QUESTA SCHEDA È UNICA E ORIGINALE IN INTERNET aggiornamento del 30/04/2026
LILLÀ Syringa vulgaris L.
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Autore: erbeofficinali.org
Autore: Maurizio Trenchi
Autore e utente wikipedia: Radomil
Autore e utente wikipedia: Plrk
Photo by Sarah Sands www.redbuttegarden.org - University of Utah
Autore: Frank Vincentz
TOSSICITÀ NON STUDIATA O NON DISPONIBILE
EFFICACIA DUBBIA O NON CONFERMATA
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ANNUNCIO PUBBLICITARIO
FINE ANNUNCIO
SCHEDA BOTANICA
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Clade Angiosperme
Clade Mesangiosperme
Clade Eudicotiledoni
Clade Asteridi
Clade Euasteridi I
Ordine Lamiales
Famiglia Oleaceae
Sottofamiglia Oleoideae
Tribù Oleeae
Genere Syringa
Specie Syringa vulgaris
Famiglia:
Serenella, Fior Di Maggio, Gelsomino Ceruleo, Gesiminu Turchinu, Ghianda Unguentaria, Giasmin De Tunexi, Giassemin De Spagna, Lella, Ligustico Azurro, Ligustro, Lilac Turco, Lilach, Lilac, Lilas, Lilla, Lillassu, Lilà, Pallone Di Maggio, Sambuchella, Seccamoro, Secchi Amori, Serena, Sicomoro, Silingria, Singria, Sirena, Sirenga, Sirenna, Siringa, Siringa Turchina, Lilac, Lilas, Sering
Lilac Caerulea (Jonst.) Lunell, Lilac Cordatifolia Gilib., Lilac Suaveolens Gilib., Lilac Vulgaris (L.) Lam., Lilac Vulgaris Var. Alba (Weston) Jacques & Hérincq, Lilac Vulgaris Var. Coerulea (Weston) Jacques & Hérincq, Lilac Vulgaris Var. Purpurea (Weston) Jacques & Hérincq, Lilac Vulgaris Var. Violacea (Aiton) Jacques & Hérincq, Liliacum Album (Weston) Renault, Liliacum Vulgare (L.) Renault, Syringa Alba (Weston) A.Dietr., Syringa Alba (Weston) A.Dietr. Ex Dippel, Syringa Albiflora Opiz, Syringa Amoena K.Koch, Syringa Bicolor K.Koch, Syringa Caerulea Jonst., Syringa Carlsruhensis K.Koch, Syringa Cordifolia Stokes, Syringa Cordifolia Var. Alba Stokes, Syringa Cordifolia Var. Caerulescens Stokes, Syringa Cordifolia Var. Purpurascens Stokes, Syringa Latifolia Salisb., Syringa Lilac Garsault, Syringa Lilac Thouin, Syringa Lilac Var. Alba (Weston) Thouin, Syringa Lilac Var. Purpurea (Weston) Thouin, Syringa Lilac Var. Violacea (Aiton) Thouin, Syringa Marliensis K.Koch, Syringa Nigricans K.Koch, Syringa Notgeri K.Koch, Syringa Philemon K.Koch, Syringa Rhodopaea Velen., 1922, Syringa Rhodopea Velen., Syringa Versaliensis K.Koch, Syringa Virginalis K.Koch, Syringa Vulgaris F. Alba (Weston) Voss, Syringa Vulgaris F. Albipleniflora S.D.Zhao, Syringa Vulgaris F. Coerulea (Weston) Schelle, Syringa Vulgaris F. Plena (Oudin) Rehder, Syringa Vulgaris F. Purpurea (Weston) Schelle, Syringa Vulgaris F. Violacea (Aiton) Schelle, Syringa Vulgaris Subsp. Duplex Kuntze, Syringa Vulgaris Subsp. Plena Oudin, Syringa Vulgaris Var. Alba Aiton, Syringa Vulgaris Var. Alba Sol., Syringa Vulgaris Var. Alba Weston, Syringa Vulgaris Var. Albiflora Bluff & Fingerh., Syringa Vulgaris Var. Albiflora Pancic, Syringa Vulgaris Var. Caerulea Aiton, Syringa Vulgaris Var. Caerulea Weston, Syringa Vulgaris Var. Caroli F.Neumann, Syringa Vulgaris Var. Coerulea Weston, Syringa Vulgaris Var. Colmariensis F.Neumann, Syringa Vulgaris Var. Lilacina Sweet, Syringa Vulgaris Var. Macrantha Borbás, Syringa Vulgaris Var. Marlyensis F.Neumann, Syringa Vulgaris Var. Media F.Neumann, Syringa Vulgaris Var. Plena (Oudin) Rehder, Syringa Vulgaris Var. Pulchella Velen., Syringa Vulgaris Var. Purpurea St.-Lag., Syringa Vulgaris Var. Purpurea Weston, Syringa Vulgaris Var. Regia St.-Lag., Syringa Vulgaris Var. Rhotomagensis F.Neumann, Syringa Vulgaris Var. Rubra Lodd., Syringa Vulgaris Var. Rubra Lodd. Ex Loudon, Syringa Vulgaris Var. Rubra-maxima F.Neumann, Syringa Vulgaris Var. Semiplena F.Neumann, Syringa Vulgaris Var. Sibbirica F.Neumann, Syringa Vulgaris Var. Transsilvanica Schur, Syringa Vulgaris Var. Violacea Aiton, Syringa Vulgaris Var. Virginalis F.Neumann
ARBUSTO DECIDUO O PICCOLO ALBERO ALTO FINO A 6-7 METRI, CON NUMEROSI FUSTI ERETTI E RAMIFICATI CON CORTECCIA GRIGIO-BRUNASTRA LISCIA NEI GIOVANI RAMI E PIÙ RUGOSA NEGLI ESEMPLARI ADULTI. LE FOGLIE SONO SEMPLICI, OPPOSTE, CORDATE O OVATE, LUNGHE 5-10 CM, CON APICE ACUTO E MARGINE INTERO, DI COLORE VERDE MEDIO CHE VIRA AL GIALLO IN AUTUNNO. I FIORI SONO ERMAFRODITI, TETRAMERI (CON QUATTRO PETALI E QUATTRO SEPALI), INTENSAMENTE PROFUMATI, DI COLORE VARIABILE DAL LILLA AL VIOLA, AL BIANCO, AL ROSA, RIUNITI IN GRANDI PANNOCCHIE CONICHE O PIRAMIDALI LUNGHE 10-20 CM CHE SI SVILUPPANO DALLE GEMME APICALI DEI RAMI DELL'ANNO PRECEDENTE. IL CALICE È PICCOLO E PERSISTENTE. LA COROLLA È TUBOLARE CON QUATTRO LOBI PATENTI. GLI STAMI SONO DUE, INCLUSI NEL TUBO COROLLINO. L'OVARIO È SUPERO E BICARPELLARE. IL FRUTTO È UNA CAPSULA SECCA, LISCIA, BRUNO-VERDASTRA, CHE SI APRE A MATURAZIONE RILASCIANDO NUMEROSI PICCOLI SEMI ALATI. LA FIORITURA AVVIENE IN PRIMAVERA.
Originario della penisola balcanica, in particolare delle regioni montuose dell'Europa sud-orientale. Predilige suoli ben drenati, fertili e leggermente alcalini, con esposizione al sole pieno per una fioritura ottimale, ma tollera anche la mezz'ombra. Si adatta a climi temperati con inverni freddi ed estati calde. Cresce spontaneamente in boschi radi, pendii rocciosi e lungo i margini dei corsi d'acqua nel suo areale nativo. È ampiamente coltivato come pianta ornamentale in parchi e giardini di tutto il mondo, inclusa l'Italia, dove si adatta bene a diverse condizioni climatiche e di suolo, pur preferendo terreni calcarei e posizioni soleggiate. La sua facilità di propagazione per polloni contribuisce alla sua diffusione anche al di fuori delle coltivazioni.
Krasteva, I., et al. (2004). Antimicrobial activity of Syringa vulgaris leaves. Fitoterapia, 75(7-8), 737-739.
Miyase, T., et al. (1996). Phenylethanoid glycosides from Syringa vulgaris. Phytochemistry, 42(3), 803-806.
Kumarasamy, Y., et al. (2003). Bioactive iridoids from Syringa species. Journal of Natural Products, 66(7), 934-937.
Dobravalskyte, D., et al. (2012). Antioxidant activity of Syringa vulgaris flowers. Natural Product Communications, 7(6), 747-750.
Tomczyk, M., & Latté, K.P. (2009). Syringa vulgaris L.: A review of its traditional uses, phytochemistry and pharmacology. Pharmaceutical Biology, 47(5), 407-423.
TOSSICITÀ: NON STUDIATA O NON DISPONIBILE
Motivazione: non sono disponibili dati tossicologici sistematici e specifici sulla specie in ambito clinico o preclinico; le informazioni esistenti sono frammentarie e non consentono una valutazione affidabile del profilo di sicurezza alle dosi terapeutiche.
EFFICACIA: DUBBIA O NON CONFERMATA
Motivazione: assenza di studi clinici controllati, meta-analisi o revisioni sistematiche su Syringa vulgaris L.; le evidenze disponibili sono limitate a studi fitochimici e a dati in vitro su composti come secoiridoidi e fenoli, senza conferma in vivo animale coerente né validazione clinica; l’uso etnobotanico non è supportato da dati farmacologici specifici sulla specie
Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ciascun utilizzo fitoterapico.
Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata*
Confermate da studi scientifici e clinici
Non sono disponibili evidenze cliniche controllate, meta-analisi o revisioni sistematiche che dimostrino proprietà fitoterapiche o indicazioni terapeutiche validate per Syringa vulgaris L.
Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata
Attività antiossidante: evidenze in vitro su estratti di foglie e fiori con elevato contenuto di composti fenolici e secoiridoidi, tra cui derivati dell’oleuropeina e altri glucosidi fenolici; i test dimostrano capacità scavenger dei radicali liberi e riduzione dello stress ossidativo in sistemi cellulari, senza conferme in modelli animali o clinici.
Attività antimicrobica: evidenze in vitro su estratti metanolici ed etanolici con attività inibitoria verso ceppi batterici e fungini; l’effetto è variabile e dipendente dal solvente e dalla concentrazione, con assenza di studi in vivo o clinici.
Attività antinfiammatoria: dati preliminari in vitro indicano potenziale modulazione di mediatori infiammatori in sistemi cellulari, attribuita a composti fenolici e secoiridoidi; non sono disponibili modelli animali specifici o dati clinici.
Attività citotossica su linee cellulari: alcuni studi in vitro riportano effetti antiproliferativi su linee cellulari tumorali mediante estratti o frazioni purificate; tali risultati sono preliminari, non confermati in vivo e non trasferibili a indicazioni terapeutiche.
Uso storico e nella tradizione
Uso tradizionale come antipiretico: documentato in alcune fonti etnobotaniche europee per la riduzione della febbre mediante impiego delle foglie o della corteccia, senza validazione farmacologica moderna.
Uso tradizionale come tonico e amaro: impiego empirico per disturbi digestivi e stati febbrili, con base etnobotanica limitata e non supportata da dati sperimentali specifici sulla specie.
Uso tradizionale in disturbi reumatici: segnalazioni etnobotaniche indicano utilizzo popolare per dolori articolari e stati infiammatori, senza evidenze farmacologiche dirette.
Al-Snafi AE, Chemical constituents and pharmacological effects of Syringa vulgaris A review, 2018
Skaltsa H, Harvala C, Tsitsimpikou C, et al, Phenolic compounds from Syringa vulgaris, 1994
Dob T, Dahmane D, Benabdelkader T, Chelghoum C, Chemical composition of the essential oil of Syringa vulgaris L flowers, 2007
Wojdyło A, Oszmiański J, Czemerys R, Antioxidant activity and phenolic compounds in 32 selected herbs, 2007
Cosmulescu S, Trandafir I, Nour V, Phenolic acids and flavonoids profiles of Syringa vulgaris, 2010
NON SONO DISPONIBILI CONTROINDICAZIONI CLINICHE DOCUMENTATE SPECIFICHE PER SYRINGA VULGARIS L. IN LETTERATURA SCIENTIFICA, IPERSENSIBILITÀ INDIVIDUALE ALLA SPECIE O AI SUOI COSTITUENTI NON DOCUMENTATA MA TEORICAMENTE POSSIBILE SU BASE FARMACOLOGICA GENERALE
ASSENZA DI STUDI CLINICI CONTROLLATI E DI DATI DI SICUREZZA A LUNGO TERMINE CON CONSEGUENTE INCERTEZZA SUL PROFILO RISCHIO BENEFICIO DOCUMENTATA DA REVISIONI FITOCHIMICHE, PRESENZA DI SECOIRIDOIDI E COMPOSTI FENOLICI CON ATTIVITÀ BIOLOGICA DIMOSTRATA IN VITRO CON PLAUSIBILITÀ FARMACOLOGICA DI EFFETTI SISTEMICI NON CARATTERIZZATI, VARIABILITÀ DELLA COMPOSIZIONE FITOCHIMICA IN FUNZIONE DELLA PARTE DELLA PIANTA E DELLE CONDIZIONI AMBIENTALI DOCUMENTATA DA STUDI ANALITICI CON IMPLICAZIONI SULLA STANDARDIZZAZIONE, ASSENZA DI DATI SU INTERAZIONI FARMACOLOGICHE CON CONSEGUENTE INCERTEZZA NELLE ASSOCIAZIONI TERAPEUTICHE, ASSENZA DI DATI IN GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO CON RACCOMANDAZIONE DI EVITARE L’USO PER PRINCIPIO DI PRECAUZIONE, POSSIBILE PRESENZA DI COMPOSTI AMARI CON PLAUSIBILITÀ DI EFFETTI GASTROINTESTINALI LIEVI NON DOCUMENTATI CLINICAMENTE
Estratto secco titolato da foglie o fiori di Syringa vulgaris L. ottenuto per estrazione idroalcolica standardizzata. Non esistono titolazioni ufficiali farmacopoeiche né marker universalmente accettati per l’effetto terapeutico; in letteratura i principali composti di riferimento sono glicosidi fenilpropanoidi come siringina e secoiridoidi. In ambito sperimentale gli estratti sono standardizzati su contenuto polifenolico totale o derivati fenolici. Posologia orientativa basata su uso sperimentale e analogia con estratti polifenolici: 200–500 mg di estratto secco al giorno suddivisi in due somministrazioni. L’uso resta non standardizzato e privo di validazione clinica.
Estratto fluido idroalcolico da foglie, fiori o corteccia con rapporto droga estratto tipicamente 1:1 o 1:2. Non esistono standard di titolo terapeutico; i preparati sono caratterizzati qualitativamente da flavonoidi e acidi fenolici. Posologia empirica derivata da fitoterapia tradizionale e studi preclinici: 1–2 ml fino a due volte al giorno, con ampia variabilità e assenza di consenso scientifico.
Tintura madre idroalcolica da parti aeree fresche o essiccate con rapporto droga solvente 1:5 in etanolo 45–70%. Non esiste alcuna titolazione riconosciuta né indicazione terapeutica validata. Posologia tradizionale non standardizzata: 20–40 gocce fino a tre volte al giorno. Evidenza limitata a uso etnobotanico e dati farmacologici preliminari.
Estratti frazionati o purificati ricchi in secoiridoidi e derivati fenolici ottenuti tramite tecniche cromatografiche in ambito di ricerca. Utilizzati esclusivamente in studi in vitro su modelli infiammatori e ossidativi; non esistono formulazioni commerciali standardizzate né posologia clinica definita.
Preparazioni omeopatiche ottenute da Syringa vulgaris L. con diluizioni centesimali o decimali (ad esempio TM, 5CH, 9CH). Non esistono indicazioni supportate da evidenze scientifiche dirette sulla specie né standard di titolo farmacologico. Posologia secondo pratica omeopatica generale: 3–5 granuli una o più volte al giorno a seconda della diluizione, senza validazione clinica.
Zhu W, Traditional uses phytochemistry and pharmacology of the genus Syringa A comprehensive review, 2021
Su G, Phytochemical and pharmacological progress on the genus Syringa, 2015
Woźniak M, Effects of phytochemically characterized extracts from Syringa vulgaris on inflammatory mediators, 2018
Gąsecka M, Phenolic compounds and organic acid composition of Syringa vulgaris flowers, 2023
Lewandowska N, Antioxidant properties of selected parts of Syringa vulgaris, 2022
(Basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso)
Le preparazioni acquose di Syringa vulgaris L. non sono supportate da evidenze cliniche e presentano dati farmacologici limitati a studi in vitro su composti fenolici e secoiridoidi. L’uso in tisane e decotti deriva esclusivamente da tradizione etnobotanica e da plausibilità fitochimica, senza validazione sperimentale o clinica. Le formulazioni devono pertanto essere considerate di interesse storico o esplorativo e non evidence based.
Infuso semplice di fiori essiccati di Syringa vulgaris L. preparato con 1–2 g di droga per 150–200 ml di acqua a 90–100 °C con tempo di estrazione di circa 5–10 minuti. I dati disponibili indicano la presenza di flavonoidi, acidi fenolici e acidi organici in concentrazioni significativamente inferiori rispetto alla droga, con attività antiossidante correlata al contenuto fenolico ma senza validazione clinica diretta. Posologia prudenziale 1–2 tazze al giorno per periodi limitati, considerando l’assenza di standard terapeutici definiti.
Infuso combinato ad azione antiossidante con Syringa vulgaris L. fiori 1 g, Camellia sinensis foglie 1 g e Hibiscus sabdariffa calici 1 g per 200 ml di acqua. L’associazione è basata su complementarità nel profilo polifenolico e sulla documentata capacità antiossidante delle singole specie, mentre per Syringa vulgaris il contributo resta limitato a evidenze composizionali e in vitro. Posologia 1–2 somministrazioni giornaliere evitando uso prolungato per mancanza di dati clinici consolidati.
Infuso combinato ad azione antinfiammatoria blanda con Syringa vulgaris L. fiori 1 g, Matricaria chamomilla capolini 1 g e Melissa officinalis foglie 1 g per 200 ml di acqua, tempo di infusione 7–10 minuti. L’effetto è attribuibile prevalentemente ai flavonoidi e composti fenolici delle specie associate con evidenza farmacologica più robusta, mentre per Syringa vulgaris esistono solo dati sperimentali preliminari su estratti. Posologia 1–2 tazze al giorno.
Decotto leggero di corteccia o foglie di Syringa vulgaris L. 1–2 g in 200 ml di acqua con ebollizione per 10 minuti, seguito da infusione di 5 minuti. L’uso è scarsamente documentato e limitato a tradizione erboristica; i dati sperimentali indicano la presenza di glicosidi come siringina con attività farmacologica in modelli animali ma senza definizione di dose efficace nell’uomo. Posologia prudenziale una somministrazione giornaliera per brevi periodi.
Decotto combinato per uso tradizionale in stati febbrili con Syringa vulgaris L. foglie 1 g, Salix alba corteccia 1 g e Sambucus nigra fiori 1 g in 250 ml di acqua, ebollizione 10 minuti. L’effetto è attribuibile principalmente ai salicilati della corteccia di salice e ai flavonoidi del sambuco; l’apporto di Syringa vulgaris resta accessorio e non supportato da evidenze cliniche dirette. Posologia una tazza fino a due volte al giorno per uso occasionale.
Formulazione tisana digestiva tradizionale con Syringa vulgaris L. fiori 1 g, Mentha piperita foglie 1 g e Foeniculum vulgare semi 1 g in 200 ml di acqua, infusione 5–8 minuti. L’azione è dominata dalle specie aromatiche carminative, mentre per Syringa vulgaris non esistono evidenze specifiche per attività digestiva oltre all’uso etnobotanico. Posologia 1–2 tazze dopo i pasti.
Gąsecka M, Krzymińska-Bródka A, Magdziak Z, Czuchaj P, Bykowska J, Phenolic Compounds and Organic Acid Composition of Syringa vulgaris L Flowers and Infusions, 2023
Yiğit R, Çoklar H, Akbulut M, Some physicochemical and phytochemical properties of Syringa vulgaris L flower tea influence of drying technique and brewing time, 2022
Woźniak M, Effects of phytochemically characterized extracts from Syringa vulgaris on inflammatory mediators, 2018
Su G, Phytochemical and pharmacological progress on the genus Syringa, 2015
Berbecaru-Iovan A, Antioxidant and antidiabetic activity of Syringa vulgaris extracts in experimental models, 2014
Consultare il proprio medico prima di assumere qualsiasi preparato
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SCHEDA NOTIZIE E VARIE
I fiori, caratterizzati da aroma delicato e leggermente amaro, possono essere impiegati per la preparazione di sciroppi aromatici, gelatine e bevande infuse. In questi casi vengono utilizzati freschi, spesso lasciati in macerazione in acqua o soluzioni zuccherine per estrarre il profumo. Il risultato è un prodotto aromatico più che gustativo, con un profilo sensoriale tenue.
Un uso occasionale riguarda la preparazione di zucchero aromatizzato ai fiori di lillà, ottenuto stratificando i fiori con zucchero e lasciando diffondere gli aromi. Questo tipo di preparazione è analogo a quello utilizzato per altre specie floreali commestibili, ma rimane poco diffuso e non standardizzato.
I fiori possono essere utilizzati anche come elemento decorativo in insalate o dessert, grazie al loro aspetto ornamentale. In questo caso l’impiego è esclusivamente estetico e deve essere limitato a piccole quantità, data la mancanza di dati nutrizionali e tossicologici dettagliati.
Syringa vulgaris L., comunemente nota come lillà, è originaria dell’Europa sudorientale, in particolare della regione balcanica, ma si è diffusa ampiamente in tutta Europa e in altre aree temperate come pianta ornamentale a partire dal XVI secolo. La sua introduzione nei giardini europei è attribuita a contatti botanici con l’Impero Ottomano, da cui deriva anche il nome del genere, collegato al termine greco “syrinx”, che indica un tubo o una canna, in riferimento ai rami cavi.
Syringa in latino era il nome di una ninfa tramutata in canna.
Nel linguaggio simbolico dei fiori, il lillà ha assunto diversi significati a seconda del colore e del contesto culturale. In molte tradizioni europee è associato alla primavera, alla rinascita e ai primi amori, mentre nei contesti vittoriani rappresentava emozioni giovanili e ricordi nostalgici.
Una curiosità botanica riguarda il profumo intenso e caratteristico dei fiori, dovuto a una miscela complessa di composti volatili, tra cui terpeni e derivati fenolici. Questo profilo aromatico è stato studiato anche in profumeria, dove il lillà rappresenta una nota floreale classica, sebbene l’estrazione naturale sia difficile e spesso sostituita da composti sintetici.
Dal punto di vista orticolo, Syringa vulgaris è una delle specie più utilizzate per la selezione di cultivar ornamentali. Esistono centinaia di varietà con differenze nel colore dei fiori, nella forma delle infiorescenze e nell’intensità del profumo, sviluppate soprattutto tra XIX e XX secolo.
Un aspetto interessante riguarda la sua rusticità e adattabilità. Il lillà è in grado di tollerare condizioni climatiche relativamente rigide e suoli poveri, il che ha favorito la sua diffusione anche in contesti rurali e urbani come pianta ornamentale a bassa manutenzione.
Storicamente, oltre all’uso ornamentale, alcune parti della pianta sono state impiegate in medicina popolare come rimedi empirici per febbre e disturbi digestivi, anche se tali usi non hanno trovato conferma nella ricerca scientifica moderna.
Infine, Syringa vulgaris è spesso utilizzata come indicatore fenologico della primavera nelle regioni temperate, poiché la sua fioritura è facilmente osservabile e relativamente prevedibile, tanto da essere stata impiegata in studi climatologici per monitorare variazioni stagionali nel tempo.