QUESTA SCHEDA È UNICA E ORIGINALE IN INTERNET aggiornamento del 25/04/2026
CAMEPIZIO Ajuga chamaepitys (L.) Schreb.
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TOSSICITÀ NON ANCORA BEN DEFINITA
EFFICACIA DUBBIA O NON CONFERMATA
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ANNUNCIO PUBBLICITARIO
FINE ANNUNCIO
SCHEDA BOTANICA
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Clade Angiosperme
Clade Eudicotiledoni
Clade Asteridi
Ordine Lamiales
Famiglia Lamiaceae
Genere Ajuga
Specie Ajuga chamaepitys (L.) Schreb.
PICCOLA PIANTA ERBACEA ANNUALE O BIENNALE CON FUSTI PROSTRATI O ASCENDENTI, SPESSO RAMIFICATI ALLA BASE E PELOSI. LE FOGLIE SONO SESSILI, DIVISE IN TRE LOBI STRETTI E LINEARI, DI COLORE VERDE E SPESSO CON PELI GHIANDOLARI CHE LE RENDONO APPICCICOSE E AROMATICHE. I FIORI SONO PICCOLI, DI COLORE GIALLO VIVO, E SONO PORTATI SINGOLARMENTE ALL'ASCELLA DELLE FOGLIE SUPERIORI, FORMANDO UNA SORTA DI SPIGA FOGLIOSA. IL CALICE È TUBULARE E PERSISTENTE. LA COROLLA HA UN LABBRO SUPERIORE MOLTO RIDOTTO E UN LABBRO INFERIORE TRILOBATO, CON IL LOBO CENTRALE PIÙ GRANDE E BILOBATO. GLI STAMI SONO QUATTRO, DIDINAMI E SPORGENTI. IL FRUTTO È UN TETRACHENIO FORMATO DA QUATTRO PICCOLI ACHENI RETICOLATI.
Cresce tipicamente in ambienti secchi e soleggiati come prati aridi, pascoli sassosi, garighe, pinete aperte, bordi di strade, scarpate e terreni calcarei o sassosi. Predilige suoli ben drenati, poveri e spesso calcarei, e si adatta a climi temperati e mediterranei. La si può trovare dal livello del mare fino a circa 1500 metri di altitudine. La sua distribuzione comprende gran parte dell'Europa meridionale e centrale, il bacino del Mediterraneo, il Nord Africa e l'Asia occidentale. È una specie che spesso colonizza terreni disturbati o marginali.
Motivazione: i dati tossicologici specifici sulla specie sono scarsi e frammentari; alcuni diterpeni neoclerodanici presenti nel genere Ajuga sono noti per potenziale attività biologica anche citotossica in vitro, ma mancano studi tossicologici sistematici in vivo e dati clinici sull’uomo per Ajuga chamaepitys; non è possibile definire con precisione il profilo di sicurezza a dosi terapeutiche
EFFICACIA: DUBBIA O NON CONFERMATA
Motivazione: le evidenze disponibili su Ajuga chamaepitys sono limitate a studi in vitro e a pochi studi in vivo su modelli animali riguardanti principalmente diterpeni neoclerodanici, iridoidi e feniletanoidi glicosidi; non sono disponibili studi clinici controllati né revisioni sistematiche specifiche sulla specie che supportino indicazioni terapeutiche definite; l’uso etnobotanico esiste ma non è supportato da validazione farmacologica robusta
Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ciascun utilizzo fitoterapico.
Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata*
Confermate da studi scientifici e clinici
Non sono disponibili studi clinici controllati, meta-analisi o revisioni sistematiche specifiche su Ajuga chamaepitys (L.) Schreb. che documentino proprietà fitoterapiche o indicazioni terapeutiche validate; pertanto non è possibile attribuire effetti clinicamente confermati alla specie.
Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata
Attività citotossica e antiproliferativa osservata in vitro su linee cellulari tumorali attribuita principalmente a diterpeni neoclerodanici isolati dalla specie; evidenza limitata a studi in vitro senza conferma in vivo né traslazione clinica.
Attività antiossidante documentata in vitro per estratti contenenti feniletanoidi glicosidi e acidi fenolici; dimostrata capacità scavenger verso radicali liberi, senza validazione in modelli animali o studi clinici.
Attività antimicrobica evidenziata in vitro contro ceppi batterici e fungini per estratti della parte aerea; concentrazioni efficaci elevate e assenza di dati in vivo ne limitano la rilevanza fitoterapica.
Presenza di iridoidi con attività biologica documentata in vitro e plausibile attività antiinfiammatoria per analogia farmacologica con composti strutturalmente simili; tuttavia non sono disponibili studi specifici in vivo sulla specie che confermino tale effetto.
Uso storico e nella tradizione
Impiego etnobotanico come pianta amara e tonica in alcune tradizioni popolari mediterranee.
Uso tradizionale come diuretico e depurativo in preparazioni empiriche.
Impiego storico come emmenagogo nella medicina popolare, senza validazione scientifica.
Hernández A., Ríos J.L., Villar A., Diterpenoids and iridoid glycosides from Ajuga chamaepitys, 1994
Kuruüzüm-Uz A., Ströch K., Demirezer L.Ö., Zeeck A., Glucosides from Ajuga chamaepitys, 2003
Coll J., Tandron Y.A., Neo-clerodane diterpenoids from Ajuga species and their biological activity, 2008
Marin P.D., Grayer R.J., Kite G.C., Veitch N.C., Harborne J.B., Secondary metabolites and biological activity of the genus Ajuga, 2005
Venditti A., Frezza C., Bianco A., Iridoids and phenylethanoid glycosides from Lamiaceae and their biological activity, 2016
NON SONO DISPONIBILI DATI CLINICI, OSSERVAZIONALI O FARMACOLOGICI SPECIFICI SU AJUGA CHAMAEPITYS CHE CONSENTANO DI DEFINIRE CONTROINDICAZIONI FORMALMENTE VALIDATE.
POSSIBILE CITOTOSSICITÀ DI ALCUNI DITERPENI NEOCLERODANICI ISOLATI DALLA SPECIE EVIDENZIATA IN STUDI IN VITRO; TALE ATTIVITÀ SUGGERISCE PRUDENZA NELL’USO SISTEMICO, MA NON È CONFERMATA DA STUDI IN VIVO O CLINICI SULL’INTERA DROGA.
ASSENZA DI STUDI TOSSICOLOGICI SISTEMATICI IN VIVO E DI DATI CLINICI SULL’UOMO; QUESTA LACUNA RAPPRESENTA UN LIMITE RILEVANTE ALLA DEFINIZIONE DEL PROFILO DI SICUREZZA E IMPONE CAUTELA NELL’USO FITOTERAPICO.
MANCANZA DI STANDARDIZZAZIONE DEGLI ESTRATTI E VARIABILITÀ FITOCHIMICA DOCUMENTATA NEI METABOLITI SECONDARI; PLAUSIBILITÀ FARMACOLOGICA DERIVANTE DA STUDI FITOCHIMICI E ANALITICI CHE INDICA POSSIBILE VARIABILITÀ DELL’ATTIVITÀ BIOLOGICA IN FUNZIONE DELLA COMPOSIZIONE.
ASSENZA DI DATI SU INTERAZIONI FARMACOLOGICHE; LA PRESENZA DI COMPOSTI BIOATTIVI (DITERPENI, IRIDOIDI, FENILETANOIDI) SUGGERISCE UNA PLAUSIBILITÀ TEORICA DI INTERAZIONI, MA NON ESISTONO EVIDENZE SPERIMENTALI DIRETTE SULLA SPECIE.
Estratto secco della parte aerea di Ajuga chamaepitys (L.) Schreb.
Non sono disponibili preparazioni industriali standardizzate né monografie ufficiali che definiscano titoli in principi attivi per questa specie. Gli studi fitochimici indicano la presenza prevalente di diterpeni neoclerodanici, iridoidi e feniletanoidi glicosidi, ma non esistono estratti titolati con standard quantitativi validati né correlazioni dose-effetto clinicamente definite. L’assenza di studi clinici impedisce la definizione di una posologia terapeutica. Eventuali impieghi rientrano in ambito sperimentale o tradizionale non standardizzato.
Estratto idroalcolico (tintura madre o estratto fluido) di Ajuga chamaepitys (L.) Schreb.
Preparazioni idroalcoliche della parte aerea sono teoricamente ottenibili con rapporti droga/solvente compresi tra 1:5 e 1:10 e gradazioni alcoliche tra 45% e 70%. Tuttavia non esistono dati pubblicati su standardizzazione, contenuto in principi attivi marcatori né studi clinici o farmacocinetici specifici sulla specie. La posologia non è definibile in modo evidence-based e qualsiasi uso deve essere considerato privo di validazione fitoterapica.
Estratti sperimentali frazionati (diterpeni neoclerodanici, iridoidi, feniletanoidi)
In ambito di ricerca sono stati isolati composti specifici mediante estrazione con solventi organici e successiva purificazione cromatografica. Questi estratti non sono disponibili come preparazioni fitoterapiche né come integratori standardizzati. Le attività biologiche documentate sono limitate a studi in vitro, senza definizione di dosaggi terapeutici, sicurezza o biodisponibilità nell’uomo.
Integratori alimentari
Non risultano integratori alimentari commerciali standardizzati o titolati a base di Ajuga chamaepitys (L.) Schreb. con indicazioni di titolo in principi attivi e posologia validate. La specie non è inclusa nelle principali farmacopee o linee guida fitoterapiche ufficiali, e il suo impiego negli integratori è assente o marginale.
Preparazioni omeopatiche
Non risulta una tradizione omeopatica consolidata né una presenza documentata di Ajuga chamaepitys nelle principali materie mediche omeopatiche o farmacopee omeopatiche ufficiali. Non sono quindi disponibili diluizioni standard, indicazioni d’uso o schemi posologici riconosciuti.
Considerazioni critiche
La specie è caratterizzata da un profilo fitochimico interessante ma non tradotto in applicazioni fitoterapiche standardizzate. L’assenza di studi clinici, di monografie regolatorie e di prodotti titolati impedisce qualsiasi definizione di titolo efficace e posologia. L’uso deve essere considerato non validato dal punto di vista della fitoterapia evidence-based.
Bibliografia
Hernández A., Ríos J.L., Villar A., Diterpenoids and iridoid glycosides from Ajuga chamaepitys, 1994
Kuruüzüm-Uz A., Ströch K., Demirezer L.Ö., Zeeck A., Glucosides from Ajuga chamaepitys, 2003
Coll J., Tandron Y.A., Neo-clerodane diterpenoids from Ajuga species and their biological activity, 2008
Marin P.D., Grayer R.J., Kite G.C., Veitch N.C., Harborne J.B., Secondary metabolites and biological activity of the genus Ajuga, 2005
Venditti A., Frezza C., Bianco A., Iridoids and phenylethanoid glycosides from Lamiaceae and their biological activity, 2016
(Basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso)
Non esistono protocolli fitoterapici validati né studi clinici o farmacologici sufficienti per definire tisane, infusi o decotti di Ajuga chamaepitys (L.) Schreb. basati su evidenze scientifiche. Le preparazioni di seguito riportate hanno esclusivamente valore etnobotanico o tradizionale e non possono essere considerate supportate da evidenze cliniche.
Infuso di Ajuga chamaepitys (L.) Schreb.
Preparazione tradizionale mediante 2–3 g di parte aerea essiccata in 150–200 ml di acqua a circa 90 °C per 10 minuti. L’uso è riportato nella medicina popolare come amaro-tonico e diuretico lieve. Non esistono dati sperimentali o clinici che confermino efficacia o sicurezza a questa posologia.
Decotto di Ajuga chamaepitys (L.) Schreb.
Preparazione tradizionale mediante 3–5 g di droga in 200 ml di acqua portata a ebollizione per 5–10 minuti. Utilizzato empiricamente per disturbi mestruali e reumatici. L’assenza di studi farmacologici e tossicologici specifici non consente di definirne un profilo rischio-beneficio.
Miscela tradizionale diuretica con Ajuga chamaepitys (L.) Schreb. e Taraxacum officinale
Preparazione con 2 g di Ajuga chamaepitys e 3 g di Taraxacum officinale in 200 ml di acqua per infusione di 10 minuti. Taraxacum officinale presenta evidenze fitoterapiche per attività diuretica, mentre Ajuga chamaepitys è inclusa per uso tradizionale. Non esistono studi sulla combinazione né dati che dimostrino sinergia.
Miscela tradizionale emmenagoga con Ajuga chamaepitys (L.) Schreb. e Artemisia vulgaris
Preparazione con 2 g di Ajuga chamaepitys e 2 g di Artemisia vulgaris in 200 ml di acqua per infusione di 10 minuti. L’impiego è riportato in ambito etnobotanico per disturbi del ciclo mestruale. Artemisia vulgaris presenta dati farmacologici coerenti con tale uso, mentre Ajuga chamaepitys non è supportata da evidenze sperimentali.
Miscela tradizionale digestiva con Ajuga chamaepitys (L.) Schreb. e Achillea millefolium
Preparazione con 2 g di Ajuga chamaepitys e 2 g di Achillea millefolium in 200 ml di acqua per infusione di 10 minuti. Achillea millefolium è documentata per attività digestiva e spasmolitica, mentre Ajuga chamaepitys è utilizzata come amaro tradizionale senza validazione sperimentale.
Considerazioni critiche
Tutte le preparazioni sopra descritte derivano da uso tradizionale e non da evidenze scientifiche validate sulla specie. La mancanza di dati clinici, di studi in vivo e di standardizzazione rende impossibile definire dosaggi sicuri ed efficaci secondo criteri di fitoterapia evidence-based. L’impiego deve essere considerato non validato e potenzialmente incerto sotto il profilo della sicurezza.
Bibliografia
Hernández A., Ríos J.L., Villar A., Diterpenoids and iridoid glycosides from Ajuga chamaepitys, 1994
Kuruüzüm-Uz A., Ströch K., Demirezer L.Ö., Zeeck A., Glucosides from Ajuga chamaepitys, 2003
Coll J., Tandron Y.A., Neo-clerodane diterpenoids from Ajuga species and their biological activity, 2008
Marin P.D., Grayer R.J., Kite G.C., Veitch N.C., Harborne J.B., Secondary metabolites and biological activity of the genus Ajuga, 2005
Venditti A., Frezza C., Bianco A., Iridoids and phenylethanoid glycosides from Lamiaceae and their biological activity, 2016
Consultare il proprio medico prima di assumere qualsiasi preparato
Preparazione alcolica tradizionale con Ajuga chamaepitys
Ingredienti:
Ajuga chamaepitys – erba aerea essiccata (fiori e foglie)
Vino rosso secco (o vino bianco moderato in alcol) oppure alcool etilico alimentare (50 % vol)
Contenitore in vetro scuro con chiusura ermetica
Procedimento:
Raccogliere o procurarsi la pianta aerea di Ajuga chamaepitys in periodo di fioritura, essiccarla e ridurla in pezzi piccoli.
Riempire un barattolo di vetro con 200 g di pianta essiccata.
Coprire completamente con vino rosso secco o vino bianco di buona qualità, assicurandosi che la pianta sia totalmente immersa (se si preferisce una tintura più concentrata, si può usare alcool alimentare al 50 % in volume).
Chiudere ermeticamente e lasciare macerare al buio per 7–10 giorni, agitando delicatamente una volta al giorno.
Filtrare il liquido attraverso una garza o un filtro fine, trasferire in bottiglia di vetro scuro e conservare in luogo fresco e buio.
Lasciare riposare la preparazione per altri 10 giorni circa prima dell’uso.
La preparazione con vino, descritta come “vinosa infusione”, è tradizionalmente considerata più dolce e gradevole rispetto alla semplice tintura con alcool forte, pur mantenendo la capacità di estrarre principi aromatici e amari della pianta. Nella letteratura storica si dice che questa vinosa infusione fosse considerata la migliore forma medicinale. ([turn0search6], [turn0search23])
Uso e posologia indicativi
Uso interno: 15–30 ml al giorno, suddivisi in 1–2 somministrazioni, preferibilmente poco prima dei pasti.
Indicazioni tradizionali: usata come rimedio depurativo, stimolante e balsamico; nelle pratiche popolari veniva impiegata per sostenere la funzione digestiva e come stimolante generale.
Precauzioni: poiché la preparazione contiene alcol, non è indicata nelle persone con controindicazioni all’uso di bevande alcoliche, nei bambini, in gravidanza o in allattamento senza parere medico. Inoltre, l’efficacia terapeutica di tali preparazioni è basata su tradizione e componenti fitochimici, non su studi clinici controllati.
Questa preparazione si distingue dall’uso di tinture idroalcoliche più concentrate impiegate in fitoterapia moderna; il vino, essendo meno alcolico, è più adatto a estrarre composti solubili sia in acqua sia in etanolo leggero, fornendo una formulazione più tradizionale e tollerata. ([turn0search0])
Bibliografia
Phytochemical, In Vitro, In Vivo, and In Silico Research on the Extract of Ajuga chamaepitys (L.) Schreb, Elis Ionus e altri, *Plants (Basel)*, 2024
From Herbal Tea to Science: Phytochemical and Biological Investigation of Ajuga chamaepitys subsp. chia With Molecular Docking Analysis, Autori vari, *Food Science & Nutrition*, 2025
Beneficial effects of Ajuga chamaepitys (L.) Schreber subsp. chia and its iridoids on the colitis model: Histopathological and biochemical evidence, Autori vari, 2020
Ajuga Chamaepitys nel contesto delle materie mediche storiche e dell’uso vinoso tradizionale, testi di erboristeria classica
Consultare il proprio medico prima di assumere questa bevanda ed evitarne l'uso in caso di divieto di assunzione di alcol
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FINE ANNUNCIO
SCHEDA NOTIZIE E VARIE
È conosciuta in molte lingue europee come ground pine o equivalenti, per l’odore resinoso e balsamico che ricorda quello dei pini, nonostante sia una piccola erbacea strisciante. Questo profumo era considerato un segno di “forza” e “virtù” della pianta.
Presenza nelle antiche materie mediche europee
Compare in testi di erboristeria medievale e rinascimentale come pianta “calda e secca”, usata per “risvegliare” l’organismo, favorire l’eliminazione degli umori e contrastare la “freddezza” interna, secondo la teoria umorale.
Pianta dei rimedi amari
Il sapore intensamente amaro la collocava tradizionalmente tra le piante impiegate per stimolare digestione, metabolismo e funzioni depurative. In passato l’amaro era considerato una qualità terapeutica fondamentale.
Uso vinario tradizionale
In alcune tradizioni europee si riteneva che la pianta desse il meglio di sé macerata nel vino, considerato un veicolo ideale per estrarre e “attivare” i suoi principi. Questo la rende affine ad altre piante aromatiche usate in vini medicinali.
Pianta dei campi aridi e poveri
Cresce spontaneamente in terreni secchi, sassosi e assolati. Questa capacità di prosperare in condizioni difficili ha contribuito alla sua reputazione simbolica di pianta resistente e stimolante.
Impiego contro dolori articolari nella tradizione
In alcune aree veniva associata a rimedi per gotta e reumatismi, patologie storicamente legate all’eccesso e alla “stagnazione”, rafforzando il suo ruolo simbolico di pianta che “sblocca”.
Relazione con il mondo monastico
Era coltivata o raccolta nei dintorni di monasteri e orti semplici, dove si privilegiavano piante rustiche, amare e aromatiche, utili per preparazioni medicinali essenziali.
Declino nell’uso moderno
Con l’avvento della fitoterapia standardizzata e delle monografie ufficiali, Ajuga chamaepitys è progressivamente caduta in disuso, non per comprovata inefficacia, ma per scarsa standardizzazione e difficoltà di inquadramento farmacognostico.
Curiosità botanica
Pur appartenendo alle Lamiaceae, famiglia spesso associata a piante aromatiche dolci o gradevoli, A. chamaepitys rappresenta una eccezione amara e resinosa, rendendola una specie atipica e interessante dal punto di vista sensoriale.
Simbolismo implicito
Nella cultura erboristica tradizionale, piante basse, striscianti e aromatiche erano spesso viste come intermediarie tra terra e spirito, utilizzate per “radicare” e al tempo stesso stimolare.
BIBLIOGRAFIA e WEBLIOGRAFIA GENERALE
Coll J., Tandron Y.A., Neo-clerodane diterpenoids from Ajuga species, 2008
Kuruüzüm-Uz A., Ströch K., Demirezer L.Ö., Zeeck A., Glucosides and secondary metabolites from Ajuga chamaepitys, 2003
Hernández A., Ríos J.L., Villar A., Diterpenoids and iridoid glycosides from Ajuga chamaepitys, 1994
Venditti A., Bianco A., Iridoids and phenylethanoid glycosides distribution in Lamiaceae, 2016
Marin P.D., Grayer R.J., Kite G.C., Veitch N.C., Harborne J.B., Secondary metabolites and biological activity of the genus Ajuga, 2005