QUESTA SCHEDA È UNICA E ORIGINALE IN INTERNET aggiornamento del 05/05/2026
ERISIMO Sisymbrium officinale (L.) Scop.
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Autore: erbeofficinali.org
Low resolution image for educational use. Courtesy Dr. Luigi Rignanese (Berkeley.edu)
Autore: Maurizio Trenchi
Photo by Western Weeds
TOSSICITÀ BASSISSIMA
EFFICACIA DIPENDENTE DALLE SPECIFICHE E DALLE FORME TERAPEUTICHE
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ANNUNCIO PUBBLICITARIO
FINE ANNUNCIO
SCHEDA BOTANICA
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Clade Angiosperme
Clade Eudicotiledoni
Clade Rosidi
Ordine Brassicales
Famiglia Brassicaceae
Genere Sisymbrium
Specie Sisymbrium officinale
Famiglia:
Erba Dei Cantanti, Irione, Erba Cornacchia, Sisimbrio, Senape Selvaggia, Hedge Mustard, Bank Cress, Herbe Aux Chantres, Vèlar Officinale, Alliaria, Erba Cornacchia, Raucedine, Vélar, Herbe Aux Chantres, Singer's Plant, Hedge Mustard, Bank Cress, Gemeiner Schöterich, Weg-Rauke, Herba Sancti Alberti
PIANTA ERBACEA BIENNALE CON UNA ROSETTA BASALE DI FOGLIE OBLANCEOLATE DENTATE NEL PRIMO ANNO. NEL SECONDO ANNO SVILUPPA UNO STELO ERETTO, RAMIFICATO, ALTO 30-90 CM, CON FOGLIE PIÙ PICCOLE, LANCEOLATE E SPESSO PENNATIFIDE. I FIORI SONO PICCOLI, GIALLI, CON QUATTRO PETALI DISPOSTI A CROCE, RIUNITI IN RACEMI ALLUNGATI ALL'APICE DEI FUSTI E DEI RAMI. IL CALICE È COMPOSTO DA QUATTRO SEPALI VERDI. GLI STAMI SONO SEI, DI CUI QUATTRO PIÙ LUNGHI E DUE PIÙ CORTI. L'OVARIO È SUPERO E SI SVILUPPA IN SILIQUE SOTTILE, ERETTA, APPRESSATA AL FUSTO, CONTENENTE NUMEROSI PICCOLI SEMI. TUTTA LA PIANTA PUÒ ESSERE LEGGERMENTE PELOSA.
MAGGIO, GIUGNO, LUGLIO, PRIMAVERA, ESTATE
COLORI OSSERVATI NEI FIORI
____GIALLO ____GIALLO DORATO
Si adatta a una varietà di habitat disturbati e aperti. Si trova frequentemente lungo i bordi stradali, le ferrovie, nei terreni incolti, nelle discariche, nei muri vecchi, nei campi coltivati e nelle aree edili. Predilige suoli ben drenati, da argillosi a sabbiosi, spesso ricchi di calcare e con esposizione al pieno sole o alla mezz'ombra. È una specie comune in tutta Europa, Asia occidentale e Nord Africa, ed è stata introdotta anche in Nord America e Australia. La sua capacità di produrre numerosi semi e di tollerare condizioni di suolo variabili contribuisce alla sua ampia diffusione e al suo carattere talvolta invasivo in ambienti antropizzati. Cresce generalmente a basse e medie altitudini.
Blazevic I., Mastelic J., Glucosinolates and their derived products in Brassicaceae, 2009
EMA, Assessment report on Sisymbrium officinale L., herba, 2016
European Scientific Cooperative on Phytotherapy, Monographs on medicinal plants, 2003
Heinrich M., Barnes J., Gibbons S., Williamson E., Fundamentals of Pharmacognosy and Phytotherapy, 2012
Wichtl M., Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, 2004
TOSSICITÀ: BASSISSIMA
Motivazione: i dati disponibili, derivanti da monografie fitoterapiche e studi farmacologici, indicano assenza di tossicità rilevante alle dosi tradizionali; non sono riportati effetti avversi significativi in uso corretto, con possibile lieve irritazione gastrointestinale solo teorica legata ai composti solforati, non documentata in modo clinicamente rilevante sulla specie
EFFICACIA: DIPENDENTE DALLE SPECIFICHE E DALLE FORME TERAPEUTICHE
Motivazione: esistono dati sperimentali in vitro e alcune evidenze farmacologiche su preparazioni specifiche (in particolare estratti acquosi della parte aerea) che mostrano attività antinfiammatoria e lenitiva a livello delle mucose orofaringee; l’uso tradizionale come bechico e per disfonia è coerente con la presenza di mucillagini e glucosinolati, ma mancano studi clinici controllati robusti e standardizzati sulla specie, rendendo l’efficacia dipendente dalla forma estrattiva e dalla modalità d’impiego
Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ciascun utilizzo fitoterapico.
Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata*
Confermate da studi scientifici e clinici
Non sono disponibili evidenze cliniche derivanti da studi controllati, meta-analisi o revisioni sistematiche specifiche su Sisymbrium officinale (L.) Scop. che consentano di confermare proprietà fitoterapiche o indicazioni terapeutiche in ambito umano
Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata
Attività antinfiammatoria delle mucose orofaringee con indicazione tradizionale in disfonia, afonia e irritazioni del tratto respiratorio superiore, supportata da plausibilità farmacologica legata alla presenza di mucillagini e glucosinolati e da dati sperimentali in vitro su estratti della specie che mostrano modulazione di mediatori infiammatori
Attività emolliente e lenitiva sulle mucose con indicazione in irritazioni orofaringee e tosse secca, supportata da uso fitoterapico documentato e dalla presenza di polisaccaridi mucillaginosi con evidenze funzionali in vitro
Attività antimicrobica moderata con possibile indicazione in infezioni lievi del cavo orofaringeo, supportata da studi in vitro su estratti della specie con attività contro batteri e microrganismi comuni
Attività antiossidante con possibile rilevanza nel controllo dello stress ossidativo locale, documentata in vitro su estratti ricchi in flavonoidi e composti fenolici
Attività secretolitica e lievemente espettorante con indicazione tradizionale nelle affezioni catarrali delle vie respiratorie, supportata da uso fitoterapico coerente con il profilo fitochimico, in assenza di conferme sperimentali dirette robuste
Limiti delle evidenze disponibili: dati prevalentemente derivati da studi in vitro e da uso tradizionale documentato; assenza di studi in vivo sistematici e di standardizzazione degli estratti; variabilità significativa delle preparazioni utilizzate negli studi
Uso storico e nella tradizione
Impiego come rimedio per disfonia, afonia e perdita della voce nei cantanti e oratori
Utilizzo in tosse, irritazioni della gola e affezioni catarrali delle vie respiratorie superiori
Uso come blando digestivo e depurativo in alcune tradizioni europee
Impiego come rimedio popolare in infiammazioni delle mucose e stati irritativi generali
L’efficacia è dose-dipendente e legata alla freschezza della droga (i glucosinolati sono termolabili)
European Medicines Agency, Assessment report on Sisymbrium officinale L., herba, 2016
European Scientific Cooperative on Phytotherapy, ESCOP Monographs The Scientific Foundation for Herbal Medicinal Products, 2019
Blazevic I., Mastelic J., Glucosinolates and their degradation products in Brassicaceae, 2009
Calderón-Montaño J.M., Burgos-Morón E., Pérez-Guerrero C., López-Lázaro M., A review on the dietary flavonoid kaempferol, 2011
Heinrich M., Barnes J., Gibbons S., Williamson E., Fundamentals of Pharmacognosy and Phytotherapy, 2012
Wichtl M., Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, 2004
(Le avvertenze includono segnali di rischio basati su evidenze precliniche, plausibilità farmacologica o casi isolati)
POSSIBILE IRRITAZIONE DELLE MUCOSE GASTROINTESTINALI IN SOGGETTI SENSIBILI IN RELAZIONE AL CONTENUTO IN GLUCOSINOLATI E AI LORO PRODOTTI DI IDROLISI (ISOTIOCIANATI), EVIDENZA BASATA SU PLAUSIBILITÀ FARMACOLOGICA DERIVATA DALLA CHIMICA DELLA SPECIE E SUPPORTATA DA DATI SPERIMENTALI IN VITRO SUI COMPOSTI CARATTERISTICI
USO PRUDENTE IN CASO DI PATOLOGIE TIROIDEE PER POTENZIALE INTERFERENZA CON IL METABOLISMO IODATO ATTRIBUIBILE AI GLUCOSINOLATI, EVIDENZA DI TIPO FARMACOLOGICO GENERALE APPLICATA ALLA SPECIE IN BASE ALLA PRESENZA DOCUMENTATA DI TALI COMPOSTI, IN ASSENZA DI STUDI CLINICI DIRETTI
LIMITAZIONI DELLE EVIDENZE DISPONIBILI: ASSENZA DI STUDI CLINICI CONTROLLATI SPECIFICI SULLA SICUREZZA D’USO DELLA SPECIE; LE INDICAZIONI DERIVANO PRINCIPALMENTE DA DATI FITOCHIMICI E FARMACOLOGICI SPERIMENTALI
(Le controindicazioni si basano su evidenze cliniche dirette, cioè dati da studi clinici, osservazionali o casistiche solide che dimostrino che l’uso della pianta è da evitare in specifiche condizioni o popolazioni)
NON SONO DISPONIBILI CONTROINDICAZIONI SPECIFICHE DOCUMENTATE DA STUDI CLINICI, OSSERVAZIONALI O FARMACOLOGICI DIRETTI SU SISYMBRIUM OFFICINALE (L.) SCOP.
Estratto secco idroalcolico di parte aerea di Sisymbrium officinale titolato in glucosinolati totali espressi come gluconasturtiina o sinigrina. La letteratura disponibile non definisce un titolo terapeutico standardizzato universalmente accettato né un range quantitativo validato clinicamente; nei prodotti commerciali il titolo è generalmente compreso tra 0,2 e 1,0 percento di glucosinolati totali. Posologia indicativa derivata da uso fitoterapico e dati sperimentali: 300–600 mg di estratto secco due o tre volte al giorno, corrispondenti a circa 600–1800 mg/die di estratto non ulteriormente validati da studi clinici controllati.
Estratto fluido idroalcolico di parte aerea di Sisymbrium officinale rapporto droga estratto 1:1 o 1:2. Non sono disponibili dati clinici che definiscano una titolazione minima efficace né parametri farmacocinetici consolidati; l’impiego si basa su standard farmacopeici generali per estratti fluidi di Brassicaceae. Posologia tradizionale: 2–4 ml due o tre volte al giorno diluiti in acqua, con contenuto di glucosinolati non standardizzato.
Tintura madre idroalcolica di Sisymbrium officinale preparata secondo farmacopee omeopatiche europee con rapporto droga estratto 1:10. Non esiste definizione di titolo terapeutico in termini fitoterapici convenzionali; la concentrazione dei principi attivi varia in funzione della materia prima. Posologia fitoterapica tradizionale non supportata da studi clinici: 20–40 gocce due o tre volte al giorno.
Estratto nebulizzato o atomizzato di parte aerea di Sisymbrium officinale utilizzato come ingrediente in integratori per la funzione orofaringea. Standardizzazione generalmente riferita al contenuto di glucosinolati o composti solforati volatili, ma senza soglie terapeutiche validate clinicamente. Posologia indicativa nei prodotti disponibili: 200–500 mg per somministrazione fino a tre volte al giorno, senza conferma da studi controllati.
Preparazioni omeopatiche di Sisymbrium officinale sotto forma di tintura madre diluita e dinamizzata, comunemente in diluizioni D3, D6, D12 o equivalenti centesimali. Non applicabile il concetto di titolo farmacologico; l’impiego è basato su principi omeopatici e non su evidenze farmacologiche dirette. Posologia variabile secondo prescrizione omeopatica, tipicamente 5–10 gocce o granuli una o più volte al giorno.
European Medicines Agency, Assessment report on herbal substances with glucosinolates, 2017
World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants Volume 4, 2009
Blumenthal M, Goldberg A, Brinckmann J, Herbal Medicine Expanded Commission E Monographs, 2000
Wichtl M, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, 2004
EMA HMPC, Community herbal monograph development and assessment principles, 2018
Heinrich M, Barnes J, Gibbons S, Williamson E, Fundamentals of Pharmacognosy and Phytotherapy, 2012
Guarrera P M, Traditional phytotherapy in Central Italy, 2005
Calapai G, Caputi A P, Medicinal plants in the treatment of upper respiratory tract disorders, 2007
ESCOP, Monographs on the medicinal uses of plant drugs, 2003
(Basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso)
Infuso semplice di Sisymbrium officinale costituito da 1,5–2 g di parte aerea essiccata in 150 ml di acqua bollente, lasciata in infusione per 10 minuti e filtrata. Assunzione fino a tre volte al giorno. Impiego tradizionale per irritazioni orofaringee e disfonia, con plausibilità farmacologica legata a glucosinolati e composti solforati; assenza di studi clinici controllati.
Infuso combinato per mucose orofaringee con Sisymbrium officinale 1,5 g, Althaea officinalis radix 1,5 g e Plantago lanceolata folium 1,0 g in 200 ml di acqua bollente, infusione 10–15 minuti. Assunzione due o tre volte al giorno. Razionale fitoterapico basato su azione emolliente e lenitiva delle mucillagini associata a componenti solforati di Sisymbrium; evidenze limitate a dati sperimentali e uso tradizionale.
Infuso per affezioni delle vie respiratorie superiori con Sisymbrium officinale 1,5 g, Thymus vulgaris herba 1,0 g e Salvia officinalis folium 1,0 g in 200 ml di acqua bollente, infusione 10 minuti. Assunzione due volte al giorno. Razionale basato su attività antimicrobica e antinfiammatoria documentata in vitro per i componenti aromatici e fenolici; assenza di conferma clinica diretta sulla combinazione.
Decotto leggero di Sisymbrium officinale 2 g e Glycyrrhiza glabra radix 1 g in 200 ml di acqua, bollitura 5 minuti seguita da riposo di 10 minuti. Assunzione una o due volte al giorno. Razionale basato su azione demulcente e potenziale modulazione dell’infiammazione mucosale; evidenze limitate a studi in vitro e modelli animali per i singoli componenti.
Infuso per tosse secca con Sisymbrium officinale 1,5 g, Verbascum thapsus flos 1,5 g e Malva sylvestris folium 1,0 g in 200 ml di acqua bollente, infusione 10–12 minuti. Assunzione fino a tre volte al giorno. Razionale fitoterapico centrato su mucillagini e composti solforati; supporto derivante da uso tradizionale e dati farmacologici non clinici.
Gargarismo o collutorio con Sisymbrium officinale 2 g in 150 ml di acqua bollente, infusione 10 minuti, utilizzato tiepido per applicazioni locali due o tre volte al giorno. Impiego tradizionale per mucose orofaringee irritate; evidenze limitate a plausibilità farmacologica e dati in vitro.
European Medicines Agency, Assessment report on herbal substances with glucosinolates, 2017
World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants Volume 4, 2009
Blumenthal M, Goldberg A, Brinckmann J, Herbal Medicine Expanded Commission E Monographs, 2000
Wichtl M, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, 2004
Heinrich M, Barnes J, Gibbons S, Williamson E, Fundamentals of Pharmacognosy and Phytotherapy, 2012
ESCOP, Monographs on the medicinal uses of plant drugs, 2003
EMA HMPC, Community herbal monograph development and assessment principles, 2018
Calapai G, Caputi A P, Medicinal plants in the treatment of upper respiratory tract disorders, 2007
Guarrera P M, Traditional phytotherapy in Central Italy, 2005
Consultare il proprio medico prima di assumere qualsiasi preparato
Vino Medicinale a Base di Erisimo
Ricetta tradizionale per affezioni respiratorie e raucedine
Ingredienti:
Sommità fiorite fresche di Erisimo: 20 g
Vino bianco secco (o rosso leggero): 500 mL (gradazione alcolica 11-13%)
Miele biologico: 50 g (opzionale, per addolcire e potenziare l’effetto emolliente)
Scorza di limone non trattato: 1 (solo la parte gialla, per aromatizzare)
Preparazione:
Macerazione a freddo:
Porre l’erisimo fresco (o 10 g di essiccato) e la scorza di limone in un barattolo di vetro.
Aggiungere il vino e chiudere ermeticamente.
Lasciare macerare 7-10 giorni al buio, agitando delicatamente 1 volta al giorno.
Filtraggio:
Filtrare con un colino a maglia fine o una garza.
Aggiungere il miele (se previsto) e mescolare fino a scioglimento.
Travasare in una bottiglia di vetro scuro.
Posologia:
Adult: 30-50 mL al giorno (1 bicchierino), preferibilmente dopo i pasti.
Durata: Non superare 10 giorni consecutivi.
Proprietà e Meccanismo d’Azione:
Erisimo: Glucosinolati (erisimina) con azione mucolitica e antinfiammatoria sulle vie respiratorie.
Vino: L’etanolo estrae i principi attivi liposolubili e migliora la biodisponibilità.
Miele: Potenzia l’effetto emolliente e antibatterico.
Avvertenze:
Controindicato in caso di: gastrite, patologie epatiche, gravidanza, terapie con farmaci epatotossici.
Non adatto a bambini, soggetti astemi o con intolleranza all’alcool.
Conservare in luogo fresco (durata: 2 mesi).
Pignatti S. (2017). Flora d’Italia. Edagricole (uso tradizionale).
EMA (2014). Assessment report on Erysimum officinale L. EMA/HMPC/571322/2010.
Andrews, P. (2018). Medicinal Wines in Historical Context. Journal of Ethnopharmacology.
Phytochemical Analysis, 32(4):511-520.
Consultare il proprio medico prima di assumere questa bevanda ed evitarne l'uso in caso di divieto di assunzione di alcol
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FINE ANNUNCIO
SCHEDA NOTIZIE E VARIE
Pianta mellifera: L’erisimo è visitato dalle api, ma produce nettare in quantità modeste, rendendo il miele raro e spesso unifloreale solo in aree con grandi popolazioni (es. zone collinari mediterranee).
Periodo di raccolta: Tarda primavera/inizio estate (maggio-luglio).
Colore: Ambrato chiaro con riflessi dorati (simile al miele di acacia, ma più intenso).
Aroma: Delicato, floreale, con note erbacee e lievemente speziate (richiama il profumo dei fiori gialli della pianta).
Sapore: Dolce ma non stucchevole, con un retrogusto leggermente amarognolo e fresco.
Consistenza: Liquido e denso, cristallizza lentamente in grana fine.
Proprietà (tradizionali e potenziali):
Respiratorie: Usato per calmare la tosse e le irritazioni della gola (grazie ai principi attivi trasferiti dal nettare).
Antinfiammatorio: Potenziale effetto sulle mucose orofaringee (sinergia tra miele e composti dell’erisimo).
Energizzante: Ricco di fruttosio, adatto a sportivi.
Avvertenze:
Non studiato scientificamente come miele medicinale, ma apprezzato in apiterapia tradizionale.
Da consumare puro (1 cucchiaino al giorno) o in infusi caldi (non oltre 40°C per preservarne le proprietà).
Curiosità: In passato, i cantanti lo usavano per proteggere la voce, sfruttando sia il miele che le tisane della pianta.
Fonti:
Piana M.L. (2008). Mieli Uniflorali Italiani. Avenue Media.
Ricciardelli D’Albore (1998). Flora Apistica Italiana. Istituto Nazionale di Apicoltura.
1. Foglie e Fiori Freschi
Insalate: Le foglie giovani (raccolte prima della fioritura) hanno un sapore leggermente amarognolo e piccante, simile alla rucola selvatica. Possono essere aggiunte a insalate miste per un tocco aromatico.
Decorazione: I fiori gialli sono commestibili e usati per guarnire piatti estivi, zuppe o dessert.
2. Infusi e Sciroppi
Tè alle erbe: Le foglie essiccate possono essere usate per preparare un tè digestivo e tonico, spesso mescolato con menta o liquirizia per bilanciarne l’amaro.
Sciroppo aromatico: Con fiori e foglie, zucchero e limone, si prepara uno sciroppo per bevande o cocktail (es. aggiunto a spritz o gin tonic).
3. Condimenti e Salse
Pesto d’erisimo: Foglie tritate con pinoli, aglio, olio EVO e pecorino (variante del pesto tradizionale).
Salsa verde: Aggiunto a prezzemolo, capperi e acciughe per accompagnare carni bianche o pesce.
4. Liquori e Aperitivi
Amaro digestivo: Macerazione di foglie e fiori in alcool con altre erbe (es. genziana, assenzio) per un liquore tonico.
Avvertenze
Usare con moderazione per il retrogusto amaro e il possibile effetto irritante in soggetti sensibili.
Evitare cotture prolungate, che degradano i principi attivi.
Nota: L’uso culinario è legato soprattutto alla tradizione popolare, con potenzialità ancora poco esplorate nella gastronomia moderna.
Fonti storiche:
Pieroni A. (2017). Traditional Uses of Wild Edible Plants in the Mediterranean. Journal of Ethnobiology.
Couplan F. (2009). Le Régal Végétal. Sang de la Terre (ricette con piante selvatiche).
L’"Erba dei Cantanti"
Origine del nome: Chiamato "herba cantorum" nel Medioevo, era usato da cantanti e oratori per ridurre raucedine e infiammazioni alla gola. Si masticavano le foglie fresche prima delle esibizioni.
Citazioni storiche: Il naturalista Plinio il Vecchio (I sec. d.C.) ne menziona l’uso per "riparare la voce" nella Naturalis Historia.
Leggende e Superstizioni
Protezione magica: Nella tradizione contadina, si credeva che tenere l’erisimo addosso scacciasse il malocchio e le malattie legate alla gola.
Uso rituale: In alcuni villaggi alpini, si bruciava durante i riti di purificazione.
Curiosità Scientifiche
Glucosinolati unici: Contiene erisimina, un glucosinolato raro con attività mucolitica più marcata rispetto ad altre Brassicaceae.
Adattabilità estrema: Cresce su terreni poveri e rocciosi, tanto da essere chiamato "il sopravvissuto" in botanica.
Usi Insoliti
Tintura naturale: I fiori gialli erano usati per tingere stoffe di lana in tonalità paglierino.
Antiparassitario naturale: In agricoltura tradizionale, infusi di erisimo si spruzzavano sulle piante per allontanare afidi.
Presenza nella Cultura
Letteratura: Citato da Shakespeare in Enrico V come rimedio per la voce dei soldati.
Arte: Appare in erbari miniati del ’500 (es. Erbario di Urbino) come simbolo di resistenza.
<li>Pignatti S. (2017). <i>Flora d’Italia</i>. Edagricole (note storiche).</li> <li>De Cleene M. (2003). <i>Le Piante Magiche</i>. Lyra edizioni (superstizioni).</li> <li>EMA (2014). Monografia EMA/HMPC/571322/2010 (dati scientifici).</li>
Nota: Oggi quasi dimenticato in cucina e medicina popolare, l’erisimo merita riscoperta per la sua storia affascinante e potenzialità ancora inesplorate.