QUESTA SCHEDA È UNICA E ORIGINALE IN INTERNET aggiornamento del 17/06/2026
COCLOSPERMO Cochlospermum tinctorium Perr.
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Cochlospermum tinctorium - Tchad
TOSSICITÀ BASSA
EFFICACIA BUONA
++
ANNUNCIO PUBBLICITARIO
FINE ANNUNCIO
SCHEDA BOTANICA
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Clade Tracheophyta
Clade Spermatophytina
Clade Angiospermae
Clade Mesangiospermae
Clade Eudicotyledones
Clade Superrosidae
Ordine Malvales
Famiglia Bixaceae
Genere Cochlospermum
Specie Cochlospermum tinctorium
Famiglia:
Sólo Anyu, A-tyeùkúrbís, Bu Dank, Bu Lulumay, N-dilibara, Tikwélégué, Sory, Pugutipu, útok Sunàŋ, Hwaàl Jey, Lombo, Rawaye Da Hausa, Budâk, Gi-ndyès, Ga-tчfásyε, Sinbellébé, Balagande, Balge, Raawáya, Raàwáyaà, Turri, Kan Kyamba, Zabiibii, Zúnzùnaá, Burkill, Mbirlob, A-sukurbis, Diarundé, Maghr, Sansa, Sanséghé, Soasgha
Cochlospermum Tinctorium L., Bombax Tinctorium (Perr. Ex A.Rich.) A.Rich., Cochlospermum Senegalense Guill. & Perr., Maximiliana Tinctoria (Perr. Ex A.Rich.) Mart., Wittelsbachia Tinctoria (Perr. Ex A.Rich.) Walp.
ARBUSTO ALTO FINO A 80 CM CON FOGLIE ALTERNE, PALMATE, LANCEOLATE E PICCIOLO DI 3-6 CM. INFIORESCENZA A PANNOCCHIA O RACEMO CON POCHI FIORI, PRODOTTA DI SOLITO DAL RIZOMA A LIVELLO DEL TERRENO, A VOLTE SPUNTA IN CIMETTE. FIORI BISESSUALI, REGOLARI CON STAMI NUMEROSI, OVAIO SUPERO, STILO SEMPLICE, STIMMA PICCOLO. IL FRUTTO È UNA CAPSULA DI 4-6 CM, MARRONE, GRIGIA O NERA CON MOLTI SEMI RENIFORMI.
STAGIONE SECCA (DICEMBRE GENNAIO FEBBRAIO MARZO APRILE), CON FIORI GIALLI VISTOSI
COLORI OSSERVATI
____GIALLO
Cresce nelle savane alberate secche e nelle praterie dell'Africa tropicale occidentale e centrale. Predilige climi caldi e secchi con una marcata stagione delle piogge e una stagione secca prolungata. Si adatta a terreni poveri, sabbiosi o lateritici, spesso rocciosi e ben drenati. È una specie resistente al fuoco, caratteristica degli ambienti in cui gli incendi sono frequenti durante la stagione secca. La si trova comunemente in zone con vegetazione rada e alberi sparsi.
AMAROGNOLO, ASTRINGENTE, CON RETROGUSTO LEGGERMENTE METALLICO
Xantoni: cochloxantina, diidrocochloxantina
Flavonoidi: 7,3-dimetildiidroquercelina, 5,4-dimetilquercelina
Triterpeni pentaciclici: acido alfitolico, acido 3-O-E-p-cumaroilalfitolico, acido arjunolico
Chetoni alifatici: 3-esadecanone, 3-ottadecanone, 2-pentadecanone, 2-tridecanone, 1-idrossitetradecan-3-one, 1-idrossi-3-esadecanone, 1-O-acetil-3-esadecanone, 1-idrossi-3-ottadecanone
Alcoli alifatici: 1-dodecanolo, 1-tetradecanolo, 1-nonadecanolo
Sesquiterpeni: 3-bisabolene
Flavonoidi totali: flavonoidi non completamente caratterizzati
Tannini: tannini non completamente caratterizzati
Saponine: saponine non completamente caratterizzate
Alcaloidi: alcaloidi non completamente caratterizzati
Glicosidi cardiaci: glicosidi cardiaci non completamente caratterizzati
Oli volatili: componenti non completamente caratterizzati
TOSSICITÀ: BASSA
Motivazione: Gli studi tossicologici disponibili sulla specie indicano generalmente una bassa tossicità acuta degli estratti utilizzati alle dosi sperimentali, con buona tollerabilità negli animali da laboratorio e assenza di effetti tossici gravi documentati nell'uso tradizionale corretto. I dati cronici e clinici nell'uomo restano limitati, ma non sono state documentate tossicità gravi o letali attribuibili alla specie alle dosi tradizmente impiegate. Livello di evidenza: studi tossicologici in vivo, osservazioni etnofarmacologiche.
EFFICACIA: BUONA
Motivazione: Sono disponibili numerosi studi preclinici diretti sulla specie Cochlospermum tinctorium che documentano attività antinfiammatorie, analgesiche, epatoprotettive, antimalariche, antimicrobiche e antidiabetiche in modelli animali e sistemi sperimentali. È inoltre presente un uso fitoterapico tradizionale consolidato in Africa occidentale coerente con i dati farmacologici disponibili. Non risultano tuttavia studi clinici controllati o revisioni sistematiche cliniche sufficienti per una classificazione superiore. Livello di evidenza: studi in vivo animali, studi in vitro, fitoterapia tradizionale documentata.
Confermate da studi scientifici e clinici
Non sono disponibili studi clinici controllati, meta-analisi o revisioni sistematiche cliniche che consentano di confermare indicazioni terapeutiche di Cochlospermum tinctorium nell'uomo.
Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata
Attività antimalarica. Evidenza disponibile: studi in vitro su Plasmodium spp., studi in vivo in modelli sperimentali e revisione etnofarmacologica. L'attività è stata attribuita principalmente agli estratti radicali e ad alcuni costituenti isolati.
Attività analgesica. Evidenza disponibile: studi in vivo su modelli animali di nocicezione con riduzione significativa delle risposte algiche dopo somministrazione di estratti della radice.
Attività antinfiammatoria. Evidenza disponibile: studi in vivo su modelli animali di infiammazione e studi sperimentali preclinici con riduzione di edema e marcatori infiammatori.
Attività epatoprotettiva. Evidenza disponibile: studi in vivo su modelli animali di danno epatico e studi farmacologici sperimentali che mostrano protezione del parenchima epatico.
Attività ipoglicemizzante e antidiabetica. Evidenza disponibile: studi in vivo su modelli animali diabetici con riduzione della glicemia e miglioramento di parametri metabolici.
Attività antimicrobica antibatterica. Evidenza disponibile: studi in vitro su batteri patogeni mediante estratti ottenuti da radici e rizomi.
Attività antiossidante. Evidenza disponibile: studi in vitro e studi preclinici che evidenziano capacità di neutralizzazione di specie reattive dell'ossigeno.
Attività gastroprotettiva. Evidenza disponibile: studi in vivo su modelli animali con riduzione delle lesioni gastriche sperimentali; le evidenze restano limitate e dipendono dal tipo di estratto utilizzato.
Attività immunomodulante. Evidenza disponibile: studi sperimentali preliminari e revisioni etnofarmacologiche; i dati disponibili risultano ancora limitati e non consentono conclusioni definitive.
Attività antiproliferativa. Evidenza disponibile: studi in vitro su linee cellulari sperimentali; assenza di validazione clinica e di conferma in modelli terapeutici umani.
Uso storico e nella tradizione
Trattamento tradizionale della malaria e delle sindromi febbrili associate.
Trattamento tradizionale dell'ittero e di vari disturbi epatici.
Trattamento tradizionale del dolore e delle condizioni infiammatorie.
Trattamento tradizionale di disturbi gastrointestinali e dolori addominali.
Trattamento tradizionale del diabete.
Trattamento tradizionale di infezioni batteriche e parassitarie.
Trattamento tradizionale di affezioni cutanee.
Trattamento tradizionale della debolezza generale e della convalescenza.
Le evidenze tradizionali risultano ampie e coerenti con parte dei dati farmacologici disponibili, ma per la maggior parte delle indicazioni manca una conferma clinica nell'uomo.
Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ciascun utilizzo fitoterapico.
Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata*
(Le avvertenze includono segnali di rischio basati su evidenze precliniche, plausibilità farmacologica o casi isolati)
POSSIBILE INCREMENTO DELL'ATTIVITÀ IPOGLICEMIZZANTE IN SOGGETTI TRATTATI CON FARMACI ANTIDIABETICI. EVIDENZA DISPONIBILE: STUDI IN VIVO SU MODELLI ANIMALI CHE HANNO DOCUMENTATO ATTIVITÀ IPOGLICEMIZZANTE E ANTIDIABETICA DEGLI ESTRATTI DELLA RADICE.
POSSIBILE VARIABILITÀ DELL'EFFICACIA E DELLA SICUREZZA TRA DIFFERENTI PREPARAZIONI VEGETALI A CAUSA DELL'ETEROGENEITÀ FITOCHIMICA DEGLI ESTRATTI UTILIZZATI NEGLI STUDI SPERIMENTALI. EVIDENZA DISPONIBILE: STUDI FARMACOLOGICI PRECLINICI CONDOTTI CON ESTRATTI OTTENUTI MEDIANTE DIFFERENTI SOLVENTI E PROCEDURE ESTRATTIVE.
I DATI DI SICUREZZA RELATIVI ALL'IMPIEGO CRONICO NELL'UOMO RISULTANO LIMITATI. EVIDENZA DISPONIBILE: ASSENZA DI STUDI CLINICI CONTROLLATI E DISPONIBILITÀ PREVALENTE DI DATI DERIVANTI DA STUDI ANIMALI E IMPIEGO ETNOMEDICINALE.
LE EVIDENZE TOSSICOLOGICHE DISPONIBILI INDICANO UNA BASSA TOSSICITÀ ACUTA ALLE DOSI SPERIMENTALI INVESTIGATE; TUTTAVIA RISULTANO INSUFFICIENTI DATI RELATIVI A TOSSICITÀ RIPRODUTTIVA, GENOTOSSICITÀ, CANCEROGENICITÀ E USO PROLUNGATO NELL'UOMO. EVIDENZA DISPONIBILE: STUDI TOSSICOLOGICI PRECLINICI IN VIVO.
(Le controindicazioni si basano su evidenze cliniche dirette, cioè dati da studi clinici, osservazionali o casistiche solide che dimostrino che l’uso della pianta è da evitare in specifiche condizioni o popolazioni)
NON SONO STATE IDENTIFICATE CONTROINDICAZIONI FORMALMENTE DOCUMENTATE DA STUDI CLINICI, STUDI OSSERVAZIONALI O MONOGRAFIE UFFICIALI SPECIFICAMENTE RIFERITE A COCHLOSPERMUM TINCTORIUM CHE CONSENTANO DI DEFINIRE CONTROINDICAZIONI EVIDENCE-BASED PER L'IMPIEGO FITOTERAPICO DELLA SPECIE.
(Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche)
Estratti di Cochlospermum tinctorium Perr. (COCLOSPERMO)
Droga vegetale polverizzata
La forma maggiormente documentata nella medicina tradizionale africana è costituita dalla polvere di radice o rizoma. Non esistono standardizzazioni internazionali ufficiali, titolazioni farmacognostiche validate o monografie EMA, ESCOP o WHO che definiscano un titolo minimo efficace. Le dosi tradizionali riportate risultano molto variabili e non consentono la definizione di una posologia evidence-based universalmente accettata.
Estratto acquoso della radice
È la preparazione più frequentemente utilizzata negli studi farmacologici e antimalarici sperimentali. Le attività antimalarica, antinfiammatoria, analgesica, epatoprotettiva e ipoglicemizzante sono state osservate con estratti acquosi ottenuti dalla radice. Non sono disponibili estratti standardizzati commerciali con titolo terapeutico validato né dosaggi clinici definiti nell'uomo.
Estratto idroalcolico della radice
Utilizzato in numerosi studi preclinici per la valutazione delle attività antinfiammatoria, analgesica, antiossidante e antidiabetica. Non risultano disponibili marcatori quantitativi ufficialmente riconosciuti per la standardizzazione fitoterapica. Assenti indicazioni validate sul titolo necessario all'effetto terapeutico e sulla posologia clinica.
Estratto metanolico della radice
Ampiamente impiegato nella ricerca fitochimica e farmacologica per l'isolamento di xantoni, flavonoidi e altri metaboliti secondari. L'utilizzo è limitato alla sperimentazione e alla ricerca. Non disponibile come preparazione fitoterapica standardizzata destinata all'uso terapeutico.
Estratto frazionato arricchito in xantoni
Alcuni studi sperimentali hanno utilizzato frazioni contenenti cochloxantina e composti correlati per la valutazione dell'attività antimalarica e antiossidante. Non esistono preparazioni commerciali standardizzate con titolo definito e non sono disponibili posologie cliniche validate.
Integratori standardizzati o titolati
Non risultano disponibili integratori fitoterapici internazionalmente riconosciuti e standardizzati di Cochlospermum tinctorium con titolazione ufficiale, marker quantitativi obbligatori o livelli minimi di principi attivi correlati a efficacia clinica dimostrata.
Preparazioni omeopatiche
Non risultano presenti nelle principali farmacopee omeopatiche internazionali preparazioni omeopatiche comunemente utilizzate o ufficialmente codificate specificamente ottenute da Cochlospermum tinctorium.
(Basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso)
Non sono disponibili formulazioni fitoterapiche evidence-based con Cochlospermum tinctorium per le quali siano stati definiti contemporaneamente composizione, dosaggi sicuri nell'uomo, efficacia clinica e standardizzazione farmacognostica.
Non esistono monografie EMA, ESCOP, Commission E o WHO che forniscano protocolli posologici validati per infusi, decotti, tisane o miscele erboristiche contenenti Cochlospermum tinctorium.
Gli studi disponibili riguardano prevalentemente estratti sperimentali della radice utilizzati in modelli animali o in vitro e non consentono l'elaborazione di formulazioni erboristiche evidence-based per uso umano.
Non sono state identificate associazioni fitoterapiche sinergiche documentate mediante studi diretti su Cochlospermum tinctorium con altre piante medicinali.
Pertanto, con approccio farmacognostico rigorosamente conservativo, non è possibile proporre tisane, infusi, decotti o formulazioni erboristiche contenenti Cochlospermum tinctorium corredate da dosaggi sicuri ed efficaci scientificamente validati.
Consultare il proprio medico prima di assumere qualsiasi preparato
ANNUNCIO PUBBLICITARIO
FINE ANNUNCIO
SCHEDA NOTIZIE E VARIE
Cochlospermum tinctorium è storicamente conosciuta come il “vero oro giallo” dell’Africa saheliana ed è una pianta tintoria di grande valore. Le sue radici producono un pigmento giallo intenso che, prima dell’introduzione dei coloranti sintetici, era molto ricercato per tingere tessuti, utilizzato per decorare abiti cerimoniali e impiegato anche per colorare pelli e oggetti rituali; in alcune regioni il colore ottenuto era considerato simbolo di prestigio, prosperità e protezione. In varie aree del Mali, del Burkina Faso e della Nigeria settentrionale, Cochlospermum tinctorium rappresentava il principale colorante giallo prima della diffusione della curcuma asiatica e per questo motivo viene talvolta definita “zafferano africano”, in senso popolare ma improprio, o “radice gialla” nei dialetti locali. La pianta possiede anche una forte valenza rituale e simbolica: tradizionalmente la radice veniva bollita per preparare lavaggi rituali, usata in cerimonie di protezione e purificazione e impiegata nei riti di passaggio legati alla nascita, alla guarigione o al ritorno da una malattia, mentre il colore giallo era associato a luce, forza vitale e rinnovamento. Una curiosità rilevante è che Cochlospermum tinctorium non è storicamente coltivata, ma raccolta allo stato spontaneo; cresce in savane secche, terreni poveri e zone degradate ed era considerata una risorsa affidabile soprattutto nei periodi di scarsità. Il suo apparato radicale, profondo e resistente, consente alla pianta di sopravvivere a lunghi periodi di siccità e di rigenerarsi facilmente dopo incendi stagionali, motivo per cui in alcune tradizioni locali è vista come simbolo di resilienza. Per secoli utilizzata solo in modo empirico, tra il XX e il XXI secolo Cochlospermum tinctorium è divenuta oggetto di studi scientifici per le sue attività antiossidanti, antinfiammatorie, di supporto epatico e per l’uso gastroprotettivo, rappresentando un esempio emblematico di sapere tradizionale rivalutato dalla ricerca moderna. A differenza di molte altre piante medicinali africane, non era comunemente venduta nei grandi mercati urbani, ma gestita direttamente dai guaritori, e la conoscenza del suo impiego era spesso di tipo familiare o iniziatico, fattore che ha contribuito a mantenerla poco conosciuta al di fuori del suo contesto culturale. Il nome specifico tinctorium deriva dal latino tingere, “tingere”, e riflette sia l’uso storico principale della pianta sia il valore economico e culturale del pigmento, costituendo un chiaro esempio di nomenclatura botanica che racconta la storia della specie. Infine, la fioritura, spettacolare ma effimera, è caratterizzata da grandi fiori giallo brillante che durano poco e spesso compaiono prima delle foglie; questo ha alimentato credenze popolari secondo cui la pianta annuncerebbe il cambiamento di stagione e segnalerebbe l’arrivo delle piogge.