Artemisia Dracunculus Var. Dracunculus, Artemisia Dracunculus Var. Inodora (Willd.) DC., Artemisia Dracunculus Var. Potagerum (Waldst. & Kit.) Rchb., Artemisia Glauca Pall. Ex Willd., Artemisia Inodora Willd., Artemisia Potagerum Waldst. & Kit., Dracunculus Vulgaris Lam.
PIANTA ERBACEA PERENNE ALTA FINO A 1 METRO, CON FUSTI ERETTI E RAMIFICATI. LE FOGLIE SONO LANCEOLATE, STRETTE E ALLUNGATE, DI COLORE VERDE SCURO, GLABRE E PRIVE DI LOBI. I FIORI SONO PICCOLI, VERDASTRI O GIALLASTRI, RIUNITI IN NUMEROSI CAPOLINI GLOBOSI O OVOIDALI, PENDULI, CHE FORMANO UNA PANNOCCHIA ALLUNGATA ALL'APICE DEI RAMI. I CAPOLINI SONO COMPOSTI DA SOLI FIORI TUBULOSI ERMAFRODITI O UNISESSUALI. I FRUTTI SONO ACHENI PICCOLI E LISCI. TUTTA LA PIANTA È AROMATICA, CON UN CARATTERISTICO ODORE E SAPORE ANISATO O LEGGERMENTE AMAROGNOLO, A SECONDA DELLA VARIETÀ. LA FIORITURA AVVIENE IN ESTATE.
Originaria delle regioni temperate dell'Eurasia e del Nord America. Predilige terreni ben drenati, anche sassosi o sabbiosi, e posizioni soleggiate. Si adatta a climi temperati e continentali, con estati calde e inverni freddi. Cresce spontaneamente in praterie aride, steppe, pendii rocciosi e lungo i margini dei boschi. La sua coltivazione è diffusa in molte parti del mondo per uso culinario e medicinale. In Italia si trova sia spontanea che coltivata, soprattutto nelle regioni settentrionali e centrali.
Eisenman Stephen W., Zaurov Dmitry E., Struwe Lena, Medicinal Plants of Central Asia: Uzbekistan and Kyrgyzstan, 2013
Obolskiy Dmitriy, Pischel Ilya, Feistel Bernd, Glotov Nikolay, Heinrich Michael, Artemisia dracunculus L.: Chemistry and Biological Activity, Planta Medica, 2011
Aglarova Aida M., Zilfikarov Ildar N., Severtseva Olga V., Biological Characteristics and Useful Properties of Tarragon (Artemisia dracunculus L.), Pharmaceutical Chemistry Journal, 2008
Ribnicky David M., Poulev Anatoliy, O'Neal John, Wnorowski Grzegorz, Malek David E., Jäger Ralf, Raskin Ilya, Toxicological Evaluation of Artemisia dracunculus and Its Application in Metabolic Disorders, International Journal of Toxicology, 2004
Tak Ildikó, Jurenka Julie S., Bendiak Beata, Brudzyńska Paulina, Brown Paul N., Arnason John T., Bioactive Constituents of Artemisia dracunculus L. and Their Biological Activities, Journal of Agricultural and Food Chemistry, 2014
Zheljazkov Valtcho D., Cantrell Charles L., Astatkie Tesfaye, Hristov Andrey, Yield, Content and Composition of Tarragon Essential Oil as a Function of Harvest Stage, Industrial Crops and Products, 2010
Kordali Şaban, Kotan Ramazan, Mavi Aydın, Cakir Ahmet, Ala Ahmet, Yildirim Ali, Determination of the Chemical Composition and Antioxidant Activity of the Essential Oil of Artemisia dracunculus, Journal of Agricultural and Food Chemistry, 2005
Bilia Anna Rita, Santomauro Francesca, Sacco Carla, Bergonzi Maria Cristina, Donato Roberta, Essential Oil of Artemisia dracunculus L.: Composition, Biological Activity and Safety, Evidence-Based Complementary and Alternative Medicine, 2014
Motivazione: I dati tossicologici disponibili indicano una buona tollerabilità della droga e degli estratti fitoterapici alle dosi normalmente impiegate. Studi tossicologici specifici sulla specie non hanno evidenziato tossicità sistemica significativa negli impieghi tradizionali e negli estratti studiati. Tuttavia l'olio essenziale può contenere quantità rilevanti di estragolo e metileugenolo, sostanze per le quali esistono preoccupazioni tossicologiche in caso di esposizioni elevate o prolungate. Pertanto la sicurezza dipende dalla preparazione utilizzata, mentre per la droga vegetale e gli estratti fitoterapici convenzionali la tossicità documentata risulta generalmente bassa. Evidenza disponibile: studi tossicologici diretti sulla specie, studi sperimentali e lunga storia di impiego alimentare e fitoterapico.
EFFICACIA: DIPENDENTE DALLE SPECIFICHE E DALLE FORME TERAPEUTICHE
Motivazione: Le evidenze dirette disponibili per Artemisia dracunculus L. riguardano soprattutto specifici estratti standardizzati, in particolare estratti idroalcolici studiati per effetti metabolici, ipoglicemizzanti, insulinosensibilizzanti, antinfiammatori e antiossidanti. Sono disponibili alcuni studi clinici preliminari sull'uomo e numerosi studi in vivo e in vitro, ma i risultati non sono sufficienti per confermare un'efficacia terapeutica generale della specie. Inoltre la composizione chimica varia notevolmente tra dragoncello francese, dragoncello russo, estratti fitoterapici e olio essenziale, rendendo l'attività fortemente dipendente dalla forma terapeutica utilizzata. Evidenza disponibile: studi clinici preliminari, studi in vivo animali, studi in vitro ed uso etnobotanico documentato.
Confermate da studi scientifici e clinici
Non sono disponibili meta-analisi, revisioni sistematiche o studi clinici controllati sufficientemente numerosi e indipendenti da consentire la conferma di indicazioni terapeutiche specifiche di Artemisia dracunculus L. secondo criteri rigorosamente evidence-based. Alcuni studi clinici preliminari hanno valutato estratti standardizzati della specie nel metabolismo glucidico, ma le evidenze sono ancora insufficienti per una conferma clinica definitiva.
Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata
Attività ipoglicemizzante e insulinosensibilizzante. Indicazione: supporto del metabolismo glucidico e della regolazione della glicemia. Evidenza: studi clinici preliminari su estratti standardizzati, studi in vivo animali, studi in vitro e revisioni dedicate alla specie.
Attività antiossidante. Indicazione: protezione sperimentale dallo stress ossidativo. Evidenza: numerosi studi in vitro, studi ex vivo e studi in vivo animali su estratti e costituenti della specie.
Attività antinfiammatoria. Indicazione: modulazione sperimentale dei processi infiammatori. Evidenza: studi in vitro e modelli animali con estratti ottenuti dalle parti aeree.
Attività antimicrobica. Indicazione: attività contro microrganismi sensibili in condizioni sperimentali. Evidenza: studi in vitro su batteri e funghi con estratti e olio essenziale della specie.
Attività gastroprotettiva. Indicazione: protezione sperimentale della mucosa gastrointestinale. Evidenza: studi in vivo animali e studi farmacologici diretti sulla specie.
Attività digestiva e stomachica. Indicazione: supporto della funzione digestiva. Evidenza: uso fitoterapico tradizionale documentato supportato dalla presenza di principi aromatici e da studi farmacologici sulla specie.
Attività carminativa. Indicazione: riduzione sperimentale dei disturbi digestivi associati a fermentazione e meteorismo. Evidenza: uso tradizionale documentato e studi farmacologici pertinenti alla specie.
Attività antispasmodica. Indicazione: modulazione sperimentale della contrattilità della muscolatura liscia. Evidenza: studi farmacologici in vitro e dati etnobotanici coerenti.
Attività antiaggregante piastrinica. Indicazione: modulazione sperimentale dell'aggregazione piastrinica. Evidenza: studi in vitro e farmacologici su costituenti identificati nella specie.
Attività ipolipidemizzante. Indicazione: miglioramento sperimentale di parametri lipidici. Evidenza: studi animali e studi farmacologici diretti sulla specie.
Attività epatoprotettiva. Indicazione: protezione sperimentale del tessuto epatico. Evidenza: studi in vivo animali e studi farmacologici preliminari.
Uso storico e nella tradizione
Impiego come aromatico digestivo dopo i pasti.
Impiego come carminativo nei disturbi digestivi lievi.
Impiego come stomachico nelle digestioni lente.
Impiego tradizionale come coadiuvante nelle coliche e negli spasmi gastrointestinali.
Impiego tradizionale come tonico aromatico.
Impiego come correttivo del sapore in preparazioni erboristiche.
Impiego alimentare e medicinale tradizionale nelle medicine popolari dell'Europa orientale, dell'Asia centrale e dell'area caucasica.
Le evidenze più solide disponibili per Artemisia dracunculus L. riguardano gli effetti sul metabolismo glucidico, l'attività antiossidante e l'attività antinfiammatoria. Tuttavia la maggior parte dei dati deriva da studi sperimentali e da un numero limitato di studi clinici preliminari. L'eterogeneità dei chemotipi e degli estratti utilizzati rappresenta un importante limite interpretativo. Nessuna indicazione terapeutica può attualmente essere considerata clinicamente confermata secondo gli standard richiesti per la medicina basata sulle evidenze.
Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ciascun utilizzo fitoterapico.
Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata*
Obolskiy Dmitriy, Pischel Ilya, Feistel Bernd, Glotov Nikolay, Heinrich Michael, Artemisia dracunculus L.: Chemistry and Biological Activity, Planta Medica, 2011
Aglarova Aida M., Zilfikarov Ildar N., Severtseva Olga V., Biological Characteristics and Useful Properties of Tarragon (Artemisia dracunculus L.), Pharmaceutical Chemistry Journal, 2008
Ribnicky David M., Poulev Anatoliy, O'Neal John, Wnorowski Grzegorz, Malek David E., Jäger Ralf, Raskin Ilya, Toxicological Evaluation of Artemisia dracunculus and Its Application in Metabolic Disorders, International Journal of Toxicology, 2004
Tak Ildikó, Jurenka Julie S., Bendiak Beata, Brudzyńska Paulina, Brown Paul N., Arnason John T., Bioactive Constituents of Artemisia dracunculus L. and Their Biological Activities, Journal of Agricultural and Food Chemistry, 2014
Bilia Anna Rita, Santomauro Francesca, Sacco Carla, Bergonzi Maria Cristina, Donato Roberta, Essential Oil of Artemisia dracunculus L.: Composition, Biological Activity and Safety, Evidence-Based Complementary and Alternative Medicine, 2014
Zheljazkov Valtcho D., Cantrell Charles L., Astatkie Tesfaye, Hristov Andrey, Yield, Content and Composition of Tarragon Essential Oil as a Function of Harvest Stage, Industrial Crops and Products, 2010
Kordali Şaban, Kotan Ramazan, Mavi Aydın, Cakir Ahmet, Ala Ahmet, Yildirim Ali, Determination of the Chemical Composition and Antioxidant Activity of the Essential Oil of Artemisia dracunculus, Journal of Agricultural and Food Chemistry, 2005
Eisenman Stephen W., Zaurov Dmitry E., Struwe Lena, Medicinal Plants of Central Asia: Uzbekistan and Kyrgyzstan, 2013
(Le avvertenze includono segnali di rischio basati su evidenze precliniche, plausibilità farmacologica o casi isolati)
L'OLIO ESSENZIALE PUÒ CONTENERE CONCENTRAZIONI ELEVATE DI ESTRAGOLO E, IN ALCUNI CHEMOTIPI, METILEUGENOLO. STUDI TOSSICOLOGICI SPERIMENTALI E VALUTAZIONI REGOLATORIE SUI COSTITUENTI INDICANO CAUTELA NELL'IMPIEGO PROLUNGATO O AD ALTE DOSI DELLE PREPARAZIONI RICCHE DI OLIO ESSENZIALE. EVIDENZA: ANALISI FITOCHIMICHE DIRETTE DELLA SPECIE E STUDI TOSSICOLOGICI SUI COSTITUENTI PRESENTI NELLA SPECIE.
SONO STATI OSSERVATI EFFETTI IPOGLICEMIZZANTI E DI MIGLIORAMENTO DELLA SENSIBILITÀ INSULINICA IN STUDI CLINICI PRELIMINARI, STUDI ANIMALI E STUDI FARMACOLOGICI CONDOTTI CON ESTRATTI DI ARTEMISIA DRACUNCULUS L. È PERTANTO OPPORTUNA CAUTELA NEI SOGGETTI CHE ASSUMONO FARMACI ANTIDIABETICI. EVIDENZA: STUDI CLINICI PRELIMINARI, STUDI IN VIVO E STUDI FARMACOLOGICI DIRETTI SULLA SPECIE.
LA COMPOSIZIONE CHIMICA VARIA CONSIDEREVOLMENTE TRA I DIVERSI CHEMOTIPI E TRA DRAGONCELLO FRANCESE E DRAGONCELLO RUSSO, CON POSSIBILI DIFFERENZE RILEVANTI NEL CONTENUTO DI PRINCIPI ATTIVI E OLIO ESSENZIALE. EVIDENZA: STUDI FITOCHIMICI COMPARATIVI DIRETTI SULLA SPECIE.
I DATI DI SICUREZZA RELATIVI ALL'USO FITOTERAPICO DURANTE GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO SONO INSUFFICIENTI PER CONSENTIRE UNA VALUTAZIONE AFFIDABILE DEL RISCHIO. EVIDENZA: ASSENZA DI STUDI CLINICI SPECIFICI SULLA SPECIE.
LE VALUTAZIONI TOSSICOLOGICHE DISPONIBILI RIGUARDANO PRINCIPALMENTE ESTRATTI STANDARDIZZATI E PREPARAZIONI ALIMENTARI; I DATI RELATIVI ALL'ASSUNZIONE CRONICA DI ELEVATE QUANTITÀ DI OLIO ESSENZIALE RISULTANO LIMITATI. EVIDENZA: STUDI TOSSICOLOGICI DIRETTI SULLA SPECIE E REVISIONI SCIENTIFICHE DEDICATE.
LE EVIDENZE DISPONIBILI SONO COSTITUITE PREVALENTEMENTE DA STUDI FITOCHIMICI, FARMACOLOGICI, TOSSICOLOGICI E DA UN NUMERO LIMITATO DI STUDI CLINICI; PER MOLTE APPLICAZIONI FITOTERAPICHE MANCANO CONFERME CLINICHE DEFINITIVE.
(Le controindicazioni si basano su evidenze cliniche dirette, cioè dati da studi clinici, osservazionali o casistiche solide che dimostrino che l’uso della pianta è da evitare in specifiche condizioni o popolazioni)
IPERSENSIBILITÀ ACCERTATA AD ARTEMISIA DRACUNCULUS L. O A PREPARAZIONI OTTENUTE DALLA SPECIE. QUESTA RAPPRESENTA L'UNICA CONTROINDICAZIONE SPECIFICA DIRETTAMENTE DOCUMENTABILE SULLA BASE DEI DATI DISPONIBILI PER LA SPECIE.
(Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche)
Estratto secco da parti aeree
È la forma fitoterapica più studiata. Gli studi farmacologici e clinici disponibili hanno utilizzato prevalentemente estratti idroalcolici successivamente essiccati. Non esiste una monografia ufficiale che definisca un titolo universalmente accettato per Artemisia dracunculus L. e pertanto non è possibile indicare un titolo terapeutico validato e condiviso a livello internazionale. Gli estratti impiegati nella ricerca sono generalmente standardizzati su marcatori polifenolici specifici o su profili fitochimici proprietari.
La posologia comunemente impiegata negli studi sugli estratti standardizzati varia indicativamente da 300 a 1200 mg al giorno, suddivisi in una o più somministrazioni secondo la formulazione utilizzata.
Estratto idroalcolico fluido
Disponibile in preparazioni liquide ottenute dalle parti aeree fresche o essiccate. La composizione dipende fortemente dal rapporto droga-estratto e dalla gradazione alcolica impiegata. Non esistono titoli terapeutici universalmente riconosciuti per questa forma.
Le dosi tradizionalmente utilizzate nei preparati commerciali corrispondono generalmente a 1-4 ml da una a tre volte al giorno, secondo concentrazione e standardizzazione del prodotto.
Estratto molle
Utilizzato meno frequentemente rispetto all'estratto secco. Può essere incorporato in capsule, compresse o formulazioni multifitoterapiche. Non sono disponibili standard internazionali che definiscano un contenuto minimo di principi attivi necessario all'effetto terapeutico.
La posologia dipende dalla concentrazione dell'estratto e dalla formulazione commerciale.
Tintura madre fitoterapica
Preparata dalle parti aeree secondo procedure fitoterapiche tradizionali. La composizione può variare sensibilmente in funzione del materiale vegetale e del metodo estrattivo.
Le dosi comunemente riportate nella pratica erboristica sono comprese tra 20 e 50 gocce, da una a tre volte al giorno, opportunamente diluite.
Olio essenziale
Ottenuto per distillazione in corrente di vapore delle parti aeree. È caratterizzato da notevole variabilità chemotipica, soprattutto per il contenuto di estragolo e altri fenilpropanoidi.
Non esiste un titolo terapeutico riconosciuto. L'impiego fitoterapico interno richiede particolare cautela a causa delle problematiche tossicologiche associate ad alcuni costituenti. L'utilizzo è prevalentemente aromatico, aromatizzante o professionale.
Capsule e compresse standardizzate
Disponibili soprattutto nei mercati nordamericano ed est-europeo come integratori destinati al supporto metabolico. Le standardizzazioni utilizzate sono eterogenee e spesso basate su estratti proprietari.
Le dosi normalmente commercializzate forniscono da 300 a 1000 mg giornalieri di estratto.
Preparazioni omeopatiche
Sono reperibili preparazioni denominate Artemisia dracunculus in diverse diluizioni omeopatiche quali D1, D2, D3, D4, D6, D12, C5, C7, C9, C12, C30 e superiori.
Non esistono evidenze cliniche che dimostrino un'efficacia terapeutica specifica delle preparazioni omeopatiche di Artemisia dracunculus L. e non è possibile definire un titolo o una posologia terapeutica evidence-based.
Obolskiy Dmitriy, Pischel Ilya, Feistel Bernd, Glotov Nikolay, Heinrich Michael, Artemisia dracunculus L.: Chemistry and Biological Activity, Planta Medica, 2011
Aglarova Aida M., Zilfikarov Ildar N., Severtseva Olga V., Biological Characteristics and Useful Properties of Tarragon (Artemisia dracunculus L.), Pharmaceutical Chemistry Journal, 2008
Ribnicky David M., Poulev Anatoliy, O'Neal John, Wnorowski Grzegorz, Malek David E., Jäger Ralf, Raskin Ilya, Toxicological Evaluation of Artemisia dracunculus and Its Application in Metabolic Disorders, International Journal of Toxicology, 2004
Tak Ildikó, Jurenka Julie S., Bendiak Beata, Brudzyńska Paulina, Brown Paul N., Arnason John T., Bioactive Constituents of Artemisia dracunculus L. and Their Biological Activities, Journal of Agricultural and Food Chemistry, 2014
Bilia Anna Rita, Santomauro Francesca, Sacco Carla, Bergonzi Maria Cristina, Donato Roberta, Essential Oil of Artemisia dracunculus L.: Composition, Biological Activity and Safety, Evidence-Based Complementary and Alternative Medicine, 2014
Zheljazkov Valtcho D., Cantrell Charles L., Astatkie Tesfaye, Hristov Andrey, Yield, Content and Composition of Tarragon Essential Oil as a Function of Harvest Stage, Industrial Crops and Products, 2010
Kordali Şaban, Kotan Ramazan, Mavi Aydın, Cakir Ahmet, Ala Ahmet, Yildirim Ali, Determination of the Chemical Composition and Antioxidant Activity of the Essential Oil of Artemisia dracunculus, Journal of Agricultural and Food Chemistry, 2005
Eisenman Stephen W., Zaurov Dmitry E., Struwe Lena, Medicinal Plants of Central Asia: Uzbekistan and Kyrgyzstan, Springer, 2013
Duke James A., Handbook of Medicinal Herbs, CRC Press, 2002
Ribnicky David M., Kuhn Patricia, Poulev Anatoliy, Logendra Sreedharan, Zuberi Amir, Cefalu William T., Raskin Ilya, Improved Glycemic Control and Plasma Lipid Profile by an Ethanolic Extract of Artemisia dracunculus L. in Animal Models of Metabolic Disorders, Journal of Agricultural and Food Chemistry, 2006
Wang Zhenhua, Ribnicky David M., Zhang Xiangrong, Raskin Ilya, Yu Yefei, Bioactivity-Guided Identification of Botanical Constituents from Artemisia dracunculus L. with Metabolic Regulatory Activity, Phytochemistry, 2011
(Basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso)
Infuso digestivo tradizionale
Artemisia dracunculus parti aeree 1,5 g
Acqua 200 mL
Versare acqua bollente sulla droga, lasciare in infusione 10 minuti e filtrare. Assumere dopo i pasti principali.
Infuso digestivo e carminativo
Artemisia dracunculus parti aeree 1 g
Melissa officinalis foglie 1 g
Foeniculum vulgare frutti 1 g
Acqua 250 mL
Lasciare in infusione per 10 minuti. Assumere dopo i pasti in caso di digestione lenta e meteorismo.
Infuso stomachico aromatico
Artemisia dracunculus parti aeree 1 g
Matricaria chamomilla capolini 1,5 g
Melissa officinalis foglie 1 g
Acqua 250 mL
Lasciare in infusione per circa 10 minuti e filtrare. Utilizzare una o due volte al giorno dopo i pasti.
Infuso tradizionale per il benessere digestivo
Artemisia dracunculus parti aeree 1 g
Mentha × piperita foglie 1 g
Foeniculum vulgare frutti 1 g
Acqua 250 mL
Infondere per 10 minuti. Assumere dopo i pasti principali.
Decotto leggero aromatico
Artemisia dracunculus parti aeree 2 g
Acqua 250 mL
Portare ad ebollizione per 3-5 minuti, lasciare riposare 10 minuti e filtrare. Utilizzare una volta al giorno.
Infuso tradizionale di supporto metabolico
Artemisia dracunculus parti aeree 1 g
Cinnamomum verum corteccia 0,5 g
Acqua 250 mL
Lasciare in infusione 10-15 minuti. Utilizzare una volta al giorno. L'associazione deriva da impieghi tradizionali e da evidenze farmacologiche compatibili, ma non esistono studi clinici che dimostrino una sinergia specifica tra le due specie.
Infuso aromatico tonico
Artemisia dracunculus parti aeree 1 g
Rosmarinus officinalis foglie 1 g
Melissa officinalis foglie 1 g
Acqua 250 mL
Lasciare in infusione per 10 minuti. Assumere una volta al giorno.
Formulazione erboristica digestiva
Artemisia dracunculus parti aeree 25%
Foeniculum vulgare frutti 35%
Melissa officinalis foglie 25%
Matricaria chamomilla capolini 15%
Utilizzare 3 g della miscela per 250 mL di acqua in infusione per 10 minuti. Assumere dopo i pasti.
Formulazione erboristica carminativa
Artemisia dracunculus parti aeree 20%
Mentha × piperita foglie 30%
Foeniculum vulgare frutti 30%
Pimpinella anisum frutti 20%
Utilizzare 2-3 g della miscela per tazza. Lasciare in infusione per 10 minuti e filtrare.
Le formulazioni riportate derivano principalmente dall'uso fitoterapico tradizionale documentato di Artemisia dracunculus L. come digestivo, stomachico e carminativo. Non sono disponibili studi clinici che dimostrino specifiche sinergie terapeutiche tra Artemisia dracunculus L. e le altre specie vegetali indicate.
Obolskiy Dmitriy, Pischel Ilya, Feistel Bernd, Glotov Nikolay, Heinrich Michael, Artemisia dracunculus L.: Chemistry and Biological Activity, Planta Medica, 2011
Aglarova Aida M., Zilfikarov Ildar N., Severtseva Olga V., Biological Characteristics and Useful Properties of Tarragon (Artemisia dracunculus L.), Pharmaceutical Chemistry Journal, 2008
Tak Ildikó, Jurenka Julie S., Bendiak Beata, Brudzyńska Paulina, Brown Paul N., Arnason John T., Bioactive Constituents of Artemisia dracunculus L. and Their Biological Activities, Journal of Agricultural and Food Chemistry, 2014
Ribnicky David M., Poulev Anatoliy, O'Neal John, Wnorowski Grzegorz, Malek David E., Jäger Ralf, Raskin Ilya, Toxicological Evaluation of Artemisia dracunculus and Its Application in Metabolic Disorders, International Journal of Toxicology, 2004
Bilia Anna Rita, Santomauro Francesca, Sacco Carla, Bergonzi Maria Cristina, Donato Roberta, Essential Oil of Artemisia dracunculus L.: Composition, Biological Activity and Safety, Evidence-Based Complementary and Alternative Medicine, 2014
Duke James A., Handbook of Medicinal Herbs, CRC Press, 2002
EMA Committee on Herbal Medicinal Products, European Union Herbal Monographs and Community Herbal Compendium, varie monografie fitoterapiche di riferimento metodologico
Wichtl Max, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, Medpharm Scientific Publishers, 2004
Barnes Joanne, Anderson Linda A., Phillipson J. David, Herbal Medicines, Pharmaceutical Press, 2007
Consultare il proprio medico prima di assumere qualsiasi preparato
ANNUNCIO PUBBLICITARIO
FINE ANNUNCIO
SCHEDA NOTIZIE E VARIE
Artemisia dracunculus L., comunemente nota come dragoncello, è una delle più importanti erbe aromatiche della cucina europea e asiatica. Le parti utilizzate sono principalmente le foglie e le giovani sommità raccolte poco prima della fioritura, quando l'aroma raggiunge la massima intensità.
Il dragoncello francese rappresenta la forma culinaria più apprezzata grazie al suo aroma delicato, complesso e persistente, caratterizzato da note dolci, speziate e leggermente anisate dovute soprattutto alla presenza di estragolo nell'olio essenziale.
Le foglie fresche vengono utilizzate come condimento per insalate, verdure cotte, patate, funghi, uova, frittate e preparazioni a base di formaggio fresco. L'impiego a crudo è generalmente preferito poiché la cottura prolungata può ridurre parte della componente aromatica.
È una delle erbe classiche della cucina francese e costituisce un ingrediente fondamentale delle miscele tradizionali denominate fines herbes insieme a prezzemolo, erba cipollina e cerfoglio.
Trova largo impiego nella preparazione di salse, in particolare nella salsa bernese, nella salsa tartara e in numerose salse a base di senape, panna o burro.
Il dragoncello viene frequentemente utilizzato per aromatizzare carni bianche, pollame, coniglio, pesce, crostacei e preparazioni a base di uova, ai quali conferisce una nota aromatica elegante senza coprire i sapori principali.
Le foglie possono essere impiegate nell'aromatizzazione di aceti alimentari. L'aceto al dragoncello rappresenta una preparazione tradizionale particolarmente diffusa nella gastronomia francese e viene utilizzato per condire insalate, salse e marinature.
In alcune tradizioni culinarie dell'Europa orientale, del Caucaso e dell'Asia centrale il dragoncello viene utilizzato anche per aromatizzare bevande analcoliche. La celebre bevanda georgiana nota come Tarkhun deve il proprio aroma caratteristico proprio a questa specie.
Le foglie fresche possono essere aggiunte a sottaceti, cetriolini, conserve vegetali e preparazioni in salamoia, contribuendo sia all'aroma sia alla complessità gustativa del prodotto finale.
L'essiccazione determina generalmente una perdita significativa della qualità aromatica rispetto alla droga fresca. Per questo motivo nelle preparazioni gastronomiche di pregio viene preferito il materiale fresco oppure congelato.
Dal punto di vista alimentare il dragoncello è considerato principalmente una spezia aromatica e un condimento piuttosto che una fonte nutrizionale significativa, sebbene apporti piccole quantità di polifenoli, flavonoidi e composti aromatici biologicamente attivi.
Le cultivar di dragoncello francese e dragoncello russo possiedono caratteristiche organolettiche differenti. Il dragoncello francese è generalmente preferito in cucina per il profilo aromatico più fine e intenso, mentre il dragoncello russo presenta aroma meno complesso e sapore più erbaceo.
Le essenze il cui potere antisettico è improvviso e imprevedibile nei confronti di un certo agente patogeno vengono chiamate "essenze germicide medie"
Sono le seguenti: Pino, Cajeput, Eucalipto, Lavanda, Mirto, Geranio rosato, Petit grain, Estragone, Serpillo, Niaouli.
L'indice aromatico o I.A. di una essenza rappresenta il potere germicida riferito a un olio essenziale ideale (100%). Le essenze germicide medie hanno un I.A. medio che va dallo 0,126 del OE di Serpillo al 0,296 del OE di Eucalipto e Lavanda. Questo non vuol dire semplicemente che sono meno o poco efficaci rispetto alle "maggiori", ma che i risultati medi, ovvero calcolati su una sperimentazione allargata a molti batteri, hanno potere antisettico medio inferiore. Le essenze germicide medie sono quelle più utilizzate nelle specialità farmaceutiche.
[Tratto da: Paul Belaiche - "L'Aromatogramma"]
Il nome specifico dracunculus deriva dal latino e significa "piccolo drago". L'origine di questa denominazione è generalmente collegata alla forma serpentina delle radici e all'antica dottrina delle segnature, secondo la quale la pianta sarebbe stata utile contro i morsi di serpente e altri animali velenosi.
La specie è originaria di un vasto areale che comprende l'Asia centrale e la Siberia meridionale. Da queste regioni si è diffusa progressivamente verso il Medio Oriente e successivamente in Europa attraverso rotte commerciali e scambi culturali.
Il dragoncello era già conosciuto nel mondo arabo medievale, dove veniva utilizzato sia come pianta aromatica sia come rimedio tradizionale. Furono probabilmente i medici e i botanici arabi a favorirne la diffusione nel bacino mediterraneo.
La pianta acquisì particolare prestigio nella gastronomia francese tra il XVII e il XIX secolo, diventando una delle erbe aromatiche più caratteristiche dell'alta cucina. Ancora oggi è considerata una delle spezie simbolo della tradizione culinaria francese.
Esistono differenze notevoli tra il dragoncello francese e il dragoncello russo. Il primo è generalmente sterile e viene propagato quasi esclusivamente per via vegetativa, mentre il secondo produce semi fertili. Questa peculiarità ha avuto importanti conseguenze storiche sulla diffusione delle cultivar coltivate.
L'aroma tipico del dragoncello è dovuto principalmente all'estragolo, composto che conferisce le caratteristiche note di anice e liquirizia. La concentrazione di questo costituente può variare considerevolmente in funzione del chemotipo, dell'origine geografica e delle condizioni di coltivazione.
Nella tradizione popolare europea il dragoncello veniva talvolta masticato prima dei pasti per stimolare l'appetito e migliorare la percezione dei sapori.
In alcune regioni dell'Europa orientale e del Caucaso la pianta è stata utilizzata per aromatizzare bevande fermentate e non fermentate molto prima della sua diffusione come spezia nella cucina occidentale.
Una delle bevande più celebri preparate con questa specie è il Tarkhun, bibita tradizionale georgiana di colore verde intenso sviluppata nel XIX secolo e ancora oggi molto popolare in diversi paesi dell'ex area sovietica.
A differenza di molte altre specie del genere Artemisia, il dragoncello non è apprezzato principalmente per il gusto amaro ma per le sue qualità aromatiche. Questa caratteristica lo rende una sorta di eccezione gastronomica all'interno di un genere botanico noto soprattutto per piante dal sapore fortemente amaricante.
Il dragoncello francese perde gran parte del proprio aroma durante l'essiccazione. Per questo motivo la cucina professionale privilegia tradizionalmente l'impiego delle foglie fresche oppure congelate.
La specie è una delle poche Artemisia che hanno raggiunto un'importanza culinaria globale superiore a quella fitoterapica, risultando oggi più conosciuta come erba aromatica che come pianta medicinale.