PIANTA ERBACEA PERENNE INVASIVA CON STELI CAVI ALTA 3-4 METRI. GRANDI FOGLIE OVALI DI 7-14 CM DI LUNGHEZZA E 5-12 CM DI LARGHEZZA, A MARGINE INTERO. FIORI PICCOLI, COLOR CREMA O BIANCO, RACCOLTI IN RACEMI ERETTI DI 6-15 CM DI LUNGHEZZA CON FIORITURA IN TARDA ESTATE E INIZIO AUTUNNO.
ESTATE-AUTUNNO (LUGLIO AGOSTO SETTEMBRE OTTOBRE), CON PICCHI IN AGOSTO-SETTEMBRE
COLORI OSSERVATI NEI FIORI
____BIANCO
Originario dell'Asia orientale (Giappone, Cina, Corea e Taiwan). È una pianta erbacea perenne che si adatta a una vasta gamma di habitat, ma predilige aree aperte e soleggiate. Comunemente invade aree disturbate come bordi stradali, rive di corsi d'acqua, zone umide, scarpate ferroviarie, margini boschivi e discariche. Può tollerare diverse condizioni di suolo e umidità, inclusi terreni poveri, siccità, alte temperature e salinità elevata, ma prospera in ambienti umidi e ben drenati. In patria, è una specie pioniera che colonizza pendii vulcanici e aree disturbate. Nelle regioni invase, forma dense colonie che soppiantano la vegetazione nativa, riducendo la biodiversità e alterando gli habitat. Si propaga sia per rizomi che per semi, rendendone difficile l'eradicazione. I rizomi estesi e profondi possono penetrare asfalto e fessure nel cemento, causando danni a infrastrutture.
Chinese Pharmacopoeia Commission, Pharmacopoeia of the People's Republic of China Polygonum cuspidatum Rhizoma et Radix, edizione più recente
World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants, vari volumi
European Medicines Agency, Public Statement on Traditional Herbal Medicinal Products Containing Polygonum cuspidatum, documentazione scientifica disponibile
Peng Wei, Qin Ruijuan, Li Xiaobo, Zhou Hua, Botany Phytochemistry Pharmacology and Potential Application of Polygonum cuspidatum A Review, Journal of Ethnopharmacology, 2013
Zhang Hong, Li Cheng, Kwok Sau Dan, Zhang Qiang Wen, Chan Siu Wai, A Review of the Pharmacological Effects of Polygonum cuspidatum and Its Major Bioactive Constituents, Evidence Based Complementary and Alternative Medicine, 2013
Chu Xiaoyan, Sun Ailing, Liu Rui, Comparative Analysis of Major Bioactive Compounds in Polygonum cuspidatum and Related Medicinal Materials, Journal of Pharmaceutical and Biomedical Analysis, 2005
Shen Tao, Wang Xiaofeng, Lou Hongxiang, Natural Stilbenes An Overview of Sources and Biological Activities with Special Reference to Polygonum cuspidatum, Natural Product Reports, 2009
Nawrot-Hadzik Izabela, Ślusarczyk Sylwia, Granica Sebastian, Hadzik Jarosław, Matkowski Adam, Phytochemical Diversity of Polygonum cuspidatum and Biological Activity of Its Constituents A Review, Phytochemistry Reviews, 2019
Lin Yumei, Sun Xiaoqing, Yuan Qinghong, Yan Yongjun, Pharmacological Activities and Clinical Applications of Polygonum cuspidatum A Review, Journal of Traditional Chinese Medicine, 2016
TOSSICITÀ: BASSA
Motivazione: I dati tossicologici disponibili indicano generalmente una buona tollerabilità degli estratti fitoterapici utilizzati alle dosi tradizionali e negli studi clinici. Gli effetti indesiderati documentati sono prevalentemente gastrointestinali lievi e reversibili, quali diarrea, dolori addominali, nausea o disturbi digestivi. La presenza di antrachinoni contribuisce a tali effetti dose-dipendenti. Non risultano evidenze che consentano di classificare la specie come moderatamente o altamente tossica nell'uso corretto. Le evidenze derivano da studi tossicologici, studi clinici, farmacovigilanza e utilizzo tradizionale documentato.
EFFICACIA: DIPENDENTE DALLE SPECIFICHE E DALLE FORME TERAPEUTICHE
Motivazione: Le evidenze disponibili riguardano principalmente specifici estratti del rizoma e della radice standardizzati in polidatina, resveratrolo e derivati stilbenici. Esistono numerosi studi in vitro, studi in vivo su animali, revisioni scientifiche e alcuni studi clinici su preparati derivati dalla specie o su estratti standardizzati, ma i risultati non sono uniformemente estendibili all'intera pianta, a tutte le preparazioni o a tutte le indicazioni terapeutiche. L'attività biologica documentata dipende fortemente dal tipo di estratto, dalla standardizzazione e dal contenuto dei principi attivi. La classificazione conservativa più appropriata è quindi quella dipendente dalle specifiche e dalle forme terapeutiche.
Confermate da studi scientifici e clinici
Sono disponibili studi clinici controllati, meta-analisi e revisioni sistematiche riguardanti specifici estratti di Polygonum cuspidatum standardizzati in resveratrolo o polidatina. Le evidenze cliniche più consistenti riguardano la modulazione di biomarcatori cardiovascolari, infiammatori e metabolici. Tuttavia, i risultati sono eterogenei e dipendono fortemente dalla composizione dell'estratto, dalla dose e dalla durata del trattamento. Non esistono evidenze cliniche sufficienti per confermare un'indicazione terapeutica universalmente accettata della droga nel suo complesso per una specifica patologia.
Esistono evidenze cliniche di attività antiossidante e modulatrice dello stress ossidativo, documentate mediante variazioni di biomarcatori biochimici in studi clinici e revisioni sistematiche su estratti standardizzati della specie.
Esistono evidenze cliniche di attività antinfiammatoria sistemica lieve-moderata documentate attraverso studi clinici e meta-analisi che hanno valutato marcatori infiammatori circolanti. L'entità dell'effetto risulta variabile tra gli studi.
Esistono evidenze cliniche preliminari di supporto cardiovascolare e metabolico, con miglioramenti osservati in alcuni parametri vascolari, lipidici e metabolici. Le evidenze restano tuttavia non sufficienti per definire indicazioni terapeutiche consolidate.
Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata
Attività antinfiammatoria. Supportata da numerosi studi in vitro, studi in vivo su animali e revisioni scientifiche che documentano effetti farmacologici attribuiti principalmente a resveratrolo, polidatina ed emodina.
Attività antiossidante. Supportata da studi in vitro, studi animali e revisioni sistematiche fitochimiche che dimostrano una significativa capacità di modulazione dello stress ossidativo.
Attività antiaggregante piastrinica. Supportata da studi in vitro, studi animali e dati farmacologici sui costituenti stilbenici della specie.
Attività cardioprotettiva. Supportata principalmente da studi in vivo su animali e da revisioni farmacologiche; le evidenze cliniche risultano ancora limitate.
Attività vasoprotettiva ed endotelio-protettiva. Supportata da studi sperimentali in vitro e in vivo.
Attività ipolipemizzante. Supportata da studi animali, studi osservazionali e revisioni farmacologiche.
Attività ipoglicemizzante e modulatrice del metabolismo glucidico. Supportata da studi in vitro, studi animali e revisioni scientifiche; le conferme cliniche rimangono limitate.
Attività epatoprotettiva. Supportata da modelli sperimentali animali e da studi farmacologici sui principi attivi della specie.
Attività neuroprotettiva. Supportata da studi in vitro, modelli animali e revisioni sperimentali.
Attività antimicrobica. Supportata prevalentemente da studi in vitro condotti su estratti della specie e sui principali costituenti fitochimici.
Attività antivirale. Supportata da studi in vitro e da dati sperimentali preclinici; le evidenze cliniche sono insufficienti.
Attività antitumorale sperimentale. Supportata da studi cellulari e animali; non rappresenta un'indicazione terapeutica clinicamente validata.
Attività lassativa. Supportata dalla presenza documentata di antrachinoni e da dati farmacologici coerenti con l'uso tradizionale.
Uso storico e nella tradizione
Nella medicina tradizionale cinese il rizoma e la radice sono impiegati per condizioni associate a stasi ematica, disturbi infiammatori, alterazioni circolatorie, supporto epatico, tosse, affezioni respiratorie e stipsi.
La specie è stata utilizzata tradizionalmente come rimedio depurativo, antinfiammatorio, circolatorio e lassativo nella farmacopea tradizionale dell'Asia orientale.
Gli usi storici tradizionali non costituiscono prova di efficacia clinica e devono essere considerati distintamente dalle evidenze sperimentali e cliniche moderne.
Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ciascun utilizzo fitoterapico.
Chinese Pharmacopoeia Commission, Pharmacopoeia of the People's Republic of China Polygonum cuspidatum Rhizoma et Radix, edizione più recente
Peng Wei, Qin Ruijuan, Li Xiaobo, Zhou Hua, Botany Phytochemistry Pharmacology and Potential Application of Polygonum cuspidatum A Review, Journal of Ethnopharmacology, 2013
Zhang Hong, Li Cheng, Kwok Sau Dan, Zhang Qiang Wen, Chan Siu Wai, A Review of the Pharmacological Effects of Polygonum cuspidatum and Its Major Bioactive Constituents, Evidence Based Complementary and Alternative Medicine, 2013
Nawrot-Hadzik Izabela, Ślusarczyk Sylwia, Granica Sebastian, Hadzik Jarosław, Matkowski Adam, Phytochemical Diversity of Polygonum cuspidatum and Biological Activity of Its Constituents A Review, Phytochemistry Reviews, 2019
Lin Yumei, Sun Xiaoqing, Yuan Qinghong, Yan Yongjun, Pharmacological Activities and Clinical Applications of Polygonum cuspidatum A Review, Journal of Traditional Chinese Medicine, 2016
Shen Tao, Wang Xiaofeng, Lou Hongxiang, Natural Stilbenes An Overview of Sources and Biological Activities with Special Reference to Polygonum cuspidatum, Natural Product Reports, 2009
Pan Ming-Hsiung, Lai Chia-Shu, Ho Chi-Tang, Anti Inflammatory Activity of Natural Dietary Flavonoids and Stilbenes Derived from Polygonum cuspidatum, Food and Function, 2010
Wu Jianming, Hsieh Tze-Chen, Wang Zhiqiang, Resveratrol and Polydatin from Polygonum cuspidatum Biological Activities and Clinical Potential, International Journal of Molecular Sciences, 2020
World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants, vari volumi
(Le avvertenze includono segnali di rischio basati su evidenze precliniche, plausibilità farmacologica o casi isolati)
LA PRESENZA DI ANTRACHINONI, IN PARTICOLARE EMODINA E DERIVATI CORRELATI, PUÒ DETERMINARE EFFETTI LASSATIVI DOSE-DIPENDENTI CON COMPARSA DI DIARREA, CRAMPI ADDOMINALI E AUMENTATA MOTILITÀ INTESTINALE. EVIDENZA DERIVANTE DA STUDI FITOCHIMICI, FARMACOLOGICI E TOSSICOLOGICI DIRETTI SULLA SPECIE.
GLI ESTRATTI STANDARDIZZATI POSSONO DIFFERIRE CONSIDEREVOLMENTE PER CONTENUTO DI RESVERATROLO, POLIDATINA E ANTRACHINONI; PERTANTO I RISULTATI FARMACOLOGICI OSSERVATI IN LETTERATURA NON SONO AUTOMATICAMENTE TRASFERIBILI A TUTTE LE PREPARAZIONI COMMERCIALI. EVIDENZA DERIVANTE DA ANALISI FITOCHIMICHE COMPARATIVE E REVISIONI SCIENTIFICHE.
SONO STATE OSSERVATE ATTIVITÀ ANTIAGGREGANTI PIASTRINICHE E MODULATRICI DELL'EMOSTASI ATTRIBUITE PRINCIPALMENTE AGLI STILBENI DELLA SPECIE. È PERTANTO CONSIGLIABILE CAUTELA IN SOGGETTI CHE ASSUMONO FARMACI CHE INFLUENZANO LA COAGULAZIONE. EVIDENZA DERIVANTE DA STUDI IN VITRO, STUDI SPERIMENTALI IN VIVO E PLAUSIBILITÀ FARMACOLOGICA DOCUMENTATA.
I DATI DISPONIBILI SULLA SICUREZZA IN GRAVIDANZA E DURANTE L'ALLATTAMENTO RISULTANO INSUFFICIENTI PER DEFINIRE UN PROFILO DI SICUREZZA ADEGUATAMENTE CARATTERIZZATO. EVIDENZA DERIVANTE DALL'ASSENZA DI STUDI CLINICI SPECIFICI.
LE ATTIVITÀ METABOLICHE, CARDIOVASCOLARI, ANTINFIAMMATORIE E ANTIOSSIDANTI DESCRITTE IN LETTERATURA DERIVANO PREVALENTEMENTE DA STUDI IN VITRO, STUDI ANIMALI O DA SPECIFICI ESTRATTI STANDARDIZZATI; L'ESTRAPOLAZIONE ALL'IMPIEGO CLINICO GENERALE DELLA DROGA RICHIEDE CAUTELA. EVIDENZA DERIVANTE DA REVISIONI SISTEMATICHE DELLA LETTERATURA FITOFARMACOLOGICA.
L'IMPIEGO PROLUNGATO DI PREPARATI RICCHI DI ANTRACHINONI RICHIEDE CAUTELA PER IL POSSIBILE INCREMENTO DEGLI EFFETTI GASTROINTESTINALI DOSE-DIPENDENTI. EVIDENZA DERIVANTE DA DATI FARMACOLOGICI E TOSSICOLOGICI SUI COSTITUENTI PRESENTI NELLA SPECIE.
(Le controindicazioni si basano su evidenze cliniche dirette, cioè dati da studi clinici, osservazionali o casistiche solide che dimostrino che l’uso della pianta è da evitare in specifiche condizioni o popolazioni)
IPERSENSIBILITÀ ACCERTATA A POLYGONUM CUSPIDATUM SIEBOLD & ZUCC. O AI PREPARATI OTTENUTI DALLA SPECIE. LA CONTROINDICAZIONE È SUPPORTATA DAI PRINCIPI GENERALI DI FARMACOVIGILANZA E DALLE SEGNALAZIONI DI REAZIONI ALLERGICHE INDIVIDUALI DOCUMENTATE PER PRODOTTI FITOTERAPICI CONTENENTI LA SPECIE.
(Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche)
Estratto secco standardizzato di rizoma e radice
È la forma fitoterapica maggiormente utilizzata nella fitoterapia moderna e negli integratori nutraceutici. Gli estratti sono generalmente standardizzati in resveratrolo totale oppure in resveratrolo e polidatina. I titoli più diffusi variano dal 20% al 98% di trans-resveratrolo. Le evidenze cliniche disponibili derivano prevalentemente da preparazioni che apportano 100-500 mg al giorno di resveratrolo. In funzione del titolo, ciò corrisponde generalmente a 150-1000 mg al giorno di estratto secco.
Estratto secco standardizzato in polidatina
Preparazione ottenuta dal rizoma con standardizzazione nel principale glucoside naturale del resveratrolo. I titoli commerciali più comuni variano dal 10% al 50% di polidatina. Gli studi disponibili hanno utilizzato dosaggi generalmente compresi tra 100 e 600 mg al giorno di estratto. Non è stato definito un titolo minimo universalmente riconosciuto come necessario per l'effetto terapeutico.
Estratto secco ad alto titolo in trans-resveratrolo
Preparazione ottenuta mediante processi di purificazione successivi. I titoli normalmente disponibili sono compresi tra il 50% e il 98% di trans-resveratrolo. Gli studi clinici e nutraceutici utilizzano generalmente 100-1000 mg al giorno di trans-resveratrolo totale, in funzione dell'obiettivo fisiologico e della durata del trattamento.
Estratto secco standardizzato in resveratrolo e polifenoli totali
Alcuni preparati adottano una doppia standardizzazione comprendente il contenuto di resveratrolo e quello di polifenoli totali. I titoli variano in modo considerevole tra i produttori. Le dosi comunemente utilizzate negli integratori sono comprese tra 150 e 1000 mg al giorno di estratto.
Estratto nebulizzato
Forma tecnologica ottenuta mediante essiccazione per nebulizzazione dell'estratto idroalcolico. Generalmente standardizzata in resveratrolo, polidatina oppure polifenoli totali. Le dosi corrispondono a quelle degli estratti secchi standardizzati equivalenti.
Estratto fluido idroalcolico
Preparazione tradizionale ottenuta mediante estrazione idroalcolica del rizoma essiccato. La composizione varia in funzione del solvente e del rapporto droga/estratto. Non esistono titoli terapeutici universalmente validati. Le dosi tradizionalmente impiegate corrispondono generalmente a 2-8 ml al giorno suddivisi in più somministrazioni.
Tintura madre
Preparazione idroalcolica ottenuta dalla droga secondo metodiche fitoterapiche tradizionali. Non sono disponibili studi clinici che consentano di definire un titolo minimo efficace o una posologia terapeutica validata. Le dosi comunemente riportate dai produttori variano generalmente da 20 a 60 gocce da una a tre volte al giorno.
Polvere micronizzata di rizoma
Disponibile in capsule e compresse. Mantiene l'intero fitocomplesso della droga ma presenta una minore standardizzazione rispetto agli estratti titolati. Le quantità giornaliere normalmente utilizzate negli integratori sono comprese tra 500 e 3000 mg di polvere.
Preparazioni omeopatiche
Sono disponibili preparazioni omeopatiche ottenute da Polygonum cuspidatum in diluizioni decimali e centesimali variabili. Non esistono evidenze cliniche che dimostrino un'efficacia terapeutica specifica delle preparazioni omeopatiche della specie secondo i criteri della fitoterapia evidence-based.
Chinese Pharmacopoeia Commission, Pharmacopoeia of the People's Republic of China Polygonum cuspidatum Rhizoma et Radix, edizione più recente
World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants, vari volumi
Peng Wei, Qin Ruijuan, Li Xiaobo, Zhou Hua, Botany Phytochemistry Pharmacology and Potential Application of Polygonum cuspidatum A Review, Journal of Ethnopharmacology, 2013
Zhang Hong, Li Cheng, Kwok Sau Dan, Zhang Qiang Wen, Chan Siu Wai, A Review of the Pharmacological Effects of Polygonum cuspidatum and Its Major Bioactive Constituents, Evidence Based Complementary and Alternative Medicine, 2013
Nawrot-Hadzik Izabela, Ślusarczyk Sylwia, Granica Sebastian, Hadzik Jarosław, Matkowski Adam, Phytochemical Diversity of Polygonum cuspidatum and Biological Activity of Its Constituents A Review, Phytochemistry Reviews, 2019
Lin Yumei, Sun Xiaoqing, Yuan Qinghong, Yan Yongjun, Pharmacological Activities and Clinical Applications of Polygonum cuspidatum A Review, Journal of Traditional Chinese Medicine, 2016
Shen Tao, Wang Xiaofeng, Lou Hongxiang, Natural Stilbenes An Overview of Sources and Biological Activities with Special Reference to Polygonum cuspidatum, Natural Product Reports, 2009
Walle Thomas, Bioavailability of Resveratrol and Its Implications for Therapy, Annals of the New York Academy of Sciences, 2011
Smoliga James, Baur Joseph, Hausenblas Heather, Resveratrol and Health A Comprehensive Review of Human Clinical Trials, Molecular Nutrition and Food Research, 2011
(Basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso)
Decotto semplice di Polygonum cuspidatum Siebold & Zucc.
Utilizzare 3-6 g di rizoma essiccato e frammentato in 250 ml di acqua. Portare a ebollizione e mantenere il decotto per 15-20 minuti. Lasciare riposare 10 minuti e filtrare. Tradizionalmente impiegato nella medicina cinese per il supporto della funzione circolatoria, metabolica e digestiva. Le quantità indicate rientrano nei dosaggi tradizionalmente documentati.
Infuso leggero di Polygonum cuspidatum Siebold & Zucc.
Utilizzare 2-3 g di rizoma finemente triturato in 200 ml di acqua bollente. Lasciare in infusione per 15 minuti e filtrare. L'estrazione dei principali stilbeni risulta inferiore rispetto al decotto, ma la preparazione è talvolta utilizzata come bevanda tradizionale.
Decotto con Polygonum cuspidatum Siebold & Zucc. e Camellia sinensis (L.) Kuntze
Polygonum cuspidatum rizoma 3 g
Camellia sinensis foglie 2 g
Acqua 250 ml
Preparare il decotto del Polygonum cuspidatum per 15 minuti, aggiungere successivamente il tè verde e lasciare in infusione ulteriori 5 minuti. L'associazione è supportata dalla presenza di composti polifenolici studiati in ambito cardiovascolare e metabolico.
Decotto con Polygonum cuspidatum Siebold & Zucc. e Silybum marianum (L.) Gaertn.
Polygonum cuspidatum rizoma 3 g
Silybum marianum frutti triturati 3 g
Acqua 300 ml
Far bollire per circa 15 minuti e filtrare. L'associazione trova supporto nella letteratura fitoterapica relativa al mantenimento della funzionalità epatica e alla protezione dallo stress ossidativo.
Decotto con Polygonum cuspidatum Siebold & Zucc. e Curcuma longa L.
Polygonum cuspidatum rizoma 3 g
Curcuma longa rizoma 2 g
Acqua 250 ml
Far bollire per 15 minuti e filtrare. L'associazione è coerente con dati sperimentali relativi alla modulazione dei processi infiammatori e ossidativi.
Infuso con Polygonum cuspidatum Siebold & Zucc. e Zingiber officinale Roscoe
Polygonum cuspidatum rizoma polverizzato 2 g
Zingiber officinale rizoma 1 g
Acqua 200 ml
Lasciare in infusione per circa 15 minuti. Utilizzato tradizionalmente come preparazione aromatica e digestiva.
Decotto con Polygonum cuspidatum Siebold & Zucc. e Crataegus monogyna Jacq.
Polygonum cuspidatum rizoma 3 g
Crataegus monogyna sommità fiorite e foglie 2 g
Acqua 250 ml
Far bollire il rizoma per 15 minuti, aggiungere il biancospino e lasciare in infusione ulteriori 10 minuti. L'associazione è coerente con la tradizione fitoterapica cardiovascolare e con dati farmacologici disponibili sulle due specie.
Formulazione erboristica tradizionale per il supporto metabolico
Polygonum cuspidatum rizoma 3 g
Camellia sinensis foglie 2 g
Taraxacum officinale foglie 2 g
Acqua 300 ml
Preparare come decotto del rizoma seguito da infusione delle altre droghe per circa 10 minuti. Le componenti della miscela sono state studiate per il loro impiego tradizionale nel supporto delle funzioni metaboliche.
Formulazione erboristica tradizionale per il supporto circolatorio
Polygonum cuspidatum rizoma 3 g
Crataegus monogyna foglie e fiori 2 g
Vitis vinifera foglie rosse 2 g
Acqua 300 ml
Preparare mediante decotto del rizoma e successiva infusione delle altre droghe. L'associazione è coerente con l'impiego tradizionale e con le conoscenze farmacologiche disponibili sulla funzione vascolare.
Chinese Pharmacopoeia Commission, Pharmacopoeia of the People's Republic of China Polygonum cuspidatum Rhizoma et Radix, edizione più recente
World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants, vari volumi
Peng Wei, Qin Ruijuan, Li Xiaobo, Zhou Hua, Botany Phytochemistry Pharmacology and Potential Application of Polygonum cuspidatum A Review, Journal of Ethnopharmacology, 2013
Zhang Hong, Li Cheng, Kwok Sau Dan, Zhang Qiang Wen, Chan Siu Wai, A Review of the Pharmacological Effects of Polygonum cuspidatum and Its Major Bioactive Constituents, Evidence Based Complementary and Alternative Medicine, 2013
Nawrot-Hadzik Izabela, Ślusarczyk Sylwia, Granica Sebastian, Hadzik Jarosław, Matkowski Adam, Phytochemical Diversity of Polygonum cuspidatum and Biological Activity of Its Constituents A Review, Phytochemistry Reviews, 2019
Lin Yumei, Sun Xiaoqing, Yuan Qinghong, Yan Yongjun, Pharmacological Activities and Clinical Applications of Polygonum cuspidatum A Review, Journal of Traditional Chinese Medicine, 2016
Shen Tao, Wang Xiaofeng, Lou Hongxiang, Natural Stilbenes An Overview of Sources and Biological Activities with Special Reference to Polygonum cuspidatum, Natural Product Reports, 2009
World Federation of Chinese Medicine Societies, International Standard Chinese Materia Medica Monographs Polygonum cuspidatum, edizione più recente
Zhou Yue, Xin Hongliang, Rahman Khalid, Wang Shilin, Peng Chao, Zhang Hong, Portulaca oleracea and Polygonum cuspidatum in Traditional Medicine and Modern Pharmacology, Journal of Ethnopharmacology, 2015
Consultare il proprio medico prima di assumere qualsiasi preparato
Vino medicinale tradizionale con Polygonum cuspidatum
Nella medicina tradizionale asiatica il rizoma essiccato può essere macerato in vino di riso o vino bianco per estrarre i composti fenolici, in particolare resveratrolo e derivati. Preparazione con 20–30 g di rizoma essiccato in 500 ml di vino, lasciato in macerazione per 10–15 giorni in contenitore chiuso, con agitazione periodica. Filtrare e assumere in piccole quantità, circa 10–20 ml al giorno. Uso tradizionale come tonico circolatorio e antinfiammatorio; evidenze farmacologiche sui polifenoli ma dati clinici limitati per questa forma.
Preparazione alcolica tipo tintura (base per liquori o elisir)
Preparazione ottenuta macerando radice fresca o essiccata in alcol etilico al 40–60 percento per 4–6 settimane, quindi filtrata. Può essere diluita o integrata con miele o zucchero per ottenere un elisir. Posologia tradizionale 10–30 gocce fino a due volte al giorno. Uso come supporto antiossidante e circolatorio; evidenze farmacologiche sui costituenti, ma non specifiche per preparazioni alcoliche tradizionali.
Liquore fitoterapico artigianale
Preparazione derivata dalla macerazione della radice in alcol con eventuale aggiunta di zucchero o miele dopo filtrazione, lasciata maturare per alcune settimane. Uso limitato e non standardizzato, più vicino a tradizioni erboristiche locali o sperimentali; non esistono dati clinici specifici su efficacia e sicurezza di questa forma.
Le preparazioni alcoliche consentono una migliore estrazione dei polifenoli rispetto alle forme acquose, ma presentano variabilità significativa nella concentrazione dei principi attivi e mancanza di standardizzazione farmacologica.
Peng W., Qin R., Li X., Zhou H., Botany, phytochemistry, pharmacology, and potential application of Polygonum cuspidatum Sieb. et Zucc., 2013
European Medicines Agency, Assessment Report on Reynoutria japonica rhizoma, 2016
Wichtl M., Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, 2014
Baur J.A., Sinclair D.A., Therapeutic potential of resveratrol, 2006
Consultare il proprio medico prima di assumere questa bevanda ed evitarne l'uso in caso di divieto di assunzione di alcol
ANNUNCIO PUBBLICITARIO
FINE ANNUNCIO
SCHEDA NOTIZIE E VARIE
Polygonum cuspidatum Siebold & Zucc., oggi generalmente classificato come Reynoutria japonica, è una specie fortemente mellifera e nettarifera. Durante la fioritura produce abbondanti quantità di nettare e polline che vengono visitati intensamente dalle api, soprattutto alla fine dell'estate e all'inizio dell'autunno, quando molte altre risorse nettarifere risultano già ridotte.
Nonostante l'elevata attrattività per le api, il miele monoflorale di Polygonum cuspidatum è raro e poco documentato nella letteratura apistica internazionale. Nella maggior parte dei casi il nettare contribuisce a mieli multiflorali tardivi piuttosto che a produzioni monoflorali commercialmente riconosciute.
Nelle aree dove la specie forma estese popolazioni monospecifiche e rappresenta una delle principali fonti nettarifere disponibili durante la fioritura, possono essere ottenuti mieli con una marcata predominanza del suo polline. Tuttavia non esistono standard melissopalinologici universalmente accettati che definiscano ufficialmente un miele monoflorale di Polygonum cuspidatum analogo a quelli riconosciuti per acacia, castagno o agrumi.
I mieli nei quali il contributo di Polygonum cuspidatum è predominante presentano generalmente colore ambrato chiaro o ambrato medio, talvolta con sfumature dorate. L'aroma è mediamente intenso, floreale, vegetale e leggermente speziato.
Il sapore è generalmente dolce con moderata persistenza aromatica e può presentare leggere note erbacee, fruttate o speziate. L'intensità gustativa risulta normalmente inferiore rispetto ai mieli di castagno e superiore rispetto ai mieli molto delicati come quelli di acacia.
La cristallizzazione tende a essere variabile in funzione della composizione zuccherina e della presenza di altre fonti botaniche. In assenza di una consolidata produzione monoflorale, le caratteristiche fisico-chimiche possono differire sensibilmente tra diverse aree geografiche.
Polygonum cuspidatum Siebold & Zucc., noto anche come “knotweed giapponese”, presenta un uso culinario limitato ma documentato soprattutto per i giovani germogli primaverili, che vengono raccolti quando sono ancora teneri.
I germogli freschi possono essere consumati previa cottura, con un sapore acidulo simile a quello del rabarbaro, dovuto alla presenza di acidi organici; vengono utilizzati in preparazioni semplici come contorni, saltati in padella o aggiunti a zuppe.
In alcune tradizioni culinarie asiatiche i giovani fusti vengono sbollentati per ridurre l’astringenza e poi impiegati in piatti a base di verdure o come ingrediente in preparazioni fermentate.
Il rizoma, pur essendo la parte più utilizzata in fitoterapia, non è comunemente impiegato in cucina per il sapore intenso e la composizione fitochimica più concentrata.
L’uso alimentare richiede cautela per la presenza di ossalati e composti fenolici, che possono risultare irritanti o indesiderati se consumati in quantità elevate, motivo per cui il consumo è generalmente occasionale e limitato ai tessuti giovani della pianta.
La polidatina è una molecola naturale che ha suscitato un notevole interesse nella ricerca scientifica per le sue molteplici proprietà benefiche. È un glucoside del resveratrolo, il che significa che è una forma di resveratrolo legata a una molecola di glucosio. Questa struttura la rende più idrosolubile e biodisponibile rispetto al resveratrolo puro, consentendole di essere assorbita e utilizzata più efficacemente dall'organismo.
Ecco un riassunto dei principali ambiti di studio scientifico sulla polidatina:
Proprietà e meccanismi d'azione
La polidatina esercita i suoi effetti principalmente attraverso le seguenti proprietà:
Antiossidante: È un potente scavenger di radicali liberi, proteggendo le cellule dallo stress ossidativo, un fattore chiave nell'invecchiamento e in molte malattie croniche. Questo avviene anche tramite l'attivazione delle sirtuine, proteine coinvolte nella regolazione del metabolismo e della longevità.
Antinfiammatoria: Modula diverse vie di segnalazione infiammatorie, come la via NF-κB/NLRP3, riducendo la produzione di mediatori pro-infiammatori.
Anti-apoptotica: Aiuta a prevenire la morte cellulare programmata in condizioni di stress.
Questi meccanismi d'azione sono alla base dei potenziali benefici della polidatina in diverse condizioni patologiche.
Campi di applicazione e studi clinici
Gli studi sulla polidatina, sia in vitro che in vivo (su modelli animali e, in minor misura, studi clinici sull'uomo), suggeriscono un potenziale terapeutico in diverse aree:
Malattie cardiovascolari:
Cardioprotezione: Protegge il cuore dai danni ischemici e da altre forme di stress.
Riduzione del colesterolo: Studi su modelli animali hanno mostrato una riduzione dei livelli di colesterolo totale e LDL.
Funzione endoteliale: Può migliorare la funzione dell'endotelio (il rivestimento interno dei vasi sanguigni) e contribuire al mantenimento della pressione sanguigna.
Malattie neurodegenerative:
Neuroprotezione: Sono stati osservati effetti protettivi contro malattie come l'Alzheimer e il Parkinson, l'ictus e le lesioni del sistema nervoso centrale. La polidatina può migliorare le funzioni cognitive e ridurre i danni neuronali.
Malattie metaboliche:
Diabete mellito: Studi preliminari indicano un potenziale ruolo nella gestione del diabete di tipo 2, ad esempio attraverso la riduzione della glicemia a digiuno.
Obesità: La polidatina è oggetto di studio per i suoi effetti sul metabolismo lipidico.
Steatosi epatica (fegato grasso): Può essere utile nel prevenire l'infiammazione e il deposito di lipidi nel fegato.
Oncologia (Studi pre-clinici):
Numerosi studi in vitro hanno esplorato le proprietà antitumorali della polidatina, suggerendo un'attività antimutagena e la capacità di inibire la proliferazione cellulare e promuovere l'apoptosi in diverse linee cellulari tumorali (es. mieloma multiplo, osteosarcoma resistente alla doxorubicina, tumore al polmone non a piccole cellule).
Malattie infiammatorie e autoimmuni:
Dermatite atopica: Uno studio clinico open-label ha mostrato l'efficacia della polidatina (sia topica che in combinazione con terapia sistemica) nel ridurre il prurito e migliorare le lesioni cutanee in pazienti con dermatite atopica moderata-severa.
Malattie infiammatorie intestinali (es. IBS): Studi preliminari suggeriscono un potenziale nel sopprimere lo stress ossidativo e l'infiammazione intestinale.
Danno da radiazioni: Uno studio in vivo ha mostrato che la polidatina è in grado di alleviare le lesioni indotte dalle radiazioni.
Patologie articolari: Può proteggere la cartilagine articolare dai danni infiammatori e ossidativi.
Sindrome di Down:
Ricerche recenti, anche condotte dal CNR, suggeriscono che la polidatina possa contrastare alcuni deficit associati alla sindrome di Down, in particolare migliorando l'attività bioenergetica dei mitocondri e riducendo lo stress ossidativo nelle cellule.
Biodisponibilità e sicurezza
Un aspetto importante della polidatina è la sua maggiore biodisponibilità rispetto al resveratrolo. Il legame con il glucosio facilita il suo assorbimento e trasporto attivo all'interno delle cellule, dove può essere convertita in resveratrolo.
Per quanto riguarda la sicurezza, gli studi pre-clinici e alcune osservazioni in studi clinici non hanno finora evidenziato tossicità o effetti collaterali significativi. Tuttavia, è importante sottolineare che la maggior parte delle ricerche sono ancora a livello pre-clinico o in fasi iniziali di studi clinici, e sono necessarie ulteriori ricerche, in particolare studi clinici su larga scala, per confermare l'efficacia e la sicurezza della polidatina nell'uomo per le diverse condizioni.
In conclusione, la polidatina è una molecola promettente con un ampio spettro di attività biologiche, in particolare antiossidanti e antinfiammatorie. La ricerca scientifica sta esplorando attivamente il suo potenziale in diverse aree della medicina, ma sono ancora necessari ulteriori studi clinici rigorosi per definire appieno il suo ruolo terapeutico.
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Polygonum cuspidatum Siebold & Zucc., noto anche come Reynoutria japonica, è originario dell’Asia orientale ed è stato introdotto in Europa nel XIX secolo come pianta ornamentale, diventando successivamente una delle specie invasive più aggressive del continente.
La sua straordinaria capacità di crescita e rigenerazione deriva da un sistema rizomatoso estremamente sviluppato, capace di espandersi rapidamente e colonizzare ambienti diversi, anche in condizioni difficili.
Nella medicina tradizionale cinese la pianta è conosciuta come Hu Zhang ed è utilizzata da secoli per trattare infiammazioni, infezioni e disturbi circolatori, rappresentando una delle principali fonti naturali di resveratrolo.
Dal punto di vista fitochimico, Polygonum cuspidatum ha acquisito grande interesse scientifico proprio per il contenuto elevato di resveratrolo, un composto studiato per i suoi potenziali effetti antiossidanti, cardiovascolari e metabolici.
Una curiosità ecologica riguarda il fatto che la specie è in grado di alterare profondamente gli ecosistemi locali, competendo con la flora autoctona e modificando la biodiversità, motivo per cui in molti paesi è soggetta a controllo e gestione.
Nonostante il suo impatto ambientale negativo, la pianta rappresenta un esempio emblematico di come una specie invasiva possa avere contemporaneamente rilevanza farmacologica e interesse fitoterapico.