QUESTA SCHEDA È UNICA E ORIGINALE IN INTERNET aggiornamento del 10/04/2026
SEMPREVIVO Sempervivum tectorum L.
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Autore: erbeofficinali.org
Autore: Maurizio Trenchi
TOSSICITÀ BASSISSIMA
EFFICACIA DUBBIA O NON CONFERMATA
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ANNUNCIO PUBBLICITARIO
FINE ANNUNCIO
SCHEDA BOTANICA
Dominio: Eukaryota (Con cellule dotate di nucleo) Regno: Plantae Sottoregno: Tracheobionta (Piante vascolari) Superdivisione: Spermatophyta (Piante con semi) Divisione: Angiospermae o Magnoliophyta (Piante con fiori) Classe: Magnoliopsida (Dicotiledoni) Sottoclasse: Rosidae Ordine: Rosales Famiglia:
Semprevivo Maggiore, Erba Barile, Common Houseleek, Roof Houseleek, Joubarbe Des Toits, Sempre-viva-dos-telhados, Dachhauswurz
Sempervivum Montanum Sibth. & Sm., Sempervivum Requienii Bailly, Sempervivum Tectorium, Sempervivum Tectorum Var. Clusianum Grande
PIANTA ERBACEA PERENNE SUCCULENTA CHE FORMA DENSE ROSETTE BASALI DI FOGLIE CARNOSE, OBOVATE O SPATOLATE, SPESSO CON APICE ACUMINATO E MARGINE CILIATO, DI COLORE VERDE, TALVOLTA CON SFUMATURE ROSSASTRE O VIOLACEE. LA ROSETTA È MONOCARPICA E PRODUCE UN FUSTO FIORALE ERETTO, ALTO FINO A 30 CM, PORTANTE FOGLIE SQUAMIFORMI E UNA DENSA CIMA CORIMBOSA DI FIORI STELLATI, DI COLORE ROSA-VIOLACEO, CON NUMEROSI STAMI ROSSASTRI E CARPELLI LIBERI CHE MATURANO IN PICCOLI FOLLICOLI CONTENENTI NUMEROSI SEMI MINUTI. LA ROSETTA PRINCIPALE MUORE DOPO LA FIORITURA E LA FRUTTIFICAZIONE, MA LA PIANTA SI PROPAGA TRAMITE STOLONI CHE GENERANO NUOVE ROSETTE FIGLIE ALLA BASE.
LUGLIO-AGOSTO (PIENA ESTATE), CON FIORI A STELLA ROSA-ROSSASTRI SU STELI ALTI 10-30 CM. OGNI ROSETTA FIORISCE UNA SOLA VOLTA NELLA VITA, POI MUORE
Predilige habitat aridi e soleggiati, tipici di affioramenti rocciosi, muri a secco, tetti (da cui il nome tectorum), ghiaioni, pendii sassosi e terreni poveri e ben drenati. Cresce bene su suoli calcarei, argillosi o sabbiosi purché siano ben drenati e non trattengano l'umidità in eccesso. È una specie xerofita estremamente resistente alla siccità, al caldo e al freddo, adattata a condizioni ambientali estreme. La sua distribuzione è ampia in Europa, soprattutto nelle regioni montuose e collinari, ma è stata anche introdotta e naturalizzata in altre parti del mondo come pianta ornamentale e per le sue proprietà medicinali. Si trova spesso in altitudini elevate, ma anche in pianura su substrati rocciosi o artificiali. La sua capacità di formare dense rosette di foglie carnose le permette di accumulare acqua e sopravvivere in ambienti inospitali. Si propaga facilmente per stoloni che generano nuove rosette figlie, formando colonie compatte.
ESTATE (GIUGNO-AGOSTO) PER LA RACCOLTA DELLE FOGLIE FRESCHE, QUANDO LA CONCENTRAZIONE DI PRINCIPI ATTIVI (MUCILLAGINI, FLAVONOIDI) È OTTIMALE PER USO TOPICO
FOGLIE FRESCHE (PRINCIPALMENTE IL SUCCO) E OCCASIONALMENTE ESTRATTI DELLE ROSETTE PER USO ESTERNO (UNGUENTI, IMPACCHI). LE RADICI SONO RARAMENTE UTILIZZATE
ERBACEO E FRESCO, CON NOTE LEGGERE DI MUSCHIO E TERRA UMIDA, TIPICO DELLE CRASSULACEAE. L'ODORE SI INTENSIFICA SCHIACCIANDO LE FOGLIE
LEGGERMENTE AMARO E ASTRINGENTE (PER TANNINI E ACIDI ORGANICI), CON RETROGUSTO TERROSO. IL SUCCO FRESCO PUÒ ESSERE LIEVEMENTE PUNGENTE
Flavonoidi: kaempferolo, kaempferolo-3-glucoside
Acidi organici: acido malico, acido citrico, altri acidi carbossilici
Polifenoli: derivati fenolici non specificati, composti antiossidanti totali
Tannini: tannini idrolizzabili e condensati
Mucillagini: polisaccaridi mucillaginosi
Lipidi: oli grassi e componenti lipofili
Saponine: saponine triterpeniche non specificate
Cumarine: composti cumarinici non specificati
Alcaloidi: alcaloidi non specificati
Vitamine: vitamine non specificate
Elementi minerali: oligoelementi e minerali bioattivi
Bibliografia
Šentjurc Marjeta, Nemec Marjana, Connor Henry D., Abram Veronika, Antioxidant Activity of Sempervivum tectorum and Its Components, 2003
Gentscheva Galia et al., Determination of the Elements Composition in Sempervivum tectorum L., 2021
Motivazione: i dati tossicologici disponibili, derivanti da uso tradizionale topico e da studi sperimentali limitati, non evidenziano effetti avversi rilevanti alle dosi comunemente utilizzate; non sono riportati casi documentati di tossicità significativa nella specie, ma l’assenza di studi tossicologici sistematici impone una valutazione prudenziale.
EFFICACIA: DUBBIA O NON CONFERMATA
Motivazione: le evidenze scientifiche dirette su Sempervivum tectorum L. sono limitate principalmente a studi in vitro su attività antiossidante e antimicrobica dei suoi estratti; mancano studi clinici controllati e dati in vivo coerenti e riproducibili sulla specie che confermino un’efficacia terapeutica definita, mentre l’uso tradizionale topico non è supportato da validazione clinica.
Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ciascun utilizzo fitoterapico.
Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata*
Non sono disponibili evidenze cliniche controllate, meta-analisi o revisioni sistematiche specifiche su Sempervivum tectorum L. che ne confermino l’efficacia terapeutica nell’uomo; la letteratura disponibile non include studi clinici diretti sulla specie.
Attività antiossidante con potenziale impiego nella protezione dallo stress ossidativo, supportata da studi in vitro su estratti della pianta che evidenziano capacità scavenger dei radicali liberi e contenuto significativo di composti fenolici e flavonoidi (evidenza in vitro)
Attività antimicrobica con possibile applicazione topica su infezioni cutanee superficiali, supportata da studi in vitro che mostrano inibizione della crescita di microrganismi patogeni (evidenza in vitro)
Attività antiinfiammatoria locale con possibile impiego topico su irritazioni cutanee, suggerita da studi sperimentali in vitro e dalla presenza di composti fenolici e mucillagini con proprietà lenitive (evidenza in vitro e plausibilità farmacologica)
Attività citotossica su linee cellulari tumorali, senza rilevanza clinica diretta, osservata in studi in vitro su estratti della pianta (evidenza in vitro, limitata e non traslabile clinicamente)
La pianta o meglio il suo succo va usato fresco per le proprietà rinfrescanti e cheratolitiche direttamente sulla pelle o sulle mucose.
Šentjurc Marjeta, Nemec Marjana, Connor Henry D., Abram Veronika, Antioxidant Activity of Sempervivum tectorum and Its Components, 2003
Gentscheva Galia et al., Determination of the Elements Composition in Sempervivum tectorum L., 2021
European Medicines Agency, Public statements and herbal monographs database, vari anni
World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants, vari volumi
NON RISULTANO CONTROINDICAZIONI SPECIFICHE DOCUMENTATE DA STUDI CLINICI O OSSERVAZIONALI SULLA SPECIE; L’ASSENZA DI DATI NON CONSENTE TUTTAVIA DI ESCLUDERE COMPLETAMENTE REAZIONI INDIVIDUALI.
POSSIBILE SENSIBILIZZAZIONE CUTANEA IN SOGGETTI PREDISPOSTI PER PLAUSIBILITÀ FARMACOLOGICA LEGATA ALLA PRESENZA DI COMPOSTI FENOLICI E TANNINI CON POTENZIALE IRRITATIVO (EVIDENZA INDIRETTA DA STUDI FITOCHIMICI E USO TRADIZIONALE), CAUTELA NELL’USO TOPICO SU CUTE LESA O ULCERATA PER ASSENZA DI STUDI CLINICI SPECIFICI SULLA SICUREZZA (ASSENZA DI EVIDENZA DIRETTA), USO ORALE NON RACCOMANDATO PER MANCANZA DI DATI TOSSICOLOGICI E FARMACOLOGICI ADEGUATI SULLA SPECIE (ASSENZA DI EVIDENZA), CAUTELA IN GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO PER ASSENZA TOTALE DI DATI CLINICI DISPONIBILI (ASSENZA DI EVIDENZA), POSSIBILE VARIABILITÀ NELLA COMPOSIZIONE CHIMICA DELLA DROGA CON IMPLICAZIONI SULLA SICUREZZA PER EVIDENZA FITOCHIMICA NON STANDARDIZZATA
Estratto idroalcolico fluido di foglie fresche di Sempervivum tectorum L. non standardizzato in principi attivi specifici, utilizzato prevalentemente per applicazioni topiche; la posologia tradizionale prevede applicazione locale diretta del preparato 1–3 volte al giorno su aree cutanee interessate, senza dati clinici controllati per definire dosaggi sistemici o titolazioni ufficiali.
Estratto secco non standardizzato di foglie di Sempervivum tectorum L. disponibile in alcune formulazioni erboristiche moderne, generalmente non titolato per assenza di marker fitochimici validati; l’uso è limitato e non supportato da linee guida posologiche ufficiali, con dosaggi variabili empirici in ambito tradizionale e mancanza di evidenze cliniche per uso orale.
Succo fresco stabilizzato di foglie di Sempervivum tectorum L. impiegato come preparazione fitoterapica topica; la posologia consiste nell’applicazione diretta del succo o del preparato stabilizzato più volte al giorno sulla zona interessata, secondo uso tradizionale documentato ma privo di standardizzazione farmacologica.
Preparazioni omeopatiche di Sempervivum tectorum L. ottenute da tintura madre della pianta fresca, disponibili in diverse diluizioni centesimali o decimali; la posologia segue le indicazioni della pratica omeopatica con assunzione di granuli o gocce a diluizioni variabili, senza correlazione con evidenze farmacologiche o cliniche sulla specie.
European Directorate for the Quality of Medicines, European Pharmacopoeia, general monographs on herbal preparations, 2023
Blumenthal Mark, Goldberg Alan, Brinckmann John, Herbal Medicine Expanded Commission E Monographs, 2000
Wichtl Max, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, 2004
EMA Committee on Herbal Medicinal Products, Reflection paper on herbal medicinal products standardisation, 2010
(Basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso)
Infuso di Sempervivum tectorum L. preparato con foglie fresche triturate, utilizzato principalmente per applicazioni topiche; si impiegano circa 5–10 g di foglie fresche in 100 ml di acqua calda lasciata in infusione per 10–15 minuti, quindi filtrata e applicata localmente su cute irritata o arrossata 1–2 volte al giorno; l’uso interno non è supportato da evidenze scientifiche e non è raccomandato per assenza di dati di sicurezza.
Decotto leggero di Sempervivum tectorum L. per uso esterno ottenuto bollendo 10 g di foglie fresche in 150 ml di acqua per circa 10 minuti, lasciando raffreddare e filtrando; il preparato può essere utilizzato per impacchi locali su irritazioni cutanee o piccole lesioni superficiali, con applicazioni 1–2 volte al giorno; non esistono dati clinici che ne supportino l’uso sistemico.
Infuso combinato per uso topico con Sempervivum tectorum L. e Matricaria chamomilla L., preparato con 5 g di foglie fresche di Sempervivum e 2–3 g di capolini di camomilla in 150 ml di acqua calda; lasciar infondere 10 minuti, filtrare e applicare localmente; la combinazione si basa su uso tradizionale e plausibilità farmacologica, con evidenze sperimentali consolidate per Matricaria chamomilla ma non per Sempervivum tectorum.
Decotto combinato per impacchi cutanei con Sempervivum tectorum L. e Calendula officinalis L., ottenuto con 5–10 g di foglie fresche di Sempervivum e 3–5 g di fiori di calendula in 200 ml di acqua, bolliti per 10 minuti e filtrati; applicazione locale su cute irritata 1–2 volte al giorno; supportato da uso tradizionale e da evidenze farmacologiche per Calendula officinalis, mentre per Sempervivum tectorum le evidenze restano limitate a studi in vitro.
Succo fresco di Sempervivum tectorum L. utilizzato direttamente senza diluizione o leggermente diluito in acqua sterile per applicazioni locali; ottenuto per spremitura delle foglie fresche e applicato più volte al giorno su aree cutanee interessate; modalità d’uso documentata nella tradizione europea, priva di standardizzazione e di validazione clinica controllata.
Wichtl Max, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, 2004
Blumenthal Mark, Herbal Medicine Expanded Commission E Monographs, 2000
EMA Committee on Herbal Medicinal Products, Community herbal monographs and assessment reports, vari anni
ESCOP, Monographs on the Medicinal Uses of Plant Drugs, 2003
Consultare il proprio medico prima di assumere qualsiasi preparato
Sempervivum tectorum L. è tradizionalmente conosciuta come “semprevivo dei tetti” per la sua capacità di crescere su coperture di edifici, muri e superfici rocciose, adattandosi a condizioni estreme di siccità grazie al metabolismo acido delle crassulacee che consente la fissazione notturna dell’anidride carbonica.
Nel Medioevo era considerata una pianta protettiva e veniva coltivata sui tetti delle abitazioni per allontanare fulmini e incendi; questa credenza fu talmente diffusa che Carlo Magno ne impose la coltivazione sui tetti delle case imperiali tramite un capitolare, contribuendo alla sua diffusione in Europa.
Anticamente veniva piantata in quanto si pensava che proteggesse dai fulmini.
Il nome del genere deriva dal latino semper vivum, cioè sempre vivo, in riferimento alla straordinaria resistenza della pianta e alla sua capacità di sopravvivere in condizioni ambientali sfavorevoli mantenendo vitalità per lunghi periodi.
Nella medicina popolare europea il succo delle foglie veniva utilizzato per trattare affezioni cutanee, ustioni e infiammazioni, ma anche per usi curiosi come il trattamento empirico del mal d’orecchio mediante instillazione del succo fresco.
Dal punto di vista ornamentale la specie è stata selezionata in numerose varietà e ibridi, apprezzati per la forma a rosetta e la capacità di propagarsi rapidamente per via vegetativa attraverso stoloni, caratteristica che ha favorito il suo impiego nei giardini rocciosi e nei tetti verdi moderni.