QUESTA SCHEDA È UNICA E ORIGINALE IN INTERNET aggiornamento del 02/05/2026
MAGGIORANA Origanum Majorana L.
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Autore: erbeofficinali.org
Autore: A.Tucci
Autore: A.Tucci
Photo by Arnoldo Mondadori Editore SpA
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TOSSICITÀ BASSA
EFFICACIA DIPENDENTE DALLE SPECIFICHE E DALLE FORME TERAPEUTICHE
!!
ANNUNCIO PUBBLICITARIO
FINE ANNUNCIO
SCHEDA BOTANICA
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Clade Angiosperme
Clade Mesangiosperme
Clade Eudicotiledoni
Clade Asteridi
Clade Euasteridi I
Ordine Lamiales
Famiglia Lamiaceae
Sottofamiglia Nepetoideae
Tribù Mentheae
Genere Origanum
Specie Origanum majorana
Il nome accettato nelle classificazioni più recenti è spesso Origanum majorana, mentre Origanum majorana L. è talvolta trattato come sinonimo di Origanum dubium o Origanum onites in alcune revisioni, ma resta ampiamente valido in uso botanico e fitoterapico.
SUFFRUTICE O ARBUSTO PERENNE AROMATICO ALTO FINO A 60 CM CON FUSTI ERETTI RAMIFICATI LEGNOSI ALLA BASE E ERBACEI NELLA PARTE SUPERIORE PUBESCENTI. FOGLIE OPPOSTE BREVEMENTE PICCIOLATE OVATE O OBLANCEOLATE GRIGIO-VERDI TOMENTOSE INTERE. FIORI ERMAFRODITI ZIGOMORFI PICCOLI BIANCHI O ROSATI IN SPIGHE COMPATTE OVOIDALI ALL'APICE DEI RAMI. BRATTEE OVATE IMBRICATE VERDASTRE O ROSSASTRE. CALICE GAMOSEPALO TUBOLARE CON CINQUE DENTI BREVI. COROLLA GAMOPETALA TUBOLARE BILABIATA CON LABBRO SUPERIORE ERETTO BILOBO E LABBRO INFERIORE TRILOBO PATENTE. ANDROCEO CON QUATTRO STAMI DIDINAMI INCLUSI NEL TUBO COROLLINO. GINECEO SUPERO BICARPELLARE CON STILO FILIFORME E STIGMA BIFIDO. FRUTTO TETRACHENIO SECCO CHE SI DIVIDE IN QUATTRO NUCULE OVOIDI LISCE BRUNO-SCURE. TUTTA LA PIANTA È INTENSAMENTE AROMATICA.
GIUGNO, LUGLIO, AGOSTO, SETTEMBRE, FINE PRIMAVERA, ESTATE
COLORI OSSERVATI NEI FIORI
____BIANCO ROSATO ____ROSATO
ORIGINARIO DELLA REGIONE MEDITERRANEA ORIENTALE E DEL SUD-OVEST ASIATICO, IN PARTICOLARE DI CIPRO, TURCHIA MERIDIONALE E ARABIA SAUDITA. CRESCE SPONTANEAMENTE IN LUOGHI ARIDI E SOLEGGIATI, SU PENDII ROCCIOSI CALCAREI, GARIGHE E MACCHIE MEDITERRANEE, SPESSO IN PROSSIMITÀ DEL MARE O IN ZONE COLLINARI. PREDILIGE SUOLI BEN DRENATI, LEGGERI, CALCAREI O SABBIOSI-ARGILLOSI, DA NEUTRI AD ALCALINI, E TOLLERA LA SICCITÀ. RICHIEDE PIENO SOLE PER SVILUPPARE AL MEGLIO IL SUO AROMA. SI ADATTA A CLIMI TEMPERATI CALDI CON ESTATI SECCHE E SOLEGGIATE E INVERNI MITI, NON TOLLERANDO TEMPERATURE INFERIORI A -10°C. GRAZIE AL SUO AROMA E ALLE SUE PROPRIETÀ AROMATICHE, È AMPIAMENTE COLTIVATA IN TUTTO IL MONDO IN GIARDINI, ORTI E SU SCALA COMMERCIALE, MANTENENDO UNA PREFERENZA PER POSIZIONI SOLEGGIATE E TERRENI BEN DRENATI ANCHE NELLE COLTIVAZIONI. IN ALCUNE REGIONI, PUÒ NATURALIZZARSI IN AMBIENTI SIMILI AL SUO HABITAT ORIGINARIO.
European Medicines Agency, Assessment report on Origanum majorana L., herba, 2016
Blumenthal M., Herbal Medicine Expanded Commission E Monographs, 2000
Sharopov F.S. et al., Composition and biological activity of essential oils of Origanum majorana L., Chemistry of Natural Compounds, 2015
Vági E. et al., Chemical composition and antimicrobial activity of essential oils from Origanum species, Food Chemistry, 2005
Busatta C. et al., Evaluation of Origanum majorana essential oil as antimicrobial agent, Journal of Food Engineering, 2008
Bozin B. et al., Antioxidant and antimicrobial properties of oregano species, Journal of Agricultural and Food Chemistry, 2006
Faleiro M.L. et al., Antimicrobial activity of essential oils isolated from Portuguese endemic species, Letters in Applied Microbiology, 2003
Skoula M., Harborne J.B., The taxonomy and chemistry of Origanum species, Phytochemistry, 2002
Kintzios S.E., Oregano The genera Origanum and Lippia, 2002
De Martino L. et al., Chemical composition and antimicrobial activity of essential oils from Origanum species, Molecules, 2009
TOSSICITÀ: BASSA
Motivazione: i dati tossicologici indicano una buona sicurezza d’uso alle dosi alimentari e fitoterapiche tradizionali con rari effetti indesiderati lievi; possibili irritazioni o effetti avversi sono associati principalmente all’olio essenziale ad alte dosi o uso improprio, evidenze basate su studi tossicologici e uso tradizionale consolidato
EFFICACIA: DIPENDENTE DALLE SPECIFICHE E DALLE FORME TERAPEUTICHE
Motivazione: le evidenze disponibili sulla specie derivano prevalentemente da studi in vitro e in vivo animale che documentano attività antimicrobica, antiossidante e spasmolitica attribuibile soprattutto all’olio essenziale; mancano studi clinici controllati robusti sull’uomo e l’efficacia risulta strettamente dipendente dalla composizione chemotipica e dalla forma estrattiva utilizzata
Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ciascun utilizzo fitoterapico.
Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata*
Confermate da studi scientifici e clinici
Non sono disponibili evidenze cliniche controllate, meta analisi o revisioni sistematiche che dimostrino in modo conclusivo effetti terapeutici specifici di Origanum majorana L. come droga fitoterapica; gli studi clinici risultano assenti o non sufficientemente robusti per attribuire indicazioni terapeutiche validate
Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata
Attività antimicrobica e antibatterica dimostrata in vitro principalmente su estratti e olio essenziale con attività verso batteri Gram positivi e Gram negativi; evidenza di tipo in vitro coerente con il contenuto in monoterpeni e composti fenolici
Attività antiossidante documentata in vitro e in modelli sperimentali attraverso saggi radical scavenging e modelli animali di stress ossidativo; evidenza in vitro e in vivo animale
Attività antinfiammatoria osservata in modelli animali con riduzione di mediatori infiammatori; evidenza in vivo animale
Attività spasmolitica e rilassante della muscolatura liscia documentata in modelli sperimentali su ileo isolato e preparati tissutali; evidenza in vitro su tessuti
Attività sedativa lieve e modulazione del sistema nervoso centrale osservata in modelli animali; evidenza in vivo animale
Attività ipotensiva e vasorilassante osservata in modelli animali e preparazioni vascolari isolate; evidenza in vivo animale e in vitro
Attività ipoglicemizzante e modulante il metabolismo glucidico osservata in modelli animali; evidenza in vivo animale
Attività gastroprotettiva e antiulcera osservata in modelli animali con riduzione del danno mucosale; evidenza in vivo animale
Uso storico e nella tradizione
Uso come digestivo e carminativo nelle dispepsie e nelle fermentazioni intestinali
Uso come sedativo lieve e calmante in stati di tensione nervosa
Uso come espettorante e balsamico nelle affezioni respiratorie lievi
Uso come aromatizzante e tonico generale nell’alimentazione tradizionale
European Medicines Agency, Assessment report on Origanum majorana L herba, 2016
World Health Organization, WHO monographs on selected medicinal plants Volume 2, 2002
Dhifi W, Bellili S, Jazi S, Bahloul N, Mnif W, Essential oils chemical composition and potential health benefits, 2016
Miguel M G, Antioxidant and anti inflammatory activities of essential oils a review, 2010
Vági E, Rapavi E, Hadolin M, Vásárhelyiné Perédi K, Balázs A, Blázovics A, Simándi B, Phenolic and triterpenoid antioxidants from Origanum majorana L, 2005
Busatta C, Vidal R S, Popiolski A S, Mossi A J, Dariva C, Rodrigues M R A, Corazza F C, Corazza M L, Oliveira J V, Cansian R L, Application of Origanum majorana L essential oil as an antimicrobial agent, 2008
Baser K H C, Buchbauer G, Handbook of Essential Oils Science Technology and Applications, 2010
NON SONO DISPONIBILI CONTROINDICAZIONI SUPPORTATE DA DATI CLINICI, OSSERVAZIONALI O FARMACOLOGICI DIRETTI SULLA SPECIE ORIGANUM MAJORANA L.
LIMITARE L'USO DELL'OLIO ESSENZIALE A DOSAGGI
(Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche)
Olio essenziale ottenuto per distillazione in corrente di vapore delle sommità fiorite, con contenuto minimo in olio volatile non inferiore a circa 5 ml/kg della droga secca secondo monografia europea. I componenti marcatori rilevanti per attività terapeutica sono terpinen-4-olo, gamma-terpinene, sabinene e in minor misura composti fenolici come timolo e carvacrolo. Per uso aromaterapico o topico si impiegano diluizioni allo 0,5–2% in veicolo lipidico, mentre per uso orale in preparazioni autorizzate le dosi sono generalmente comprese tra 1 e 3 gocce equivalenti a circa 20–60 mg al giorno, sempre sotto controllo professionale. L’effetto è dipendente dalla chemotipizzazione e dalla titolazione in monoterpenoli.
Estratto secco idroalcolico titolato derivato dalle parti aeree con rapporto droga estratto variabile generalmente tra 4:1 e 7:1, standardizzato in acido rosmarinico o flavonoidi totali. Il titolo efficace per attività antiossidante e spasmolitica è correlato a contenuti significativi di acidi fenolici e flavonoidi. La posologia negli integratori è comunemente compresa tra 200 e 600 mg al giorno suddivisa in due o tre somministrazioni, in relazione al titolo e alla concentrazione. L’impiego è coerente con dati sperimentali in vitro e uso tradizionale per disturbi digestivi.
Estratto fluido (tintura madre o estratto idroalcolico liquido) con rapporto droga estratto tipico 1:1 o 1:5 in etanolo. Non esistono standardizzazioni universalmente validate, ma la qualità è riferita al contenuto di frazione polifenolica e volatile. La posologia tradizionale si colloca tra 2 e 4 ml fino a tre volte al giorno, diluiti in acqua. L’effetto è principalmente digestivo e carminativo secondo monografie di uso tradizionale.
Preparazioni galeniche topiche contenenti estratto o olio essenziale in basi semisolide, con concentrazioni variabili tra 1% e 5% di estratto o inferiori per l’olio essenziale. Utilizzate per applicazioni locali su mucose o cute con finalità lenitiva o antimicrobica. L’efficacia è correlata alla presenza di monoterpenoli e composti fenolici volatili.
Integratori alimentari non standardizzati a base di polvere micronizzata di foglie e sommità fiorite, con contenuto naturale di olio essenziale generalmente compreso tra 1% e 3%. Le dosi comunemente impiegate variano tra 1 e 2 grammi al giorno. L’effetto è limitato e meno prevedibile rispetto agli estratti titolati per variabilità del contenuto fitochimico.
Preparazioni omeopatiche ottenute dalla pianta fresca o dalle parti aeree, generalmente in diluizioni centesimali o decimali. Non esistono dati farmacologici o clinici specifici sulla specie che definiscano un titolo o una posologia terapeutica in senso fitoterapico, essendo l’uso basato esclusivamente su principi omeopatici non correlati alla concentrazione di principi attivi.
European Medicines Agency, European Union herbal monograph on Origanum majorana L., herba, 2016
European Medicines Agency, Assessment report on Origanum majorana L., herba, 2016
Tripathy B, Satyanarayana S, Khan K, Raja K, An Updated Review on Traditional Uses, Taxonomy, Phytochemistry, Pharmacology and Toxicology of Origanum majorana, 2017
Makrane H et al., Myorelaxant Activity of Essential Oil from Origanum majorana, 2019
Bourgou S et al., Medicinal and Cosmetic Potential of Plants Including Origanum majorana, 2021
(Basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso)
Infuso digestivo carminativo con Origanum majorana L. costituito da 1–2 g di sommità fiorite essiccate in 150 ml di acqua bollente, in associazione con Foeniculum vulgare Mill. semi 1 g e Matricaria chamomilla L. capolini 1 g. Tempo di infusione 10 minuti. Assunzione fino a 2–3 volte al giorno dopo i pasti. La combinazione è coerente con dati farmacologici su attività spasmolitica e carminativa dei monoterpeni e flavonoidi.
Infuso per meteorismo e dispepsia con Origanum majorana L. 1,5 g, Mentha × piperita L. foglie 1 g e Carum carvi L. semi 0,5–1 g in 150 ml di acqua bollente. Infusione 10 minuti. Assunzione due volte al giorno. L’associazione sfrutta l’effetto combinato su motilità gastrointestinale e riduzione della fermentazione.
Infuso rilassante e spasmolitico con Origanum majorana L. 1 g, Melissa officinalis L. foglie 1,5 g e Tilia cordata Mill. fiori 1 g in 150 ml di acqua bollente. Infusione 10–15 minuti. Assunzione serale una o due volte al giorno. La formulazione è supportata da evidenze sperimentali su attività sedativa lieve e rilassante della muscolatura liscia.
Decotto leggero per disturbi digestivi con Origanum majorana L. 1 g e Glycyrrhiza glabra L. radice 1 g in 200 ml di acqua. Bollitura 5 minuti e successiva infusione 10 minuti. Assunzione una o due volte al giorno. L’aggiunta di liquirizia è coerente con effetti gastroprotettivi e modulazione dell’irritazione mucosale.
Infuso per irritazioni del cavo orale e gargarismi con Origanum majorana L. 2 g e Salvia officinalis L. foglie 1 g in 150 ml di acqua bollente. Infusione 10 minuti. Utilizzo per risciacqui 2–3 volte al giorno. L’uso topico è supportato da attività antimicrobica e astringente dei composti fenolici.
Tisana per spasmi gastrointestinali con Origanum majorana L. 1–1,5 g, Pimpinella anisum L. semi 1 g e Coriandrum sativum L. semi 0,5 g in 150 ml di acqua bollente. Infusione 10 minuti. Assunzione dopo i pasti principali. L’associazione è coerente con evidenze in vitro e uso tradizionale su effetto antispasmodico e carminativo.
Infuso per supporto digestivo epatico con Origanum majorana L. 1 g, Cynara scolymus L. foglie 1 g e Taraxacum officinale F.H.Wigg. radice 1 g in 150 ml di acqua bollente. Infusione 10–12 minuti. Assunzione prima dei pasti principali. La combinazione è coerente con attività coleretica e digestiva documentata nelle monografie.
European Medicines Agency, Assessment report on Origanum majorana L., herba, 2016
European Medicines Agency, Community herbal monograph on Foeniculum vulgare Mill., fructus, 2012
European Medicines Agency, Community herbal monograph on Matricaria chamomilla L., flos, 2015
European Medicines Agency, Community herbal monograph on Mentha × piperita L., folium, 2013
European Medicines Agency, Community herbal monograph on Melissa officinalis L., folium, 2013
European Medicines Agency, Community herbal monograph on Tilia cordata Mill., flos, 2012
European Medicines Agency, Community herbal monograph on Glycyrrhiza glabra L., radix, 2012
European Medicines Agency, Community herbal monograph on Salvia officinalis L., folium, 2016
European Medicines Agency, Community herbal monograph on Pimpinella anisum L., fructus, 2013
European Medicines Agency, Community herbal monograph on Coriandrum sativum L., fructus, 2014
European Medicines Agency, Community herbal monograph on Cynara scolymus L., folium, 2012
European Medicines Agency, Community herbal monograph on Taraxacum officinale F.H.Wigg., radix, 2012
Baser K.H.C., Buchbauer G., Handbook of Essential Oils Science Technology and Applications, 2015
Dhifi W et al., Essential oils chemical composition and biological activities, 2016
Makrane H et al., Myorelaxant activity of essential oil from Origanum majorana, 2019
Consultare il proprio medico prima di assumere qualsiasi preparato
Vino aromatizzato alla maggiorana
Si prepara per macerazione di sommità fiorite fresche o essiccate in vino bianco a media gradazione alcolica. Il rapporto tradizionale empirico, coerente con le pratiche enolitiche officinali, è di circa 20–40 g di droga secca per litro di vino. La macerazione avviene in recipiente chiuso, al riparo dalla luce, per un periodo variabile da 5 a 10 giorni con agitazione periodica. Segue filtrazione e breve maturazione.
L’uso è quello di vino medicato digestivo e carminativo, assunto in piccole quantità dopo i pasti. L’indicazione deriva dalla tradizione fitoterapica coerente con le proprietà stomachiche e antispasmodiche della pianta, ma non supportata da evidenze cliniche specifiche.
Liquore o tintura alcolica di maggiorana
Si ottiene per macerazione idroalcolica delle sommità fiorite in alcool etilico alimentare diluito tra 40 e 70 gradi. Il rapporto usuale nelle preparazioni erboristiche tradizionali è di circa 1:5 tra droga e solvente. La macerazione dura 10–20 giorni in ambiente oscuro, seguita da filtrazione. Può essere addizionato uno sciroppo zuccherino per ottenere un liquore digestivo.
L’uso è come amaro aromatico e digestivo, talvolta impiegato anche per blande azioni sedative e antispasmodiche gastrointestinali secondo la tradizione. L’impiego è limitato a dosi ridotte per la presenza di olio essenziale.
Liquore aromatico tipo vermouth con maggiorana
La maggiorana rientra tra le specie utilizzate nella composizione di vermouth e liquori composti insieme ad altre droghe amare e aromatiche. La preparazione prevede una miscela di piante officinali macerate in soluzione idroalcolica, successivamente addizionata a vino e zucchero secondo tecnologia liquoristica.
L’uso è esclusivamente aromatico e digestivo. In questo contesto la maggiorana contribuisce al profilo organolettico e all’attività stomachica complessiva del preparato.
European Medicines Agency, Assessment report on Origanum majorana L herba, 2013
European Medicines Agency, Community herbal monograph on Origanum majorana L herba, 2013
Origanum majorana L. è considerata una specie mellifera, ma raramente dà origine a un miele monoflora stabile e riconosciuto commercialmente, poiché la produzione nettarifera è generalmente limitata e spesso integrata con altre essenze aromatiche presenti nello stesso areale. In contesti specifici, soprattutto in ambienti mediterranei ricchi di Lamiaceae, può contribuire in modo significativo a mieli uniflorali o più frequentemente a mieli multiflorali aromatici.
Il miele derivato prevalentemente da Origanum majorana L., quando ottenibile in condizioni favorevoli, presenta colore da chiaro ambrato a giallo dorato, con possibile variazione verso tonalità più scure in funzione della presenza di altre specie nettarifere. La cristallizzazione è generalmente medio rapida, con formazione di cristalli fini o medi.
Origanum majorana L., comunemente noto come maggiorana, è una delle specie aromatiche più utilizzate nella tradizione culinaria mediterranea ed europea per il suo profilo organolettico delicato, dolce e leggermente balsamico, meno intenso rispetto all’origano comune. Le foglie e le sommità fiorite rappresentano la parte edule, impiegata sia fresca sia essiccata.
In cucina viene utilizzata prevalentemente come condimento aromatico per piatti a base di carne, in particolare carni bianche e macinate, dove contribuisce a migliorare la digeribilità e ad arricchire il profilo aromatico senza coprire gli altri ingredienti. È frequente anche l’impiego in preparazioni a base di fegato e frattaglie nella tradizione centro-europea.
Trova ampio impiego nei piatti a base di verdure, legumi e zuppe, dove esercita una funzione aromatica equilibrante e carminativa sul piano sensoriale. È utilizzata in minestre, passati di verdura e piatti a base di patate, cavoli e legumi, contribuendo a modulare gli odori e migliorare la palatabilità.
È ingrediente tipico di salse e condimenti, inclusi sughi di pomodoro, farce, ripieni e preparazioni a base di uova. In alcune cucine regionali viene aggiunta a burri aromatizzati e oli condimentati, nei quali i composti volatili lipofili dell’olio essenziale si solubilizzano efficacemente.
Viene impiegata anche nella preparazione di insaccati e prodotti da forno salati, dove agisce sia come aromatizzante sia come modulatore sensoriale. Nella cucina tradizionale italiana è presente in pizze, focacce e ripieni, spesso in associazione con altre Lamiaceae.
La maggiorana è utilizzata anche per aromatizzare bevande e preparazioni liquide, come brodi, infusi culinari e talvolta vini aromatizzati o liquori, contribuendo con note erbacee e leggermente dolci. L’aggiunta avviene preferibilmente a fine cottura per preservare i composti volatili dell’olio essenziale.
Dal punto di vista tecnologico culinario, l’essiccazione ne concentra l’aroma ma può ridurre alcune note fresche e verdi, mentre l’uso della droga fresca consente una maggiore complessità aromatica. La scelta tra forma fresca ed essiccata dipende dal tipo di preparazione e dal tempo di cottura previsto.
Origanum majorana L. è una specie originaria probabilmente dell’area mediterranea orientale e del Medio Oriente, ma la sua diffusione in Europa è legata soprattutto alla coltivazione e alla selezione antropica, al punto che in molte regioni temperate non si trova più allo stato spontaneo stabile ma esclusivamente come pianta coltivata.
Nell’antichità classica era considerata una pianta sacra e simbolica. Nella cultura greca era associata ad Afrodite e ritenuta simbolo di felicità e armonia coniugale, tanto che veniva utilizzata nelle corone nuziali. I Romani ne adottarono l’uso sia culinario sia medicinale, attribuendole proprietà toniche e digestive.
Nel Medioevo la maggiorana era coltivata negli orti monastici come pianta officinale e aromatica. I testi erboristici medievali la descrivono come utile per “riscaldare” l’organismo secondo la teoria umorale, e veniva impiegata anche in preparazioni aromatiche per ambienti e per il corpo.
Una curiosità etnobotanica riguarda l’uso ornamentale e simbolico della pianta. In alcune tradizioni europee era piantata nei giardini domestici come simbolo di protezione e prosperità, e talvolta utilizzata nei rituali legati al matrimonio e alla fertilità.
Dal punto di vista linguistico, il nome maggiorana deriva dal latino maiorana o amaracus, termine già presente nella letteratura classica. Il nome greco amarakos compare in diversi testi antichi e testimonia la lunga storia di utilizzo della pianta.
Una distinzione spesso fonte di confusione riguarda la differenza tra Origanum majorana e Origanum vulgare. Sebbene appartenenti allo stesso genere, presentano profili aromatici e composizioni chimiche differenti, con la maggiorana caratterizzata da un aroma più dolce e meno pungente, dovuto a una diversa composizione dell’olio essenziale.
In epoca moderna la maggiorana ha mantenuto un ruolo principalmente culinario e aromatico, mentre il suo impiego fitoterapico è rimasto secondario rispetto ad altre Lamiaceae, anche per la limitata disponibilità di studi clinici specifici sulla specie.