QUESTA SCHEDA È UNICA E ORIGINALE IN INTERNET aggiornamento del 06/05/2026
GIN PENT Gynostemma pentaphyllum (Thunb.) Makino
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TOSSICITÀ BASSISSIMA
EFFICACIA DIPENDENTE DALLE SPECIFICHE E DALLE FORME TERAPEUTICHE
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SCHEDA BOTANICA
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Clade Angiosperms
Clade Mesangiosperms
Clade Eudicots
Clade Rosids
Clade Fabids
Ordine Cucurbitales
Famiglia Cucurbitaceae
Sottofamiglia Nhandiroboideae
Tribù Zanonieae
Sottotribù Gomphogyninae
Genere Gynostemma
Specie Gynostemma pentaphyllum
PIANTA ERBACEA PERENNE RAMPICANTE CON FUSTI SOTTILI E VOLUBILI CHE POSSONO RAGGIUNGERE DIVERSI METRI DI LUNGHEZZA, MUNITI DI VITICCI PER L'ARRAMPICATA. LE FOGLIE SONO PALMATOCOMPOSTE, GENERALMENTE CON 5 FOGLIOLINE (RARAMENTE 3 O 7), SESSILI O BREVEMENTE PICCIOLATE, DI FORMA OBLANCEOLATA O ELLITTICA, CON MARGINE SEGHETTATO E APICE ACUTO. LE INFIORESCENZE SONO PANNOCCHIE ASCELLARI RAMIFICATE, CON NUMEROSI PICCOLI FIORI VERDASTRI O BIANCASTRI, PENTAMERI (CON CINQUE PETALI E CINQUE SEPALI). LE PIANTE SONO DIOICHE (FIORI MASCHILI E FEMMINILI SU INDIVIDUI SEPARATI) O TALVOLTA MONOICHE. I FIORI MASCHILI HANNO CINQUE STAMI CON ANTERE LIBERE. I FIORI FEMMINILI HANNO UN OVARIO SUPERO CON TRE STILI. IL FRUTTO È UNA PICCOLA BACCA GLOBOSA, DI COLORE VERDE SCURO CHE DIVENTA NERASTRA A MATURAZIONE, CONTENENTE 2-3 SEMI. LA RADICE È UN RIZOMA SOTTILE E STRISCIANTE.
ESTATE (GIUGNO LUGLIO AGOSTO), CON CLIMA CALDO-UMIDO
COLORI OSSERVATI NEI FIORI
____BIANCO SPORCO ____BIANCO VERDASTRO
Originaria delle regioni montuose del Sud-est asiatico, in particolare Cina meridionale, Vietnam, Corea e Giappone. Predilige ambienti umidi e ombrosi o parzialmente ombreggiati, come sottoboschi di foreste umide, bordi di sentieri e zone cespugliose con suoli ben drenati e ricchi di humus. Si adatta a climi subtropicali e temperati caldi con elevata umidità. La sua capacità di crescere rapidamente e di adattarsi a diverse condizioni di luce la rende una pianta vigorosa nel suo habitat naturale. In Italia non è spontanea ma può essere coltivata in serra o in giardino in zone con clima mite e umido, purché riparata dal sole diretto nelle ore più calde.
Razmovski-Naumovski Vesna, Huang Thomas H W, Tran Viet H, Li Guojun Q, Duke Christopher C, Roufogalis Basil D, Chemistry and Pharmacology of Gynostemma pentaphyllum, 2005
Nguyen Nguyen H, Ha Thuy K Q, Yang Jin Li, Pham Hung T, Oh Won K, Triterpenoids from the Genus Gynostemma: Chemistry and Pharmacological Activities, 2021
Megalli Sahar, Aktan Faruk, Davies Nigel M, Roufogalis Basil D, Phytopreventative Anti-Hyperlipidemic Effects of Gynostemma pentaphyllum in Rats, 2005
Lin Jung-Ming, Lin Chih-Ching, Chiu Hsien-Feng, Yang Jeng-Jiann, Lee Shang-Guan, Evaluation of the Anti-Inflammatory and Liver-Protective Effects of Gynostemma pentaphyllum, 1993
Chen Ji-Ching, Chiu Ming-Hui, Nie Rong-Liang, Cordell Geoffrey A, Qiu Sun-Xia, Cucurbitacins and Cucurbitane Glycosides: Structures and Biological Activities, 2005
Norberg Anna, Hoa Nguyen Kieu, Liepinsh Egils, Van Phan Dinh, Thuan Nguyen Duc, Jörnvall Hans, Ostenson Claes-Goran, A Novel Insulin-Releasing Substance from the Traditional Vietnamese Herb Gynostemma pentaphyllum, 2004
Potocnjak Ines, Domitrovic Romina, Gynostemma pentaphyllum as an Adaptogenic and Immunomodulatory Herb, 2018
Yin Fei, Hu Lijuan, Lou Bing, Effects of Gynostemma pentaphyllum Polysaccharides on Immune Function and Antioxidant Activity, 2010
World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants Volume 4, 2009
TOSSICITÀ: BASSISSIMA
Motivazione: I dati tossicologici disponibili sulla specie indicano una buona tollerabilità alle dosi fitoterapiche comunemente utilizzate, con assenza di tossicità significativa documentata in studi clinici e preclinici. Gli effetti indesiderati riportati risultano generalmente lievi e occasionali, prevalentemente gastrointestinali o correlati a sensibilità individuale. Non risultano evidenze di tossicità sistemica rilevante nell’uso corretto della specie.
EFFICACIA: DIPENDENTE DALLE SPECIFICHE E DALLE FORME TERAPEUTICHE
Motivazione: Esistono studi clinici controllati e revisioni su specifici estratti standardizzati di Gynostemma pentaphyllum relativi soprattutto a parametri metabolici, stress ossidativo, dislipidemie e controllo glicemico, ma le evidenze sono eterogenee, spesso limitate per numerosità campionaria, qualità metodologica e standardizzazione fitochimica. Sono inoltre disponibili numerosi dati in vitro e in vivo animali su attività antinfiammatoria, antiossidante, immunomodulante e metabolica. L’efficacia documentata dipende in modo rilevante dal tipo di estratto, dal contenuto in gypenosidi e dalla formulazione utilizzata.
Confermate da studi scientifici e clinici
Esistono evidenze cliniche controllate preliminari e alcune revisioni sistematiche riguardanti estratti standardizzati di Gynostemma pentaphyllum principalmente in ambito metabolico e cardiovascolare, ma la qualità metodologica degli studi è eterogenea, con numerosità campionarie spesso limitate e standardizzazione fitochimica non uniforme.
Sono stati riportati effetti ipoglicemizzanti e miglioramenti di parametri metabolici in soggetti con diabete mellito tipo 2 mediante estratti ricchi in gypenosidi. Alcuni trial randomizzati controllati hanno evidenziato riduzione della glicemia a digiuno e miglioramento dell’insulino-resistenza. Tuttavia le evidenze restano moderate e non sufficienti per definire un impiego clinico consolidato.
Sono stati osservati effetti ipolipidemizzanti moderati in studi clinici su soggetti con sindrome metabolica o dislipidemia lieve, con riduzioni di trigliceridi e colesterolo LDL. I risultati risultano non completamente coerenti tra gli studi disponibili.
Alcuni studi clinici preliminari hanno riportato riduzione moderata della pressione arteriosa e miglioramento di parametri cardiovascolari in soggetti con ipertensione lieve o sindrome metabolica, ma le evidenze cliniche sono ancora insufficienti per confermare un’indicazione terapeutica definita.
Non risultano disponibili meta-analisi robuste o revisioni sistematiche definitive che confermino efficacia clinica consolidata per attività adattogene, immunostimolanti, antitumorali o neuroprotettive.
Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata
Attività antiossidante documentata in vitro e in vivo animale, attribuita prevalentemente ai gypenosidi triterpenici e ai flavonoidi. Sono stati osservati effetti di riduzione dello stress ossidativo, modulazione degli enzimi antiossidanti cellulari e diminuzione della perossidazione lipidica.
Attività antinfiammatoria osservata in modelli animali e cellulari mediante modulazione di mediatori proinfiammatori inclusi TNF-alfa, IL-6 e NF-kB. Mancano conferme cliniche robuste.
Attività epatoprotettiva documentata in modelli sperimentali di danno epatico tossico, steatosi e stress ossidativo epatico. Gli effetti includono riduzione delle transaminasi e modulazione dei sistemi antiossidanti intracellulari. Evidenze cliniche insufficienti.
Attività immunomodulante documentata principalmente in vitro e in modelli animali, con modulazione della funzione macrofagica, linfocitaria e delle citochine. Non sono disponibili evidenze cliniche definitive.
Attività antiaterosclerotica e cardioprotettiva documentata in modelli animali mediante miglioramento del profilo lipidico, riduzione dell’ossidazione LDL e modulazione endoteliale. I dati clinici rimangono preliminari.
Attività antiobesità e modulazione del metabolismo energetico osservate in modelli animali e in alcuni studi sperimentali su adipociti, con possibile attivazione di AMPK e regolazione del metabolismo lipidico. Mancano conferme cliniche solide.
Attività neuroprotettiva documentata in modelli sperimentali di neuroinfiammazione e danno ossidativo neuronale. Non esistono conferme cliniche sufficienti.
Attività antitumorale e antiproliferativa osservata esclusivamente in vitro e in modelli animali su differenti linee cellulari neoplastiche. Non esistono evidenze cliniche che supportino indicazioni oncologiche.
Attività anti-fatica e adattogena riportata nella fitoterapia tradizionale asiatica e supportata da alcuni modelli animali di resistenza allo stress fisico. Le evidenze cliniche risultano limitate e non conclusive.
Uso storico e nella tradizione
Impiego tradizionale nella medicina popolare cinese come tonico generale e pianta associata al mantenimento della longevità.
Uso etnobotanico come supporto in stati di affaticamento fisico e mentale.
Impiego tradizionale come coadiuvante nelle alterazioni metaboliche e cardiovascolari.
Uso popolare come pianta “rafforzante” e riequilibrante generale dell’organismo.
Impiego tradizionale nelle condizioni infiammatorie croniche e nei disturbi epatici.
Uso storico come bevanda simil-te per consumo quotidiano in alcune regioni della Cina meridionale.
Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ciascun utilizzo fitoterapico.
Blumert Max, Liu Jinghan, Jiaogulan China's Immortality Herb, 1999
Razmovski-Naumovski V, Huang THW, Tran VH et al., Chemistry and Pharmacology of Gynostemma pentaphyllum, 2005
Nguyen NH, Ha TKQ, Yang JL et al., Triterpenoids from the Genus Gynostemma: Chemistry and Pharmacological Activities, 2021
Megalli S, Davies NM, Roufogalis BD, Anti-hyperlipidemic and Hypoglycemic Effects of Gynostemma pentaphyllum in the Zucker Fatty Rat, 2006
Norberg A, Hoa NK, Liepinsh E et al., A Novel Insulin-Releasing Substance, Phanoside, from the Plant Gynostemma pentaphyllum, 2004
Huyen VTT, Phan DV, Thang P et al., Antidiabetic Effects of Add-on Gynostemma pentaphyllum Extract Therapy with Sulfonylurea in Type 2 Diabetic Patients, 2012
Lin JM, Lin CC, Chiu HF et al., Evaluation of the Anti-inflammatory and Liver-protective Effects of Gynostemma pentaphyllum, 1993
Chen JC, Chiu MH, Nie RL et al., Cordycepin and Gypenosides in Gynostemma pentaphyllum and Their Pharmacological Activities, 2008
Potanina OG, Sorokina IV, Shikov AN et al., Medicinal Plants of Traditional Chinese Medicine in the Treatment of Cardiovascular Diseases, 2021
World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants, Volume 4, 2009
(Le avvertenze includono segnali di rischio basati su evidenze precliniche, plausibilità farmacologica o casi isolati)
POSSIBILE POTENZIAMENTO DELL’ATTIVITÀ IPOGLICEMIZZANTE IN ASSOCIAZIONE CON FARMACI ANTIDIABETICI O INSULINA SULLA BASE DI STUDI CLINICI PRELIMINARI, STUDI IN VIVO E DATI FARMACOLOGICI RELATIVI ALL’ATTIVITÀ DEI GYPENOSIDI SUL METABOLISMO GLUCIDICO.
POSSIBILE MODULAZIONE DELL’EMOSTASI E DELL’AGGREGAZIONE PIASTRINICA OSSERVATA IN STUDI SPERIMENTALI IN VITRO E IN VIVO; SI RACCOMANDA CAUTELA IN ASSOCIAZIONE CON ANTICOAGULANTI O ANTIAGGREGANTI, BENCHÉ I DATI CLINICI DIRETTI RISULTINO LIMITATI.
SONO STATI RIPORTATI OCCASIONALMENTE LIEVI EFFETTI GASTROINTESTINALI COMPRENDENTI NAUSEA, DISCOMFORT ADDOMINALE O INCREMENTO DELLA MOTILITÀ INTESTINALE IN STUDI CLINICI E OSSERVAZIONALI CON ESTRATTI STANDARDIZZATI.
L’ATTIVITÀ IMMUNOMODULANTE OSSERVATA IN MODELLI SPERIMENTALI IN VITRO E ANIMALI SUGGERISCE CAUTELA NEI SOGGETTI CON PATOLOGIE AUTOIMMUNI O SOTTOPOSTI A TERAPIA IMMUNOSOPPRESSIVA; NON SONO TUTTAVIA DISPONIBILI CONFERME CLINICHE ROBUSTE.
LA QUALITÀ DELLE EVIDENZE CLINICHE DISPONIBILI RISULTA ETEROGENEA PER STANDARDIZZAZIONE FITOCHIMICA DEGLI ESTRATTI, VARIABILITÀ DEL CONTENUTO IN GYPENOSIDI E LIMITATA NUMEROSITÀ DEI CAMPIONI STUDIATI.
COME PER LE ALTRE CUCURBITACEE ANCHE NEL GIN PENT È PRESENTE LA CUCURBITACINA, SOSTANZA AMARA CHE HA ATTIVITÀ CITOTOSSICA NEI MAMMIFERI. TUTTAVIA QUESTA PIANTA NON MOSTRA TOSSICITÀ
(Le controindicazioni si basano su evidenze cliniche dirette, cioè dati da studi clinici, osservazionali o casistiche solide che dimostrino che l’uso della pianta è da evitare in specifiche condizioni o popolazioni)
NON SONO DISPONIBILI CONTROINDICAZIONI ASSOLUTE CLINICAMENTE VALIDATE E SPECIFICAMENTE DOCUMENTATE PER GYNOSTEMMA PENTAPHYLLUM NELL’USO FITOTERAPICO ALLE DOSI TRADIZIONALMENTE IMPIEGATE.
(Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche)
Estratto secco nebulizzato e titolato delle parti aeree o foglie, standardizzato in gypenosidi totali. I titoli più documentati negli studi clinici e preclinici risultano compresi tra 80% e 98% di gypenosidi. Posologia generalmente documentata tra 150 mg e 450 mg al giorno di estratto standardizzato ad alto titolo, suddivisi in 1-3 somministrazioni. Negli studi metabolici e cardiovascolari sono stati utilizzati anche estratti equivalenti a circa 20-60 mg/die di gypenosidi totali.
Estratto secco idroalcolico standardizzato delle foglie, con rapporto droga/estratto variabile generalmente compreso tra 5:1 e 20:1. Standardizzazione prevalentemente riferita a gypenosidi o saponine triterpeniche totali. Posologia documentata tra 500 mg e 2000 mg/die in base al rapporto estrattivo e al contenuto in saponine.
Estratto acquoso concentrato spray-dried o freeze-dried standardizzato in saponine triterpeniche. Utilizzato soprattutto negli studi asiatici su metabolismo glucidico e lipidico. Posologia documentata generalmente tra 2 g e 6 g/die di estratto totale equivalente.
Estratto purificato ricco in dammarane-type saponins contenente gypenoside XLIX, gypenoside A, gypenoside XVII e ginsenoside Rd. Preparazioni utilizzate soprattutto in ricerca farmacologica sperimentale. Le dosi utilizzate negli studi umani risultano variabili e non ancora sufficientemente standardizzate per una definizione fitoterapica univoca.
Capsule o compresse di polvere micronizzata delle foglie essiccate. Preparazioni non sempre standardizzate ma diffuse nella fitoterapia orientale. Posologia tradizionale e commerciale generalmente compresa tra 1 g e 6 g/die di droga polverizzata.
Estratto fluido idroalcolico 1:1 o 1:2 delle parti aeree. Titolazione raramente standardizzata nei preparati galenici tradizionali. Posologia generalmente compresa tra 2 ml e 8 ml/die suddivisi in più assunzioni.
Tintura madre delle parti aeree fresche preparata secondo metodiche omeopatiche o fitogemmoterapiche non ufficialmente armonizzate. Utilizzata soprattutto nella medicina tradizionale asiatica integrata. Posologia empirica generalmente compresa tra 20 e 60 gocce 1-3 volte al giorno.
Preparazioni omeopatiche. Non risultano presenti monografie omeopatiche internazionali consolidate o farmacopee omeopatiche principali con uso esteso e standardizzato di Gynostemma pentaphyllum. Eventuali preparazioni magistrali risultano scarsamente documentate e prive di validazione clinica specifica.
Blumert Max, Liu Jiaogulan China's Immortality Herb, 1999
Megalli Said, Aktan Faruk, Davies Nigel, Roufogalis Basil, Phytopreventive anti-hyperlipidemic effects of Gynostemma pentaphyllum in rats fed a high cholesterol diet, 2005
Nguyen Nhung, Ha Thai, Yang Jae, Pham Hung, Oh Won, Triterpenoids from the genus Gynostemma chemistry and pharmacological activities, 2021
Razmovski-Naumovski Violet, Huang Tony, Tran Viet, Li George, Duke Christopher, Roufogalis Basil, Chemistry and pharmacology of Gynostemma pentaphyllum, 2005
Shen Qiang, Li Pei, Liu Sheng, Zhang Ling, Xiao Ping, Characterization and biological activities of gypenosides from Gynostemma pentaphyllum, 2018
World Journal of Gastroenterology Editorial Board, Gynostemma pentaphyllum an overview of the pharmacological activities and clinical applications, 2013
Yu Rong, Zheng Yi, Xu Min, Wang Qiang, Review of pharmacological activities and clinical studies of Gynostemma pentaphyllum, 2016
(Basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso)
Infuso semplice delle foglie essiccate di Gynostemma pentaphyllum. Utilizzare 2-4 g di droga essiccata in 200 ml di acqua a 85-90 °C per 8-12 minuti, fino a 2 volte al giorno. Preparazione tradizionalmente impiegata come supporto metabolico e adattogeno lieve. Dosaggi superiori a 8-10 g/die della droga possono aumentare il rischio di disturbi gastrointestinali o ipoglicemia in soggetti predisposti.
Decotto leggero delle parti aeree essiccate di Gynostemma pentaphyllum. Utilizzare 5-8 g in 300 ml di acqua con ebollizione moderata per 10-15 minuti. Assunzione consigliata una volta al giorno dopo i pasti principali nei protocolli tradizionali orientati al metabolismo glucidico e lipidico.
Miscela per supporto metabolico e glicemico con Gynostemma pentaphyllum, Camellia sinensis e Morus alba. Utilizzare 2 g di Gynostemma pentaphyllum, 1 g di tè verde e 1 g di foglie di gelso bianco in infusione in 250 ml di acqua per 10 minuti. Assumere una o due volte al giorno lontano dalla sera. Formulazione coerente con dati sperimentali su metabolismo glucidico, sensibilità insulinica e stress ossidativo.
Miscela per sindrome metabolica con Gynostemma pentaphyllum, Cynara cardunculus var. scolymus e Taraxacum officinale. Utilizzare 2 g di gynostemma, 2 g di foglie di carciofo e 1 g di radice di tarassaco in decotto leggero per 10 minuti. Assunzione una volta al giorno dopo il pasto principale. Preparazione basata su attività documentate su metabolismo lipidico ed epatobiliare.
Infuso adattogeno con Gynostemma pentaphyllum e Eleutherococcus senticosus. Utilizzare 2 g di gynostemma e 1 g di eleuterococco in 250 ml di acqua calda per 10 minuti. Assumere al mattino. Formulazione utilizzata nella fitoterapia integrata asiatica per astenia e stress funzionale. L’associazione richiede cautela nei soggetti ipertesi o in terapia ipoglicemizzante.
Miscela antiossidante con Gynostemma pentaphyllum, Hibiscus sabdariffa e Rosmarinus officinalis. Utilizzare 2 g di gynostemma, 1 g di ibisco e 0,5 g di rosmarino in infusione per 8 minuti. Assumere una volta al giorno. Preparazione coerente con studi sperimentali su stress ossidativo e funzione endoteliale.
Preparazione digestiva e gastroprotettiva tradizionale con Gynostemma pentaphyllum e Glycyrrhiza glabra. Utilizzare 2 g di gynostemma e 0,5-1 g di liquirizia in infuso per 10 minuti. Assumere dopo i pasti principali per periodi limitati. L’associazione con liquirizia richiede cautela nei soggetti ipertesi, nefropatici o in terapia diuretica.
Miscela fitoterapica per supporto cardiovascolare con Gynostemma pentaphyllum, Crataegus monogyna e Olea europaea foglie. Utilizzare 2 g di gynostemma, 1,5 g di biancospino e 1 g di foglie di olivo in infuso per 10 minuti. Assunzione una volta al giorno. Preparazione coerente con dati sperimentali su pressione arteriosa, metabolismo lipidico e funzione vascolare.
Infuso serale tradizionale con Gynostemma pentaphyllum e Melissa officinalis. Utilizzare 1,5-2 g di gynostemma e 1 g di melissa in 250 ml di acqua calda per 8 minuti. Assunzione serale. Utilizzato tradizionalmente per tensione nervosa lieve e qualità del sonno. Evidenze cliniche specifiche sull’associazione non sufficientemente consolidate.
Blumert Max, Liu Jiaogulan China's Immortality Herb, 1999
Chen Jiayuan, Wu Jianfeng, Li Lin, Effects of Gynostemma pentaphyllum on glucose and lipid metabolism, 2015
Megalli Said, Davies Nigel, Roufogalis Basil, Anti-hyperlipidemic and hypoglycemic effects of Gynostemma pentaphyllum, 2006
Nguyen Nhung, Ha Thai, Yang Jae, Pham Hung, Oh Won, Triterpenoids from the genus Gynostemma chemistry and pharmacological activities, 2021
Razmovski-Naumovski Violet, Huang Tony, Tran Viet, Li George, Roufogalis Basil, Chemistry and pharmacology of Gynostemma pentaphyllum, 2005
Shi Lili, Wu Fang, Zhu Xiaoling, Xu Jian, Gynostemma pentaphyllum pharmacological activities and therapeutic potential, 2020
World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants, 2007
Consultare il proprio medico prima di assumere qualsiasi preparato
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SCHEDA NOTIZIE E VARIE
PIANTE ADATTOGENE ED IMMUNOSTIMOLANTI
Presso tutte le culture e nelle medicine tradizionali di ogni angolo del globo troviamo delle piante adattogene, cioè delle specie vegetali in grado di aumentare la resistenza dell'organismo a stress endogeni ed esogeni, migliorando la performance fisica e mentale, in risposta a stimoli di natura fisica, chimica e biologica.
Il termine adattogeno viene infatti dal vocabolo latino adaptare e da quello greco genes (prodotto da) e fu coniato nel 1947 dallo scienziato russo N.V. Lazarev; nel 1969 Brekhman e Dardymov stabilirono dei criteri specifici affinché una droga vegetale possa definirsi adattogena.
L'effetto di queste piante si affianca alla risposta fisiologica che già di per sé l'organismo mette in opera quando soggetto ad uno stimolo che ne turbi l'equilibrio biologico, al fine di ristabilire prontamente l'omeostasi; tali risposte sono di carattere prevalentemente ormonale, cioè con effetti transitori, ma esistono anche vere e proprie modificazioni funzionali o morfologiche che si generano nelle persone sottoposte frequentemente a stress (per es. negli atleti sottoposti a molte ore di allenamento quotidiano) o che si sono evolute in alcune etnie nel corso di milioni di anni in risposta all'ambiente (per es.: la variazione del colore della pelle in funzione dell'esposizione ai raggi solari o le maggiori dimensioni della gabbia toracica delle popolazioni andine, costrette a vivere sopra i 4000 mt, dove l'ossigeno scarseggia).
Le piante adattogene non corrispondono a nessuna categoria della farmacologia classica e meno ancora hanno corrispettivi nei farmaci di sintesi: nella maggior parte dei casi, infatti, esse sono aspecifiche, agendo su differenti organi o tessuti bersaglio e provocando, nell'insieme, una risposta adattogena; ciò è dovuto al fatto che il fitocomplesso spesso si compone di principi attivi di svariata natura chimica, che sono però sinergici. Il meccanismo d'azione delle droghe
adattogene è generalmente assai complicato e non sempre ancor ben compreso.
Molte droghe adattogene hanno anche azione antimicrobica ed immunostimolante, in tal modo
contribuendo a migliorare le difese dell'organismo contro agenti eziologici esterni; altre hanno dimostrato di avere interessanti e promettenti effetti antitumorali, su cui la ricerca sta ora indagando.
Altre ancora hanno azione prevalentemente nootropa (dal Greco noos=mente, e tropein=sorvegliare), cioè migliorano la performance mentale e l'umore; alla classe delle droghe nootrope
appartengono tutte le piante contenenti metilxantine (caffeina e derivati), che sono più propriamente degli stimolanti e che saranno oggetto di una scheda a parte.
Infine sono state incluse in questa scheda delle piante meramente immunostimolanti dato che,
funzionalmente, sono simili a quelle adattogene, ovvero servono ad aiutare l'organismo a sviluppare una linea difensiva contro gli attacchi esterni.
Proprio per la loro caratteristica di migliorare le risposte dell'organismo, l'utilizzo di droghe adattogene non è necessariamente circoscritto a stati patologici, ma rientra piuttosto nel campo del benessere e della prevenzione (alcune risultano per esempio assai utili per aiutare a prevenire, durante la stagione invernale, le malattie da raffreddamento). Naturalmente sono anche molto utili negli stati di convalescenza ed in generale di astenia.
[Tratto da EPO S.r.l. ISTITUTO FARMOCHIMICO FITOTERAPICO http://www.eposrl.com/eposrl/]
È originaria della Cina meridionale e di alcune zone del Giappone e del Sud-Est asiatico.
In Cina, è conosciuta da secoli come “erba dell’immortalità” per le sue presunte proprietà toniche e adattogene.
Tradizionalmente utilizzata nella medicina popolare cinese come tonico generale, diuretico, digestivo e per il supporto cardiovascolare.
Il nome cinese “jiaogulan” significa letteralmente “pianta rampicante amara”, dovuto al sapore amarognolo delle foglie.
La pianta è perenne, rampicante e può crescere fino a 4 metri di lunghezza in condizioni ideali.
È chiamata anche “ginseng dell’Asia meridionale” per via della sua azione tonica simile al ginseng, ma è meno costosa e più facile da coltivare.
Contiene saponine triterpeniche, chiamate gypenosidi, considerate responsabili di molte delle proprietà biologiche attribuite alla pianta.
Le foglie vengono spesso consumate come tè per la salute generale e il benessere.
In alcune comunità cinesi, si crede che il consumo regolare possa prolungare la vita e migliorare la resistenza fisica.
La pianta ha guadagnato interesse scientifico moderno per le sue proprietà antiossidanti, ipoglicemizzanti e cardioprotettive, confermando in parte l’uso tradizionale.
La coltivazione commerciale si è diffusa anche in Giappone, Corea e Vietnam, oltre che negli Stati Uniti e in Europa, soprattutto per integratori e tisane.
Nonostante l’interesse tradizionale e scientifico, le prove cliniche umane sono ancora limitate e molte applicazioni derivano da studi in vitro o su animali.