ALBERELLO SEMPREVERDE ALTO 3-6 M CON FOGLIE GRANDI ELLITTICHE E LUCIDE DI COLOR VERDE-SCURO. FIORI ERMAFRODITI BIANCHI PROFUMATI CON 5 O 6 PETALI RACCOLTI A GRAPPOLO. IL FRUTTO È COMPOSTO, DI FORMA OVALE CON PROTUBERANZE CONTENENTI I SEMI, INIZIALMENTE VERDE E BIANCO-GIALLASTRO A MATURAZIONE.
QUASI TUTTO L'ANNO NELLE REGIONI TROPICALI, NON ESSENDO LEGATA A STAGIONI SPECIFICHE
COLORI OSSERVATI NEI FIORI
____BIANCO
Originario del sud-est asiatico si ritrova anche dall'India a Taiwan e nell'Australia settentrionale, ai Caraibi, in Africa, Polinesia ed oggi coltivata in tutto il mondo nella fascia tropicale-temperata. Infatti il Noni è una pianta robusta che si adatta a tutti i tipi di terreni, anche in prossimità del mare.
RACCOLTA DEI FRUTTI MATURI (LA DROGA PRINCIPALE) È CONTINUO DURANTE TUTTO L'ANNO, DATO IL CICLO DI FIORITURA E FRUTTIFICAZIONE COSTANTE DELLA PIANTA
FRUTTO (MATURO O FERMENTATO E SUCCO), MA ANCHE FOGLIE E, MENO COMUNEMENTE, RADICI
MOLTO FORTE E SGRADEVOLE, PUNGENTE, SIMILE A FORMAGGIO RANCIDO O VOMITO. LE FOGLIE SONO PIÙ NEUTRE
IL FRUTTO MATURO HA UN SAPORE AMARO, ACIDULO, ASTRINGENTE E PIUTTOSTO SGRADEVOLE. LE FOGLIE SONO LEGGERMENTE AMARE
Iridoidi: aucubina, asperuloside, acido asperulosidico, deacetilasperuloside, morindacina, citrifolinoside A
Antrachinoni: damnacantale, nordamnacantale, morindone, 2-metossi-1,3,6-triidrossiantrachinone, alizarina derivati, moricitrifone
Lignani e neolignani: pinoresinolo, americanina D, lirioresinolo B, balanin, cymbitin A, arteminorin D
Cumarine e fenilpropanoidi: scopoletina, isoscopoletina, esculetina, aesculina, coniferaldeide
Flavonoidi: quercetina, kaempferolo, flavonoidi totali
Alcaloidi: alcaloidi totali non completamente caratterizzati
Glicosidi: glicosidi iridoidi, C-eterosidi
Tannini: tannini catechici, tannini gallici
Triterpeni e steroli: triterpenoidi, steroli vegetali
Polifenoli: composti fenolici totali
TOSSICITÀ: MEDIA
Motivazione: dati clinici e osservazionali documentano casi di epatotossicità associati al consumo di preparazioni a base di Morinda citrifolia L., in particolare succhi concentrati, sebbene non sempre con nesso causale univoco; studi in vivo animale indicano generalmente bassa tossicità acuta ma potenziali effetti epatici a dosaggi elevati o prolungati, configurando un profilo di sicurezza non completamente definito e dipendente dalla dose e dalla preparazione
EFFICACIA: DIPENDENTE DALLE SPECIFICHE E DALLE FORME TERAPEUTICHE
Motivazione: per Morinda citrifolia L. sono disponibili studi clinici limitati e non sempre controllati, principalmente su succo del frutto, con risultati eterogenei su parametri antiossidanti, dolore e fattori di rischio cardiovascolare; numerose evidenze in vitro e in vivo animale documentano attività antinfiammatoria, antiossidante e immunomodulante, ma l’efficacia non è generalizzabile all’intera pianta né a tutte le preparazioni, risultando dipendente dalla matrice utilizzata e dal tipo di estratto
Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ciascun utilizzo fitoterapico.
European Food Safety Authority, Scientific opinion on the safety of noni juice Morinda citrifolia 2006
Chan-Blanco Y, Vaillant F, Perez AM, Reynes M, Brillouet JM, Brat P, The noni fruit Morinda citrifolia A review of agricultural research nutritional and therapeutic properties 2006
West BJ, Jensen CJ, Westendorf J, Noni juice safety and toxicology 2006
Chen S, West BJ, Jensen CJ, Nowicki D, Palu A, Anderson G, Morinda citrifolia A comprehensive review on phytochemistry pharmacological effects and clinical applications 2024
Sono disponibili studi clinici su Morinda citrifolia L., principalmente relativi al succo del frutto, che suggeriscono effetti su parametri quali dolore, affaticamento e alcuni marker dello stress ossidativo; tuttavia tali studi risultano spesso non controllati, con campioni ridotti o disegno metodologico eterogeneo, e non consentono di definire indicazioni terapeutiche clinicamente validate secondo standard evidence based; non sono disponibili meta analisi o revisioni sistematiche con evidenze conclusive
Attività antinfiammatoria con potenziale indicazione in condizioni infiammatorie lievi supportata da studi in vivo animale e in vitro su estratti del frutto e delle foglie
Attività antiossidante con possibile ruolo nella modulazione dello stress ossidativo supportata da studi in vitro e in vivo animale su iridoidi e composti fenolici
Attività immunomodulante con possibile implicazione nel supporto delle difese immunitarie supportata da studi in vitro e modelli animali
Attività analgesica con possibile impiego nel dolore lieve supportata da studi in vivo animale
Attività antimicrobica con potenziale applicazione in infezioni superficiali supportata da studi in vitro su estratti della pianta
Attività metabolica con possibili effetti su parametri glicemici e lipidici supportata da studi in vivo animale e osservazioni cliniche preliminari non controllate
La proxeronina contenuta nel succo del frutto del Noni, combinandosi con la serotonina, produce xeronina, prezioso enzima necessario alla sintesi delle proteine ed al metabolismo.
I prodotti derivati dal frutto del Noni (Morinda citrifolia) sono stati commercializzati negli Stati Uniti a partire dagli anni '90 e sono sempre più diffusi in tutto il mondo. Sono stati rivendicati numerosi effetti benefici del Noni. Il succo di frutta del Noni è stato approvato come Novel Food dalla Commissione Europea nel 2003. Questo articolo passa in rassegna le attuali conoscenze sulla fitochimica, la farmacologia, gli aspetti di sicurezza del frutto del Noni e dei prodotti da esso derivati, nonché le indicazioni e i benefici per la salute. Le conoscenze sulla composizione chimica del frutto del Noni sono aumentate notevolmente negli ultimi anni. Numerosi studi in vitro e, in una certa misura, in vivo dimostrano una serie di effetti potenzialmente benefici. Tuttavia, mancano essenzialmente dati clinici. Al momento non è chiaro in che misura i risultati degli studi farmacologici sperimentali abbiano una potenziale rilevanza clinica. Sulla base di una valutazione tossicologica, il succo di Noni è stato considerato sicuro. A causa di recenti segnalazioni di casi di epatotossicità, la questione della sicurezza è stata riesaminata in Europa. Sebbene l'Autorità europea per la sicurezza alimentare non veda alcun legame tra gli effetti avversi sul fegato e il consumo di succo di Noni, è auspicabile un monitoraggio continuo della situazione e si consiglia una certa vigilanza.
Tratto da : https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/17286240/ https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/18844633/ https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/18844633/Possibile
EPATOPATIE PREESISTENTI DOCUMENTATE DA SEGNALAZIONI CLINICHE DI EPATOTOSSICITÀ ASSOCIATE ALL’ASSUNZIONE DI SUCCO DI MORINDA CITRIFOLIA L., IPERSENSIBILITÀ NOTA ALLA SPECIE DOCUMENTATA DA DATI OSSERVAZIONALI, INSUFFICIENZA RENALE PER POSSIBILE CARICO DI POTASSIO DOCUMENTATO DA DATI COMPOSITIVI E SEGNALAZIONI CLINICHE
POSSIBILE EPATOTOSSICITÀ IDIOSINCRATICA ASSOCIATA ALL’ASSUNZIONE DI SUCCHI O ESTRATTI DOCUMENTATA DA CASI CLINICI E SERIE DI CASI CON INCREMENTO DEGLI ENZIMI EPATICI, ELEVATO CONTENUTO DI POTASSIO NEL SUCCO CON RISCHIO DI IPERKALIEMIA IN SOGGETTI PREDISPOSTI SUPPORTATO DA DATI ANALITICI E OSSERVAZIONALI, POSSIBILE INTERAZIONE CON FARMACI EPATOTOSSICI PER PLAUSIBILITÀ FARMACOLOGICA E DATI CLINICI INDIRETTI, POSSIBILE INTERAZIONE CON FARMACI ANTIPERTENSIVI E DIURETICI RISPARMIATORI DI POTASSIO PER PLAUSIBILITÀ FARMACOLOGICA LEGATA AL CONTENUTO MINERALE, VARIABILITÀ SIGNIFICATIVA DELLA COMPOSIZIONE DEI PREPARATI COMMERCIALI CON CONSEGUENTE IMPREVEDIBILITÀ DELLA RISPOSTA BIOLOGICA SUPPORTATA DA STUDI FITOCHIMICI, ASSENZA DI DATI CLINICI ROBUSTI SULLA SICUREZZA A LUNGO TERMINE E SULL’USO IN POPOLAZIONI VULNERABILI COME GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO, POSSIBILE ATTIVITÀ IMMUNOMODULANTE CON EFFETTI NON COMPLETAMENTE PREVEDIBILI SUPPORTATA DA STUDI IN VITRO E IN VIVO ANIMALE
(Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche)
Succo del frutto di Morinda citrifolia L. ottenuto per spremitura e talvolta fermentazione controllata, rappresenta la forma più diffusa in commercio; le posologie comunemente riportate negli studi clinici e nell’uso commerciale variano indicativamente tra 30 e 120 millilitri al giorno suddivisi in una o due somministrazioni, con ampia variabilità legata alla concentrazione e alla standardizzazione del prodotto
Estratto secco del frutto titolato in iridoidi totali o composti fenolici, disponibile in capsule o compresse; le posologie empiriche utilizzate negli integratori variano generalmente tra 250 e 1000 milligrammi al giorno, ma non esistono dosaggi standardizzati validati da evidenze cliniche robuste
Estratto idroalcolico del frutto o delle foglie ottenuto mediante macerazione in etanolo a diversa gradazione, utilizzato in forma liquida; le posologie tradizionali prevedono circa 10–30 gocce una o due volte al giorno, ma tali indicazioni derivano da uso empirico e non da studi clinici controllati
Polvere del frutto essiccato utilizzata in capsule o compresse come integratore alimentare; le dosi comunemente riportate variano tra 500 e 2000 milligrammi al giorno, con notevole variabilità tra preparazioni e assenza di standardizzazione farmacologica
Preparazioni omeopatiche di Morinda citrifolia L. ottenute da tintura madre e successivamente diluite secondo i principi omeopatici, disponibili in diluizioni variabili come 5CH, 7CH o superiori; la posologia dipende dalla pratica omeopatica individuale e non è supportata da evidenze farmacologiche convenzionali
In generale le preparazioni della specie presentano elevata variabilità compositiva e assenza di standardizzazione univoca, con posologie basate prevalentemente su studi preliminari o uso tradizionale e non su evidenze cliniche consolidate
European Food Safety Authority, Scientific opinion on the safety of noni juice Morinda citrifolia 2006
Chan-Blanco Y, Vaillant F, Perez AM, Reynes M, Brillouet JM, Brat P, The noni fruit Morinda citrifolia A review of agricultural research nutritional and therapeutic properties 2006
West BJ, Jensen CJ, Westendorf J, Noni juice safety and toxicology 2006
Chen S, West BJ, Jensen CJ, Nowicki D, Palu A, Anderson G, Morinda citrifolia A comprehensive review on phytochemistry pharmacological effects and clinical applications 2024
(Basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso)
Infuso di foglie di Morinda citrifolia L. preparato con circa 2–4 grammi di droga essiccata in 150–200 millilitri di acqua calda, lasciando in infusione per 10–15 minuti, utilizzato tradizionalmente per uso interno come coadiuvante digestivo e tonico generale; tale impiego è supportato da dati etnobotanici e da evidenze sperimentali in vitro e in vivo animale, ma non da studi clinici controllati
Decotto di foglie preparato con circa 5 grammi di droga in 200 millilitri di acqua portata a ebollizione per 10–15 minuti, utilizzato soprattutto per uso esterno in applicazioni cutanee tradizionali; l’uso è coerente con dati sperimentali su attività antimicrobica e antinfiammatoria ma non supportato da evidenze cliniche sull’uomo
Formulazione erboristica in infuso con Morinda citrifolia L. foglie associata a Zingiber officinale Roscoe e Curcuma longa L., preparata con dosaggi tradizionali delle singole droghe e quantità ridotte di Morinda citrifolia, utilizzata empiricamente per supporto digestivo e infiammatorio; tale associazione è basata su plausibilità farmacologica e dati sperimentali sulle singole specie, senza validazione clinica della combinazione
Formulazione in infuso con Morinda citrifolia L. foglie associata a Camellia sinensis L. e Cymbopogon citratus Stapf, utilizzata tradizionalmente come bevanda tonica e antiossidante; l’impiego è supportato da dati in vitro e in vivo animale sui composti fenolici ma non da studi clinici controllati sulla miscela
Preparazioni acquose a base di frutto non sono tradizionalmente rilevanti rispetto al succo fresco o fermentato e non presentano dati scientifici sufficienti per definire posologie standardizzate in ambito fitoterapico
In tutte le preparazioni acquose l’uso deve essere considerato prudenziale per l’assenza di evidenze cliniche robuste e per la variabilità compositiva della specie, con limitazione della durata di impiego e attenzione in soggetti con patologie epatiche o renali
Chan-Blanco Y, Vaillant F, Perez AM, Reynes M, Brillouet JM, Brat P, The noni fruit Morinda citrifolia A review of agricultural research nutritional and therapeutic properties 2006
West BJ, Jensen CJ, Westendorf J, Noni juice safety and toxicology 2006
European Food Safety Authority, Scientific opinion on the safety of noni juice Morinda citrifolia 2006
Chen S, West BJ, Jensen CJ, Nowicki D, Palu A, Anderson G, Morinda citrifolia A comprehensive review on phytochemistry pharmacological effects and clinical applications 2024
Consultare il proprio medico prima di assumere qualsiasi preparato
Morinda citrifolia L., comunemente nota come noni, presenta un uso culinario limitato rispetto ad altre specie alimentari a causa dell’odore intenso e del sapore fortemente amaro e pungente del frutto maturo
Il frutto viene tuttavia consumato tradizionalmente in alcune regioni tropicali sia crudo sia trasformato, spesso sotto forma di succo ottenuto per spremitura o fermentazione, che rappresenta la principale modalità di utilizzo alimentare contemporanea
In ambito tradizionale il frutto può essere utilizzato anche cotto o mescolato ad altri alimenti per attenuarne le caratteristiche organolettiche, oppure integrato in preparazioni locali insieme a spezie o altri ingredienti aromatici
Le foglie giovani vengono talvolta consumate come verdura cotta in alcune cucine del Pacifico, utilizzate in preparazioni semplici come contorni o involucri per cottura di altri alimenti
Il succo di noni è oggi diffuso come bevanda funzionale, spesso miscelata con succhi di frutta per migliorarne il gusto, riflettendo un uso più nutraceutico che gastronomico in senso stretto
L’impiego culinario della specie rimane fortemente condizionato dalle caratteristiche sensoriali e dalla tradizione locale, con un utilizzo generalmente subordinato alla lavorazione del frutto per renderlo più accettabile al consumo
Con il termine superfood ci si riferisce a una categoria di alimenti che, grazie all'elevata concentrazione di nutrienti, vitamine, minerali e antiossidanti, vengono considerati particolarmente benefici per la salute. Tuttavia, è importante sapere che il termine non è una classificazione scientifica o medica, ma piuttosto una denominazione di marketing.
Cosa rende un alimento un "superfood"?
Un alimento viene etichettato come superfood quando è eccezionalmente ricco di composti che si ritiene supportino la salute. Questi possono includere:
Antiossidanti: Combattono i radicali liberi e riducono lo stress ossidativo.
Vitamine e minerali essenziali: Contribuiscono al corretto funzionamento dell'organismo.
Fibre: Supportano la salute dell'apparato digerente.
Grassi sani: Come gli omega-3, che sono benefici per il cervello e il cuore.
Esempi comuni di superfood
Anche se non esiste un elenco ufficiale, alcuni alimenti sono comunemente riconosciuti come superfood per la loro densità nutrizionale:
Bacche: Mirtilli, acai e goji sono ricchi di antiossidanti.
Verdure a foglia verde: Il cavolo nero e gli spinaci sono ottime fonti di vitamine K, A, C e acido folico.
Pesce grasso: Il salmone e le sardine sono noti per il loro alto contenuto di acidi grassi omega-3.
Legumi e cereali: La quinoa e i fagioli neri sono fonti complete di proteine e fibre.
Noci e semi: Le noci, i semi di chia e i semi di lino forniscono fibre, grassi sani e proteine.
Ricorda che una dieta sana si basa sulla varietà e sull'equilibrio, non solo sull'inclusione di uno o due superfood.
Morinda citrifolia L., comunemente nota come noni, è originaria delle regioni tropicali dell’Asia sud orientale e dell’Oceania ed è stata diffusa nelle isole del Pacifico attraverso le migrazioni umane, diventando una delle piante più rappresentative delle medicine tradizionali polinesiane
Nelle culture del Pacifico la pianta ha avuto un ruolo centrale come rimedio polivalente, tanto da essere considerata una vera e propria pianta di sopravvivenza, utilizzata non solo a scopo medicinale ma anche come alimento in condizioni di scarsità
Il frutto è caratterizzato da un odore particolarmente intenso e penetrante, spesso descritto come sgradevole, che ha contribuito alla sua denominazione inglese cheese fruit e ne ha limitato la diffusione alimentare al di fuori dei contesti tradizionali
Storicamente tutte le parti della pianta sono state utilizzate, comprese radici e corteccia, anche per ottenere coloranti naturali di tonalità gialle e rosse, impiegati nella tintura di tessuti e fibre vegetali
I pigmenti coloranti sono contenuti nella corteccia (rosso) e nelle radici (giallo)
Negli ultimi decenni Morinda citrifolia L. ha acquisito notorietà a livello globale come prodotto nutraceutico, in particolare sotto forma di succo commercializzato come bevanda funzionale, con una forte espansione commerciale a partire dagli anni novanta
La diffusione commerciale internazionale ha portato anche a un aumento dell’interesse scientifico e regolatorio, con valutazioni sulla sicurezza da parte di autorità sanitarie, in particolare per l’uso del succo come novel food
Dal punto di vista botanico la specie è notevole per la sua capacità di adattarsi a condizioni ambientali difficili, inclusi suoli poveri e ambienti costieri salini, contribuendo alla sua ampia distribuzione nelle regioni tropicali
BIBLIOGRAFIA e WEBLIOGRAFIA GENERALE
Wang M, Wang Q, Yang Q, Yan X, Feng S, Wang Z, Comparison of Anthraquinones Iridoid Glycosides and Triterpenoids in Morinda citrifolia 2019
Chen S, West BJ, Jensen CJ, Nowicki D, Palu A, Anderson G, Morinda citrifolia A Comprehensive Review on Phytochemistry Pharmacological Effects and Antioxidant Potential 2024
Pawlus AD, Su BN, Keller WJ, Kinghorn AD, An anthraquinone and other constituents of Morinda citrifolia 2005
Lv L, Chen H, Ho CT, Sang S, Chemical components of the fruits of Morinda citrifolia 2011