ARBUSTO O PICCOLO ALBERO SEMPREVERDE, SPINESCENTE, ALTO FINO A 2-6 METRI, CON RAMI SOTTILI E SPESSO QUADRANGOLARI. LE FOGLIE SONO OPPOSTE, SEMPLICI, ELLITTICHE O LANCEOLATE, GLABRE, DI COLORE VERDE-BLUASTRO, CON BREVI PICCIOLI. I FIORI SONO PICCOLI, NUMEROSI, ERMAFRODITI, PROFUMATI, DI COLORE BIANCO, GIALLO O ROSATO, RACCOLTI IN PANNOCCHIE TERMINALI E ASCELLARI. IL CALICE È GAMOSEPALO CON 4 LOBI. LA COROLLA HA 4 PETALI LIBERI, STROPICCIATI. GLI STAMI SONO 8, DISPOSTI IN DUE VERTICILLI. L'OVARIO È SUPERO, TETRALOCULARE CON NUMEROSI OVULI. IL FRUTTO È UNA CAPSULA GLOBOSA, PICCOLA, SECCA E INDEISCENTE, CONTENENTE NUMEROSI SEMI PICCOLI E ANGOLOSI. LA PIANTA È NOTA PER LE SUE FOGLIE CHE CONTENGONO LAWSONE, UN COLORANTE ROSSO-ARANCIO UTILIZZATO PER TATUAGGI TEMPORANEI (HENNÉ) E PER TINGERE CAPELLI E TESSUTI.
GIUGNO-SETTEMBRE (ESTATE), CON FIORI BIANCO-ROSATI PROFUMATI
COLORI OSSERVATI NEI FIORI
____BIANCO ____BIANCO ROSATO
Originario delle regioni aride e semi-aride dell'Africa nord-orientale, del Medio Oriente e dell'Asia meridionale, inclusi paesi come Egitto, India, Pakistan e Iran. Si trova tipicamente in boscaglie secche, savane alberate, zone disturbate, bordi stradali e talvolta lungo corsi d'acqua. Predilige climi caldi e secchi, con elevata tolleranza alla siccità e alle alte temperature. Cresce su una varietà di tipi di suolo, da quelli sabbiosi e sassosi a quelli argillosi, purché ben drenati. È spesso coltivata come siepe e pianta ornamentale in diverse regioni tropicali e subtropicali del mondo. La sua capacità di prosperare in condizioni difficili e la sua resistenza lo rendono adatto a una vasta gamma di ambienti aridi e semi-aridi.
Motivazione: l’uso topico tradizionale è generalmente ben tollerato, ma sono documentati casi di reazioni avverse cutanee e, soprattutto, episodi di emolisi in soggetti con deficit di glucosio sei fosfato deidrogenasi associati al lawsone; evidenze derivanti da dati clinici e osservazionali indicano una tossicità dipendente dalla via di somministrazione e dalla suscettibilità individuale
EFFICACIA: DUBBIA O NON CONFERMATA
Motivazione: gli studi disponibili su Lawsonia alba sono prevalentemente in vitro e in vivo su modelli animali, con evidenze su attività antimicrobica, antinfiammatoria e cicatrizzante; mancano studi clinici controllati e revisioni sistematiche specifiche sulla specie, mentre l’uso etnobotanico è ampio ma non sufficiente a confermare efficacia clinica
Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ciascun utilizzo fitoterapico.
Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata*
Semwal R.B., Semwal D.K., Combrinck S., Viljoen A., Lawsonia inermis L. a review of its botany, phytochemistry and pharmacology, Journal of Ethnopharmacology, 2014
Habbal O.A., Hasson S.S., El-Hag A.H., Al-Mahrooqi Z., Al-Hashmi N.A., Antimicrobial activity of Lawsonia inermis, Journal of Ethnopharmacology, 2005
Ali B.H., Bashir A.K., Tanira M.O., Anti-inflammatory, antipyretic and analgesic effects of Lawsonia inermis, Pharmacology, 1995
European Medicines Agency, Assessment report on Lawsonia inermis, 2015
World Health Organization, WHO monographs on selected medicinal plants, 2007
Non sono disponibili evidenze cliniche controllate, meta analisi o revisioni sistematiche specifiche su Lawsonia alba che dimostrino efficacia terapeutica in ambito fitoterapico; la letteratura clinica disponibile è limitata a osservazioni su sicurezza e dermatologia, senza validazione terapeutica formale
Attività antimicrobica con indicazione potenziale nel trattamento topico di infezioni cutanee superficiali, supportata da studi in vitro su batteri e funghi e attribuita principalmente al lawsone e ad altri composti fenolici
Attività antinfiammatoria con possibile indicazione in condizioni infiammatorie cutanee, documentata in modelli animali e studi in vitro su mediatori dell’infiammazione
Attività cicatrizzante con possibile applicazione su ferite superficiali e lesioni cutanee, supportata da studi in vivo su modelli animali che evidenziano accelerazione della riepitelizzazione
Attività antiossidante con potenziale ruolo nel controllo dello stress ossidativo cutaneo, documentata in vitro mediante saggi chimici e cellulari
Attività analgesica con possibile effetto lenitivo topico, osservata in modelli animali con evidenze limitate e non confermate clinicamente
Le evidenze risultano coerenti ma limitate a studi preclinici e non permettono estrapolazioni cliniche dirette
VIETATA IN UE PER L'USO INTERNO
DEFICIT DI GLUCOSIO 6-FOSFATO DEIDROGENASI CON RISCHIO DOCUMENTATO DI ANEMIA EMOLITICA ACUTA ASSOCIATA ALL’ESPOSIZIONE A LAWSONE CONTENUTO NELLA PIANTA, IPERSENSIBILITÀ O ALLERGIA DOCUMENTATA ALLA PIANTA CON MANIFESTAZIONI CUTANEE DA CONTATTO RIPORTATE IN STUDI CLINICI E OSSERVAZIONALI, USO SU NEONATI E LATTANTI PER DOCUMENTATI CASI DI TOSSICITÀ SISTEMICA E METAEMOGLOBINEMIA RIPORTATI IN LETTERATURA CLINICA
USO TOPICO PROLUNGATO SU CUTE LESA O ESTESA CON POSSIBILE AUMENTO DELL’ASSORBIMENTO SISTEMICO DEI NAFTOCHINONI EVIDENZIATO DA DATI FARMACOLOGICI, POSSIBILE INTERFERENZA CON LO STATO OSSIDATIVO ERITROCITARIO IN SOGGETTI PREDISPOSTI SULLA BASE DI EVIDENZE BIOCHIMICHE E CLINICHE, RISCHIO DI DERMATITE ALLERGICA DA CONTATTO O IRRITATIVA SUPPORTATO DA STUDI CLINICI DERMATOLOGICI, VARIABILITÀ DELLA CONCENTRAZIONE DI LAWSONE NEI PREPARATI VEGETALI CON IMPLICAZIONI SULLA SICUREZZA EVIDENZIATA DA STUDI FITOCHIMICI, ASSENZA DI STUDI CLINICI CONTROLLATI SULLA SICUREZZA A LUNGO TERMINE PER USO SISTEMICO CON CONSEGUENTE INCERTEZZA DEL PROFILO RISCHIO BENEFICIO, POSSIBILE CONTAMINAZIONE O ADULTERAZIONE DEI PREPARATI COMMERCIALI CON SOSTANZE SENSIBILIZZANTI O TOSSICHE DOCUMENTATA IN STUDI ANALITICI SU PRODOTTI A BASE DI HENNÉ
Le preparazioni fitoterapiche di Lawsonia alba sono prevalentemente destinate all’uso topico e derivano dalle foglie essiccate polverizzate, contenenti lawsone come principale marcatore fitochimico; non esistono integratori standardizzati titolati ampiamente riconosciuti in ambito occidentale con indicazioni sistemiche validate.
Polvere di foglie essiccate utilizzata per preparazioni paste idratate con acqua o idrolati, applicate localmente su cute e annessi cutanei; la quantità impiegata è variabile in funzione dell’area da trattare e della concentrazione desiderata, con tempo di contatto generalmente compreso tra trenta minuti e alcune ore.
Estratti idroalcolici non standardizzati ottenuti per macerazione delle foglie in etanolo a concentrazione variabile, utilizzati esclusivamente per applicazioni topiche diluite; l’assenza di standardizzazione impedisce la definizione di una posologia precisa e ne limita l’uso a contesti tradizionali o sperimentali.
Decotti e infusi delle foglie impiegati nella medicina tradizionale per uso esterno sotto forma di lavaggi o impacchi; la concentrazione tipica prevede alcuni grammi di droga per cento millilitri di acqua, senza dati clinici che ne definiscano efficacia e sicurezza in modo standardizzato.
Non sono documentati integratori orali standardizzati titolati a lawsone con posologia definita sulla base di studi clinici, e l’uso sistemico non è supportato da evidenze di sicurezza ed efficacia.
In ambito omeopatico Lawsonia alba non rappresenta un rimedio di uso consolidato nelle farmacopee principali e non esistono preparazioni standardizzate riconosciute con indicazioni terapeutiche validate; eventuali preparazioni sono limitate a contesti marginali senza evidenza clinica.
Semwal R.B., Semwal D.K., Combrinck S., Viljoen A., Lawsonia inermis L. a review of its botany, phytochemistry and pharmacology, Journal of Ethnopharmacology, 2014
European Medicines Agency, Assessment report on Lawsonia inermis, 2015
World Health Organization, WHO monographs on selected medicinal plants, 2007
Bruneton J., Pharmacognosie, 2009
Heinrich M., Barnes J., Gibbons S., Williamson E., Fundamentals of Pharmacognosy and Phytotherapy, 2012
(Basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso)
Non esistono tisane o formulazioni erboristiche per uso interno con Lawsonia alba supportate da evidenze scientifiche di sicurezza ed efficacia; la presenza di lawsone e i dati tossicologici disponibili, in particolare il rischio di emolisi in soggetti con deficit di glucosio sei fosfato deidrogenasi, rendono l’uso orale non raccomandato in fitoterapia evidence based.
Le preparazioni tradizionali documentate riguardano esclusivamente l’uso esterno sotto forma di decotto o infuso delle foglie, impiegati per lavaggi cutanei; una formulazione tipica prevede 2–5 grammi di foglie essiccate in 100 millilitri di acqua, con ebollizione per 10–15 minuti e successivo raffreddamento prima dell’applicazione locale.
In ambito erboristico possono essere formulate preparazioni topiche combinate con piante dotate di attività dermofunzionale documentata, mantenendo un approccio conservativo; una combinazione tradizionalmente plausibile comprende Lawsonia alba con Calendula officinalis e Matricaria chamomilla per applicazioni su cute irritata, utilizzando concentrazioni analoghe di droga totale per preparazioni acquose destinate a impacchi o lavaggi.
Un’altra possibile associazione topica, basata su coerenza farmacologica e dati sperimentali su singole specie, prevede Lawsonia alba con Hamamelis virginiana per applicazioni su condizioni cutanee infiammatorie superficiali, sempre limitando l’uso a preparazioni esterne e a brevi periodi.
In assenza di studi clinici controllati su formulazioni combinate contenenti Lawsonia alba, tali preparazioni devono essere considerate tradizionali e non standardizzate, con necessità di valutazione individuale del rischio e particolare attenzione a condizioni predisponenti a effetti avversi.
Semwal R.B., Semwal D.K., Combrinck S., Viljoen A., Lawsonia inermis L. a review of its botany, phytochemistry and pharmacology, Journal of Ethnopharmacology, 2014
European Medicines Agency, Assessment report on Lawsonia inermis, 2015
World Health Organization, WHO monographs on selected medicinal plants, 2007
Bruneton J., Pharmacognosie, 2009
Heinrich M., Barnes J., Gibbons S., Williamson E., Fundamentals of Pharmacognosy and Phytotherapy, 2012
Consultare il proprio medico prima di assumere qualsiasi preparato
SCHEDA NOTIZIE E VARIE
Lawsonia alba, più comunemente conosciuta come henné, rappresenta una delle piante più antiche utilizzate dall’uomo, con evidenze archeobotaniche che ne documentano l’impiego già nell’antico Egitto per la colorazione dei capelli, delle unghie e per pratiche rituali legate alla mummificazione.
Il principale composto attivo, il lawsone, è responsabile della caratteristica colorazione rosso aranciata ed è in grado di legarsi covalentemente alla cheratina, conferendo una colorazione stabile e duratura; questa proprietà ha reso la pianta fondamentale nelle tradizioni cosmetiche di Africa, Medio Oriente e Asia meridionale.
L´uso prolungato dell´Henné sui capelli potrebbe cambiare il loro colore, facendolo virare verso il rosso-arancio, a meno che l´henné non sia mescolato con altre tinture come l'indaco e il campeggio per ottenere differenti sfumature. Per preparare un colore a lunga permanenza, la miscelazione di henné deve essere resa leggermente acida.
Nelle culture islamiche e indiane l’henné assume un valore simbolico e rituale, in particolare nei matrimoni, dove viene applicato su mani e piedi della sposa in elaborati motivi decorativi, considerati auspicio di prosperità, fertilità e protezione.
Dal punto di vista storico commerciale, Lawsonia alba ha rappresentato una merce di scambio significativa lungo le rotte carovaniere e marittime tra Africa, Arabia e India, contribuendo alla diffusione della pianta e delle sue tecniche di utilizzo.
Una curiosità rilevante riguarda la distinzione tra henné naturale e prodotti commerciali adulterati, in particolare il cosiddetto henné nero, spesso contenente parafenilendiammina, una sostanza non presente nella pianta e responsabile di numerose reazioni allergiche gravi documentate clinicamente.
In ambito medico tradizionale la pianta è stata impiegata per una vasta gamma di indicazioni, ma la sua rilevanza contemporanea è principalmente cosmetica e dermatologica, mentre la validazione scientifica delle applicazioni terapeutiche rimane limitata.
Nella medicina tradizionale araba è impiegato anche per problemi dermatologici, mal di testa, itterizia, amebiasi, ingrossamento della milza, cancro, ecc.
Infine Lawsonia alba è un esempio paradigmatico di pianta in cui l’uso tradizionale e culturale è molto più consolidato rispetto alle evidenze cliniche moderne, evidenziando la necessità di distinguere tra valore etnobotanico e validazione farmacologica.
BIBLIOGRAFIA e WEBLIOGRAFIA GENERALE
Badoni Semwal, R., et al. (2014). Lawsonia inermis L. (henna): A comprehensive review. Pharmacognosy Reviews, 8(16), 119-126.
Ali, B. H., et al. (2001). Some phytochemical, pharmacological and toxicological properties of henna (Lawsonia inermis L.). Food and Chemical Toxicology, 39(8), 729-735.
Semwal, R. B., et al. (2014). The current state of knowledge on Lawsonia inermis L. (henna): chemistry and biological activities. Journal of Pharmacy and Pharmacology, 66(8), 1107-1125.
Habbal, O., et al. (2005). Comparative study on the antimicrobial activity of Lawsonia inermis L. and Hibiscus sabdariffa L. extracts. Saudi Medical Journal, 26(1), 69-73.