QUESTA SCHEDA È UNICA E ORIGINALE IN INTERNET aggiornamento del 18/01/2026
TAMARINDO Tamarindus indica L.
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TOSSICITÀ BASSA
EFFICACIA BUONA
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SCHEDA BOTANICA
Dominio: Eukaryota (Con cellule dotate di nucleo) Regno: Plantae Sottoregno: Tracheobionta (Piante vascolari) Superdivisione: Spermatophyta (Piante con semi) Divisione: Angiospermae o Magnoliophyta (Piante con fiori) Classe: Magnoliopsida (Dicotiledoni) Ordine: Fabales Famiglia:
Tamar hendi, Rogò, Amilka, Ho wang tsi, Palxuchuc, Tamarind tree, Tamarinier, Tamarindebaum
Cavaraea Elegans Speg., Tamarindus Erythraeus Mattei, Tamarindus Indica Var. Emarginata Chiov., Tamarindus Indica Var. Occidentalis (Gaertn.) Taub., 1894, Tamarindus Occidentalis Gaertn., Tamarindus Officinalis Hook., Tamarindus Somalensis Mattei, Tamarindus Umbrosa Salisb.
ALBERO SEMPREVERDE A CRESCITA LENTA, ALTO FINO A 25 METRI, CON AMPIA CHIOMA E TRONCO ROBUSTO. LE FOGLIE SONO PARIPENNATE, ALTERNE, CON 10-18 FOGLIOLINE OPPOSTE, ELLITTICHE-OBLUNGHE, DI COLORE VERDE CHIARO. I FIORI SONO PICCOLI, ERMAFRODITI, IRREGOLARI, RIUNITI IN RACEMI PENDULI ASCELLARI, DI COLORE GIALLO CON VENATURE ROSSE O ARANCIONI. IL CALICE HA QUATTRO SEPALI LANCEOLATI, LA COROLLA TRE PETALI SUPERIORI E DUE RIDOTTI O ASSENTI. GLI STAMI SONO TRE FERTILI E QUATTRO STAMINODI. L'OVARIO È SUPERO, UNILOCULARE, CHE MATURA IN UN LEGUME INDEISCENTE, ALLUNGATO, CURVO, CON GUSCIO FRAGILE E POLPA ACIDULA E APPICCICOSA CHE CIRCONDA I SEMI BRUNO-LUCIDI E APPIATTITI. LA FIORITURA AVVIENE IN PRIMAVERA-ESTATE E I FRUTTI MATURANO NELLA STAGIONE SECCA SUCCESSIVA.
PRIMAVERA-ESTATE (APRILE MAGGIO GIUGNO LUGLIO), CON PICCOLI FIORI GIALLI-ARANCIO STRIATI DI ROSSO-BRUNO, RIUNITI IN RACEMI PENDULI
Predilige habitat di boschi aperti, savane e boscaglie a bassa altitudine, spesso associato a termitai. Cresce bene in aree semi-aride e praterie alberate, ma si può trovare anche lungo corsi d'acqua. Non penetra nelle foreste pluviali.
È adattato a un'ampia gamma di condizioni climatiche e di suolo, ma preferisce suoli alluvionali profondi e ben drenati. Tolera la siccità e il vento, compresa l'aria salmastra delle zone costiere e i climi monsonici con una stagione secca distinta. La sua distribuzione attuale è ampiamente tropicale e subtropicale, originario probabilmente dell'Africa tropicale, ma coltivato e naturalizzato in molte parti dell'Asia e delle Americhe. Si trova fino a 1500 metri di altitudine e predilige temperature medie annue tra 20 e 33°C e precipitazioni annue tra 350 e 2700 mm.
I FRUTTI MATURANO NELLA STAGIONE SECCA (DA FEBBRAIO AD APRILE NELLE ZONE TROPICALI), QUANDO LA POLPA RAGGIUNGE LA MASSIMA CONCENTRAZIONE DI PRINCIPI ATTIVI
POLPA DEI FRUTTI ESSICCATA (TAMARINDORUM FRUCTUS), RICCA DI ACIDI ORGANICI (ACIDO TARTARICO, MALICO), PECTINE E MUCILLAGINI, UTILIZZATA COME LASSATIVO E ANTIOSSIDANTE
DOLCE-FRUTTATO CON NOTE DI MELASSA E LIEVE ACIDITÀ, DOVUTO AGLI ACIDI ORGANICI E COMPOSTI VOLATILI
DOLCE-ACIDULO INTENSO, CON RETROGUSTO LEGGERMENTE ASTRINGENTE, CARATTERISTICO DELL'ACIDO TARTARICO E DEGLI ZUCCHERI NATURALI
1. Acidi organici (responsabili del sapore acidulo), Acido tartarico (principale componente acidificante), Acido citrico, Acido malico, Acido acetico
2. Polifenoli e flavonoidi (attività antiossidante), Epicatechina, Procianidine, Acido gallico, Quercetina, Apigenina, Naringenina
3. Polisaccaridi e fibre alimentari, Pectine (gelificanti naturali), Mucillagini (effetto lassativo e prebiotico)
4. Vitamine e minerali, Vitamina C (acido ascorbico), Vitamine del gruppo B (B1, B2, B3, B5, B6), Potassio, Magnesio, Fosforo, Ferro
5. Alcaloidi e composti secondari, Lupanone (triterpenoide), Oleanolo, beta-sitosterolo (fitosterolo con attività ipocolesterolemizzante)
6. Oli essenziali (tracce nei semi e nelle foglie), Limonene, Geraniolo, Cineolo
TOSSICITÀ: BASSA
Motivazione: L’uso corretto dei frutti o dei preparati standardizzati comporta disturbi lievi come crampi addominali o diarrea, previsti come parte dell’azione della pianta; non sono noti effetti secondari gravi a dosi terapeutiche.
EFFICACIA: BUONA
Motivazione: Tamarindus indica L. presenta evidenze in vitro e in studi su animali che ne supportano proprietà lassative, antiossidanti e antimicrobiche; l’uso tradizionale come lassativo e digestivo è supportato dalla pratica fitoterapica, sebbene manchino studi clinici robusti sull’uomo.
Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ogni utilizzo fitoterapico.
Note e Bibliografia relativa a proprietà e indicazioni
Bruneton J. – Pharmacognosy, Phytochemistry, Medicinal Plants
Evans W.C. – Trease and Evans Pharmacognosy
Khare C.P. – Indian Medicinal Plants: An Illustrated Dictionary
WHO – Monographs on Selected Medicinal Plants
Mills S., Bone K. – Principles and Practice of Phytotherapy
Williamson E.M. – Major Herbs of Ayurveda
Funzionalità terapeutiche:
Coadiuvante nel controllo della glicemia in soggetti con alterazioni metaboliche lievi.
Supporto nella gestione di dislipidemie lievi, prevenzione cardiovascolare.
Protezione cellulare, supporto nei processi infiammatori cronici a bassa intensità.
Digestione lenta, meteorismo, sensazione di pesantezza post-prandiale.
Supporto funzionale del fegato in regimi depurativi e alimentari controllati.
Supporto in condizioni infiammatorie lievi dell’apparato gastrointestinale.
La marmellata preparata dalla polpa dei frutti viene usata come lassativo leggero è indicato per bambini e persone debilitate.
IPERSENSIBILITÀ/ALLERGIA ALLE FABACEAE (LEGUMINOSE), GRAVIDANZA (MANCANZA DI STUDI SUFFICIENTI SULLA SICUREZZA), DIABETE SCOMPENSATO (PER CONTENUTO ZUCCHERINO NELLA POLPA), OCCLUSIONE INTESTINALE, DIARREA ACUTA, TERAPIE CON ANTICOAGULANTI (ES. WARFARIN) PER RISCHIO DI AUMENTO DELL'EFFETTO FARMACOLOGICO, INSUFFICIENZA RENALE GRAVE (ACCUMULO DI ACIDI ORGANICI), ULCERA GASTRODUODENALE ATTIVA (IRRITAZIONE DA ACIDI TARTARICO/MALICO)
MONITORARE LA GLICEMIA IN DIABETICI (POSSIBILE EFFETTO IPOGLICEMIZZANTE SINERGICO CON FARMACI), EVITARE DOSI ELEVATE DI POLPA SECCA (>50 G/DIE) PER RISCHIO DI DIARREA OSMOTICA, PREFERIRE ESTRATTI STANDARDIZZATI PER USO TERAPEUTICO (ES. POLISACCARIDI DEI SEMI PER OFTALMOLOGIA), SOSPENDERE 2 SETTIMANE PRIMA DI INTERVENTI CHIRURGICI (RISCHIO EMORRAGICO), LIMITARE L'USO PROLUNGATO COME LASSATIVO (ALTERAZIONE EQUILIBRIO ELETTROLITICO), VERIFICARE INTERAZIONI CON FANS (ES. ASPIRINA/IBUPROFENE - AUMENTO ASSORBIMENTO).
SI RICORDA CHE L´USO DI CONSERVE DI FRUTTA VA EVITATO NEI CASI DI NOTEVOLI FERMENTAZIONI INTESTINALI E NEI DIABETICI.
(Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche)
ANTIAGGREGANTI PIASTRINICI
ANTICOAGULANTI
DIURETICI
GASTROPROTETTIVI O INIBITORI DELLA POMPA PROTONICA
INSULINA
IPOGLICEMIZZANTI
LASSATIVI ANTRACHINONICI (POTENZIAMENTO)
POTASSIO (ALTA INEGRAZIONE)
SALI DI FERRO
(Erbe che possono aumentare l'efficacia fitoterapica)
* Si tenga presente che talvolta la stessa erba indicata come sinergica o antagonista, potrebbe assumere entrambi i ruoli in funzione della dose utilizzata e/o della forma estrattiva o di trattamento. Consultare un fitoterapeuta per personalizzare le combinazioni.
(Erbe che possono diminuire l'effetto fitoterapico o causare interazioni avverse)
Estratto secco standardizzato della polpa del frutto
È la forma più comune in fitoterapia moderna, ottenuta dalla polpa essiccata e concentrata. Può essere standardizzata in acidi organici e polisaccaridi.
Indicazioni d’uso: supporto della regolarità intestinale, digestione, metabolismo glucidico e lipidico.
Posologia indicativa: 300–600 mg al giorno, in una o due somministrazioni, preferibilmente lontano dai pasti principali se utilizzato per la regolarità intestinale.
Estratto secco titolato in polifenoli
Preparazione ottenuta da polpa o semi, concentrata in composti fenolici a funzione antiossidante.
Indicazioni d’uso: supporto antiossidante e metabolico, protezione cellulare.
Posologia indicativa: 250–500 mg al giorno, in una o due assunzioni, durante i pasti.
Estratto fluido idroalcolico
Preparazione tradizionale che conserva il fitocomplesso completo del frutto.
Indicazioni d’uso: supporto digestivo, epatico e depurativo.
Posologia indicativa: 20–40 gocce diluite in acqua, una o due volte al giorno, preferibilmente prima dei pasti.
Polvere micronizzata di polpa di tamarindo
Forma integrale, non estratta, con mantenimento delle fibre solubili e degli acidi organici naturali.
Indicazioni d’uso: regolazione dell’alvo, supporto digestivo, uso alimentare funzionale.
Posologia indicativa: 2–5 g al giorno, sciolti in acqua o yogurt, preferibilmente al mattino.
Sciroppo o concentrato di tamarindo
Forma liquida adatta a soggetti sensibili o anziani, spesso utilizzata anche in ambito alimentare.
Indicazioni d’uso: stipsi lieve, digestione lenta, effetto rinfrescante.
Posologia indicativa: 10–20 ml al giorno, eventualmente suddivisi in due assunzioni.
Estratto titolato dei semi
Preparazione meno comune, standardizzata in polisaccaridi e polifenoli specifici.
Indicazioni d’uso: supporto antiossidante e metabolico.
Posologia indicativa: 200–400 mg al giorno, in unica somministrazione.
Avvertenze generali
Iniziare con dosaggi bassi per valutare la tollerabilità intestinale.
Evitare l’uso prolungato ad alte dosi in soggetti con alvo sensibile o squilibri elettrolitici.
In caso di diabete, terapia anticoagulante o gravidanza, utilizzare solo sotto controllo professionale.
Bibliografia
Bruneton J. – Pharmacognosy, Phytochemistry, Medicinal Plants
Evans W.C. – Trease and Evans Pharmacognosy
Khare C.P. – Indian Medicinal Plants: An Illustrated Dictionary
Williamson E.M. – Major Herbs of Ayurveda
Mills S., Bone K. – Principles and Practice of Phytotherapy
WHO – Monographs on Selected Medicinal Plants
(Basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso)
Infuso di polpa di tamarindo
Preparazione tradizionale ottenuta dalla polpa essiccata del frutto, indicata per favorire la regolarità intestinale e la digestione.
Preparazione: sciogliere una piccola quantità di polpa essiccata o concentrata in acqua calda, mescolando fino a completa dissoluzione.
Dosaggio: una tazza al giorno, preferibilmente la sera o lontano dai pasti se utilizzata per la regolarità intestinale.
Tamarindus indica + Foeniculum vulgare
Associazione classica per migliorare la tollerabilità intestinale e sostenere la digestione.
Preparazione: polpa di tamarindo e semi di finocchio in parti equilibrate, in infusione.
Dosaggio: una o due tazze al giorno dopo i pasti principali.
Tamarindus indica + Plantago ovata
Formulazione indicata per la regolarizzazione dell’alvo con azione delicata e progressiva.
Preparazione: polpa di tamarindo sciolta in acqua tiepida con aggiunta di cuticola di psillio.
Dosaggio: una assunzione al giorno, preferibilmente alla sera, con abbondante acqua.
Tamarindus indica + Zingiber officinale
Indicata per supportare la digestione lenta e contrastare la sensazione di pesantezza addominale.
Preparazione: infuso di zenzero fresco o essiccato con aggiunta di polpa di tamarindo a fine infusione.
Dosaggio: una tazza al giorno dopo il pasto principale.
Tamarindus indica + Matricaria chamomilla
Combinazione adatta a soggetti con intestino sensibile, utile per favorire il comfort gastrointestinale.
Preparazione: infuso di fiori di camomilla con aggiunta di tamarindo sciolto.
Dosaggio: una o due tazze al giorno, anche alla sera.
Tamarindus indica + Coriandrum sativum
Formula tradizionale per sostenere la funzione digestiva e metabolica.
Preparazione: infuso dei semi di coriandolo con aggiunta di polpa di tamarindo.
Dosaggio: una tazza al giorno dopo il pasto.
Indicazioni generali di sicurezza
Iniziare con dosi basse per valutare la tollerabilità individuale
Evitare l’uso prolungato ad alte dosi in soggetti con alvo sensibile
Prestare attenzione in caso di terapia ipoglicemizzante o anticoagulante
Assumere preferibilmente lontano da altri farmaci
Bibliografia
Bruneton J. – Pharmacognosy, Phytochemistry, Medicinal Plants
Evans W.C. – Trease and Evans Pharmacognosy
Khare C.P. – Indian Medicinal Plants: An Illustrated Dictionary
Williamson E.M. – Major Herbs of Ayurveda
Mills S., Bone K. – Principles and Practice of Phytotherapy
WHO – Monographs on Selected Medicinal Plants
Consultare il proprio medico prima di assumere qualsiasi preparato
Bevanda fermentata di tamarindo (vino di tamarindo)
Descrizione
È una bevanda alcolica ottenuta dalla fermentazione della polpa di tamarindo, naturalmente ricca di acidi organici e zuccheri. È conosciuta in diverse aree come tamarind wine o bevanda fermentata di tamarindo.
Preparazione tradizionale (sintesi)
La polpa di tamarindo viene sciolta in acqua
Si aggiunge una fonte zuccherina (zucchero di canna o miele) per favorire la fermentazione
Il liquido viene lasciato fermentare con lieviti naturali o selezionati
Dopo la fermentazione primaria, la bevanda viene travasata, chiarificata e lasciata maturare per alcune settimane o mesi
Il risultato è una bevanda con gradazione alcolica moderata, gusto agrodolce, rinfrescante e leggermente fruttato.
Uso
Bevanda da consumo occasionale
Tradizionalmente utilizzata come digestivo leggero
Talvolta impiegata come bevanda rinfrescante in climi caldi
Liquore di tamarindo
Descrizione
Preparazione alcolica ottenuta per macerazione della polpa di tamarindo in alcol alimentare o distillati neutri, spesso aromatizzata con spezie.
Preparazione tradizionale (sintesi)
Polpa di tamarindo posta in macerazione in alcol o rum
Eventuale aggiunta di spezie come zenzero, cannella o chiodi di garofano
Macerazione di alcune settimane
Filtrazione e aggiunta di sciroppo zuccherino per bilanciare l’acidità
Uso
Digestivo a fine pasto
Utilizzato anche in cocktail tradizionali
Consumo moderato per il carattere zuccherino e acido
Preparazioni alcoliche tradizionali regionali
In India e Sud-Est asiatico esistono bevande fermentate locali a base di tamarindo, spesso prodotte in ambito domestico
Nei Caraibi e in America Centrale il tamarindo è utilizzato per liquori, punch alcolici e bevande fermentate aromatizzate
In Africa occidentale il frutto entra in preparazioni fermentate artigianali a uso alimentare e rituale
Considerazioni d’uso
Le preparazioni alcoliche di tamarindo hanno uso alimentare e tradizionale, non terapeutico
Il consumo deve essere moderato
L’acidità naturale può risultare non adatta a soggetti con gastrite o reflusso
Bibliografia
Bruneton J. – Pharmacognosy, Phytochemistry, Medicinal Plants
Khare C.P. – Indian Medicinal Plants: An Illustrated Dictionary
Morton J.F. – Fruits of Warm Climates
McGee H. – On Food and Cooking: The Science and Lore of the Kitchen
Steinkraus K.H. – Handbook of Indigenous Fermented Foods
Consultare il proprio medico prima di assumere questa bevanda ed evitarne l'uso in caso di divieto di assunzione di alcol
SCHEDA NOTIZIE E VARIE
Il miele deriva prevalentemente dal nettare dei fiori di Tamarindus indica. Può risultare monoflorale in zone con forte presenza della specie, più spesso è millefiori a dominanza di tamarindo.
Colore
scuro, talvolta con riflessi rossastri
scurire con il tempo
Intenso e caldo
Note fruttate e leggermente caramellate
Sfumature che ricordano frutta matura e melassa
Sapore
Dolce moderato, meno stucchevole rispetto ad altri mieli tropicali
Retrogusto leggermente acidulo, caratteristico e distintivo
Persistenza aromatica media-lunga
Cristallizzazione
Lenta o molto lenta
Spesso rimane fluido a lungo per l’elevato contenuto in fruttosio
Caratteristiche compositive
Il miele di tamarindo presenta:
Buona presenza di zuccheri semplici
Contenuto interessante di composti fenolici
Attività antiossidante moderata, tipica dei mieli scuri
Acidità leggermente superiore alla media, in linea con il profilo botanico della pianta
Usi tradizionali e alimentari
Consumato come dolcificante naturale
Impiegato nella cucina locale per salse agrodolci e marinature
Utilizzato nella tradizione come lenitivo per la gola
Apprezzato come miele da degustazione per il profilo aromatico particolare
Disponibilità
È un miele raro nei mercati europei, più diffuso:
In India
Sud-Est asiatico
Africa orientale
Caraibi
Spesso commercializzato localmente o destinato all’autoconsumo.
Nota distintiva
Il miele di tamarindo è apprezzato per la sua firma gustativa acidula, che richiama in modo elegante il profilo del frutto, pur mantenendo la dolcezza tipica del miele. È considerato un prodotto di nicchia della apicoltura tropicale.
Polpa del frutto
Caratteristiche
La polpa matura è:
Agrodolce, con acidità marcata
Aromatica e fruttata
Solubile in acqua
È la parte più utilizzata in cucina.
Usi principali
Salse agrodolci per piatti di carne, pesce e verdure
Base acida per zuppe e stufati
Ingrediente chiave di chutney e condimenti
Additivo naturale per bilanciare piatti grassi o speziati
Cucina indiana e sud-asiatica
Utilizzato in sambar, rasam e curry
Presente in chutney, salse e zuppe
Alternativa al limone o all’aceto come agente acidificante
Cucina del Sud-Est asiatico
Impiegato in zuppe, piatti di pesce e salse
Componente fondamentale di piatti agrodolci
Base per paste aromatiche
Cucina africana
Usato in zuppe tradizionali
Bevande rinfrescanti a base di polpa diluita
Abbinato a cereali e legumi
Cucina latino-americana e caraibica
Bevande dolci e rinfrescanti
Salse, marinature e dessert
Sciroppi e caramelle artigianali
Bevande
Succhi e sciroppi rinfrescanti
Bevande fermentate tradizionali
Base per cocktail e punch
Utilizzato in bibite artigianali
Dolci e dessert
Caramelle, paste dolci e confetture
Gelati e sorbetti
Dolci tradizionali a base di zucchero e tamarindo
Ripieni per pasticceria etnica
Foglie e fiori
Foglie giovani consumate come verdura in alcune regioni
Utilizzate per insaporire zuppe e stufati
Fiori talvolta aggiunti a preparazioni locali
Semi
I semi tostati sono consumati come snack
Macinati per ottenere farine tradizionali
Utilizzati come addensanti naturali dopo adeguata lavorazione
Tamarindo come ingrediente funzionale
Favorisce la palatabilità
Migliora la digeribilità di piatti ricchi di grassi
Equilibra spezie piccanti e sapori intensi
Conferisce un profilo gustativo unico, difficile da sostituire
Conservazione e forme commerciali
Polpa fresca pressata
Blocchi di polpa essiccata
Concentrati e paste pronte
Sciroppi e polveri
Nota culinaria finale
Il tamarindo è uno degli ingredienti più trasversali al mondo, capace di unire cucine lontane grazie alla sua acidità elegante e naturale, rendendolo insostituibile in numerose tradizioni gastronomiche.
La categoria della frutta acidula è ricca di acidi organici, in particolare di acido malico.
Contrariamente a quanto si potrebbe pensare ha azione alcalinizzante per l'organismo perché gli acidi deboli, con l'ossidazione, generano acido carbonico che, combinandosi con il Sodio e il Potassio nel sangue, forma carbonati e bicarbonati: questi aumentano la riserva alcalina dell'organismo, utile difesa occorrente a neutralizzare acidi diversi che possono formarsi in seguito a condizioni morbose. D'altra parte gli stessi acidi organici formano sali di vario tipo (es. ossalati) che possono essere di importanza rilevante in caso di calcolosi renale.
[Tratto da: Enrica Campanini "Dizionario di fitoterapia e piante medicinali"]
Nonostante l’epiteto indica, il tamarindo è originario dell’Africa tropicale orientale. Fu introdotto in India in epoca molto antica attraverso le rotte commerciali arabe, diventando così profondamente integrato nella cultura asiatica da essere considerato “autoctono”.
Il nome “tamarindo” deriva dall’arabo tamr al-hind, che significa “dattero dell’India”, in riferimento alla polpa bruna e appiccicosa del frutto.
Il tamarindo nel mondo antico
Era noto ai medici arabi medievali, che lo descrivevano come frutto rinfrescante e digestivo
Fu introdotto in Europa nel Medioevo come droga esotica da farmacia
I testi di medicina galenica lo citano come rimedio “refrigerante” utile nei climi caldi
Albero longevo e monumentale
Il tamarindo è un albero estremamente longevo, capace di vivere oltre 150–200 anni. In India e Africa esistono esemplari monumentali venerati come alberi comunitari, spesso piantati nei villaggi come punto di ritrovo e ombra.
Il legno è duro e resistente, ma l’albero viene raramente abbattuto per il suo valore culturale e alimentare.
Simbolismo e credenze popolari
In alcune regioni dell’India si crede che l’albero ospiti spiriti protettivi
È spesso piantato vicino a templi e luoghi sacri
In Africa è considerato simbolo di stabilità e continuità
Nonostante alcune credenze negative legate agli spiriti, il tamarindo è tradizionalmente rispettato e protetto.
Frutto “multifunzione”
Una curiosità notevole è che tutte le parti della pianta sono utilizzate:
Polpa del frutto per alimenti e bevande
Semi per farine, addensanti e usi industriali
Foglie giovani come verdura
Corteccia e foglie nella medicina tradizionale
Legno per utensili e oggetti artigianali
È considerato un albero a spreco zero.
Uso non solo alimentare
In passato la polpa di tamarindo veniva usata:
Per lucidare ottone e rame
Come detergente naturale grazie all’acidità
Come agente antiruggine artigianale
Questi usi pratici sono documentati soprattutto in ambito domestico e artigianale.
Tamarindo e navigazione
Il tamarindo era presente sulle navi mercantili e militari nei secoli passati:
La polpa essiccata si conservava a lungo
Veniva consumata per rinfrescare e stimolare l’appetito
Aiutava a migliorare la palatabilità dell’acqua stagnante
In molte lingue africane e indiane il nome locale richiama il concetto di acidità piacevole
Presenza nella cultura culinaria globale
Il tamarindo è uno dei pochi ingredienti realmente globali:
Base acida in molte cucine asiatiche
Elemento chiave di salse celebri
Usato sia in piatti dolci che salati
Presente in bevande tradizionali di almeno tre continenti
BIBLIOGRAFIA e WEBLIOGRAFIA GENERALE
Bhadoriya, S. S., et al. (2011). Tamarindus indica: Extent of explored potential. Pharmacognosy Reviews, 5(9), 73-81.
De Caluwé, E., et al. (2010). Tamarind (Tamarindus indica L.): A review of traditional uses, phytochemistry and pharmacology. Journal of Ethnopharmacology, 127(1), 7-21.
Havinga, R. M., et al. (2010). Tamarindus indica L. (Fabaceae): Patterns of use in traditional African medicine. Journal of Ethnopharmacology, 127(3), 505-518.
Komutarin, T., et al. (2004). Extract of the seed coat of Tamarindus indica inhibits nitric oxide production by murine macrophages in vitro and in vivo. Food and Chemical Toxicology, 42(4), 649-658.
Martinello, F., et al. (2006). Hypolipidemic and antioxidant effects of Tamarindus indica L. pulp extract in hypercholesterolemic hamsters. Food and Chemical Toxicology, 44(6), 810-818.