ERBACEA PERENNE O SUFFRUTICE LEGNOSO FINO A 1 M, CON LATTICE. FUSTI ERETTI, RAMIFICATI. FOGLIE VERTICILLATE A 3-4, ELLITTICHE O OBOVATE, GLABRE, VERDE SCURO SOPRA, PIÙ CHIARE SOTTO. FIORI PICCOLI, BIANCHI O ROSATI, IN CIME TERMINALI. CALICE PICCOLO, 5-DENTATO. COROLLA TUBOLARE CON 5 LOBI PATENTI. STAMI INCLUSI. OVARIO BICARPELLARE, SINCARPICO. FRUTTI DRUPE OVOIDALI, PICCOLE, CARNOSE, NERO-VIOLACEE A MATURAZIONE. RADICE LEGNOSA, SERPEGGIANTE.
CON PIOGGIA MONSONICA DA GIUGNO ASETTEMBRE, CON FIORITURA IN AGOSTO SETTEMBRE OTTOBRE
COLORI OSSERVATI NEI FIORI
____BIANCO ____ROSSO ARANCIO ____ROSSO VERMIGLIO
Originaria delle regioni tropicali e subtropicali dell'Asia meridionale e sudorientale, in particolare del subcontinente indiano (India, Pakistan, Bangladesh, Sri Lanka, Nepal, Bhutan) e di alcune parti del sud-est asiatico (Myanmar, Thailandia, Malesia, Indonesia). Predilige habitat umidi e ombreggiati, come le foreste decidue umide, le foreste sempreverdi, le boscaglie, le rive dei fiumi e i pendii collinari fino a un'altitudine di circa 1000 metri. Cresce bene in terreni ben drenati, ricchi di humus e leggermente acidi o neutri. La pianta si adatta a diverse condizioni di illuminazione, prosperando sia in ombra parziale che in pieno sole, purché il terreno rimanga umido. La sua presenza è spesso associata a zone con precipitazioni annue elevate e temperature calde.
Khare C. P., Indian Medicinal Plants An Illustrated Dictionary, 2007
Rastogi Ram P., Mehrotra B. N., Compendium of Indian Medicinal Plants, 1993
Fabricant Daniel S., Farnsworth Norman R., The Value of Plants Used in Traditional Medicine for Drug Discovery, 2001
Nobakht Mehdi, Firuzi Omid, Khazaei Mehdi, Rauvolfia serpentina A Review of the Phytochemistry Pharmacology and Toxicology, 2021
TOSSICITÀ: MEDIA
Motivazione: La tossicità della specie è ben documentata e correlata principalmente agli alcaloidi indolici, soprattutto reserpina. Alle dosi terapeutiche storicamente impiegate sono stati osservati effetti avversi quali depressione, sonnolenza, congestione nasale, bradicardia, ipotensione, disturbi gastrointestinali e, nei trattamenti prolungati o ad alte dosi, manifestazioni neuropsichiatriche anche gravi. Tuttavia, nell'uso corretto e controllato non è generalmente considerata una pianta ad alta o altissima tossicità. Le evidenze derivano da studi clinici, farmacovigilanza, dati tossicologici umani e impiego terapeutico documentato.
EFFICACIA: CONFERMATA DA EVIDENZE SCIENTIFICHE
Motivazione: Rauvolfia serpentina (L.) Benth. ex Kurz è una delle poche piante medicinali per le quali esistono studi clinici controllati, ampia documentazione farmacologica e revisioni scientifiche riguardanti preparazioni della radice e alcaloidi isolati, in particolare reserpina. L'efficacia nel trattamento dell'ipertensione arteriosa e di alcuni disturbi neuropsichiatrici è stata documentata direttamente sulla specie mediante studi clinici storici, osservazioni cliniche estese e successive revisioni farmacologiche. L'evidenza disponibile è di livello clinico e farmacologico diretto sulla specie.
Confermate da studi scientifici e clinici
Attività antipertensiva. Numerosi studi clinici controllati storici e successive revisioni farmacologiche hanno documentato una riduzione significativa della pressione arteriosa con preparazioni standardizzate della radice contenenti alcaloidi indolici, in particolare reserpina. L'indicazione terapeutica supportata è l'ipertensione arteriosa essenziale.
Attività sedativa e tranquillante. Studi clinici storici e osservazioni terapeutiche controllate hanno evidenziato effetti sedativi e di riduzione dell'agitazione psicomotoria attribuiti principalmente alla reserpina e ad alcaloidi correlati. L'indicazione terapeutica storicamente validata riguarda stati di agitazione e tensione nervosa.
Attività antipsicotica. Studi clinici condotti prima dell'introduzione diffusa dei neurolettici moderni hanno documentato benefici in alcuni disturbi psicotici. L'effetto è attribuibile principalmente alla reserpina isolata o a preparazioni ricche di alcaloidi. L'indicazione terapeutica riguarda specifiche condizioni psichiatriche oggi trattate prevalentemente con farmaci più sicuri.
Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata
Attività antiaritmica. Studi sperimentali in vivo e farmacologici hanno evidenziato effetti sul sistema cardiovascolare compatibili con una riduzione dell'eccitabilità cardiaca. Le evidenze rimangono inferiori rispetto a quelle disponibili per l'ipertensione.
Attività neurofarmacologica centrale. Studi in vitro e in vivo hanno confermato la capacità degli alcaloidi della specie di modulare i sistemi monoaminergici cerebrali. Tali risultati supportano i meccanismi farmacologici osservati clinicamente ma non costituiscono nuove indicazioni terapeutiche indipendenti.
Attività ansiolitica. Alcuni studi sperimentali animali e osservazioni fitoterapiche documentate suggeriscono un possibile effetto ansiolitico. Le evidenze disponibili risultano limitate e non sufficienti per una conferma clinica moderna.
Uso storico e nella tradizione
Nella medicina ayurvedica la radice è stata tradizionalmente utilizzata per ipertensione, insonnia, agitazione nervosa, disturbi mentali, stati convulsivi e come calmante generale.
In diversi sistemi medici tradizionali dell'Asia meridionale è stata impiegata per il trattamento di morsi di serpente, febbre, disturbi gastrointestinali e varie condizioni neurologiche. Tali impieghi storici non possiedono un livello di validazione scientifica paragonabile a quello disponibile per l'attività antipertensiva.
Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ciascun utilizzo fitoterapico.
Evans William Charles, Trease and Evans Pharmacognosy, 2009
Bisset Norman G., Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, 2004
Lobay Douglas, Rauwolfia in the Treatment of Hypertension, Integrative Medicine Insights, 2015
Nobakht Mehdi, Firuzi Omid, Khazaei Mehdi, Rauvolfia serpentina A Review of the Phytochemistry Pharmacology and Toxicology, 2021
QUESTA PIANTA RIENTRA NELLA LISTA DEL MINISTERO DELLA SALUTE PER L'IMPIEGO NON AMMESSO NEL SETTORE DEGLI INTEGRATORI ALIMENTARI.
(Le avvertenze includono segnali di rischio basati su evidenze precliniche, plausibilità farmacologica o casi isolati)
MONITORARE LA COMPARSA DI SINTOMI DEPRESSIVI DURANTE TRATTAMENTI PROLUNGATI. EVIDENZA CLINICA E FARMACOLOGICA DERIVATA DA STUDI SULL'IMPIEGO TERAPEUTICO DELLA SPECIE E DELLA RESERPINA.
UTILIZZARE CON CAUTELA IN SOGGETTI ANZIANI PER IL MAGGIORE RISCHIO DI IPOTENSIONE ORTOSTATICA, SEDAZIONE E BRADICARDIA. EVIDENZA CLINICA DERIVANTE DALL'ESPERIENZA TERAPEUTICA E DALLA FARMACOVIGILANZA.
MONITORARE PRESSIONE ARTERIOSA E FREQUENZA CARDIACA DURANTE IL TRATTAMENTO. EVIDENZA CLINICA DIRETTA CORRELATA ALL'ATTIVITÀ CARDIOVASCOLARE DOCUMENTATA DELLA SPECIE.
L'USO PROLUNGATO PUÒ DETERMINARE PROGRESSIVO ESAURIMENTO DELLE AMMINE BIOGENE CENTRALI E PERIFERICHE. EVIDENZA FARMACOLOGICA E SPERIMENTALE AMPIAMENTE DOCUMENTATA.
PRESTARE ATTENZIONE ALLA COMPARSA DI SONNOLENZA, RIDUZIONE DELLA VIGILANZA O RALLENTAMENTO PSICOMOTORIO. EVIDENZA CLINICA OSSERVATA DURANTE L'IMPIEGO TERAPEUTICO DELLA SPECIE.
LE EVIDENZE DISPONIBILI RIGUARDANO PRINCIPALMENTE LA RADICE E GLI ALCALOIDI ISOLATI, SOPRATTUTTO RESERPINA; DATI CLINICI MODERNI SU PREPARAZIONI FITOTERAPICHE STANDARDIZZATE COMPLETE DELLA DROGA RISULTANO PIÙ LIMITATI RISPETTO ALLA DOCUMENTAZIONE FARMACOLOGICA STORICA.
(Le controindicazioni si basano su evidenze cliniche dirette, cioè dati da studi clinici, osservazionali o casistiche solide che dimostrino che l’uso della pianta è da evitare in specifiche condizioni o popolazioni)
DEPRESSIONE MAGGIORE, DISTURBI DEPRESSIVI ATTIVI O ANAMNESI DI DEPRESSIONE CLINICAMENTE SIGNIFICATIVA. CONTROINDICAZIONE SUPPORTATA DA NUMEROSI DATI CLINICI E FARMACOLOGICI DIRETTI SULLA SPECIE E SUI SUOI ALCALOIDI, IN PARTICOLARE RESERPINA, ASSOCIATI ALL'INDUZIONE O AL PEGGIORAMENTO DI SINDROMI DEPRESSIVE.
ULCERA GASTRICA O DUODENALE ATTIVA. CONTROINDICAZIONE DOCUMENTATA DA DATI CLINICI E FARMACOLOGICI CHE MOSTRANO AUMENTO DELLA SECREZIONE GASTRICA E POSSIBILE AGGRAVAMENTO DELLA PATOLOGIA ULCEROSA.
BRADICARDIA CLINICAMENTE SIGNIFICATIVA. CONTROINDICAZIONE SUPPORTATA DA OSSERVAZIONI CLINICHE E DALL'AZIONE FARMACOLOGICA DIRETTA DEGLI ALCALOIDI DELLA SPECIE SUL SISTEMA CARDIOVASCOLARE.
IPOTENSIONE ARTERIOSA SIGNIFICATIVA. CONTROINDICAZIONE DOCUMENTATA DA DATI CLINICI RELATIVI ALL'ATTIVITÀ IPOTENSIVA DELLA DROGA E DEI SUOI PRINCIPALI ALCALOIDI.
TERAPIA ELETTROCONVULSIVANTE. CONTROINDICAZIONE RIPORTATA NELLA LETTERATURA CLINICA E FARMACOLOGICA RELATIVA ALL'IMPIEGO DI PREPARATI CONTENENTI RESERPINA DERIVATA DALLA SPECIE.
MORBO DI PARKINSON. CONTROINDICAZIONE SUPPORTATA DA OSSERVAZIONI CLINICHE E FARMACOLOGICHE PER POSSIBILE AGGRAVAMENTO DELLA SINTOMATOLOGIA EXTRAPIRAMIDALE.
(Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche)
Estratto secco di radice
L'estratto secco della radice rappresenta la forma fitoterapica storicamente più studiata. L'attività terapeutica documentata è correlata principalmente al contenuto in alcaloidi indolici totali, in particolare reserpina. Nella letteratura clinica classica sono stati impiegati estratti standardizzati contenenti circa lo 0,1-0,3% di reserpina totale. Le dosi tradizionalmente utilizzate variavano generalmente da 50 a 250 mg di estratto secco al giorno, corrispondenti a circa 0,05-0,25 mg di reserpina. L'impiego richiede supervisione medica per il profilo di sicurezza della specie.
Estratto purificato standardizzato in alcaloidi totali
Alcune preparazioni fitoterapiche storiche erano standardizzate sul contenuto complessivo di alcaloidi indolici della radice. Non esiste tuttavia uno standard internazionale moderno universalmente accettato per il fitocomplesso totale. L'utilizzo era destinato prevalentemente al trattamento dell'ipertensione arteriosa e di specifiche condizioni neurovegetative sotto controllo specialistico. Le dosi risultano variabili secondo il contenuto alcaloidico certificato.
Polvere micronizzata di radice
La droga polverizzata è stata impiegata nella medicina ayurvedica e in alcune formulazioni galeniche tradizionali. A causa dell'elevata variabilità del contenuto alcaloidico e dei problemi di sicurezza, non esistono attualmente dosaggi fitoterapici evidence-based universalmente riconosciuti e validati per l'automedicazione.
Tintura madre fitoterapica
Sono descritte preparazioni idroalcoliche ottenute dalla radice essiccata. Tuttavia la standardizzazione alcaloidica è spesso insufficiente per garantire una posologia clinicamente prevedibile. Le principali monografie moderne non forniscono schemi posologici fitoterapici standardizzati raccomandabili per l'uso corrente.
Reserpina isolata di origine vegetale
La reserpina purificata, originariamente ottenuta da Rauvolfia serpentina, rappresenta il principio attivo storicamente più importante della specie. Le dosi cliniche tradizionali generalmente comprese tra 0,05 e 0,25 mg al giorno hanno dimostrato efficacia antipertensiva e sedativa. Tuttavia si tratta di un farmaco e non di un integratore fitoterapico, con utilizzo oggi molto limitato per il profilo di effetti indesiderati.
Preparazioni omeopatiche
Rauvolfia serpentina è presente in omeopatia sotto forma di tintura madre omeopatica e diluizioni successive quali D3, D4, D6, D12, C5, C7, C9, C30 e potenze superiori. Le modalità di impiego seguono i criteri propri della pratica omeopatica. Non sono disponibili evidenze cliniche moderne che consentano di definire un titolo efficace o una posologia terapeutica evidence-based per tali preparazioni.
World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants Volume 2, 2002
Indian Pharmacopoeia Commission, Ayurvedic Pharmacopoeia of India Part I Volume I, 2001
Kirtikar K. R., Basu B. D., Indian Medicinal Plants, 1999 edition
Khare C. P., Indian Medicinal Plants An Illustrated Dictionary, 2007
Nadkarni K. M., Indian Materia Medica, 2009 edition
Chopra R. N., Nayar S. L., Chopra I. C., Glossary of Indian Medicinal Plants, 1956
Vakil R. J., A Clinical Trial of Rauwolfia Serpentina in Essential Hypertension, 1949
Wilkins R. W., Judson W. E., The Use of Rauwolfia Alkaloids in Hypertension, 1955
Lobay D., Rauwolfia in the Treatment of Hypertension, Integrative Medicine Review, 2015
Bentley K. W., The Alkaloids of Rauwolfia and Their Pharmacology, 1957
(Basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso)
Per Rauvolfia serpentina non esistono moderne monografie fitoterapiche che raccomandino tisane, infusi o decotti come forme terapeutiche sicure ed evidence-based. La droga contiene alcaloidi indolici ad attività farmacologica marcata e con indice terapeutico ristretto; inoltre il contenuto alcaloidico degli estratti acquosi è variabile e difficilmente standardizzabile. Per questo motivo le principali fonti scientifiche e regolatorie moderne non considerano infusi e decotti forme appropriate per uso terapeutico.
Non sono disponibili formulazioni erboristiche tradizionali con Rauvolfia serpentina e altre piante sinergizzanti supportate contemporaneamente da evidenze cliniche moderne e da standard di sicurezza sufficienti per consentire la raccomandazione di dosaggi fitoterapici sicuri.
Le formulazioni storiche ayurvediche contenenti Rauvolfia serpentina associate ad altre droghe vegetali sono documentate nella medicina tradizionale indiana, ma non dispongono generalmente di studi clinici moderni adeguati che permettano di definirne efficacia, sicurezza e posologia secondo criteri evidence-based contemporanei.
World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants Volume 2, 2002
Indian Pharmacopoeia Commission, Ayurvedic Pharmacopoeia of India Part I Volume I, 2001
Khare C. P., Indian Medicinal Plants An Illustrated Dictionary, 2007
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Chopra R. N., Nayar S. L., Chopra I. C., Glossary of Indian Medicinal Plants, 1956
Vakil R. J., A Clinical Trial of Rauwolfia Serpentina in Essential Hypertension, 1949
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Lobay D., Rauwolfia in the Treatment of Hypertension, Integrative Medicine Review, 2015
Bentley K. W., The Alkaloids of Rauwolfia and Their Pharmacology, 1957
Anonymous, British Herbal Pharmacopoeia, 1983
Consultare il proprio medico prima di assumere qualsiasi preparato
Contiene alcaloidi con effetti stimolanti sul sistema nervoso centrale (ad esempio reserpina).
ANNUNCIO PUBBLICITARIO
FINE ANNUNCIO
SCHEDA NOTIZIE E VARIE
Rauvolfia serpentina (L.) Benth. ex Kurz è una delle piante medicinali più importanti nella storia della farmacologia moderna per aver rappresentato la fonte naturale della reserpina, uno dei primi alcaloidi utilizzati scientificamente nel trattamento dell’ipertensione e dei disturbi psichiatrici.
L’introduzione della reserpina nella pratica clinica negli anni cinquanta ha segnato una svolta nella medicina occidentale, contribuendo allo sviluppo delle prime terapie efficaci per l’ipertensione arteriosa e influenzando profondamente la ricerca sui neurotrasmettitori.
Nella medicina ayurvedica la pianta è conosciuta come Sarpagandha ed è utilizzata da secoli come sedativo e rimedio per disturbi mentali, insonnia e morsi di serpente, da cui deriva il nome serpentina legato alla forma delle radici e all’uso tradizionale.
Un aspetto storico rilevante è che il successo farmacologico della reserpina ha portato a un intenso sfruttamento della pianta nel XX secolo, con conseguente riduzione delle popolazioni spontanee in alcune aree dell’India e del Sud-Est asiatico.
Dal punto di vista scientifico la specie ha avuto un ruolo fondamentale nello studio della deplezione delle monoamine nel sistema nervoso centrale, contribuendo alla comprensione dei meccanismi biologici della depressione e allo sviluppo di nuovi farmaci psicotropi.
Nonostante la sua importanza storica, l’uso della pianta in fitoterapia moderna è oggi fortemente limitato a causa del profilo di sicurezza degli alcaloidi, e il suo impiego è stato in gran parte sostituito da farmaci più selettivi e meglio tollerati.