QUESTA SCHEDA È UNICA E ORIGINALE IN INTERNET aggiornamento del 19/06/2026
QUASSIA Quassia amara L.F.
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Autore: erbeofficinali.org
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Hermann Adolph Köhler (1834-1879)
TOSSICITÀ BASSA
EFFICACIA BUONA
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ANNUNCIO PUBBLICITARIO
FINE ANNUNCIO
SCHEDA BOTANICA
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Clade Tracheophyta
Clade Angiospermae
Clade Eudicotyledones
Clade Rosidae
Ordine Sapindales
Famiglia Simaroubaceae
Genere Quassia
Specie Quassia amara
Famiglia:
Legno di Quassio, Quassia del Surinam, Legno amaro, Legno Quassio della Giamaica, Amargo, Bitter Ash, Bitterwood, Quassia, Quassia Wood, Quassia-Wood, Surinam Quassia, Quassia De Surinam, Quinine De Cayenne, Quinine Du Pays, Biterhout, Bitterholzbaum, Bitterquassia, Quassiaholzbaum, Quassie, Crucete, Cuasia Amarga, Pau-Amarelo, Pau-Quássia, Quássia-De-Caiena, Quina, Quinarana, Surinamkvassia, Kuassia Ag
ARBUSTO O PICCOLO ALBERO SEMPREVERDE ALTO FINO A 3-6 METRI. LE FOGLIE SONO COMPOSTE IMPARIPENNATE CON 3-5 FOGLIOLINE OPPOSTE E UN RACHIDE ALATO. I FIORI SONO TUBULARI, DI COLORE ROSSO VIVO, RIUNITI IN RACEMI TERMINALI PENDENTI. I FRUTTI SONO PICCOLE DRUPE OVOIDALI DI COLORE NERO-VIOLACEO. TUTTE LE PARTI DELLA PIANTA SONO MOLTO AMARE.
TUTTO L'ANNO NEI TROPICI, CON PICCHI IN STAGIONE UMIDA (MAGGIO GIUGNO LUGLIO AGOSTO SETTEMBRE OTTOBRE)
Originario delle regioni tropicali dell'America Centrale e Meridionale, estendendosi dal Messico meridionale fino al Brasile e al Perù, e presente anche nei Caraibi. Cresce principalmente nelle foreste pluviali neotropicali e in siti umidi, spesso come pianta del sottobosco e più abbondante in foreste giovani. Si trova tipicamente a basse altitudini, dal livello del mare fino a circa 900 metri. Predilige terreni fertili, umidi ma ben drenati, con un pH che può variare da leggermente acido a leggermente alcalino. Pur tollerando l'ombra, necessita di una certa esposizione diretta alla luce solare per completare il suo ciclo vitale, in particolare per la fioritura e la fruttificazione. Questa specie si adatta a zone con precipitazioni elevate, tra i 1500 e i 4500 mm annui, e può comparire anche in aree più secche o ripariali con elevata umidità permanente. Al di fuori del suo areale nativo, Quassia amara è ampiamente coltivata come pianta ornamentale in diverse regioni tropicali del mondo.
Motivazione: Alle dosi fitoterapiche tradizionali la specie presenta generalmente una buona tollerabilità. Sono documentati possibili disturbi gastrointestinali quali nausea, irritazione gastrica e vomito in caso di dosaggi elevati o uso eccessivo, correlati all'elevato contenuto di principi amari quassinoidici. Non risultano documentate tossicità gravi o letali nell'impiego fitoterapico corretto della droga.
EFFICACIA: BUONA
Motivazione: La specie dispone di un uso fitoterapico consolidato come amaro-tonico digestivo e antiparassitario, supportato da dati farmacologici diretti sulla specie, da studi in vitro e da studi in vivo su animali. Sono inoltre disponibili monografie ufficiali che documentano l'impiego della droga. Tuttavia mancano studi clinici controllati sufficienti e revisioni sistematiche che consentano la classificazione come confermata da evidenze scientifiche cliniche.
Confermate da studi scientifici e clinici
Non sono disponibili studi clinici controllati, meta-analisi o revisioni sistematiche che confermino in modo definitivo specifiche indicazioni terapeutiche di Quassia amara L. nell'uomo.
Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata
Amaro-tonico digestivo.
Supportato da uso fitoterapico documentato, monografie ufficiali e dati farmacologici diretti sui quassinoidi amari responsabili della stimolazione delle funzioni digestive. Evidenza: documentazione fitoterapica, farmacologica e monografica.
Stimolante dell'appetito.
Supportato da uso tradizionale consolidato e da plausibilità farmacologica correlata all'attività dei principi amari. Evidenza: monografie ufficiali e farmacologia della specie.
Dispepsia ipoacidica e riduzione delle funzioni digestive.
Supportato dall'impiego fitoterapico tradizionale e dall'azione farmacologica dei quassinoidi. Evidenza: documentazione fitoterapica e farmacologica diretta.
Attività antimalarica.
Estratti e quassinoidi isolati hanno mostrato attività significativa in vitro e in modelli animali contro Plasmodium spp. Le evidenze cliniche risultano insufficienti. Evidenza: studi in vitro e in vivo animale.
Attività antiprotozoaria.
Diversi quassinoidi della specie hanno mostrato attività sperimentale contro protozoi patogeni. Evidenza: studi in vitro e studi farmacologici.
Attività antiparassitaria intestinale.
Documentata nella medicina tradizionale e supportata da studi sperimentali su estratti della specie. Evidenza: uso tradizionale documentato e studi farmacologici.
Attività pediculicida.
Preparazioni topiche della specie sono state studiate contro Pediculus humanus capitis con risultati positivi. Evidenza: studi clinici limitati e studi osservazionali su preparazioni specifiche.
Attività insetticida.
Documentata in numerosi studi sperimentali contro differenti artropodi e insetti fitopatogeni. Evidenza: studi in vitro e in vivo sperimentali.
Attività antimicrobica.
Estratti della specie hanno mostrato attività contro diversi microrganismi in condizioni sperimentali. Evidenza: studi in vitro.
Attività antifungina.
Osservata in studi sperimentali su estratti e quassinoidi isolati. Evidenza: studi in vitro.
I dati relativi alle attività antimalariche, antiprotozoarie, antimicrobiche e antifungine non consentono attualmente l'attribuzione di indicazioni terapeutiche clinicamente validate nell'uomo.
Uso storico e nella tradizione
Anoressia e perdita dell'appetito.
Atonia gastrica.
Dispepsia.
Disturbi digestivi associati a insufficiente secrezione gastrica.
Verminosi intestinali.
Parassitosi intestinali.
Malaria.
Febbri tropicali.
Pediculosi.
Uso come tonico generale amaro.
Uso come insetticida vegetale.
Tutti gli impieghi sopra riportati derivano da tradizioni etnomediche amerindie, sudamericane, caraibiche e dalla fitoterapia tradizionale e non costituiscono dimostrazione di efficacia clinica.
Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ciascun utilizzo fitoterapico.
Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata*
(Le avvertenze includono segnali di rischio basati su evidenze precliniche, plausibilità farmacologica o casi isolati)
L'ASSUNZIONE DI DOSI ELEVATE PUÒ PROVOCARE IRRITAZIONE GASTRICA, NAUSEA, VOMITO E DISCOMFORT GASTROINTESTINALE. EVIDENZA: OSSERVAZIONI FARMACOLOGICHE, TOSSICOLOGICHE E FITOTERAPICHE DIRETTE SULLA SPECIE.
L'USO PROLUNGATO O A DOSAGGI SUPERIORI A QUELLI TRADIZIONALI PUÒ AUMENTARE IL RISCHIO DI EFFETTI IRRITATIVI GASTROINTESTINALI CORRELATI ALL'ELEVATA CONCENTRAZIONE DI QUASSINOIDI AMARI. EVIDENZA: DATI FARMACOLOGICI E MONOGRAFIE UFFICIALI.
STUDI SPERIMENTALI HANNO EVIDENZIATO POSSIBILI EFFETTI SULLA FERTILITÀ MASCHILE E SULLA SPERMATOGENESI PER ALCUNI ESTRATTI E QUASSINOIDI ISOLATI DELLA SPECIE. LA RILEVANZA CLINICA NELL'UOMO NON È STATA DEFINITA. EVIDENZA: STUDI IN VIVO SU ANIMALI E STUDI FARMACOLOGICI DIRETTI.
LA SICUREZZA DURANTE GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO NON È STATA ADEGUATAMENTE STABILITA MEDIANTE STUDI CLINICI SPECIFICI SULLA SPECIE. EVIDENZA: INSUFFICIENZA DI DATI CLINICI DIRETTI.
L'ATTIVITÀ BIOLOGICA PUÒ VARIARE SIGNIFICATIVAMENTE IN FUNZIONE DELLA PARTE VEGETALE UTILIZZATA, DEL CONTENUTO DI QUASSINOIDI E DEL METODO ESTRATTIVO. EVIDENZA: STUDI FITOCHIMICI E FARMACOGNOSTICI DIRETTI SULLA SPECIE.
(Le controindicazioni si basano su evidenze cliniche dirette, cioè dati da studi clinici, osservazionali o casistiche solide che dimostrino che l’uso della pianta è da evitare in specifiche condizioni o popolazioni)
ULCERA GASTRICA. LA STIMOLAZIONE INTENSA DELLA SECREZIONE GASTRICA INDOTTA DAI PRINCIPI AMARI DELLA SPECIE COSTITUISCE UNA CONTROINDICAZIONE DOCUMENTATA NELLA LETTERATURA FITOTERAPICA E NELLE MONOGRAFIE UFFICIALI.
ULCERA DUODENALE. CONTROINDICAZIONE DOCUMENTATA SULLA BASE DEGLI EFFETTI FARMACOLOGICI DIRETTI DEI QUASSINOIDI AMARI SULLA SECREZIONE GASTRICA.
IPERSENSIBILITÀ DOCUMENTATA A QUASSIA AMARA L. O AI PREPARATI DERIVATI DALLA SPECIE.
(Erbe che possono aumentare l'efficacia fitoterapica)
Droga polverizzata della corteccia e del legno
Disponibile come polvere micronizzata della droga. I principi attivi responsabili dell'attività amaro-tonica sono principalmente i quassinoidi, in particolare quassina e neoquassina. Non esistono titolazioni universalmente standardizzate validate da monografie ufficiali per un effetto terapeutico definito. Posologia tradizionalmente impiegata negli integratori: 250–1000 mg al giorno di polvere della droga suddivisi in una o più somministrazioni.
Estratto secco della corteccia o del legno
Disponibile in capsule e compresse come estratto secco. Non risultano standardizzazioni farmacopoeiche internazionali universalmente accettate riferite a specifiche percentuali di quassina o neoquassina per indicazioni cliniche riconosciute. Gli estratti utilizzati negli studi sperimentali mostrano notevole variabilità compositiva. Posologia tradizionalmente utilizzata negli integratori: 100–500 mg al giorno di estratto secco con rapporto di estrazione variabile.
Estratto fluido
Preparazione ottenuta mediante estrazione idroalcolica della corteccia o del legno. Utilizzata soprattutto nella fitoterapia tradizionale come amaro-tonico digestivo. Non sono disponibili titoli standardizzati convalidati per specifici effetti terapeutici. Posologia tradizionale: 1–4 mL al giorno suddivisi in più assunzioni.
Tintura madre
Preparazione idroalcolica della droga vegetale utilizzata nella fitoterapia tradizionale. L'attività è correlata al contenuto complessivo di quassinoidi amari. Non risultano titolazioni terapeutiche ufficialmente validate. Posologia tradizionale: 10–30 gocce da una a tre volte al giorno prima dei pasti.
Estratto acquoso concentrato per uso topico
Utilizzato tradizionalmente in preparazioni per il controllo di ectoparassiti e come antiparassitario vegetale. Non esistono standardizzazioni terapeutiche universalmente accettate né dosaggi clinicamente validati per uso umano.
Preparazioni omeopatiche
Sono reperibili preparazioni omeopatiche ottenute da Quassia amara in varie diluizioni centesimali e decimali. Non esistono titolazioni farmacologicamente attive né dosaggi riconducibili a effetti terapeutici dimostrati secondo criteri farmacologici o fitoterapici evidence-based.
(Basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso)
Per Quassia amara L. esistono preparazioni tradizionali e fitoterapiche documentate principalmente come amaro-tonico digestivo. Le formulazioni riportate di seguito sono limitate a impieghi supportati da monografie fitoterapiche, farmacologia della specie e uso tradizionale consolidato. Le associazioni vegetali sono riportate esclusivamente quando coerenti con l'impiego digestivo-amaro tradizionale.
Infuso amaro-tonico digestivo
Legno o corteccia di Quassia amara 0,5-1 g
Acqua 150-200 mL
Assumere una tazza circa 30 minuti prima dei pasti principali.
Infuso per inappetenza e iposecrezione gastrica
Quassia amara 0,5 g
Gentiana lutea 0,5 g
Centaurium erythraea 1 g
Acqua 200 mL
Una tazza prima dei pasti principali.
Infuso stomachico-amaro
Quassia amara 0,5 g
Artemisia absinthium 0,5 g
Centaurium erythraea 1 g
Acqua 200 mL
Una tazza prima del pranzo e della cena.
Decotto di Quassia
Legno di Quassia amara 0,5-1 g
Acqua 200 mL
Far sobbollire per 5-10 minuti. Assumere una volta al giorno prima del pasto principale.
Decotto amaro-tonico composto
Quassia amara 0,5 g
Gentiana lutea 1 g
Cinchona officinalis 0,5 g
Acqua 250 mL
Far sobbollire per 10 minuti. Utilizzo tradizionale come tonico amaro.
Formula digestiva tradizionale
Quassia amara 0,5 g
Angelica archangelica 1 g
Foeniculum vulgare 1 g
Acqua 200 mL
Una tazza prima dei pasti.
Formula fitoterapica per dispepsia funzionale associata a riduzione dell'appetito
Quassia amara 0,5 g
Gentiana lutea 1 g
Angelica archangelica 1 g
Centaurium erythraea 1 g
Acqua 250 mL
Una tazza prima dei pasti principali.
Preparazione tradizionale ad uso esterno per pediculosi
Decotto concentrato ottenuto da 5-10 g di legno di Quassia amara in 250 mL di acqua.
Applicazione locale secondo la tradizione fitoterapica. Le evidenze cliniche disponibili risultano limitate e riferite a preparazioni specifiche.
Consultare il proprio medico prima di assumere qualsiasi preparato
L'uso del legno di Quassia (o Quassio) nelle preparazioni alcoliche è tradizionale, risalente all'epoca in cui era diffuso come aperitivo e digestivo.
1. Vino Amaro o Vermouth
Il Quassio può essere aggiunto a vini bianchi (come il Marsala, per analogia con i classici vermouth) per creare un vino amaro, o utilizzato nella formulazione di vermouth artigianali.
Preparazione Tradizionale (Vino al Quassio):
Ingredienti: Circa 2-5 grammi di legno di Quassia (a scaglie o in piccoli pezzi) per litro di vino (o vermouth base). Spesso si aggiungono spezie aromatiche e digestive per bilanciare l'amaro (es. scorza d'arancia amara, cannella, chiodi di garofano).
Processo: Il legno viene lasciato macerare nel vino (o in una soluzione idroalcolica separata che viene poi aggiunta al vino) per un periodo che va da pochi giorni a una settimana. A causa dell'estrema amarezza della Quassia, il tempo di macerazione deve essere attentamente monitorato.
Uso: Assunto in piccole dosi (un bicchierino) prima dei pasti come aperitivo amaro per stimolare l'appetito (azione eupeptica) o dopo i pasti come digestivo.
2. Liquori Amari e Bitter (Angostura Bitter)
Il legno di Quassia è stato storicamente un componente o un sostituto in molte preparazioni amare concentrate.
Preparazione (Estratto/Tintura Alcolica Concentrata):
L'estrazione dei quassinoidi avviene molto efficacemente in alcool. Il legno di Quassia è stato utilizzato per produrre bitter o amari digestivi concentrati, talvolta macerato in rum, cognac o grappa, o come base amara in complessi bitter come l'Angostura (sebbene la formula esatta di quest'ultimo sia segreta e possa variare).
Uso: In piccole quantità (poche gocce) come additivo per cocktail o come digestivo concentrato.
Nota sulla Sicurezza e Tossicità
È fondamentale ricordare che l'estrazione in alcool è molto efficiente e può concentrare i principi attivi amari (quassinoidi), che presentano una tossicità classificata come Medio-Alta se assunti in eccesso. L'uso deve essere moderato e strettamente evitato in caso di gravidanza, ulcere gastriche o problemi epatici/renali.
Bibliografia
Consultare il proprio medico prima di assumere questa bevanda ed evitarne l'uso in caso di divieto di assunzione di alcol
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FINE ANNUNCIO
SCHEDA NOTIZIE E VARIE
DROGHE ATTIVE SULLO STOMACO (EUPEPTICHE)
Sono quelle che aumentano la quantità di succo gastrico e prendono il nome generale di 'eupeptici' o, più volgarmente, di aperitivi, digestivi, stomachici.
Esse influenzano la secrezione cloropeptica in base a diversi meccanismi d'azione:
A) Eupeptici a meccanismo nervoso riflesso o amari puri: rappresentati da quelle droghe che agiscono su terminazioni nervose lontane dallo stomaco (palato e lingua). Qui la secrezione è stimolata da semplice contatto dei recettori gustativi che, attraverso i nervi vaghi, determinano aumento della secrezione salivare, dei succhi gastrici e dalla mtilità del tubo digerente (Genziana, Quassio, Trifoglio fibrino, Centaurea minore).
B) Eupeptici a meccanismo nervoso centrale: hanno azione parasimpaticomimetica ovvero stimolano il sistema parasimpatico determinando un aumento di tutte le secrezioni, compresa quella gastrica. Tuttavia non vengono usate per questo scopo a causa dei loro effetti collaterali.
C) Eupeptici a meccanismo diretto: giunte allo stomaco stimolano direttamente la mucosa gastrica per via chimica o fisica. Le sostanze a meccanismo chimico determinano abbondante formazione di gastrina (succhi, brodi e polveri di carne opportunamente sgrassati). Le sostanze a meccanismo fisico, invece, stimolano direttamente le ghiandole gastriche o iperemizzano la mucosa (gran parte delle piante con odore e sapore intenso come Aglio, Salvia, Rosmarino, ecc.; alcuni amari aromatici contenenti essenze irritanti).
Le caratteristiche eupeptiche degli amari vengono esaltate per una gradazione alcolica inferiore ai 25¦.
D) Eupeptici a meccanismo misto: sommano meccanismi diretti e riflessi provocati dalle loro caratteristiche organolettiche.
Infine, in base alla natura chimica dei principi attivi contenuti nelle droghe eupeptiche possiamo suddividerle in: - AMARI PURI se contengono solo principi amari (Genziana, Quassia, Centaurea, Trifoglio fibrino);
- AMARI ALCALOIDEI se contengono alcaloidi di sapore amaro (China, Noce vomica, Fava di St. Ignazio);
- AMARI AROMATICI se contengono principi amari e oli essenziali (Angelica, Arancio amaro, Assenzio, Calamo aromatico, Luppolo, Ruta, Condurango, Cascarilla);
- AMARI MUCILLAGINOSI se contengono principi amari e forti quantità di mucillagini (Colombo, Lichene islandico);
- AMARI SALINI se contengono principi amari a cui si associano elevate quantità di sali (Cardo benedetto, Cicoria, Tarassaco).
[Tratto da: Marzio Pedretti "L'erborista moderno"]
Il nome del genere, Quassia, fu attribuito dal celebre botanico svedese Carl Linnaeus (Carlo Linneo) in onore di Graman Quassi (o Kwasi), uno schiavo e guaritore popolare del Suriname nel XVIII secolo. Quassi fu il primo a far conoscere agli europei le virtù medicinali di questa pianta, utilizzandola in particolare per curare le "febbre maligne" (tra cui la malaria) e altre malattie.
Linneo ruppe le sue consuete regole di nomenclatura, che prevedevano l'intitolazione dei generi a illustri studiosi europei, per onorare un guaritore popolare, per di più africano e schiavo liberato.
L'epiteto specifico, amara, è semplicemente il latino per "amara", un riferimento diretto e inequivocabile al suo sapore intensissimo.
Controversia Storica: Nonostante l'omaggio di Linneo, Graman Quassi è una figura controversa nella storia del Suriname. Per alcuni discendenti di schiavi è considerato un traditore (Kwasimukamba) perché, secondo alcune interpretazioni, collaborò con i coloni europei per placare le rivolte degli schiavi in fuga (i Cimarroni) in cambio di libertà e privilegi.
La Sostanza Più Amara in Natura: La corteccia e il legno della Quassia amara contengono i quassinoidi, in particolare la quassina e la nequassina. La quassina è considerata una delle sostanze più amare presenti in natura, con una soglia di percezione di amaro molto più bassa di quella del chinino.
L´indice di amarezza è 4000 ovvero la concentrazione minima per avere il sapore amaro è di 1 g diluito in 4 litri di acqua. Veniva usata anche per preparare la carta moschicida.
Storicamente, e ancora oggi in erboristeria, il legno di Quassia viene utilizzato come amaro-tonico ed eupeptico (che facilita la digestione). L'amarezza stimola la secrezione dei succhi gastrici e della bile, migliorando l'appetito e la digestione.
La Quassia è stata usata come sostituto del chinino, meno efficace ma pur sempre un rimedio tradizionale contro la febbre e la malaria (attività dovuta al composto simalikalactone D).
In Europa, soprattutto in passato, la Quassia amara fu utilizzata come sostituto economico e potente del luppolo nella produzione della birra, in particolare in alcune Scottish Ale e nel Gruit (miscela di erbe usata per aromatizzare la birra prima dell'adozione generalizzata del luppolo).
I suoi estratti amari sono tuttora un ingrediente fondamentale in molte bevande alcoliche e analcoliche dal sapore amaro, tra cui: Bitter e Amaro, Vermouth e cqua Tonica.
I quassinoidi sono noti anche per le loro proprietà insetticide e repellenti. Un macerato ottenuto dal legno viene utilizzato in agricoltura e in cosmesi (es. aceto di Quassia) come antiparassitario naturale (contro afidi e pidocchi), in quanto è tossico per molti insetti dannosi, ma generalmente ritenuto non tossico per gli insetti utili come api e coccinelle.