QUESTA SCHEDA È UNICA E ORIGINALE IN INTERNET aggiornamento del 16/06/2026
FRANGULA Frangula alnus Miller
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Hermann Adolph Köhler (1834-1879)
Carl Axel Magnus Lindman (1856-1928)
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TOSSICITÀ MEDIA
EFFICACIA CONFERMATA DA EVIDENZE SCIENTIFICHE
ook
ANNUNCIO PUBBLICITARIO
FINE ANNUNCIO
SCHEDA BOTANICA
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Clade Tracheophyta
Clade Spermatophyta
Clade Angiospermae
Clade Eudicotyledones
Clade Rosidae
Ordine Rosales
Famiglia Rhamnaceae
Genere Frangula
Specie Frangula alnus
Famiglia:
Frangola comune, Alno nero, Onizza, Spina ponti, Black Alder, Alder buckthorn, Glossy Buckthorn, Bourdaine, Arrow wood, Black dogwood, Braktorn, Brakved, Faulbaum, Korpipaatsama, Sprakved, Tørst, Toste, Trollhegg, Crusin, Krusina jelsová, Barut agaci, Erkek ak diken
ARBUSTO O PICCOLO ALBERO DECIDUO CON CORTECCIA LISCIA E GRIGIO-BRUNASTRA COSPARSA DI LENTICELLE. LE FOGLIE SONO ALTERNE, SEMPLICI, OVATE O ELLITTICHE, VERDE BRILLANTI CON MARGINE INTERO E VENATURE PENNATE. I FIORI SONO PICCOLI, ERMAFRODITI, VERDASTRI, TETRAMERI, RACCOLTI IN CIME ASCELLARI. I FRUTTI SONO DRUPE GLOBOSE CHE MATURANO DAL VERDE AL ROSSO E INFINE AL NERO-VIOLACEO, CONTENENTI 2-3 SEMI.
MAGGIO-GIUGNO (TARDA PRIMAVERA/INIZIO ESTATE)
COLORI OSSERVATI
____BIANCO
Predilige habitat umidi e mal drenati come boschi umidi, torbiere, brughiere umide, rive di fiumi e laghi, e fossi. Cresce spesso in suoli acidi o neutri, poveri di nutrienti. È una specie diffusa in gran parte dell'Europa, dell'Asia occidentale e del Nord Africa, e si può trovare a diverse altitudini, dalle pianure alle zone montane. Tollerante all'ombra parziale, può anche crescere in aree più aperte, specialmente nelle fasi giovanili o in condizioni di elevata umidità del suolo. La sua capacità di prosperare in terreni umidi e spesso anossici è una caratteristica distintiva del suo habitat.
CORTECCIA RACCOLTA IN PRIMAVERA TRA APRILE E GIUGNO DURANTE LA RIPRESA VEGETATIVA, PREFERIBILMENTE DA RAMI GIOVANI, CON SUCCESSIVA STAGIONATURA DI ALMENO UN ANNO PRIMA DELL’USO
CORTECCIA RACCOLTA IN PRIMAVERA [RHAMNI FRANGULAE CORTEX F.U.] CONSERVATA PER 1 ANNO.
LA STAGIONATURA è ESSENZIALE PER DEGRADARE I GLUCOSIDI ANTRACHINONICI IRRITANTI.
LEGGERMENTE AROMATICO, LEGNOSO, CON NOTE TERROSE E TANNICHE, QUASI IMPERCETTIBILMENTE DOLCIASTRE DOPO STAGIONATURA
AMARO MARCATO, ASTRINGENTE, CON RETROGUSTO LEGGERMENTE DOLCIASTRO (DOVUTO ALLA TRASFORMAZIONE DEGLI ANTRACHINONI DURANTE L'ESSICCAZIONE)
Derivati idrossiantracenici, Glucofranguline A, Glucofranguline B, Franguline A, Franguline B, Franguloemodina, Crisofanolo, Emodina, Aloe-emodina
Antrachinoni liberi, Emodina, Crisofanolo, Aloe-emodina, Fiszione
Diantroni, Derivati diantronici delle glucofranguline, Derivati diantronici delle franguline
Flavonoidi, Quercetina, Kaempferolo, Ramnetina, loro glicosidi
Tannini, Tannini condensati, Proantocianidine
Acidi fenolici, Acido caffeico, Acido clorogenico, Acido ferulico, Acido p-cumarico
Naftochinoni, Tracce di derivati naftochinonici
Triterpeni, Acido ursolico, Acido oleanolico
Alcaloidi, Tracce non fitoterapicamente rilevanti segnalate occasionalmente
Zuccheri e polisaccaridi, Glucosio, Fruttosio, Polisaccaridi strutturali
Sostanze minerali, Potassio, Calcio, Magnesio
TOSSICITÀ: MEDIA
Motivazione: A dosi terapeutiche e per impiego a breve termine la droga presenta un profilo di sicurezza generalmente accettabile, ma sono documentati effetti avversi dose-dipendenti quali crampi addominali, diarrea, perdita di elettroliti e ipokaliemia. L'uso prolungato o l'abuso possono determinare alterazioni dell'equilibrio idroelettrolitico e dipendenza da lassativi. La corteccia fresca contiene inoltre derivati antracenici irritanti che richiedono adeguato invecchiamento o trattamento tecnologico prima dell'impiego. Non risultano documentate tossicità letali nell'uso fitoterapico corretto.
EFFICACIA: CONFERMATA DA EVIDENZE SCIENTIFICHE
Motivazione: L'uso della corteccia di Frangula alnus come lassativo stimolante nel trattamento della stitichezza occasionale è supportato da monografie ufficiali internazionali, valutazioni regolatorie e da una consolidata documentazione clinica e farmacologica sui derivati idrossiantracenici presenti nella specie. Sebbene gli studi clinici moderni specificamente condotti sulla specie siano limitati, l'efficacia terapeutica per questa indicazione è riconosciuta sulla base di dati clinici, esperienza d'uso consolidata e revisione critica delle evidenze da parte delle autorità fitoterapiche europee.
Confermate da studi scientifici e clinici
L'unica indicazione terapeutica supportata da monografie regolatorie ufficiali e da un consolidato impiego medico è il trattamento a breve termine della stitichezza occasionale mediante corteccia stagionata di Frangula alnus Miller. Tuttavia, non sono disponibili studi clinici controllati moderni di elevata qualità, meta-analisi o revisioni sistematiche specificamente dedicate a Frangula alnus Miller che dimostrino direttamente l'efficacia clinica secondo gli attuali standard dell'evidence-based medicine. Le monografie EMA e ESCOP riconoscono pertanto l'impiego come "uso consolidato" o "uso tradizionale" sulla base della lunga esperienza terapeutica, della composizione fitochimica nota e dei dati farmacologici disponibili.
Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata
Attività lassativa stimolante del colon. Supportata da numerosi studi farmacologici sugli eterosidi antrachinonici presenti nella corteccia, da studi sperimentali sul metabolismo dei glucofrangulinosidi e da ampia documentazione fitoterapica. I metaboliti attivi aumentano la motilità del colon e modificano il trasporto di acqua ed elettroliti a livello intestinale. Evidenza farmacologica consolidata, studi in vivo e revisione di letteratura.
Riduzione del riassorbimento di acqua nel colon. Supportata da studi farmacologici e sperimentali sui derivati antracenici della droga. Evidenza prevalentemente in vitro e in vivo animale.
Aumento della secrezione intestinale di fluidi ed elettroliti. Supportato da studi farmacodinamici sugli antranoidi e da dati sperimentali utilizzati nelle valutazioni regolatorie EMA e WHO. Evidenza farmacologica consolidata.
Attività purgante a dosi elevate. Documentata nella pratica fitoterapica e coerente con il meccanismo d'azione degli antranoidi. Evidenza derivante da osservazioni cliniche storiche e farmacologia sperimentale.
Non risultano evidenze dirette sufficienti per attribuire a Frangula alnus Miller attività antinfiammatorie, antiossidanti, antimicrobiche, epatoprotettive, antitumorali, immunomodulanti o altre indicazioni terapeutiche clinicamente rilevanti sulla base di studi specifici e verificabili sulla specie.
Uso storico e nella tradizione
Trattamento della stitichezza.
Purgante vegetale.
Preparazione intestinale prima di procedure mediche in epoche precedenti all'introduzione dei lassativi moderni.
Uso tradizionale come correttivo della funzionalità intestinale lenta.
Impiego popolare europeo in disturbi attribuiti storicamente alla cosiddetta congestione intestinale o biliare, senza validazione scientifica moderna.
Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ciascun utilizzo fitoterapico.
(Le avvertenze includono segnali di rischio basati su evidenze precliniche, plausibilità farmacologica o casi isolati)
UTILIZZARE ESCLUSIVAMENTE CORTECCIA STAGIONATA ALMENO 1 ANNO, NON SUPERARE I 7 GIORNI DI TRATTAMENTO CONTINUATIVO, MANTENERE UN'ADEGUATA IDRATAZIONE DURANTE L'USO, EVITARE L'ASSUNZIONE SERALE, NON ASSOCIARE A DIURETICI TIAZIDICI O CORTICOSTEROIDI, SOSPENDERE IN CASO DI DIARREA PERSISTENTE O CRAMPI ADDOMINALI, RISPETTARE IL DOSAGGIO MASSIMO DI 30 MG/DIE DI ANTRACHINONI TOTALI
(Le controindicazioni si basano su evidenze cliniche dirette, cioè dati da studi clinici, osservazionali o casistiche solide che dimostrino che l’uso della pianta è da evitare in specifiche condizioni o popolazioni)
GRAVIDANZA, ALLATTAMENTO, ETÀ PEDIATRICA SOTTO I 12 ANNI, APPENDICITE, OCCLUSIONI INTESTINALI, MALATTIE INFIAMMATORIE INTESTINALI IN FASE ACUTA, DOLORI ADDOMINALI DI ORIGINE SCONOSCIUTA, DISIDRATAZIONE
(Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche)
ANTIARITMICI
CARDIOATTIVI O CARDIOTONICI
CORTICOSTEROIDI
DIURETICI
DIURETICI FORTI E DI SINTESI
GLICOSIDI CARDIOATTIVI
IPOKALIEMIZZANTI
LASSATIVI ANTRACHINONICI (POTENZIAMENTO)
LASSATIVI FORTI O PURGANTI
WARFARIN
(Erbe che possono aumentare l'efficacia fitoterapica)
* Si tenga presente che talvolta la stessa erba indicata come sinergica o antagonista, potrebbe assumere entrambi i ruoli in funzione della dose utilizzata e/o della forma estrattiva o di trattamento. Consultare un fitoterapeuta per personalizzare le combinazioni.
(Erbe che possono diminuire l'effetto fitoterapico o causare interazioni avverse)
Droga polverizzata della corteccia stagionata per almeno un anno o sottoposta a idoneo trattamento termico per ridurre gli antroni irritanti. Posologia tradizionale equivalente a 20-30 mg di derivati idrossiantracenici totali espressi come glucofrangulina A, assunti in dose unica serale.
Estratto secco standardizzato della corteccia. Le preparazioni fitoterapiche moderne sono generalmente titolate in derivati idrossiantracenici totali calcolati come glucofrangulina A. La dose giornaliera raccomandata corrisponde a 20-30 mg di derivati idrossiantracenici totali. Utilizzo limitato al trattamento occasionale della stitichezza per brevi periodi.
Estratto molle della corteccia stagionata. Utilizzato come ingrediente di preparazioni lassative fitoterapiche standardizzate. Il dosaggio viene regolato per apportare 20-30 mg di derivati idrossiantracenici totali al giorno.
Estratto fluido della corteccia stagionata. Rapporto estrattivo variabile secondo la farmacopea e il produttore. La posologia deve essere adattata al contenuto di derivati idrossiantracenici per garantire un apporto giornaliero equivalente a 20-30 mg di glucofranguline totali.
Tintura della corteccia stagionata. Preparazione tradizionale oggi meno utilizzata rispetto agli estratti standardizzati. La dose viene calcolata in funzione del tenore di derivati antracenici e della relativa standardizzazione.
Capsule o compresse fitoterapiche standardizzate. Forma farmaceutica maggiormente utilizzata. Ogni unità posologica contiene generalmente una quantità standardizzata di estratto corrispondente a una frazione della dose giornaliera di 20-30 mg di derivati idrossiantracenici totali.
Preparazioni fitoterapiche combinate con altre droghe lassative. Disponibili associazioni con Plantago ovata, Linum usitatissimum o altre droghe regolatrici dell'alvo. L'efficacia terapeutica dipende dal contenuto finale standardizzato di derivati idrossiantracenici della frangola.
Preparazioni omeopatiche Frangula alnus. Disponibili tintura madre omeopatica e diluizioni centesimali o decimali quali D1, D2, D3, D4, D6, 5CH, 7CH, 9CH, 15CH e superiori. Tali preparazioni appartengono all'ambito omeopatico e non dispongono di evidenze cliniche che ne dimostrino l'efficacia secondo i criteri della fitoterapia evidence-based.
(Basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso)
Frangula alnus Miller corteccia stagionata 1-2 g, Foeniculum vulgare frutti 1-2 g. Infuso in 200 ml di acqua per 10-15 minuti. Assunzione serale. Formulazione tradizionale e farmacologicamente coerente per la stitichezza occasionale, con il finocchio utilizzato per migliorare la tollerabilità gastrointestinale.
Frangula alnus Miller corteccia stagionata 1 g, Matricaria chamomilla capolini 2 g, Foeniculum vulgare frutti 1 g. Infuso in 200 ml di acqua per 10 minuti. Una tazza la sera. Miscela tradizionale destinata alla regolazione dell'alvo con riduzione della componente spastica e fermentativa.
Frangula alnus Miller corteccia stagionata 1 g, Althaea officinalis radice 2 g, Plantago ovata tegumenti 3 g. Infuso della frangola separato e assunzione contestuale dei componenti mucillaginosi con abbondante acqua. Utilizzata per la stitichezza occasionale in soggetti che richiedono una maggiore morbidezza delle feci.
Frangula alnus Miller corteccia stagionata 1 g, Malva sylvestris foglie e fiori 2 g, Foeniculum vulgare frutti 1 g. Infuso in 200 ml di acqua per 10 minuti. Una tazza la sera. Formulazione tradizionale con associazione di mucillagini vegetali e componenti carminative.
Frangula alnus Miller corteccia stagionata 1 g, Cassia angustifolia foglie 0,25-0,5 g, Foeniculum vulgare frutti 1 g. Infuso in 200 ml di acqua per 10 minuti. Associazione da utilizzare con cautela e per brevi periodi esclusivamente negli adulti, poiché entrambe le droghe contengono derivati antracenici ad azione lassativa.
Frangula alnus Miller corteccia stagionata 1 g, Taraxacum officinale radice 2 g, Foeniculum vulgare frutti 1 g. Decotto leggero delle radici con successiva infusione degli altri componenti. Utilizzo tradizionale nelle formulazioni destinate alla stitichezza associata a rallentamento digestivo.
Frangula alnus Miller corteccia stagionata 1 g, Mentha × piperita foglie 1,5 g, Foeniculum vulgare frutti 1 g. Infuso in 200 ml di acqua per 10 minuti. Una tazza serale. Miscela tradizionale impiegata per favorire il transito intestinale e migliorare la tollerabilità digestiva.
Frangula alnus Miller corteccia stagionata 1 g, Linum usitatissimum semi 5 g. I semi vengono lasciati in macerazione in acqua e assunti insieme all'infuso della frangola. Associazione fitoterapica documentata per il trattamento della stitichezza occasionale con incremento del volume fecale.
Consultare il proprio medico prima di assumere qualsiasi preparato
Vino medicato di frangola
Nella letteratura erboristica europea storica sono documentate preparazioni ottenute mediante macerazione della corteccia stagionata di Frangula alnus in vino bianco secco. Una formulazione tradizionale prevedeva circa 20-30 g di corteccia stagionata in 1 litro di vino, con macerazione per 7-10 giorni e successiva filtrazione. L'impiego era quello di lassativo stimolante blando per la stitichezza occasionale. Questa preparazione appartiene alla tradizione fitoterapica storica e non rappresenta una forma farmaceutica attualmente standardizzata o raccomandata dalle moderne monografie regolatorie.
Tintura di frangola
La preparazione alcolica maggiormente documentata in fitoterapia moderna è la tintura ottenuta dalla corteccia adeguatamente stagionata o trattata per ridurre il contenuto dei derivati antronici irritanti. Il rapporto droga:estratto varia secondo le farmacopee e le tradizioni nazionali. L'uso tradizionale e fitoterapico è rivolto al trattamento a breve termine della stitichezza occasionale. La posologia deve essere adattata al contenuto di derivati idrossiantracenici.
Estratto fluido idroalcolico
L'estratto fluido ottenuto con miscele acqua-etanolo rappresenta una preparazione galenica classica impiegata come lassativo stimolante. L'utilizzo è sovrapponibile a quello della corteccia standardizzata e trova riscontro nelle principali fonti farmacognostiche storiche e moderne dedicate alle droghe antraceniche.
Elisir digestivo-lassativo tradizionale
Alcuni formulari storici europei riportano preparazioni alcoliche composte contenenti frangola associata ad aromi digestivi quali finocchio, scorza d'arancio amaro o cannella. L'impiego era rivolto alla stitichezza occasionale accompagnata da sensazione di lentezza digestiva. Tali preparazioni appartengono alla tradizione galenica e non dispongono di una standardizzazione moderna riconosciuta.
Consultare il proprio medico prima di assumere questa bevanda ed evitarne l'uso in caso di divieto di assunzione di alcol
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SCHEDA NOTIZIE E VARIE
DROGHE LASSATIVE E PURGANTI
Trascurando le alterazioni dell'intestino che ostacolano meccanicamente la progressione del bolo fecale (tumori, processi cicatriziali, ecc.), vi possono essere stitichezze primitive dovute a una alterata motilità intestinale di natura nervosa o muscolare; in questo caso può aversi una stitichezza atonica quando la muscolatura ha diminuito il tono e la forza delle contrazioni, mentre si ha una stitichezza spastica quando l'ipertono della muscolatura determina contrazioni spastiche della stessa. Altra forma di stipsi è causata dalla scarsa produzione di idrogeno solforato che è un eccitante fisiologico della peristalsi.
Il trattamento terapeutico dovrà essere coadiuvato da vita attiva e movimentata e da dieta povera di carne ma ricca di frutta, verdure e fibre.
In base al meccanismo d'azione delle droghe lassative si avranno:
a) Droghe antrachinoniche che favoriscono lo svuotamento dell'intestino stimolando prevalentemente la muscolatura dell'intestino crasso.
I componenti principali di queste droghe contenute in Senna, Frangula, Aloe, Cascara sagrada, Rabarbaro, Poligono giapponese e Spincervino sono glicosidi derivati dall'antracene. La loro metabolizzazione in agliconi (più attivi) avviene nel colon: qui si ha una rimozione dello zucchero ed i prodotti ottenuti stimolano ulteriormente la motilità aumentando anche il peristaltismo e la produzione di muco. L'azione lassativa che inizia a livello dell'intestino crasso con inibizione del riassorbimento dell'acqua e degli elettroliti, si manifesta dopo 8-12 ore. Gli effetti collaterali sono: colorazione delle urine, passaggio nel latte materno, pseudomelanosi reversibile del colon, perdita di elettroliti per l'uso prolungato o diarrea severa con coliche per sovradosaggio.
L'uso cronico di antranoidi può essere responsabile di pigmentazione della mucosa del colon (melanosis coli), alterazione del quadro elettrolitico e dell'equilibrio acido-base, colon dilatato con pseudo-restringimenti per alterazione del plesso nervoso intramurale, aggravamento della stitichezza, colon irritabile, rischio di degenerazione neoplastica e interazioni con altri farmaci.
b) Droghe che favoriscono lo svuotamento dell'intestino stimolando prevalentemente la muscolatura dell'intestino tenue e parte del crasso (Olio di Ricino).
c) Purganti meccanici che favoriscono lo svuotamento dell'intestino aumentando il volume fecale (Agar-agar, Psillio, Lino semi, Carragenina);
d) Purganti osmotici (zuccherini) che richiamano nell'intestino acqua dal sangue (Manna, Lattosio, Prugne, Tamarindo, Cassia fistula in canna, Pesco).
e) Purganti oleosi che favoriscono la progressione delle feci essendo lubrificanti dell'intestino (Olio di oliva, Olio di lino, Olio di mandorle dolci).
Tratto da: Marzio Pedretti "L'erborista moderno";
[Enrica Campanini "Dizionario di fitoterapia e piante medicinali";]
[Fabio Firenzuoli "Le 100 erbe della salute".]
Frangula alnus Miller è una specie tipica di ambienti umidi europei, spesso presente lungo corsi d’acqua e in boschi ripariali, dove svolge un ruolo ecologico importante come pianta pioniera e stabilizzatrice del suolo
Un aspetto peculiare della droga è la necessità di stagionatura della corteccia per almeno un anno o di trattamento termico, poiché la corteccia fresca contiene composti fortemente irritanti che possono provocare effetti emetici e gastrointestinali intensi
Storicamente la pianta è stata utilizzata come lassativo già nella medicina europea medievale, ma il suo impiego è stato progressivamente regolamentato con l’avanzare delle conoscenze farmacologiche sugli antrachinoni
Il nome del genere Frangula deriva dal latino e fa riferimento alla fragilità dei rami, che si spezzano facilmente, caratteristica osservabile nella pianta adulta
Le bacche, inizialmente verdi e poi rosse fino a diventare nere a maturazione, sono state talvolta utilizzate come coloranti naturali, ma sono considerate tossiche e non idonee al consumo alimentare
Dal punto di vista farmacognostico, la specie è spesso confusa con altre Rhamnaceae lassative come Rhamnus purshiana, ma si distingue per composizione chimica e modalità di preparazione della droga
La pianta rappresenta un esempio classico di droga vegetale in cui il trattamento post raccolta è essenziale per la sicurezza, evidenziando l’importanza delle pratiche tradizionali nella trasformazione delle piante medicinali
In ambito moderno, l’uso di Frangula alnus è limitato a trattamenti brevi della stipsi, con raccomandazioni precise per evitare abuso e effetti indesiderati legati all’uso cronico