QUESTA SCHEDA È UNICA E ORIGINALE IN INTERNET aggiornamento 11/06/2026
EUFORBIO Euphorbia resinifera Berg.
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Autore: erbeofficinali.org
Euphorbia resinifera
Euphorbia resinifera
Autore: Valérie & Agnès
TOSSICITÀ ALTISSIMA *
EFFICACIA NON UTILIZZABILE
Noo
ANNUNCIO PUBBLICITARIO
FINE ANNUNCIO
SCHEDA BOTANICA
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Clade Streptophyta
Clade Embryophyta
Clade Tracheophyta
Clade Spermatophyta
Clade Angiospermae
Clade Mesangiospermae
Clade Eudicotyledones
Clade Rosidae
Clade Fabidae
Ordine Malpighiales
Famiglia Euphorbiaceae
Sottofamiglia Euphorbioideae
Tribù Euphorbieae
Sottotribù Euphorbiinae
Genere Euphorbia
Specie Euphorbia resinifera
Famiglia:
Euforbia Del Marocco, Resin Spurge, African Spurge, Officinal Spurge, Euforbia Resinifera, Resinous Spurge, African Milk Bush
Euphorbia Resinifera Var. Resinifera, Euphorbia Resinifera Var. Typica, Tithymalus Resiniferus, Euphorbia Officinarum, Euphorbium Officinarum, Euphorbium Resiniferum, Euphorbia Resinifera F. Viridis.
ARBUSTO SUCCULENTO E SPINOSO, PRIVO DI FOGLIE VERE (RIDOTTE A PICCOLE SQUAME CADUCHE). I FUSTI SONO ERETTI, QUADRANGOLARI, CARNOSI E DI COLORE VERDE-GRIGIASTRO, CON CRESTE DENTELLATE E SPINE ROBUSTE LUNGO I MARGINI. I FIORI SONO PICCOLI E INSIGNIFICANTI, TIPICI DELLE EUFORBIE (CIATO). LE INFIORESCENZE SONO BREVI CIME CHE PORTANO I CIAZII GIALLASTRI. IL FRUTTO È UNA CAPSULA TRICOCCA CHE CONTIENE SEMI LISCI E OVOIDALI. LA PIANTA È NOTA PER IL SUO LATTICE BIANCO E CAUSTICO, RICCO DI RESINA.
PRIMAVERA (MARZO APRILE MAGGIO), IN HABITAT ARIDI MONTANI (ATLANTE MAROCCHINO)
Specie endemica delle montagne dell'Atlante in Marocco. Predilige pendii rocciosi e aridi, con suoli calcarei o sassosi, in un clima mediterraneo caratterizzato da estati calde e secche e inverni miti. Cresce tipicamente in altitudini medie e alte, dove forma densi cespugli spinosi che possono dominare il paesaggio. La sua capacità di prosperare in condizioni difficili è dovuta alle sue adattamenti xerofitici, come la riduzione delle foglie a spine e i fusti carnosi che immagazzinano acqua.
TARDA PRIMAVERA (MAGGIO-GIUGNO), QUANDO IL LATTICE è PIù RICCO IN PRINCIPI ATTIVI
LATTICE ESSICCATO (RESINA "EUFORBIO"), RACCOLTO PER INCISIONE DEL FUSTO
NOTA TOSSICOLOGICA: IL LATTICE FRESCO è FOTOTOSSICO E VOLATILE - USARE DPI DURANTE LA RACCOLTA
ACRE, IRRITANTE, CON NOTE RESINOSE E BALSAMICHE (VOLATILI PUNGENTI)
BRUCIANTE INTENSO, AMARO-CAUSTICO (PROVOCA IMMEDIATO DOLORE ALLE MUCOSE)
Resine diterpeniche: resiniferatossina, resiniferonolo, resiniferonolo acetato, derivati del resiniferonolo, esteri diterpenici del tipo tigliano e daphnane
Diterpeni: resiniferatossina, resiniferonolo, ingenolo, derivati ingenanici, diterpeni poliossigenati correlati
Triterpeni: eufolo, alfa-amirina, beta-amirina, cicloartenolo, butirospermolo, tirucallolo
Fitosteroli: beta-sitosterolo, stigmasterolo, campesterolo
Alcoli triterpenici: eufolo, cicloartenolo, tirucallolo, butirospermolo
Latice resinifero: miscela complessa di esteri diterpenici irritanti, componenti terpenici lipofili, frazioni resinose amorfe
Acidi grassi: acido palmitico, acido stearico, acido oleico, acido linoleico
Idrocarburi: paraffine e idrocarburi alifatici a lunga catena
Polisaccaridi: gomme e polisaccaridi strutturali del latice
Proteine: proteine enzimatiche e strutturali presenti nel latice
Sali minerali: potassio, calcio, magnesio, fosforo
Bibliografia
Appendino Giovanni, Szallasi Arpad, Euphorbium Modern Research on Its Active Principle Resiniferatoxin Revives an Ancient Medicine, Life Sciences, 1997
Szallasi Arpad, Blumberg Peter M., Resiniferatoxin and Its Analogues Provide Novel Insights into the Pharmacology of the Vanilloid Receptor, Life Sciences, 1990
Appendino Giovanni, Minassi Alberto, Daddario Nadia, Bianchi Francesca, Tron Gian Paolo, Chemically Engineered Resiniferatoxin Analogues for Targeting TRPV1 Receptors, Journal of Medicinal Chemistry, 2005
Trease George Edward, Evans William Charles, Trease and Evans Pharmacognosy, 2009
Wichtl Max, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals A Handbook for Practice on a Scientific Basis, 2004
Frohne Dietrich, Pfänder Hans Jürgen, Poisonous Plants A Handbook for Doctors Pharmacists Toxicologists Biologists and Veterinarians, 2005
Hegnauer Robert, Chemotaxonomie der Pflanzen Band 11 Dicotyledoneae Euphorbiaceae, 1989
Kinghorn A Douglas, Balandrin Manuel F, Human Medicinal Agents from Plants, 1993
Evans Frederick J, Taylor Susan E, Pro-inflammatory Irritant and Tumour-promoting Diterpenes of the Plant Families Euphorbiaceae and Thymelaeaceae, Progress in the Chemistry of Organic Natural Products, 1983
TOSSICITÀ: ALTISSIMA
Motivazione: Il lattice e la resina di Euphorbia resinifera possiedono una tossicità locale estremamente elevata, ampiamente documentata da dati sperimentali, tossicologici e clinici. La resiniferatossina è uno degli agonisti naturali del recettore TRPV1 più potenti conosciuti e provoca intensa irritazione di cute, occhi, mucose e vie respiratorie. Sono documentati effetti infiammatori severi e dolore intenso anche a quantità molto ridotte. Pur non essendo tra le piante più frequentemente associate a letalità sistemica nell'uomo, il potenziale tossico locale è eccezionalmente elevato e nettamente superiore a quello della maggior parte delle droghe vegetali medicinali.
EFFICACIA: NON UTILIZZABILE
Motivazione: Sebbene Euphorbia resinifera sia fonte della resiniferatossina, sostanza farmacologicamente attiva studiata sperimentalmente e clinicamente come composto isolato, non esistono evidenze che supportino l'impiego fitoterapico della droga vegetale o di preparazioni erboristiche ottenute dalla specie. L'uso tradizionale è stato sostanzialmente abbandonato a causa della marcata tossicità e dell'assenza di un rapporto beneficio-rischio favorevole. Le evidenze disponibili riguardano il principio attivo isolato e non la fitoterapia della specie.
PROTOCOLLO DI PRIMO SOCCORSO PER AVVELENAMENTO DA Euphorbia resinifera 1. CONTATTO CUTANEO/MUCOSO
Lavare immediatamente con acqua corrente per 15-20 minuti.
Rimuovere vestiti contaminati.
Non strofinare (rischio di diffondere la resina).
Applicare gel al pantenolo o crema cortisonica (se disponibile).
2. INGESTIONE
Non indurre il vomito (rischio di ri-esposizione dell’esofago alla tossina).
Sciacquare la bocca con acqua o latte.
Bere latte/acqua (max 200 ml per diluire, se il paziente è cosciente).
3. CONTATTO OCULARE
Lavare l’occhio con soluzione fisiologica o acqua pulita per 30 minuti, tenendo le palpebre aperte.
Non usare colliri senza supervisione medica.
4. SOSPETTA INALAZIONE
Portare la persona all’aria aperta.
Monitorare difficoltà respiratorie (rischio di edema laringeo).
AZIONI URGENTI
Chiamare il Centro Antiveleni (in Italia: +39 02 66101029).
Recarsi al PS anche se i sintomi sembrano lievi (il danno può essere progressivo).
Portare un campione della pianta o foto per identificazione.
COSA NON FARE
Applicare solventi (alcol, acetone).
Usare rimedi casalinghi (es. olio, bicarbonato).
Somministrare carbone attivo (inefficace contro i diterpeni).
MONITORAGGIO OSPEDALIERO
ECG (rischio aritmie da squilibri elettrolitici).
Endoscopia se ingestione (valutare necrosi esofagea).
Terapia sintomatica:
Antidolorifici oppioidi (dolore bruciante).
Fluidi IV per prevenire ipovolemia.
Riferimento:
WHO (2022). *Emergency Management of Plant Poisonings*. Geneva.
Nessun uso fitoterapico approvato per tossicità sistemica.
Controindicato in autonomia per rischio di necrosi tissutale e tossicità neurologica
Appendino Giovanni, Szallasi Arpad, Euphorbium Modern Research on Its Active Principle Resiniferatoxin Revives an Ancient Medicine, Life Sciences, 1997
Szallasi Arpad, Blumberg Peter M., Resiniferatoxin and Its Analogues Provide Novel Insights into the Pharmacology of the Vanilloid Receptor, Life Sciences, 1990
Appendino Giovanni, Minassi Alberto, Daddario Nadia, Bianchi Francesca, Tron Gian Paolo, Chemically Engineered Resiniferatoxin Analogues for Targeting TRPV1 Receptors, Journal of Medicinal Chemistry, 2005
Evans Frederick J, Taylor Susan E, Pro-inflammatory Irritant and Tumour-promoting Diterpenes of the Plant Families Euphorbiaceae and Thymelaeaceae, Progress in the Chemistry of Organic Natural Products, 1983
Trease George Edward, Evans William Charles, Trease and Evans Pharmacognosy, 2009
Wichtl Max, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals A Handbook for Practice on a Scientific Basis, 2004
Frohne Dietrich, Pfänder Hans Jürgen, Poisonous Plants A Handbook for Doctors Pharmacists Toxicologists Biologists and Veterinarians, 2005
Hegnauer Robert, Chemotaxonomie der Pflanzen Band 11 Dicotyledoneae Euphorbiaceae, 1989
Kinghorn A Douglas, Balandrin Manuel F, Human Medicinal Agents from Plants, 1993
ATTENZIONE: EVITARE L'USO. QUESTA PIANTA RIENTRA NELLA LISTA DEL MINISTERO DELLA SALUTE PER L'IMPIEGO NON AMMESSO NEL SETTORE DEGLI INTEGRATORI ALIMENTARI.
(Le avvertenze includono segnali di rischio basati su evidenze precliniche, plausibilità farmacologica o casi isolati)
INDOSSARE GUANTI E OCCHIALI PROTETTIVI, EVITARE INALAZIONE DI VAPORI, LAVORARE IN AREE VENTILATE, NON USARE SU PELLI SENSIBILI, LIMITARE LA DURATA DELL'APPLICAZIONE, MONITORARE REAZIONI CUTANEE, EVITARE ESPOSIZIONE SOLARE POST-USO, CONSERVARE LONTANO DA BAMBINI E ANIMALI, SOSPENDERE IN CASO DI IRRITAZIONE, UTILIZZARE SOLO SOTTO SUPERVISIONE SPECIALISTICA.
NOTA: ANCHE L'USO ESTERNO RICHIEDE ESTREMA CAUTELA PER IL RISCHIO DI USTIONI CHIMICHE E REAZIONI ALLERGICHE SEVERE.
LA RESINA CONTIENE RESINIFERATOSSINA, UNO DEI PIÙ POTENTI AGONISTI NATURALI DEL RECETTORE TRPV1 CONOSCIUTI. EVIDENZA DISPONIBILE: STUDI FARMACOLOGICI E BIOCHIMICI DIRETTI SULLA SPECIE E SUI SUOI COSTITUENTI ISOLATI.
IL CONTATTO CUTANEO PUÒ PROVOCARE DOLORE INTENSO, ERITEMA, EDEMA, INFIAMMAZIONE LOCALE E DERMATITI IRRITATIVE ANCHE A BASSE DOSI. EVIDENZA DISPONIBILE: STUDI SPERIMENTALI, OSSERVAZIONI TOSSICOLOGICHE E CASISTICA CLINICA.
L'ESPOSIZIONE OCULARE PUÒ DETERMINARE CONGIUNTIVITE ACUTA, CHERATITE, DOLORE INTENSO E TEMPORANEA COMPROMISSIONE VISIVA. EVIDENZA DISPONIBILE: SEGNALAZIONI CLINICHE E TOSSICOLOGICHE RELATIVE ALLA RESINA DELLA SPECIE.
L'INALAZIONE DI PARTICELLE O AEROSOL DELLA RESINA PUÒ CAUSARE MARCATA IRRITAZIONE DELLE VIE RESPIRATORIE. EVIDENZA DISPONIBILE: OSSERVAZIONI TOSSICOLOGICHE E PLAUSIBILITÀ FARMACOLOGICA CORRELATA ALLA RESINIFERATOSSINA.
L'INGESTIONE PUÒ PROVOCARE INTENSA IRRITAZIONE GASTROINTESTINALE CON NAUSEA, VOMITO, DOLORE ADDOMINALE E REAZIONI INFIAMMATORIE SISTEMICHE. EVIDENZA DISPONIBILE: OSSERVAZIONI TOSSICOLOGICHE DIRETTE SULLA DROGA.
L'ATTIVITÀ FARMACOLOGICA DOCUMENTATA DELLA RESINIFERATOSSINA RIGUARDA PREPARAZIONI ALTAMENTE PURIFICATE UTILIZZATE ESCLUSIVAMENTE IN CONTESTI SPERIMENTALI O SPECIALISTICI E NON PUÒ ESSERE TRASFERITA ALLA DROGA VEGETALE O ALLA RESINA GREZZA. EVIDENZA DISPONIBILE: STUDI FARMACOLOGICI, PRECLINICI E CLINICI SUL COMPOSTO ISOLATO.
NON ESISTONO PREPARAZIONI FITOTERAPICHE MODERNE RICONOSCIUTE, MONOGRAFIE TERAPEUTICHE UFFICIALI O POSOLOGIE VALIDATE CHE CONSENTANO UN IMPIEGO FITOTERAPICO SICURO DELLA SPECIE. EVIDENZA DISPONIBILE: REVISIONE DELLA LETTERATURA FARMACOGNOSTICA E FITOTERAPICA CONTEMPORANEA.
(Le controindicazioni si basano su evidenze cliniche dirette, cioè dati da studi clinici, osservazionali o casistiche solide che dimostrino che l’uso della pianta è da evitare in specifiche condizioni o popolazioni)
CONTROINDICAZIONE ASSOLUTA ALL'AUTOMEDICAZIONE. L'USO È LIMITATO A PREPARAZIONI FARMACEUTICHE STANDARDIZZATE SOTTO STRETTO CONTROLLO MEDICO, ESCLUSIVAMENTE PER APPLICAZIONI SPECIALISTICHE (ES. STUDI SU DOLORE ONCOLOGICO)
USO INTERNO DELLA RESINA O DEL LATTICE DI EUPHORBIA RESINIFERA. EVIDENZA DISPONIBILE: DOCUMENTAZIONE TOSSICOLOGICA UMANA, OSSERVAZIONI FARMACOLOGICHE DIRETTE SULLA SPECIE E LETTERATURA FARMACOGNOSTICA CONSOLIDATA CHE NE ATTESTANO LA MARCATA TOSSICITÀ E IL RISCHIO DI GRAVI EFFETTI AVVERSI.
CONTATTO DELLA RESINA O DEL LATTICE CON OCCHI E MUCOSE. EVIDENZA DISPONIBILE: OSSERVAZIONI CLINICHE E TOSSICOLOGICHE DIRETTE SULLA SPECIE CHE DOCUMENTANO REAZIONI IRRITATIVE SEVERE E LESIONI LOCALI.
IPERSENSIBILITÀ NOTA A EUPHORBIA RESINIFERA O AI SUOI COSTITUENTI. EVIDENZA DISPONIBILE: OSSERVAZIONI CLINICHE DI REAZIONI IRRITATIVE E INFIAMMATORIE CONSEGUENTI ALL'ESPOSIZIONE ALLA RESINA.
Resina grezza (Euphorbium)
La droga storica consiste nella resina essiccata ottenuta dal lattice di Euphorbia resinifera. È stata impiegata in passato come revulsivo e irritante locale. A causa della marcata tossicità e dell'intensa attività irritante non esistono attualmente impieghi fitoterapici riconosciuti, titoli terapeutici ufficiali o posologie considerate sicure.
Estratti resiniferi
Sono descritti nella letteratura farmacognostica estratti ottenuti dalla frazione resinosa contenente diterpeni biologicamente attivi. Non risultano standardizzazioni fitoterapiche moderne autorizzate né dosaggi terapeutici validati. L'impiego clinico della resina grezza è stato sostanzialmente abbandonato.
Estratti purificati ricchi in resiniferatossina
La resiniferatossina viene isolata e purificata a fini di ricerca farmacologica e sviluppo farmaceutico. Gli studi disponibili riguardano il composto altamente purificato e non la fitoterapia della specie. Non esistono integratori fitoterapici autorizzati basati su estratti standardizzati della pianta. Le eventuali modalità di somministrazione sperimentale utilizzate nella ricerca clinica non sono assimilabili a posologie fitoterapiche.
Integratori standardizzati o titolati
Non risultano disponibili integratori fitoterapici moderni standardizzati o titolati derivati da Euphorbia resinifera supportati da monografie ufficiali, studi clinici o linee guida fitoterapiche riconosciute. Non sono stati definiti titoli minimi efficaci né dosaggi terapeutici utilizzabili nella pratica fitoterapica.
Preparazioni omeopatiche
Euphorbium è presente in omeopatia sotto forma di tintura madre e successive diluizioni quali D3, D4, D6, D12, 4CH, 5CH, 7CH, 9CH, 15CH, 30CH e diluizioni superiori. Le indicazioni e le modalità di utilizzo derivano esclusivamente dalla pratica omeopatica. Non esistono evidenze cliniche che dimostrino l'efficacia terapeutica delle preparazioni omeopatiche ottenute da Euphorbia resinifera.
In sintesi, Euphorbia resinifera non dispone di preparazioni fitoterapiche moderne con titolo terapeutico riconosciuto né di posologie validate. L'interesse scientifico contemporaneo riguarda principalmente la resiniferatossina come principio farmacologico isolato e non la droga vegetale o i suoi estratti tradizionali.
Appendino Giovanni, Szallasi Arpad, Euphorbium Modern Research on Its Active Principle Resiniferatoxin Revives an Ancient Medicine, Life Sciences, 1997
Szallasi Arpad, Blumberg Peter M., Resiniferatoxin and Its Analogues Provide Novel Insights into the Pharmacology of the Vanilloid Receptor, Life Sciences, 1990
Appendino Giovanni, Minassi Alberto, Daddario Nadia, Bianchi Francesca, Tron Gian Paolo, Chemically Engineered Resiniferatoxin Analogues for Targeting TRPV1 Receptors, Journal of Medicinal Chemistry, 2005
Trease George Edward, Evans William Charles, Trease and Evans Pharmacognosy, 2009
Wichtl Max, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals A Handbook for Practice on a Scientific Basis, 2004
Frohne Dietrich, Pfänder Hans Jürgen, Poisonous Plants A Handbook for Doctors Pharmacists Toxicologists Biologists and Veterinarians, 2005
Hegnauer Robert, Chemotaxonomie der Pflanzen Band 11 Dicotyledoneae Euphorbiaceae, 1989
Kinghorn A Douglas, Balandrin Manuel F, Human Medicinal Agents from Plants, 1993
Evans Frederick J, Taylor Susan E, Pro-inflammatory Irritant and Tumour-promoting Diterpenes of the Plant Families Euphorbiaceae and Thymelaeaceae, Progress in the Chemistry of Organic Natural Products, 1983
(Basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso)
Per Euphorbia resinifera Berg. non è possibile proporre tisane, infusi, decotti o formulazioni erboristiche basate su dosaggi sicuri ed evidenze scientifiche validate.
La resina e il lattice della specie contengono resiniferatossina e altri diterpeni altamente irritanti con tossicità locale estremamente elevata e assenza di un margine terapeutico compatibile con l'impiego erboristico tradizionale o moderno.
Non esistono monografie fitoterapiche ufficiali che raccomandino preparazioni acquose della pianta né sono disponibili studi clinici che abbiano definito dosaggi sicuri, efficacia terapeutica o modalità di impiego fitoterapico.
Consultare il proprio medico prima di assumere qualsiasi preparato
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FINE ANNUNCIO
SCHEDA NOTIZIE E VARIE
Euphorbia resinifera è una specie endemica del Marocco, dove cresce spontaneamente soprattutto nelle regioni montuose dell'Atlante. Forma estese colonie di fusti succulenti che ricordano superficialmente alcuni cactus, pur non avendo alcuna parentela botanica con essi.
La specie fu una delle principali fonti storiche della droga nota come Euphorbium, una resina ottenuta dall'essiccazione del lattice che per secoli ebbe grande importanza nella medicina europea, araba e mediterranea.
Il nome Euphorbia deriva probabilmente da Euforbo, medico del re Giuba II di Mauretania, che secondo la tradizione fu tra i primi a descrivere gli usi medicinali delle euforbie nordafricane.
L'euphorbium era già conosciuto nell'antichità classica e compare negli scritti di autori come Plinio il Vecchio e Dioscoride, che lo descrivevano come sostanza estremamente potente e irritante.
Per molti secoli la resina fu utilizzata come purgante drastico, revulsivo, sternutatorio e agente caustico, impieghi oggi completamente abbandonati per motivi tossicologici.
La droga era così preziosa che in alcuni periodi storici veniva commerciata su lunghe distanze tra Nord Africa, Medio Oriente ed Europa, entrando nelle principali farmacopee medievali e rinascimentali.
Il lattice fresco della pianta è talmente irritante da provocare dolore intenso e infiammazione immediata al semplice contatto con pelle e mucose.
Euphorbia resinifera è oggi nota soprattutto per essere la fonte naturale della resiniferatossina, una delle sostanze naturali più potenti mai identificate come agoniste del recettore TRPV1.
La resiniferatossina possiede una potenza biologica enormemente superiore a quella della capsaicina del peperoncino e rappresenta uno dei composti naturali più studiati nella ricerca sul dolore.
Paradossalmente una sostanza capace di provocare un dolore iniziale estremamente intenso viene studiata come possibile strumento per ottenere analgesia prolungata attraverso la desensibilizzazione selettiva delle fibre nervose del dolore.
La scoperta e lo studio della resiniferatossina hanno trasformato Euphorbia resinifera da semplice curiosità farmacognostica a importante modello per la neurofarmacologia moderna.
Dal punto di vista morfologico la pianta presenta fusti quadrangolari molto compatti e quasi privi di foglie, adattamento che consente la sopravvivenza in ambienti aridi e soggetti a forte insolazione.
Le infiorescenze sono costituite dai caratteristici ciazi, strutture altamente specializzate che rappresentano uno dei tratti distintivi del genere Euphorbia.
La specie è oggi coltivata in numerosi giardini botanici e collezioni di piante succulente per il suo aspetto ornamentale, pur richiedendo particolare cautela a causa della pericolosità del lattice.
Nella storia della farmacognosia Euphorbia resinifera occupa una posizione singolare perché rappresenta uno dei rari casi in cui una droga vegetale tradizionale, ormai abbandonata come rimedio fitoterapico, è diventata una fonte di molecole di grande interesse per la ricerca biomedica contemporanea.