QUESTA SCHEDA È UNICA E ORIGINALE IN INTERNET aggiornamento del 02/07/2026
SANTOLINA Santolina chamaecyparissus L.
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Autore: erbeofficinali.org
Autore: A.Tucci
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TOSSICITÀ BASSA
EFFICACIA BUONA
++
ANNUNCIO PUBBLICITARIO
FINE ANNUNCIO
SCHEDA BOTANICA
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Clade Tracheophyta
Clade Angiospermae
Clade Mesangiospermae
Clade Eudicotyledones
Clade Asteridae
Ordine Asterales
Famiglia Asteraceae
Genere Santolina
Specie Santolina chamaecyparissus
Famiglia:
Abrotano Femmina, Crespolina Di Marchi, Gray Santolina, Lavender Cotton, Cipressina, Erba Bottoncina, Olivella, Lavender Cotton, Dwarf Lavender Cotton, Ground Cypress, Petit Cyprès, Santoline Petit Cyprès, Cipresillo, Hierba Lombriguera.
Echinacea Chamaecyparissus Sch.Bip., Santolina Chamaecyparissus F. Chamaecyparissus, Santolina Chamaecyparissus Var. Chamaecyparissus, Santolina Incana Poir., 1805
SUFFRUTICE SEMPREVERDE NANO, COMPATTO E DENSAMENTE RAMIFICATO, CON FUSTI ERETTI O PROSTRATI E RAMETTI GIOVANI TOMENTOSI DI COLORE GRIGIO-ARGENTO. LE FOGLIE SONO PICCOLE, ALTERNE, SESSILI, LINEARI O STRETTAMENTE OBLUNGHE, PROFONDAMENTE DIVISE IN SEGMENTI CORTI E ARROTONDATI, CONFERENDO ALLA PIANTA UN ASPETTO SIMILE AL CIPRESSO. I FIORI SONO PICCOLI, TUBULOSI, DI COLORE GIALLO BRILLANTE, RIUNITI IN CAPOLINI GLOBOSI SOLITARI ALL'APICE DI LUNGHI PEDUNCOLI AFILLI. IL CAPOLINO È PRIVO DI LIGULE E COMPOSTO DA NUMEROSI FIORI ERMAFRODITI. IL FRUTTO È UN ACHENIO PICCOLO E GLABRO, PRIVO DI PAPPO. LA PIANTA È FORTEMENTE AROMATICA, CON UN ODORE CHE RICORDA LA LAVANDA O LA CAMOMILLA.
MAGGIO-GIUGNO (TARDA PRIMAVERA/INIZIO ESTATE), CON CAPOLINI GIALLI A FORMA DI BOTTONE
COLORI OSSERVATI
____GIALLO ____GIALLO ARANCIO ____GIALLO DORATO
Predilige habitat aridi e soleggiati, tipici della macchia mediterranea, garighe, praterie secche, pendii rocciosi e terreni sassosi. Cresce bene su suoli poveri, calcarei, ben drenati e spesso superficiali. È una specie termofila che ama l'esposizione diretta al sole e tollera bene la siccità. La sua distribuzione è principalmente concentrata nel bacino occidentale del Mediterraneo, comprendendo la Spagna, la Francia meridionale, l'Italia (incluse le isole), e il Nord Africa. Si adatta a climi caldi e secchi con estati torride e inverni miti. La sua capacità di resistere a condizioni ambientali difficili e a suoli poveri la rende una componente caratteristica della vegetazione mediterranea xerofila. Viene anche coltivata come pianta ornamentale in giardini rocciosi e bordure asciutte in diverse parti del mondo.
Motivazione: I dati tossicologici disponibili sulla specie indicano una bassa tossicità nell'impiego fitoterapico corretto. Gli effetti indesiderati potenziali sono principalmente correlati all'olio essenziale, che contiene chetoni monoterpenici e può risultare irritante o neurotossico solo a dosi elevate o in caso di uso improprio. Non sono documentati effetti tossici gravi alle dosi tradizionalmente impiegate, mentre mancano studi clinici tossicologici estesi.
EFFICACIA: BUONA
Motivazione: Supportata da studi farmacologici in vitro e da numerosi studi in vivo su modelli animali riguardanti specifici estratti e l'olio essenziale, con attività antimicrobica, antinfiammatoria, antiossidante e antielmintica coerenti con l'impiego fitoterapico tradizionale documentato. Non sono disponibili studi clinici controllati o revisioni sistematiche che ne confermino l'efficacia terapeutica nell'uomo.
Confermate da studi scientifici e clinici
Non sono disponibili studi clinici controllati, revisioni sistematiche o meta-analisi che abbiano dimostrato indicazioni terapeutiche efficaci di Santolina chamaecyparissus L. nell'uomo. Pertanto non esistono proprietà fitoterapiche validate clinicamente per questa specie.
Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata
Attività antimicrobica. Evidenza: numerosi studi in vitro sull'olio essenziale e sugli estratti delle parti aeree hanno dimostrato attività nei confronti di batteri Gram-positivi, Gram-negativi e di alcuni miceti; alcuni risultati sono supportati da modelli animali sperimentali, ma non da studi clinici.
Attività antifungina. Evidenza: studi in vitro hanno documentato attività verso lieviti e funghi filamentosi, principalmente attribuita ai componenti dell'olio essenziale.
Attività antinfiammatoria. Evidenza: studi in vitro e modelli animali hanno evidenziato riduzione dei mediatori dell'infiammazione e dell'edema mediante estratti e frazioni fitochimiche; mancano conferme cliniche.
Attività antiossidante. Evidenza: numerosi studi in vitro hanno dimostrato capacità scavenger dei radicali liberi e attività antiossidante correlata ai polifenoli e ai flavonoidi presenti negli estratti.
Attività antielmintica. Evidenza: studi sperimentali in vitro e in vivo su modelli animali hanno evidenziato attività contro alcuni elminti gastrointestinali; non sono disponibili studi clinici.
Attività insetticida e repellente. Evidenza: studi sperimentali in vitro e applicativi hanno dimostrato attività nei confronti di diversi artropodi di interesse agricolo e sanitario; tale proprietà riguarda prevalentemente l'olio essenziale e non costituisce un'indicazione terapeutica per l'uomo.
Uso storico e nella tradizione
Impiego tradizionale come digestivo.
Impiego tradizionale come stomachico.
Impiego tradizionale come carminativo.
Impiego tradizionale come antielmintico.
Impiego tradizionale come emmenagogo.
Impiego tradizionale come antispasmodico.
Impiego tradizionale nei disturbi gastrointestinali lievi.
Impiego tradizionale per uso esterno nelle affezioni cutanee minori.
Tutti gli impieghi tradizionali sopra riportati derivano da documentazione etnobotanica e non costituiscono validazione scientifica della loro efficacia terapeutica.
Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ciascun utilizzo fitoterapico.
Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata*
QUESTA PIANTA RIENTRA NELLA LISTA DEL MINISTERO DELLA SALUTE PER L'IMPIEGO NON AMMESSO NEL SETTORE DEGLI INTEGRATORI ALIMENTARI.
(Le avvertenze includono segnali di rischio basati su evidenze precliniche, plausibilità farmacologica o casi isolati)
L'OLIO ESSENZIALE CONTIENE CHETONI MONOTERPENICI, IN PARTICOLARE ARTEMISIA CHETONE E CANFORA, LA CUI PRESENZA GIUSTIFICA CAUTELA NELL'IMPIEGO DI PREPARAZIONI AD ELEVATO CONTENUTO DI OLIO ESSENZIALE, SOPRATTUTTO A DOSI ELEVATE. EVIDENZA: ANALISI FITOCHIMICHE E DATI FARMACOLOGICI SPERIMENTALI SULLA SPECIE.
LE ATTIVITÀ BIOLOGICHE RIPORTATE DIPENDONO IN MODO SIGNIFICATIVO DALLA COMPOSIZIONE CHIMICA DELL'OLIO ESSENZIALE E DEGLI ESTRATTI, LA QUALE PRESENTA MARCATA VARIABILITÀ IN FUNZIONE DELL'ORIGINE GEOGRAFICA, DEL CHEMOTIPO E DELLA PARTE DELLA PIANTA UTILIZZATA. EVIDENZA: STUDI FITOCHIMICI COMPARATIVI E FARMACOGNOSTICI.
LE ATTIVITÀ ANTIMICROBICHE, ANTIOSSIDANTI, ANTINFIAMMATORIE E ANTIELMINTICHE SONO STATE DIMOSTRATE PREVALENTEMENTE MEDIANTE STUDI IN VITRO E, IN MISURA MINORE, IN MODELLI ANIMALI; TALI RISULTATI NON CONSENTONO UN'ESTENSIONE AUTOMATICA ALL'EFFICACIA CLINICA NELL'UOMO. EVIDENZA: STUDI IN VITRO E STUDI IN VIVO PRECLINICI.
I DATI RELATIVI ALLA SICUREZZA DELL'IMPIEGO CONTINUATIVO NELL'UOMO, ALLE INTERAZIONI FARMACOLOGICHE E ALL'IMPIEGO IN POPOLAZIONI PARTICOLARI RISULTANO INSUFFICIENTI. EVIDENZA: ASSENZA DI STUDI CLINICI E TOSSICOLOGICI SPECIFICI SULLA SPECIE.
(Le controindicazioni si basano su evidenze cliniche dirette, cioè dati da studi clinici, osservazionali o casistiche solide che dimostrino che l’uso della pianta è da evitare in specifiche condizioni o popolazioni)
NON SONO STATE IDENTIFICATE CONTROINDICAZIONI SPECIFICHE SUPPORTATE DA STUDI CLINICI, STUDI OSSERVAZIONALI O DOCUMENTAZIONE FARMACOLOGICA RIFERITI DIRETTAMENTE A SANTOLINA CHAMAECYPARISSUS L. LE EVIDENZE DISPONIBILI NON CONSENTONO DI DEFINIRE CONTROINDICAZIONI DOCUMENTATE PER LA SPECIE.
Estratti di Santolina chamaecyparissus L. (SANTOLINA)
Estratto secco
Non risultano estratti secchi standardizzati o titolati di Santolina chamaecyparissus L. supportati da monografie ufficiali o da studi clinici. Non è disponibile un titolo dei principi attivi correlato a un effetto terapeutico validato e non può essere indicata una posologia evidence-based.
Estratto fluido
L'estratto fluido è descritto esclusivamente nella tradizione erboristica e in studi fitochimici, ma non esistono preparazioni standardizzate con titolo definito né studi clinici che consentano di stabilire una posologia terapeutica.
Estratto idroalcolico
Sono disponibili esclusivamente estratti sperimentali impiegati nella ricerca farmacologica e fitochimica. La composizione varia in funzione del solvente e della provenienza botanica. Non esistono titolazioni validate né dosaggi terapeutici riconosciuti.
Estratto acquoso
Gli estratti acquosi sono stati utilizzati in studi sperimentali per la valutazione delle attività antiossidante e antinfiammatoria. Non risultano preparazioni fitoterapiche standardizzate né posologie validate.
Olio essenziale
L'olio essenziale rappresenta l'estratto maggiormente studiato della specie ed è caratterizzato principalmente da artemisia chetone, canfora e 1,8-cineolo. La composizione varia considerevolmente tra i chemotipi e non esistono standard ufficiali di titolazione associati a specifiche indicazioni terapeutiche. Non sono disponibili posologie validate per uso fitoterapico interno.
Integratori alimentari standardizzati o titolati
Non risultano integratori alimentari contenenti Santolina chamaecyparissus L. standardizzati o titolati con un contenuto definito di principi attivi correlato a un'efficacia terapeutica dimostrata. Non è pertanto possibile indicare titoli minimi o posologie evidence-based.
Preparazioni omeopatiche
Non risultano preparazioni omeopatiche di Santolina chamaecyparissus L. descritte nelle principali farmacopee omeopatiche internazionali né medicinali omeopatici riconosciuti specificamente ottenuti da questa specie.
(Basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso)
Tisana di Santolina chamaecyparissus L.
Non sono disponibili studi clinici, monografie ufficiali o revisioni sistematiche che definiscano una tisana di Santolina chamaecyparissus L. con dosaggio, efficacia e sicurezza documentati. Non è pertanto possibile proporre una formulazione evidence-based.
Infuso di Santolina chamaecyparissus L.
L'infuso è riportato esclusivamente nell'uso erboristico tradizionale come preparazione digestiva e carminativa, ma non esistono studi clinici o farmacologici che ne abbiano definito una composizione standardizzata, un dosaggio sicuro o una posologia terapeutica validata.
Decotto di Santolina chamaecyparissus L.
Non risultano preparazioni mediante decotto supportate da evidenze scientifiche dirette, né sono disponibili dati che consentano di definirne concentrazione, durata di preparazione o posologia.
Formulazioni erboristiche con altre specie vegetali
Non sono disponibili evidenze scientifiche dirette che documentino formulazioni erboristiche contenenti Santolina chamaecyparissus L. associate ad altre piante medicinali con efficacia dimostrata o con sinergie terapeutiche validate. Le eventuali associazioni riportate nella tradizione erboristica non sono supportate da studi specifici sulla specie e pertanto non possono essere proposte secondo un approccio evidence-based conservativo.
Consultare il proprio medico prima di assumere qualsiasi preparato
ANNUNCIO PUBBLICITARIO
FINE ANNUNCIO
SCHEDA NOTIZIE E VARIE
Santolina chamaecyparissus L. è conosciuta comunemente come santolina o crespino femmina ed è una pianta tipica della macchia mediterranea, apprezzata fin dall’antichità soprattutto per il suo intenso aroma e per le proprietà repellenti nei confronti degli insetti.
Il nome del genere Santolina deriva probabilmente da “santus” e “linum”, con riferimento a un antico uso rituale o medicinale, mentre l’epiteto chamaecyparissus indica la somiglianza delle foglie finemente divise con quelle del cipresso.
Storicamente la pianta veniva utilizzata nelle abitazioni rurali come repellente naturale contro insetti e parassiti, spesso inserita nei materassi, negli armadi o bruciata per purificare gli ambienti, evidenziando un uso più domestico che terapeutico.
Nella tradizione popolare mediterranea era impiegata anche come vermifugo per uso umano e veterinario, sebbene tale utilizzo non sia supportato da evidenze scientifiche moderne e presenti potenziali rischi legati alla composizione dell’olio essenziale.
Dal punto di vista ornamentale, Santolina chamaecyparissus è ampiamente coltivata per la sua resistenza alla siccità e per il colore grigio-argenteo del fogliame, che la rende una specie caratteristica nei giardini mediterranei e nelle bordure aromatiche.
Il forte profumo della pianta ha favorito anche un uso tradizionale come deodorante naturale e come componente di sacchetti aromatici, impiegati per profumare ambienti e tessuti.