo nervoso centrale: hanno azione parasimpaticomimetica ovvero stimolano il sistema parasimpatico determinando un aumento di tutte le secrezioni, compresa quella gastrica. Tuttavia non vengono usate per questo scopo a causa dei loro effetti collaterali.
C) Eupeptici a meccanismo diretto: giunte allo stomaco stimolano direttamente la mucosa gastrica per via chimica o fisica. Le sostanze a meccanismo chimico determinano abbondante formazione di gastrina (succhi, brodi e polveri di carne opportunamente sgrassati). Le sostanze a meccanismo fisico, invece, stimolano direttamente le ghiandole gastriche o iperemizzano la mucosa (gran parte delle piante con odore e sapore intenso come Aglio, Salvia, Rosmarino, ecc.; alcuni amari aromatici contenenti essenze irritanti).
Le caratteristiche eupeptiche degli amari vengono esaltate per una gradazione alcolica inferiore ai 25¦.
D) Eupeptici a meccanismo misto: sommano meccanismi diretti e riflessi provocati dalle loro caratteristiche organolettiche.
Infine, in base alla natura chimica dei principi attivi contenuti nelle droghe eupeptiche possiamo suddividerle in: - AMARI PURI se contengono solo principi amari (Genziana, Quassia, Centaurea, Trifoglio fibrino);
- AMARI ALCALOIDEI se contengono alcaloidi di sapore amaro (China, Noce vomica, Fava di St. Ignazio);
- AMARI AROMATICI se contengono principi amari e oli essenziali (Angelica, Arancio amaro, Assenzio, Calamo aromatico, Luppolo, Ruta, Condurango, Cascarilla);
- AMARI MUCILLAGINOSI se contengono principi amari e forti quantità di mucillagini (Colombo, Lichene islandico);
- AMARI SALINI se contengono principi amari a cui si associano elevate quantità di sali (Cardo benedetto, Cicoria, Tarassaco).
[Tratto da: Marzio Pedretti "L'erborista moderno"]
Nome e origine:
Marrubium vulgare L., comunemente detto MARRUBIO, appartiene alla famiglia delle Lamiaceae. Il nome “marrubio” deriva dal latino marrubium, già usato dagli antichi Romani ma ha origini ebraiche e significa 'succo amaro'.
Non confondere con Marrubio d'acqua (Lycopus europaeus), Marrubio fetido (Ballota nigra) e Marrubium candidissimum L. Il Marrubio era noto ai sacerdoti egiziani e figurava fra le droghe usate nei sacrifici offerti ad alcune divinità.
Simbolismo e credenze popolari:
In alcune tradizioni popolari, il Marrubio era considerato protettivo contro il malocchio e le energie negative. Veniva spesso coltivato vicino alle abitazioni per scopi “protettivi” e rituali.
Coltivazione e adattabilità:
Pianta rustica e resistente, predilige terreni aridi e ben drenati. Può crescere spontaneamente lungo strade e prati, spesso associata ad altre piante aromatiche come Salvia e Thymus.
Usi non medicinali:
In passato, le foglie secche venivano utilizzate anche come aromatizzante per vini, liquori e tisane digestive. La pianta è apprezzata in giardinaggio per la sua resistenza e per attrarre insetti utili come le api.