ALBERO O ARBUSTO SEMPREVERDE ALTO FINO A 15 METRI, CON CORTECCIA LISCIA GRIGIASTRA. FOGLIE OPPOSTE, OVALI O ELLITTICHE, CORIACEE, VERDE SCURO, CON MARGINE REVOLUTO E PUNTEGGIATURE GHIANDOLARI AROMATICHE. FIORI ERMAFRODITI O UNISESSUALI (PIANTA DIOICA), PICCOLI, BIANCHI O GIALLASTRI, PROFUMATI, RIUNITI IN RACEMI ASCELLARI. FRUTTO È UNA PICCOLA DRUPA GLOBOSA, BLU-NERASTRA A MATURAZIONE, CON POLPA DOLCE E UN SEME.
FIORISCE IN TARDA PRIMAVERA E INIZIO ESTATE, TRA SETTEMBRE, OTTOBRE, NOVEMBRE, DICEMBRE NELL’EMISFERO SUD (CILE, ARGENTINA). IN EUROPA, SE COLTIVATO, PUÒ FIORIRE IN MAGGIO-GIUGNO.
COLORI OSSERVATI NEI FIORI
____BIANCO
Albero o arbusto sempreverde endemico del Cile centrale e meridionale, tra i 33° e i 40° di latitudine sud. Cresce tipicamente nelle foreste sclerofille del Cile centrale, spesso in associazione con altre specie arbustive, formando una densa savana arbustiva. Si adatta a climi temperati caldi e può tollerare brevi gelate leggere fino a circa -4°C. Si trova a quote comprese tra 5 e 1000 metri sul livello del mare, in habitat che vanno dalle foreste umide a condizioni piuttosto secche. La specie è stata introdotta anche in Europa e nel Nord Africa, sebbene sia meno comune al di fuori dei giardini botanici.
Motivazione: A dosi terapeutiche e nelle forme correttamente standardizzate e depurate dall’olio essenziale, Peumus boldus mostra un profilo di sicurezza accettabile. La tossicità diventa rilevante solo in caso di uso improprio, sovradosaggio o impiego di preparazioni ricche in ascaridolo, che possono determinare effetti epatotossici e neurotossici. Per questo motivo l’uso è controindicato in specifiche condizioni cliniche e deve essere limitato nel tempo.
EFFICACIA: DIPENDENTE DALLE SPECIFICHE E DALLE FORME TERAPEUTICHE
Motivazione: L’attività fitoterapica di Peumus boldus Molina è principalmente correlata all’uso corretto delle foglie sotto forma di estratti controllati e standardizzati, soprattutto a basso contenuto di olio essenziale. Esistono evidenze sperimentali e una lunga tradizione d’uso che supportano effetti coleretici, colagoghi e digestivi, attribuiti in particolare alla boldina e ai composti fenolici. Tuttavia, l’efficacia non è generalizzabile a tutte le forme di preparazione, poiché l’olio essenziale grezzo presenta problematiche di sicurezza e non è idoneo all’uso fitoterapico convenzionale.
Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ogni utilizzo fitoterapico.
Note e Bibliografia relativa a proprietà e indicazioni
EMA (2014). *Assessment report on Peumus boldus Molina, folium*. European Medicines Agency.
Journal of Ethnopharmacology (2010). *Choleretic effect of boldine in rats*.
Phytomedicine (2015). *Hepatoprotective mechanisms of boldine*.
Planta Medica (2012). *Antispasmodic effects of Peumus boldus extract*.
Food and Chemical Toxicology (2018). *Anti-inflammatory and antioxidant properties*.
L'azione diuretica elimina l'urèa senza aumentare la quantità di urine eliminate. Il modo più corretto per preparare la tisana con il Boldo è quello della macerazione a freddo per otto ore. Se la terapia viene effettuata con estratto titolato e standardizzato delle foglie, si consiglia di assumere l'equivalente pari a 1 mg di boldina pro dose per la dispepsia biliare e le congestioni del distretto epatobiliare.
È una delle poche piante medicinali con un alcaloide (boldina) che stimola la bile senza aumentare la produzione di acido gastrico.
GRAVIDANZA, ALLATTAMENTO, OSTRUZIONI BILIARI, EPATOPATIE GRAVI, CALCOLI BILIARI, IPERSENSIBILITÀ ACCERTATA, BAMBINI SOTTO I 12 ANNI, INSUFFICIENZA RENALE, USO CONCOMITANTE CON FARMACI EPATOTOSSICI, TERAPIE ANTICOAGULANTI, USO PROLUNGATO OLTRE 4 SETTIMANE
L'OLIO ESSENZIALE È NEUROTOSSICO PER LA PRESENZA DI ASCARIDOLO.
DOSI ELEVATE POSSONO CAUSARE NAUSEA, EVITARE L'USO PROLUNGATO, CONSULTARE IL MEDICO IN CASO DI TERAPIE FARMACOLOGICHE, NON SUPERARE LE DOSI CONSIGLIATE, SOSPENDERE IN CASO DI IRRITAZIONE GASTRICA. NON USARE IN CASO DI CALCOLOSI BILIARE.
(Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche)
ANTIAGGREGANTI PIASTRINICI
ANTICOAGULANTI
ANTIDEPRESSIVI
ANTIEPILETTICI
ASPIRINA
DIURETICI FORTI E DI SINTESI
EPATOTOSSICI
FANS (FARMACI ANTINFIAMMATORI NON STEROIDEI)
FARMACI METABOLIZZATI DAL CYP3A4/CYP2C9
LASSATIVI ANTRACHINONICI (POTENZIAMENTO)
PARACETAMOLO
SEDATIVI DEL SNC
STATINE
(Erbe che possono aumentare l'efficacia fitoterapica)
* Si tenga presente che talvolta la stessa erba indicata come sinergica o antagonista, potrebbe assumere entrambi i ruoli in funzione della dose utilizzata e/o della forma estrattiva o di trattamento. Consultare un fitoterapeuta per personalizzare le combinazioni.
(Erbe che possono diminuire l'effetto fitoterapico o causare interazioni avverse)
Estratto secco standardizzato (capsule o compresse)
Questa forma è spesso ottenuta da estratto secco di foglie di Peumus boldus con titolazione sull’alcaloide principale (boldina) o su un profilo fenolico standardizzato. Viene confezionata in capsule o compresse per uso orale. La titolazione tipica è espressa come contenuto minimo di alcaloidi totali (spesso espresso come boldina). I prodotti standardizzati consentono una somministrazione più prevedibile degli ingredienti attivi rispetto alla semplice polvere di foglie secche.
Posologia tipica stimata per adulti:
Assunzione di estratto secco titolato: dosaggio quotidiano variabile da circa 60 mg a 200 mg al giorno di estratto, suddivisi in 1-3 somministrazioni.
Estratto fluido o tintura standardizzata
Si tratta di un estratto liquido ottenuto macerando foglie di Peumus boldus in una base idroalcolica (grade di solvente variabile, ad esempio 1:5 o 1:10). Questi estratti possono essere titolati per contenuto di flavonoidi o alcaloidi e sono somministrati in gocce o millilitri diluiti in acqua.
Posologia tipica stimata per adulti:
Estratto fluido 1:5 o 1:10: 0,5-5 mL (o un numero di gocce equivalente) fino a 3 volte al giorno, diluito in acqua.
Estratto liofilizzato con supporti di bio-disponibilità
Alcune formulazioni moderne combinano l’estratto liofilizzato con ciclodextrine o altri agenti per migliorare la stabilità e l’assorbimento dei composti attivi (es. alcaloidi e fenoli). Questi estratti possono specificare nei loro ingredienti il contenuto di alcaloidi standardizzati per dose.
Posologia tipica stimata per adulti:
Estratto liofilizzato standardizzato (es. 540 mg nelle formulazioni liquide): 1 mL diluito in acqua, 2-3 volte al giorno.
Indicazioni d’uso tradizionali
Le formulazioni di Peumus boldus sono tradizionalmente impiegate per supportare la funzione digestiva, stimolare la produzione ed il flusso biliare, e alleviare disturbi gastrointestinali lievi, incluse dispepsia, gonfiore e digestione difficile. Queste indicazioni sono allineate agli usi storici della pianta nelle medicine popolari e nelle monografie fitoterapiche europee per l’uso tradizionale di estratti fogliari.
Note di sicurezza e avvertenze
L’uso di integratori a base di Peumus boldus deve essere effettuato con cautela. Il contenuto di olio essenziale (ad esempio ascaridole) può essere potenzialmente tossico a dosi elevate, e perciò molte monografie raccomandano forme a basso o controllato contenuto di composti volatili. Evitare l’uso in caso di ostruzione delle vie biliari, calcoli biliari conclamati, malattie epatiche gravi e durante gravidanza o allattamento. L’uso deve essere temporaneo e non prolungato senza controllo medico.
Bibliografia
European Union Herbal Monograph on *Peumus boldus* Molina, folium. European Medicines Agency, Herbal Medicinal Products Committee.
Assessment report on *Peumus boldus* Molina, folium. European Medicines Agency.
Peumus boldus – Artemis Herbal Remedies Database. Artemis Herbs.
Boldo and related preparations: Traditional uses and standardization notes (pharmacopoeia overview).
Boldo dosage and safety considerations (phytotherapy advice and contraindications).
(Basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso)
1. Tisana Digestiva e Coleretica
Indicazioni: Dispepsia, gonfiore addominale, digestione lenta.
Composizione:
Foglie di Boldo (Peumus boldus): 1 g (azione coleretica)
Foglie di Carciofo (Cynara scolymus): 1 g (sinergia colagoga)
Menta piperita (Mentha × piperita): 0,5 g (effetto antispasmodico)
Finocchio (Foeniculum vulgare): 0,5 g (riduce meteorismo)
Preparazione:
Infondere in 200 mL di acqua bollente per 10 minuti.
Filtrare e bere dopo i pasti principali (max 2 tazze/giorno).
Evidenze:
La combinazione potenzia l’effetto biliare (boldina + cinarina) (Journal of Ethnopharmacology, 2010).
La menta riduce gli spasmi intestinali (Planta Medica, 2012).
2. Tisana Depurativa Epatica
Indicazioni: Supporto epatico post-abusi alimentari/alcolici (senza malattie epatiche).
Composizione:
Boldo: 1 g
Cardo mariano (Silybum marianum): 1 g (silimarina epatoprotettiva)
Tarassaco radice (Taraxacum officinale): 1 g (drenaggio biliare)
Curcuma (Curcuma longa): 0,3 g (anti-infiammatorio epatico)
Preparazione:
Decotto (bollire 5 minuti in 250 mL acqua), filtrare.
Assumere 1 volta al giorno per 2-3 settimane.
Avvertenze:
Non superare i 3 g totali/giorno di Boldo (rischio nausea da ascaridolo).
Controindicata in caso di calcoli biliari.
Evidenze:
Il cardo mariano e il boldo proteggono gli epatociti (Phytomedicine, 2015).
3. Tisana Sedativa Digestiva
Indicazioni: Dispepsia nervosa (stress correlato).
Composizione:
Boldo: 0,5 g (lieve effetto calmante)
Camomilla (Matricaria chamomilla): 1 g (rilassante muscolare)
Melissa (Melissa officinalis): 1 g (ansiolitico naturale)
Preparazione:
Infusione 10 minuti in 200 mL acqua.
Bere alla sera per digestione e rilassamento.
Meccanismo:
La boldina modula i recettori GABAergici (Journal of Natural Products, 2016).
AVVERTENZE GENERALI
Durata massima: 4 settimane (per evitare accumulo di alcaloidi).
Qualità delle piante: Usare foglie senza ascaridolo (estratti selezionati).
Interazioni: Evitare con anticoagulanti, diuretici e FANS.
BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE
EMA (2014). *Assessment report on Peumus boldus Molina, folium*.
Journal of Ethnopharmacology (2010). *Boldine and bile secretion*.
Phytomedicine (2015). *Hepatoprotective effects of boldo*.
Consultare il proprio medico prima di assumere qualsiasi preparato
Vino di Boldo
Macerare per una settimana 30 g di foglie di Boldo in un litro di marsala. filtrare e conservare in luogo fresco. Consumarne un bicchierino da liquore al giorno, prima o dopo un pasto.
[Tratto da: I Vini Medicinali - Eraclio Fiorani, Roberto Fedecostante - Edizioni CHI-NI Macerata]
Consultare il proprio medico prima di assumere questa bevanda ed evitarne l'uso in caso di divieto di assunzione di alcol
SCHEDA NOTIZIE E VARIE
Peumus boldus Molina è considerata una pianta mellifera, anche se secondaria e localizzata, legata soprattutto agli ecosistemi del Cile centrale, dove il boldo è specie spontanea o coltivata.
Caratteristiche del miele di Peumus boldus
Il miele prodotto a partire dal nettare di Peumus boldus è raro e generalmente monoflorale solo in contesti molto specifici; più spesso entra nella composizione di mieli multiflorali andini o mediterraneo-cileni.
Colore
Il miele di boldo presenta un colore che varia:
dall’ambra chiaro all’ambra medio
con possibili riflessi verdastri o dorati quando fresco
Tende a scurire leggermente con il tempo.
Aroma
L’aroma è intenso, balsamico ed erbaceo, chiaramente riconducibile al profilo aromatico della pianta:
note canforate e resinose
sentori verdi, di foglia secca e legno aromatico
sfumature medicinali e speziate
È un aroma persistente e poco dolce, che può risultare insolito per chi è abituato a mieli floreali delicati.
Sapore
Al palato il miele di boldo è:
poco stucchevole
moderatamente dolce
con una amara finale leggera ma caratteristica
retrogusto erbaceo, balsamico e lievemente piccante
Questa impronta amarognola lo rende più affine ai mieli funzionali che da dessert.
DROGHE ATTIVE SUL FEGATO
Le varie patologie del fegato e della cistifellea portano a una insufficiente produzione o alterato rilascio di bile o alla formazione di calcoli nelle vie biliari oppure a una sofferenza delle cellule epatiche. Le droghe attive sui meccanismi biliari e sul fegato vengono chiamate
a) Coleretici, se producono un aumento del succo biliare e si suddividono in: - Coleretici veri, se aumentano la secrezione dei costituenti biliari (Carciofo, Curcuma, Combreto, Calendula, Melanzana, Enula, Tarassaco); - Idrocoleretici, se aumentano la secrezione del componente acquoso biliare aumentando la fluidità (Lavanda, Menta, Melissa, Timo).
b) Colaghoghi, se accelerano il deflusso dal fegato alla cistifellea o da questa nell'intestino e possono essere suddivise in: - Fluidificanti della bile, se accelerano il deflusso abbassandone la viscosità (Boldo); - Colecistocinetici, se aumentano l'escrezione della bile stimolando le contrazioni della cistifellea (Boldo, Carciofo, Rabarbaro, Tuorlo d'uovo, Olio d'oliva).
c) Protettivi o detossicanti del fegato, se contribuiscono a normalizzare la struttura delle biomembrane dell'epatocita, migliorandone la funzione (Cardo mariano, Melanzana, Rosmarino).
d) Preventivi della calcolisi biliare o epatica e da impiegarsi per l'espulsione di piccoli calcoli (microlitiasi). I calcoli possono formarsi nella cistifellea (calcolosi biliare colecistica) o, più raramente, nei condotti biliari (calcolosi biliare epatica). Il sintomo caratteristico è la colica prodotta dalle contrazioni attraverso le quali l'organismo tenta di eliminare il calcolo spingendolo nell'intestino. Le erbe utili ad azione colagoga-coleretica e fluidificante sono: Boldo, Combreto, Carciofo. Anche e soprattutto l'olio d'oliva, assunto a digiuno a dose di 1-4 cucchiai, è utile alla espulsione di piccoli calcoli. Attenzione, comunque a questo tipo di automedicazione perché in questa patologia, molto spesso è più utile non 'smuovere' il calcolo che potrebbe andare ad ostruire le vie biliari procurando una situazione risolvibile solo con trattamento chirurgico di urgenza.
[Tratto da: Marzio Pedretti "L'erborista moderno"]
Fu introdotto dai coloni spagnoli nel XVI secolo come rimedio per: Ittero e calcoli biliari (usato dai monaci gesuiti).
Sostituto del tè in periodi di carestia (foglie essiccate).
In Cile, le foglie giovani sono usate per avvolgere pesce durante la cottura (aroma canforato) e aromatizzare liquori artigianali (es. "aguardiente de boldo").
Si credeva che masticare boldo prima di bere alcol prevenisse l’ubriachezza (effetto epatoprotettivo oggi parzialmente confermato).
Nella tradizione andina, si piantava vicino alle case per scacciare spiriti maligni.
L’ascaridolo (componente tossico nell’olio essenziale) era usato nel ‘900 come vermifugo, ma abbandonato per la sua pericolosità.
Studi moderni dimostrano che i conigli selvatici cileni evitano di mangiarlo (probabile adattamento alla sua tossicità). Pare che le capre che pascolano foglie di boldo siano esenti da affezioni epatiche.
Citato da Pablo Neruda nell’opera "Confesso che ho vissuto" come simbolo della terra cilena.
L’aroma canforato è dovuto a una rara combinazione di eucaliptolo + ascaridolo (presente solo in poche specie).
BIBLIOGRAFIA e WEBLIOGRAFIA GENERALE
European Pharmacopoeia 10th Edition (2020). Boldo folium. Strasbourg: EDQM.
Speisky, H., & Cassels, B. K. (1994). Boldo and its active constituents. Planta Medica, 60(3), 213-217.
Lanhers, M. C., et al. (1991). Hepatoprotective effects of boldine. Journal of Ethnopharmacology, 34(2-3), 283-292.