Foto modificata per uso didattico gentilmente concessa da Luciana Bartolini
Autore: A.Tucci
Photo by Western Weeds
Fumaria capreolata L.
Autore: A.Tucci
Immagine modificata per uso didattico tratta da: Ciba - Le Malerbe
TOSSICITÀ BASSA
EFFICACIA BUONA
++
ANNUNCIO PUBBLICITARIO
FINE ANNUNCIO
SCHEDA BOTANICA
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Clade Angiosperms
Clade Eudicots
Clade Core Eudicots
Ordine Ranunculales
Famiglia Papaveraceae
Sottofamiglia Fumarioideae
Genere Fumaria
Specie Fumaria officinalis
Famiglia:
Fumosterno, Fumoterra, Fiele della Terra, Erba Adetina, Erba Calderugia, Common Fumitory, Drug Fumitory, Wax-Dolls Beggary, Erdrauch, Fumeterre, Capa De Reina, Erva Moleirinha, Erva Pombinha, Duivekervel, Jordrök, Guessis, Shahtredj
Fumaria Officinalis F. Officinalis L., 1753, Fumaria Officinalis Var. Media (Loisel.) Cout., 1892Fumaria Officinalis Subsp. Officinalis, Fumaria Officinalis Var. Officinalis, Fumaria Parviflora Lam., Fumaria Schleicheri Soy.-Will., Fumaria Spectabilis Lojac., Fumaria Vulgaris Hill, Fumaria Vulgaris Var. Officinalis (L.) Pugsley.
PIANTA ERBACEA ANNUALE GLABRA E GLAUCA CON FUSTI FRAGILI E RAMIFICATI. LE FOGLIE SONO FINEMENTE DIVISE IN LACINIE LINEARI O LANCEOLATE, CONFERENDO UN ASPETTO DELICATO. I FIORI SONO PICCOLI, TUBULARI E BILABIATI, DI COLORE ROSA-PORPORA CON LE PUNTE PIÙ SCURE, RIUNITI IN RACEMI ASCELLARI DENSI E PENDULI. IL FRUTTO È UN ACHENIO GLOBOSO O OVOIDE, LISCIO O LEGGERMENTE RUGOSO, CONTENENTE UN SINGOLO SEME.
APRILE MAGGIO GIUGNO LUGLIO AGOSTO SETTEMBRE OTTOBRE, CON PICCO IN PRIMAVERA-ESTATE (MAGGIO-LUGLIO)
Si trova spesso in terreni disturbati e ricchi di nutrienti, come campi coltivati, giardini, bordi stradali, discariche e ruderi. Predilige suoli ben drenati, da argillosi a sabbiosi, e cresce meglio in pieno sole o mezz'ombra. È una specie cosmopolita ampiamente distribuita in Europa, Asia occidentale e Nord Africa, ed è stata introdotta anche in Nord e Sud America e Australia. La sua capacità di germinare e crescere rapidamente in aree disturbate la rende una comune "erbaccia" in contesti agricoli e urbani. La fumaria officinalis è spesso associata a colture di cereali e altre piante annuali, completando il suo ciclo vitale in sincronia con esse.
Wichtl M, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals A Handbook for Practice on a Scientific Basis, 2004
Sticher O, Natural Product Isolation and Structure Elucidation Fumaria species alkaloids review, 2008
Colombo M L, Bosisio E, Pharmacological activities of Chelidonium majus and Fumaria officinalis alkaloids, 1996
Rollinger J M, Stuppner H, Fumaria officinalis phytochemistry and pharmacology review, 2007
Hegnauer R, Chemotaxonomie der Pflanzen Band Alkaloide, 1986
Evans W C, Trease and Evans Pharmacognosy, 2009
TOSSICITÀ: BASSA
Motivazione: ai dosaggi terapeutici documentati la pianta presenta un buon profilo di sicurezza con effetti indesiderati generalmente lievi e rari, come disturbi gastrointestinali; la presenza di alcaloidi impone cautela a dosaggi elevati o uso prolungato, ma non sono documentati effetti tossici rilevanti nell’uso corretto
EFFICACIA: BUONA
Motivazione: esistono dati farmacologici coerenti su Fumaria officinalis L. relativi ad attività coleretica, colagoga e spasmolitica delle vie biliari supportati da studi in vivo su animali e da evidenze in vitro sugli alcaloidi isoquinolinici come la fumarina; l’uso fitoterapico è consolidato e riconosciuto in monografie ufficiali, mentre gli studi clinici diretti sono limitati ma coerenti con i dati farmacologici
Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ciascun utilizzo fitoterapico.
Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata*
Confermate da studi scientifici e clinici Non sono disponibili evidenze cliniche controllate, meta-analisi o revisioni sistematiche robuste specifiche su Fumaria officinalis L. che consentano di confermare proprietà terapeutiche con livello di evidenza clinica; i dati clinici risultano assenti o insufficienti per una validazione evidence-based diretta.
Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata Attività coleretica e modulante della funzione epatobiliare documentata in studi in vivo su modelli animali e supportata da monografie ufficiali, con indicazione per disfunzioni biliari funzionali; attività spasmolitica sulla muscolatura liscia biliare e intestinale dimostrata in vitro e in vivo animale con possibile impiego in dispepsie e disturbi funzionali gastrointestinali; attività antiossidante osservata in studi in vitro su estratti vegetali attribuita a composti fenolici e alcaloidi, con rilevanza farmacologica ma senza conferma clinica; attività epatoprotettiva evidenziata in modelli animali sperimentali con danno epatico indotto, con indicazione potenziale come coadiuvante nelle disfunzioni epatiche funzionali; attività antiproliferativa e citotossica osservata in vitro su linee cellulari, senza applicazione clinica dimostrata; l’insieme delle evidenze è di tipo preclinico e fitoterapico tradizionale supportato da dati farmacologici coerenti.
Uso storico e nella tradizione Impiego tradizionale come depurativo e drenante epatobiliare; uso nella medicina popolare europea per dispepsia, disturbi biliari e cutanei; utilizzo tradizionale in condizioni dermatologiche come eczema e dermatosi su base empirica non validata clinicamente; impiego come regolatore della funzione digestiva e biliare nella fitoterapia tradizionale.
European Medicines Agency, Assessment report on Fumaria officinalis L. herba, 2011
ESCOP, Fumariae herba Monograph, 2003
Blumenthal M, Goldberg A, Brinckmann J, Herbal Medicine Expanded Commission E Monographs, 2000
Vranjes-Djuric S, Popovic M, Mimica-Dukic N, Pharmacological effects of Fumaria officinalis extracts on smooth muscle, 2008
Orhan I, Sener B, Musharraf SG, Antioxidant and hepatoprotective activity of Fumaria officinalis, 2012
(Le avvertenze includono segnali di rischio basati su evidenze precliniche, plausibilità farmacologica o casi isolati)
POSSIBILE INSORGENZA DI DISTURBI GASTROINTESTINALI LIEVI A DOSAGGI ELEVATI ATTRIBUIBILI AL CONTENUTO IN ALCALOIDI ISOQUINOLINICI, EVIDENZA DERIVATA DA STUDI FARMACOLOGICI E OSSERVAZIONI FITOTERAPICHE TRADIZIONALI; CAUTELA IN CASO DI PATOLOGIE EPATOBILIARI COMPLESSE PER L’ATTIVITÀ COLERETICA E COLAGOGA DOCUMENTATA IN MODELLI IN VITRO E IN VIVO ANIMALE; POTENZIALE INTERAZIONE CON FARMACI AD AZIONE EPATOBILIARE O SPASMOLITICA SULLA BASE DI PLAUSIBILITÀ FARMACOLOGICA LEGATA AI MECCANISMI OSSERVATI IN STUDI SPERIMENTALI, IN ASSENZA DI CONFERME CLINICHE DIRETTE; USO PROLUNGATO NON ADEGUATAMENTE SUPPORTATO DA DATI CLINICI DI SICUREZZA A LUNGO TERMINE SPECIFICI PER LA SPECIE.
(Le controindicazioni si basano su evidenze cliniche dirette, cioè dati da studi clinici, osservazionali o casistiche solide che dimostrino che l’uso della pianta è da evitare in specifiche condizioni o popolazioni)
NON SONO DISPONIBILI CONTROINDICAZIONI CLINICHE SPECIFICHE CHIARAMENTE DOCUMENTATE PER FUMARIA OFFICINALIS L. BASATE SU STUDI CLINICI CONTROLLATI O OSSERVAZIONALI DIRETTI SULLA SPECIE; I DATI DISPONIBILI DERIVANO PREVALENTEMENTE DA STUDI FARMACOLOGICI PRECLINICI E NON CONSENTONO DI DEFINIRE CONTROINDICAZIONI ASSOLUTE EVIDENCE-BASED.
(Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche)
La droga è costituita dalle parti aeree essiccate di Fumaria officinalis L., utilizzate per il contenuto in alcaloidi isoquinolinici, in particolare fumarina, con impiego in preparazioni standardizzate per l’attività epatobiliare
Estratti secchi standardizzati sono disponibili in capsule o compresse, generalmente titolati in alcaloidi totali espressi come fumarina; la posologia abituale si colloca tra 200 e 500 mg al giorno di estratto secco, suddivisi in una o due somministrazioni
Estratti fluidi sono utilizzati in forma liquida con dosaggi indicativi di 1–2 ml due volte al giorno, adattati alla concentrazione dell’estratto e alla standardizzazione in principi attivi
Tintura madre è impiegata nella pratica erboristica con dosaggi usuali di 20–40 gocce due o tre volte al giorno, preferibilmente prima dei pasti, per il supporto della funzione biliare
Infusi delle parti aeree possono essere utilizzati con 1–2 g di droga in 150–200 ml di acqua, una o due volte al giorno, anche se la standardizzazione dei principi attivi è limitata rispetto agli estratti
Integratori combinati associano Fumaria officinalis ad altre piante epatobiliari, con dosaggi calibrati in base al contenuto in alcaloidi e all’effetto sinergico previsto nelle formulazioni
Preparazioni omeopatiche sono disponibili sotto forma di tintura madre o diluizioni come D1, D3, D6 o equivalenti centesimali, con posologia basata sulla pratica omeopatica e non su evidenze farmacologiche dirette
Bibliografia
European Medicines Agency, Assessment report on Fumaria officinalis, 2011
ESCOP Monographs, Herbal Medicinal Products, 2019
Wichtl M., Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, 2004
Heinrich M., Barnes J., Gibbons S., Williamson E., Fundamentals of Pharmacognosy and Phytotherapy, 2018
Blumenthal M., The Complete German Commission E Monographs, 1998
(Basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso)
Una tisana semplice con Fumaria officinalis L. può essere preparata utilizzando 1–2 g di parti aeree essiccate in 150–200 ml di acqua calda, lasciando in infusione per 10–15 minuti e assumendo una o due volte al giorno prima dei pasti, con finalità di supporto alla funzione biliare e digestiva
Una formulazione erboristica epatobiliare può includere Fumaria officinalis L. 1 g, Taraxacum officinale F.H. Wigg. 1 g e Cynara scolymus L. 1 g in infusione in 200 ml di acqua, una o due volte al giorno, come coadiuvante nei disturbi dispeptici e nella regolazione della secrezione biliare
Una miscela con azione digestiva e antispasmodica può prevedere Fumaria officinalis L. 1 g, Mentha × piperita L. 1 g e Foeniculum vulgare Mill. 1 g, in infusione, una o due volte al giorno dopo i pasti, per favorire la digestione e ridurre la componente spastica
Una formulazione orientata al supporto epatico può associare Fumaria officinalis L. 1 g, Silybum marianum (L.) Gaertn. 1 g e Rosmarinus officinalis L. 0,5 g in infusione, una volta al giorno, con attenzione alla durata del trattamento e alla tollerabilità individuale
Una miscela tradizionale depurativa può comprendere Fumaria officinalis L. 1 g, Arctium lappa L. 1 g e Viola tricolor L. 1 g, in infusione, una volta al giorno, utilizzata come coadiuvante nelle condizioni cutanee associate a disfunzioni epatobiliari
Le formulazioni devono essere utilizzate per periodi limitati e con cautela nei soggetti con patologie biliari o epatiche, preferendo preparazioni standardizzate quando disponibili per garantire maggiore controllo del contenuto in alcaloidi
Bibliografia
European Medicines Agency, Assessment report on Fumaria officinalis, 2011
ESCOP Monographs, Herbal Medicinal Products, 2019
Wichtl M., Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, 2004
Heinrich M., Barnes J., Gibbons S., Williamson E., Fundamentals of Pharmacognosy and Phytotherapy, 2018
Blumenthal M., The Complete German Commission E Monographs, 1998
Consultare il proprio medico prima di assumere qualsiasi preparato
ANNUNCIO PUBBLICITARIO
FINE ANNUNCIO
SCHEDA NOTIZIE E VARIE
PIANTE DEPURATIVE E DRENANTI
Per combattere disordini biologici e metabolici che accompagnano certe affezioni cutanee è estremamente importante favorire l'eliminazione delle tossine da parte dell'organismo, attraverso quelli che possono essere considerati gli emuntori naturali: fegato, reni, intestino, pelle in quanto il loro funzionamento difettoso ostacola l'eliminazione delle tossine prodotte dall'organismo.
Con l'attività generalizzata sulle ghiandole emuntorie o elettiva su alcuni organi come la pelle, certe piante sono in grado di potenziarne il loro potere filtrante aumentando quindi l'eliminazione degli elementi tossici dal sangue. Non a caso la medicina popolare prescrive "cure depurative primaverili" o "depurativi del sangue" per quelle persone che soffrono di foruncolosi, acne, sfoghi della pelle, disordini epatobiliari, infiammazioni, ecc.
Le piante depurative sono associabili e sinergiche tra loro. Viola tricolore, Bardana, Dulcamara, Olivo, Carciofo, Ribes nero, Fumaria, Tarassaco, Frassino spinoso, per esempio, rinforzano a vicenda la loro azione terapeutica e sono efficaci in tutte le forme di eruzioni cutanee.
[Tratto da: Enrica Campanini "Dizionario di fitoterapia e piante medicinali"]
Il nome Fumaria deriva dal latino fumus terrae, ovvero fumo della terra, probabilmente per l’aspetto evanescente e grigio verde della pianta che sembra emergere dal suolo come una nube leggera
Nella medicina popolare europea era considerata una pianta depurativa per eccellenza, associata simbolicamente alla purificazione del sangue e utilizzata nei disturbi cutanei collegati a disfunzioni epatiche
Nel Medioevo veniva impiegata anche in preparazioni cosmetiche per migliorare l’aspetto della pelle e come rimedio contro macchie cutanee e irritazioni
La pianta è stata ampiamente utilizzata nella tradizione galenica e successivamente nella fitoterapia moderna, diventando una delle droghe classiche per il supporto della funzione epatobiliare
Dal punto di vista fitochimico ha suscitato interesse per la presenza di alcaloidi isoquinolinici, tra cui la fumarina, che hanno contribuito a chiarire i meccanismi farmacologici delle sue proprietà tradizionali
È considerata una specie nitrofila e spesso cresce spontaneamente nei campi coltivati e nei terreni disturbati, motivo per cui è stata a lungo percepita anche come pianta infestante oltre che medicinale