EFFICACIA DIPENDENTE DALLE SPECIFICHE E DALLE FORME TERAPEUTICHE
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ANNUNCIO PUBBLICITARIO
FINE ANNUNCIO
SCHEDA BOTANICA
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Clade Angiosperme
Clade Mesangiosperme
Clade Eudicotiledoni
Clade Rosidi
Clade Fabidi
Ordine Fabales
Famiglia Fabaceae
Sottofamiglia Faboideae
Tribù Genisteae
Genere Lupinus
Specie Lupinus albus
Famiglia:
Lupino Bianco, Fusaglia, Fava Luina, Lui, Dupino, Lupino Blanco, White Lupin, Wolfsbohne, Field Lupin, Egyptian Lupin, European Weisser Lupine, Gemeine Lupine, Acker-Lupine, Egyptische Lupine
ERBACEA ANNUALE ERETTA ALTA FINO A 1.5 METRI CON FUSTI ROBUSTI RAMIFICATI PUBESCENTI. FOGLIE ALTERNE PALMATO-COMPOSTE CON 5-9 FOGLIOLINE OBOVATE O OBLANCEOLATE PUBESCENTI. FIORI ERMAFRODITI ZIGOMORFI BIANCHI GIALLASTRI O BLUASTRI IN RACEMI TERMINALI DENSI. CALICE GAMOSEPALO BILABIATO CON LABBRO SUPERIORE BILOBO E INFERIORE TRILOBO. COROLLA PAPILIONACEA CON VESSILLO ERETTO PETALI LATERALI (ALI) E CARENA INCURVATA ROSTRATA. ANDROCEO MONADELFO CON DIECI STAMI SALDATI PER I FILAMENTI. GINECEO SUPERO MONOCARPELLARE CON STILO INCURVATO E STIGMA CILIATO. FRUTTO LEGUME APPIATTITO PUBESCENTE CONTENENTE 2-6 SEMI GRANDI APPIATTITI BIANCHI O GIALLASTRI.
TARDA PRIMAVERA-INIZIO ESTATE (MAGGIO GIUGNO LUGLIO)
COLORI OSSERVATI NEI FIORI
____BIANCO ____BIANCO ROSATO
Originaria della regione mediterranea e del Medio Oriente. È ampiamente coltivato come coltura da foraggio, sovescio e per i suoi semi commestibili ricchi di proteine.
Habitat naturale (incerto e limitato):
Si ritiene che il suo habitat originario fossero aree aperte, praterie secche e terreni disturbati della regione mediterranea e del Medio Oriente, ma la sua lunga storia di coltivazione rende difficile definire con precisione il suo areale selvatico primario.
Habitat coltivato:
Predilige climi temperati caldi con estati da miti a calde e inverni miti. Non tollera il gelo prolungato.
Richiede pieno sole per una crescita ottimale e una buona produzione di semi.
Si adatta a una vasta gamma di tipi di suolo, ma preferisce quelli ben drenati, da leggermente acidi a neutri, con una buona fertilità. Tuttavia, può crescere anche in terreni più poveri, grazie alla sua capacità di fissare l'azoto atmosferico.
Necessita di umidità moderata durante la crescita, ma non tollera i ristagni idrici. Un'eccessiva umidità può favorire lo sviluppo di malattie fungine.
È una coltura tipicamente coltivata in campi aperti e spesso inserita in rotazioni colturali per migliorare la fertilità del suolo.
Habitat naturalizzato (occasionale):
In alcune regioni in cui è stato ampiamente coltivato, il lupino bianco può occasionalmente sfuggire alla coltivazione e naturalizzarsi in aree disturbate come bordi stradali e campi abbandonati, ma raramente forma popolazioni selvatiche estese e persistenti.
Heinrich M., Barnes J., Gibbons S., Williamson E., Fundamentals of Pharmacognosy and Phytotherapy, 2012
Gresta F., Wink M., Prins U., Abberton M., Capraro J., Scarafoni A., Lupin seeds as a source of protein and health promoting components, 2017
TOSSICITÀ: RELATIVA A QUANTO SPECIFICATO
Motivazione: i semi dolci correttamente trattati sono generalmente sicuri nell’uso alimentare, mentre la presenza di alcaloidi chinolizidinici nelle varietà amare o in semi non adeguatamente detossificati è associata a tossicità documentata con effetti neurologici e gastrointestinali; la sicurezza dipende quindi dalla varietà, dal contenuto di alcaloidi e dal trattamento tecnologico della droga
EFFICACIA: DIPENDENTE DALLE SPECIFICHE E DALLE FORME TERAPEUTICHE
Motivazione: studi clinici e nutrizionali su Lupinus albus L. documentano effetti ipoglicemizzanti e ipolipidemizzanti associati principalmente a proteine specifiche come la conglutina gamma e a frazioni proteiche isolate, con evidenze cliniche limitate a preparazioni alimentari o estratti specifici; l’efficacia non è generalizzabile alla pianta nel suo complesso né a tutte le forme di utilizzo fitoterapico
Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ciascun utilizzo fitoterapico.
Confermate da studi scientifici e clinici
Effetto ipoglicemizzante e modulazione della glicemia con indicazione nel controllo del diabete mellito di tipo 2; evidenze da studi clinici controllati e randomizzati su alimenti e frazioni proteiche isolate di Lupinus albus L., in particolare proteine con attività insulinomimetica e peptidi bioattivi, con riduzione della glicemia postprandiale e miglioramento della sensibilità insulinica; gli effetti risultano dipendenti dalla forma alimentare o estrattiva e dal contenuto proteico specifico
Effetto ipolipidemizzante con indicazione nella dislipidemia lieve-moderata; evidenze da studi clinici su consumo di semi o proteine isolate che mostrano riduzione di colesterolo totale e LDL, verosimilmente mediata da frazioni proteiche e fibre; i risultati sono coerenti ma variabili in funzione della matrice alimentare e della durata dell’intervento
Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata
Attività insulinomimetica e modulante del metabolismo glucidico con indicazione nel controllo della glicemia; evidenze in vitro e in vivo animale su proteine e alcaloidi chinolizidinici che mostrano incremento dell’assorbimento di glucosio e modulazione di vie insuliniche; studi meccanicistici indicano effetti su trasportatori del glucosio e segnalazione insulinica
Attività ipolipidemizzante e modulazione del metabolismo lipidico con indicazione nella prevenzione dell’iperlipidemia; evidenze in vivo animale e studi osservazionali nutrizionali che indicano riduzione di lipidi plasmatici e miglioramento del profilo lipidico associati a proteine e fibre del seme
Attività antiossidante con indicazione nel supporto allo stress ossidativo; evidenze in vitro su estratti di semi e frazioni fenoliche con capacità scavenger e modulazione di sistemi antiossidanti; mancano conferme cliniche dirette
Attività antiinfiammatoria con indicazione in condizioni infiammatorie di basso grado; evidenze in vitro e in modelli animali che mostrano modulazione di mediatori infiammatori da parte di peptidi e frazioni fenoliche; dati clinici non disponibili
Uso storico e nella tradizione
Impiego alimentare e nutrizionale dei semi trattati come supporto metabolico generale e nella regolazione del peso corporeo; uso etnobotanico documentato senza validazione clinica specifica
Uso topico tradizionale come agente emolliente e per applicazioni cutanee in preparazioni popolari; assenza di evidenze scientifiche dirette sulla specie
Duranti M, Consonni A, Magni C, Sessa F, Scarafoni A, The major proteins of lupin seed: characterisation and molecular properties for use as functional and nutraceutical ingredients, 2008
Lovati M R, Manzoni C, Gianazza E, Sirtori C R, Lupin seed proteins as nutraceuticals for lipid and glucose control, 2012
Bertoglio J C, Calvo M A, Hancke J L, Burgos R A, Riva A, Morazzoni P, Magni C, Duranti M, Hypoglycemic effect of lupin seed gamma-conglutin in experimental models, 2011
Scarafoni A, Ronchi A, Duranti M, Gamma-conglutin: a lupin seed protein with insulin-mimetic properties, 2010
Arnoldi A, Boschin G, Zanoni C, Lammi C, The health benefits of sweet lupin seed proteins and peptides, 2015
Hall R S, Johnson S K, Baxter A L, Ball M J, Lupin kernel fibre-enriched foods improve markers of cardiovascular disease risk, 2005
Magni C, Scarafoni A, Herndl A, Sessa F, Prinsi B, Espen L, Duranti M, Combined structural and functional features of lupin seed storage proteins, 2017
European Food Safety Authority, Scientific opinion on the safety of lupin seeds as food and allergenicity assessment, 2014
IL SEME FRESCO DI QUESTA PIANTA E L'ESTRATTO VEGETALE RIENTRANO NELLA LISTA DEL MINISTERO DELLA SALUTE PER L'IMPIEGO NON AMMESSO NEL SETTORE DEGLI INTEGRATORI ALIMENTARI
(Le avvertenze includono segnali di rischio basati su evidenze precliniche, plausibilità farmacologica o casi isolati)
RISCHIO DI REAZIONI ALLERGICHE ANCHE GRAVI INCLUSA ANAFILASSI IN SOGGETTI SENSIBILIZZATI DOCUMENTATO IN STUDI CLINICI E SEGNALAZIONI DI FARMACOVIGILANZA, POSSIBILE REATTIVITÀ CROCIATA CON LEGUMINOSE IN PARTICOLARE ARACHIDE DOCUMENTATA IN STUDI IMMUNOLOGICI E CLINICI, NECESSITÀ DI ADEGUATO TRATTAMENTO TECNOLOGICO DEI SEMI PER RIDURRE IL CONTENUTO DI ALCALOIDI SULLA BASE DI DATI TOSSICOLOGICI CONSOLIDATI, POSSIBILE EFFETTO IPOGLICEMIZZANTE DELLE PROTEINE DEL LUPINO DOCUMENTATO IN STUDI CLINICI E IN VIVO CON CONSEGUENTE CAUTELA IN SOGGETTI IN TERAPIA ANTIDIABETICA, POSSIBILE EFFETTO IPOLIPIDEMIZZANTE DOCUMENTATO IN STUDI CLINICI NUTRIZIONALI CON POTENZIALE INTERAZIONE CON FARMACI IPOLIPEMIZZANTI, VARIABILITÀ DEL CONTENUTO DI ALCALOIDI TRA VARIETÀ E LOTTI CON IMPLICAZIONI SULLA SICUREZZA DOCUMENTATA IN STUDI AGRONOMICI E FARMACOGNOSTICI, DISTURBI GASTROINTESTINALI LIEVI COME FLATULENZA O DISCOMFORT ADDOMINALE ASSOCIATI ALL’ELEVATO CONTENUTO PROTEICO E DI FIBRE DOCUMENTATI IN STUDI NUTRIZIONALI
(Le controindicazioni si basano su evidenze cliniche dirette, cioè dati da studi clinici, osservazionali o casistiche solide che dimostrino che l’uso della pianta è da evitare in specifiche condizioni o popolazioni)
IPERSENSIBILITÀ NOTA ALLE PROTEINE DEL LUPINO CON ALLERGIA DOCUMENTATA CLINICAMENTE ANCHE CON REAZIONI CROCIATE CON ARACHIDI, CONSUMO DI SEMI NON DETOSSIFICATI O DI VARIETÀ AMARE AD ALTO CONTENUTO DI ALCALOIDI CHINOLIZIDINICI CON RISCHIO TOSSICOLOGICO DOCUMENTATO, SOGGETTI CON ALLERGIE ALIMENTARI MULTIPLE PER RISCHIO AUMENTATO DI REAZIONI IMMUNOLOGICHE DOCUMENTATE IN STUDI CLINICI E OSSERVAZIONALI
(Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche)
Estratto proteico totale di semi di Lupinus albus L. standardizzato in proteine totali e frazioni conglutiniche (alfa, beta, gamma conglutina). Gli studi disponibili indicano che l’attività ipolipidemizzante e modulante glicemica è associata in particolare alla frazione gamma conglutina. Nei prodotti nutraceutici il titolo utile è generalmente espresso come percentuale di proteine isolate o come contenuto di gamma conglutina purificata. Non esiste uno standard ufficiale universalmente accettato, ma i preparati efficaci negli studi sono composti da isolati proteici ad alta purezza. Posologia indicativa derivata da studi clinici e alimentari su alimenti arricchiti: apporto giornaliero di proteine di lupino pari a circa 20–30 g oppure estratti concentrati equivalenti a 1–3 g di frazioni proteiche isolate, suddivisi in due somministrazioni. Evidenza clinica limitata e dipendente dalla matrice alimentare
Estratto standardizzato in gamma conglutina (frazione proteica bioattiva). Questa frazione è studiata per effetti ipoglicemizzanti e insulino-simili. I preparati sperimentali utilizzano isolati con elevata concentrazione della proteina specifica senza una titolazione farmacopoeica definita. Nei modelli sperimentali sono stati impiegati dosaggi equivalenti a circa 10–50 mg/kg di isolato proteico, suggerendo per l’uomo un intervallo teorico nutraceutico di 0,5–2 g/die di frazione arricchita. L’effetto è dipendente dalla purezza dell’estratto e dalla biodisponibilità proteica
Estratto secco acquoso o idroalcolico di semi germinati standardizzato in proteine e composti fenolici totali. Utilizzato principalmente in ambito nutraceutico e tecnologico alimentare. Non esiste un titolo terapeutico ufficiale, ma gli estratti mostrano attività antinfiammatoria e metabolica in modelli sperimentali. Posologia non standardizzata; negli studi preclinici sono stati utilizzati dosaggi molto elevati non direttamente trasferibili all’uomo, pertanto l’impiego umano resta prudenziale e subordinato alla formulazione commerciale
Concentrato proteico di lupino (lupin protein concentrate, LPC) utilizzato come ingrediente funzionale. Standardizzato in contenuto proteico totale e attività biologica su marker infiammatori. Nei modelli animali ha mostrato attività antinfiammatoria intestinale a dosaggi elevati proporzionali al peso corporeo. Nell’uomo viene impiegato come ingrediente nutraceutico in alimenti funzionali piuttosto che come integratore isolato, con assunzioni dietetiche controllate
Integratori nutraceutici a base di farina o isolato proteico di lupino standardizzati in contenuto proteico totale. Disponibili in forma di capsule, compresse o polveri. Il titolo è espresso come percentuale di proteine del seme. Posologia usuale nutrizionale funzionale 10–30 g/die di farina o 1–3 g/die di estratto proteico concentrato. L’effetto terapeutico è dipendente dalla dieta complessiva e non esclusivamente dall’integratore
Preparazioni omeopatiche di Lupinus albus L. disponibili come diluizioni (D, CH) a partire da semi o pianta intera. Non esistono evidenze scientifiche cliniche specifiche sulla specie per indicazioni terapeutiche. Posologia secondo pratica omeopatica individualizzata, generalmente da basse a medie diluizioni con somministrazione sublinguale
Arnoldi A., Boschin G., Zanoni C., Lammi C., The health benefits of sweet lupin seed flours and isolated proteins, 2015
Pereira A., et al., Lupin seeds Lupinus albus L balancing the good and the bad and addressing potential health benefits, 2022
Mota J., et al., Lupin protein concentrate as a novel functional food additive that can reduce colitis induced inflammation and oxidative stress, 2022
Duranti M., et al., Lupin seed proteins and their role in human health and disease prevention, 2008
Sirtori C.R., et al., Hypocholesterolaemic effects of lupin protein and its clinical implications, 2004
Fechner A., Kiehntopf M., Jahreis G., The role of lupin protein in lipid metabolism and cardiovascular risk reduction, 2014
(Basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso)
Infuso di semi decorticati di Lupinus albus L. in forma moderata, utilizzando 5–10 g di semi dolci previamente ammollati e ben disamarificati in 250 ml di acqua calda, lasciati in infusione per circa 15 minuti e filtrati. L’impiego è limitato dall’elevato contenuto proteico e dalla scarsa solubilità dei principi attivi, con effetto nutrizionale più che farmacologico. Può essere utilizzato come supporto dietetico nel controllo glicemico lieve, con assunzione una volta al giorno dopo i pasti principali. L’evidenza è indiretta e deriva dall’assunzione alimentare più che da studi su infusi.
Decotto leggero di semi di Lupinus albus L. preparato con 10–15 g di semi dolci ben trattati per eliminare gli alcaloidi, bolliti in 300 ml di acqua per circa 20 minuti e filtrati. Questa preparazione migliora l’estrazione delle frazioni proteiche idrosolubili ma non garantisce un titolo standardizzato. Può essere impiegata come coadiuvante dietetico nel metabolismo lipidico con una somministrazione giornaliera unica. L’efficacia è subordinata alla qualità della materia prima e alla completa eliminazione degli alcaloidi amari.
Formulazione in infuso combinato con Lupinus albus L. semi decorticati 5 g, Trigonella foenum graecum semi 3 g e Cinnamomum verum corteccia 1 g in 250 ml di acqua calda. Infusione per 15 minuti. Questa combinazione è orientata al supporto del metabolismo glicemico sfruttando l’azione sinergica di fibre, proteine e composti insulinomimetici. Posologia una o due somministrazioni giornaliere dopo i pasti. Le evidenze sono di tipo clinico per le piante associate mentre per il lupino restano nutrizionali.
Decotto combinato con Lupinus albus L. semi 10 g, Avena sativa semi 10 g e Linum usitatissimum semi 5 g in 400 ml di acqua, bollitura per 20 minuti e filtrazione. Preparazione ad azione modulante sul profilo lipidico e sulla risposta glicemica postprandiale grazie all’effetto combinato di fibre solubili e proteine. Posologia una somministrazione al giorno preferibilmente al mattino. Evidenza supportata da studi nutrizionali e metabolici sulle singole componenti.
Infuso funzionale con Lupinus albus L. semi 5 g, Camellia sinensis foglie 2 g e Olea europaea foglie 2 g in 250 ml di acqua a 80 gradi per 10 minuti. Questa formulazione è orientata al supporto del metabolismo lipidico e dello stress ossidativo. Posologia una volta al giorno. L’effetto è attribuibile principalmente alle piante sinergiche con evidenze cliniche e in vivo mentre il contributo del lupino è complementare.
Preparazione tradizionale macerato caldo con Lupinus albus L. semi 10 g e Taraxacum officinale radice 5 g in 300 ml di acqua, mantenuti a temperatura elevata senza ebollizione per 30 minuti. Impiego come supporto digestivo e metabolico con possibile effetto sul metabolismo lipidico. Posologia una volta al giorno prima dei pasti principali. Evidenza basata su uso tradizionale e dati farmacologici delle piante associate.
Infuso combinato con Lupinus albus L. semi 5 g, Gymnema sylvestre foglie 2 g e Morus alba foglie 2 g in 250 ml di acqua calda per 15 minuti. Utilizzato come coadiuvante nel controllo della glicemia. Posologia una o due somministrazioni giornaliere. Le evidenze cliniche sono presenti per Gymnema e Morus mentre per il lupino sono nutrizionali e sperimentali.
Arnoldi A., Boschin G., Zanoni C., Lammi C., The health benefits of sweet lupin seed flours and isolated proteins, 2015
Pereira A., et al., Lupin seeds Lupinus albus L balancing the good and the bad and addressing potential health benefits, 2022
Sirtori C.R., et al., Hypocholesterolaemic effects of lupin protein and its clinical implications, 2004
Fechner A., Kiehntopf M., Jahreis G., The role of lupin protein in lipid metabolism and cardiovascular risk reduction, 2014
Duranti M., Lupin seed proteins and their nutraceutical properties, 2006
Viveros A., et al., Nutritional value of lupin seeds in human and animal nutrition, 2007
Consultare il proprio medico prima di assumere qualsiasi preparato
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SCHEDA NOTIZIE E VARIE
Lupinus albus L. è tradizionalmente utilizzato come alimento proteico dopo adeguato trattamento di detossificazione dei semi, necessario per ridurre il contenuto di alcaloidi chinolizidinici; i semi vengono generalmente ammollati e sottoposti a ripetuti lavaggi in acqua per renderli idonei al consumo umano
Nella tradizione mediterranea i semi di lupino sono consumati interi come snack, spesso in salamoia, rappresentando un alimento ricco di proteine, fibre e micronutrienti, con un profilo nutrizionale simile ad altri legumi ma con contenuto proteico particolarmente elevato
La farina di lupino ottenuta dai semi detossificati è impiegata nella preparazione di prodotti da forno, come pane, focacce e dolci, sia per migliorare il contenuto proteico sia per conferire caratteristiche tecnologiche specifiche agli impasti, inclusa una maggiore ritenzione idrica e struttura
Le proteine isolate di Lupinus albus L. sono utilizzate nell’industria alimentare come ingredienti funzionali in prodotti ad alto contenuto proteico, alimenti per sportivi e sostituti vegetali di carne e latticini, grazie alle proprietà emulsionanti e gelificanti
In alcune tradizioni locali la farina di lupino viene utilizzata anche per preparazioni salate dense o polente vegetali, mentre in contesti moderni trova impiego nella cucina vegetariana e vegana come alternativa alle proteine animali
L’utilizzo culinario richiede sempre l’impiego di varietà dolci o semi adeguatamente trattati, poiché il consumo di semi non detossificati comporta rischi tossicologici documentati legati alla presenza di alcaloidi attivi
Lupinus albus L. è una delle leguminose più anticamente coltivate nel bacino del Mediterraneo, con evidenze archeobotaniche che ne documentano l’uso già in epoca egizia, greca e romana, dove i semi venivano consumati dopo processi di detossificazione empirici basati su ammollo e lavaggi ripetuti
Nella cultura romana il lupino era considerato un alimento popolare ma anche simbolico, spesso associato a pratiche rituali e festività, e veniva venduto nelle strade come cibo semplice e nutriente, analogamente a quanto avviene ancora oggi in alcune regioni mediterranee
Il caratteristico sapore amaro dei semi non trattati ha storicamente contribuito allo sviluppo di tecniche tradizionali di detossificazione, tramandate per via orale, che rappresentano uno dei primi esempi di trasformazione alimentare finalizzata alla riduzione di composti tossici naturali
Dal punto di vista agronomico, Lupinus albus L. ha avuto un ruolo importante come coltura miglioratrice del suolo grazie alla capacità di fissare l’azoto atmosferico attraverso la simbiosi con batteri del genere Rhizobium, contribuendo alla fertilità dei terreni agricoli
La coltura del Lupino va considerata come miglioratrice ed in genere si alterna con i cereali autunnali. I terreni acidi di origine vulcanica, non ristagnanti, sono i più adatti. Il Lupino, come altre leguminose, è in simbiosi con un genere di batteri (Rhizobium) che riescono a trasformare l'azoto atmosferico in ammoniaca rendendolo così disponibile per il nutrimento della pianta ospite.
Una curiosità riguarda l’uso dei semi come alimento simbolico nelle tradizioni popolari italiane, in particolare durante feste e sagre, dove il consumo di lupini è associato a convivialità e pratiche culturali locali ancora vive
Nel contesto moderno la specie ha acquisito interesse come fonte sostenibile di proteine vegetali, soprattutto nell’ambito della nutrizione funzionale e delle alternative vegetali, rappresentando un esempio di alimento tradizionale rivalutato alla luce delle esigenze nutrizionali contemporanee