QUESTA SCHEDA È UNICA E ORIGINALE IN INTERNET aggiornamento del 06/05/2026
TRIFOGLIO FIBRINO Menyanthes trifoliata L.
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Autore: erbeofficinali.org
Hermann Adolph Köhler (1834-1879)
Autore: A.Tucci
TOSSICITÀ BASSA
EFFICACIA BUONA
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ANNUNCIO PUBBLICITARIO
FINE ANNUNCIO
SCHEDA BOTANICA
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Clade Angiosperme
Clade Eudicotiledoni
Clade Superasteridi
Clade Asteridi
Ordine Asterales
Famiglia Menyanthaceae
Genere Menyanthes
Specie Menyanthes trifoliata
Famiglia:
Scarfano, Trifoglio delle paludi, Trifoglio delle maree, Common buckbean, Water Trefoil, Trèfe de castor, Tréfle d´eau, Tréfle des marais, Buckbean
Limnanthemum Orbiculatum (Lam.) Griseb., Menyanthes Americana Sweet, Menyanthes Latifolia Raf., Menyanthes Orbiculata Lam., Menyanthes Palustris Gray, Menyanthes Paradoxa Fr., Menyanthes Pumila Douglas, Menyanthes Pumila Douglas Ex Griseb., Menyanthes Tridentata Raf., Menyanthes Trifoliata F. Brevistyla Aver., Menyanthes Trifoliata F. Macrophylla Bolzon, Menyanthes Trifoliata F. Microphylla Bolzon, Menyanthes Trifoliata F. Submersa Glück, Menyanthes Trifoliata Subsp. Verna (Raf.) Gervais & M.Parent, Menyanthes Trifoliata Var. Minor Fernald, Menyanthes Trifoliata Var. Minor Michx., Menyanthes Trifoliata Var. Minor Michx. Ex Pers., 1805, Menyanthes Trifoliata Var. Paradoxa Fr., Menyanthes Trifolium Neck., Menyanthes Verna Raf., Nymphoides Orbiculata (Lam.) Kuntze, Villarsia Orbiculata (Lam.) G.Don, Villarsia Pumila Griseb.
PIANTA ERBACEA PERENNE ACQUATICA/RIPARIA ALTA 15-30 CM, CON RIZOMA STRISCIANTE CARNOSO E SPUGNOSO. PRESENTA FOGLIE BASALI ALTERNE, COMPOSTE DA TRE FOGLIOLINE OBOVATE (3-8 CM), GLABRE, CON MARGINE INTERO E BASE CUNEATA, SORRETTE DA LUNGHI PICCIOLI GUAINANTI. GLI SCAPI FIORIFERI PRIVI DI FOGLIE PORTANO RACEMI ERETTI DI 10-20 FIORI BIANCO-ROSATI STELLATI (1-1,5 CM), CON COROLLA A 5 LOBI RICOPERTI DI PELI BIANCHI (CARATTERE DISTINTIVO). I FRUTTI SONO CAPSULE OVOIDI DEISCENTI CONTENENTI SEMI LISCI. FIORISCE DA APRILE A GIUGNO. SPECIE UNICA DEL GENERE MENYANTHES, SI RICONOSCE PER LE FOGLIE TRIFOGLIATE E I FIORI PIUMOSI.
APRILE MAGGIO GIUGNO (TARDA PRIMAVERA-INIZIO ESTATE), CON PICCHI A MAGGIO, PRODUCENDO RACEMI DI FIORI BIANCO-ROSATI CON PETALI FRANGIATI
COLORI OSSERVATI NEI FIORI
____BIANCO ____FUCHSIA SCURO
Tipica delle zone umide temperate e fredde dell'emisfero boreale. Cresce in paludi, torbiere acide (soprattutto torbiere a sfagni), margini di stagni, laghi oligotrofi e acquitrini con acque poco profonde (fino a 50 cm). Predilige substrati acidi (pH 3.5-6), ricchi di torba e materiale organico in decomposizione, spesso in associazione con carici e sfagni. La specie è caratteristica di ambienti a basso contenuto nutrizionale (oligotrofi) e tollera condizioni di scarsa ossigenazione radicale. Presente in Europa, Asia settentrionale e Nord America, in Italia si trova nelle zone alpine e prealpine, fino a 2.000 m di quota. Fiorisce tra maggio e luglio, formando spesso popolamenti estesi nelle zone di transizione tra acqua e terra (ecotoni). La sua presenza è considerata bioindicatrice di zone umide intatte e non inquinate.
Orhan Ilkay, Suntar Ipek, Natural Products and Phytotherapy of Menyanthes trifoliata, 2018
Krasteva Irina, Nikolov Svetoslav, Phytochemical and Pharmacological Studies on Menyanthes trifoliata, 2013
Olszewska Monika, Wolbis Marcin, Flavonoids and Phenolic Acids of Menyanthes trifoliata L. Leaves, 2002
Mills Simon, Bone Kerry, Principles and Practice of Phytotherapy, 2013
TOSSICITÀ: BASSA
Motivazione: Nel corretto utilizzo e alle dosi terapeutiche tradizionali la pianta è generalmente sicura; gli effetti indesiderati sono rari e lievi, prevalentemente di tipo gastrointestinale e legati all’azione amara, senza evidenze di tossicità significativa.
EFFICACIA: BUONA
Motivazione: Menyanthes trifoliata L. è una pianta amaricante tradizionalmente impiegata come stomachico e digestivo; l’attività è supportata da studi fitochimici e sperimentali che confermano la presenza di iridoidi amari con effetti secretagoghi e tonico-digestivi, oltre a un consolidato uso fitoterapico, pur in assenza di ampi studi clinici controllati.
Confermate da studi scientifici e clinici
Non sono disponibili studi clinici controllati, meta-analisi o revisioni sistematiche sufficientemente robuste che confermino indicazioni terapeutiche specifiche di Menyanthes trifoliata L. nell’uomo secondo criteri evidence based contemporanei. Le evidenze cliniche dirette risultano assenti o metodologicamente insufficienti.
Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata
Attività amaro-tonica ed eupeptica. Documentata dalla presenza di secoiridoidi amari, in particolare meniantina, swertiamarina e loganina. L’evidenza deriva da farmacognosia classica, uso fitoterapico consolidato europeo e plausibilità farmacodinamica correlata alla stimolazione riflessa delle secrezioni digestive. Mancano conferme cliniche controllate specifiche sulla specie.
Attività digestivo-stomachica. Supportata da dati fitochimici e da tradizione fitoterapica coerente con il contenuto in principi amari. Gli studi disponibili sono prevalentemente descrittivi, farmacognostici o derivati da modelli sperimentali indiretti.
Attività stimolante dell’appetito. Associata all’azione dei secoiridoidi amari su secrezione gastrica e risposta orexigena riflessa. Evidenza limitata a fitoterapia tradizionale europea e plausibilità fisiologica; assenti studi clinici moderni controllati.
Attività coleretica e colagoga. Alcuni dati sperimentali preclinici e fonti fitoterapiche storiche suggeriscono un incremento funzionale della secrezione biliare correlato ai principi amari. Le evidenze disponibili sono limitate e non standardizzate.
Attività antinfiammatoria. Estratti della specie hanno mostrato in vitro moderata attività antiossidante e modulazione di mediatori infiammatori, attribuite principalmente ai flavonoidi e ai composti fenolici. Mancano conferme cliniche.
Attività antiossidante. Evidenziata in vitro mediante saggi radical scavenging su estratti polifenolici. Il significato clinico rimane non determinato.
Attività ipolipidemizzante e metabolica. Alcuni studi sperimentali animali preliminari hanno riportato riduzione di parametri lipidici e modulazione metabolica con estratti della pianta. I dati sono limitati, eterogenei e privi di validazione clinica.
Attività immunomodulante. Sono stati osservati effetti immunofarmacologici preliminari in modelli sperimentali e cellulari, ma le evidenze sono insufficienti per definire applicazioni terapeutiche.
Uso storico e nella tradizione
Tradizionalmente utilizzata nella fitoterapia europea come amaro digestivo nelle dispepsie iposecretive, nell’inappetenza e nelle digestioni lente.
Storicamente impiegata come coadiuvante nelle affezioni epatobiliari e nelle congestioni digestive.
Documentato l’uso etnobotanico come depurativo primaverile e rimedio “alterativo” nelle medicine popolari nord-europee.
Storicamente utilizzata nei reumatismi cronici, nella gotta e nei dolori articolari senza validazione clinica moderna.
Riportato l’impiego tradizionale nelle febbri intermittenti e negli stati debilitativi cronici in epoca premoderna.
Talvolta utilizzata nella medicina popolare come diuretico lieve e coadiuvante nelle dermatosi croniche, senza evidenze farmacologiche conclusive.
Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ciascun utilizzo fitoterapico.
Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata*
Blumenthal Mark, Busse William R., Goldberg Andy, Gruenwald Joerg, Hall Timothy, Riggins Christine W., Rister Robert S., The Complete German Commission E Monographs: Therapeutic Guide to Herbal Medicines, 1998
Bradley Peter R., British Herbal Compendium Volume 1, British Herbal Medicine Association, 1992
Wichtl Max, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals: A Handbook for Practice on a Scientific Basis, 2004
Barnes Joanne, Anderson Linda A., Phillipson J. David, Herbal Medicines, Pharmaceutical Press, 2007
Newall Carol A., Anderson Linda A., Phillipson J. David, Herbal Medicines: A Guide for Health-Care Professionals, 1996
Duke James A., Handbook of Medicinal Herbs, CRC Press, 2002
Bahmani Mahmoud, Shirzad Hassan, Rafieian-Kopaei Mahmoud, Saki Kourosh, A Review of the Phytochemistry and Pharmacological Properties of Medicinal Plants Containing Iridoids and Secoiridoids, 2014
Jensen Søren Rosendal, Schripsema Jan, Chemotaxonomy and Pharmacology of Secoiridoids, Their Biosynthesis and Biological Activity, 2002
(Le avvertenze includono segnali di rischio basati su evidenze precliniche, plausibilità farmacologica o casi isolati)
L’USO A DOSAGGI ELEVATI PUÒ PROVOCARE IRRITAZIONE GASTRICA, NAUSEA, VOMITO O DIARREA. L’EVIDENZA DERIVA DA DATI FARMACOLOGICI DIRETTI SULLA SPECIE E DALL’AZIONE SECRETAGOGA DEI COMPOSTI AMARI SECOIRIDOIDICI PRESENTI NELLE FOGLIE.
L’IMPIEGO PROLUNGATO NON È ADEGUATAMENTE SUPPORTATO DA STUDI CLINICI DI SICUREZZA SPECIFICI SULLA SPECIE. LE EVIDENZE DISPONIBILI SONO PREVALENTEMENTE FITOTERAPICHE TRADIZIONALI E FARMACOLOGICHE PRECLINICHE.
L’UTILIZZO DURANTE GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO NON DISPONE DI DATI CLINICI SUFFICIENTI SPECIFICI PER MENYANTHES TRIFOLIATA L.; PERTANTO L’USO NON PUÒ ESSERE CONSIDERATO ADEGUATAMENTE DEFINITO SOTTO IL PROFILO DELLA SICUREZZA. TALE AVVERTENZA È BASATA SULL’ASSENZA DI STUDI TOSSICOLOGICI E CLINICI PERTINENTI SULLA SPECIE.
NEI SOGGETTI CON GASTRITE FUNZIONALE O SENSIBILITÀ GASTRICA AUMENTATA È RACCOMANDATA CAUTELA PER POSSIBILE INCREMENTO DELLA SECREZIONE GASTRICA. L’EVIDENZA È DI TIPO FARMACOLOGICO DIRETTO CORRELATA AI PRINCIPI AMARI AMAROTONICI PRESENTI NELLA DROGA VEGETALE.
(Le controindicazioni si basano su evidenze cliniche dirette, cioè dati da studi clinici, osservazionali o casistiche solide che dimostrino che l’uso della pianta è da evitare in specifiche condizioni o popolazioni)
MENYANTHES TRIFOLIATA L. È CONTROINDICATA NEI SOGGETTI CON ULCERA GASTRICA O DUODENALE ATTIVA E NELLE CONDIZIONI CARATTERIZZATE DA IPERSECREZIONE GASTRICA DOCUMENTATA. TALE CONTROINDICAZIONE È SUPPORTATA DA DATI FARMACOLOGICI DIRETTI RELATIVI ALL’ELEVATO CONTENUTO DI PRINCIPI AMARI SECOIRIDOIDICI CAPACI DI STIMOLARE LA SECREZIONE GASTRICA.
È CONTROINDICATA IN CASO DI IPERSENSIBILITÀ NOTA ALLA SPECIE MENYANTHES TRIFOLIATA L. O AI PREPARATI DERIVATI DALLA PIANTA, SULLA BASE DELLA PRATICA FITOTERAPICA DOCUMENTATA E DI SEGNALAZIONI DI REAZIONI INDIVIDUALI RARE.
(Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche)
ALCOL E PREPARAZIONI ALCOLICHE AD ALTA GRADAZIONE
AMARI
ANTIACIDI GASTRICI
ANTIREFLUSSO ESOFAGEO/GASTRICO
ANTIULCERA
GASTROLESIVI
GASTROPROTETTIVI O INIBITORI DELLA POMPA PROTONICA
IRRITANTI GASTROINTESTINALI
STIMOLANTI GASTRICI O DIGESTIVI
TINTURE ALCOOLICHE
(Erbe che possono aumentare l'efficacia fitoterapica)
* Si tenga presente che talvolta la stessa erba indicata come sinergica o antagonista, potrebbe assumere entrambi i ruoli in funzione della dose utilizzata e/o della forma estrattiva o di trattamento. Consultare un fitoterapeuta per personalizzare le combinazioni.
(Erbe che possono diminuire l'effetto fitoterapico o causare interazioni avverse)
Estratto secco nebulizzato e titolato di foglie di Menyanthes trifoliata L.
Gli estratti secchi standardizzati sono impiegati prevalentemente come amari tonici ed eupeptici. I preparati moderni vengono standardizzati soprattutto in secoiridoidi amari totali espressi come meniantina o derivati iridoidici. I titoli fitoterapicamente rilevanti risultano generalmente compresi tra 2% e 5% di principi amari totali. Le dosi comunemente documentate negli integratori sono comprese tra 200 mg e 600 mg al giorno suddivisi prima dei pasti principali. L’impiego è rivolto principalmente a dispepsia iposecretiva, riduzione dell’appetito e supporto coleretico digestivo.
Estratto fluido idroalcolico di foglie di Menyanthes trifoliata L.
L’estratto fluido con rapporto droga/estratto 1:1 ottenuto con etanolo al 25% è descritto nelle monografie europee tradizionali. La posologia tradizionale documentata corrisponde a 1–2 ml tre volte al giorno prima dei pasti. L’utilizzo è rivolto soprattutto a perdita temporanea dell’appetito, digestione lenta e disturbi dispeptici lievi. La standardizzazione farmacognostica è basata sul contenuto di principi amari secoiridoidici.
Tintura madre fitoterapica di Menyanthes trifoliata L.
Le tinture fitoterapiche classiche vengono preparate generalmente con rapporto 1:5 in etanolo al 45%. La posologia riportata nelle monografie tradizionali europee è di 1–3 ml fino a tre volte al giorno. L’uso è orientato come amaro stomachico, colagogo e supporto digestivo funzionale. La somministrazione avviene preferibilmente 20–30 minuti prima dei pasti.
Polvere micronizzata di foglie di Menyanthes trifoliata L.
La polvere integrale della droga essiccata viene utilizzata in capsule o compresse gastroresistenti come supporto digestivo e stimolante dell’appetito. Le dosi riportate nella letteratura fitoterapica europea sono comprese tra 500 mg e 2000 mg al giorno suddivisi in due o tre assunzioni. Non risultano disponibili standardizzazioni universalmente validate per il contenuto in meniantina nei preparati commerciali.
Preparazioni combinate digestive con Menyanthes trifoliata L.
Menyanthes trifoliata viene frequentemente associata ad altre droghe amare quali Gentiana lutea, Centaurium erythraea, Artemisia absinthium e Taraxacum officinale in formulazioni digestive e coleretiche. Nei preparati composti il contenuto della specie varia generalmente dal 10% al 30% della miscela totale. Le dosi equivalenti giornaliere della droga secca risultano comprese tra 1,5 g e 4,5 g.
Preparazioni omeopatiche di Menyanthes trifoliata L.
In omeopatia la specie viene utilizzata principalmente come tintura madre e nelle diluizioni da D1 a D6 oppure da CH3 a CH9. Gli impieghi omeopatici tradizionali comprendono cefalea, disturbi digestivi funzionali, nevralgie e sensazione di freddo periferico. Non sono disponibili evidenze cliniche moderne che confermino efficacia terapeutica specifica delle preparazioni omeopatiche della specie.
European Medicines Agency, European Union Herbal Monograph on Menyanthes trifoliata L. folium, 2021
European Medicines Agency, Assessment Report on Menyanthes trifoliata L. folium, 2021
American Botanical Council, Commission E Monographs: Bogbean Leaf, 2000
Shikov Alexander N. et al., Medicinal Plants of the Russian Pharmacopoeia; Their History and Applications, Journal of Ethnopharmacology, 2014
Shikov Alexander N. et al., Traditional and Current Food Use of Wild Plants Listed in the Russian Pharmacopoeia, Frontiers in Pharmacology, 2017
Wichtl Max, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, 2004
Barnes Joanne, Anderson Linda A., Phillipson J. David, Herbal Medicines, 2007
Blumenthal Mark, The Complete German Commission E Monographs, 1998
Newall Carol A., Anderson Linda A., Phillipson J. David, Herbal Medicines: A Guide for Health-Care Professionals, 1996
(Basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso)
Infuso digestivo amaro con Menyanthes trifoliata L.
Menyanthes trifoliata foglie essiccate 1 g, Centaurium erythraea sommità 1 g, Gentiana lutea radice 0,5 g.
Infondere in 200 ml di acqua calda per 8–10 minuti. Assumere una tazza 20 minuti prima dei pasti principali fino a due volte al giorno. Formulazione tradizionalmente utilizzata come amaro tonico ed eupeptico nelle dispepsie iposecretive e nella riduzione dell’appetito.
Infuso coleretico e digestivo con Menyanthes trifoliata L.
Menyanthes trifoliata foglie 1 g, Taraxacum officinale radice 1,5 g, Cynara scolymus foglie 1 g, Mentha × piperita foglie 0,5 g.
Infondere in 250 ml di acqua calda per 10 minuti. Assumere una tazza dopo i pasti principali una o due volte al giorno. Preparazione utilizzata nel supporto digestivo funzionale e nella sensazione postprandiale di pienezza biliare.
Tisana stomachica tradizionale con Menyanthes trifoliata L.
Menyanthes trifoliata foglie 1 g, Artemisia absinthium sommità 0,3 g, Achillea millefolium sommità 1 g, Foeniculum vulgare frutti 1 g.
Infondere in 200 ml di acqua bollente per 7 minuti. Assumere una tazza prima del pranzo o della cena. Preparazione utilizzata nella fitoterapia tradizionale europea per digestione lenta, flatulenza e iporessia.
Decotto digestivo con Menyanthes trifoliata L.
Menyanthes trifoliata foglie 1 g, Zingiber officinale rizoma 0,5 g, Glycyrrhiza glabra radice 1 g.
Portare a lieve ebollizione in 250 ml di acqua per 5 minuti e lasciare riposare ulteriori 10 minuti. Assumere una tazza dopo i pasti principali. Formulazione utilizzata come supporto digestivo e gastrico funzionale evitando dosaggi elevati della droga amara.
Miscela eupeptica con Menyanthes trifoliata L. per preparazione in filtro
Menyanthes trifoliata foglie 20%, Melissa officinalis foglie 30%, Matricaria chamomilla capolini 30%, Carum carvi frutti 20%.
Utilizzare 2–3 g della miscela in 200 ml di acqua calda per 8 minuti. Assumere fino a due tazze al giorno dopo i pasti. Preparazione utilizzata nella pratica erboristica per dispepsia funzionale associata a tensione gastrica e meteorismo.
Formulazione erboristica tradizionale tonico-amara
Menyanthes trifoliata foglie 1 g, Cichorium intybus radice 1 g, Curcuma longa rizoma 0,5 g, Rosmarinus officinalis foglie 0,5 g.
Infondere in 250 ml di acqua calda per 10 minuti. Assumere una tazza prima del pasto principale. Miscela tradizionalmente impiegata come tonico digestivo e supporto epatobiliare funzionale.
European Medicines Agency, European Union Herbal Monograph on Menyanthes trifoliata L. folium, 2021
European Medicines Agency, Assessment Report on Menyanthes trifoliata L. folium, 2021
Blumenthal Mark, The Complete German Commission E Monographs, 1998
Wichtl Max, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, 2004
Barnes Joanne, Anderson Linda A., Phillipson J. David, Herbal Medicines, 2007
Newall Carol A., Anderson Linda A., Phillipson J. David, Herbal Medicines: A Guide for Health-Care Professionals, 1996
Mills Simon, Bone Kerry, Principles and Practice of Phytotherapy, 2013
Bradley Peter R., British Herbal Compendium Volume 1, 1992
Frohne Dietrich, Pfänder Hans Jürgen, Poisonous Plants: A Handbook for Doctors, Pharmacists, Toxicologists, Biologists and Veterinarians, 2005
Consultare il proprio medico prima di assumere qualsiasi preparato
Preparazione alcolica erboristica con Menyanthes trifoliata
Ingredienti
Parti aeree e/o rizoma essiccati di Menyanthes trifoliata
Alcool etilico alimentare (ad esempio a 45–60% vol) oppure vino secco di buona qualità
Procedimento
Porre 1 parte di erba secca di Menyanthes trifoliata in un barattolo di vetro pulito.
Aggiungere 3–4 parti di alcool o vino fino a coprire completamente la pianta.
Chiudere ermeticamente e macerare al buio per 3–6 settimane, agitando periodicamente il contenitore.
Trascorso il tempo di macerazione, filtrare il liquido con garza o filtro fine per separare i residui vegetali.
Conservare la tintura o macerato alcolico in bottiglie di vetro scuro, etichettate con nome della pianta e data di preparazione.
Uso della preparazione alcolica
Uso interno
La tintura o macerato alcolico di Menyanthes trifoliata è impiegato come estratto amaro e tonico digestivo.
Posologia tipica: alcune gocce (ad esempio 20–40 gocce) diluite in poca acqua o tisana, 1–2 volte al giorno, prima dei pasti principali.
Obiettivo: stimolare la secrezione gastrica e biliare, favorire la digestione, ridurre la sensazione di pienezza post‑pasto e sostenere l’appetito in casi di lieve inappetenza stagionale o digestione lenta.
Consigli di uso: assumere a stomaco vuoto o prima dei pasti per massimizzare l’effetto amaricante e digestivo. La diluizione è importante per ridurre l’impatto dell’alcol e dei composti amari sulla mucosa gastrica.
Uso tradizionale
In alcune formulazioni popolari, il macerato alcolico veniva aggiunto a vini aromatici o tonici primaverili, miscelato con altre erbe amare (come genziana, angelica o centauri) per ottenere bevande “depurative” o toniche stagionali. Queste preparazioni non costituivano un “vino medicinale” codificato, ma erano usate come elisir amari‑tonici nelle comunità contadine.
Precauzioni di impiego
Poiché contiene alcool, l’uso interno non è raccomandato in gravidanza e allattamento né in persone con controindicazioni all’assunzione di alcol.
Le preparazioni amare possono risultare forti per la mucosa gastrica in soggetti sensibili; diluire sempre e valutare tolleranza individuale.
Evitare l’uso eccessivo o prolungato senza supervisione professionale, soprattutto in caso di patologie gastrointestinali o uso concomitante di farmaci antiacidi o gastrolesivi.
Bibliografia
European Medicines Agency – *European Union Herbal Monograph on Menyanthes trifoliata L., folium*, 2018.
R. Fintelmann e R. Weiss – *Herbal Medicine: Expanded Commission E Monographs*, Thieme, 2000.
Plantae Database – *Menyanthes trifoliata Taxonomy and Herbal Use*, 2026.
HerbslikeMedicine – *Bogbean Medicinal Uses, Preparation and Dosage*, 2025.
Professional’s Handbook of Complementary & Alternative Medicines – *Herbal Preparations and Amounts*, 2026.
Fitoterapia.net – *Assessment Report Menyanthes trifoliata L. folium*, 2025.
Consultare il proprio medico prima di assumere questa bevanda ed evitarne l'uso in caso di divieto di assunzione di alcol
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FINE ANNUNCIO
SCHEDA NOTIZIE E VARIE
Considerata una pianta mellifera, anche se il nettare disponibile è relativamente scarso e poco accessibile alle api comuni a causa della struttura delle corolle. Per questo motivo, il miele monoflora puro è raro, mentre la pianta contribuisce principalmente a mieli millefiori di palude o di prati umidi.
Caratteristiche del miele di Menyanthes trifoliata
Aspetto e colore: chiaro o giallo paglierino, talvolta con sfumature ambrate; cristallizzazione lenta e fine.
Aroma: delicato, floreale con note erbacee e leggermente amare; la presenza di Menyanthes trifoliata conferisce una sottile nota amarognola caratteristica, più evidente in mieli provenienti da torbiere.
Sapore: dolce ma con retrogusto leggermente amarognolo, morbido e poco persistente; non aggressivo come altri mieli amari (ad esempio genziana o assenzio).
Cristallizzazione: lenta, con grana fine; può risultare cremoso se lavorato correttamente.
DROGHE ATTIVE SULLO STOMACO (EUPEPTICHE)
Sono quelle che aumentano la quantità di succo gastrico e prendono il nome generale di 'eupeptici' o, più volgarmente, di aperitivi, digestivi, stomachici.
Esse influenzano la secrezione cloropeptica in base a diversi meccanismi d'azione:
A) Eupeptici a meccanismo nervoso riflesso o amari puri: rappresentati da quelle droghe che agiscono su terminazioni nervose lontane dallo stomaco (palato e lingua). Qui la secrezione è stimolata da semplice contatto dei recettori gustativi che, attraverso i nervi vaghi, determinano aumento della secrezione salivare, dei succhi gastrici e dalla mtilità del tubo digerente (Genziana, Quassio, Trifoglio fibrino, Centaurea minore).
B) Eupeptici a meccanismo nervoso centrale: hanno azione parasimpaticomimetica ovvero stimolano il sistema parasimpatico determinando un aumento di tutte le secrezioni, compresa quella gastrica. Tuttavia non vengono usate per questo scopo a causa dei loro effetti collaterali.
C) Eupeptici a meccanismo diretto: giunte allo stomaco stimolano direttamente la mucosa gastrica per via chimica o fisica. Le sostanze a meccanismo chimico determinano abbondante formazione di gastrina (succhi, brodi e polveri di carne opportunamente sgrassati). Le sostanze a meccanismo fisico, invece, stimolano direttamente le ghiandole gastriche o iperemizzano la mucosa (gran parte delle piante con odore e sapore intenso come Aglio, Salvia, Rosmarino, ecc.; alcuni amari aromatici contenenti essenze irritanti).
Le caratteristiche eupeptiche degli amari vengono esaltate per una gradazione alcolica inferiore ai 25¦.
D) Eupeptici a meccanismo misto: sommano meccanismi diretti e riflessi provocati dalle loro caratteristiche organolettiche.
Infine, in base alla natura chimica dei principi attivi contenuti nelle droghe eupeptiche possiamo suddividerle in: - AMARI PURI se contengono solo principi amari (Genziana, Quassia, Centaurea, Trifoglio fibrino);
- AMARI ALCALOIDEI se contengono alcaloidi di sapore amaro (China, Noce vomica, Fava di St. Ignazio);
- AMARI AROMATICI se contengono principi amari e oli essenziali (Angelica, Arancio amaro, Assenzio, Calamo aromatico, Luppolo, Ruta, Condurango, Cascarilla);
- AMARI MUCILLAGINOSI se contengono principi amari e forti quantità di mucillagini (Colombo, Lichene islandico);
- AMARI SALINI se contengono principi amari a cui si associano elevate quantità di sali (Cardo benedetto, Cicoria, Tarassaco).
[Tratto da: Marzio Pedretti "L'erborista moderno"]
La pianta è chiamata comunemente bogbean nei paesi anglofoni e trifoglio d’acqua in Italia, in riferimento al fatto che cresce in torbiere, paludi e prati umidi.
È una pianta molto antica in uso fitoterapico, citata già in erboristeria europea e nella medicina popolare nordica e baltica come tonico amaricante per stimolare la digestione e la secrezione biliare.
I rizomi e le foglie contengono composti amari e iridoidi (ad esempio menyanthoside), responsabili delle proprietà amaricanti e digestive, utilizzati anche nei decotti e tisane depurative primaverili.
Tradizionalmente, la pianta veniva utilizzata anche come ingrediente simbolico in rimedi depurativi primaverili, in quanto si pensava che “pulisse il sangue” e stimolasse il metabolismo dopo l’inverno.
In erboristeria moderna, la pianta è valorizzata soprattutto per tisane amaricanti e macerati alcolici, anche se la raccolta deve avvenire in modo sostenibile perché le torbiere e i prati umidi sono ecosistemi delicati.
Menyanthes trifoliata è considerata una pianta mellifera, contribuendo ai mieli delle torbiere con note floreali e leggermente amarognole, anche se non produce miele monoflora significativo.
Curiosità: i nomi volgari derivano dall’aspetto trifogliato delle foglie e dal fatto che cresce immersa nell’acqua o in terreni molto umidi, rendendo la raccolta tradizionale piuttosto impegnativa.
Storicamente, la pianta era anche usata come decorazione aromatica nei vini amari e negli elisir tonici, soprattutto nei contesti rurali dell’Europa settentrionale.
La presenza di composti amari rende la pianta utile non solo come stimolante digestivo, ma anche come antifecondante naturale per insetti o piccoli erbivori, proteggendo in parte la flora delle torbiere.