QUESTA SCHEDA È UNICA E ORIGINALE IN INTERNET aggiornamento del 30/05/2026
ELEUTEROCOCCO Eleutherococcus senticosus Maxim.
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Autore: erbeofficinali.org
Autore: Stanislav Doronenko
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TOSSICITÀ BASSA
EFFICACIA DIPENDENTE DALLE SPECIFICHE E DALLE FORME TERAPEUTICHE
!!
ANNUNCIO PUBBLICITARIO
FINE ANNUNCIO
SCHEDA BOTANICA
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Clade Streptophyta
Clade Embryophyta
Clade Tracheophyta
Clade Spermatophyta
Clade Angiospermae
Clade Mesangiospermae
Clade Eudicotyledones
Clade Asteridae
Clade Campanulidae
Ordine Apiales
Famiglia Araliaceae
Genere Eleutherococcus
Specie Eleutherococcus senticosus
La specie è stata storicamente nota come Acanthopanax senticosus (Rupr. & Maxim.) Harms. In fitoterapia internazionale è frequentemente denominata "ginseng siberiano", sebbene non appartenga al genere Panax e non contenga ginsenosidi caratteristici dei veri ginseng. I principali costituenti bioattivi caratteristici sono gli eleuterosidi.
ARBUSTO DECIDUO ALTO FINO A 2-3 METRI, CON FUSTI ERETTI E RAMIFICATI RICOPERTI DI NUMEROSE SPINE SOTTILI. LE FOGLIE SONO PALMATOCOMPOSTE, CON 3-5 FOGLIOLINE SESSILI O BREVEMENTE PICCIOLATE, OBLUNGHE O ELLITTICHE, CON MARGINE SEGHETTATO E APICE ACUTO. I FIORI SONO PICCOLI, ERMAFRODITI O UNISESSUALI (PIANTE POLIGAMO-MONOICHE), DI COLORE GIALLO-VERDASTRO, RIUNITI IN OMBRELLE GLOBOSE PORTATE IN RACEMI ASCELLARI. IL CALICE HA CINQUE PICCOLI DENTI E LA COROLLA HA CINQUE PETALI. GLI STAMI SONO CINQUE. IL FRUTTO È UNA BACCA GLOBOSA O OVOIDE, DI COLORE NERO A MATURAZIONE, CONTENENTE 2-5 SEMI. LA FIORITURA AVVIENE IN ESTATE E LE BACCHE MATURANO A FINE ESTATE O IN AUTUNNO. LA RADICE È RAMIFICATA E LEGNOSA.
Originario delle regioni boscose temperate dell'Asia orientale, in particolare Siberia sud-orientale, Cina nord-orientale, Corea e Giappone. Predilige sottoboschi umidi e ombrosi o parzialmente ombreggiati di foreste miste di conifere e latifoglie, spesso su terreni ben drenati e ricchi di humus. Si adatta a climi freddi con inverni rigidi. La sua distribuzione naturale è limitata a queste regioni, ma è coltivato in diverse altre parti del mondo per le sue proprietà medicinali. In Italia non è spontaneo ma può essere coltivato in zone con clima fresco e umido.
World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants Volume 2, 2002
European Scientific Cooperative on Phytotherapy, ESCOP Monographs The Scientific Foundation for Herbal Medicinal Products, Eleutherococcus senticosus, 2003
Davydov Mikhail, Krikorian Abraham D., Eleutherococcus senticosus Maxim. (Araliaceae) as an Adaptogen: A Closer Look, Journal of Ethnopharmacology, 2000
Panossian Alexander, Wikman Georg, Effects of Adaptogens on the Central Nervous System and the Molecular Mechanisms Associated with Their Stress-Protective Activity, Pharmaceuticals, 2010
Panossian Alexander, Wagner Hildebert, Stimulating Effect of Adaptogens: An Overview with Particular Reference to Their Efficacy Following Single Dose Administration, Phytotherapy Research, 2005
Wagner Hildebert, Proksch Andreas, Riess-Maurer Ingrid, Vollmar Angelika, Odenthal Klaus Peter, Stuppner Hermann, Immunostimulant Action of Polysaccharides from Eleutherococcus senticosus, Arzneimittel-Forschung, 1985
Brekhman I. I., Dardymov I. V., New Substances of Plant Origin Which Increase Nonspecific Resistance, Annual Review of Pharmacology, 1969
Farnsworth Norman R., Kinghorn A. Douglas, Soejarto Djaja D., Waller Diane P., Siberian Ginseng (Eleutherococcus senticosus): Current Status as an Adaptogen, Economic and Medicinal Plant Research, 1985
EMA Committee on Herbal Medicinal Products, Assessment Report on Eleutherococcus senticosus Maxim. Root, 2014
Motivazione: I dati tossicologici disponibili indicano una buona tollerabilità della radice e dei preparati fitoterapici utilizzati alle dosi raccomandate. Gli effetti indesiderati documentati sono generalmente lievi e poco frequenti e comprendono occasionalmente insonnia, irritabilità, cefalea, palpitazioni o disturbi gastrointestinali. Non risultano evidenze di tossicità sistemica rilevante alle dosi terapeutiche comunemente impiegate. Evidenza disponibile: studi clinici, studi tossicologici, farmacovigilanza, monografie ufficiali e ampia esperienza d'uso umano documentata.
EFFICACIA: DIPENDENTE DALLE SPECIFICHE E DALLE FORME TERAPEUTICHE
Motivazione: Sono disponibili studi clinici controllati, revisioni sistematiche, monografie ufficiali e una lunga tradizione fitoterapica documentata relativi principalmente alla radice e al rizoma di Eleutherococcus senticosus Maxim. standardizzati in eleuterosidi. Le evidenze riguardano soprattutto il trattamento della stanchezza, dell'astenia, della ridotta capacità lavorativa e delle condizioni di stress. Tuttavia i risultati clinici non sono uniformi per tutte le preparazioni, i dosaggi e le popolazioni studiate, e l'efficacia non può essere generalizzata all'intera pianta né a tutte le forme estrattive. Evidenza disponibile: studi clinici controllati, revisioni sistematiche, monografie EMA, ESCOP e OMS, studi in vivo, studi in vitro e uso fitoterapico consolidato.
Confermate da studi scientifici e clinici
Riduzione della stanchezza e dell'astenia. Supportata da studi clinici controllati, revisioni sistematiche e valutazioni di monografie ufficiali. Le evidenze riguardano principalmente estratti standardizzati di radice e rizoma in soggetti con affaticamento, ridotta capacità lavorativa o sensazione di debolezza. L'effetto osservato è generalmente modesto ma sufficientemente documentato per costituire la principale indicazione fitoterapica riconosciuta della specie.
Miglioramento della capacità di adattamento a condizioni di stress e affaticamento. Supportato da studi clinici controllati e revisioni della letteratura. I risultati non sono uniformi in tutti gli studi, ma il complesso delle evidenze ha portato al riconoscimento tradizionale consolidato da parte di diverse autorità fitoterapiche internazionali.
Non sono disponibili meta-analisi cliniche o revisioni sistematiche di elevata qualità che consentano di confermare con certezza ulteriori indicazioni terapeutiche specifiche.
Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata
Attività immunomodulante. Supportata da studi in vitro, studi in vivo su animali e studi farmacologici sui polisaccaridi e sugli eleuterosidi caratteristici della specie. La rilevanza clinica completa nell'uomo rimane incompletamente definita.
Attività antistress. Supportata da studi in vivo, studi farmacologici sperimentali e da una lunga tradizione fitoterapica documentata. I dati sperimentali mostrano effetti sulla risposta dell'organismo a differenti forme di stress.
Attività antiossidante. Supportata da studi in vitro e da studi sperimentali su animali riguardanti estratti della radice. Le evidenze cliniche dirette sono limitate.
Attività antinfiammatoria. Supportata da studi in vitro e in vivo. Le evidenze disponibili suggeriscono effetti biologici misurabili ma non consentono indicazioni cliniche consolidate.
Attività di supporto delle prestazioni fisiche. Supportata da studi clinici preliminari, studi osservazionali e studi sperimentali. I risultati risultano eterogenei e non consentono conclusioni definitive.
Attività di supporto delle funzioni cognitive e della performance mentale durante affaticamento. Supportata da alcuni studi clinici preliminari e studi sperimentali. Le evidenze sono limitate e non sempre concordanti.
Attività immunostimolante. Supportata da studi in vitro, studi animali e revisioni farmacologiche. Le evidenze cliniche sono insufficienti per una validazione terapeutica.
Attività metabolica e glucoregolatrice. Supportata da studi sperimentali in vivo e in vitro. Le evidenze cliniche risultano preliminari e insufficienti per definire indicazioni terapeutiche nel diabete mellito.
Attività cardioprotettiva e vascolare. Supportata da studi sperimentali su modelli animali e da dati farmacologici. Non esistono evidenze cliniche sufficienti per una validazione terapeutica.
Uso storico e nella tradizione
Impiego tradizionale come tonico generale e ricostituente.
Utilizzo tradizionale per aumentare la resistenza fisica e mentale durante periodi di intensa attività.
Impiego tradizionale nelle condizioni di debolezza, affaticamento e convalescenza.
Utilizzo tradizionale per favorire l'adattamento a condizioni climatiche rigide e ambienti ostili.
Impiego tradizionale nella medicina dell'Asia nord-orientale come pianta adattogena.
Utilizzo tradizionale come supporto della vitalità e della capacità lavorativa.
Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ciascun utilizzo fitoterapico.
EMA Committee on Herbal Medicinal Products, Assessment Report on Eleutherococcus senticosus (Rupr. et Maxim.) Maxim. Radix, European Medicines Agency, 2014
EMA Committee on Herbal Medicinal Products, European Union Herbal Monograph on Eleutherococcus senticosus (Rupr. et Maxim.) Maxim. Radix, European Medicines Agency, 2014
World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants, Volume 2, 2002
European Scientific Cooperative on Phytotherapy, ESCOP Monographs: The Scientific Foundation for Herbal Medicinal Products, Second Edition, Eleutherococcus senticosus, 2003
Davydov Mikhail, Krikorian Abraham D., Eleutherococcus senticosus Maxim. (Araliaceae) as an Adaptogen: A Closer Look, Journal of Ethnopharmacology, 2000
Panossian Alexander, Wikman Georg, Effects of Adaptogens on the Central Nervous System and the Molecular Mechanisms Associated with Their Stress-Protective Activity, Pharmaceuticals, 2010
Panossian Alexander, Wikman Georg, Evidence-Based Efficacy of Adaptogens in Fatigue, and Molecular Mechanisms Related to Their Stress-Protective Activity, Current Clinical Pharmacology, 2009
Panossian Alexander, Hamm Roland, Wikman Georg, Efficacy of Adaptogens in Physical Fatigue: A Review of Controlled Clinical Trials, Chinese Medicine, 2010
Farnsworth Norman R., Kinghorn A. Douglas, Soejarto Djaja D., Waller Diane P., Siberian Ginseng (Eleutherococcus senticosus): Current Status as an Adaptogen, Economic and Medicinal Plant Research, 1985
Wagner Hildebert, Proksch Andreas, Riess-Maurer Ingrid, Vollmar Angelika, Odenthal Klaus Peter, Stuppner Hermann, Immunostimulant Action of Polysaccharides from Eleutherococcus senticosus, Arzneimittel-Forschung, 1985
Szolomicki Stanislaw, Samochowiec Ludwik, Wojcicki Janusz, Drozdzik Marek, The Influence of Active Components of Eleutherococcus senticosus on Cellular Defence and Physical Fitness in Man, Phytotherapy Research, 2000
Brekhman Ilya I., Dardymov Igor V., New Substances of Plant Origin Which Increase Nonspecific Resistance, Annual Review of Pharmacology, 1969
Wichtl Max, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, Third Edition, Medpharm Scientific Publishers, 2004
(Le avvertenze includono segnali di rischio basati su evidenze precliniche, plausibilità farmacologica o casi isolati)
POSSIBILE EFFETTO STIMOLANTE SUL SISTEMA NERVOSO CENTRALE CON COMPARSA DI INSONNIA, NERVOSISMO, IRRITABILITÀ O AGITAZIONE IN SOGGETTI SENSIBILI, SOPRATTUTTO IN CASO DI ASSUNZIONE NELLE ORE SERALI. EVIDENZA DISPONIBILE: STUDI CLINICI, FARMACOVIGILANZA ED ESPERIENZA D'USO.
POSSIBILI VARIAZIONI DELLA PRESSIONE ARTERIOSA E DELLA FREQUENZA CARDIACA IN SOGGETTI PREDISPOSTI. EVIDENZA DISPONIBILE: STUDI CLINICI, OSSERVAZIONI CLINICHE E PLAUSIBILITÀ FARMACOLOGICA DOCUMENTATA.
POSSIBILI INTERAZIONI CON FARMACI ANTICOAGULANTI, ANTIAGGREGANTI, IPOGLICEMIZZANTI E FARMACI AD AZIONE CENTRALE. EVIDENZA DISPONIBILE: SEGNALAZIONI CLINICHE, STUDI FARMACOLOGICI E PLAUSIBILITÀ FARMACOLOGICA DOCUMENTATA; LE EVIDENZE CLINICHE DIRETTE RISULTANO LIMITATE E NON SEMPRE CONCORDANTI.
POSSIBILE ATTIVITÀ IMMUNOMODULANTE RILEVATA IN MODELLI SPERIMENTALI. EVIDENZA DISPONIBILE: STUDI IN VITRO, STUDI IN VIVO E STUDI FARMACOLOGICI SUI POLISACCARIDI E SUGLI ELEUTEROSIDI; LA RILEVANZA CLINICA NELL'UOMO NON È COMPLETAMENTE DEFINITA.
L'IMPIEGO DURANTE GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO NON DISPONE DI DATI CLINICI DI SICUREZZA SUFFICIENTI. EVIDENZA DISPONIBILE: ASSENZA DI STUDI CLINICI ADEGUATI E VALUTAZIONI DELLE MONOGRAFIE UFFICIALI.
LE EVIDENZE DI EFFICACIA E SICUREZZA RIGUARDANO PRINCIPALMENTE LA RADICE E IL RIZOMA STANDARDIZZATI IN ELEUTEROSIDI; I RISULTATI NON SONO AUTOMATICAMENTE TRASFERIBILI AD ALTRE PARTI DELLA PIANTA O A PREPARAZIONI NON STANDARDIZZATE. EVIDENZA DISPONIBILE: STUDI CLINICI, MONOGRAFIE UFFICIALI E STUDI FARMACOGNOSTICI.
(Le controindicazioni si basano su evidenze cliniche dirette, cioè dati da studi clinici, osservazionali o casistiche solide che dimostrino che l’uso della pianta è da evitare in specifiche condizioni o popolazioni)
IPERSENSIBILITÀ ACCERTATA A ELEUTHEROCOCCUS SENTICOSUS MAXIM. O AI PREPARATI DERIVATI DALLA SPECIE.
IPERTENSIONE ARTERIOSA GRAVE. LE PRINCIPALI MONOGRAFIE FITOTERAPICHE INTERNAZIONALI RIPORTANO COME CONTROINDICAZIONE L'IMPIEGO IN PRESENZA DI VALORI PRESSORI SEVERAMENTE ELEVATI, SULLA BASE DI DATI CLINICI, OSSERVAZIONI FARMACOLOGICHE E DELL'ESPERIENZA D'USO DOCUMENTATA.
(Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche)
Estratto secco standardizzato di radice
È la forma fitoterapica meglio documentata e maggiormente utilizzata negli studi clinici e nelle monografie ufficiali. Gli estratti sono generalmente standardizzati in eleuterosidi, soprattutto eleuteroside B ed eleuteroside E. Le principali farmacopee e monografie europee indicano come riferimento un contenuto minimo combinato di eleuteroside B ed eleuteroside E generalmente non inferiore allo 0,08%. Le dosi comunemente impiegate corrispondono a circa 300-1200 mg al giorno di estratto secco standardizzato, suddivisi in una o due somministrazioni.
Estratto idroalcolico fluido di radice
Preparazione tradizionale ottenuta mediante estrazione idroetanolica della radice e del rizoma. Utilizzata soprattutto come tonico adattogeno e supporto nelle condizioni di affaticamento. Le posologie comunemente impiegate corrispondono a circa 2-8 mL al giorno secondo il rapporto droga/estratto e la gradazione alcolica.
Estratto molle standardizzato
Preparazione concentrata utilizzata soprattutto in capsule e formulazioni adattogene composte. La standardizzazione è generalmente riferita agli eleuterosidi totali. Non esiste un titolo terapeutico universalmente valido oltre ai riferimenti farmacopoeici sugli eleuterosidi caratteristici. Le dosi dipendono dalla concentrazione finale della formulazione.
Tintura madre fitoterapica
Preparazione ottenuta dalla radice secondo metodiche fitoterapiche tradizionali. Utilizzata prevalentemente come tonico generale e adattogeno. Le posologie comunemente riportate sono comprese tra 20 e 100 gocce da una a tre volte al giorno, in funzione della concentrazione e della preparazione commerciale.
Estratto nebulizzato
Forma secca ottenuta mediante atomizzazione dell'estratto fluido. Ampiamente utilizzata negli integratori adattogeni moderni. La standardizzazione è generalmente riferita al contenuto di eleuterosidi. Le dosi giornaliere più comuni variano tra 200 e 800 mg.
Estratto secco titolato in eleuterosidi
Preparazione standardizzata impiegata negli studi clinici relativi a stanchezza, stress e performance mentale o fisica. I prodotti maggiormente documentati contengono eleuterosidi B ed E standardizzati generalmente tra 0,3% e 1,2% secondo il tipo di estratto e la metodica produttiva. Le dosi clinicamente studiate sono generalmente comprese tra 300 e 1200 mg al giorno.
Polvere di radice micronizzata
Preparazione ottenuta dalla radice essiccata e polverizzata. Utilizzata soprattutto in capsule o compresse. Non garantisce necessariamente una standardizzazione costante in eleuterosidi. Le dosi tradizionalmente impiegate variano da circa 1 a 4 g al giorno.
Estratti combinati adattogeni
Sono disponibili formulazioni contenenti Eleutherococcus senticosus associato ad altre piante adattogene. Le evidenze cliniche riguardano prevalentemente il fitocomplesso finale e non sempre consentono di attribuire gli effetti esclusivamente alla specie. Le quantità di estratto di Eleutherococcus utilizzate nelle formulazioni sono molto variabili.
Preparazioni omeopatiche
Sono reperibili preparazioni omeopatiche denominate Eleutherococcus senticosus oppure Acanthopanax senticosus in diverse diluizioni quali TM, D, CH e LM. L'impiego si basa sui principi dell'omeopatia. Non esistono evidenze scientifiche che consentano di definire un titolo necessario all'effetto terapeutico né una posologia supportata da criteri farmacologici convenzionali.
EMA Committee on Herbal Medicinal Products, Assessment Report on Eleutherococcus senticosus (Rupr. et Maxim.) Maxim. Radix, European Medicines Agency, 2014
EMA Committee on Herbal Medicinal Products, European Union Herbal Monograph on Eleutherococcus senticosus (Rupr. et Maxim.) Maxim. Radix, European Medicines Agency, 2014
World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants Volume 2, 2002
European Scientific Cooperative on Phytotherapy, ESCOP Monographs The Scientific Foundation for Herbal Medicinal Products, Eleutherococcus senticosus, 2003
Davydov Mikhail, Krikorian Abraham D., Eleutherococcus senticosus Maxim. (Araliaceae) as an Adaptogen A Closer Look, Journal of Ethnopharmacology, 2000
Panossian Alexander, Wikman Georg, Effects of Adaptogens on the Central Nervous System and the Molecular Mechanisms Associated with Their Stress-Protective Activity, Pharmaceuticals, 2010
Panossian Alexander, Hamm Roland, Wikman Georg, Efficacy of Adaptogens in Physical Fatigue A Review of Controlled Clinical Trials, Chinese Medicine, 2010
Farnsworth Norman R., Kinghorn A. Douglas, Soejarto Djaja D., Waller Diane P., Siberian Ginseng (Eleutherococcus senticosus) Current Status as an Adaptogen, Economic and Medicinal Plant Research, 1985
Wichtl Max, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, Third Edition, Medpharm Scientific Publishers, 2004
(Basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso)
Decotto semplice adattogeno
Radice di Eleutherococcus senticosus Maxim. 2-3 g
Acqua 250 mL
Portare a ebollizione, mantenere un leggero decotto per 15-20 minuti, lasciare riposare 10 minuti e filtrare. Assumere una o due volte al giorno preferibilmente nella prima parte della giornata.
Infuso leggero di eleuterococco
Radice finemente sminuzzata di Eleutherococcus senticosus Maxim. 2 g
Acqua 200 mL
Versare acqua bollente sulla droga, lasciare in infusione per 15 minuti e filtrare. Sebbene il decotto sia generalmente preferito per la radice, l'infuso può essere utilizzato per preparazioni più blande.
Formula adattogena tradizionale
Radice di Eleutherococcus senticosus Maxim. 2 g
Frutti di Schisandra chinensis (Turcz.) Baill. 1 g
Acqua 250 mL
Preparare come decotto leggero per 15 minuti. L'associazione è documentata nella tradizione fitoterapica dell'Asia nord-orientale e supportata da dati farmacologici compatibili con l'uso adattogeno.
Formula adattogena con rodiola
Radice di Eleutherococcus senticosus Maxim. 1,5 g
Radice di Rhodiola rosea L. 1,5 g
Acqua 250 mL
Preparare mediante decotto per circa 15 minuti. L'associazione è presente in numerose formulazioni adattogene moderne; le evidenze cliniche riguardano prevalentemente l'impiego combinato e non consentono sempre di attribuire gli effetti alle singole specie.
Formula tonica per affaticamento funzionale
Radice di Eleutherococcus senticosus Maxim. 2 g
Foglie di Camellia sinensis (L.) Kuntze 1 g
Acqua 250 mL
Preparare un infuso lasciando in estrazione per circa 10 minuti. L'associazione è utilizzata tradizionalmente per il supporto della vigilanza e della resistenza alla fatica.
Formula fitoterapica per convalescenza
Radice di Eleutherococcus senticosus Maxim. 2 g
Radice di Glycyrrhiza glabra L. 1 g
Acqua 250 mL
Preparare come decotto per 15 minuti. L'impiego deriva dalla tradizione fitoterapica asiatica e da dati farmacologici compatibili con l'uso tonico generale.
Formula immunomodulante tradizionale
Radice di Eleutherococcus senticosus Maxim. 2 g
Frutti di Rosa canina L. 2 g
Acqua 250 mL
Preparare come decotto leggero seguito da infusione per 10 minuti. L'associazione viene utilizzata tradizionalmente come supporto durante periodi di aumentato fabbisogno fisiologico.
Formula adattogena complessa
Radice di Eleutherococcus senticosus Maxim. 40%
Frutti di Schisandra chinensis (Turcz.) Baill. 30%
Radice di Rhodiola rosea L. 30%
Utilizzare 3 g della miscela per 250 mL di acqua e preparare mediante decotto per 15-20 minuti. Si tratta di una delle associazioni adattogene più documentate nella letteratura fitoterapica contemporanea, pur con evidenze cliniche variabili.
Formula tonico-ricostituente
Radice di Eleutherococcus senticosus Maxim. 50%
Frutti di Rosa canina L. 25%
Radice di Glycyrrhiza glabra L. 25%
Utilizzare 3 g della miscela per 250 mL di acqua in decotto per circa 15 minuti. Tradizionalmente impiegata come supporto durante periodi di stanchezza e convalescenza.
Le evidenze cliniche dirette per infusi e decotti di Eleutherococcus senticosus riguardano prevalentemente la radice e il rizoma utilizzati singolarmente. Le formulazioni con altre specie vegetali sono generalmente supportate da tradizione fitoterapica documentata, studi farmacologici e, in alcuni casi, studi clinici su combinazioni specifiche; tuttavia la dimostrazione formale di sinergia clinica rimane spesso limitata.
EMA Committee on Herbal Medicinal Products, Assessment Report on Eleutherococcus senticosus (Rupr. et Maxim.) Maxim. Radix, European Medicines Agency, 2014
EMA Committee on Herbal Medicinal Products, European Union Herbal Monograph on Eleutherococcus senticosus (Rupr. et Maxim.) Maxim. Radix, European Medicines Agency, 2014
World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants Volume 2, 2002
European Scientific Cooperative on Phytotherapy, ESCOP Monographs The Scientific Foundation for Herbal Medicinal Products, Eleutherococcus senticosus, 2003
Davydov Mikhail, Krikorian Abraham D., Eleutherococcus senticosus Maxim. (Araliaceae) as an Adaptogen A Closer Look, Journal of Ethnopharmacology, 2000
Panossian Alexander, Wikman Georg, Effects of Adaptogens on the Central Nervous System and the Molecular Mechanisms Associated with Their Stress-Protective Activity, Pharmaceuticals, 2010
Panossian Alexander, Hamm Roland, Wikman Georg, Efficacy of Adaptogens in Physical Fatigue A Review of Controlled Clinical Trials, Chinese Medicine, 2010
Farnsworth Norman R., Kinghorn A. Douglas, Soejarto Djaja D., Waller Diane P., Siberian Ginseng (Eleutherococcus senticosus) Current Status as an Adaptogen, Economic and Medicinal Plant Research, 1985
Wichtl Max, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, Third Edition, Medpharm Scientific Publishers, 2004
Consultare il proprio medico prima di assumere qualsiasi preparato
Vino Medicinale con Ginseng siberiano
Ricetta tradizionale adattata a evidenze moderne
Ingredienti e Dosaggi
Base alcolica:
Vino rosso biologico (500 ml, gradazione 12-14%) ? Antiossidanti (resveratrolo) + estrattore alcolico.
Alternative: Vino bianco secco (meno tannini) o idromele (per una versione più dolce).
Droga vegetale:
Radice di Eleuterococco secca (20 g) ? Taglio tisana o polvere grossolana.
Standardizzazione: Garantire almeno 0.8% eleuterosidi.
Ingredienti complementari (opzionali):
Bacche di Goji (10 g) ? Sinergia antiossidante.
Scorza d’arancia amara (5 g) ? Aroma e digestione.
Miele (50 g) ? Conservante naturale ed energetico.
Preparazione
Macerazione a freddo:
Unire la radice di eleuterococco (e ingredienti opzionali) al vino in un barattolo di vetro scuro.
Chiudere ermeticamente e agitare bene.
Lasciare macerare per 15-20 giorni in luogo fresco e buio, agitando ogni 2 giorni.
Filtraggio:
Filtrare con un colino a maglia fine o garza sterile.
Imbottigliare in vetro scuro e conservare al riparo dalla luce.
Maturazione:
Consumare dopo 1 mese per stabilizzare i principi attivi.
Posologia e Uso
Dose giornaliera: 50 ml (1 cicchetto) preferibilmente al mattino o prima dei pasti.
Durata: Massimo 4-6 settimane, poi pausa di 2 settimane.
Indicazioni:
Tonico per affaticamento fisico/mentale.
Supporto immunitario in convalescenza.
Avvertenze
Controindicazioni:
Ipertensione, gravidanza, terapie con anticoagulanti o ipoglicemizzanti.
Evitare in caso di intolleranza all’alcol.
Interazioni: Potenziamento effetti di farmaci sedativi o stimolanti.
Note Storiche e Scientifiche
Tradizione slava/nordica: Vini tonici simili erano usati per resistenza al freddo e longevità.
Evidenze moderne: L’alcol etilico estrae efficacemente eleuterosidi e polisaccaridi immunomodulanti (EMA, 2014).
Bibliografia
EMA (2014) - "Assessment report on Eleutherococcus senticosus: Extraction methods".
Davidov M. et al. (2000) - "Traditional adaptogenic wines: Pharmacognosy of Eleutherococcus".
WHO Monographs (2004) - "Alcohol-based herbal preparations".
Attenzione: Questo preparato è un integratore e non sostituisce terapie mediche. Consultare un erborista o medico prima dell’uso.
Consultare il proprio medico prima di assumere questa bevanda ed evitarne l'uso in caso di divieto di assunzione di alcol
Contiene composti che possono avere effetti stimolanti simili a quelli proibiti (uso a rischio, classificata nella lista di sostanze monitorate).
ANNUNCIO PUBBLICITARIO
FINE ANNUNCIO
SCHEDA NOTIZIE E VARIE
PIANTE PER LE DISFUNZIONI SESSUALI
Ma cos'è un afrodisiaco?...
A questa domanda, secondo una ricerca condotta in Francia nel 1990, la maggior parte degli uomini ha risposto che le sostanze afrodisiache servono ad aumentare la perfomance sessuale, mentre per la maggior parte delle donne servono ad aumentare il desiderio. Qualcuno infine pensa che aumentino il piacere. Anche se differenti, ciò che accomuna queste risposte è la ricerca del plus jouir. La pianta ideale per il suo potere afrodisiaco sarebbe quindi quella in grado di favorire il ciclo dell'amore: desiderio, seduzione e realizzazione del piacere. Il desiderio, ad esempio, è risvegliato in noi attraverso i sensi, e l'olfatto indubbiamente gioca un ruolo molto importante. Molte sostanze, da sempre considerate come afrodisiache, lo sono innanzitutto per il loro odore: pepe, tabacco, vaniglia, ylang-ylang, zenzero, zafferano, vetiver, cannella, geranio.
Fra le piante che sono considerate afrodisiache per eccellenza meritano di essere segnalate: Eleuterococco, Damiana, Ginseng, Catuaba, Suma, Epimedium, Salvia, Rosmarino, Santoreggia, Menta, Guaranà, Tribolo, Zenzero, ecc.
Per l'azione antiastenica, infine, si ricordano: alghe (Fucus, Laminarie), bevande eccitanti (Caffè, Tè, Mate), bevande toniche come la Rosa cherokee, cereali, frutta fresca, frutta secca, verdure (Carota, Cicoria, Crescione, Spinaci) ecc. La fitoterapia pertanto, anche se non in chiave miracolistica, può offrire un valido ausilio, con un miglioramento notevole dei sintomi, soprattutto se inserita in una strategia di trattamento più generale. Le piante da sole infatti non sono in grado di migliorare la sessualità di una coppia che ha occultato la propria seduzione o che, comunque, non riesce più a comunicare: per entrare nel ciclo del piacere, infatti, bisogna poter comunicare".
Ma ora classifichiamo le piante afrodisiache in:
a) afrodisiaci spinali sacrali, quando stimolano il centro parasimpatico sacrale che controlla il meccanismo dell'erezione (Damiana, Ginseng, Yohimbehe, Noce vomica);
b) afrodisiaci riflessogeni genito-urinari, quando agiscono con azione irritante delle vie urinarie e genitali che, per riflesso, esercitano una esaltazione del centro dell'erezione (Echinacea);
c) afrodisiaci encefalici o psicogeni, quando agiscono sui centri nervosi encafalici provocando lo stimolo dell'appetito sessuale (gli eccitanti del sistema nervoso centrale).
Gli anafrodisiaci che, invece, calmano un appetito sessuale troppo intenso ed eccessivo, sintomo anch'esso di squilibrio della sfera sessuale, sono: Salice bianco, Ninfea, Luppolo e Lattuga virosa.
[Tratto da:
[Enrica Campanini "Dizionario di fitoterapia e piante medicinali"]
[A.Y. Leung & S. Foster "Enciclopedia delle piante medicinali"]
[Marzio Pedretti "L'erborista moderno"]
Eleutherococcus senticosus Maxim. è una specie originaria delle regioni temperate fredde dell'Asia nord-orientale, in particolare della Siberia orientale, della Cina nord-orientale, della Corea e di parte dell'Estremo Oriente russo.
La pianta è stata storicamente classificata nel genere Acanthopanax e per molti decenni è stata conosciuta nella letteratura scientifica con il nome Acanthopanax senticosus. Le moderne revisioni tassonomiche l'hanno ricollocata nel genere Eleutherococcus.
Il nome senticosus deriva dal latino e significa "spinoso", in riferimento alle numerose spine presenti sui fusti e sui rami.
Nonostante venga comunemente chiamata "ginseng siberiano", non appartiene al genere Panax e non è un vero ginseng. La denominazione fu introdotta soprattutto per ragioni commerciali e per la somiglianza funzionale attribuita ai suoi impieghi adattogeni.
A differenza dei veri ginseng, i principali costituenti caratteristici non sono i ginsenosidi ma gli eleuterosidi, un gruppo di composti chimicamente differenti.
L'interesse scientifico moderno per la specie nacque soprattutto nell'Unione Sovietica a partire dagli anni Cinquanta del Novecento, quando numerosi programmi di ricerca governativi cercarono sostanze naturali in grado di aumentare la resistenza fisica e mentale senza gli effetti collaterali tipici degli stimolanti.
Eleutherococcus senticosus divenne una delle specie più studiate nell'ambito del concetto di "adattogeno", termine sviluppato dalla scuola farmacologica sovietica per descrivere sostanze capaci di aumentare la resistenza aspecifica dell'organismo a differenti forme di stress.
Durante il periodo sovietico estratti della pianta furono utilizzati sperimentalmente da lavoratori esposti a condizioni climatiche estreme, personale militare, cosmonauti e atleti.
La specie è stata oggetto di migliaia di pubblicazioni scientifiche e rappresenta una delle piante adattogene più investigate al mondo.
I frutti maturi sono bacche nere lucide raccolte in infiorescenze sferiche molto ornamentali che rendono la pianta interessante anche dal punto di vista paesaggistico.
La specie è particolarmente resistente al freddo intenso e può sopravvivere a temperature invernali molto inferiori a quelle tollerate da molte altre piante medicinali.
Nelle medicine tradizionali della Cina nord-orientale e della Russia orientale la radice era utilizzata soprattutto come tonico generale piuttosto che per il trattamento di singole malattie specifiche.
La fama internazionale dell'eleuterococco è cresciuta notevolmente durante la Guerra Fredda, quando numerosi studi sovietici rimasero per anni poco accessibili alla comunità scientifica occidentale.
Ancora oggi Eleutherococcus senticosus rappresenta uno dei principali modelli di studio nella ricerca sugli adattogeni vegetali e sui meccanismi biologici della risposta allo stress.