QUESTA SCHEDA È UNICA E ORIGINALE IN INTERNET aggiornamento del 04/05/2026
NONI Morinda citrifolia L.
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Autore: erbeofficinali.org
Francisco Manuel Blanco (1778 - 1845)
Autore: Wilfredor
Autore: Eric Guinther
TOSSICITÀ RELATIVA A QUANTO SPECIFICATO
EFFICACIA DIPENDENTE DALLE SPECIFICHE E DALLE FORME TERAPEUTICHE
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FINE ANNUNCIO
SCHEDA BOTANICA
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Clade Angiosperme
Clade Mesangiosperme
Clade Eudicotiledoni
Clade Asteridi
Clade Euasteridi I
Ordine Gentianales
Famiglia Rubiaceae
Sottofamiglia Rubioideae
Tribù Morindeae
Genere Morinda
Specie Morinda citrifolia
Famiglia:
Gelso indiano, Nonu, Nono, Bumbo, Lada, Munja, Canary Wood, Cheese Fruit, Awl Tree, Beach Mulberry, Canary Wood, Great Morinda, Indian Mulberry, Indian-Mulberry, Large-Leaved Morinda, Pain Killer Tree, Rotten Cheesefruit, Bois Douleur, Indische Maulbeere, Indischer Maulbeerbaum, Noni-Baum, Kaasvrucht, Noni, Stinkend Kaasvrucht, Huevo De Reuma, Mora De La India, Pau-Azeitona, Ach, Al, Bartundi, Hurdi, Surangi, Achchhuka, Achuka, Ashyka, Ashyuka, Mata Suea, Yae Yai, Yo Ban, Yor
ALBERELLO SEMPREVERDE ALTO 3-6 M CON FOGLIE GRANDI ELLITTICHE E LUCIDE DI COLOR VERDE-SCURO. FIORI ERMAFRODITI BIANCHI PROFUMATI CON 5 O 6 PETALI RACCOLTI A GRAPPOLO. IL FRUTTO È COMPOSTO, DI FORMA OVALE CON PROTUBERANZE CONTENENTI I SEMI, INIZIALMENTE VERDE E BIANCO-GIALLASTRO A MATURAZIONE.
QUASI TUTTO L'ANNO NELLE REGIONI TROPICALI, NON ESSENDO LEGATA A STAGIONI SPECIFICHE
COLORI OSSERVATI NEI FIORI
____BIANCO
Originario del sud-est asiatico si ritrova anche dall'India a Taiwan e nell'Australia settentrionale, ai Caraibi, in Africa, Polinesia ed oggi coltivata in tutto il mondo nella fascia tropicale-temperata. Infatti il Noni è una pianta robusta che si adatta a tutti i tipi di terreni, anche in prossimità del mare.
Wang M.Y., West B.J., Jensen C.J., Nowicki D., Su C., Palu A.K., Anderson G., Morinda citrifolia Noni: a literature review and recent advances in Noni research, 2002
Chan-Blanco Y., Vaillant F., Perez A.M., Reynes M., Brillouet J.M., Brat P., The noni fruit Morinda citrifolia L.: a review of agricultural research nutritional and therapeutic properties, 2006
Deng S., West B.J., Jensen C.J., A quantitative comparison of phytochemical components in global noni fruits and their commercial products, 2010
Pawlus A.D., Kinghorn A.D., Review of the ethnobotany chemistry biological activity and safety of the botanical dietary supplement Morinda citrifolia Noni, 2007
EFSA Panel on Dietetic Products Nutrition and Allergies, Scientific opinion on the safety of noni juice Morinda citrifolia, 2009
European Medicines Agency, Assessment report on Morinda citrifolia L. fructus, 2019
TOSSICITÀ: RELATIVA A QUANTO SPECIFICATO
Motivazione: dati tossicologici indicano generalmente buona tollerabilità del succo a dosi alimentari, ma sono documentati casi clinici di epatotossicità idiosincratica associati a consumo di preparati a base di Morinda citrifolia; evidenze derivano da segnalazioni cliniche e valutazioni di sicurezza regolatorie, che indicano un rischio dipendente da dose, durata e qualità del prodotto
EFFICACIA: DIPENDENTE DALLE SPECIFICHE E DALLE FORME TERAPEUTICHE
Motivazione: per Morinda citrifolia L. sono disponibili studi clinici limitati e non sempre controllati, principalmente su succo del frutto, con risultati eterogenei su parametri antiossidanti, dolore e fattori di rischio cardiovascolare; numerose evidenze in vitro e in vivo animale documentano attività antinfiammatoria, antiossidante e immunomodulante, ma l’efficacia non è generalizzabile all’intera pianta né a tutte le preparazioni, risultando dipendente dalla matrice utilizzata e dal tipo di estratto
Confermate da studi scientifici e clinici
Non sono disponibili evidenze cliniche robuste, consistenti e riproducibili (studi controllati randomizzati di adeguata qualità o meta-analisi) che confermino in modo definitivo specifiche indicazioni terapeutiche per Morinda citrifolia L.; gli studi clinici esistenti riguardano prevalentemente succhi commerciali standardizzati, con disegno spesso osservazionale o con limitazioni metodologiche rilevanti, e riportano effetti su parametri aspecifici quali dolore, affaticamento o stress ossidativo senza consentire una validazione terapeutica generalizzabile
Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata
Attività antiossidante documentata in vitro e in modelli animali attraverso saggi su radicali liberi e biomarcatori di stress ossidativo, attribuita principalmente a iridoidi e polifenoli; evidenze coerenti ma non traslabili direttamente in efficacia clinica
Attività antinfiammatoria dimostrata in modelli animali con riduzione di mediatori proinfiammatori e modulazione di vie come cicloossigenasi e ossido nitrico; dati preclinici consistenti ma assenza di conferma clinica
Attività analgesica e antinocicettiva osservata in modelli animali (test del dolore indotto chimicamente o termicamente), con possibile coinvolgimento di meccanismi centrali e periferici; evidenza limitata a studi in vivo animale
Attività antimicrobica e antibatterica evidenziata in vitro contro diversi ceppi batterici e fungini, associata a composti antrachinonici e fenolici; rilevanza clinica non dimostrata
Attività ipoglicemizzante e modulazione metabolica osservata in modelli animali diabetici con riduzione della glicemia e miglioramento di parametri metabolici; dati preliminari non confermati nell’uomo
Attività immunomodulante riportata in studi in vitro e in vivo animale con modulazione di citochine e risposta immunitaria; evidenza eterogenea e non validata clinicamente
Attività epatoprotettiva e, in parallelo, potenziale epatotossicità idiosincratica documentata rispettivamente in modelli animali e in segnalazioni cliniche; quadro complesso che indica una variabilità dipendente da dose, matrice e suscettibilità individuale
Uso storico e nella tradizione
Uso tradizionale come rimedio polinesiano per dolore, infiammazione, infezioni cutanee e condizioni gastrointestinali, documentato etnobotanicamente ma non validato da evidenze cliniche
Uso come tonico generale e supporto alla vitalità e alla resistenza fisica, basato su tradizione orale e pratiche locali senza conferma scientifica
Impiego tradizionale per disturbi digestivi e intestinali, inclusi stati dispeptici e alterazioni dell’alvo, senza validazione clinica controllata
La proxeronina contenuta nel succo del frutto del Noni, combinandosi con la serotonina, produce xeronina, prezioso enzima necessario alla sintesi delle proteine ed al metabolismo.
I prodotti derivati dal frutto del Noni (Morinda citrifolia) sono stati commercializzati negli Stati Uniti a partire dagli anni '90 e sono sempre più diffusi in tutto il mondo. Sono stati rivendicati numerosi effetti benefici del Noni. Il succo di frutta del Noni è stato approvato come Novel Food dalla Commissione Europea nel 2003. Questo articolo passa in rassegna le attuali conoscenze sulla fitochimica, la farmacologia, gli aspetti di sicurezza del frutto del Noni e dei prodotti da esso derivati, nonché le indicazioni e i benefici per la salute. Le conoscenze sulla composizione chimica del frutto del Noni sono aumentate notevolmente negli ultimi anni. Numerosi studi in vitro e, in una certa misura, in vivo dimostrano una serie di effetti potenzialmente benefici. Tuttavia, mancano essenzialmente dati clinici. Al momento non è chiaro in che misura i risultati degli studi farmacologici sperimentali abbiano una potenziale rilevanza clinica. Sulla base di una valutazione tossicologica, il succo di Noni è stato considerato sicuro. A causa di recenti segnalazioni di casi di epatotossicità, la questione della sicurezza è stata riesaminata in Europa. Sebbene l'Autorità europea per la sicurezza alimentare non veda alcun legame tra gli effetti avversi sul fegato e il consumo di succo di Noni, è auspicabile un monitoraggio continuo della situazione e si consiglia una certa vigilanza.
Tratto da : https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/17286240/ https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/18844633/ https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/18844633/Possibile
Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ciascun utilizzo fitoterapico.
Wang M.Y., West B.J., Jensen C.J., Nowicki D., Su C., Palu A.K., Anderson G., Morinda citrifolia Noni: a literature review and recent advances in Noni research, 2002
Chan-Blanco Y., Vaillant F., Perez A.M., Reynes M., Brillouet J.M., Brat P., The noni fruit Morinda citrifolia L. a review of agricultural research nutritional and therapeutic properties, 2006
Pawlus A.D., Kinghorn A.D., Review of the ethnobotany chemistry biological activity and safety of the botanical dietary supplement Morinda citrifolia Noni, 2007
Deng S., West B.J., Jensen C.J., A quantitative comparison of phytochemical components in global noni fruits and their commercial products, 2010
EFSA Panel on Dietetic Products Nutrition and Allergies, Scientific opinion on the safety of noni juice Morinda citrifolia, 2009
European Medicines Agency, Assessment report on Morinda citrifolia L. fructus, 2019
(Le avvertenze includono segnali di rischio basati su evidenze precliniche, plausibilità farmacologica o casi isolati)
POSSIBILE EPATOTOSSICITÀ IDIOSINCRATICA ASSOCIATA ALL’ASSUNZIONE DI SUCCHI O ESTRATTI DOCUMENTATA DA CASI CLINICI E SERIE DI CASI CON INCREMENTO DEGLI ENZIMI EPATICI, ELEVATO CONTENUTO DI POTASSIO NEL SUCCO CON RISCHIO DI IPERKALIEMIA IN SOGGETTI PREDISPOSTI SUPPORTATO DA DATI ANALITICI E OSSERVAZIONALI, POSSIBILE INTERAZIONE CON FARMACI EPATOTOSSICI PER PLAUSIBILITÀ FARMACOLOGICA E DATI CLINICI INDIRETTI, POSSIBILE INTERAZIONE CON FARMACI ANTIPERTENSIVI E DIURETICI RISPARMIATORI DI POTASSIO PER PLAUSIBILITÀ FARMACOLOGICA LEGATA AL CONTENUTO MINERALE, VARIABILITÀ SIGNIFICATIVA DELLA COMPOSIZIONE DEI PREPARATI COMMERCIALI CON CONSEGUENTE IMPREVEDIBILITÀ DELLA RISPOSTA BIOLOGICA SUPPORTATA DA STUDI FITOCHIMICI, ASSENZA DI DATI CLINICI ROBUSTI SULLA SICUREZZA A LUNGO TERMINE E SULL’USO IN POPOLAZIONI VULNERABILI COME GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO, POSSIBILE ATTIVITÀ IMMUNOMODULANTE CON EFFETTI NON COMPLETAMENTE PREVEDIBILI SUPPORTATA DA STUDI IN VITRO E IN VIVO ANIMALE
(Le controindicazioni si basano su evidenze cliniche dirette, cioè dati da studi clinici, osservazionali o casistiche solide che dimostrino che l’uso della pianta è da evitare in specifiche condizioni o popolazioni)
EPATOPATIE PREESISTENTI DOCUMENTATE DA SEGNALAZIONI CLINICHE DI EPATOTOSSICITÀ ASSOCIATE ALL’ASSUNZIONE DI SUCCO DI MORINDA CITRIFOLIA L., IPERSENSIBILITÀ NOTA ALLA SPECIE DOCUMENTATA DA DATI OSSERVAZIONALI, INSUFFICIENZA RENALE PER POSSIBILE CARICO DI POTASSIO DOCUMENTATO DA DATI COMPOSITIVI E SEGNALAZIONI CLINICHE
(Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche)
Succo del frutto di Morinda citrifolia L. ottenuto per spremitura e talvolta fermentazione controllata, rappresenta la forma più diffusa in commercio; le posologie comunemente riportate negli studi clinici e nell’uso commerciale variano indicativamente tra 30 e 120 millilitri al giorno suddivisi in una o due somministrazioni, con ampia variabilità legata alla concentrazione e alla standardizzazione del prodotto
Estratto secco del frutto titolato in iridoidi totali o composti fenolici, disponibile in capsule o compresse; le posologie empiriche utilizzate negli integratori variano generalmente tra 250 e 1000 milligrammi al giorno, ma non esistono dosaggi standardizzati validati da evidenze cliniche robuste
Estratto idroalcolico del frutto o delle foglie ottenuto mediante macerazione in etanolo a diversa gradazione, utilizzato in forma liquida; le posologie tradizionali prevedono circa 10–30 gocce una o due volte al giorno, ma tali indicazioni derivano da uso empirico e non da studi clinici controllati
Polvere del frutto essiccato utilizzata in capsule o compresse come integratore alimentare; le dosi comunemente riportate variano tra 500 e 2000 milligrammi al giorno, con notevole variabilità tra preparazioni e assenza di standardizzazione farmacologica
Preparazioni omeopatiche di Morinda citrifolia L. ottenute da tintura madre e successivamente diluite secondo i principi omeopatici, disponibili in diluizioni variabili come 5CH, 7CH o superiori; la posologia dipende dalla pratica omeopatica individuale e non è supportata da evidenze farmacologiche convenzionali
In generale le preparazioni della specie presentano elevata variabilità compositiva e assenza di standardizzazione univoca, con posologie basate prevalentemente su studi preliminari o uso tradizionale e non su evidenze cliniche consolidate
European Food Safety Authority, Scientific opinion on the safety of noni juice Morinda citrifolia 2006
Chan-Blanco Y, Vaillant F, Perez AM, Reynes M, Brillouet JM, Brat P, The noni fruit Morinda citrifolia A review of agricultural research nutritional and therapeutic properties 2006
West BJ, Jensen CJ, Westendorf J, Noni juice safety and toxicology 2006
Chen S, West BJ, Jensen CJ, Nowicki D, Palu A, Anderson G, Morinda citrifolia A comprehensive review on phytochemistry pharmacological effects and clinical applications 2024
(Basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso)
Infuso di foglie di Morinda citrifolia L. preparato con circa 2–4 grammi di droga essiccata in 150–200 millilitri di acqua calda, lasciando in infusione per 10–15 minuti, utilizzato tradizionalmente per uso interno come coadiuvante digestivo e tonico generale; tale impiego è supportato da dati etnobotanici e da evidenze sperimentali in vitro e in vivo animale, ma non da studi clinici controllati
Decotto di foglie preparato con circa 5 grammi di droga in 200 millilitri di acqua portata a ebollizione per 10–15 minuti, utilizzato soprattutto per uso esterno in applicazioni cutanee tradizionali; l’uso è coerente con dati sperimentali su attività antimicrobica e antinfiammatoria ma non supportato da evidenze cliniche sull’uomo
Formulazione erboristica in infuso con Morinda citrifolia L. foglie associata a Zingiber officinale Roscoe e Curcuma longa L., preparata con dosaggi tradizionali delle singole droghe e quantità ridotte di Morinda citrifolia, utilizzata empiricamente per supporto digestivo e infiammatorio; tale associazione è basata su plausibilità farmacologica e dati sperimentali sulle singole specie, senza validazione clinica della combinazione
Formulazione in infuso con Morinda citrifolia L. foglie associata a Camellia sinensis L. e Cymbopogon citratus Stapf, utilizzata tradizionalmente come bevanda tonica e antiossidante; l’impiego è supportato da dati in vitro e in vivo animale sui composti fenolici ma non da studi clinici controllati sulla miscela
Preparazioni acquose a base di frutto non sono tradizionalmente rilevanti rispetto al succo fresco o fermentato e non presentano dati scientifici sufficienti per definire posologie standardizzate in ambito fitoterapico
In tutte le preparazioni acquose l’uso deve essere considerato prudenziale per l’assenza di evidenze cliniche robuste e per la variabilità compositiva della specie, con limitazione della durata di impiego e attenzione in soggetti con patologie epatiche o renali
Chan-Blanco Y, Vaillant F, Perez AM, Reynes M, Brillouet JM, Brat P, The noni fruit Morinda citrifolia A review of agricultural research nutritional and therapeutic properties 2006
West BJ, Jensen CJ, Westendorf J, Noni juice safety and toxicology 2006
European Food Safety Authority, Scientific opinion on the safety of noni juice Morinda citrifolia 2006
Chen S, West BJ, Jensen CJ, Nowicki D, Palu A, Anderson G, Morinda citrifolia A comprehensive review on phytochemistry pharmacological effects and clinical applications 2024
Consultare il proprio medico prima di assumere qualsiasi preparato
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SCHEDA NOTIZIE E VARIE
Morinda citrifolia L., comunemente nota come noni, presenta un uso culinario limitato rispetto ad altre specie alimentari a causa dell’odore intenso e del sapore fortemente amaro e pungente del frutto maturo
Il frutto viene tuttavia consumato tradizionalmente in alcune regioni tropicali sia crudo sia trasformato, spesso sotto forma di succo ottenuto per spremitura o fermentazione, che rappresenta la principale modalità di utilizzo alimentare contemporanea
In ambito tradizionale il frutto può essere utilizzato anche cotto o mescolato ad altri alimenti per attenuarne le caratteristiche organolettiche, oppure integrato in preparazioni locali insieme a spezie o altri ingredienti aromatici
Le foglie giovani vengono talvolta consumate come verdura cotta in alcune cucine del Pacifico, utilizzate in preparazioni semplici come contorni o involucri per cottura di altri alimenti
Il succo di noni è oggi diffuso come bevanda funzionale, spesso miscelata con succhi di frutta per migliorarne il gusto, riflettendo un uso più nutraceutico che gastronomico in senso stretto
L’impiego culinario della specie rimane fortemente condizionato dalle caratteristiche sensoriali e dalla tradizione locale, con un utilizzo generalmente subordinato alla lavorazione del frutto per renderlo più accettabile al consumo
Con il termine superfood ci si riferisce a una categoria di alimenti che, grazie all'elevata concentrazione di nutrienti, vitamine, minerali e antiossidanti, vengono considerati particolarmente benefici per la salute. Tuttavia, è importante sapere che il termine non è una classificazione scientifica o medica, ma piuttosto una denominazione di marketing.
Cosa rende un alimento un "superfood"?
Un alimento viene etichettato come superfood quando è eccezionalmente ricco di composti che si ritiene supportino la salute. Questi possono includere:
Antiossidanti: Combattono i radicali liberi e riducono lo stress ossidativo.
Vitamine e minerali essenziali: Contribuiscono al corretto funzionamento dell'organismo.
Fibre: Supportano la salute dell'apparato digerente.
Grassi sani: Come gli omega-3, che sono benefici per il cervello e il cuore.
Esempi comuni di superfood
Anche se non esiste un elenco ufficiale, alcuni alimenti sono comunemente riconosciuti come superfood per la loro densità nutrizionale:
Bacche: Mirtilli, acai e goji sono ricchi di antiossidanti.
Verdure a foglia verde: Il cavolo nero e gli spinaci sono ottime fonti di vitamine K, A, C e acido folico.
Pesce grasso: Il salmone e le sardine sono noti per il loro alto contenuto di acidi grassi omega-3.
Legumi e cereali: La quinoa e i fagioli neri sono fonti complete di proteine e fibre.
Noci e semi: Le noci, i semi di chia e i semi di lino forniscono fibre, grassi sani e proteine.
Ricorda che una dieta sana si basa sulla varietà e sull'equilibrio, non solo sull'inclusione di uno o due superfood.
Morinda citrifolia L., comunemente nota come noni, è originaria delle regioni tropicali dell’Asia sud orientale e dell’Oceania ed è stata diffusa nelle isole del Pacifico attraverso le migrazioni umane, diventando una delle piante più rappresentative delle medicine tradizionali polinesiane
Nelle culture del Pacifico la pianta ha avuto un ruolo centrale come rimedio polivalente, tanto da essere considerata una vera e propria pianta di sopravvivenza, utilizzata non solo a scopo medicinale ma anche come alimento in condizioni di scarsità
Il frutto è caratterizzato da un odore particolarmente intenso e penetrante, spesso descritto come sgradevole, che ha contribuito alla sua denominazione inglese cheese fruit e ne ha limitato la diffusione alimentare al di fuori dei contesti tradizionali
Storicamente tutte le parti della pianta sono state utilizzate, comprese radici e corteccia, anche per ottenere coloranti naturali di tonalità gialle e rosse, impiegati nella tintura di tessuti e fibre vegetali
I pigmenti coloranti sono contenuti nella corteccia (rosso) e nelle radici (giallo)
Negli ultimi decenni Morinda citrifolia L. ha acquisito notorietà a livello globale come prodotto nutraceutico, in particolare sotto forma di succo commercializzato come bevanda funzionale, con una forte espansione commerciale a partire dagli anni novanta
La diffusione commerciale internazionale ha portato anche a un aumento dell’interesse scientifico e regolatorio, con valutazioni sulla sicurezza da parte di autorità sanitarie, in particolare per l’uso del succo come novel food
Dal punto di vista botanico la specie è notevole per la sua capacità di adattarsi a condizioni ambientali difficili, inclusi suoli poveri e ambienti costieri salini, contribuendo alla sua ampia distribuzione nelle regioni tropicali