CIANOBATTERIO FILAMENTOSO ETEROCISTICO. TRICOMI LIBERI O AGGREGATI IN FASCI MACROSCOPICI FLUTTUANTI SIMILI A FILI D'ERBA. CELLULE VEGETATIVE CILINDRICHE CON VACUOLI GASSOSI CHE CONFERISCONO GALLEGGIABILITÀ. ETEROCISTI INTERCALARI O TERMINALI, PIÙ GRANDI DELLE CELLULE VEGETATIVE, RESPONSABILI DELLA FISSAZIONE DELL'AZOTO ATMOSFERICO. ACINETI (SPORE DI RESISTENZA) OVALI O CILINDRICHE, SOLITARI O IN SERIE, CON PARETI SPESSE E LISCE. RIPRODUZIONE PER FRAMMENTAZIONE DEI TRICOMI E GERMINAZIONE DEGLI ACINETI. PIGMENTI FOTOSINTETICI CLOROFILLA A, FICOCIANINA E ALLOFICOCIANINA CHE CONFERISCONO IL CARATTERISTICO COLORE BLU-VERDE.
NON FIORISCE (CIANOBATTERIO), FORMA FIORITURE ALGALI IN ESTATE (GIUGNO-SETTEMBRE) IN ACQUE DOLCI
Si trova prevalentemente in ambienti di acqua dolce eutrofici o mesotrofici, ovvero acque ricche di nutrienti come laghi, stagni e bacini artificiali. Prospera in acque calme e ben illuminate, spesso formando fioriture superficiali dense e visibili, specialmente durante i periodi caldi e stabili con elevata disponibilità di fosforo e azoto. Queste fioriture possono essere stagionali e la sua presenza e abbondanza sono fortemente influenzate da fattori ambientali come la temperatura dell'acqua, l'intensità luminosa, la stratificazione termica del corpo idrico e la concentrazione di nutrienti. Aphanizomenon flos-aquae è diffuso in diverse regioni del mondo, inclusi Nord America, Europa e Asia, e la sua presenza è indicativa di specifiche condizioni ecologiche dell'ecosistema acquatico.
Motivazione: L’uso di Aphanizomenon flos‑aquae come integratore presenta preoccupazioni per la possibile contaminazione con tossine di cianobatteri (es. microcistine, saxitossine, anatossina‑a) e la produzione stessa di tali composti sotto certe condizioni ambientali, con segnalazioni di livelli di microcistine in prodotti che possono superare soglie di sicurezza e potenzialmente causare danno epatico o altri effetti avversi . Non è considerata priva di rischi a dosi terapeutiche, e la sicurezza dipende fortemente dalla qualità di produzione e dalla presenza/assenza di contaminanti, pertanto la tossicità è relativa alle specifiche condizioni d’uso e controllo dei prodotti.
EFFICACIA: DUBBIA O NON CONFERMATA
Motivazione: Aphanizomenon flos‑aquae (AFA) è una cianobatteria usata come integratore alimentare “superfood” e contiene composti con potenziale attività antiossidante e anti‑infiammatoria in vitro e in modelli animali sperimentali (es. estratti riducono l’infiammazione in colite sperimentale nei ratti) . Alcuni prodotti derivati da AFA sostengono benefici su immunità o funzioni cognitive, ma non esistono prove cliniche umane robuste e ripetute che confermino un’efficacia terapeutica definita e specifica per condizioni mediche, rendendo le evidenze disponibili nel complesso incerte o preliminari.
Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ogni utilizzo fitoterapico.
MALATTIE AUTOIMMUNI, GRAVIDANZA, ALLATTAMENTO, IPERSENSIBILITÀ ACCERTATA AI CIANOBATTERI, FENILCHETONURIA (PER CONTENUTO IN FENILALANINA), TERAPIE IMMUNOSOPPRESSIVE, BAMBINI SOTTO I 12 ANNI, PATOLOGIE EPATICHE PREESISTENTI.
VERIFICARE CERTIFICAZIONI DI ASSENZA DI MICROCISTINE/ANATOSSINE, INIZIARE CON DOSI BASSE (1-2 G/DIE), MONITORARE REAZIONI GASTROINTESTINALI, EVITARE L'USO PROLUNGATO OLTRE 3 MESI SENZA PAUSE, PREFERIRE PRODOTTI DA COLTIVAZIONI CONTROLLATE, SOSPENDERE IN CASO DI SINTOMI ALLERGICI (RASH, PRURITO)
"APHANIZOMENON FLOS-AQUAE È NOTA PER LA PRODUZIONE DI ENDOTOSSINE , SOSTANZE CHIMICHE TOSSICHE RILASCIATE QUANDO LE CELLULE MUOIONO. UNA VOLTA RILASCIATO E INGERITO IL LISATO, QUESTE TOSSINE POSSONO DANNEGGIARE I TESSUTI DEL FEGATO E DEI NERVI NEI MAMMIFERI. NELLE ZONE IN CUI LA QUALITÀ DELL'ACQUA NON È STRETTAMENTE MONITORATA, L'ORGANIZZAZIONE MONDIALE DELLA SANITÀ HA VALUTATO LA TOSSICITÀ DELLE ALGHE COME UN RISCHIO PER LA SALUTE, CITANDO LA PRODUZIONE DI MICROCISTINA, ANATOSSINA-A, SAXITOSSINE E CILINDROSPERMOSINA.(1)"
(1) WORLD HEALTH ORGANIZATION (2006). GUIDELINES FOR DRINKING-WATER QUALITY. FIRST ADDENDUM TO THIRD EDITION. VOLUME 1. RECOMMENDATIONS. GENEVA: WORLD HEALTH ORGANIZATION. ISBN 978-92-4-154674-4.
[TRATTO E TRADOTTO DA HTTP://EN.WIKIPEDIA.ORG]
(Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche)
Con il termine superfood ci si riferisce a una categoria di alimenti che, grazie all'elevata concentrazione di nutrienti, vitamine, minerali e antiossidanti, vengono considerati particolarmente benefici per la salute. Tuttavia, è importante sapere che il termine non è una classificazione scientifica o medica, ma piuttosto una denominazione di marketing.
Cosa rende un alimento un "superfood"?
Un alimento viene etichettato come superfood quando è eccezionalmente ricco di composti che si ritiene supportino la salute. Questi possono includere:
Antiossidanti: Combattono i radicali liberi e riducono lo stress ossidativo.
Vitamine e minerali essenziali: Contribuiscono al corretto funzionamento dell'organismo.
Fibre: Supportano la salute dell'apparato digerente.
Grassi sani: Come gli omega-3, che sono benefici per il cervello e il cuore.
Esempi comuni di superfood
Anche se non esiste un elenco ufficiale, alcuni alimenti sono comunemente riconosciuti come superfood per la loro densità nutrizionale:
Bacche: Mirtilli, acai e goji sono ricchi di antiossidanti.
Verdure a foglia verde: Il cavolo nero e gli spinaci sono ottime fonti di vitamine K, A, C e acido folico.
Pesce grasso: Il salmone e le sardine sono noti per il loro alto contenuto di acidi grassi omega-3.
Legumi e cereali: La quinoa e i fagioli neri sono fonti complete di proteine e fibre.
Noci e semi: Le noci, i semi di chia e i semi di lino forniscono fibre, grassi sani e proteine.
Ricorda che una dieta sana si basa sulla varietà e sull'equilibrio, non solo sull'inclusione di uno o due superfood.
Molto si è detto e scritto a proposito della sicurezza d'uso delle alghe klamath e dei possibili pericoli per la salute del consumatore. Prima di procedere con l'analisi delle loro caratteristiche nutrizionali e proprietà, appare quindi doveroso fare il punto su questo aspetto, scongiurando eccessivi allarmismi.
Le alghe Klamath (intese come microalghe A. flos-aquae estratte dal lago Klamath) NON sono di per sé tossiche o pericolose per la salute umana. Tuttavia sono soggette alla possibile contaminazione da parte di microcistine: un problema "globale" che interessa la maggior parte delle falde acquifere del pianeta. Come le aflatossine nei cereali ed i metalli pesanti nelle alghe marine (laminaria, fucus ecc.), anche le alghe di acqua dolce o salmastra (spirulina, clorella, klamath...) possono essere contaminate da sostanze tossiche. In particolare, similmente alle aflatossine, la contaminazione da microcistine può causare gravi problemi epatici; per questo motivo le falde acquifere ed i vari integratori vengono sottoposti a continui accertamenti. In alcuni di questi studi, in campioni di A. flos-aquae sono state rilevate concentrazioni di microcistine superiori ai limiti di sicurezza suggeriti dall'OMS per le acque potabili. Tuttavia - considerato che: a) tali limiti sono diverse centinaia di volte inferiori rispetto ai dosaggi rivelatisi tossici per l'animale da esperimento, a proposito dei quali alcuni autori hanno sollevato perplessità circa possibili conflitti di interesse (sottolineando la necessità di stabilire intervalli di sicurezza più ampi, almeno 5 volte superiori, che spegnerebbero qualsiasi polemica riguardante la sicurezza d'uso facendo rientrare nella norma tutti i campioni analizzati) b) non si sono registrati casi di tossicità negli esseri umani derivanti dall'utilizzo di integratori di alga klamath, né in Italia né in altri Paesi; c) l'alga klamath contiene buone concentrazioni di potenziali antidoti naturali (sostanzialmente antiossidanti) contro le microcistine - è bene evitare eccessivi allarmismi: attenendosi alle dosi di assunzione normalmente suggerite (max 4 g/die) il consumatore non dovrebbe correre pericoli significativi per la propria salute (anche se alcuni autori sono giunti a conclusioni meno rassicuranti, affermando ad esempio che: "Ai massimi livelli di contaminazione riscontrati, un rischio per i consumatori può essere previsto a seguito di esposizione cronica o sub-cronica a un ragionevole consumo giornaliero di 4 g."). E' altresì doveroso precisare che la maggior parte dei campioni analizzati ha dimostrato livelli di contaminazione nettamente inferiori ai limiti prudenziali di potenziale pericolosità; è quindi ingiusto che per l'inosservanza di pochi vengano penalizzate anche le aziende che operano con professionalità per garantire estratti di alghe klamath di qualità e sicurezza superiori. Anche se alcuni autori arrivano a ritenere "la vendita commerciale di prodotti a base di Aph. flos-aquae per il consumo umano, in formulazioni pure o miste, molto discutibile", si tratta comunque di un integratore utilizzato da anni nella maggior parte dei paesi del mondo senza che si siano registrati casi di tossicità da microcistine.
[Tratto da: http://www.my-personaltrainer.it/integratori/alghe-klamath.html]
BIBLIOGRAFIA e WEBLIOGRAFIA GENERALE
Carmichael, W.W., et al. (2000). Assessment of Blue-Green Algal Toxins in Raw and Finished Drinking Water
Karkos, P.D., et al. (2011). Spirulina in Clinical Practice: Evidence-Based Human Applications
European Food Safety Authority (2009). Scientific Opinion on the safety of Aphanizomenon flos-aquae
Bruneton, J. (2016). Pharmacognosy: Phytochemistry, Medicinal Plants
Dillon, J.C., et al. (1995). Nutritional value of the alga Aphanizomenon flos-aquae
WHO (2003). Guidelines for Safe Recreational Water Environments