QUESTA SCHEDA È UNICA E ORIGINALE IN INTERNET aggiornamento del 29/06/2026
SPONDILIO Heracleum sphondylium L.
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Autore: erbeofficinali.org
Autore: Maurizio Trenchi
TOSSICITÀ MEDIA
EFFICACIA DUBBIA O NON CONFERMATA
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SCHEDA BOTANICA
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Clade Angiospermae
Clade Mesangiospermae
Clade Eudicotyledones
Clade Superrosidae
Clade Rosidae
Ordine Apiales
Famiglia Apiaceae
Sottofamiglia Apioideae
Tribù Tordylieae
Genere Heracleum
Specie Heracleum sphondylium
Famiglia:
Sedano Dei Prati, Common Cow, Parnip, Berce, Panace Comune, Brancorsina, Heracleo, Hogweed, Cow Parsnip, Berenklauw, Berenklauw, Herbe Du Diable, Patte D'ours, Bärenklau, Gemeiner Bärenklau, Heracleum Comune.
Heracleum Aestivum Jord., Heracleum Armoricum Boreau Ex Nyman, Heracleum Lecokii Var. Aurasiacum Maire, Heracleum Longifolium Hegetschw., Heracleum Morifolium F. Angustum Kitag., Pastinaca Sphondylium Var. Sibiricum (L.) Fiori, Sphondylium Proteiforme Crantz
HERACLEUM SPHONDYLIUM L., COMUNEMENTE NOTO COME PANACE COMUNE, È UNA PIANTA ERBACEA BIENNALE O PERENNE APPARTENENTE ALLA FAMIGLIA APIACEAE. PRESENTA UN FUSTO ERETTO, ROBUSTO E CAVO, ALTO DA 50 A 200 CM, SOLCATO LONGITUDINALMENTE E RICOPERTO DI PELI IRTI. LE FOGLIE SONO GRANDI, PENNATOSETTE, DIVISE IN SEGMENTI LOBATI E DENTATI, CON BASE AMPLESSICAULE E SUPERFICIE SUPERIORE SCABRA. L'INFIORESCENZA È UNA TIPICA OMBRELLA COMPOSTA, CON 15-30 RAGGI, FIORI BIANCHI O ROSATI, A SIMMETRIA RADIALE. I FRUTTI SONO DIACHENI OVALI-COMPRESSI, LUNGHI 6-10 MM, CON ALI MARGINALI STRETTE. LA RADICE È FITTONANTE E CARNOSA. CRESCE IN PRATI UMIDI, BORDI STRADALI E BOSCHI RADI, PREVALENTEMENTE IN EUROPA E ASIA OCCIDENTALE. FIORISCE DA GIUGNO A SETTEMBRE.
GIUGNO LUGLIO AGOSTO SETTEMBRE (ESTATE), CON GRANDI OMBRELLE DI FIORI BIANCHI O ROSATI, TIPICHE DELLE APIACEAE
COLORI OSSERVATI
____BIANCO ____VERDE CHIARO
Predilige habitat umidi e ricchi di nutrienti, come prati umidi, fossi, rive di corsi d'acqua, boschi umidi, margini forestali, pascoli umidi e terreni incolti umidi. Cresce bene su suoli profondi, fertili, ben drenati ma con buona disponibilità idrica, da neutri a leggermente alcalini. È una specie emiscifila o eliofila che si sviluppa bene sia in pieno sole che in ombra parziale. La sua distribuzione è ampia in Europa e in alcune parti dell'Asia temperata. Si trova spesso in altitudini collinari e montane, ma anche in pianura in ambienti umidi. La sua capacità di produrre numerosi semi e di propagarsi anche per via vegetativa tramite gemme basali contribuisce alla sua presenza in diversi ambienti umidi e disturbati. La pianta è nota per la sua linfa che può causare fotosensibilizzazione cutanea.
Motivazione: La specie contiene furanocumarine fototossiche documentate che possono provocare fitofotodermatiti dopo contatto cutaneo seguito da esposizione ai raggi ultravioletti. La tossicità sistemica è generalmente limitata alle normali esposizioni, ma la fototossicità è ben documentata da studi fitochimici, tossicologici e osservazioni cliniche relative alla specie.
EFFICACIA: DUBBIA O NON CONFERMATA
Motivazione: Non sono disponibili studi clinici controllati o revisioni sistematiche che dimostrino un'efficacia terapeutica di Heracleum sphondylium L. Gli studi disponibili sono prevalentemente in vitro, alcuni in vivo su modelli animali e di caratterizzazione fitochimica, mentre gli impieghi etnobotanici come digestivo, carminativo e antispasmodico non sono stati confermati da evidenze cliniche dirette sulla specie.
Confermate da studi scientifici e clinici
Non sono disponibili studi clinici controllati, meta-analisi o revisioni sistematiche che confermino indicazioni terapeutiche di Heracleum sphondylium L. nell'uomo. Le evidenze cliniche dirette sono pertanto assenti.
Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata
Attività antiossidante. Estratti delle parti aeree e dei frutti hanno mostrato attività antiossidante in saggi in vitro, attribuita principalmente al contenuto di composti fenolici e flavonoidi. Le evidenze sono limitate a studi fitochimici e sperimentali in vitro.
Attività antimicrobica. Estratti e oli essenziali hanno evidenziato attività in vitro contro alcuni batteri e funghi di interesse medico; i risultati variano in funzione della parte della pianta, del chemiotipo e del metodo estrattivo. Mancano conferme in vivo e cliniche.
Attività antinfiammatoria. Alcuni estratti hanno mostrato riduzione di mediatori dell'infiammazione in modelli cellulari in vitro. Le evidenze sono preliminari e non validate da studi animali riproducibili o clinici.
Attività citotossica. Alcuni costituenti, in particolare furanocumarine isolate, hanno mostrato attività citotossica in vitro su linee cellulari tumorali. Tali risultati non costituiscono dimostrazione di efficacia terapeutica.
Attività fotobiologica. Le furanocumarine presenti nella specie possiedono attività fotoattiva documentata sperimentalmente, responsabile della fototossicità cutanea; tale proprietà rappresenta un effetto biologico documentato ma non un'indicazione fitoterapica.
Uso storico e nella tradizione
Nella medicina popolare europea le parti aeree e le radici sono state impiegate come digestivo, carminativo, stomachico e blando antispasmodico.
La pianta è stata tradizionalmente utilizzata come espettorante nelle affezioni respiratorie lievi.
In alcune tradizioni etnobotaniche è stata impiegata come diuretico e nelle affezioni reumatiche.
In ambito alimentare i giovani germogli e le foglie sono stati consumati come ortaggio in diverse regioni europee, senza che ciò costituisca evidenza di efficacia terapeutica.
Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ciascun utilizzo fitoterapico.
Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata*
(Le avvertenze includono segnali di rischio basati su evidenze precliniche, plausibilità farmacologica o casi isolati)
LE PREPARAZIONI OTTENUTE DALLA PIANTA FRESCA E IL CONTATTO CON IL SUCCO VEGETALE RICHIEDONO DI EVITARE L'ESPOSIZIONE AI RAGGI ULTRAVIOLETTI NATURALI O ARTIFICIALI PER IL RISCHIO DI FITOFOTODERMATITE; EVIDENZA SUPPORTATA DA OSSERVAZIONI CLINICHE, STUDI TOSSICOLOGICI E CARATTERIZZAZIONE FITOCHIMICA DELLE FURANOCUMARINE PRESENTI NELLA SPECIE.
L'IMPIEGO DI ESTRATTI RICAVATI DA PARTI AEREE PUÒ COMPORTARE UN RISCHIO FOTOTOSSICO VARIABILE IN FUNZIONE DEL CONTENUTO DI FURANOCUMARINE, CHE DIPENDE DALLA PARTE DELLA PIANTA, DALLO STADIO VEGETATIVO E DALLE MODALITÀ DI PREPARAZIONE; EVIDENZA SUPPORTATA DA STUDI FITOCHIMICI.
NON SONO DISPONIBILI STUDI CLINICI ADEGUATI CHE DEFINISCANO LA SICUREZZA DELL'IMPIEGO DURANTE GRAVIDANZA, ALLATTAMENTO ED ETÀ PEDIATRICA; EVIDENZA DERIVANTE DALL'ASSENZA DI DATI CLINICI SPECIFICI SULLA SPECIE.
NON SONO DISPONIBILI STUDI CLINICI CHE DEFINISCANO SICUREZZA, EFFICACIA E RAPPORTO BENEFICIO/RISCHIO DELL'IMPIEGO FITOTERAPICO PROLUNGATO DELLA SPECIE; EVIDENZA DERIVANTE DALL'ASSENZA DI STUDI CLINICI CONTROLLATI.
(Le controindicazioni si basano su evidenze cliniche dirette, cioè dati da studi clinici, osservazionali o casistiche solide che dimostrino che l’uso della pianta è da evitare in specifiche condizioni o popolazioni)
CONTROINDICATA NEI SOGGETTI CON IPERSENSIBILITÀ DOCUMENTATA A HERACLEUM SPHONDYLIUM L. O AI SUOI COSTITUENTI, SULLA BASE DI SEGNALAZIONI CLINICHE DI DERMATITE ALLERGICA DA CONTATTO E REAZIONI CUTANEE.
CONTROINDICATO L'IMPIEGO SU CUTE LESA O INFIAMMATA QUANDO SI UTILIZZANO PREPARAZIONI TOPICHE DELLA SPECIE, IN QUANTO LA PRESENZA DI FURANOCUMARINE È ASSOCIATA A UN AUMENTATO RISCHIO DI REAZIONI FOTOTOSSICHE DOCUMENTATE.
(Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche)
Estratto fluido
Sono riportati esclusivamente impieghi galenici tradizionali e sperimentali. Non risultano estratti fluidi standardizzati con titolo definito né posologie terapeutiche validate da studi clinici.
Tintura madre
La tintura madre è descritta in alcune farmacopee e repertori galenici storici, ma non dispone di standardizzazione dei principi attivi né di indicazioni terapeutiche validate. Non è possibile definire una posologia supportata da evidenze scientifiche.
Estratto idroalcolico
Utilizzato principalmente in studi fitochimici e farmacologici sperimentali per la caratterizzazione di composti fenolici, flavonoidi e furanocumarine. Non esistono preparazioni commerciali standardizzate con titolo terapeutico definito né dosaggi clinicamente validati.
Estratto acquoso
Impiegato esclusivamente in studi sperimentali e di laboratorio. Non sono disponibili preparazioni fitoterapiche standardizzate né posologie validate.
Estratto con solventi organici
Estratti ottenuti con etanolo, metanolo o altri solventi sono utilizzati esclusivamente nella ricerca farmacologica e fitochimica. Non sono destinati all'impiego fitoterapico umano e non possiedono titolo terapeutico o posologia riconosciuti.
Olio essenziale
L'olio essenziale dei frutti è stato studiato per la composizione chimica e per attività biologiche sperimentali, ma non esistono preparazioni fitoterapiche standardizzate con titolo minimo richiesto per effetti terapeutici né dosaggi clinicamente validati.
Preparazioni omeopatiche
Heracleum sphondylium è presente in alcuni repertori omeopatici e può essere reperito in preparazioni omeopatiche quali tintura madre omeopatica, diluizioni decimali e centesimali. Tali preparazioni non dispongono di indicazioni terapeutiche supportate da evidenze cliniche e non è definibile una posologia fitoterapica.
(Basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso)
La letteratura scientifica disponibile su Heracleum sphondylium L. non consente di proporre formulazioni fitoterapiche con tisane, infusi, decotti o miscele erboristiche supportate da evidenze di efficacia e sicurezza. Inoltre, la presenza documentata di furanocumarine fototossiche rende non prudente elaborare ricette erboristiche destinate all'impiego terapeutico.
Non risultano pertanto formulazioni evidence-based che soddisfino i criteri richiesti.
Consultare il proprio medico prima di assumere qualsiasi preparato
Liquore da semi (macerazione alcolica tradizionale)
I semi essiccati vengono posti in macerazione in etanolo o in una base idroalcolica, talvolta in vino fortificato o distillato, per un periodo variabile da alcuni giorni a diverse settimane. Il rapporto tradizionale non è standardizzato, ma può essere assimilabile a macerazioni aromatiche di spezie. Il preparato risultante è descritto nella tradizione europea come liquore aromatico con proprietà digestive. L’uso è limitato a piccole quantità come digestivo dopo i pasti. Non esistono studi clinici che ne validino efficacia o sicurezza.
Tintura alcolica da parti aeree o radice
La tintura viene preparata mediante macerazione della droga vegetale in etanolo ad alta gradazione per alcune settimane, seguita da filtrazione. Preparazioni tradizionali indicano l’uso di circa 50 g di droga in 250 ml di etanolo con macerazione prolungata. Le dosi riportate sono ridotte, generalmente nell’ordine di 1–2 ml diluiti in acqua al giorno. L’impiego tradizionale è come tonico digestivo o generale, ma non esistono dati clinici a supporto.
Vino medicinale tradizionale
Sono riportate preparazioni etnobotaniche in cui parti della pianta vengono macerate in vino per ottenere un preparato utilizzato come tonico digestivo o stimolante generale. La macerazione può durare da alcuni giorni a settimane, con successiva filtrazione. Non esistono proporzioni standardizzate né posologie validate; l’uso è empirico e limitato alla tradizione locale.
Valutazione critica
Le preparazioni alcoliche di Heracleum sphondylium sono documentate esclusivamente in ambito etnobotanico e tradizionale. La presenza di furanocumarine, la variabilità della composizione chimica e l’assenza di studi clinici controllati non consentono di definire un profilo di sicurezza o efficacia secondo criteri evidence based.
Bibliografia
Consultare il proprio medico prima di assumere questa bevanda ed evitarne l'uso in caso di divieto di assunzione di alcol
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SCHEDA NOTIZIE E VARIE
Il miele derivante prevalentemente da Heracleum sphondylium, quando presente in aree con elevata densità della specie, è descritto come chiaro o leggermente ambrato, con tendenza a tonalità giallo paglierino. La cristallizzazione può essere relativamente rapida, in funzione del contenuto zuccherino e delle condizioni ambientali.
Dal punto di vista aromatico presenta caratteristiche delicate ma distintive, con note erbacee, leggermente speziate e talvolta vagamente anisate o aromatiche, coerenti con il profilo dei composti volatili presenti nella pianta.
Il sapore è generalmente dolce con una componente aromatica moderata e una leggera persistenza vegetale, senza l’intensità tipica dei mieli monoflora più noti. La complessità organolettica può variare significativamente in funzione della composizione botanica del territorio, rendendo frequente la presenza in mieli millefiori piuttosto che in produzioni monoflora pure.
Dal punto di vista produttivo, la specie contribuisce più frequentemente a mieli poliflora in ambienti prativi e montani, dove la sua fioritura coincide con altre specie nettarifere, limitando la possibilità di ottenere mieli uniflorali distinti e standardizzati.
Heracleum sphondylium è stata tradizionalmente utilizzata come pianta alimentare spontanea in diverse regioni europee, soprattutto nelle aree montane e rurali, dove veniva raccolta come verdura stagionale.
I giovani germogli e le foglie tenere vengono consumati previa cottura, generalmente lessati o saltati, per ridurre la presenza di composti irritanti e migliorare la digeribilità. Il sapore è aromatico e leggermente speziato, con note che ricordano altre Apiaceae selvatiche.
I piccioli fogliari possono essere utilizzati in modo simile al sedano o al rabarbaro, dopo adeguata preparazione, e trovano impiego in zuppe, minestre o piatti rustici tradizionali. In alcune culture locali venivano anche conservati o fermentati.
I semi, ricchi di composti aromatici, sono stati impiegati come spezia o aromatizzante per bevande e preparazioni alcoliche tradizionali, conferendo note speziate e leggermente resinose.
È documentato anche l’uso delle parti giovani in preparazioni simili a pesti o erbe cotte miste, in associazione con altre piante spontanee commestibili, soprattutto nella cucina contadina.
L’utilizzo alimentare richiede attenzione nella raccolta e nella preparazione, poiché la pianta contiene furanocumarine che possono causare reazioni cutanee in caso di contatto con la linfa fresca e successiva esposizione alla luce solare, motivo per cui è preferibile manipolarla con cautela e consumarla solo dopo adeguata lavorazione.
Le sostanze furocumariniche, note anche come psoraleni, sono caratterizzate da un'azione fotosensibilizzante per la quale determinano eritema, abbronzamento o pigmentazione cutanea dopo l'esposizione ai raggi solari. Per questo sono utili in terapia. Se usate con luce ultravioletta a bassa frequenza, sono efficaci nel trattamento di psoriasi, vitiligo e micosi fungine. Pare che possano indurre il cancro della pelle ma le opinioni del mondo scientifico non sono concordi. Di sicuro le furocumarine possono portare a un alterazione del DNA cellulare, pertanto è bene non esporsi alla luce solare dopo essere venuti in contatto o aver usato sulla cute estratti delle piante contenenti questi principi attivi. + assolutamente sconsigliato l'uso cosmetico e abbronzante di essenze di agrumi, Lime e Bergamotto, che, nel migliore dei casi, possono provocare facilmente ustioni gravi della pelle (pare che l'olio di Arancio dolce, invece, non abbia attività fototossica). Altre piante ad azione fototossica sono: Appio, Spondilio, Ruta, Sedano selvatico, Iperico (vedere i riferimenti bibliografici).
[Tratto da: Benigni-Capra-Cattorini "Piante medicinali"]
[Chimica Farmacologia e Terapia"; A.Y. Leung & S. Foster "Enciclopedia delle piante medicinali"]
Heracleum sphondylium prende il nome dal genere Heracleum in riferimento a Eracle, a causa delle dimensioni robuste e dell’aspetto vigoroso della pianta, ritenuta simbolicamente associata alla forza dell’eroe nella tradizione classica.
Nella storia europea è stata utilizzata come pianta alimentare spontanea, soprattutto nelle regioni nordiche e alpine, dove i giovani germogli e le foglie venivano consumati dopo cottura, analogamente ad altre Apiaceae selvatiche.
Le popolazioni slave consideravano una leccornia la parte interna del fusto della pianta. Privato della corteccia e essiccato al sole, ne fanno farina dolciastra, succo zuccherino e bevande tipo birra. A livello popolare è considerata un afrodisiaco.
La specie ha acquisito notorietà anche per i fenomeni di fitofotodermatite, osservati fin dall’antichità empiricamente, quando il contatto con la linfa seguito da esposizione al sole causava irritazioni cutanee, fenomeno poi spiegato scientificamente con la presenza di furanocumarine.
In ambito etnobotanico è stata impiegata come pianta aromatica e digestiva, in particolare nelle tradizioni rurali europee, dove semi e radici venivano utilizzati per aromatizzare preparazioni alimentari o bevande.
Un aspetto curioso riguarda la sua somiglianza con altre specie del genere Heracleum, alcune delle quali, come Heracleum mantegazzianum, sono altamente invasive e più pericolose dal punto di vista tossicologico, portando spesso a confusione nella raccolta spontanea.
La pianta ha anche un ruolo ecologico rilevante, fungendo da importante fonte di nettare per numerosi insetti impollinatori, contribuendo alla biodiversità degli ecosistemi prativi e montani.