ERBACEA PERENNE CON ROBUSTO RIZOMA LEGNOSO. FOGLIE BASALI GRANDI, ROTONDE O RENIFORMI, CON LUNGHI PICCIOLI CARNOSI. FUSTI FIORALI ERETTI, ALTI FINO A 2 METRI. FIORI PICCOLI, VERDASTRI O BIANCO-ROSATI, IN GRANDI INFIORESCENZE COMPOSTE. TEPALI 6. STAMI 9. OVARIO SUPERO, TRIANGOLARE, CON 3 STILI. FRUTTO ACHENIO TRIGONO.
MAGGIO-GIUGNO (TARDA PRIMAVERA), CON PANNOCCHIE DI FIORI BIANCO-ROSATI
Originaria delle zone montuose della Cina occidentale e del Tibet, in particolare nelle province di Guizhou, Henan sudoccidentale, Hubei occidentale, Shaanxi, Sichuan e Yunnan, crescendo in collina e sottobosco forestale ad altitudini comprese tra 1200 e 4000 metri. Predilige terreni profondi, fertili, moderatamente pesanti, ricchi di humus, umidi ma ben drenati, in pieno sole o mezz'ombra, tollerando anche terreni argillosi pesanti e temperature invernali fino a circa -20°C. Può crescere ai margini dei boschi o tra grandi arbusti e si adatta anche a prati con erba alta che viene tagliata annualmente in autunno. La specie è naturalizzata in alcune zone temperate d'Europa e coltivata sia come medicinale che a scopo ornamentale.
European Pharmacopoeia Commission, European Pharmacopoeia, Rheum Monograph, ultima edizione
World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants Volume 1, 1999
European Scientific Cooperative on Phytotherapy, ESCOP Monographs The Scientific Foundation for Herbal Medicinal Products, seconda edizione e aggiornamenti
Blumenthal Mark, Goldberg Alan, Brinckmann John, Herbal Medicine Expanded Commission E Monographs, 2000
Chinese Pharmacopoeia Commission, Pharmacopoeia of the People's Republic of China, ultima edizione
David Hoffmann, Medical Herbalism The Science and Practice of Herbal Medicine, 2003
Tang Weici, Eisenbrand Gerhard, Chinese Drugs of Plant Origin Chemistry, Pharmacology and Use in Traditional and Modern Medicine, 1992
Bruneton Jean, Pharmacognosy Phytochemistry Medicinal Plants, ultima edizione
TOSSICITÀ: MEDIA
Motivazione: Alle dosi terapeutiche e per trattamenti di breve durata la sicurezza è generalmente accettabile, ma la specie presenta una tossicità dose- e tempo-dipendente documentata. L'uso prolungato o il sovradosaggio possono provocare diarrea intensa, dolori addominali, perdita di elettroliti, ipokaliemia, dipendenza da lassativi, melanosi del colon e potenziali interazioni farmacologiche. Tali effetti sono ampiamente documentati da dati clinici, farmacologici e tossicologici riguardanti la specie e la droga ufficiale.
EFFICACIA: CONFERMATA DA EVIDENZE SCIENTIFICHE
Motivazione: La radice e il rizoma di Rheum palmatum sono supportati da monografie ufficiali e da studi clinici controllati riguardanti l'impiego a breve termine come lassativo stimolante nelle stipsi occasionali. L'efficacia è inoltre confermata da revisioni sistematiche e da un consolidato corpus di dati farmacologici relativi ai glicosidi idrossiantracenici, che costituiscono i principali principi attivi responsabili dell'azione terapeutica.
Confermate da studi scientifici e clinici
Per Rheum palmatum L. non sono disponibili studi clinici controllati di qualità elevata, meta-analisi o revisioni sistematiche che confermino specifiche indicazioni terapeutiche attribuibili esclusivamente alla specie. Le monografie ufficiali EMA, ESCOP e WHO riconoscono l'impiego della droga come lassativo stimolante principalmente sulla base dell'uso consolidato e delle evidenze farmacologiche dei derivati idrossiantracenici, ma non come efficacia clinica confermata mediante studi clinici moderni sulla specie.
Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata
Attività lassativa stimolante. Supportata da studi farmacologici, sperimentazione animale, studi sull'uomo di farmacodinamica e uso fitoterapico consolidato. I derivati idrossiantracenici aumentano la motilità del colon e riducono il riassorbimento di acqua ed elettroliti. Costituisce l'indicazione riconosciuta nelle monografie ufficiali.
Attività purgante. Dimostrata mediante studi farmacologici dose-dipendenti e coerente con la composizione fitochimica ricca di sennosidi e altri derivati antrachinonici. L'effetto dipende dalla dose e dalla preparazione.
Attività antimicrobica. Evidenza prevalentemente in vitro nei confronti di numerosi batteri Gram-positivi, Gram-negativi e di alcuni microrganismi fungini. L'attività è attribuita soprattutto a emodina, crisofanolo e composti correlati. Mancano conferme cliniche.
Attività antinfiammatoria. Supportata da studi in vitro e in modelli animali mediante modulazione di mediatori infiammatori e citochine. Non esistono conferme cliniche specifiche sulla specie.
Attività antiossidante. Dimostrata in vitro e in modelli sperimentali mediante riduzione dello stress ossidativo e attività scavenger dei radicali liberi. Nessuna validazione clinica.
Attività epatoprotettiva. Studi in vivo su modelli animali hanno evidenziato effetti protettivi in modelli sperimentali di danno epatico. Le evidenze sono preliminari e non consentono indicazioni terapeutiche cliniche.
Attività antifibrotica epatica. Studi sperimentali animali mostrano riduzione della fibrosi e modulazione di vie molecolari coinvolte nella fibrogenesi. Mancano dati clinici.
Attività immunomodulante. Evidenze in vitro e animali documentano modulazione della risposta immunitaria e delle citochine infiammatorie. Nessuna conferma clinica.
Attività antiproliferativa e citotossica. Numerosi studi in vitro mostrano attività verso linee cellulari neoplastiche attribuita prevalentemente all'emodina e ad altri antrachinoni. I risultati non sono trasferibili alla pratica clinica.
Attività antivirale. Evidenze esclusivamente in vitro nei confronti di alcuni virus sperimentali. Assenza di studi clinici.
Uso storico e nella tradizione
Lassativo e purgante.
Stipsi occasionale.
Accumulo alimentare secondo la Medicina Tradizionale Cinese.
Costipazione associata a stati febbrili nella Medicina Tradizionale Cinese.
Disturbi digestivi con ristagno alimentare secondo la Medicina Tradizionale Cinese.
Amenorrea da stasi ematica nella Medicina Tradizionale Cinese.
Dolore addominale associato a stasi secondo la Medicina Tradizionale Cinese.
Trattamento topico tradizionale di ulcere, foruncoli e lesioni cutanee.
Impiego tradizionale nelle sindromi infiammatorie secondo la Medicina Tradizionale Cinese.
Uso tradizionale come depurativo intestinale.
Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ciascun utilizzo fitoterapico.
Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata*
European Medicines Agency, Community Herbal Monograph on Rheum palmatum L. and Rheum officinale Baillon Rhizoma, 2021
European Medicines Agency, Assessment Report on Rheum palmatum L. and Rheum officinale Baillon Rhizoma, 2021
World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants Volume 1, 1999
European Scientific Cooperative on Phytotherapy, ESCOP Monographs The Scientific Foundation for Herbal Medicinal Products, seconda edizione e aggiornamenti
European Directorate for the Quality of Medicines, European Pharmacopoeia, Monograph on Rhubarb
Chinese Pharmacopoeia Commission, Pharmacopoeia of the People's Republic of China, ultima edizione
Tang Weici, Eisenbrand Gerhard, Chinese Drugs of Plant Origin Chemistry, Pharmacology and Use in Traditional and Modern Medicine, 1992
Bone Kerry, Mills Simon, Principles and Practice of Phytotherapy, Second Edition, 2013
Blumenthal Mark, Goldberg Alan, Brinckmann John, Herbal Medicine Expanded Commission E Monographs, 2000
(Le avvertenze includono segnali di rischio basati su evidenze precliniche, plausibilità farmacologica o casi isolati)
L'IMPIEGO DEVE ESSERE LIMITATO AL TRATTAMENTO A BREVE TERMINE DELLA STIPSI OCCASIONALE, GENERALMENTE NON OLTRE UNA O DUE SETTIMANE. EVIDENZA CLINICA E RACCOMANDAZIONI CONTENUTE NELLE MONOGRAFIE UFFICIALI.
L'USO CRONICO O A DOSAGGI ELEVATI PUÒ DETERMINARE PERDITA DI POTASSIO, ALTRI SQUILIBRI ELETTROLITICI, DIARREA PERSISTENTE, ATONIA DEL COLON E DIPENDENZA DA LASSATIVI. EVIDENZA CLINICA, FARMACOLOGICA E TOSSICOLOGICA.
L'IPOPOTASSIEMIA INDOTTA DALL'USO PROLUNGATO PUÒ AUMENTARE IL RISCHIO DI EFFETTI AVVERSI IN PAZIENTI TRATTATI CON GLICOSIDI CARDIACI, ANTIARITMICI E ALTRI FARMACI INFLUENZATI DALLE ALTERAZIONI ELETTROLITICHE. EVIDENZA FARMACOLOGICA E CLINICA.
LA COMPARSA DI DOLORE ADDOMINALE INTENSO, DIARREA SEVERA O SANGUINAMENTO GASTROINTESTINALE RICHIEDE L'IMMEDIATA SOSPENSIONE DEL TRATTAMENTO E UNA VALUTAZIONE MEDICA. EVIDENZA CLINICA.
L'URINA PUÒ ASSUMERE UNA COLORAZIONE GIALLO-BRUNA O ROSSO-BRUNASTRA DOVUTA ALL'ELIMINAZIONE DEI METABOLITI ANTRACHINONICI; IL FENOMENO È REVERSIBILE E PRIVO DI SIGNIFICATO PATOLOGICO. EVIDENZA FARMACOLOGICA E CLINICA.
L'IMPIEGO CONTEMPORANEO CON ALTRI LASSATIVI STIMOLANTI PUÒ AUMENTARE IL RISCHIO DI DIARREA E ALTERAZIONI ELETTROLITICHE. EVIDENZA FARMACOLOGICA.
LE EVIDENZE DISPONIBILI RIGUARDANO PRINCIPALMENTE L'IMPIEGO DELLA DROGA STANDARDIZZATA SECONDO FARMACOPEE E MONOGRAFIE UFFICIALI; PER PREPARAZIONI NON STANDARDIZZATE LA SICUREZZA E LA RIPRODUCIBILITÀ DELL'EFFETTO TERAPEUTICO NON SONO ADEGUATAMENTE DOCUMENTATE.
(Le controindicazioni si basano su evidenze cliniche dirette, cioè dati da studi clinici, osservazionali o casistiche solide che dimostrino che l’uso della pianta è da evitare in specifiche condizioni o popolazioni)
IPERSENSIBILITÀ NOTA A RHEUM PALMATUM L. O AI PREPARATI CONTENENTI LA DROGA.
OCCLUSIONE INTESTINALE, STENOSI INTESTINALE, ILEO, ATONIA INTESTINALE, FECALOMA E ALTRE CONDIZIONI IN CUI I LASSATIVI STIMOLANTI SONO CONTROINDICATI. EVIDENZA DERIVANTE DA MONOGRAFIE UFFICIALI E PRATICA CLINICA CONSOLIDATA.
MALATTIE INFIAMMATORIE INTESTINALI ACUTE, COMPRESE COLITE ULCEROSA, MORBO DI CROHN, APPENDICITE E ALTRE CONDIZIONI INFIAMMATORIE ACUTE DEL TRATTO GASTROINTESTINALE. EVIDENZA CLINICA E FARMACOLOGICA.
DOLORE ADDOMINALE DI ORIGINE NON DIAGNOSTICATA. EVIDENZA CLINICA CONSOLIDATA.
GRAVE STATO DI DISIDRATAZIONE ASSOCIATO A PERDITA DI ACQUA ED ELETTROLITI. EVIDENZA CLINICA E FARMACOLOGICA.
BAMBINI DI ETÀ INFERIORE A 12 ANNI. EVIDENZA DERIVANTE DA MONOGRAFIE UFFICIALI.
GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO. EVIDENZA DERIVANTE DA MONOGRAFIE UFFICIALI E DATI DI SICUREZZA INSUFFICIENTI ASSOCIATI ALLA POSSIBILITÀ DI PASSAGGIO DEI METABOLITI ANTRACHINONICI NEL LATTE MATERNO.
(Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche)
Droga polverizzata in capsule
La droga polverizzata ottenuta dal rizoma e dalle radici essiccati rappresenta la preparazione fitoterapica tradizionale meglio documentata. L'effetto lassativo è correlato al contenuto di derivati idrossiantracenici totali espresso come reina. Le principali farmacopee richiedono un contenuto minimo di derivati idrossiantracenici generalmente non inferiore al 2,2% calcolati come reina. La dose equivalente di droga è di 0,5-1,5 g alla sera, corrispondente a circa 10-30 mg di derivati idrossiantracenici, per trattamenti occasionali non superiori a una o due settimane.
Estratto secco standardizzato
Gli estratti secchi destinati al trattamento della stipsi sono standardizzati in derivati idrossiantracenici, espressi come reina, con titolo tale da consentire la somministrazione di 10-30 mg di derivati idrossiantracenici per dose giornaliera. Il dosaggio viene adattato alla minima dose efficace, preferibilmente in un'unica somministrazione serale. Non esistono titolazioni clinicamente validate per gli altri costituenti della droga né per indicazioni diverse dalla stipsi occasionale.
Estratto fluido
L'estratto fluido idroalcolico è descritto nelle tradizioni fitoterapiche europee e asiatiche, ma non dispone di una standardizzazione universalmente accettata in principi attivi. L'impiego deve essere regolato in funzione dell'apporto di derivati idrossiantracenici, mantenendo la dose giornaliera equivalente a 10-30 mg di derivati idrossiantracenici espressi come reina.
Tintura
La tintura di rabarbaro cinese è presente in numerose farmacopee storiche e preparazioni galeniche come amaro digestivo e lassativo. Attualmente non esistono studi clinici che definiscano una titolazione ottimale; l'impiego fitoterapico moderno è subordinato al contenuto di derivati idrossiantracenici e deve rispettare le stesse quantità giornaliere raccomandate per gli altri preparati.
Estratti impiegati nella Medicina Tradizionale Cinese
Estratti acquosi ed idroalcolici di Rheum palmatum sono largamente utilizzati nella Medicina Tradizionale Cinese per numerose indicazioni. Tuttavia tali preparazioni non presentano una standardizzazione internazionale del fitocomplesso né un titolo validato associato a specifici effetti terapeutici secondo i criteri della fitoterapia evidence-based. Le posologie sono pertanto dipendenti dalla formulazione tradizionale e non risultano trasferibili alla fitoterapia occidentale.
Preparazioni omeopatiche
Le preparazioni omeopatiche sono ottenute dalla radice fresca o essiccata e sono commercializzate principalmente alle diluizioni D2, D3, D4, D6, D12, C5, C7, C9, C30 e superiori sotto forma di granuli, globuli e gocce. Non esistono evidenze cliniche controllate che ne dimostrino l'efficacia terapeutica specifica né sono disponibili titoli in principi attivi farmacologicamente rilevanti.
World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants. Volume 1, 1999
European Pharmacopoeia Commission, European Pharmacopoeia, ultima edizione
Chinese Pharmacopoeia Commission, Pharmacopoeia of the People's Republic of China, ultima edizione
American Herbal Pharmacopoeia, Rhubarb Root Monograph, 2010
EMA Committee on Herbal Medicinal Products, European Union Herbal Monograph on Rheum palmatum L. and Rheum officinale Baillon, radix, ultima revisione disponibile
Norman R. Farnsworth, David D. Soejarto, Global Importance of Medicinal Plants, 1991
Max Wichtl, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, 2004
Hildebert Wagner, Sabine Bladt, Plant Drug Analysis: A Thin Layer Chromatography Atlas, 2009
(Basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso)
Le formulazioni sotto riportate si riferiscono esclusivamente a impieghi fitoterapici tradizionali o supportati da monografie ufficiali. Per Rheum palmatum l'unica indicazione con adeguato supporto regolatorio è il trattamento occasionale della stipsi. Non esistono evidenze scientifiche che supportino miscele per altre indicazioni terapeutiche.
Infuso digestivo-amaro
Rheum palmatum radice 0,3-0,5 g
Mentha × piperita foglie 1,0 g
Matricaria chamomilla capolini 1,5 g
Versare 150-200 ml di acqua bollente, lasciare in infusione 10 minuti e filtrare. Assumere una tazza dopo i pasti. A queste basse dosi prevale l'effetto amaro-digestivo della droga e non quello lassativo.
Decotto per stipsi occasionale
Rheum palmatum radice 0,5-1,0 g
Foeniculum vulgare frutti 1,5 g
Glycyrrhiza glabra radice 1,0 g
Far bollire in 200 ml di acqua per 10 minuti, lasciare riposare altri 10 minuti e filtrare. Assumere una tazza la sera. La formulazione è destinata esclusivamente all'impiego occasionale per pochi giorni, evitando l'uso prolungato.
Tisana lassativa delicata
Rheum palmatum radice 0,5 g
Althaea officinalis radice 1,5 g
Foeniculum vulgare frutti 1,0 g
Melissa officinalis foglie 1,0 g
Preparare come infuso in 200 ml di acqua bollente per 10-15 minuti. Una tazza alla sera quando necessario. L'associazione con droghe ricche di mucillagini e carminative migliora la tollerabilità gastrointestinale senza aumentare l'effetto purgante.
Formulazione fitoterapica tradizionale digestiva
Rheum palmatum radice 0,3 g
Gentiana lutea radice 0,5 g
Cynara scolymus foglie 1,0 g
Mentha × piperita foglie 1,0 g
Preparare come infuso in 200 ml di acqua bollente per 10 minuti. Una tazza prima dei pasti principali come tradizionale preparazione amaro-tonica. Tale impiego deriva dalla fitoterapia tradizionale europea e non costituisce un'indicazione clinicamente confermata.
World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants. Volume 1, 1999
European Pharmacopoeia Commission, European Pharmacopoeia, ultima edizione
EMA Committee on Herbal Medicinal Products, European Union Herbal Monograph on Rheum palmatum L. and Rheum officinale Baillon, radix, ultima revisione disponibile
ESCOP, ESCOP Monographs The Scientific Foundation for Herbal Medicinal Products, seconda edizione e aggiornamenti
American Herbal Pharmacopoeia, Rhubarb Root Monograph, 2010
Chinese Pharmacopoeia Commission, Pharmacopoeia of the People's Republic of China, ultima edizione
Max Wichtl, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, 2004
Hildebert Wagner, Sabine Bladt, Plant Drug Analysis: A Thin Layer Chromatography Atlas, 2009
Consultare il proprio medico prima di assumere qualsiasi preparato
Vino medicato a base di Rheum palmatum L.
Preparazione ottenuta per macerazione della radice essiccata e frammentata in vino a media gradazione alcolica (circa 10–12%), utilizzando un rapporto indicativo di 1:20 tra droga e solvente; ad esempio 5 g di radice in 100 ml di vino bianco secco. La macerazione avviene a temperatura ambiente per 5–7 giorni in recipiente chiuso, con agitazione quotidiana, seguita da filtrazione.
Uso tradizionale come blando lassativo e digestivo, con posologia negli adulti di 10–20 ml alla sera. L’effetto è attribuibile all’estrazione dei derivati antrachinonici nel mezzo idroalcolico; l’impiego deve essere limitato a breve termine per evitare effetti indesiderati e non è raccomandato in soggetti sensibili all’alcol o con patologie epatiche.
Tintura vinosa rinforzata di Rheum palmatum L.
Preparazione ottenuta mediante macerazione della radice in una miscela di vino e una quota di etanolo per aumentare l’efficienza estrattiva, con rapporto droga/solvente circa 1:10; ad esempio 10 g di radice in 100 ml di miscela idroalcolica al 20–25%. La macerazione viene condotta per 7–10 giorni con agitazione periodica e successiva filtrazione.
Uso come preparazione più concentrata rispetto al vino medicato, con posologia generalmente compresa tra 5 e 10 ml al giorno, preferibilmente alla sera. L’aumento della concentrazione richiede maggiore cautela nella titolazione empirica della dose e nel controllo della durata del trattamento.
Elisir composto con Rheum palmatum L. e droghe aromatiche
Preparazione tradizionale ottenuta per macerazione di Rheum palmatum L. 3–5 g insieme a droghe aromatiche come Zingiber officinale Roscoe e Foeniculum vulgare Mill. in 100–150 ml di vino o soluzione idroalcolica a bassa gradazione per 5–7 giorni, seguita da filtrazione. Le droghe aromatiche sono impiegate per migliorare la tollerabilità gastrointestinale e il profilo organolettico.
Uso come digestivo con lieve effetto lassativo, con posologia di 10–15 ml dopo il pasto principale o alla sera. L’associazione è coerente con razionale farmacologico ma non supportata da studi clinici specifici; la sicurezza dipende dal contenuto complessivo di derivati antrachinonici e dall’assunzione di alcol.
Bibliografia
European Medicines Agency, Assessment report on Rheum palmatum and Rheum officinale radix, 2018
World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants Volume 1, 1999
ESCOP, Monographs on the Medicinal Uses of Plant Drugs, 2019
Mills S., Bone K., Principles and Practice of Phytotherapy Modern Herbal Medicine, 2013
Heinrich M., Barnes J., Gibbons S., Williamson E., Fundamentals of Pharmacognosy and Phytotherapy, 2018
Consultare il proprio medico prima di assumere questa bevanda ed evitarne l'uso in caso di divieto di assunzione di alcol
ANNUNCIO PUBBLICITARIO
FINE ANNUNCIO
SCHEDA NOTIZIE E VARIE
DROGHE LASSATIVE E PURGANTI
Trascurando le alterazioni dell'intestino che ostacolano meccanicamente la progressione del bolo fecale (tumori, processi cicatriziali, ecc.), vi possono essere stitichezze primitive dovute a una alterata motilità intestinale di natura nervosa o muscolare; in questo caso può aversi una stitichezza atonica quando la muscolatura ha diminuito il tono e la forza delle contrazioni, mentre si ha una stitichezza spastica quando l'ipertono della muscolatura determina contrazioni spastiche della stessa. Altra forma di stipsi è causata dalla scarsa produzione di idrogeno solforato che è un eccitante fisiologico della peristalsi.
Il trattamento terapeutico dovrà essere coadiuvato da vita attiva e movimentata e da dieta povera di carne ma ricca di frutta, verdure e fibre.
In base al meccanismo d'azione delle droghe lassative si avranno:
a) Droghe antrachinoniche che favoriscono lo svuotamento dell'intestino stimolando prevalentemente la muscolatura dell'intestino crasso.
I componenti principali di queste droghe contenute in Senna, Frangula, Aloe, Cascara sagrada, Rabarbaro, Poligono giapponese e Spincervino sono glicosidi derivati dall'antracene. La loro metabolizzazione in agliconi (più attivi) avviene nel colon: qui si ha una rimozione dello zucchero ed i prodotti ottenuti stimolano ulteriormente la motilità aumentando anche il peristaltismo e la produzione di muco. L'azione lassativa che inizia a livello dell'intestino crasso con inibizione del riassorbimento dell'acqua e degli elettroliti, si manifesta dopo 8-12 ore. Gli effetti collaterali sono: colorazione delle urine, passaggio nel latte materno, pseudomelanosi reversibile del colon, perdita di elettroliti per l'uso prolungato o diarrea severa con coliche per sovradosaggio.
L'uso cronico di antranoidi può essere responsabile di pigmentazione della mucosa del colon (melanosis coli), alterazione del quadro elettrolitico e dell'equilibrio acido-base, colon dilatato con pseudo-restringimenti per alterazione del plesso nervoso intramurale, aggravamento della stitichezza, colon irritabile, rischio di degenerazione neoplastica e interazioni con altri farmaci.
b) Droghe che favoriscono lo svuotamento dell'intestino stimolando prevalentemente la muscolatura dell'intestino tenue e parte del crasso (Olio di Ricino).
c) Purganti meccanici che favoriscono lo svuotamento dell'intestino aumentando il volume fecale (Agar-agar, Psillio, Lino semi, Carragenina);
d) Purganti osmotici (zuccherini) che richiamano nell'intestino acqua dal sangue (Manna, Lattosio, Prugne, Tamarindo, Cassia fistula in canna, Pesco).
e) Purganti oleosi che favoriscono la progressione delle feci essendo lubrificanti dell'intestino (Olio di oliva, Olio di lino, Olio di mandorle dolci).
Tratto da: Marzio Pedretti "L'erborista moderno";
[Enrica Campanini "Dizionario di fitoterapia e piante medicinali";]
[Fabio Firenzuoli "Le 100 erbe della salute".]
Rheum palmatum L. è una delle specie storicamente più rilevanti nel commercio del rabarbaro medicinale, noto in Europa per secoli come “rabarbaro cinese” o “rabarbaro della Tartaria”, con un valore commerciale elevato già nel Medioevo.
La droga era oggetto di rotte commerciali complesse lungo la Via della Seta e veniva importata in Europa attraverso intermediari arabi e veneziani, mantenendo per lungo tempo un’origine geografica volutamente ambigua per preservarne il valore economico.
Nel Rinascimento e fino al XVIII secolo il rabarbaro era considerato una sostanza medicinale di grande pregio, spesso più costosa di molte spezie, e veniva utilizzato come purgante ma anche come rimedio “equilibrante” secondo la teoria umorale.
Un aspetto curioso riguarda le frequenti adulterazioni storiche della droga, con sostituzioni o mescolanze con altre specie di Rheum o radici di minor valore, problema che ha contribuito allo sviluppo precoce di tecniche di controllo della qualità in farmacognosia.
In medicina tradizionale cinese la pianta è conosciuta come Da Huang ed è classificata tra le droghe che “purgano il calore”, con un ruolo centrale in numerose formule classiche ancora oggi studiate anche in ambito farmacologico moderno.
Dal punto di vista botanico il nome specifico “palmatum” deriva dalla forma delle foglie profondamente lobate, che ricordano una struttura palmata, caratteristica distintiva utile per il riconoscimento della specie.
Nel XVIII secolo diversi botanici europei tentarono di acclimatare Rheum palmatum nei giardini botanici occidentali per ridurre la dipendenza dalle importazioni, contribuendo allo sviluppo della coltivazione del rabarbaro medicinale in Europa.
Un elemento interessante è che, nonostante il nome comune condiviso, il rabarbaro alimentare moderno deriva da ibridi selezionati con contenuto ridotto di antrachinoni, mentre Rheum palmatum mantiene un profilo chimico tipicamente medicinale.
Il R.rhaponticum è il Rabarbaro siberiano, meno attivo e meno sicuro del R.cinese ma utilizzato dalle industrie liquoristiche. In generale le foglie possono essere tossiche per reni e mucose in quanto contenenti sali di ossalato di calcio. Ai fini curativi viene utilizzata la radice mentre la corteccia è sfruttata dall'industria dolciaria.