PICCOLO ARBUSTO O SUFFRUTICE PERENNE ALTO FINO A 1 METRO, CON FUSTI ERETTI E RAMIFICATI, GLABRI O LEGGERMENTE PUBESCENTI. LE FOGLIE SONO COMPOSTE PARIPENNATE, CON 4-8 PAIA DI FOGLIOLINE LANCEOLATE O OVATO-LANCEOLATE, DI COLORE VERDE-GLAUCO, CON APICE ACUTO E BASE ASIMMETRICA. I FIORI SONO GIALLI, RIUNITI IN BREVI RACEMI ASCELLARI. IL CALICE È COMPOSTO DA CINQUE SEPALI LIBERI E VERDASTRI. LA COROLLA HA CINQUE PETALI LIBERI E GIALLI, DISUGUALI. GLI STAMI SONO DIECI, DI CUI SETTE FERTILI E TRE STAMINODI. L'OVARIO È SUPERO, UNILOCULARE, CHE MATURA IN UN LEGUME APPIATTITO, OBLUNGO O RENIFORME, DI COLORE VERDE-BRUNASTRO, CONTENENTE DIVERSI SEMI APPIATTITI E LISCI. LE FOGLIE E I FRUTTI SONO RICCHI DI GLICOSIDI ANTRACHINONICI CON PROPRIETÀ LASSATIVE.
OTTOBRE NOVEMBRE DICEMBRE (IN BASE ALLA REGIONE DI COLTIVAZIONE), AUTUNNO-INVERNO
COLORI OSSERVATI NEI FIORI
____GIALLO ____GIALLO DORATO
Originario delle regioni aride e semiaride dell'India meridionale e della penisola arabica. Predilige habitat soleggiati con suoli ben drenati, sabbiosi o sassosi, spesso poveri di nutrienti. È adattata a climi caldi e secchi, tollerando periodi prolungati di siccità. La sua coltivazione è diffusa in India, Pakistan ed Egitto per le sue proprietà medicinali. In natura si trova in zone aperte, boscaglie secche e terreni marginali dove altre piante meno resistenti alla siccità non prosperano. La senna di Tinnevelly è una specie termofila che richiede temperature elevate per una crescita ottimale. La sua capacità di sopravvivere in condizioni di scarsa disponibilità idrica è dovuta alle sue radici profonde e alle foglie piccole che riducono la traspirazione.
Evans William Charles, “Trease and Evans Pharmacognosy”, 2009.
British Herbal Pharmacopoeia, “Senna Leaf and Senna Pod Monograph”, 1983.
Tyler Varro E., Brady Lewis R., Robbers James E., “Pharmacognosy”, 1988.
Dave Harshad, Ledwani Lalita, “A Review on Anthraquinones Isolated from Cassia Species and Their Applications”, Indian Journal of Natural Products and Resources, 2012.
Lemli J., Cuveele J., “Chromatographic Analysis of Senna Constituents”, Journal of Pharmaceutical Sciences, 1981.
Mueller-Lissner Stefan, Kamm Michael A., Wald Arnold, et al., “Myths and Misconceptions About Chronic Constipation”, American Journal of Gastroenterology, 2005.
TOSSICITÀ: MEDIA
Motivazione: L’uso corretto e a breve termine presenta generalmente una tossicità controllabile, ma sono documentati effetti avversi frequenti e dose-dipendenti quali crampi addominali, diarrea, alterazioni elettrolitiche e ipopotassiemia. L’uso cronico o improprio è associato a melanosi del colon, dipendenza da lassativi, alterazioni della motilità intestinale e potenziali complicanze metaboliche e cardiovascolari secondarie alla perdita di elettroliti. I dati tossicologici derivano da studi clinici, osservazionali, farmacologici e da ampia esperienza fitoterapica documentata direttamente sulla specie.
EFFICACIA: CONFERMATA DA EVIDENZE SCIENTIFICHE
Motivazione: Senna alexandrina Mill. possiede evidenze cliniche controllate, revisioni sistematiche e monografie ufficiali internazionali che confermano l’efficacia lassativa stimolante nel trattamento della stitichezza occasionale. L’attività terapeutica è attribuita principalmente ai sennosidi della foglia e del frutto, con documentazione farmacologica, clinica e regolatoria consolidata da parte di World Health Organization, European Medicines Agency e altre farmacopee ufficiali. Le evidenze sono dirette sulla specie e sulle sue preparazioni standardizzate.
Confermate da studi scientifici e clinici
Attività lassativa stimolante nel trattamento della stitichezza occasionale. L’efficacia è supportata da studi clinici controllati, revisioni sistematiche, monografie regolatorie ufficiali e ampia documentazione farmacologica relativa ai sennosidi presenti nelle foglie e nei frutti di Senna alexandrina Mill. Le evidenze cliniche confermano aumento della motilità intestinale e riduzione del tempo di transito intestinale.
Preparazione intestinale pre-procedurale in specifici protocolli evacuativi. Alcuni studi clinici e osservazionali hanno documentato l’utilizzo della specie in preparazioni lassative per svuotamento intestinale prima di indagini diagnostiche o procedure mediche, generalmente in associazione ad altri agenti evacuanti.
Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata
Attività purgante dose-dipendente documentata in studi farmacologici in vivo e coerente con l’uso fitoterapico consolidato. Gli effetti risultano correlati ai derivati diantronici e antrachinonici metabolizzati dalla flora intestinale.
Attività procinetica intestinale osservata in studi farmacologici sperimentali e clinici osservazionali relativi all’incremento della motilità del colon e della secrezione intestinale.
Attività secretagoga intestinale supportata da studi sperimentali in vitro e in vivo sui metaboliti antracenici responsabili dell’aumento del contenuto idrico fecale.
Possibile attività antibatterica e antimicotica lieve osservata in vitro per alcuni derivati antrachinonici della specie; le evidenze risultano preliminari e prive di conferma clinica specifica.
Possibile attività antiossidante moderata documentata in vitro per alcuni composti fenolici e flavonoidici presenti nella pianta; rilevanza clinica non definita.
Uso storico e nella tradizione
Utilizzo storico come lassativo e purgante nella medicina araba, persiana, ayurvedica ed europea tradizionale.
Impiego etnobotanico per stitichezza, congestione intestinale e svuotamento dell’intestino.
Uso tradizionale in preparazioni depurative e evacuative associate a pratiche mediche umorali storiche.
Utilizzo tradizionale in alcune preparazioni popolari per febbri, disturbi cutanei e “purificazione” dell’organismo senza validazione clinica moderna specifica.
Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ciascun utilizzo fitoterapico.
World Health Organization, “WHO Monographs on Selected Medicinal Plants: Folium Sennae”, 1999.
European Medicines Agency, Committee on Herbal Medicinal Products, “Assessment Report on Senna Alexandrina Mill. Folium and Fructus”, 2017.
European Scientific Cooperative on Phytotherapy, “ESCOP Monographs: Senna”, 2003.
Mueller-Lissner Stefan, Kamm Michael A., Wald Arnold, et al., “Myths and Misconceptions About Chronic Constipation”, American Journal of Gastroenterology, 2005.
Leng-Peschlow E., “Senna and Its Rational Use”, Pharmacology, 1993.
Muller-Lissner Stefan A., “Adverse Effects of Laxatives: Fact and Fiction”, Pharmacology, 1993.
(Le avvertenze includono segnali di rischio basati su evidenze precliniche, plausibilità farmacologica o casi isolati)
USO LIMITATO AL TRATTAMENTO A BREVE TERMINE DELLA STIPSI OCCASIONALE; EVIDENZE CLINICHE E OSSERVAZIONALI DOCUMENTANO CHE L’USO PROLUNGATO PUÒ INDURRE DIPENDENZA DA LASSATIVI, ALTERAZIONE DELLA MOTILITÀ INTESTINALE E MELANOSI DEL COLON.
POSSIBILE COMPARSA DI IPOPOTASSIEMIA E ALTERAZIONI ELETTROLITICHE IN CASO DI USO PROLUNGATO O ABUSO; SUPPORTATO DA DATI CLINICI, FARMACOLOGICI E OSSERVAZIONALI.
POSSIBILE AUMENTO DEL RISCHIO DI ARITMIE E TOSSICITÀ DA GLICOSIDI CARDIACI IN PRESENZA DI PERDITA DI POTASSIO; EVIDENZA FARMACOLOGICA E CLINICA INDIRETTA DOCUMENTATA PER LA SPECIE.
POSSIBILE POTENZIAMENTO DELLA PERDITA ELETTROLITICA IN ASSOCIAZIONE CON DIURETICI, CORTICOSTEROIDI O LIQUIRIZIA; SUPPORTATO DA PLAUSIBILITÀ FARMACOLOGICA E DATI CLINICI OSSERVAZIONALI.
DURANTE GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO LE EVIDENZE CLINICHE DISPONIBILI RISULTANO LIMITATE; LE MONOGRAFIE UFFICIALI RACCOMANDANO UTILIZZO PRUDENTE E SOLO DOPO VALUTAZIONE PROFESSIONALE. SONO STATI RIPORTATI POSSIBILI EFFETTI LASSATIVI NEL LATTANTE ATTRAVERSO IL LATTE MATERNO.
POSSIBILI CRAMPI ADDOMINALI, DIARREA E DOLORE INTESTINALE DOSE-DIPENDENTI DOCUMENTATI IN STUDI CLINICI E NELL’USO FARMACOLOGICO CONSOLIDATO.
L’USO CRONICO AD ALTE DOSI È STATO ASSOCIATO A NEFROPATIE, DEBOLEZZA MUSCOLARE E ALTERAZIONI METABOLICHE SECONDARIE ALLA PERDITA CRONICA DI ELETTROLITI; LE EVIDENZE DERIVANO PREVALENTEMENTE DA ABUSO PROLUNGATO E DATI OSSERVAZIONALI.
LA COLORAZIONE BRUNO-ROSSASTRA DELLE URINE PUÒ VERIFICARSI DURANTE L’ASSUNZIONE A CAUSA DEI METABOLITI ANTRACENICI; FENOMENO FARMACOLOGICAMENTE NOTO E GENERALMENTE REVERSIBILE.
(Le controindicazioni si basano su evidenze cliniche dirette, cioè dati da studi clinici, osservazionali o casistiche solide che dimostrino che l’uso della pianta è da evitare in specifiche condizioni o popolazioni)
OCCLUSIONE INTESTINALE, STENOSI INTESTINALE, ILEO PARALITICO E CONDIZIONI OSTRUTTIVE GASTROINTESTINALI DOCUMENTATE DA MONOGRAFIE UFFICIALI E DATI CLINICI PER IL RISCHIO DI AGGRAVAMENTO DELLA MOTILITÀ PATOLOGICA.
MALATTIE INFIAMMATORIE ACUTE INTESTINALI COMPRESE COLITE ULCEROSA ATTIVA, MORBO DI CROHN IN FASE ATTIVA, APPENDICITE E DOLORE ADDOMINALE DI ORIGINE NON DIAGNOSTICATA, SULLA BASE DI EVIDENZE CLINICHE E FARMACOLOGICHE RELATIVE ALL’AZIONE IRRITATIVA E STIMOLANTE DEI DERIVATI ANTRACENICI.
DISIDRATAZIONE SEVERA E SQUILIBRI ELETTROLITICI PREESISTENTI, IN PARTICOLARE IPOPOTASSIEMIA, DOCUMENTATI DA DATI CLINICI E FARMACOLOGICI.
IPERSENSIBILITÀ NOTA A SENNA ALEXANDRINA MILL. O AI DERIVATI ANTRACENICI PRESENTI NELLA SPECIE.
CONTROINDICAZIONE NEI BAMBINI DI ETÀ INFERIORE AI 12 ANNI SECONDO MONOGRAFIE REGOLATORIE UFFICIALI E DATI DI SICUREZZA CLINICA INSUFFICIENTI.
(Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche)
CORTICOSTEROIDI
DIGITALICI
DIGOSSINA
DIURETICI
DIURETICI FORTI E DI SINTESI
FARMACI PER OS (RIDUCE ASSORBIMENTO)
GLICOSIDI CARDIOATTIVI
IPOKALIEMIZZANTI
LASSATIVI ANTRACHINONICI (POTENZIAMENTO)
LASSATIVI FORTI O PURGANTI
(Erbe che possono diminuire l'effetto fitoterapico o causare interazioni avverse)
Estratto secco standardizzato di foglie o frutti di Senna alexandrina Mill. titolato in derivati idrossiantracenici espressi come sennoside B dal 2,5% al 7,5%. Utilizzato per il trattamento a breve termine della stitichezza occasionale. Posologia clinicamente documentata corrispondente a 10–30 mg al giorno di sennosidi totali, preferibilmente in monosomministrazione serale. L’effetto terapeutico è generalmente osservato dopo 6–12 ore. Uso raccomandato non superiore a una settimana salvo supervisione medica.
Estratto nebulizzato o polvere micronizzata standardizzata di Senna alexandrina Mill. con contenuto controllato di sennosidi A e B. Utilizzato in capsule, compresse o granulati lassativi standardizzati. La dose terapeutica standardizzata corrisponde generalmente a 15–34,4 mg/die di sennosidi totali nei preparati farmaceutici registrati.
Estratto molle o fluido idroalcolico standardizzato di Senna alexandrina Mill. titolato in sennosidi. Impiegato principalmente in formulazioni galeniche lassative e preparazioni combinate per stitichezza occasionale. La titolazione terapeuticamente attiva deve garantire un apporto equivalente a 10–30 mg di sennosidi al giorno.
Compresse o capsule fitoterapiche standardizzate contenenti sennosidi purificati derivati da Senna alexandrina Mill. Preparazioni comunemente standardizzate a 7,5 mg, 8,6 mg, 15 mg o 17,2 mg di sennosidi per unità posologica. Utilizzate nel trattamento sintomatico della stipsi occasionale secondo linee d’impiego regolatorie internazionali.
Preparazioni lassative combinate contenenti Senna alexandrina Mill. associata a fibre o agenti osmotici. L’impiego clinico è documentato soprattutto per protocolli evacuativi intestinali o stipsi refrattaria lieve, mantenendo l’apporto totale di sennosidi entro gli intervalli terapeutici riconosciuti.
Preparazioni omeopatiche derivate da Senna alexandrina Mill. disponibili principalmente in diluizioni D4, D6, D12, CH5, CH7, CH9 e CH30. L’utilizzo omeopatico tradizionale riguarda disturbi intestinali e alterazioni della funzione evacuativa, ma non esistono evidenze cliniche robuste che ne confermino efficacia terapeutica specifica.
European Medicines Agency, “European Union Herbal Monograph on Senna Alexandrina Mill. Folium”, 2018.
European Medicines Agency, “European Union Herbal Monograph on Senna Alexandrina Mill. Fructus”, 2018.
World Health Organization, “WHO Monographs on Selected Medicinal Plants: Folium Sennae”, 1999.
European Scientific Cooperative on Phytotherapy, “ESCOP Monographs: Senna”, 2003.
British Herbal Pharmacopoeia, “Senna Leaf and Senna Pod Monograph”, 1983.
Wichtl Max, “Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals”, 2004.
Evans William Charles, “Trease and Evans Pharmacognosy”, 2009.
Mueller-Lissner Stefan A., “Adverse Effects of Laxatives: Fact and Fiction”, 1993.
Leng-Peschlow E., “Senna and Its Rational Use”, 1993.
(Basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso)
Infuso lassativo delicato con Senna alexandrina Mill. e Foeniculum vulgare Mill.
Foglie di Senna alexandrina Mill. 0,5–1 g
Frutti di Foeniculum vulgare Mill. 1–2 g
Infondere in 150–200 ml di acqua calda per 10 minuti. Assumere preferibilmente la sera. Formulazione tradizionalmente utilizzata per ridurre spasmi e meteorismo associati all’effetto lassativo della senna. Non superare 1 tazza al giorno e non utilizzare oltre 5–7 giorni consecutivi.
Tisana evacuativa con Senna alexandrina Mill. e Plantago ovata Forssk.
Foglie di Senna alexandrina Mill. 0,5 g
Cuticole di semi di Plantago ovata Forssk. 3–5 g
Assumere con abbondante acqua. L’associazione permette riduzione del dosaggio della senna mantenendo efficacia evacuativa con migliore tollerabilità intestinale documentata nella pratica fitoterapica e in protocolli clinici sulla stipsi occasionale.
Decotto blando con Senna alexandrina Mill. e Glycyrrhiza glabra L.
Foglie o frutti di Senna alexandrina Mill. 0,3–0,5 g
Radice di Glycyrrhiza glabra L. 0,5–1 g
Far sobbollire per 5–10 minuti in 200 ml di acqua. Utilizzo tradizionale come formulazione lassativa addolcente. L’impiego deve essere limitato nel tempo per il possibile aumento del rischio di squilibri elettrolitici dovuti alla liquirizia.
Infuso combinato con Senna alexandrina Mill. e Matricaria chamomilla L.
Foglie di Senna alexandrina Mill. 0,5–1 g
Capolini di Matricaria chamomilla L. 1–2 g
Infondere per 10 minuti in 200 ml di acqua. Utilizzato nella fitoterapia tradizionale per stipsi occasionale con componente spasmodica o irritativa intestinale.
Preparazione erboristica evacuativa con Senna alexandrina Mill., Foeniculum vulgare Mill. e Carum carvi L.
Foglie di Senna alexandrina Mill. 0,5 g
Frutti di Foeniculum vulgare Mill. 1 g
Frutti di Carum carvi L. 0,5–1 g
Infusione in 200 ml di acqua per 10 minuti. Formula tradizionale carminativa e lassativa impiegata per limitare meteorismo e discomfort addominale associati alla senna.
Formulazione con Senna alexandrina Mill. e Althaea officinalis L.
Foglie di Senna alexandrina Mill. 0,3–0,5 g
Radice di Althaea officinalis L. 1–2 g
Preparazione in infuso o macerato tiepido. Associazione utilizzata nella pratica erboristica per migliorare la tollerabilità mucosale intestinale della senna mantenendo effetto evacuativo moderato.
World Health Organization, “WHO Monographs on Selected Medicinal Plants: Folium Sennae”, 1999.
European Medicines Agency, “European Union Herbal Monograph on Senna Alexandrina Mill. Folium”, 2018.
European Medicines Agency, “European Union Herbal Monograph on Senna Alexandrina Mill. Fructus”, 2018.
European Scientific Cooperative on Phytotherapy, “ESCOP Monographs: Senna”, 2003.
British Herbal Pharmacopoeia, “Senna Leaf and Senna Pod Monograph”, 1983.
Wichtl Max, “Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals”, 2004.
Evans William Charles, “Trease and Evans Pharmacognosy”, 2009.
Mills Simon, Bone Kerry, “Principles and Practice of Phytotherapy”, 2013.
Blumenthal Mark, “The Complete German Commission E Monographs”, 1998.
Consultare il proprio medico prima di assumere qualsiasi preparato
Vino composto di Senna
Macerare in un litro di marsala le seguenti erbe: 100 g di foglie di Senna, 10 g di frutti di Coriandolo, 8 g di semi di Finocchio e 5 g di semi di Anice verde. Filtrare dopo 3 giorni e conservare al fresco. La quantità da bere giornalmente in unica soluzione al mattino oppure la sera prima di coricarsi, è in funzione dell'effetto lassativo ottenuto. Controindicato in tutti i casi nei quali non si possano assumere erbe contenenti purganti antrachinonici.
[Tratto da: I Vini Medicinali - Eraclio Fiorani, Roberto Fedecostante - Edizioni CHI-NI Macerata]
Consultare il proprio medico prima di assumere questa bevanda ed evitarne l'uso in caso di divieto di assunzione di alcol
ANNUNCIO PUBBLICITARIO
FINE ANNUNCIO
SCHEDA NOTIZIE E VARIE
DROGHE LASSATIVE E PURGANTI
Trascurando le alterazioni dell'intestino che ostacolano meccanicamente la progressione del bolo fecale (tumori, processi cicatriziali, ecc.), vi possono essere stitichezze primitive dovute a una alterata motilità intestinale di natura nervosa o muscolare; in questo caso può aversi una stitichezza atonica quando la muscolatura ha diminuito il tono e la forza delle contrazioni, mentre si ha una stitichezza spastica quando l'ipertono della muscolatura determina contrazioni spastiche della stessa. Altra forma di stipsi è causata dalla scarsa produzione di idrogeno solforato che è un eccitante fisiologico della peristalsi.
Il trattamento terapeutico dovrà essere coadiuvato da vita attiva e movimentata e da dieta povera di carne ma ricca di frutta, verdure e fibre.
In base al meccanismo d'azione delle droghe lassative si avranno:
a) Droghe antrachinoniche che favoriscono lo svuotamento dell'intestino stimolando prevalentemente la muscolatura dell'intestino crasso.
I componenti principali di queste droghe contenute in Senna, Frangula, Aloe, Cascara sagrada, Rabarbaro, Poligono giapponese e Spincervino sono glicosidi derivati dall'antracene. La loro metabolizzazione in agliconi (più attivi) avviene nel colon: qui si ha una rimozione dello zucchero ed i prodotti ottenuti stimolano ulteriormente la motilità aumentando anche il peristaltismo e la produzione di muco. L'azione lassativa che inizia a livello dell'intestino crasso con inibizione del riassorbimento dell'acqua e degli elettroliti, si manifesta dopo 8-12 ore. Gli effetti collaterali sono: colorazione delle urine, passaggio nel latte materno, pseudomelanosi reversibile del colon, perdita di elettroliti per l'uso prolungato o diarrea severa con coliche per sovradosaggio.
L'uso cronico di antranoidi può essere responsabile di pigmentazione della mucosa del colon (melanosis coli), alterazione del quadro elettrolitico e dell'equilibrio acido-base, colon dilatato con pseudo-restringimenti per alterazione del plesso nervoso intramurale, aggravamento della stitichezza, colon irritabile, rischio di degenerazione neoplastica e interazioni con altri farmaci.
b) Droghe che favoriscono lo svuotamento dell'intestino stimolando prevalentemente la muscolatura dell'intestino tenue e parte del crasso (Olio di Ricino).
c) Purganti meccanici che favoriscono lo svuotamento dell'intestino aumentando il volume fecale (Agar-agar, Psillio, Lino semi, Carragenina);
d) Purganti osmotici (zuccherini) che richiamano nell'intestino acqua dal sangue (Manna, Lattosio, Prugne, Tamarindo, Cassia fistula in canna, Pesco).
e) Purganti oleosi che favoriscono la progressione delle feci essendo lubrificanti dell'intestino (Olio di oliva, Olio di lino, Olio di mandorle dolci).
Tratto da: Marzio Pedretti "L'erborista moderno";
[Enrica Campanini "Dizionario di fitoterapia e piante medicinali";]
[Fabio Firenzuoli "Le 100 erbe della salute".]
Senna alexandrina Mill., nota anche come senna del Cairo o cassia senna, è una pianta erbacea originaria delle regioni aride del Sudan e della Penisola Arabica, storicamente importata in Europa attraverso l’Egitto, da cui deriva il nome “alexandrina”.
Le foglie e i frutti essiccati sono stati utilizzati fin dall’antichità come lassativo naturale. Già in epoca egizia erano apprezzati per la loro capacità di favorire l’evacuazione intestinale e venivano impiegati in preparazioni medicinali sotto forma di infusi o polveri.
Durante il Medioevo e nel Rinascimento, la senna divenne un rimedio largamente diffuso in Europa. I medici la prescrivevano principalmente come purgante per trattare stitichezza cronica e disturbi digestivi. Veniva spesso combinata con altre erbe carminative o emollienti per ridurre gli effetti irritativi sul tratto intestinale.
Curiosità: la senna fu tra le prime piante tropicali ad essere esportata in Europa per uso medico e appariva regolarmente nelle farmacopee europee a partire dal XVII secolo. La sua diffusione contribuì allo sviluppo del commercio di erbe medicinali provenienti dall’Africa e dal Medio Oriente.
In medicina popolare, oltre all’uso lassativo, la senna è stata talvolta impiegata come rimedio per “pulizia interna” o purificazione dell’organismo, sebbene queste indicazioni non abbiano conferma scientifica.
Dal punto di vista botanico, Senna alexandrina appartiene alla famiglia Fabaceae ed è caratterizzata da fiori gialli e frutti a baccello contenenti semi duri. La coltivazione commerciale avviene principalmente in Sudan, Egitto e India, destinata all’industria farmaceutica per estratti standardizzati.