QUESTA SCHEDA È UNICA E ORIGINALE IN INTERNET aggiornamento del 30/04/2026
LICHENE POLMONARIO Lobaria pulmonaria (L.) Hoffm.
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Autore: Bernd Haynold
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TOSSICITÀ NON ANCORA BEN DEFINITA
EFFICACIA DUBBIA O NON CONFERMATA
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ANNUNCIO PUBBLICITARIO
FINE ANNUNCIO
SCHEDA BOTANICA
Dominio Eukaryota
Regno Fungi
Divisione Ascomycota
Classe Lecanoromycetes
Ordine Peltigerales
Famiglia Lobariaceae
Genere Lobaria
Specie Lobaria pulmonaria
Lichene simbionte costituito da un fungo ascomicete associato a cianobatteri e talvolta alghe verdi
LICHENE FOGLIOSO (FOLIACEO) DI MEDIE-GRANDI DIMENSIONI CON TALLO IRREGOLARMENTE LOBATO, CHE PUÒ RAGGIUNGERE I 10-20 CM DI DIAMETRO. I LOBI SONO AMPI, APPIATTITI, CON MARGINI ARROTONDATI E UNA SUPERFICIE SUPERIORE DI COLORE VERDE-OLIVA QUANDO UMIDO, CHE DIVENTA GRIGIO-VERDASTRA DA ASCIUTTO, CARATTERIZZATA DA UNA RETE DI CRESTE E FOSSETTE CHE RICORDANO LA SUPERFICIE DI UN POLMONE (DA CUI IL NOME). LA SUPERFICIE INFERIORE È PIÙ CHIARA, BIANCASTRA O BRUNASTRA, E PRESENTA NUMEROSE CIFELLE (PICCOLE DEPRESSIONI) E RIZINE (FILAMENTI PER L'ANCORAGGIO AL SUBSTRATO). GLI APOTECI (STRUTTURE RIPRODUTTIVE SESSUALI) SONO RARI, A FORMA DI DISCO, DI COLORE BRUNO-ROSSASTRO, LOCALIZZATI SUI LOBI. LA RIPRODUZIONE VEGETATIVA AVVIENE TRAMITE SOREDI (AGGREGATI DI IFE FUNGINE E CELLULE ALGALI) CHE SI FORMANO IN SORALI MARGINALI O SUPERFICIALI.
NON FIORISCE (LICHENE), SI RIPRODUCE PER SOREDI O FRAMMENTAZIONE
Si trova in Europa, Asia, Nord America e Africa. Si riscontra in Nord America su entrambe le coste. Nell'est, spazia da Terranova e Labrador, a sud, alla Virginia, e nell'entroterra, a Kentucky e Indiana. Nell'ovest, va da Terranova e Labrador est in gran parte del Quebec e dell'Ontario e del sud attraverso il Michigan. Non si verifica nella parte centrale del Nord America. Nell'ovest, si presenta dall'Alaska costiera a sud alla Columbia Britannica, dove si trova nell'entroterra, e a sud attraverso Washington, l'Oregon costiero e la California
Motivazione: mancano studi tossicologici sistematici specifici sulla specie; i dati disponibili derivano da studi fitochimici e sperimentali che non evidenziano tossicità acuta significativa, ma l’assenza di studi clinici e di sicurezza a lungo termine non consente una valutazione quantitativa affidabile del profilo tossicologico
EFFICACIA: DUBBIA O NON CONFERMATA
Motivazione: assenza di studi clinici controllati e di revisioni sistematiche su Lobaria pulmonaria (L.) Hoffm.; le evidenze disponibili sono limitate a studi in vitro e a pochi studi in vivo animale che suggeriscono attività antiossidante e antimicrobica, oltre a uso etnobotanico tradizionale per affezioni respiratorie, ma senza conferme cliniche e con dati sperimentali ancora preliminari
Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ciascun utilizzo fitoterapico.
Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata*
Confermate da studi scientifici e clinici
Non sono disponibili evidenze cliniche controllate, meta-analisi o revisioni sistematiche specifiche su Lobaria pulmonaria (L.) Hoffm. che dimostrino proprietà fitoterapiche o indicazioni terapeutiche validate nell’uomo; l’assenza di studi clinici diretti impedisce qualsiasi attribuzione di efficacia clinica evidence-based.
Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata
Attività antiossidante attribuita ai metaboliti fenolici e agli acidi lichenici, documentata in studi in vitro su estratti della specie con capacità di scavenging dei radicali liberi; mancano conferme in vivo specifiche e dati clinici.
Attività antimicrobica verso batteri Gram-positivi e alcuni microrganismi patogeni, associata alla presenza di acidi lichenici quali acido stictico e derivati, evidenziata in studi in vitro; assenza di validazione in modelli animali pertinenti o nell’uomo.
Attività antiinfiammatoria potenziale correlata a composti fenolici e depsidoni, suggerita da studi in vitro su mediatori dell’infiammazione; non sono disponibili studi in vivo specifici sulla specie né dati clinici.
I dati complessivi risultano limitati a studi preliminari di laboratorio e non consentono definizione di indicazioni terapeutiche applicabili in ambito clinico.
Uso storico e nella tradizione
Impiego etnobotanico tradizionale europeo come rimedio per affezioni respiratorie, in particolare tosse e disturbi polmonari, basato sulla dottrina delle segnature senza supporto farmacologico diretto.
Utilizzo tradizionale come emolliente e lenitivo delle mucose respiratorie e come rimedio generale nelle affezioni toraciche, senza standardizzazione né validazione scientifica.
Huneck S., Yoshimura I., Identification of Lichen Substances, 1996
Molnár K., Farkas E., Current results on biological activities of lichen secondary metabolites, Zeitschrift für Naturforschung C, 2010
Boustie J., Grube M., Lichens a promising source of bioactive secondary metabolites, Plant Genetic Resources, 2005
Shrestha G., St Clair L.L., Lichens a promising source of antibiotic and anticancer drugs, Phytochemistry Reviews, 2013
NON SONO DISPONIBILI CONTROINDICAZIONI CLINICHE SPECIFICHE DOCUMENTATE PER LOBARIA PULMONARIA (L.) HOFFM. IN LETTERATURA SCIENTIFICA, IPERSENSIBILITÀ INDIVIDUALE AI LICHENI NON DOCUMENTATA PER LA SPECIE MA TEORICAMENTE POSSIBILE SU BASE FARMACOLOGICA GENERALE
ASSENZA DI STUDI CLINICI CONTROLLATI E DI DATI DI SICUREZZA A LUNGO TERMINE CON CONSEGUENTE INCERTEZZA SUL PROFILO RISCHIO BENEFICIO DOCUMENTATA IN REVISIONI FITOCHIMICHE, PRESENZA DI METABOLITI SECONDARI LICHENI CON ATTIVITÀ BIOLOGICA DOCUMENTATA IN VITRO CON PLAUSIBILITÀ FARMACOLOGICA DI EFFETTI CITOTOSSICI O IRRITATIVI A CONCENTRAZIONI ELEVATE MA SENZA CONFERMA CLINICA, VARIABILITÀ DELLA COMPOSIZIONE CHIMICA IN FUNZIONE DELL’AMBIENTE E DEL SUBSTRATO DOCUMENTATA DA STUDI ANALITICI CON IMPLICAZIONI SULLA STANDARDIZZAZIONE E SULLA SICUREZZA, POTENZIALE ACCUMULO DI METALLI PESANTI E INQUINANTI AMBIENTALI NEI LICHENI DOCUMENTATO DA STUDI ECOLOGICI CON PLAUSIBILITÀ FARMACOLOGICA DI RISCHIO IN CASO DI RACCOLTA DA AMBIENTI CONTAMINATI, ASSENZA DI DATI IN GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO CON CONSEGUENTE RACCOMANDAZIONE DI EVITARE L’USO PER PRINCIPIO DI PRECAUZIONE, ASSENZA DI DATI SU INTERAZIONI FARMACOLOGICHE CON CONSEGUENTE INCERTEZZA NELLE ASSOCIAZIONI TERAPEUTICHE
Non risultano disponibili estratti secchi standardizzati o titolati ufficialmente riconosciuti per Lobaria pulmonaria con specifici marker quantitativi validati ai fini terapeutici. Gli studi fitochimici identificano come principali componenti acidi lichenici quali acido stictico e derivati correlati, tuttavia non esistono standardizzazioni farmacognostiche condivise né titoli minimi definiti necessari per un effetto clinico. L’eventuale impiego in forma di estratto secco non standardizzato, generalmente ottenuto con solventi idroalcolici, viene riportato a dosaggi empirici equivalenti a 0,5–2 g di droga essiccata al giorno, ma tali indicazioni non sono supportate da studi clinici controllati.
Gli estratti fluidi o tinture madri di Lobaria pulmonaria sono descritti in ambito etnobotanico e in alcune farmacopee storiche, preparati con rapporti droga solvente variabili generalmente compresi tra 1:5 e 1:10 in etanolo a gradazione intermedia. Non sono disponibili titolazioni standardizzate né parametri qualitativi ufficiali. Le posologie riportate in letteratura tradizionale risultano variabili e non validate clinicamente, tipicamente nell’ordine di 1–3 ml fino a tre volte al giorno, ma prive di conferma da studi farmacologici sull’uomo.
Non risultano disponibili integratori standardizzati industriali diffusi o autorizzati contenenti Lobaria pulmonaria come ingrediente principale con indicazioni terapeutiche riconosciute. L’impiego in formulazioni commerciali è raro e generalmente limitato a miscele erboristiche non titolate, prive di specifiche sul contenuto in principi attivi e senza evidenze cliniche dirette sulla specie.
Le preparazioni omeopatiche di Lobaria pulmonaria sono presenti in alcune farmacopee omeopatiche sotto forma di tintura madre e successive diluizioni centesimali o decimali. Le diluizioni più comunemente riportate includono dalla D1 alla D6 o dalla 5CH alla 30CH, utilizzate secondo il principio omeopatico e non sulla base di evidenze farmacologiche o cliniche convenzionali. Non esistono indicazioni di titolo né correlazioni dose effetto secondo criteri scientifici standard.
Huneck Siegfried, Yoshimura Isao, Identification of Lichen Substances, 1996
Shukla Vinay Kumar, Joshi Gyan Prakash, Rawat Madhusudan Singh, Lichens as a potential natural source of bioactive compounds A review, 2010
Stocker-Wörgötter Elisabeth, Metabolic diversity of lichen-forming ascomycetes, 2008
Cocchietto Marco, Skert Nataša, Nimis Pier Luigi, Sava Gianni, A review on usnic acid an interesting natural compound, 2002
(Basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso)
Non esistono formulazioni erboristiche validate scientificamente basate su tisane, infusi o decotti contenenti Lobaria pulmonaria con indicazioni terapeutiche supportate da evidenze cliniche o farmacologiche consolidate. L’impiego della specie in preparazioni acquose deriva esclusivamente da tradizioni etnobotaniche europee, senza standardizzazione né conferma di efficacia o sicurezza tramite studi controllati. Pertanto qualsiasi utilizzo in tisana o decotto non può essere considerato evidence based.
Una preparazione tradizionale documentata prevede l’uso di Lobaria pulmonaria essiccata in quantità di circa 1–2 g per tazza, sottoposta a breve decozione per 5–10 minuti al fine di estrarre i composti idrosolubili. Tale modalità è stata storicamente impiegata per affezioni respiratorie lievi, ma non esistono dati quantitativi sui principi attivi estratti né sulla relazione dose effetto, e la sicurezza a lungo termine non è stata valutata.
Formulazioni sinergiche tradizionali, non validate scientificamente, associano Lobaria pulmonaria a specie mucillaginose o balsamiche come Cetraria islandica, Althaea officinalis o Plantago lanceolata in proporzioni variabili. In tali preparazioni la Lobaria rappresenta una componente secondaria e non esistono dati sperimentali che dimostrino una reale sinergia farmacologica. I dosaggi complessivi utilizzati restano empirici e generalmente analoghi a quelli delle singole droghe, senza standardizzazione.
Altre combinazioni etnobotaniche includono l’associazione con Thymus vulgaris o Tussilago farfara in infuso, con finalità tradizionali respiratorie. Anche in questo caso, le evidenze disponibili riguardano esclusivamente le altre piante presenti nella miscela, mentre per Lobaria pulmonaria mancano dati specifici su efficacia, farmacocinetica e sicurezza in tali contesti.
In sintesi, le preparazioni acquose a base di Lobaria pulmonaria devono essere considerate prive di validazione scientifica e basate unicamente su uso storico tradizionale, con dati insufficienti per definire dosaggi sicuri standardizzati o indicazioni terapeutiche affidabili.
Lobaria pulmonaria (L.) Hoffm., comunemente nota come lichene polmonario, è un lichene foglioso di grandi dimensioni appartenente alla famiglia Lobariaceae, facilmente riconoscibile per il suo aspetto che ricorda la struttura del tessuto polmonare umano. Questa somiglianza ha avuto un ruolo determinante nella sua storia d’uso, in quanto veniva interpretata secondo la cosiddetta dottrina delle segnature, che attribuiva alle piante proprietà terapeutiche in base alla loro forma.
Nel contesto della medicina tradizionale europea, Lobaria pulmonaria veniva impiegata per il trattamento delle malattie respiratorie, in particolare tosse e affezioni polmonari croniche. Tuttavia, questo utilizzo era basato su analogie simboliche piuttosto che su osservazioni farmacologiche sistematiche, e oggi è considerato un esempio emblematico di approccio pre-scientifico alla fitoterapia.
Dal punto di vista biologico, si tratta di un organismo simbiotico complesso costituito da un fungo e da un partner fotosintetico, generalmente un’alga verde associata a cianobatteri. Questa doppia simbiosi rende Lobaria pulmonaria un modello interessante per lo studio delle interazioni ecologiche e dei sistemi mutualistici.
Una caratteristica ecologica rilevante è la sua estrema sensibilità all’inquinamento atmosferico. Il lichene è considerato un bioindicatore di elevata qualità dell’aria e tende a scomparire rapidamente in ambienti contaminati. La sua presenza è quindi associata a foreste mature e ambienti poco disturbati, spesso con elevata umidità.
La crescita di Lobaria pulmonaria è molto lenta e la sua distribuzione è in declino in molte regioni europee a causa della perdita di habitat e dell’inquinamento. Questo ha portato a considerarla una specie di interesse conservazionistico, con misure di tutela in diversi paesi.
Dal punto di vista fitochimico, il lichene produce metaboliti secondari peculiari, tra cui acidi licheni, che hanno attirato l’interesse della ricerca moderna per possibili attività biologiche. Tuttavia, tali studi sono ancora preliminari e non hanno condotto a un’applicazione fitoterapica validata.
Infine, Lobaria pulmonaria rappresenta un esempio significativo di come la conoscenza tradizionale e simbolica delle piante e dei licheni abbia influenzato la medicina storica, pur non trovando sempre conferma nella ricerca scientifica contemporanea.