QUESTA SCHEDA È UNICA E ORIGINALE IN INTERNET aggiornamento del 27/06/2026
YOHIMBE Pausinystalia yohimba Pierre
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Autore: erbeofficinali.org
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TOSSICITÀ ALTA *
EFFICACIA NON UTILIZZABILE
Noo
ANNUNCIO PUBBLICITARIO
FINE ANNUNCIO
SCHEDA BOTANICA
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Clade Angiospermae
Clade Mesangiospermae
Clade Eudicotyledones
Clade Asteridae
Clade Lamiidae
Ordine Gentianales
Famiglia Rubiaceae
Sottofamiglia Cinchonoideae
Tribù Pausinystalieae
Genere Pausinystalia
Specie Pausinystalia yohimba
Famiglia:
Yohimbè, Yohimba, Yohimbehe
Corynanthe Yohimbe K. Schum.,Pausinystalia Yohimba (K. Schum.) Pierre, Pseudocinchona Yohimbe K. Schum.
ALBERO SEMPREVERDE DI MEDIE DIMENSIONI CON UN TRONCO ERETTO E UNA CHIOMA ESPANSA. LE FOGLIE SONO OPPOSTE, SEMPLICI, OBLUNGHE O ELLITTICHE, CON MARGINE INTERO E APICE ACUTO. I FIORI SONO PICCOLI, PROFUMATI, DI COLORE BIANCO-GIALLASTRO, RIUNITI IN INFIORESCENZE GLOBOSE PENDULE CHE COMPAIONO ALL'ASCELLA DELLE FOGLIE O SUI RAMI PIÙ VECCHI. IL CALICE È PICCOLO E GAMOSEPALO, LA COROLLA TUBOLARE CON CINQUE LOBI REVOLUTI. GLI STAMI SONO CINQUE, INSERITI NEL TUBO COROLLINO. L'OVARIO È INFERO, BILOCULARE, CON NUMEROSI OVULI. IL FRUTTO È UNA CAPSULA DEISCENTE CHE LIBERA NUMEROSI SEMI ALATI. LA CORTECCIA È GRIGIASTRA E LISCIA NEI GIOVANI ALBERI, DIVENTANDO PIÙ RUVIDA E FESSURATA CON L'ETÀ.
PRIMAVERA (MARZO-MAGGIO), CON PICCOLI FIORI BIANCO-GIALLASTRI PROFUMATI, RIUNITI IN INFIORESCENZE GLOBOSE PENDULE
Originario dell'Africa occidentale e centrale, in particolare di paesi come Nigeria, Camerun, Gabon e Congo. Cresce tipicamente nelle foreste tropicali umide, sia primarie che secondarie, spesso in zone pianeggianti o leggermente collinari, ma può adattarsi anche a foreste più secche e boschi radi. Predilige suoli ben drenati e umidi, ricchi di materia organica, e necessita di un clima caldo e umido tipico delle regioni equatoriali e subequatoriali. La sua presenza è legata ad ecosistemi forestali con una buona piovosità e temperature elevate costanti durante tutto l'anno.
Motivazione: La tossicità della specie è ben documentata ed è attribuibile principalmente agli alcaloidi indolici, in particolare alla yohimbina. Sono riportati effetti cardiovascolari e neurologici anche a dosi terapeutiche o moderatamente elevate, inclusi ipertensione, tachicardia, agitazione, ansia, tremori, insonnia, nausea e vomito; sono inoltre descritti casi di intossicazione grave e interazioni farmacologiche rilevanti. La variabilità del contenuto alcaloidico nelle preparazioni vegetali aumenta ulteriormente il rischio tossicologico. Evidenza: dati clinici, farmacovigilanza, valutazioni tossicologiche ufficiali e revisioni scientifiche.
EFFICACIA: NON UTILIZZABILE
Motivazione: La corteccia di Pausinystalia yohimba è stata impiegata tradizionalmente come afrodisiaco e per la disfunzione erettile, ma gli studi clinici disponibili riguardano prevalentemente la yohimbina cloridrato purificata e non preparazioni fitoterapiche della specie. Le valutazioni ufficiali della Commissione E hanno respinto l'impiego terapeutico della droga vegetale per insufficienza delle prove di efficacia e per l'impossibilità di definire un rapporto beneficio/rischio favorevole. EFSA ha inoltre concluso che la sicurezza delle preparazioni della corteccia non è adeguatamente caratterizzata. Evidenza: valutazioni regolatorie, studi clinici indiretti sul principio attivo isolato, assenza di evidenze cliniche adeguate sulla droga vegetale.
Confermate da studi scientifici e clinici
Non sono disponibili evidenze cliniche controllate, revisioni sistematiche o meta-analisi che confermino l'efficacia terapeutica della droga vegetale Pausinystalia yohimba Pierre. Gli studi clinici pubblicati hanno valutato quasi esclusivamente la yohimbina cloridrato purificata, un principio attivo isolato, e non estratti fitoterapici standardizzati della corteccia della specie. Pertanto tali risultati non sono direttamente attribuibili alla pianta medicinale.
Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata
Attività antagonista dei recettori alfa due adrenergici con incremento del tono simpatico e della perfusione genitale; evidenza farmacologica in vitro, in vivo animale e studi sperimentali sul fitocomplesso ricco di alcaloidi.
Attività vasodilatatrice periferica e incremento del flusso ematico nei tessuti erettili; evidenza farmacologica sperimentale e modelli animali, coerente con il contenuto in yohimbina e alcaloidi correlati.
Attività stimolante del sistema nervoso centrale; evidenza in vivo animale e farmacologica, con incremento dell'attività locomotoria e della trasmissione noradrenergica.
Attività afrodisiaca e facilitazione del comportamento sessuale; evidenza prevalentemente in modelli animali e nella fitoterapia tradizionale documentata; le evidenze cliniche sulla droga vegetale sono insufficienti.
Attività lipolitica e incremento della mobilizzazione degli acidi grassi; evidenza farmacologica sperimentale attribuita principalmente agli alcaloidi indolici, senza dimostrazione clinica sulla corteccia.
Attività antiossidante moderata; evidenza esclusivamente in vitro attribuita ai polifenoli e ai tannini presenti nella corteccia.
Uso storico e nella tradizione
Tradizionalmente impiegata nell'Africa occidentale come afrodisiaco.
Tradizionalmente utilizzata per il trattamento empirico della disfunzione erettile.
Tradizionalmente impiegata come tonico generale e stimolante.
Tradizionalmente utilizzata per contrastare affaticamento e riduzione della libido.
Tradizionalmente impiegata in alcune medicine etniche come coadiuvante nella febbre e nella debolezza generale, senza validazione clinica.
EVENTUALI FUNZIONI TERAPEUTICHE SONO INDICATE SOLO PER INFORMAZIONE STORICO-CULTURALE MA NON APPLICABILI NELLA PRATICA FITOTERAPICA.
Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ciascun utilizzo fitoterapico.
QUESTA PIANTA RIENTRA NELLA LISTA DEL MINISTERO DELLA SALUTE PER L'IMPIEGO NON AMMESSO NEL SETTORE DEGLI INTEGRATORI ALIMENTARI.
(Le avvertenze includono segnali di rischio basati su evidenze precliniche, plausibilità farmacologica o casi isolati)
LE PREPARAZIONI DELLA CORTECCIA PRESENTANO UNA MARCATA VARIABILITÀ DEL CONTENUTO DI YOHIMBINA E DEGLI ALTRI ALCALOIDI INDOLICI, RENDENDO DIFFICILE LA STANDARDIZZAZIONE DELLA DOSE E AUMENTANDO IL RISCHIO DI SOVRADOSAGGIO; EVIDENZA BASATA SU ANALISI FITOCHIMICHE, VALUTAZIONI REGOLATORIE E STUDI DI CONTROLLO QUALITÀ.
È NECESSARIO MONITORARE PRESSIONE ARTERIOSA E FREQUENZA CARDIACA DURANTE L'IMPIEGO, POICHÉ LA SPECIE PUÒ DETERMINARE INCREMENTO DELLA STIMOLAZIONE ADRENERGICA; EVIDENZA DERIVANTE DA STUDI CLINICI, FARMACOLOGICI E TOSSICOLOGICI.
L'ASSOCIAZIONE CON MEDICINALI AD AZIONE SUL SISTEMA NERVOSO CENTRALE O SUL SISTEMA CARDIOVASCOLARE RICHIEDE PARTICOLARE CAUTELA PER IL RISCHIO DI INTERAZIONI FARMACODINAMICHE DOCUMENTATE; EVIDENZA FARMACOLOGICA E CLINICA.
SONO STATI DESCRITTI CASI DI EVENTI AVVERSI GRAVI, INCLUSI CRISI IPERTENSIVE, TACHIARITMIE, AGITAZIONE, CONVULSIONI E MANIFESTAZIONI NEUROPSICHIATRICHE, SOPRATTUTTO DOPO ASSUNZIONE DI DOSI ELEVATE O PREPARAZIONI NON STANDARDIZZATE; EVIDENZA DERIVANTE DA CASI CLINICI, FARMACOVIGILANZA E VALUTAZIONI TOSSICOLOGICHE.
LE EVIDENZE CLINICHE DISPONIBILI RIGUARDANO PREVALENTEMENTE LA YOHIMBINA PURIFICATA PIUTTOSTO CHE LA DROGA VEGETALE NEL SUO COMPLESSO; PERTANTO I RISULTATI NON SONO DIRETTAMENTE TRASFERIBILI ALLE PREPARAZIONI FITOTERAPICHE DI PAUSINYSTALIA YOHIMBA; EVIDENZA BASATA SU REVISIONI SISTEMATICHE E MONOGRAFIE UFFICIALI.
(Le controindicazioni si basano su evidenze cliniche dirette, cioè dati da studi clinici, osservazionali o casistiche solide che dimostrino che l’uso della pianta è da evitare in specifiche condizioni o popolazioni)
CONTROINDICATA IN SOGGETTI CON IPERTENSIONE ARTERIOSA, SULLA BASE DI DATI CLINICI E FARMACOLOGICI CHE DOCUMENTANO L'ATTIVITÀ SIMPATICOMIMETICA E PRESSORIA DELLA SPECIE.
CONTROINDICATA IN SOGGETTI CON CARDIOPATIE ISCHEMICHE, ARITMIE, INSUFFICIENZA CARDIACA O ALTRE MALATTIE CARDIOVASCOLARI CLINICAMENTE RILEVANTI, SULLA BASE DI DATI CLINICI, FARMACOLOGICI E DELLE MONOGRAFIE UFFICIALI.
CONTROINDICATA IN PAZIENTI CON DISTURBI PSICHIATRICI, IN PARTICOLARE ANSIA, ATTACCHI DI PANICO, DISTURBO BIPOLARE O PSICOSI, SULLA BASE DI SEGNALAZIONI CLINICHE E DATI FARMACOLOGICI CHE DOCUMENTANO IL POSSIBILE AGGRAVAMENTO DELLA SINTOMATOLOGIA.
CONTROINDICATA IN CASO DI INSUFFICIENZA EPATICA O INSUFFICIENZA RENALE, SULLA BASE DELLE MONOGRAFIE UFFICIALI E DEI DATI TOSSICOLOGICI DISPONIBILI.
CONTROINDICATA DURANTE GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO PER ASSENZA DI SICUREZZA DOCUMENTATA E POTENZIALE TOSSICITÀ FARMACOLOGICA.
CONTROINDICATA NEI BAMBINI E NEGLI ADOLESCENTI PER ASSENZA DI DATI CLINICI DI SICUREZZA ED ELEVATO RISCHIO TOSSICOLOGICO.
CONTROINDICATA IN CASO DI IPERSENSIBILITÀ NOTA ALLA CORTECCIA DI PAUSINYSTALIA YOHIMBA O AI SUOI ALCALOIDI.
(Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche)
Estratti di Pausinystalia yohimba Pierre (YOHIMBE)
Estratto secco standardizzato della corteccia
È la forma fitoterapica maggiormente descritta in letteratura. La standardizzazione dovrebbe essere riferita al contenuto totale di alcaloidi indolici o, preferibilmente, di yohimbina quantificata mediante metodiche cromatografiche. I preparati commerciali risultano tuttavia estremamente variabili e spesso non corrispondono al titolo dichiarato. Un estratto di qualità farmaceutica è stato descritto con un contenuto di alcaloidi totali pari a circa 9,5–10,5%, calcolati come yohimbina. Non esiste tuttavia una monografia EMA o ESCOP che definisca un titolo terapeutico ufficiale per l'estratto vegetale. Non è possibile indicare una posologia fitoterapica standard evidence-based per la droga a causa dell'elevata variabilità qualitativa e dei rilevanti problemi di sicurezza.
Estratto fluido idroalcolico
Disponibile in alcuni mercati erboristici come estratto ottenuto con solventi idroalcolici, che consentono una migliore estrazione degli alcaloidi rispetto all'acqua. Non esistono standard internazionali sul rapporto droga/estratto né titoli terapeutici validati. L'impiego non è raccomandabile in automedicazione per l'imprevedibilità del contenuto di yohimbina e degli altri alcaloidi.
Estratto molle o estratto secco in capsule
È commercializzato come integratore alimentare in alcuni Paesi, ma il contenuto di yohimbina varia notevolmente tra i prodotti e spesso risulta molto inferiore o superiore a quello dichiarato. Attualmente non esiste un titolo standardizzato universalmente riconosciuto né una posologia fitoterapica supportata da evidenze cliniche sulla corteccia.
Integratori standardizzati
Gli integratori dichiarano generalmente il contenuto di yohimbina oppure di alcaloidi totali. Non esiste un contenuto minimo riconosciuto necessario all'effetto terapeutico della droga vegetale. Le evidenze cliniche disponibili riguardano prevalentemente la yohimbina purificata e non gli estratti della corteccia. Per questo motivo non è possibile definire un titolo terapeutico evidence-based dell'integratore fitoterapico.
Yohimbina purificata
Non rappresenta un estratto fitoterapico ma un principio attivo isolato, generalmente impiegato come cloridrato di yohimbina. Nella letteratura clinica le dosi più studiate sono comprese tra 5 e 10 mg, tre volte al giorno, per un totale di circa 15–30 mg/die sotto controllo medico. Tali dati non sono trasferibili agli estratti della corteccia di yohimbe.
Preparazioni omeopatiche
Sono reperibili preparazioni omeopatiche denominate Yohimbe o Yohimbinum in diverse diluizioni, generalmente dalla D3 o DH3 fino a D30, CH30 o superiori, secondo la scuola omeopatica e il produttore. Non sono disponibili evidenze cliniche di efficacia secondo i criteri della medicina basata sulle prove e non esistono posologie validate per indicazioni fitoterapiche.
(Basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso)
Per Pausinystalia yohimba Pierre non sono disponibili tisane, infusi, decotti o formulazioni erboristiche tradizionali che possano essere raccomandati sulla base di evidenze scientifiche e di un profilo di sicurezza accettabile. La droga presenta un'elevata variabilità nel contenuto di alcaloidi, in particolare yohimbina, e le preparazioni acquose non consentono una standardizzazione affidabile della dose. Per questo motivo non esistono ricette erboristiche evidence-based con dosaggi sicuri da raccomandare.
Consultare il proprio medico prima di assumere qualsiasi preparato
Contiene yohimbina, un alcaloide con effetto stimolante e vasoattivo, classificato come stimolante proibito dalla WADA.
ANNUNCIO PUBBLICITARIO
FINE ANNUNCIO
SCHEDA NOTIZIE E VARIE
PIANTE PER LE DISFUNZIONI SESSUALI
Ma cos'è un afrodisiaco?...
A questa domanda, secondo una ricerca condotta in Francia nel 1990, la maggior parte degli uomini ha risposto che le sostanze afrodisiache servono ad aumentare la perfomance sessuale, mentre per la maggior parte delle donne servono ad aumentare il desiderio. Qualcuno infine pensa che aumentino il piacere. Anche se differenti, ciò che accomuna queste risposte è la ricerca del plus jouir. La pianta ideale per il suo potere afrodisiaco sarebbe quindi quella in grado di favorire il ciclo dell'amore: desiderio, seduzione e realizzazione del piacere. Il desiderio, ad esempio, è risvegliato in noi attraverso i sensi, e l'olfatto indubbiamente gioca un ruolo molto importante. Molte sostanze, da sempre considerate come afrodisiache, lo sono innanzitutto per il loro odore: pepe, tabacco, vaniglia, ylang-ylang, zenzero, zafferano, vetiver, cannella, geranio.
Fra le piante che sono considerate afrodisiache per eccellenza meritano di essere segnalate: Eleuterococco, Damiana, Ginseng, Catuaba, Suma, Epimedium, Salvia, Rosmarino, Santoreggia, Menta, Guaranà, Tribolo, Zenzero, ecc.
Per l'azione antiastenica, infine, si ricordano: alghe (Fucus, Laminarie), bevande eccitanti (Caffè, Tè, Mate), bevande toniche come la Rosa cherokee, cereali, frutta fresca, frutta secca, verdure (Carota, Cicoria, Crescione, Spinaci) ecc. La fitoterapia pertanto, anche se non in chiave miracolistica, può offrire un valido ausilio, con un miglioramento notevole dei sintomi, soprattutto se inserita in una strategia di trattamento più generale. Le piante da sole infatti non sono in grado di migliorare la sessualità di una coppia che ha occultato la propria seduzione o che, comunque, non riesce più a comunicare: per entrare nel ciclo del piacere, infatti, bisogna poter comunicare".
Ma ora classifichiamo le piante afrodisiache in:
a) afrodisiaci spinali sacrali, quando stimolano il centro parasimpatico sacrale che controlla il meccanismo dell'erezione (Damiana, Ginseng, Yohimbehe, Noce vomica);
b) afrodisiaci riflessogeni genito-urinari, quando agiscono con azione irritante delle vie urinarie e genitali che, per riflesso, esercitano una esaltazione del centro dell'erezione (Echinacea);
c) afrodisiaci encefalici o psicogeni, quando agiscono sui centri nervosi encafalici provocando lo stimolo dell'appetito sessuale (gli eccitanti del sistema nervoso centrale).
Gli anafrodisiaci che, invece, calmano un appetito sessuale troppo intenso ed eccessivo, sintomo anch'esso di squilibrio della sfera sessuale, sono: Salice bianco, Ninfea, Luppolo e Lattuga virosa.
[Tratto da:
[Enrica Campanini "Dizionario di fitoterapia e piante medicinali"]
[A.Y. Leung & S. Foster "Enciclopedia delle piante medicinali"]
[Marzio Pedretti "L'erborista moderno"]
Pausinystalia yohimba Pierre è un albero originario dell’Africa occidentale, in particolare di paesi come Camerun, Gabon e Nigeria, dove cresce nelle foreste tropicali umide e rappresenta una risorsa vegetale tradizionalmente sfruttata dalle popolazioni locali.
La corteccia della pianta è stata utilizzata per secoli nella medicina tradizionale africana come stimolante e afrodisiaco, impiego che ha attirato l’interesse della medicina occidentale già nel XIX secolo con l’isolamento della yohimbina.
La yohimbina è stata uno dei primi alcaloidi vegetali studiati per il trattamento della disfunzione erettile, prima dell’introduzione dei farmaci moderni, e ha rappresentato un importante modello per lo studio dei meccanismi adrenergici nel sistema nervoso.
Nel corso del tempo la pianta ha acquisito notorietà anche al di fuori dell’ambito medico, entrando nel mercato degli integratori alimentari e dei prodotti per il fitness, spesso con problematiche legate alla standardizzazione e alla sicurezza.
Dal punto di vista ecologico, la raccolta intensiva della corteccia ha sollevato preoccupazioni per la conservazione della specie, portando in alcune aree a pratiche di gestione sostenibile o a restrizioni commerciali.
Un aspetto curioso è che il nome “yohimbe” deriva da termini locali africani, mentre il genere Pausinystalia è stato definito successivamente nella classificazione botanica, riflettendo il passaggio da conoscenza tradizionale a sistematizzazione scientifica.