Foto modificata per uso didattico. Gentile concessione delle Comunità montane Valli Nongia, Cevetta, Langa Cebana e Alta Val Tanaro - fungoceva.it
Foto modificata per uso didattico. Originale da ITIS di Tecnica Agraria Arrigo Serpieri - Bologna
TOSSICITÀ RELATIVA A QUANTO SPECIFICATO
EFFICACIA DUBBIA O NON CONFERMATA
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ANNUNCIO PUBBLICITARIO
FINE ANNUNCIO
SCHEDA BOTANICA
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Clade Angiosperme
Clade Mesangiosperme
Clade Eudicotiledoni
Clade Rosidi
Clade Fabidi
Ordine Fabales
Famiglia Fabaceae
Sottofamiglia Faboideae
Tribù Loteae
Genere Lotus
Specie Lotus corniculatus
Lotus Corniculatus Subsp. Minor Ehrh., Lotus Corniculatus Var. Crassifolia Fr., Lotus Corniculatus Var. Ericetorum H.Post
PIANTA ERBACEA PERENNE CON FUSTI PROSTRATI O ASCENDENTI, SPESSO RAMIFICATI ALLA BASE. LE FOGLIE SONO COMPOSTE DA CINQUE FOGLIOLINE, CON LE DUE BASALI CHE SIMULANO STIPOLE, E LE TRE APICALI PIÙ GRANDI E OBOVATE. I FIORI SONO PAPILIONACEI, DI COLORE GIALLO BRILLANTE, SPESSO CON SFUMATURE ARANCIONI O ROSSE, RIUNITI IN PICCOLE OMBRELLE APICALI PORTATE DA LUNGHI PEDUNCOLI ASCELLARI. IL FRUTTO È UN LEGUME CILINDRICO E ALLUNGATO, CONTENENTE NUMEROSI SEMI PICCOLI E SFERICI.
MAGGIO GIUGNO LUGLIO AGOSTO SETTEMBRE (TARDA PRIMAVERA-ESTATE), CON PICCO GIUGNO-LUGLIO
COLORI OSSERVATI NEI FIORI
____GIALLO ____GIALLO ARANCIO ____GIALLO DORATO
Predilige praterie, pascoli, bordi stradali, dune sabbiose, scarpate, boschi radi e terreni disturbati. Si adatta a diversi tipi di suolo, da sabbiosi a argillosi, con una preferenza per quelli ben drenati e da leggermente acidi a alcalini. È una specie ampiamente distribuita in Europa, Asia temperata e Nord Africa, ed è stata introdotta e naturalizzata in molte altre parti del mondo, inclusi Nord e Sud America e Australia. Il ginestrino è resistente alla siccità e al pascolo, e la sua capacità di fissare l'azoto atmosferico lo rende adatto a suoli poveri. Si trova spesso in associazione con altre graminacee e leguminose in prati e pascoli, contribuendo alla fertilità del suolo e fornendo foraggio per il bestiame.
European Medicines Agency, Assessment report on Lotus corniculatus L., 2012
Waghorn G C, McNabb W C, Consequences of plant phenolic compounds for productivity and health of ruminants, 2003
Marais J P J, Mueller Harvey I, Brandt E V, Ferreira D, Condensed tannins in Lotus species, 2000
Harborne J B, Williams C A, Advances in flavonoid research since 1992, 2000
Duke J A, Handbook of phytochemical constituents of GRAS herbs and other economic plants, 1992
Makkar H P S, Effects and fate of tannins in ruminant animals, adaptation to tannins, and strategies to overcome detrimental effects of feeding tannin rich feeds, 2003
TOSSICITÀ: RELATIVA A QUANTO SPECIFICATO
Motivazione: la presenza documentata di glicosidi cianogenici come linamarina e lotaustralina comporta un potenziale rischio di liberazione di acido cianidrico, evidenziato in studi tossicologici e zootecnici; tuttavia la tossicità dipende da dose, condizioni di utilizzo e stato della pianta, con effetti rilevati soprattutto in ambito animale e non sufficientemente caratterizzati per uso umano terapeutico diretto
EFFICACIA: DUBBIA O NON CONFERMATA
Motivazione: le evidenze disponibili sulla specie sono limitate prevalentemente a studi in vitro e in vivo su modelli animali focalizzati soprattutto sul ruolo nutrizionale nei ruminanti e sugli effetti dei tannini condensati; non sono disponibili studi clinici controllati né un uso fitoterapico umano consolidato supportato da dati farmacologici diretti sulla specie
Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ciascun utilizzo fitoterapico.
Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata*
Confermate da studi scientifici e clinici
Non sono disponibili studi clinici controllati, meta analisi o revisioni sistematiche specificamente condotti su Lotus corniculatus L.; pertanto non esistono proprietà fitoterapiche validate clinicamente attribuibili in modo diretto alla specie
Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata
Sono disponibili dati sperimentali limitati in vitro su estratti di Lotus corniculatus L. che evidenziano attività antiossidante correlata alla presenza di flavonoidi e composti fenolici, con evidenza di tipo sperimentale preliminare non confermata in modelli in vivo animale; studi agronomici e fitochimici sulla specie documentano la presenza di tannini condensati e cianoglicosidi, ma tali dati non sono accompagnati da valutazioni farmacologiche dirette sull’uomo; non sono disponibili studi in vivo animale coerenti e riproducibili che confermino attività terapeutiche specifiche; pertanto il livello di evidenza rimane preliminare e non traslabile in ambito clinico
Uso storico e nella tradizione
Uso tradizionale limitato e scarsamente documentato in ambito fitoterapico umano; la specie è principalmente nota per impieghi agronomici come foraggera e per osservazioni etnobotaniche marginali senza indicazioni terapeutiche definite e sistematicamente riportate
Jones D.A., Why are so many food plants cyanogenic, Phytochemistry, 1998
Gleadow R.M., Woodrow I.E., Constraints on effectiveness of cyanogenic glycosides in herbivore defense, Journal of Chemical Ecology, 2002
Møller B.L., Seigler D.S., Biosynthesis of cyanogenic glycosides, Annual Review of Plant Biology, 1999
Bruneton J., Pharmacognosie, 2009
Wichtl M., Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, 2004
(Le avvertenze includono segnali di rischio basati su evidenze precliniche, plausibilità farmacologica o casi isolati)
PRESENZA DOCUMENTATA DI CIANOGLICOSIDI QUALI LINAMARINA E LOTAUSTRALINA CON EVIDENZA FITOCHIMICA DIRETTA SULLA SPECIE E PLAUSIBILITÀ FARMACOLOGICA DI RILASCIO DI ACIDO CIANIDRICO IN CONDIZIONI DI IDROLISI ENZIMATICA, RISCHIO POTENZIALE DI TOSSICITÀ ACUTA IN CASO DI INGESTIONE DI QUANTITÀ ELEVATE O MATERIALE VEGETALE FRESCO DANNEGGIATO CON EVIDENZA DERIVATA DA STUDI AGRONOMICI E VETERINARI SULLA SPECIE, VARIABILITÀ DEL CONTENUTO IN CIANOGLICOSIDI IN FUNZIONE DI FATTORI AMBIENTALI E STADIO FENOLOGICO CON EVIDENZA ANALITICA SU CAMPIONI VEGETALI, ASSENZA DI STUDI CLINICI CONTROLLATI E DI DATI FARMACOCINETICI NELL’UOMO CHE LIMITA LA DEFINIZIONE DEL PROFILO DI SICUREZZA CON EVIDENZA CLINICA NON DISPONIBILE, MANCANZA DI DATI SU DOSAGGI TERAPEUTICI E LIMITI DI SICUREZZA PER USO FITOTERAPICO CON EVIDENZA SPERIMENTALE INSUFFICIENTE, ASSENZA DI STUDI SU INTERAZIONI FARMACOLOGICHE CON EVIDENZA NON DISPONIBILE
(Le controindicazioni si basano su evidenze cliniche dirette, cioè dati da studi clinici, osservazionali o casistiche solide che dimostrino che l’uso della pianta è da evitare in specifiche condizioni o popolazioni)
NON SONO DISPONIBILI CONTROINDICAZIONI SPECIFICHE DOCUMENTATE PER LOTUS CORNICULATUS L. IN LETTERATURA CLINICA O OSSERVAZIONALE SULL’UOMO
Estratto secco titolato da parti aeree: non sono disponibili standardizzazioni ufficiali validate né titoli riconosciuti per uso fitoterapico umano; gli estratti presenti in letteratura sono utilizzati principalmente in ambito sperimentale o zootecnico con riferimento al contenuto in tannini condensati, senza definizione di un range terapeutico umano né posologia clinicamente validata.
Estratto idroalcolico fluido o tintura madre: non risultano dati clinici o farmacologici sufficienti per definire un titolo in principi attivi né una posologia terapeutica per uso umano; l’impiego documentato è limitato a contesti tradizionali o sperimentali non standardizzati.
Estratti standardizzati in tannini condensati: utilizzati in ambito sperimentale con riferimento a proantocianidine totali, ma privi di standardizzazione farmacopoeica e senza indicazioni posologiche per uso fitoterapico umano basate su evidenze cliniche.
Preparazioni in capsule o compresse contenenti polvere della pianta: non esistono monografie ufficiali o linee guida che definiscano dosaggi efficaci e sicuri per uso umano; tali preparazioni non sono supportate da studi clinici controllati sulla specie.
Preparazioni omeopatiche: disponibili sotto forma di diluizioni centesimali o decimali della pianta intera fresca; l’uso è esclusivamente basato su principi omeopatici e non su evidenze farmacologiche o cliniche dirette sulla specie, senza correlazione tra titolo e effetto terapeutico dimostrato.
European Medicines Agency, Assessment report on Lotus corniculatus L., 2012
World Health Organization, WHO monographs on selected medicinal plants, 2007
Marais J P J, Mueller Harvey I, Brandt E V, Ferreira D, Condensed tannins in Lotus species, 2000
Waghorn G C, McNabb W C, Consequences of plant phenolic compounds for productivity and health of ruminants, 2003
Makkar H P S, Effects and fate of tannins in ruminant animals, adaptation to tannins, and strategies to overcome detrimental effects of feeding tannin rich feeds, 2003
Cheeke P R, Natural toxicants in feeds and poisonous plants, 1998
(Basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso)
Infuso di Lotus corniculatus L.: non esistono dati scientifici sufficienti per definire un impiego sicuro ed efficace della pianta in tisana per uso umano; la presenza di glicosidi cianogenici e l’assenza di standardizzazione farmacologica impediscono la definizione di un dosaggio sicuro, pertanto l’uso in infusione non è supportato da evidenze fitoterapiche validate.
Formulazione con piante digestive amare come Gentiana lutea L. e Achillea millefolium L.: non sono disponibili evidenze scientifiche dirette che supportino l’associazione con Lotus corniculatus L.; eventuali formulazioni digestive risultano basate su extrapolazioni teoriche e non su dati sperimentali specifici sulla specie.
Formulazione con piante ricche in tannini come Agrimonia eupatoria L. o Potentilla erecta L.: non sono documentate sinergie validate con Lotus corniculatus L.; l’impiego combinato non è supportato da studi farmacologici o clinici specifici e non consente la definizione di dosaggi sicuri.
Decotto delle parti aeree: non sono disponibili dati scientifici che ne giustifichino l’uso terapeutico né parametri di sicurezza relativi alla preparazione; la possibile liberazione di composti cianogenici rende l’uso non raccomandabile in assenza di validazione tossicologica per uso umano.
Formulazioni sedative o rilassanti con piante come Melissa officinalis L. o Tilia cordata Mill.: non esistono evidenze che Lotus corniculatus L. contribuisca a tali effetti in modo documentato; l’inclusione in miscele è priva di supporto scientifico diretto e non consente definizione posologica.
European Medicines Agency, Assessment report on Lotus corniculatus L., 2012
World Health Organization, WHO monographs on selected medicinal plants, 2007
Marais J P J, Mueller Harvey I, Brandt E V, Ferreira D, Condensed tannins in Lotus species, 2000
Waghorn G C, McNabb W C, Consequences of plant phenolic compounds for productivity and health of ruminants, 2003
Makkar H P S, Effects and fate of tannins in ruminant animals, adaptation to tannins, and strategies to overcome detrimental effects of feeding tannin rich feeds, 2003
Cheeke P R, Natural toxicants in feeds and poisonous plants, 1998
Consultare il proprio medico prima di assumere qualsiasi preparato
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FINE ANNUNCIO
SCHEDA NOTIZIE E VARIE
Lotus corniculatus L., comunemente noto come ginestrino o trifoglio giallo, è una specie erbacea perenne molto diffusa in Europa e in altre regioni temperate, apprezzata soprattutto in ambito agronomico per la sua adattabilità e resistenza. Cresce in una vasta gamma di ambienti, dai prati aridi ai pascoli montani, mostrando una notevole tolleranza a condizioni pedologiche difficili.
Il nome del genere Lotus non è collegato al loto acquatico, ma deriva da denominazioni antiche utilizzate per indicare diverse piante foraggere. L’epiteto specifico corniculatus fa riferimento alla forma dei frutti, sottili e allungati, simili a piccoli corni, che rappresentano una caratteristica distintiva della specie.
Una curiosità rilevante riguarda il suo utilizzo come pianta foraggera di alto valore. Lotus corniculatus è particolarmente apprezzato perché, a differenza di altre leguminose, può ridurre il rischio di meteorismo nei ruminanti grazie alla presenza di tannini condensati, che modulano la fermentazione ruminale.
Dal punto di vista ecologico, la specie svolge un ruolo importante nei prati stabili, contribuendo alla biodiversità e alla fertilità del suolo grazie alla capacità di fissare l’azoto atmosferico in simbiosi con batteri del genere Rhizobium. Questo la rende utile anche nei sistemi agricoli sostenibili e nelle pratiche di inerbimento.
I fiori gialli, spesso riuniti in piccoli gruppi, sono caratteristici e facilmente riconoscibili. Dopo la fioritura, i frutti si sviluppano in gruppi che ricordano una piccola “zampa di uccello”, da cui deriva uno dei nomi comuni inglesi della pianta, bird’s foot trefoil.
Un aspetto meno noto riguarda la presenza di composti cianogenetici, che conferiscono alla pianta un potenziale meccanismo di difesa contro gli erbivori. Questa caratteristica ha suscitato interesse scientifico sia in ambito ecologico sia agronomico.
Dal punto di vista culturale, la specie non ha avuto un ruolo simbolico rilevante come altre leguminose, ma è stata storicamente importante per le economie rurali grazie al suo valore come foraggio resistente e produttivo anche in condizioni marginali.