QUESTA SCHEDA È UNICA E ORIGINALE IN INTERNET aggiornamento del 28/04/2026
IDRASTE Hydrastis canadensis L.
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Autore: erbeofficinali.org
Hermann Adolph Köhler (1834-1879)
Photo by James Henderson
Photo by Wendy VanDyk Evans
Photo by Wendy VanDyk Evans
TOSSICITÀ MEDIA
EFFICACIA DIPENDENTE DALLE SPECIFICHE E DALLE FORME TERAPEUTICHE
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ANNUNCIO PUBBLICITARIO
FINE ANNUNCIO
SCHEDA BOTANICA
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Clade Angiosperme
Clade Mesangiosperme
Clade Eudicotiledoni
Clade Basali Eudicotiledoni
Ordine Ranunculales
Famiglia Ranunculaceae
Sottofamiglia Hydrastidoideae
Genere Hydrastis
Specie Hydrastis canadensis
La sottofamiglia Hydrastidoideae è talvolta trattata come gruppo distinto o integrata in Ranunculoideae nelle classificazioni meno dettagliate.
Famiglia:
Sigillo D'oro, Radice Gialla, Golden Seal, Yellow Root, Indian Dye, Orange-Root, Orangeroot, Yellow-Puccoon, Racine Orange, Fard Inolien, Hydrastis Du Canada, Racirie Jaunisse, Sceau D´or, Sceau D´or, Sello De Oro, Kanadische Orangewurz, Hidrastis, Raíz De Oro
PIANTA ERBACEA PERENNE DELLA FAMIGLIA RANUNCULACEAE. PRESENTA UN RIZOMA GIALLO-DORATO, NODOSO E STRISCIANTE DA CUI SI SVILUPPANO RADICI FIBROSE. I FUSTI SONO ERETTI, SEMPLICI, PELOSI E ALTI 15-30 CM. LE FOGLIE SONO ALTERNE, PALMATO-LOBATE (3-7 LOBI), CON MARGINI DENTATI, DI COLORE VERDE SCURO E PUBESCENTI. I FIORI, SOLITARI E TERMINALI, SONO PICCOLI, BIANCO-VERDASTRI, PRIVI DI PETALI MA CON SEPALI CADUCHI. IL FRUTTO È UNA BACCA ROSSA, OVOIDALE, CONTENENTE 1-2 SEMI NERI E LUCIDI. LA PIANTA È ORIGINARIA DEL NORD AMERICA E CRESCE IN FORESTE UMIDE E OMBROSE. LE PARTI UTILIZZATE SONO IL RIZOMA E LE RADICI, RICCHI DI ALCALOIDI COME BERBERINA E IDRASTINA.
PRIMAVERA (APRILE-MAGGIO)
COLORI OSSERVATI NEI FIORI
____BIANCO ____BIANCO CREMA ____BIANCO ROSATO
Cresce tipicamente in terreni umidi e ricchi con un buon drenaggio all'interno di foreste decidue e sottoboschi. Prospera in un'ombra compresa tra il 40 e l'80% circa e preferisce un pH del suolo tra 5,5 e 6,5. Questa erba perenne si trova spesso in gole riparate o su pendii detritici ed è associata a foreste di latifoglie mesiche. Sembra intollerante a significativi disturbi della chioma forestale e al pascolo. Il Sigillo d'oro è originario del Nord America orientale, con un areale che va dal sud di New York attraverso il sud-ovest dell'Ontario a ovest fino al Minnesota, a sud fino alla Georgia, al Missouri e al Mississippi, e a est fino al Kentucky e alle Caroline.
European Medicines Agency, Assessment report on Hydrastis canadensis L., 2015
World Health Organization, WHO monographs on selected medicinal plants Volume 2 Hydrastis canadensis, 2002
Upton R, American Herbal Pharmacopoeia and Therapeutic Compendium Hydrastis canadensis Goldenseal root, 2011
Abourashed EA, Khan IA, High performance liquid chromatography determination of hydrastine and berberine in Hydrastis canadensis, Journal of Pharmaceutical and Biomedical Analysis, 2001
Weber HA, Zart MK, Hodges AE, Molloy HM, O’Brien BM, Moody LA, Clark AP, Harris RK, Overstreet JD, Smith CS, Chemical comparison of goldenseal root powder from different sources, Journal of Agricultural and Food Chemistry, 2003
Senchina DS, Wu L, Flinn GN, Konopka DN, McCoy JA, Widrlechner MP, Wurtele ES, Kohut ML, Year and a half old dried Echinacea roots retain cytokine modulating capabilities in an in vitro human older adult model, Phytomedicine, 2006
TOSSICITÀ: MEDIA
Motivazione: dati tossicologici documentati indicano che gli alcaloidi isoquinolinici presenti nella specie possono determinare effetti avversi dose dipendenti, tra cui irritazione gastrointestinale, effetti cardiovascolari e potenziale tossicità neurologica; sono riportate controindicazioni in gravidanza e possibili interazioni farmacologiche, supportate da evidenze farmacologiche e osservazioni cliniche sull’uso umano della pianta e dei suoi componenti attivi
EFFICACIA: DIPENDENTE DALLE SPECIFICHE E DALLE FORME TERAPEUTICHE
Motivazione: le evidenze disponibili sulla specie Hydrastis canadensis derivano prevalentemente da studi in vitro e da dati farmacologici sui suoi alcaloidi principali come berberina e idrastina, con limitata disponibilità di studi clinici controllati condotti direttamente sull’intera droga o su estratti standardizzati; l’efficacia osservata è quindi strettamente correlata al tipo di estratto, alla titolazione in alcaloidi e alla modalità d’uso, senza conferme cliniche robuste e generalizzabili
Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ciascun utilizzo fitoterapico.
Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata*
Confermate da studi scientifici e clinici
Non sono disponibili evidenze cliniche controllate, meta-analisi o revisioni sistematiche che dimostrino in modo conclusivo l’efficacia terapeutica di Hydrastis canadensis L. per specifiche indicazioni nell’uomo. Gli studi clinici esistenti riguardano prevalentemente interazioni farmacocinetiche e non supportano indicazioni terapeutiche validate.
Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata
Attività antimicrobica antibatterica e antifungina attribuita agli alcaloidi isoquinolinici, in particolare berberina, idrastina e canadina, documentata in studi in vitro su diversi ceppi batterici e micotici; evidenza di tipo in vitro senza conferma clinica.
Attività antinfiammatoria mediata dalla modulazione di citochine e mediatori dell’infiammazione osservata in modelli cellulari e in vivo animale; evidenza sperimentale in vitro e in vivo animale non corroborata da studi clinici.
Attività astringente delle mucose con possibile effetto decongestionante su mucose orali e respiratorie, coerente con dati farmacologici sugli alcaloidi e con uso fitoterapico documentato; evidenza etnofarmacologica supportata da studi in vitro.
Attività antiproliferativa e citotossica su linee cellulari tumorali correlata principalmente alla berberina, documentata in studi in vitro; assenza di conferme in vivo specifiche per la pianta e assenza di evidenze cliniche.
Interazione farmacocinetica con enzimi del citocromo P450, in particolare inibizione di CYP3A4 e CYP2D6, documentata in studi in vitro e confermata in studi clinici di farmacocinetica; evidenza clinica limitata al profilo di interazione e non a effetti terapeutici.
Uso storico e nella tradizione
Uso tradizionale come antisettico e antimicrobico delle mucose del cavo orale e delle vie respiratorie superiori mediante preparazioni topiche o orali.
Uso tradizionale come tonico amaro e coadiuvante digestivo in condizioni di dispepsia e iposecrezione gastrica.
Uso etnobotanico per il trattamento topico di lesioni cutanee, ulcere e stati infiammatori della pelle.
Uso tradizionale nelle medicine nordamericane come rimedio generale per condizioni infettive e infiammatorie senza validazione clinica moderna.
European Medicines Agency, Assessment report on Hydrastis canadensis L., 2015
World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants Volume 2, 2002
ESCOP, ESCOP Monographs The Scientific Foundation for Herbal Medicinal Products, 2003
Mills Simon, Bone Kerry, Principles and Practice of Phytotherapy, 2013
Birdsall Thomas C., Berberine Therapeutic potential of an alkaloid found in several medicinal plants, 1997
Imanshahidi Mohsen, Hosseinzadeh Hossein, Pharmacological and therapeutic effects of Berberis vulgaris and its active constituent berberine, 2008
Kong Weijia, Wei Jingdong, Abidi Pervaiz et al., Berberine is a novel cholesterol-lowering drug working through a unique mechanism distinct from statins, 2004
QUESTA PIANTA RIENTRA NELLA LISTA DEL MINISTERO DELLA SALUTE PER L'IMPIEGO NON AMMESSO NEL SETTORE DEGLI INTEGRATORI ALIMENTARI. PIANTA SEGNALATA
GRAVIDANZA PER DOCUMENTATO RISCHIO DI STIMOLAZIONE UTERINA E POTENZIALE EFFETTO EMBRIOTOSSICO ASSOCIATO AGLI ALCALOIDI ISOQUINOLINICI, ALLATTAMENTO PER POSSIBILE TRASFERIMENTO DI ALCALOIDI ATTIVI NEL LATTE E RISCHIO DI EFFETTI AVVERSI NEL NEONATO, NEONATI E PRIMA INFANZIA PER RISCHIO DOCUMENTATO DI ITTERO NUCLEARE CORRELATO ALLA BERBERINA, IPERSENSIBILITÀ ALLA DROGA O AI SUOI ALCALOIDI CON POSSIBILI REAZIONI AVVERSE DOCUMENTATE
EUROPEAN MEDICINES AGENCY, ASSESSMENT REPORT ON HYDRASTIS CANADENSIS L., 2015
WORLD HEALTH ORGANIZATION, WHO MONOGRAPHS ON SELECTED MEDICINAL PLANTS VOLUME 2, 2002
MILLS SIMON, BONE KERRY, PRINCIPLES AND PRACTICE OF PHYTOTHERAPY, 2013
IMANSHAHIDI MOHSEN, HOSSEINZADEH HOSSEIN, PHARMACOLOGICAL AND THERAPEUTIC EFFECTS OF BERBERIS VULGARIS AND ITS ACTIVE CONSTITUENT BERBERINE, 2008
KONG WEIJIA, WEI JINGDONG, ABIDI PERVAIZ ET AL., BERBERINE IS A NOVEL CHOLESTEROL-LOWERING DRUG WORKING THROUGH A UNIQUE MECHANISM DISTINCT FROM STATINS, 2004
GUPTA SUBASH C., PATCHVA SRIDEVI, AGGARWAL BHARAT B., THERAPEUTIC ROLES OF CURCUMIN LESSONS LEARNED FROM CLINICAL TRIALS, 2013
ZHANG YIMIN, LI XIAOFENG, ZOU DAN ET AL., TREATMENT OF TYPE 2 DIABETES AND DYSLIPIDEMIA WITH THE NATURAL PLANT ALKALOID BERBERINE, 2008
BIRDSALL THOMAS C., BERBERINE THERAPEUTIC POTENTIAL OF AN ALKALOID FOUND IN SEVERAL MEDICINAL PLANTS, 1997
(Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche)
Estratto secco di rizoma standardizzato in alcaloidi isoquinolinici totali con riferimento principale a berberina e idrastina. I requisiti farmacopeici indicano titoli minimi di circa 2,5–3 percento in berberina e 2–2,5 percento in idrastina per garantire attività fitoterapica coerente. La posologia negli integratori è generalmente compresa tra 200 e 500 milligrammi di estratto secco due o tre volte al giorno, con cicli brevi e sotto controllo professionale, in relazione al contenuto alcaloidico e al profilo di sicurezza
Estratto fluido idroalcolico di Hydrastis canadensis con rapporto droga estratto variabile tra 1:1 e 1:2, utilizzato per la maggiore solubilità degli alcaloidi in etanolo rispetto all’acqua. Il titolo in alcaloidi totali deve essere controllato e standardizzato per garantire concentrazioni riproducibili. La posologia tradizionale prevede 0,5–2 millilitri fino a tre volte al giorno, preferibilmente per brevi periodi data la presenza di alcaloidi attivi con potenziale tossicologico dose dipendente
Tintura madre ottenuta da rizoma fresco o essiccato, con contenuto non standardizzato ma ricco in alcaloidi isoquinolinici. L’impiego fitoterapico è limitato e richiede cautela. Le dosi comunemente utilizzate in fitoterapia classica sono comprese tra 10 e 30 gocce fino a tre volte al giorno, diluite in acqua, con durata di trattamento limitata per evitare accumulo di alcaloidi
Polvere micronizzata di rizoma utilizzata in capsule o compresse non standardizzate, con contenuto variabile di berberina e idrastina. Le specifiche farmacopeiche indicano un contenuto indicativo di alcaloidi totali coerente con i limiti minimi sopra riportati. La posologia tradizionale varia tra 0,5 e 1 grammo al giorno suddiviso in più somministrazioni, ma l’uso è oggi meno raccomandato rispetto agli estratti standardizzati per la variabilità del contenuto attivo
Estratti secchi titolati in berberina isolata o arricchita da Hydrastis canadensis o fonti equivalenti. Il titolo negli integratori può raggiungere circa 85 percento di berberina sotto forma di cloridrato. Le dosi comunemente impiegate negli studi su berberina sono comprese tra 1000 e 1500 milligrammi al giorno frazionati, anche se tali dati derivano da studi su berberina isolata e non direttamente sull’intera droga
Preparazioni omeopatiche sotto forma di tintura madre omeopatica e diluizioni centesimali o decimali. Le forme più diffuse includono granuli e globuli in diluizioni come 5 CH, 9 CH, 15 CH, 30 CH o superiori. La posologia usuale prevede 3–5 granuli per somministrazione una o più volte al giorno nelle basse diluizioni, mentre le alte diluizioni sono utilizzate con frequenze ridotte secondo indicazione medica. L’assunzione è per via sublinguale lasciando sciogliere lentamente i granuli
European Medicines Agency, Assessment report on Hydrastis canadensis, 2015
World Health Organization, WHO monographs on selected medicinal plants, 2007
American Herbal Pharmacopoeia, Goldenseal Root Hydrastis canadensis Monograph, 2013
Mahady Gail B, Goldenseal Hydrastis canadensis L Is there enough scientific evidence to support safety and efficacy, 2001
Ettefagh Kamyar A Burns Jonathan T Junio Hiram A Kaatz Glenn W Cech Nadja B Goldenseal Hydrastis canadensis extracts synergistically enhance the antibacterial activity of berberine via efflux pump inhibition, 2010
(Basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso)
Le tisane a base di Hydrastis canadensis risultano poco utilizzate in fitoterapia moderna a causa della scarsa solubilità in acqua degli alcaloidi isoquinolinici e del profilo di sicurezza che ne limita l’uso interno prolungato; quando impiegate, prevedono l’infusione di piccole quantità di droga finemente triturata, generalmente 0,5–1 grammo per 150 millilitri di acqua, una o due volte al giorno per periodi brevi.
Una formulazione erboristica razionale può associare Hydrastis canadensis a Matricaria chamomilla per applicazioni gastrointestinali lievi, utilizzando 0,5 grammi di rizoma di Hydrastis e 2 grammi di capolini di camomilla in infusione, con somministrazione fino a due volte al giorno, sfruttando la combinazione tra alcaloidi antimicrobici e componenti flavonoidici lenitivi.
Per uso topico su mucose e cute, si impiegano decotti diluiti di Hydrastis canadensis in associazione con Salvia officinalis e Calendula officinalis, con 1 grammo di Hydrastis, 2 grammi di salvia e 2 grammi di calendula per 200 millilitri di acqua, destinati a lavaggi o impacchi, in virtù dell’azione astringente e antimicrobica documentata in vitro.
In ambito orofaringeo, una preparazione combinata con Thymus vulgaris può essere utilizzata per gargarismi, impiegando 0,5 grammi di Hydrastis e 1–2 grammi di timo in infusione, fino a due volte al giorno, con razionale basato su attività antimicrobica sinergica dimostrata in modelli sperimentali.
Le formulazioni con Echinacea purpurea sono talvolta riportate nella pratica fitoterapica per supporto immunitario locale, utilizzando basse quantità di Hydrastis associate a 2–3 grammi di droga di echinacea in infuso o decotto leggero, limitando l’impiego a pochi giorni per ridurre il rischio di effetti indesiderati legati agli alcaloidi.
L’impiego orale di Hydrastis canadensis deve essere limitato nel tempo e attentamente dosato, privilegiando formulazioni a bassa concentrazione e associazioni con droghe meglio tollerate, mentre l’uso topico risulta più coerente con il profilo farmacologico e tossicologico della specie.
European Medicines Agency, Assessment report on Hydrastis canadensis, 2015
World Health Organization, WHO monographs on selected medicinal plants, 2007
American Herbal Pharmacopoeia, Goldenseal Root Hydrastis canadensis Monograph, 2013
Mills S., Bone K., Principles and Practice of Phytotherapy, 2013
Bruneton J., Pharmacognosie, 2009
Heinrich M., Barnes J., Gibbons S., Williamson E., Fundamentals of Pharmacognosy and Phytotherapy, 2012
Consultare il proprio medico prima di assumere qualsiasi preparato
Sono quelle che hanno capacità di favorire l'arresto di emorragie esterne (ferite, ecc.) o interne (epistassi, emottisi, gastrorragie, enterorragie, ecc.). Queste piante si possono classificare in:
a) droghe emostatiche per vasocostrizione, che a loro volta in base al meccanismo di azione si suddividono in:
1- vasocostrittori agenti con meccanismo centrale nervoso, quando eccitano il centro bulbare vasocostrittore (Idraste);
2- vasocostrittori con meccanismo nervoso periferico, se sono degli eccitanti elettivi delle terminazioni del simpatico (Amamelide);
3- vasocostrittori agenti con meccanismo periferico muscolare, quando aumentano la contrattilità dei vasi sanguigni (Cipresso).
b) droghe emostatiche che aumentano la coagulabilità del sangue attraverso un aumento della concentrazione ematica di Ca-ioni (Equiseto);
c) droghe emostatiche perché aumentano la coagulabilità del sangue attraverso la stimolazione della produzione di piastrine (Borsa pastore); d) droghe emostatiche che agiscono solo per applicazioni locali e droghe ricche in tannini (Ratania, Quercia, Bistorta, Salcerella, Tormentilla)
[Tratto da: Marzio Pedretti "L'erborista moderno"]
Hydrastis canadensis è una specie originaria delle foreste decidue del Nord America orientale ed è stata utilizzata tradizionalmente dalle popolazioni native americane, in particolare Cherokee e Irochesi, per applicazioni su mucose e cute, oltre che come colorante naturale grazie al caratteristico pigmento giallo intenso del rizoma.
Il nome comune goldenseal deriva proprio dalla colorazione giallo dorata del rizoma e delle radici, dovuta alla presenza di alcaloidi come berberina e idrastina, che conferiscono alla droga anche una forte capacità tintoria utilizzata storicamente per tessuti e pelli.
Nel XIX secolo Hydrastis canadensis divenne una delle droghe più importanti della medicina eclettica americana, venendo impiegata in numerose preparazioni galeniche e considerata una panacea per affezioni delle mucose, con una diffusione commerciale molto ampia.
L’intenso sfruttamento commerciale ha portato a una drastica riduzione delle popolazioni spontanee, tanto che la specie è oggi considerata vulnerabile in diverse aree del suo areale naturale ed è soggetta a regolamentazioni e programmi di coltivazione sostenibile.
Una curiosità etnobotanica riguarda l’uso del rizoma come colorante cerimoniale e cosmetico, applicato sulla pelle per ottenere una colorazione giallastra, talvolta utilizzata anche come repellente naturale per insetti.
In epoca contemporanea Hydrastis canadensis è spesso oggetto di controversie nel mercato degli integratori, in quanto talvolta proposta come rimedio universale o impropriamente associata a proprietà non supportate da evidenze cliniche, evidenziando la necessità di un approccio critico e basato su dati scientifici verificabili.
Dal punto di vista fitochimico, la presenza di alcaloidi isoquinolinici ha reso la pianta un modello di studio per la ricerca farmacologica, in particolare per le attività antimicrobiche e astringenti, ma anche per le potenziali interazioni farmacocinetiche con enzimi metabolici.