QUESTA SCHEDA È UNICA E ORIGINALE IN INTERNET aggiornamento del 15/05/2026
ROSA CHEROKEE Rosa laevigata Michx.
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Autore: erbeofficinali.org
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TOSSICITÀ BASSISSIMA
EFFICACIA BUONA
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ANNUNCIO PUBBLICITARIO
FINE ANNUNCIO
SCHEDA BOTANICA
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Clade Tracheophyta
Clade Angiospermae
Clade Mesangiospermae
Clade Eudicotyledones
Clade Rosanae
Ordine Rosales
Famiglia Rosaceae
Sottofamiglia Rosoideae
Tribù Roseae
Genere Rosa
Specie Rosa laevigata
Famiglia:
Rosa Liscia, Cherokee Rosehip, Chinese Rosehip, Jinyingzi, Cherokee Rose, Rosier Blanc De Neige, Snow-White Rose, Jin Ying Zi
Prunus Serrulata F. Alborosea (Makino) E.H.Wilson, Prunus ×lannesiana F. Alborosea (Makino) H.Hara, Rosa Amygdalifolia Ser., Rosa Argyi H.Lév., Rosa Camellia Siebold, Rosa Camelliaefolia, Rosa Camelliifolia, Rosa Cherokeensis Donn, Rosa Cherokeensis Donn Ex Small, Rosa Cucumerina Tratt., Rosa Hystrix Lindl., Rosa Laevigata F. Laevigata, Rosa Laevigata F. Semiplena T.T.Yu & T.C.Ku, Rosa Laevigata Subsp. Kaiscianensis Pamp., Rosa Laevigata Var. Alborosea Makino, Rosa Laevigata Var. Kaiscianensis Pamp., Rosa Laevigata Var. Leiocarpa Y.Q.Wang & P.Y.Chen, Rosa Laevigata Var. Rosea Makino, Rosa Nivea DC., Rosa Nivea Var. Setifera Ser., Rosa Sinica Murray, Rosa Sinica W.T.Aiton, Rosa Sinica Subsp. Typica Regel, Rosa Sinica Var. Fortuneana Regel, Rosa Sinica Var. Typica Regel, Rosa Ternata Poir., Rosa Trifoliata Bosc, Rosa Triphylla Roxb., Rosa Triphylla Roxb. Ex Lindl.
ARBUSTO RAMPICANTE SPINOSO VIGOROSO E SEMPREVERDE CON FUSTI ROBUSTI E ACULEI UNCINATI. LE FOGLIE SONO TRIFOGLIATE CON FOGLIOLINE OVATE-LANCEOLATE, LUCIDE E CORIACEE, CON MARGINI SEGHETTATI. I FIORI SONO SOLITARI, GRANDI E PROFUMATI, DI COLORE BIANCO PURO CON NUMEROSI STAMI GIALLI. I SEPALI SONO PERSISTENTI E RIFLESSI. IL FRUTTO È UN CINORRODO GLOBOSO-PIRIFORME, LISCIO E DI COLORE ROSSO BRILLANTE, CON POCHE SETOLE APICALI.
APRILE MAGGIO GIUGNO, PRIMAVERA/INIZIO ESTATE
COLORI OSSERVATI NEI FIORI
____BIANCO ____GIALLO VERDE ____GIALLOGNOLO
Originaria della Cina meridionale, Taiwan e Vietnam. Si è naturalizzata in diverse regioni, tra cui il sud-est degli Stati Uniti, dove è stata introdotta nel XVIII secolo. Predilige margini di paludi, pascoli, siepi, campi abbandonati, bordi stradali e pinete, crescendo in aree disturbate a basse altitudini, generalmente tra 0 e 500 metri. Questa specie è un arbusto rampicante sempreverde (in climi miti) che può raggiungere i 6 metri di altezza, formando spesso fitti grovigli rizomatosi. Cresce bene in terreni ben drenati, anche argillosi, con un pH leggermente acido, neutro o leggermente alcalino, e preferisce posizioni soleggiate o parzialmente ombreggiate. Tende a diffondersi rapidamente e in alcune aree è considerata invasiva.
Chinese Pharmacopoeia Commission, Pharmacopoeia of the People’s Republic of China, 2020
Jiangsu New Medical College, Dictionary of Chinese Materia Medica, 1977
Zhang Rui, Wang Dongmei, Chemical Constituents and Pharmacological Activities of Rosa laevigata Michx., Journal of Ethnopharmacology, 2011
Li Wei, Chen Hong, Triterpenoids and Flavonoids from Rosa laevigata and Their Biological Activities, Fitoterapia, 2014
Xu Fang, Yang Lijuan, Polyphenolic Constituents of Rosa laevigata Fruits and Antioxidant Activities, Food Chemistry, 2012
He Jian, Traditional Uses, Phytochemistry and Pharmacology of Rosa laevigata Michx.: A Review, Journal of Ethnopharmacology, 2019
Wang Xiaoli, Studies on Polysaccharides from Rosa laevigata Fruits, International Journal of Biological Macromolecules, 2016
Liang Qiang, Bioactive Constituents from Rosa laevigata Michx. and Their Pharmacological Properties, Phytochemistry Reviews, 2018
TOSSICITÀ: BASSISSIMA
Motivazione: Gli studi tossicologici disponibili sugli estratti tradizionali e sugli impieghi alimentari e fitoterapici documentano una bassa tossicità acuta e subcronica alle dosi usuali. Non risultano effetti tossici gravi documentati nell’uso corretto della specie. I dati clinici tossicologici sull’uomo restano comunque limitati.
EFFICACIA: BUONA
Motivazione: per Rosa laevigata Michx. sono disponibili numerosi studi in vivo animale e in vitro che documentano attività astringente, antiossidante, antinfiammatoria e protettiva su sistema gastrointestinale e renale, coerenti con l’uso fitoterapico consolidato nella medicina tradizionale cinese; tuttavia mancano studi clinici controllati sull’uomo, per cui l’efficacia non può essere considerata confermata ma supportata da evidenze farmacologiche riproducibili.
Confermate da studi scientifici e clinici
Non sono disponibili studi clinici controllati, meta-analisi o revisioni sistematiche di qualità adeguata che confermino indicazioni terapeutiche specifiche di Rosa laevigata Michx. nell’uomo secondo criteri evidence-based moderni. Le evidenze cliniche disponibili risultano limitate, eterogenee, prevalentemente osservazionali oppure integrate in formulazioni polierbali della medicina tradizionale cinese, senza possibilità di attribuzione causale specifica alla specie.
Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata
Attività antiossidante documentata in vitro e in vivo animale mediante estratti ricchi in polifenoli, flavonoidi e triterpeni. Sono stati osservati incremento delle difese antiossidanti endogene e riduzione di marker di perossidazione lipidica in modelli sperimentali di stress ossidativo.
Attività antinfiammatoria supportata da studi in vitro e modelli animali. Estratti dei frutti e delle radici hanno mostrato modulazione della produzione di mediatori proinfiammatori e riduzione dell’edema sperimentale in modelli murini.
Attività epatoprotettiva evidenziata in modelli animali di danno epatico chimico o ossidativo. Alcuni estratti hanno mostrato riduzione degli enzimi epatici sierici e attenuazione delle alterazioni istopatologiche. Mancano conferme cliniche.
Attività nefroprotettiva osservata in modelli animali di danno renale e nefrotossicità sperimentale. I dati suggeriscono possibile riduzione dello stress ossidativo e della risposta infiammatoria renale, ma le evidenze restano precliniche.
Attività antidiarroica e astringente supportata da uso tradizionale consolidato e da dati farmacologici sperimentali coerenti con l’elevato contenuto di tannini. Mancano studi clinici controllati.
Attività antimicrobica documentata in vitro contro alcuni ceppi batterici e fungini mediante estratti polifenolici e triterpenici. Le concentrazioni efficaci sperimentali non consentono estrapolazioni terapeutiche dirette.
Attività immunomodulante preliminare osservata in vitro e in modelli animali mediante polisaccaridi estratti dal frutto. I dati risultano ancora insufficienti per definire indicazioni cliniche.
Attività ipoglicemizzante e modulatrice del metabolismo lipidico suggerita da studi animali e sperimentali con miglioramento di parametri glicemici e lipidici. Le evidenze sono preliminari e prive di validazione clinica robusta.
Attività antiproliferativa e citotossica osservata esclusivamente in vitro su alcune linee cellulari tumorali. Non esistono evidenze cliniche né dati sufficienti per attribuire proprietà antitumorali terapeuticamente rilevanti.
Uso storico e nella tradizione
Uso tradizionale nella medicina cinese come astringente intestinale e urinario.
Impiego tradizionale nelle diarree croniche e nelle enteropatie associate a perdita di fluidi.
Uso etnobotanico nelle leucorree e nelle secrezioni vaginali.
Impiego tradizionale nelle pollachiurie e nei disturbi urinari cronici.
Uso storico come tonico generale e rimedio per debilitazione cronica.
Impiego tradizionale come coadiuvante nelle emissioni seminali involontarie e nell’astenia sessuale secondo la medicina tradizionale cinese.
Uso tradizionale in formulazioni polierbali destinate a disturbi renali e urogenitali.
Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ciascun utilizzo fitoterapico.
Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata*
Chinese Pharmacopoeia Commission, Pharmacopoeia of the People’s Republic of China, 2020
He Jian, Traditional Uses, Phytochemistry and Pharmacology of Rosa laevigata Michx.: A Review, Journal of Ethnopharmacology, 2019
Li Wei, Chen Hong, Triterpenoids and Flavonoids from Rosa laevigata and Their Biological Activities, Fitoterapia, 2014
Xu Fang, Yang Lijuan, Polyphenolic Constituents of Rosa laevigata Fruits and Antioxidant Activities, Food Chemistry, 2012
Wang Xiaoli, Studies on Polysaccharides from Rosa laevigata Fruits, International Journal of Biological Macromolecules, 2016
Liang Qiang, Bioactive Constituents from Rosa laevigata Michx. and Their Pharmacological Properties, Phytochemistry Reviews, 2018
Zhang Rui, Wang Dongmei, Chemical Constituents and Pharmacological Activities of Rosa laevigata Michx., Journal of Ethnopharmacology, 2011
Zhou Xia, Pharmacological Research Progress on Rosa laevigata Michx., Chinese Traditional and Herbal Drugs, 2017
State Administration of Traditional Chinese Medicine, Chinese Materia Medica, 1999
Jiangsu New Medical College, Dictionary of Chinese Materia Medica, 1977
(Le avvertenze includono segnali di rischio basati su evidenze precliniche, plausibilità farmacologica o casi isolati)
USO IN GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO NON SUPPORTATO DA DATI DI SICUREZZA EVIDENZA ASSENTE, POSSIBILE EFFETTO ASTRINGENTE CON RISCHIO DI STIPSI O RIDUZIONE DELLE SECREZIONI IN SOGGETTI SENSIBILI EVIDENZA FARMACOLOGICA E USO TRADIZIONALE COERENTE, POSSIBILE INTERAZIONE CON FARMACI ANTIDIARROICI PER EFFETTO ADDITIVO EVIDENZA FARMACOLOGICA INDIRETTA, POSSIBILE INTERFERENZA CON ASSORBIMENTO DI NUTRIENTI E FARMACI PER CONTENUTO IN TANNINI EVIDENZA BIOCHIMICA, VARIABILITÀ NELLA COMPOSIZIONE DEGLI ESTRATTI PER ASSENZA DI STANDARDIZZAZIONE EVIDENZA FARMACOGNOSTICA, MANCANZA DI DATI TOSSICOLOGICI A LUNGO TERMINE EVIDENZA SPERIMENTALE LIMITATA
(Le controindicazioni si basano su evidenze cliniche dirette, cioè dati da studi clinici, osservazionali o casistiche solide che dimostrino che l’uso della pianta è da evitare in specifiche condizioni o popolazioni)
ASSENZA DI CONTROINDICAZIONI CLINICHE DOCUMENTATE IN STUDI CONTROLLATI SULL’UOMO; NON ESISTONO DATI CLINICI DIRETTI SUFFICIENTI PER DEFINIRE CONTROINDICAZIONI FORMALI EVIDENCE-BASED
(Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche)
ANTIDIARROICI
INTEGRATORI DI MINERALI (ASSUNTI CONTEMPORANEAMENTE)
Estratto secco idroalcolico dei frutti titolato in flavonoidi totali espresso come quercetina o rutina. I preparati presenti nella medicina tradizionale cinese e negli integratori orientali utilizzano generalmente estratti con titolo minimo compreso tra il 10% e il 30% di flavonoidi totali per attività antiossidante, astringente e nefroprotettiva. La posologia tradizionalmente impiegata negli estratti moderni corrisponde a 300-900 mg al giorno suddivisi in 2-3 somministrazioni.
Estratto secco dei frutti titolato in polisaccaridi. I prodotti standardizzati destinati al supporto immunomodulante e metabolico impiegano estratti con contenuto in polisaccaridi compreso tra il 20% e il 50%. Le dosi comunemente utilizzate nei preparati commerciali asiatici sono comprese tra 500 e 2000 mg al giorno.
Estratto secco dei frutti titolato in triterpeni pentaciclici totali comprendenti acido ursolico ed euscafico. Gli estratti sperimentali con finalità epatoprotettiva e antinfiammatoria utilizzano titoli variabili tra il 2% e il 10% di triterpeni. La posologia utilizzata nei formulati nutraceutici orientali varia generalmente tra 200 e 600 mg al giorno.
Estratto fluido idroalcolico dei frutti con rapporto droga:estratto variabile da 1:1 a 1:3. Utilizzato soprattutto nella fitoterapia tradizionale cinese come tonico astringente uro-genitale e intestinale. Le quantità tradizionali equivalgono a 2-6 ml al giorno suddivisi in più assunzioni.
Tintura madre dei frutti freschi o essiccati con gradazione idroalcolica compresa tra 45% e 70%. Impiegata nella pratica erboristica tradizionale asiatica come preparazione astringente e tonica. La posologia tradizionale corrisponde a 20-60 gocce da una a tre volte al giorno.
Estratto nebulizzato dei frutti inserito in capsule o compresse fitoterapiche combinate con Poria cocos, Schisandra chinensis o Nelumbo nucifera nella medicina tradizionale cinese. Gli estratti non risultano uniformemente standardizzati ma sono generalmente normalizzati al contenuto di polifenoli o flavonoidi. Le dosi giornaliere complessive nei formulati composti variano tra 500 mg e 3 g di estratto.
Polvere micronizzata dei frutti essiccati utilizzata in capsule o formulazioni nutraceutiche. La dose tradizionalmente riportata nella farmacopea cinese corrisponde a circa 3-12 g al giorno di droga secca equivalente.
Preparazioni omeopatiche denominate Rosa laevigata disponibili principalmente come tintura madre omeopatica, diluizioni centesimali e decimali quali D3, D6, D12, CH5, CH7, CH9 e CH30. L’impiego omeopatico è basato su tradizioni omeoterapiche e non dispone di conferme cliniche specifiche sulla specie. Le posologie seguono gli schemi omeopatici convenzionali del produttore.
Bai-Lin Li, Jie Yuan, Jie-Wei Wu, A Review on the Phytochemical and Pharmacological Properties of Rosa laevigata: A Medicinal and Edible Plant, 2021
Xin-Xin Quan, Yi Luo, Hong-Li Zhang, Traditional Uses, Phytochemical, Pharmacology, Quality Control and Modern Applications of Two Important Chinese Medicines from Rosa laevigata Michx.: A Review, 2022
Shi Li, Xiangyu Zhao, Tianming Wang, Flavonoids and Triterpenoids from the Roots of Rosa laevigata, 2014
Guang Yan, Phenolic Constituents from the Roots of Rosa laevigata, 2014
Hui Tao, Xia Sun, Ling Xu, Total Flavonoids from Rosa laevigata Michx Fruit Ameliorates Hepatic Ischemia/Reperfusion Injury through Inhibition of Oxidative Stress and Inflammation in Rats, 2016
Chun-Hui Yu, Hypolipidemic and Antioxidant Activities of Polysaccharides from Rosa laevigata Fruits, 2013
Hao Wu, Ethanol Extract of Rosa laevigata Michx. Fruit Inhibits Inflammatory Responses, 2023
Na Zeng, Yang Shen, Anti-inflammatory Triterpenes from the Leaves of Rosa laevigata, 2011
Shiyu Peng, Structural Characterization and In Vitro Anti-Inflammatory Activity of Polysaccharides from Rosa laevigata, 2024
Chinese Pharmacopoeia Commission, Pharmacopoeia of the People’s Republic of China, 2020
(Basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso)
Decotto tradizionale astringente intestinale con Rosa laevigata Michx. e Nelumbo nucifera. Utilizzare 6 g di frutti essiccati di Rosa laevigata e 4 g di semi di loto in 300 ml di acqua. Far bollire per 20-25 minuti e filtrare. Assumere fino a due volte al giorno. La combinazione è impiegata nella fitoterapia tradizionale cinese per diarrea cronica lieve, irritazione intestinale e leucorrea funzionale, con supporto farmacologico prevalentemente in vitro e in vivo animale.
Infuso uroprotettivo con Rosa laevigata Michx. e Plantago asiatica. Utilizzare 5 g di Rosa laevigata e 3 g di semi o foglie di Plantago asiatica in 250 ml di acqua calda lasciando in infusione 15 minuti. Consumare una o due volte al giorno. L’associazione è utilizzata nella tradizione asiatica per irritazioni urinarie e modesto supporto diuretico, con dati sperimentali su attività antinfiammatoria e antimicrobica.
Decotto tonico renale tradizionale con Rosa laevigata Michx. e Poria cocos. Utilizzare 5-8 g di Rosa laevigata e 6 g di Poria cocos in 400 ml di acqua, riducendo a circa 200 ml mediante ebollizione lenta per 30 minuti. Assumere una volta al giorno. La formulazione è presente nella medicina tradizionale cinese per supporto uro-genitale e riequilibrio dei fluidi, con evidenze sperimentali limitate prevalentemente a studi animali e farmacologici.
Infuso antiossidante con Rosa laevigata Michx. e Camellia sinensis a basso contenuto di caffeina. Utilizzare 4 g di Rosa laevigata e 2 g di tè verde delicato in 250 ml di acqua a 80 °C per 10 minuti. Assumere una volta al giorno. La miscela apporta flavonoidi e polifenoli con documentata attività antiossidante in vitro e in modelli animali.
Decotto gastroprotettivo tradizionale con Rosa laevigata Michx. e Glycyrrhiza glabra. Utilizzare 5 g di Rosa laevigata e 2 g di radice di liquirizia in 300 ml di acqua, facendo bollire per 15-20 minuti. Utilizzare per periodi brevi fino a due volte al giorno. La formulazione è basata su uso tradizionale e studi sperimentali relativi all’attività antinfiammatoria e protettiva delle mucose gastrointestinali.
Infuso astringente oro-faringeo con Rosa laevigata Michx. e Salvia officinalis. Utilizzare 3 g di Rosa laevigata e 2 g di foglie di salvia in 200 ml di acqua calda per 10 minuti. Utilizzare come collutorio o assumere in piccole quantità fino a due volte al giorno. La combinazione sfrutta composti tannici e polifenolici con attività antimicrobica e astringente documentata sperimentalmente.
Formulazione erboristica tradizionale con Rosa laevigata Michx., Schisandra chinensis e Dioscorea opposita. Impiegare rispettivamente 5 g, 3 g e 5 g in decotto per circa 30 minuti in 500 ml di acqua. Assunzione giornaliera in due dosi. Utilizzata nella medicina tradizionale cinese come supporto tonico uro-genitale e intestinale. Le evidenze disponibili sono prevalentemente etnofarmacologiche e sperimentali.
Tisana delicata antidiarroica con Rosa laevigata Michx. e Rubus ulmifolius foglie. Utilizzare 4 g di Rosa laevigata e 3 g di foglie essiccate di rovo in 250 ml di acqua per 15 minuti. Assumere una o due volte al giorno per brevi periodi. La combinazione sfrutta l’elevato contenuto di tannini e flavonoidi con razionale astringente documentato in farmacognosia.
Xin-Xin Quan, Yi Luo, Hong-Li Zhang, Traditional Uses, Phytochemical, Pharmacology, Quality Control and Modern Applications of Two Important Chinese Medicines from Rosa laevigata Michx.: A Review, 2022
Bai-Lin Li, Jie Yuan, Jie-Wei Wu, A Review on the Phytochemical and Pharmacological Properties of Rosa laevigata: A Medicinal and Edible Plant, 2021
Chinese Pharmacopoeia Commission, Pharmacopoeia of the People’s Republic of China, 2020
Hui Tao, Xia Sun, Ling Xu, Total Flavonoids from Rosa laevigata Michx Fruit Ameliorates Hepatic Ischemia/Reperfusion Injury through Inhibition of Oxidative Stress and Inflammation in Rats, 2016
Chun-Hui Yu, Hypolipidemic and Antioxidant Activities of Polysaccharides from Rosa laevigata Fruits, 2013
Shiyu Peng, Structural Characterization and In Vitro Anti-Inflammatory Activity of Polysaccharides from Rosa laevigata, 2024
Na Zeng, Yang Shen, Anti-inflammatory Triterpenes from the Leaves of Rosa laevigata, 2011
World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants, Volume 1, 1999
European Scientific Cooperative on Phytotherapy, ESCOP Monographs The Scientific Foundation for Herbal Medicinal Products, 2019
Rudolf Fritz Weiss, Herbal Medicine, 2001
Consultare il proprio medico prima di assumere qualsiasi preparato
Nella medicina tradizionale cinese è documentata la preparazione di vino medicinale a base di frutti di Rosa laevigata Michx., utilizzato come tonico astringente e per il sostegno delle funzioni urinarie e intestinali secondo la tradizione. La preparazione prevede l’impiego di frutti essiccati immersi in vino di riso o altro alcol a bassa gradazione, con un rapporto tradizionale approssimativo di 1:5–1:10 tra droga e solvente; la macerazione avviene per un periodo di 2–4 settimane in contenitore chiuso, seguita da filtrazione. L’uso tradizionale prevede l’assunzione in piccole quantità giornaliere, generalmente 10–20 ml, senza validazione clinica moderna.
Consultare il proprio medico prima di assumere questa bevanda ed evitarne l'uso in caso di divieto di assunzione di alcol
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FINE ANNUNCIO
SCHEDA NOTIZIE E VARIE
Rosa laevigata Michx. è utilizzata in ambito alimentare principalmente attraverso i suoi frutti maturi, che trovano impiego nella tradizione culinaria e nella medicina alimentare della Cina.
I frutti, una volta essiccati o freschi, possono essere consumati tal quali oppure utilizzati nella preparazione di zuppe dolci, decotti alimentari e preparazioni toniche, spesso in combinazione con altri ingredienti vegetali; il loro sapore è generalmente astringente con una componente leggermente dolce.
In ambito tradizionale i frutti vengono anche trasformati in paste, composte o preparazioni concentrate, talvolta utilizzate come alimento funzionale piuttosto che come ingrediente gastronomico in senso stretto.
Dal punto di vista nutrizionale la presenza di tannini conferisce proprietà astringenti ma limita il consumo in grandi quantità, mentre il contenuto in vitamina C e composti fenolici contribuisce al valore nutrizionale complessivo.
Non esiste un uso culinario diffuso a livello globale della specie, e il suo impiego rimane prevalentemente confinato alla tradizione alimentare e fitoterapica dell’Asia orientale.
Ma cos'è un afrodisiaco?...
A questa domanda, secondo una ricerca condotta in Francia nel 1990, la maggior parte degli uomini ha risposto che le sostanze afrodisiache servono ad aumentare la perfomance sessuale, mentre per la maggior parte delle donne servono ad aumentare il desiderio. Qualcuno infine pensa che aumentino il piacere. Anche se differenti, ciò che accomuna queste risposte è la ricerca del plus jouir. La pianta ideale per il suo potere afrodisiaco sarebbe quindi quella in grado di favorire il ciclo dell'amore: desiderio, seduzione e realizzazione del piacere. Il desiderio, ad esempio, è risvegliato in noi attraverso i sensi, e l'olfatto indubbiamente gioca un ruolo molto importante. Molte sostanze, da sempre considerate come afrodisiache, lo sono innanzitutto per il loro odore: pepe, tabacco, vaniglia, ylang-ylang, zenzero, zafferano, vetiver, cannella, geranio.
Fra le piante che sono considerate afrodisiache per eccellenza meritano di essere segnalate: Eleuterococco, Damiana, Ginseng, Catuaba, Suma, Epimedium, Salvia, Rosmarino, Santoreggia, Menta, Guaranà, Tribolo, Zenzero, ecc.
Per l'azione antiastenica, infine, si ricordano: alghe (Fucus, Laminarie), bevande eccitanti (Caffè, Tè, Mate), bevande toniche come la Rosa cherokee, cereali, frutta fresca, frutta secca, verdure (Carota, Cicoria, Crescione, Spinaci) ecc. La fitoterapia pertanto, anche se non in chiave miracolistica, può offrire un valido ausilio, con un miglioramento notevole dei sintomi, soprattutto se inserita in una strategia di trattamento più generale. Le piante da sole infatti non sono in grado di migliorare la sessualità di una coppia che ha occultato la propria seduzione o che, comunque, non riesce più a comunicare: per entrare nel ciclo del piacere, infatti, bisogna poter comunicare".
Ma ora classifichiamo le piante afrodisiache in:
a) afrodisiaci spinali sacrali, quando stimolano il centro parasimpatico sacrale che controlla il meccanismo dell'erezione (Damiana, Ginseng, Yohimbehe, Noce vomica);
b) afrodisiaci riflessogeni genito-urinari, quando agiscono con azione irritante delle vie urinarie e genitali che, per riflesso, esercitano una esaltazione del centro dell'erezione (Echinacea);
c) afrodisiaci encefalici o psicogeni, quando agiscono sui centri nervosi encafalici provocando lo stimolo dell'appetito sessuale (gli eccitanti del sistema nervoso centrale).
Gli anafrodisiaci che, invece, calmano un appetito sessuale troppo intenso ed eccessivo, sintomo anch'esso di squilibrio della sfera sessuale, sono: Salice bianco, Ninfea, Luppolo e Lattuga virosa.
[Tratto da:
[Enrica Campanini "Dizionario di fitoterapia e piante medicinali"]
[A.Y. Leung & S. Foster "Enciclopedia delle piante medicinali"]
[Marzio Pedretti "L'erborista moderno"]
Rosa laevigata Michx. è conosciuta in Cina con il nome di Jin Ying Zi ed è una delle specie di rosa più rilevanti nella medicina tradizionale cinese, dove i suoi frutti sono impiegati da secoli come rimedio astringente e tonico.
La pianta è una rosa rampicante sempreverde, caratterizzata da fiori bianchi grandi e vistosi, spesso utilizzata anche a scopo ornamentale oltre che medicinale.
Un aspetto distintivo è la presenza di frutti duri e ricchi di semi, con una struttura più robusta rispetto a molte altre specie di rosa, caratteristica che ne ha favorito l’utilizzo nella conservazione e trasformazione tradizionale.
Storicamente è stata impiegata in formulazioni complesse della farmacopea cinese, spesso in combinazione con altre piante, riflettendo un approccio terapeutico sistemico tipico della medicina tradizionale dell’Asia orientale.
Dal punto di vista ecologico la specie è originaria dell’Asia orientale ma è stata introdotta anche in altre regioni, dove in alcuni casi si è naturalizzata e può comportarsi come specie invasiva grazie alla sua crescita vigorosa.
Un elemento curioso è che, nonostante appartenga al genere Rosa, noto per l’uso alimentare diffuso dei cinorrodi, Rosa laevigata mantiene un ruolo prevalentemente funzionale e medicinale piuttosto che gastronomico nella cultura tradizionale.