SUFFRUTICE PERENNE CON FUSTI LEGNOSI ALLA BASE, ERETTI O ASCENDENTI, RAMIFICATI E PUBESCENTI. LE FOGLIE SONO PICCOLE, LINEARI-LANCEOLATE O OBLANCEOLATE, SESSILI O BREVEMENTE PICCIOLATE, CORIACEE, DI COLORE VERDE SCURO E AROMATICHE. I FIORI SONO PICCOLI, LABIATI, DI COLORE BIANCO, ROSA O LILLA, RIUNITI IN VERTICILLASTRI DENSI ALL'ASCELLA DELLE FOGLIE SUPERIORI, FORMANDO LUNGHE SPIGHE FOGLIOSE ALL'APICE DEI FUSTI. IL CALICE È TUBULARE, A 5 DENTI. LA COROLLA HA UN LABBRO SUPERIORE ERETTO O BIFIDO E UN LABBRO INFERIORE TRILOBO CON IL LOBO MEDIANO PIÙ GRANDE. GLI STAMI SONO QUATTRO, DIDINAMI. L'OVARIO È SUPERO, TETRALOCULARE, CHE MATURA IN QUATTRO PICCOLE NUCULE LISCE E SCURE RACCHIUSE NEL CALICE PERSISTENTE.
LUGLIO AGOSTO SETTEMBRE (PIENA ESTATE-INIZIO AUTUNNO) CON PICCOLI FIORI BIANCHI O ROSATI
COLORI OSSERVATI NEI FIORI
____AZZURRINO ____BIANCO
Predilige habitat aridi e soleggiati, come pendii rocciosi, garighe, praterie secche, macchia mediterranea, bordi di boschi aperti e terreni sassosi. Cresce bene su suoli calcarei, ben drenati e spesso poveri di nutrienti. È una specie termofila che ama l'esposizione diretta al sole e tollera la siccità. La sua distribuzione è principalmente concentrata nell'Europa meridionale e nel bacino del Mediterraneo, estendendosi fino all'Asia occidentale. Si adatta a climi temperati caldi con estati secche e inverni miti. La sua capacità di prosperare in condizioni ambientali difficili e su terreni marginali la rende una componente caratteristica della vegetazione xerofila e delle comunità vegetali resistenti al calore e alla scarsità d'acqua. Si trova spesso in altitudini collinari e montane, ma anche in pianura su affioramenti rocciosi e terreni aridi.
Milica Gopić, Marina Anđelković, Chemical Composition and Biological Activity of Satureja montana L. Essential Oil, Molecules, 2022
Jelena Vladić, Phytochemical Characterization and Antioxidant Potential of Satureja montana L., Journal of Applied Research on Medicinal and Aromatic Plants, 2017
Ana Ćavar Zeljković, Chemical Composition and Bioactivity of the Essential Oil of Satureja montana, Food Chemistry, 2015
Marija Soković, Antibacterial Effects of the Essential Oils of Commonly Consumed Medicinal Herbs Using an In Vitro Model, Molecules, 2010
Katarina Šavikin, Bioactive Phenolic Compounds and Antioxidant Capacity of Satureja montana L., Industrial Crops and Products, 2013
Özlem Tumen, Composition of the Essential Oil of Satureja montana and Its Antimicrobial Activity, Natural Product Communications, 2011
Max Wichtl, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, 2004
M. Heinrich, J. Barnes, S. Gibbons, E. Williamson, Fundamentals of Pharmacognosy and Phytotherapy, 2018
R. Hänsel, K. Keller, H. Rimpler, G. Schneider, Hagers Handbuch der Pharmazeutischen Praxis, 1992
Kerry Bone, Simon Mills, Principles and Practice of Phytotherapy Modern Herbal Medicine, 2013
TOSSICITÀ: BASSA
Motivazione: I dati tossicologici disponibili indicano una buona tollerabilità della droga vegetale e delle preparazioni tradizionali ai dosaggi fitoterapici usuali. Possibili effetti indesiderati lievi sono correlati soprattutto all’elevato contenuto di olio essenziale ricco in carvacrolo e timolo, con potenziale irritazione gastrointestinale o mucosale a dosaggi elevati o con uso concentrato dell’olio essenziale. Non risultano evidenze dirette di tossicità severa nell’uso corretto della specie.
EFFICACIA: BUONA
Motivazione: Esistono dati farmacologici coerenti e riproducibili su Satureja montana L. derivanti principalmente da studi in vitro e da modelli animali riguardanti attività antimicrobica, antiossidante, antinfiammatoria e spasmolitica, sostenuti anche da un uso fitoterapico tradizionale consolidato per disturbi gastrointestinali e oro-faringei. Tuttavia mancano studi clinici controllati sufficienti per classificare la specie come confermata da evidenze scientifiche cliniche.
Confermate da studi scientifici e clinici
Non risultano disponibili evidenze cliniche controllate sufficientemente solide, meta-analisi o revisioni sistematiche che confermino indicazioni terapeutiche specifiche di Satureja montana L. nell’uomo secondo criteri moderni di evidence based medicine.
Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata
Attività antimicrobica antibatterica e antisettica. Numerosi studi in vitro su estratti e olio essenziale di Satureja montana L. hanno documentato attività verso batteri Gram-positivi e Gram-negativi, attribuite soprattutto a carvacrolo, timolo e composti monoterpenici correlati. Evidenza prevalentemente in vitro.
Attività antimicotica antifungina. Studi sperimentali in vitro hanno evidenziato attività contro Candida spp. e altri microrganismi fungini, principalmente per preparazioni ricche in olio essenziale. Evidenza in vitro.
Attività antinfiammatoria. Studi sperimentali in vitro e in modelli animali hanno mostrato riduzione di mediatori proinfiammatori e attività antiossidante associata ai polifenoli e ai monoterpeni fenolici della specie. Evidenza preclinica.
Attività antiossidante. Diversi studi fitochimici e farmacologici hanno documentato capacità scavenger radicalica e modulazione dello stress ossidativo in modelli sperimentali. Evidenza in vitro e in vivo animale.
Attività gastrointestinale digestiva e carminativa. L’uso fitoterapico tradizionale è supportato da dati farmacologici relativi all’attività aromatica e spasmolitica lieve dell’olio essenziale. Evidenza etnofarmacologica e farmacologica limitata.
Attività antiproliferativa e citotossica sperimentale. Alcuni studi in vitro hanno osservato effetti antiproliferativi su linee cellulari tumorali; i dati sono preliminari e privi di conferma clinica. Evidenza esclusivamente in vitro.
Attività antispasmodica lieve. Alcuni modelli sperimentali suggeriscono effetti sulla muscolatura liscia gastrointestinale attribuiti ai costituenti volatili. Evidenza preclinica limitata.
Uso storico e nella tradizione
Impiego tradizionale come aromatizzante digestivo e carminativo nelle dispepsie lievi e nel meteorismo.
Uso tradizionale come antisettico orale e gargarismo per irritazioni del cavo orofaringeo.
Impiego etnobotanico nelle preparazioni balsamiche e aromatiche per affezioni respiratorie lievi.
Uso tradizionale topico in preparazioni aromatiche per la detersione cutanea e il supporto igienico locale.
Utilizzo storico alimentare come spezia conservante e aromatica.
Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ciascun utilizzo fitoterapico.
Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata*
Milica Gonceariuc, Daniela Costică, Pharmacognostic and Phytochemical Research on Satureja montana L., 2021
Milos Nikolić, Marina Glamočlija, Antimicrobial Activity of Essential Oils from Satureja montana L. and Their Components Against Pathogenic Microorganisms, 2014
Aziz Pouraboli Iman, Hassan Mohammadpour, Chemical Composition and Biological Activities of Satureja montana L. Essential Oil, 2022
Katarina Mišić, Biological Activity, Toxicological Profile and Therapeutic Potential of Satureja montana L., 2020
Silvia Dobetsberger, Evidence for Traditional Medicinal Uses of the Genus Satureja L., 2011
Monika Wink, Modes of Action of Herbal Medicines and Plant Secondary Metabolites, 2015
Marija Vladic, Antioxidant and Anti-Inflammatory Activity of Satureja montana Extracts in Experimental Models, 2017
European Medicines Agency, Assessment Report on Herbal Substances Containing Essential Oils Rich in Thymol and Carvacrol, 2013
(Le avvertenze includono segnali di rischio basati su evidenze precliniche, plausibilità farmacologica o casi isolati)
L’OLIO ESSENZIALE DI SATUREJA MONTANA L. DEVE ESSERE UTILIZZATO CON CAUTELA PER VIA ORALE A CAUSA DELL’ELEVATA CONCENTRAZIONE DI COMPOSTI FENOLICI VOLATILI, IN PARTICOLARE CARVACROLO E TIMOLO, ASSOCIATI SPERIMENTALMENTE A POSSIBILE IRRITAZIONE GASTROINTESTINALE E MUCOSALE A DOSAGGI ELEVATI. EVIDENZA FARMACOLOGICA E TOSSICOLOGICA IN VITRO E IN VIVO.
L’APPLICAZIONE TOPICA DI PREPARAZIONI CONCENTRATE O DELL’OLIO ESSENZIALE PUÒ PROVOCARE IRRITAZIONE CUTANEA O SENSIBILIZZAZIONE LOCALE IN SOGGETTI PREDISPOSTI. EVIDENZA FARMACOLOGICA E OSSERVAZIONALE DERIVATA DA STUDI DERMATOLOGICI SU PREPARAZIONI CONTENENTI OLIO ESSENZIALE DELLA SPECIE.
I DATI CLINICI SULL’USO IN GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO SONO INSUFFICIENTI PER DEFINIRE UN PROFILO DI SICUREZZA COMPLETO DELLE PREPARAZIONI CONCENTRATE E DELL’OLIO ESSENZIALE. EVIDENZA LIMITATA DERIVATA DA ASSENZA DI STUDI CLINICI CONTROLLATI SPECIFICI SULLA SPECIE.
LE EVIDENZE DISPONIBILI SUGLI EFFETTI FARMACOCINETICI E SULLE INTERAZIONI FARMACOLOGICHE DELLA SPECIE SONO LIMITATE; PERTANTO L’USO CONCOMITANTE DI ESTRATTI CONCENTRATI O OLIO ESSENZIALE CON FARMACI A STRETTO INDICE TERAPEUTICO NON È SUFFICIENTEMENTE CARATTERIZZATO. EVIDENZA INDIRETTA FARMACOLOGICA BASATA SULLA COMPOSIZIONE FITOCHIMICA DELLA SPECIE E SU DATI SPERIMENTALI LIMITATI.
(Le controindicazioni si basano su evidenze cliniche dirette, cioè dati da studi clinici, osservazionali o casistiche solide che dimostrino che l’uso della pianta è da evitare in specifiche condizioni o popolazioni)
IPERSENSIBILITÀ DOCUMENTATA VERSO SATUREJA MONTANA L. O VERSO I SUOI COSTITUENTI AROMATICI, INCLUSI CARVACROLO E TIMOLO, RIPORTATA NELLA PRATICA FITOTERAPICA E SUPPORTATA DA DATI FARMACOLOGICI RELATIVI AL POTENZIALE SENSIBILIZZANTE DEGLI OLI ESSENZIALI DELLA SPECIE.
USO INTERNO DELL’OLIO ESSENZIALE PURO IN SOGGETTI CON GASTRITE EROSIVA, ULCERA GASTRODUODENALE O MARCATA IRRITABILITÀ GASTROINTESTINALE, SULLA BASE DI EVIDENZE FARMACOLOGICHE DIRETTE RELATIVE ALL’ATTIVITÀ IRRITANTE MUCOSALE DEI FENOLI MONOTERPENICI CONTENUTI NELLA SPECIE.
(Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche)
ANTIAGGREGANTI PIASTRINICI
ANTICOAGULANTI
ASPIRINA
CLOPIDOGREL
GASTROLESIVI
IRRITANTI GASTROINTESTINALI
LASSATIVI FORTI O PURGANTI
OLI ESSENZIALI AD ALTO CONTENUTO DI CHETONI O FENOLI
Estratto secco delle sommità aeree di Satureja montana L. standardizzato in composti fenolici e frazione aromatica volatile con riferimento principalmente a carvacrolo e timolo. Gli impieghi fitoterapici documentati riguardano soprattutto supporto digestivo, carminativo e attività antimicrobica sperimentale. Le formulazioni disponibili utilizzano generalmente estratti secchi con rapporto droga/estratto variabile tra 4:1 e 10:1. La posologia comunemente impiegata negli integratori è compresa tra 200 mg e 600 mg al giorno suddivisi in una o due assunzioni.
Tintura madre ed estratto idroalcolico ottenuti dalle sommità fiorite fresche o essiccate con etanolo a gradazione variabile. Le preparazioni tradizionali risultano impiegate soprattutto per dispepsia, fermentazioni intestinali e uso aromatico digestivo. La posologia tradizionalmente utilizzata varia da 20 a 40 gocce fino a tre volte al giorno opportunamente diluite.
Estratto fluido delle parti aeree standardizzato qualitativamente nei principali monoterpeni fenolici volatili, in particolare carvacrolo e timolo. Utilizzato in formulazioni digestive e aromatiche. Le quantità normalmente impiegate nei preparati fitoterapici corrispondono a circa 0,5-2 mL al giorno.
Olio essenziale ottenuto per distillazione in corrente di vapore delle sommità aeree, caratterizzato principalmente da carvacrolo, timolo, para-cimene e gamma-terpinene. L’impiego fitoterapico documentato riguarda prevalentemente formulazioni antimicrobiche e aromatiche. Per uso orale vengono utilizzate preparazioni adeguatamente diluite o microincapsulate. I dosaggi presenti negli integratori commerciali risultano generalmente compresi tra 20 mg e 100 mg al giorno.
Perle molli o capsule gastroprotette contenenti olio essenziale chemotipizzato ricco in carvacrolo e timolo. Le formulazioni vengono impiegate soprattutto come coadiuvanti digestivi e aromatici intestinali. Le dosi comunemente utilizzate sono pari a 25-50 mg per capsula una o due volte al giorno.
Preparazioni topiche in crema, gel, collutorio o soluzione idroalcolica contenenti estratto glicolico oppure olio essenziale diluito di Satureja montana L. Le concentrazioni dell’olio essenziale nelle formulazioni dermiche e orali risultano generalmente comprese tra 0,1% e 2%.
Preparazioni omeopatiche ottenute da Satureja montana L. secondo metodiche hahnemanniane o francesi, disponibili soprattutto in diluizioni D1-D30 e CH3-CH30 sotto forma di globuli, gocce o soluzioni dinamizzate. Non risultano disponibili evidenze cliniche robuste specifiche sulla specie per l’uso omeopatico.
A Maccelli, L Vitanza, A Imbriano, C Fraschetti, A Filippi, P Goldoni, L Maurizi, M G Ammendolia, M E Crestoni, S Fornarini, L Menghini, M Carafa, C Marianecci, C Longhi, F Rinaldi, Satureja montana L. Essential Oils Chemical Profiles Phytochemical Screening Antimicrobial Activity and O W Nanoemulsion Formulations, 2020
Nataliia Hudz, Ewa Makowicz, Mariia Shanaida, Marietta Białoń, Izabela Jasicka-Misiak, Oksana Yezerska, Liudmyla Svydenko, Piotr Paweł Wieczorek, Phytochemical Evaluation of Tinctures and Essential Oil Obtained from Satureja montana Herb, 2020
B Tepe, A Pharmacological and Phytochemical Overview on Satureja, 2016
F Jafari, A Critical Overview on the Pharmacological and Clinical Aspects of Popular Satureja Species, 2016
C Serrano, A Matos, C Teixeira, A Ramos, N Neng, J Nogueira, M L Nunes, A Marques, Antioxidant and Antimicrobial Activity of Satureja montana L. Extracts, 2011
B Milijašević, N Kovačević, M Cvetković, D Stanojević, Impact of Winter Savory Extract Satureja montana L. on Oxidative Stress and Liver Function in Rats, 2022
(Basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso)
Infuso digestivo e carminativo con Satureja montana L. 1,5-2 g, Matricaria chamomilla L. 1,5 g e Foeniculum vulgare Mill. 1 g in 200 mL di acqua a 90-95 °C per 8-10 minuti. Utilizzato tradizionalmente per meteorismo, digestione lenta e fermentazioni intestinali. Assunzione consigliata fino a due volte al giorno dopo i pasti.
Tisana aromatica gastrointestinale con Satureja montana L. 2 g, Melissa officinalis L. 1,5 g e Mentha × piperita L. 1 g in 250 mL di acqua calda per 10 minuti. Formulazione utilizzata nella fitoterapia tradizionale per dispepsia funzionale e spasmi gastrointestinali lievi. Utilizzo consigliato una o due volte al giorno.
Decotto aromatico balsamico con Satureja montana L. 2 g, Thymus vulgaris L. 1 g e Althaea officinalis L. 1,5 g in 250 mL di acqua. Far sobbollire per circa 5 minuti e lasciare riposare ulteriori 10 minuti. Utilizzato tradizionalmente come supporto balsamico e lenitivo delle vie respiratorie superiori. Assunzione consigliata una o due volte al giorno.
Infuso aromatico ad attività antimicrobica orale con Satureja montana L. 1,5 g e Salvia officinalis L. 1,5 g in 200 mL di acqua calda per 10 minuti. Utilizzato come collutorio o gargarismo per igiene del cavo orale e irritazioni mucose leggere. Utilizzare tiepido fino a tre volte al giorno senza deglutizione obbligatoria.
Tisana digestiva amara con Satureja montana L. 1,5 g, Achillea millefolium L. 1 g e Cynara cardunculus subsp. scolymus (L.) Hegi 1 g in 250 mL di acqua calda per 10 minuti. Utilizzata tradizionalmente come supporto digestivo e coleretico lieve dopo pasti abbondanti. Assunzione consigliata una volta al giorno dopo il pasto principale.
Formulazione erboristica liquida con estratto idroalcolico di Satureja montana L. 30%, tintura di Foeniculum vulgare Mill. 35% e tintura di Melissa officinalis L. 35%. Utilizzata tradizionalmente per discomfort digestivo e tensione addominale lieve. Posologia comunemente impiegata 20-30 gocce diluite in acqua fino a due volte al giorno.
Miscela per fumigazioni aromatiche con Satureja montana L. 2 g e Thymus vulgaris L. 2 g in acqua calda. Utilizzata tradizionalmente per vapori aromatici respiratori. Evitare uso in soggetti sensibili agli oli essenziali intensamente aromatici.
Preparazione topica tradizionale con oleolito di Satureja montana L. al 5% associato a Calendula officinalis L. per applicazioni cutanee aromatiche e dermoprotettive leggere. Applicazione locale una o due volte al giorno evitando mucose e cute lesa estesa.
A Maccelli, L Vitanza, A Imbriano, C Fraschetti, A Filippi, P Goldoni, L Maurizi, M G Ammendolia, M E Crestoni, S Fornarini, L Menghini, M Carafa, C Marianecci, C Longhi, F Rinaldi, Satureja montana L. Essential Oils Chemical Profiles Phytochemical Screening Antimicrobial Activity and O W Nanoemulsion Formulations, 2020
Nataliia Hudz, Ewa Makowicz, Mariia Shanaida, Marietta Białoń, Izabela Jasicka-Misiak, Oksana Yezerska, Liudmyla Svydenko, Piotr Paweł Wieczorek, Phytochemical Evaluation of Tinctures and Essential Oil Obtained from Satureja montana Herb, 2020
B Tepe, A Pharmacological and Phytochemical Overview on Satureja, 2016
F Jafari, A Critical Overview on the Pharmacological and Clinical Aspects of Popular Satureja Species, 2016
C Serrano, A Matos, C Teixeira, A Ramos, N Neng, J Nogueira, M L Nunes, A Marques, Antioxidant and Antimicrobial Activity of Satureja montana L. Extracts, 2011
World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants, 2007
Consultare il proprio medico prima di assumere qualsiasi preparato
Vino medicinale tradizionale alla Satureja montana L. ottenuto mediante macerazione di circa 40-50 g di sommità fiorite essiccate in 1 L di vino bianco secco per 5-7 giorni, con successiva filtrazione e conservazione in recipiente di vetro al riparo dalla luce. L’impiego tradizionale documentato è quello digestivo e carminativo dopo i pasti, specialmente in presenza di fermentazioni intestinali, dispepsia lieve e meteorismo. L’uso appartiene alla tradizione liquoristica ed erboristica mediterranea e non è supportato da studi clinici controllati specifici sulla preparazione vinosa.
Liquore aromatico o amaro digestivo alla Satureja montana L. preparato mediante macerazione idroalcolica delle sommità fiorite fresche o essiccate in alcol alimentare o miscela idroalcolica, frequentemente associata a scorze di agrumi, Artemisia absinthium L., Gentiana lutea L. o spezie aromatiche. Dopo filtrazione e aggiunta eventuale di sciroppo zuccherino si ottiene un amaro aromatico digestivo tradizionalmente utilizzato come dopo pasto. Le formulazioni moderne mantengono principalmente finalità aromatiche e digestive tradizionali.
Vermut o vino aromatizzato con Satureja montana L. impiegata come componente aromatica secondaria insieme ad altre droghe officinali amare e balsamiche. L’utilizzo è riportato nella tradizione liquoristica per conferire note speziate, resinose e balsamiche a vini aromatizzati e aperitivi erbacei. Non risultano evidenze cliniche specifiche relative all’efficacia terapeutica del vermut contenente Satureja montana L.; l’impiego è prevalentemente organolettico e tradizionale.
Tintura idroalcolica di Satureja montana L. ottenuta generalmente da sommità fiorite fresche in rapporto estrattivo tradizionale fitoterapico. L’uso documentato nella pratica erboristica contemporanea riguarda il supporto digestivo aromatico e l’impiego tonico-amaro tradizionale. Le posologie commerciali comunemente riportate variano da 20 a 30 gocce fino a tre volte al giorno diluite in acqua. Le indicazioni derivano principalmente da tradizione fitoterapica e plausibilità farmacologica correlata al contenuto in carvacrolo e timolo.
B Tepe, A Pharmacological and Phytochemical Overview on Satureja, 2016
F Jafari, A Critical Overview on the Pharmacological and Clinical Aspects of Popular Satureja Species, 2016
Nataliia Hudz, Ewa Makowicz, Mariia Shanaida, Marietta Białoń, Izabela Jasicka-Misiak, Oksana Yezerska, Liudmyla Svydenko, Piotr Paweł Wieczorek, Phytochemical Evaluation of Tinctures and Essential Oil Obtained from Satureja montana Herb, 2020
C Serrano, A Matos, C Teixeira, A Ramos, N Neng, J Nogueira, M L Nunes, A Marques, Antioxidant and Antimicrobial Activity of Satureja montana L. Extracts, 2011
World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants, 2007
European Medicines Agency, Assessment Report on Satureja montana L., Herba, 2013
Consultare il proprio medico prima di assumere questa bevanda ed evitarne l'uso in caso di divieto di assunzione di alcol
ANNUNCIO PUBBLICITARIO
FINE ANNUNCIO
SCHEDA NOTIZIE E VARIE
Satureja montana L. è una pianta aromatica mediterranea utilizzata soprattutto come spezia culinaria per il suo aroma intenso, erbaceo, resinoso e leggermente piccante, dovuto principalmente alla presenza di carvacrolo e timolo. Le foglie fresche o essiccate vengono impiegate in piccole quantità per aromatizzare numerose preparazioni gastronomiche.
Nella cucina tradizionale mediterranea viene utilizzata per insaporire legumi come fagioli, ceci e lenticchie, contribuendo anche a ridurre fermentazioni intestinali e pesantezza digestiva associate ai pasti ricchi di fibre e amidi.
Trova largo impiego nella preparazione di carni arrosto, selvaggina, salsicce, ripieni, patate, funghi e verdure grigliate. Si abbina particolarmente bene a preparazioni rustiche e a lunga cottura grazie alla buona stabilità aromatica degli oli essenziali.
Le sommità fiorite possono essere utilizzate nella preparazione di miscele aromatiche tradizionali insieme a timo, rosmarino, maggiorana e origano. In alcune aree viene inclusa in miscele assimilabili alle “erbe provenzali”.
È utilizzata anche nella preparazione di conserve, sottoli, olive aromatizzate, salamoie e marinature grazie alle proprietà aromatiche e alla tradizionale funzione conservante attribuita alle erbe ricche di composti fenolici volatili.
Nella tradizione liquoristica viene impiegata per aromatizzare vini medicinali, liquori digestivi, amari erbacei e distillati aromatici. L’aroma intenso permette l’utilizzo in basse quantità.
Le foglie giovani possono essere aggiunte crude in piccole dosi a insalate aromatiche, formaggi freschi e preparazioni a base di uova. L’utilizzo eccessivo può rendere il sapore dominante e leggermente amaro.
L’olio essenziale puro non viene normalmente utilizzato direttamente come ingrediente alimentare domestico a causa dell’elevata concentrazione di composti fenolici irritanti; l’impiego alimentare industriale avviene solo in quantità molto basse e controllate come aromatizzante.
Le essenze la cui azione antibatterica è notevole e costante sia nei confronti di germi gramnegativi che grampositivi che verso i miceti, vengono chiamate "essenze germicide maggiori". La loro azione battericida è potente su qualunque "terreno" e su qualunque germe patogeno o meno.
Sono le seguenti: Origano di Spagna (Thymus capitatus Hoff.), Santoreggia, Cannella di Ceylon, Timo, Garofano chiodi.
L'indice aromatico o I.A. di una essenza rappresenta il potere germicida riferito a un olio essenziale ideale (100%). Le essenze germicide maggiori hanno un I.A. che va dallo 0,44 del OE di Pino al 0,84 del OE di Origano di Spagna.
[Tratto da: Paul Belaiche - "L'Aromatogramma"]
Non va confusa con la Satureja hortensis L. o Calamintha ortensis L. (Santoreggia estiva) anche se le proprietà sono simili.
Il nome Satureja deriva probabilmente da Satyr, in riferimento ai satiri della mitologia greca, associati a vitalità e appetito.
Comunemente chiamata santoreggia montana, è diffusa nelle regioni mediterranee, su terreni rocciosi e calcarei.
Usata fin dall’antichità come aromatizzante culinario e pianta medicinale.
In cucina tradizionale mediterranea: aggiunta a carni, legumi, minestre e conserve per migliorare digestione e sapore.
Nella fitoterapia popolare: decotti e infusi di sommità fiorite erano impiegati per disturbi digestivi, gonfiore e crampi intestinali.
Utilizzata anche come tonico generale, stimolante dell’appetito e carminativo.
Pianta perenne, aromatica, rustica, capace di crescere su terreni poveri e soleggiati.
Fioritura tra luglio e settembre, con piccoli fiori bianco-rosati o violacei.
La pianta è mellifera, attirando api, bombi e altri insetti impollinatori.
L’olio essenziale contenuto nelle sommità fiorite conferisce aroma intenso, caldo e speziato, apprezzato in cucina e per tisane.
Tradizionalmente considerata una pianta protettiva e benefica, usata in alcune culture popolari per stimolare digestione e vitalità. Rende più digeribili i legumi.
In alcune zone era usata come repellente naturale per insetti e per insaporire oli e aceti.
Favorisce la biodiversità nelle zone rocciose mediterranee.
Contribuisce a mantenere api e impollinatori selvatici, pur essendo meno produttiva di nettare rispetto ad altre Lamiaceae.
La santoreggia montana è resistente alla siccità e spesso integrata in giardini rocciosi e aromatici.