PIANTA ERBACEA PERENNE CON RADICE A FITTONE, FUSTI FIORALI CAVI PRIVI DI FOGLIE. ROSETTA BASALE CON FOGLIE E SCAPI FINO A 45 CM. I CAPOLINI SOLITARI SONO FORMATI DA FIORI LIGULATI GIALLI. L'ACHENIO SI PROLUNGA IN UN FILAMENTO CHE TERMINA CON UN PAPPO SETOLOSO A FORMA DI OMBRELLO.
TUTTO L'ANNO GENNAIO FEBBRAIO MARZO GIUGNO LUGLIO AGOSTO SETTEMBRE OTTOBRE NOVEMBRE DICEMBRE (CON PICCHI IN PRIMAVERA, APRILE-MAGGIO), PRODUCENDO CAPOLINI GIALLI CHE SI TRASFORMANO IN SOFFIONI
COLORI OSSERVATI NEI FIORI
____GIALLO
Pianta molto adattabile che si trova in una vasta gamma di habitat, inclusi prati, pascoli, giardini, bordi stradali, terreni incolti, aree disturbate, boschi aperti e persino fessure nell'asfalto. Cresce bene in pieno sole ma tollera anche l'ombra parziale. Predilige suoli umidi e ben drenati, ma si adatta a diverse condizioni di suolo, inclusi quelli poveri, compattati e con pH variabile. La sua distribuzione è cosmopolita, essendo presente in quasi tutte le regioni temperate del mondo. La sua capacità di riprodursi sia per seme (anche per apomissia, producendo semi geneticamente identici alla pianta madre) che per via vegetativa tramite frammentazione della radice contribuisce alla sua ampia diffusione e alla sua persistenza in diversi ambienti. È una delle piante più comuni e resilienti, capace di colonizzare rapidamente nuovi spazi.
World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants Volume 1, 1999
European Medicines Agency, Assessment Report on Taraxacum officinale Weber ex F.H.Wigg. Radix cum Herba, 2009
American Botanical Council, Botanical Adulterants Prevention Bulletin: Dandelion Root and Herb, 2020
Clare B. Graebner, Dandelion Root and Leaf as Therapeutic Agents, Journal of Herbal Pharmacotherapy, 2005
Ivan A. Zidorn, Sesquiterpene Lactones and Phenolics in the Genus Taraxacum, Phytochemistry Reviews, 2008
Katarzyna Jedrejek, Taraxacum officinale as a Source of Bioactive Compounds in the Prevention and Treatment of Metabolic Syndrome, Journal of Medicinal Food, 2017
Shang-Wen Wang, Chemical Constituents and Pharmacological Activities of Taraxacum officinale, Chinese Journal of Natural Medicines, 2018
Monika Schütz, Taraxacum officinale and Its Bioactive Constituents in Human Health, Nutrients, 2021
Josef Fleischhauer, Wild Plants of Europe and Their Phytotherapeutic Relevance, Springer, 2016
Ahmed A. Alqahtani, Phenolic Profile and Antioxidant Activity of Taraxacum officinale Extracts, Molecules, 2022
TOSSICITÀ: BASSISSIMA
Motivazione: I dati tossicologici disponibili indicano una buona tollerabilità della specie alle dosi fitoterapiche comunemente impiegate. Gli effetti indesiderati documentati sono generalmente lievi e non frequenti, principalmente gastrointestinali o reazioni allergiche in soggetti sensibili alle Asteraceae. Non risultano evidenze di tossicità sistemica significativa nell’uso corretto documentato in studi sperimentali, osservazionali e monografie ufficiali.
EFFICACIA: BUONA
Motivazione: Sono disponibili dati farmacologici coerenti e riproducibili su Taraxacum officinale derivanti da studi in vivo, studi in vitro, monografie ufficiali e uso fitoterapico consolidato, in particolare per attività coleretica, diuretica, digestiva e modulante metabolica. Le evidenze cliniche controllate sull’uomo risultano tuttavia limitate, eterogenee o insufficienti per classificare l’attività terapeutica generale come confermata da evidenze scientifiche cliniche.
Confermate da studi scientifici e clinici
Non sono disponibili evidenze cliniche controllate sufficientemente robuste e riproducibili che consentano di confermare in modo definitivo indicazioni terapeutiche specifiche di Taraxacum officinale secondo criteri moderni di evidence based medicine. Sono presenti studi clinici preliminari e osservazionali relativi ad attività diuretica, metabolica e digestiva, ma con limitazioni metodologiche, numerosità ridotta o eterogeneità degli estratti utilizzati.
Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata
Attività coleretica e colecistocinetica supportata da monografie ufficiali, uso fitoterapico consolidato e studi farmacologici sperimentali in vivo relativi agli estratti di radice e parte aerea.
Attività diuretica documentata da studi sperimentali animali, piccoli studi osservazionali umani e tradizione fitoterapica consolidata.
Attività digestiva ed eupeptica supportata da dati farmacologici sui principi amari sesquiterpenici e da uso tradizionale documentato.
Attività epatoprotettiva osservata in modelli animali di danno epatico e studi in vitro su stress ossidativo e modulazione infiammatoria epatica.
Attività antiossidante documentata in vitro e in vivo mediante valutazione di polifenoli, flavonoidi e acidi fenolici della specie.
Attività ipoglicemizzante e modulatrice del metabolismo glucidico supportata da studi animali e dati sperimentali preliminari su estratti standardizzati.
Attività ipolipidemizzante e modulatrice del metabolismo lipidico osservata in modelli animali e in studi sperimentali preclinici.
Attività antinfiammatoria supportata da studi in vitro e modelli animali relativi alla modulazione di mediatori proinfiammatori e stress ossidativo.
Attività prebiotica correlata al contenuto di inulina e fruttani documentata mediante studi fitochimici e sperimentali gastrointestinali.
Attività gastroprotettiva e modulatrice della motilità gastrointestinale riportata in modelli animali e dati farmacologici preliminari.
Attività immunomodulante documentata esclusivamente in vitro e in modelli animali; i dati clinici risultano insufficienti.
Attività antiproliferativa e citotossica su linee cellulari tumorali documentata solo in vitro; assenza di validazione clinica.
Uso storico e nella tradizione
Uso tradizionale come depurativo e drenante epatobiliare nelle medicine popolari europee e asiatiche.
Uso alimentare e nutraceutico delle foglie e delle radici come tonico digestivo e alimento minerale.
Uso tradizionale nelle dispepsie, nella stitichezza lieve e nella riduzione della sensazione di pienezza postprandiale.
Uso etnobotanico come coadiuvante nelle affezioni cutanee e nei disturbi reumatici.
Uso popolare come supporto nelle alterazioni urinarie lievi e nella ritenzione idrica.
Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ciascun utilizzo fitoterapico.
Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata*
World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants Volume 1, 1999
European Medicines Agency, Assessment Report on Taraxacum officinale Weber ex F.H.Wigg. Radix cum Herba, 2009
ESCOP, ESCOP Monographs The Scientific Foundation for Herbal Medicinal Products Second Edition, 2003
Blumenthal Mark, The Complete German Commission E Monographs Therapeutic Guide to Herbal Medicines, 1998
Katarzyna Jedrejek, Taraxacum officinale as a Source of Bioactive Compounds in the Prevention and Treatment of Metabolic Syndrome, Journal of Medicinal Food, 2017
Monika Schütz, Taraxacum officinale and Its Bioactive Constituents in Human Health, Nutrients, 2021
Ivan A. Zidorn, Sesquiterpene Lactones and Phenolics in the Genus Taraxacum, Phytochemistry Reviews, 2008
Clare B. Graebner, Dandelion Root and Leaf as Therapeutic Agents, Journal of Herbal Pharmacotherapy, 2005
Ahmed A. Alqahtani, Phenolic Profile and Antioxidant Activity of Taraxacum officinale Extracts, Molecules, 2022
(Le avvertenze includono segnali di rischio basati su evidenze precliniche, plausibilità farmacologica o casi isolati)
L’USO CONCOMITANTE CON DIURETICI PUÒ TEORICAMENTE MODIFICARE L’EQUILIBRIO IDROELETTROLITICO; L’EVIDENZA DERIVA DA PLAUSIBILITÀ FARMACOLOGICA E DA STUDI SPERIMENTALI SULL’ATTIVITÀ DIURETICA DELLA SPECIE.
LA PRESENZA DI ELEVATE CONCENTRAZIONI DI POTASSIO NELLA DROGA VEGETALE RICHIEDE CAUTELA NEI SOGGETTI CON INSUFFICIENZA RENALE O ALTERAZIONI DEL METABOLISMO DEL POTASSIO; EVIDENZA BASATA SU COMPOSIZIONE FITOCHIMICA DOCUMENTATA E PLAUSIBILITÀ FARMACOLOGICA.
POSSIBILI REAZIONI ALLERGICHE CUTANEE O GASTROINTESTINALI SONO STATE OSSERVATE SPORADICAMENTE IN SOGGETTI SENSIBILI ALLE ASTERACEAE; EVIDENZA DERIVANTE DA SEGNALAZIONI CLINICHE E OSSERVAZIONALI.
GLI EFFETTI COLERETICI E DIGESTIVI DELLA SPECIE POSSONO AUMENTARE LA SINTOMATOLOGIA IN SOGGETTI CON PATOLOGIE BILIARI NON OSTRUTTIVE O DISPEPSIA IPERSECRETIVA; EVIDENZA FARMACOLOGICA SUPPORTATA DA MONOGRAFIE UFFICIALI E STUDI SPERIMENTALI.
I DATI CLINICI CONTROLLATI RELATIVI ALL’USO IN GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO RISULTANO INSUFFICIENTI; L’ASSENZA DI ADEGUATI STUDI CLINICI IMPONE CAUTELA NELL’IMPIEGO FITOTERAPICO DURANTE TALI CONDIZIONI FISIOLOGICHE.
(Le controindicazioni si basano su evidenze cliniche dirette, cioè dati da studi clinici, osservazionali o casistiche solide che dimostrino che l’uso della pianta è da evitare in specifiche condizioni o popolazioni)
CONTROINDICATA IN SOGGETTI CON IPERSENSIBILITÀ DOCUMENTATA A TARAXACUM OFFICINALE O AD ALTRI MEMBRI DELLA FAMIGLIA ASTERACEAE, IN PRESENZA DI REAZIONI ALLERGICHE CONFERMATE CLINICAMENTE O OSSERVATE NELLA PRATICA FITOTERAPICA.
CONTROINDICATA NEI CASI DI OSTRUZIONE DELLE VIE BILIARI, OCCLUSIONE BILIARE O ILEO, SULLA BASE DELL’ATTIVITÀ COLERETICA E COLECISTOCINETICA DOCUMENTATA FARMACOLOGICAMENTE E RIPORTATA NELLE MONOGRAFIE UFFICIALI.
CONTROINDICATA IN PAZIENTI CON ULCERA PEPTICA ATTIVA O GASTRITE IPERSECRETIVA CLINICAMENTE RILEVANTE SECONDO INDICAZIONI RIPORTATE IN MONOGRAFIE FITOTERAPICHE UFFICIALI E DATI FARMACOLOGICI RELATIVI ALL’AUMENTO DELLE SECREZIONI DIGESTIVE.
(Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche)
ANTIAGGREGANTI PIASTRINICI
ANTICOAGULANTI
ANTIDIABETICI ORALI (POTENZIAMENTO)
CALCIO (INTEGRATORI)
DIURETICI FORTI E DI SINTESI
FARMACI E INTEGRATORI ORALI (MALASSORBIMENTO)
FARMACI PER TIROIDE (LEVOTIROXINA)
FERRO (INTEGRATORI)
IMMUNOSOPPRESSORI
INTEGRATORI DI MINERALI (ASSUNTI CONTEMPORANEAMENTE)
IPOGLICEMIZZANTI E ANTIDIABETICI
LITIO (A FORTE INTEGRAZIONE)
MAGNESIO (INTEGRATORI)
POTASSIO (ALTA INEGRAZIONE)
SALI DI FERRO
TETRACICLINE
(Erbe che possono diminuire l'effetto fitoterapico o causare interazioni avverse)
Estratto secco da radice di Taraxacum officinale Weber ex F.H.Wigg. standardizzato in derivati dell’acido caffeico totali espressi come acido cicorico o acido clorogenico, generalmente titolato tra 2% e 5%. Utilizzato come eupeptico amaro, coleretico e supporto epatobiliare. Posologia abituale dell’estratto secco standardizzato 300–1000 mg al giorno suddivisi in 2–3 somministrazioni.
Estratto secco da foglie di Taraxacum officinale Weber ex F.H.Wigg. standardizzato in flavonoidi totali o polifenoli totali, frequentemente titolato al 2–4% in flavonoidi. Utilizzato come coadiuvante drenante e diuretico. Posologia abituale 500–1500 mg al giorno in dosi suddivise.
Estratto idroalcolico fluido da radice fresca o essiccata di Taraxacum officinale Weber ex F.H.Wigg. con rapporto droga:estratto generalmente 1:1 oppure 1:2 e tenore alcolico variabile tra 25% e 45%. Utilizzato nella pratica fitoterapica per dispepsia iposecretiva e insufficienza epatobiliare funzionale. Posologia media 2–8 mL al giorno suddivisi prima dei pasti.
Tintura madre da pianta intera fresca di Taraxacum officinale Weber ex F.H.Wigg. preparata secondo farmacopee omeopatiche europee. Utilizzata sia in fitoterapia a basse dosi sia come base per diluizioni omeopatiche. Posologia fitoterapica usuale 20–60 gocce da una a tre volte al giorno.
Succo stabilizzato di foglie fresche di Taraxacum officinale Weber ex F.H.Wigg. ricco in potassio, flavonoidi e derivati fenolici. Utilizzato come drenante metabolico e supporto digestivo. Posologia abituale 5–15 mL una o due volte al giorno.
Polvere micronizzata di radice di Taraxacum officinale Weber ex F.H.Wigg. contenente inulina, sesquiterpeni lattonici e composti fenolici non standardizzati. Utilizzata come supporto digestivo e prebiotico. Posologia media 2–8 g al giorno.
Estratto secco nebulizzato di radice e foglie di Taraxacum officinale Weber ex F.H.Wigg. con titolazione combinata in polifenoli totali e sesquiterpeni lattonici. Utilizzato nei prodotti complessi per funzionalità epatica e drenaggio metabolico. Posologia usuale 300–1200 mg al giorno.
Capsule gastroresistenti contenenti estratto secco di Taraxacum officinale Weber ex F.H.Wigg. titolato in acidi fenolici e inulina. Utilizzate per migliorare la tollerabilità gastrica e l’assorbimento intestinale controllato. Posologia generalmente 1–3 capsule al giorno in funzione del dosaggio estrattivo.
Preparazioni omeopatiche di Taraxacum officinale Weber ex F.H.Wigg. disponibili in diluizioni D, CH e LM ottenute dalla tintura madre della pianta fresca. Tradizionalmente impiegate in omeopatia per disturbi digestivi, epatobiliari e cutanei. Le diluizioni più comuni comprendono D3–D6, 5CH, 7CH e 9CH. La posologia dipende dall’impostazione omeopatica individuale e dalla farmacopea di riferimento.
European Medicines Agency, Assessment Report on Taraxacum officinale Weber ex F.H.Wigg., Radix cum Herba, 2009
World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants Volume 2, 2002
American Botanical Council, Dandelion Root and Leaf Clinical Overview, 2013
Clare B. O’Hara, Dandelion Review: Therapeutic Use of Taraxacum officinale in Traditional and Modern Herbal Medicine, 2020
Ryszard Amarowicz, Dandelion Taraxacum officinale as a Source of Bioactive Compounds Supporting the Digestive System, 2021
Ivan Claro de Souza, Phytochemical and Pharmacological Aspects of Taraxacum officinale F.H.Wigg, 2018
Monika Schütz, Taraxacum officinale and Health: An Updated Review on Phytochemistry and Pharmacology, 2021
Ali Esmail Al-Snafi, The Pharmacological Importance of Taraxacum officinale: A Review, 2015
Paula B. Yarnell, Botanical Medicines for the Urinary Tract: Dandelion Leaf and Root, 2018
Joanna Wirngo, Taraxacum officinale in the Management of Metabolic and Digestive Disorders: Experimental Evidence and Traditional Uses, 2016
(Basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso)
Infuso digestivo ed epatobiliare con Taraxacum officinale Weber ex F.H.Wigg. radice 2 g, Cynara cardunculus var. scolymus foglia 1,5 g e Mentha × piperita foglia 1 g. Infondere in 200 mL di acqua a 90–95 °C per 10 minuti. Assumere una o due volte al giorno dopo i pasti principali. Formulazione tradizionalmente impiegata come supporto digestivo e coleretico con supporto farmacologico e fitoterapico documentato.
Decotto drenante con Taraxacum officinale Weber ex F.H.Wigg. radice 3 g, Betula pendula foglia 2 g e Urtica dioica foglia 2 g. Bollire in 250 mL di acqua per 10–15 minuti e filtrare. Assumere fino a due volte al giorno. Utilizzato nella pratica fitoterapica come coadiuvante drenante e diuretico lieve in assenza di insufficienza renale o cardiaca.
Infuso amaro-tonico con Taraxacum officinale Weber ex F.H.Wigg. radice e foglie 2 g, Gentiana lutea radice 0,5 g e Foeniculum vulgare frutto 1 g. Infondere per 10 minuti in 200 mL di acqua calda. Assumere prima dei pasti principali per supportare secrezione gastrica, appetito e digestione lenta.
Tisana metabolica con Taraxacum officinale Weber ex F.H.Wigg. foglia 2 g, Silybum marianum frutto triturato 2 g e Rosmarinus officinalis foglia 1 g. Infondere 10 minuti in 250 mL di acqua calda. Assumere una volta al giorno dopo il pasto principale. Miscela impiegata come supporto epatobiliare e metabolico nella fitoterapia europea.
Decotto per dispepsia e meteorismo con Taraxacum officinale Weber ex F.H.Wigg. radice 2 g, Matricaria chamomilla capolini 1,5 g e Carum carvi frutti 1 g. Bollire brevemente la radice per 5 minuti, quindi aggiungere le altre droghe e lasciare in infusione altri 10 minuti. Assumere dopo i pasti in caso di digestione lenta e fermentazioni intestinali.
Infuso depurativo cutaneo con Taraxacum officinale Weber ex F.H.Wigg. foglia 2 g, Arctium lappa radice 2 g e Viola tricolor parte aerea 1,5 g. Infondere in 250 mL di acqua per 12 minuti. Assumere una volta al giorno per cicli brevi. Uso tradizionale fitoterapico rivolto al supporto drenante e dermatologico.
Tisana prebiotica con Taraxacum officinale Weber ex F.H.Wigg. radice tostata 3 g e Cichorium intybus radice 2 g. Preparare come infuso prolungato o lieve decotto in 250 mL di acqua per 10 minuti. Utilizzata come bevanda funzionale ricca in inulina e composti amari.
Formulazione erboristica per supporto epatico con Taraxacum officinale Weber ex F.H.Wigg. radice 2 g, Curcuma longa rizoma 1 g e Silybum marianum frutto 2 g. Preparare come decotto leggero della radice e del rizoma per 10 minuti aggiungendo successivamente il cardo mariano in infusione per altri 10 minuti. Assumere una volta al giorno durante i pasti.
Infuso digestivo leggero con Taraxacum officinale Weber ex F.H.Wigg. foglia 1,5 g e Melissa officinalis foglia 1,5 g. Infondere in 200 mL di acqua per 8–10 minuti. Utilizzato tradizionalmente per dispepsia funzionale lieve associata a tensione neurovegetativa.
European Medicines Agency, Assessment Report on Taraxacum officinale Weber ex F.H.Wigg., Radix cum Herba, 2009
World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants Volume 2, 2002
ESCOP Monographs, Taraxacum officinale Root and Herb Monograph, 2019
Ali Esmail Al-Snafi, The Pharmacological Importance of Taraxacum officinale: A Review, 2015
Ivan Claro de Souza, Phytochemical and Pharmacological Aspects of Taraxacum officinale F.H.Wigg, 2018
Monika Schütz, Taraxacum officinale and Health: An Updated Review on Phytochemistry and Pharmacology, 2021
Ryszard Amarowicz, Dandelion Taraxacum officinale as a Source of Bioactive Compounds Supporting the Digestive System, 2021
Kerry Bone, Principles and Practice of Phytotherapy Modern Herbal Medicine, 2013
Simon Mills and Kerry Bone, The Essential Guide to Herbal Safety, 2005
Rudolf Fritz Weiss, Herbal Medicine Classic Edition, 2001
Consultare il proprio medico prima di assumere qualsiasi preparato
Vino di Taraxacum officinale (vino di fiori di dente di leone)
Ingredienti
Fiori freschi di tarassaco (solo la parte gialla): circa 500–700 g
Vino bianco secco: 1 litro
Zucchero (opzionale, per bilanciare l’amaro): 100–200 g
Acqua (se necessario per sciogliere lo zucchero): 100–200 ml
Procedimento
Raccolta dei fiori
Raccogliere i fiori di tarassaco nelle ore più soleggiate e lontano da strade e inquinanti. Scartare la parte verde amara e utilizzare solo i petali gialli.
Preparazione del vino
Mettere i fiori in un vaso di vetro capiente e versare il vino bianco fino a coprire completamente i fiori.
Se si desidera un vino più dolce o aromatico, sciogliere lo zucchero nell’acqua calda e aggiungere allo stesso tempo del vino.
Macerazione alcolica
Chiudere ermeticamente il vaso e lasciare macerare in un luogo fresco e al riparo dalla luce per 2–4 settimane, agitandolo gentilmente ogni pochi giorni.
Filtrazione e imbottigliamento
Filtrare il liquido con garza o colino fine, eliminando i residui vegetali. Trasferire il vino filtrato in bottiglie di vetro scuro, chiudere e conservare in luogo fresco.
Uso
Gastronomico: il vino di tarassaco può essere servito come aperitivo aromatico o usato per accompagnare piatti leggeri, insalate o come ingrediente in cucina creativa.
Fitoterapico tradizionale: secondo l’uso popolare, è considerato un tonico digestivo e depurativo, in particolare in stagioni di transizione (primavera) o dopo pasti abbondanti. Può essere consumato in piccole quantità (ad esempio un bicchierino da liquore) prima o dopo i pasti.
Caratteristiche organolettiche: profilo aromatico floreale e leggermente amaro-erbaceo, con note che ricordano la natura fresca dei fiori di tarassaco.
Preparazione alcolica (macerato/tintura)
Oltre al “vino di fiori”, in fitoterapia si preparano macerati o tinture con Taraxacum officinale per estrarre i principi attivi:
Ingredienti:
Parti aeree o radici secche di tarassaco
Alcol etilico a circa 45–60% vol
Procedimento base:
Riempire un vasetto di vetro con la droga botanica (polverizzata o sminuzzata).
Coprire con alcol 45–60% vol, chiudere e lasciare macerare per 2–6 settimane in luogo fresco e al riparo dalla luce, agitandolo ogni tanto.
Filtrare e imbottigliare il macerato.
Uso del macerato alcolico:
20–30 gocce, 1–3 volte al giorno, diluite in poca acqua o infuso tiepido, preferibilmente dopo i pasti.
Impiegato come coadiuvante delle funzioni depurative e digestive o in sinergia con altre piante fitoterapiche.
Nota di sicurezza
Le preparazioni alcoliche vanno assunte con moderazione e non sono adatte a chi deve evitare l’alcol (bambini, donne in gravidanza/allattamento, persone con patologie specifiche).
In presenza di disturbi epatici, gastrici importanti o terapia farmacologica, è consigliabile consultare un professionista sanitario prima dell’uso.
Bibliografia
Blumenthal M., Goldberg A., Brinckmann J., *Herbal Medicine: Expanded Commission E Monographs*, Integrative Medicine Communications
Mills S., Bone K., *Principles and Practice of Phytotherapy*, Churchill Livingstone
Hoffmann D., *Medical Herbalism: The Science and Practice of Herbal Medicine*, Healing Arts Press
Wichtl M., *Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals: A Handbook for Practice on a Scientific Basis*, Medpharm Scientific Publishers
Bradley P., *British Herbal Compendium: A Handbook of Scientific Information on Widely Used Plant Drugs*, British Herbal Medicine Association
Consultare il proprio medico prima di assumere questa bevanda ed evitarne l'uso in caso di divieto di assunzione di alcol
ANNUNCIO PUBBLICITARIO
FINE ANNUNCIO
SCHEDA NOTIZIE E VARIE
Il miele di tarassaco si produce allo stato uniflorale soprattutto nelle zone collinari e di bassa montagna che circondano la pianura padana, sia alpine che appenniniche (Friuli, Trentino, Veneto, Lombardia, Piemonte ed Emilia).
Colore ambrato con riflessi gialli nel miele liquido; crema o giallo quando cristallizzato; beige con riflessi rosati se miscelato a salice o con toni più spenti se miscelato a crucifere o fruttiferi. Il colore giallo più vivo è indice di maggiore purezza. Odore molto caratteristico; pungente, penetrante, acuto, volgare, ammoniacale, di stalla, di piedi, di botte, di vino cotto, di marsala, di aceto, dei fiori della pianta essiccati. Sapore poco o normalmente dolce; normalmente acido; amaro non percettibile o leggero; a volte rinfrescante; astringente. Aroma molto caratteristico; simile all'odore ma più fine; ammoniacale, di infuso di camomilla, di spezie fresche, di caramella agli oli essenziali, di rancido.
Produzione abbondante di polline di colore arancione.
[Di: Marco Accorti, Roberto Colombo, Gian Luigi Marcazzan, Livia Persano Oddo, Maria Lucia Piana, Maria Gioia Piazza, Patrizio Pulcini, Anna Gloria Sabatini]
Tratto da: api.entecra.it - Consiglio per la ricerca e sperimentazione in agricoltura
Foglie giovani crude
Raccolte prima della fioritura, sono tenere e meno amare
Utilizzate in insalate miste con olio extravergine, limone o aceto
Spesso abbinate a uova sode, formaggi freschi o frutta secca
Caratteristiche: gusto amarognolo delicato, stimolante per la digestione
Foglie cotte
Bollite brevemente o saltate in padella
Usate come verdura da contorno, simile a cicoria o bietola
Base per ripieni di torte salate, frittate, ravioli o gnocchi
Suggerimento: una breve sbollentatura riduce l’amaro
Germogli e rosette basali
Raccolti a inizio primavera
Consumati lessati e conditi o ripassati con aglio e olio
Molto apprezzati nelle cucine regionali italiane come piatto depurativo stagionale
Fiori freschi
Utilizzati per preparare frittelle, pastelle dolci o salate
Ingredienti per sciroppi e gelatine
Base per il tradizionale vino di tarassaco
Caratteristiche: aroma floreale, leggermente mielato
Boccioli
Raccolti chiusi
Conservati sott’aceto o sott’olio, come i capperi
Usati come condimento per insalate e piatti freddi
Radici cotte
Pulite, bollite o stufate
Usate come verdura invernale in zuppe e minestre
Radici tostate
Essiccate e tostate
Macinate per ottenere un surrogato del caffè privo di caffeina
Tradizionale nelle cucine rurali e in periodi di carestia
Sapore: tostato, amaro, simile al caffè d’orzo
Preparazioni tradizionali
Zuppe primaverili depurative
Risotti con foglie giovani
Pesti erbacei con foglie crude
Pane e focacce arricchite con foglie tritate
Liquori e vini aromatici a base di fiori
Indicazioni pratiche e sicurezza
Raccogliere solo piante da zone non inquinate, lontane da strade e pesticidi
Preferire foglie giovani per uso crudo
Lavare accuratamente tutte le parti
Evitare consumo eccessivo in soggetti con ipersensibilità gastrica o problemi biliari importanti
Valore gastronomico e culturale
Il tarassaco è considerato una verdura spontanea di pregio, simbolo della cucina contadina e della stagionalità primaverile. Oggi è riscoperto anche dall’alta cucina per il suo profilo amaricante naturale, ideale per piatti equilibrati e funzionali.
Per combattere disordini biologici e metabolici che accompagnano certe affezioni cutanee è estremamente importante favorire l'eliminazione delle tossine da parte dell'organismo, attraverso quelli che possono essere considerati gli emuntori naturali: fegato, reni, intestino, pelle in quanto il loro funzionamento difettoso ostacola l'eliminazione delle tossine prodotte dall'organismo.
Con l'attività generalizzata sulle ghiandole emuntorie o elettiva su alcuni organi come la pelle, certe piante sono in grado di potenziarne il loro potere filtrante aumentando quindi l'eliminazione degli elementi tossici dal sangue. Non a caso la medicina popolare prescrive "cure depurative primaverili" o "depurativi del sangue" per quelle persone che soffrono di foruncolosi, acne, sfoghi della pelle, disordini epatobiliari, infiammazioni, ecc.
Le piante depurative sono associabili e sinergiche tra loro. Viola tricolore, Bardana, Dulcamara, Olivo, Carciofo, Ribes nero, Fumaria, Tarassaco, Frassino spinoso, per esempio, rinforzano a vicenda la loro azione terapeutica e sono efficaci in tutte le forme di eruzioni cutanee.
[Tratto da: Enrica Campanini "Dizionario di fitoterapia e piante medicinali"]
Taraxacum deriva dal greco taraxis (disordine) e akos (rimedio), indicando un rimedio per “ristabilire l’equilibrio”.
Officinale segnala l’antico utilizzo nelle officine farmaceutiche medievali.
Il nome comune “dente di leone” si riferisce alla forma dentata delle foglie.
Diffusione e adattabilità
È una delle piante più diffuse al mondo, presente in tutti i continenti temperati.
Cresce in prati, campi, giardini, bordi stradali e fessure urbane, adattandosi a condizioni molto diverse.
È considerata un esempio perfetto di pianta pioniera e di resilienza botanica.
Curiosità botaniche
Ogni “fiore” è in realtà un capolino composto da centinaia di piccoli fiori.
I semi sono dotati di un pappo che consente la dispersione eolica; un singolo fiore può produrre centinaia di semi.
La pianta contiene un lattice bianco che in passato veniva usato per usi artigianali e popolari.
Uso nella medicina tradizionale
Conosciuto come depurativo primaverile, era usato per “pulire il sangue” dopo l’inverno.
Impiegato come rimedio per fegato, reni e digestione in tutta Europa.
Nella medicina popolare era consigliato anche per reumatismi, pelle impura e gonfiori.
Presenza nella storia
Citato da medici arabi medievali e successivamente nei testi erboristici rinascimentali europei.
Utilizzato nelle farmacopee ufficiali fino al XIX secolo.
In tempi di carestia, le radici tostate erano usate come surrogato del caffè.
Simbolismo e tradizione popolare
Simbolo di libertà e desideri: soffiare sul pappo era considerato un gesto propiziatorio.
Associato alla rinascita primaverile e al rinnovamento fisico.
In alcune tradizioni popolari era considerato una pianta “protettiva” contro energie negative.
Uso culinario storico
Le foglie erano una delle principali verdure spontanee primaverili nelle campagne europee.
I fiori venivano usati per preparare sciroppi, vini e dolci.
Le radici rappresentavano una risorsa alimentare e funzionale nelle comunità rurali.
Riscoperta moderna
Oggi è considerato una pianta funzionale che unisce valore nutrizionale, fitoterapico e gastronomico.
Apprezzato anche nella cucina gourmet per il suo gusto amaricante naturale.
Oggetto di studi scientifici per le sue proprietà antiossidanti, digestive e diuretiche.
Curiosità culturali
In inglese è chiamato “dandelion”, dal francese dent-de-lion.
In diverse lingue europee il nome richiama i denti o il latte (per il lattice).
È spesso erroneamente considerato solo una “erbaccia”, ma è una delle piante officinali più complete e versatili.