QUESTA SCHEDA È UNICA E ORIGINALE IN INTERNET aggiornamento del 29/06/2026
SUGHERA DEL AMUR Phellodendron amurense Rupr.
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TOSSICITÀ BASSA
EFFICACIA DIPENDENTE DALLE SPECIFICHE E DALLE FORME TERAPEUTICHE
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FINE ANNUNCIO
SCHEDA BOTANICA
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Clade Tracheophyta
Clade Angiospermae
Clade Mesangiospermae
Clade Eudicotyledones
Clade Rosanae
Ordine Sapindales
Famiglia Rutaceae
Sottofamiglia Amyridoideae
Tribù Phellodendreae
Genere Phellodendron
Specie Phellodendron amurense
Phellodendron amurense f. insulare (Nakai) H.S.Kim, Phellodendron amurense f. molle (Nakai) W.Lee, Phellodendron amurense f. molle (Nakai) Y.C.Chu, 1989, Phellodendron amurense f. molle (Nakai) Y.C.Zhu, Phellodendron amurense var. molle (Nakai) S.H.Li & S.Z.Liou, Phellodendron insulare Nakai, Phellodendron kodamanum Makino, Phellodendron molle Nakai, Phellodendron piriforme E.L.Wolf, Zanthoxylum kibada Siebold
ALBERO DECIDUO ALTO FINO A 15–20 M, CON TRONCO DIRITTO E CORTECCIA SPESSA, SUGHEROSA E FESSURATA. FOGLIE OPPOSTE, IMPARIPENNATE, AROMATICHE. FIORI PICCOLI, VERDASTRI, UNISESSUALI, IN PANNOCCHIE. FRUTTO DRUPA GLOBOSA NERA A MATURITÀ.
PRIMAVERA INIZIO ESTATE, MAGGIO E GIUGNO, VARIABILE SECONDO LATITUDINE E CONDIZIONI CLIMATICHE
COLORI OSSERVATI
____GIALLO LEGGERMENTE DESATURATO ____GIALLO MOLTO MORBIDO ____GIALLO VERDASTRO CREMA
SPECIE ORIGINARIA DELL’ASIA NORDORIENTALE, DIFFUSA IN CINA SETTENTRIONALE, COREA, GIAPPONE E REGIONE DELL’AMUR. CRESCE IN FORESTE MISTE TEMPERATE, SU PENDII, VALLATE E PIANURE ALLUVIONALI, SU SUOLI PROFONDI, FERTILI E BEN DRENATI, CON CLIMA CONTINENTALE CARATTERIZZATO DA INVERNI FREDDI ED ESTATI CALDE E UMIDE.
Motivazione: Gli studi clinici e tossicologici disponibili indicano una buona tollerabilità degli estratti standardizzati impiegati alle dosi terapeutiche. Gli effetti indesiderati documentati sono generalmente lievi e prevalentemente gastrointestinali. La presenza di alcaloidi isochinolinici, in particolare berberina, richiede cautela in specifiche popolazioni e in caso di interazioni farmacologiche, ma non sono documentati effetti tossici rilevanti nell'uso corretto degli estratti standardizzati.
EFFICACIA: DIPENDENTE DALLE SPECIFICHE E DALLE FORME TERAPEUTICHE
Motivazione: Sono disponibili studi clinici controllati esclusivamente su specifici estratti standardizzati di Phellodendron amurense Rupr., generalmente in associazione con altri fitocomplessi, oltre a revisioni sistematiche e numerosi studi in vitro e in vivo. Le evidenze non consentono di attribuire efficacia terapeutica alla droga nel suo complesso né a preparazioni non standardizzate; l'efficacia risulta quindi limitata a particolari estratti e formulazioni documentate.
Confermate da studi scientifici e clinici
Sono disponibili studi clinici controllati e revisioni sistematiche esclusivamente su estratti standardizzati di Phellodendron amurense Rupr., frequentemente impiegati in associazione con altri fitocomplessi. Le evidenze supportano un effetto coadiuvante nel miglioramento dei parametri della sindrome metabolica, in particolare controllo glicemico, sensibilità insulinica, composizione corporea e riduzione di marcatori infiammatori. L'efficacia è limitata agli specifici estratti e formulazioni studiate e non può essere estesa alla droga nel suo complesso.
Sono disponibili studi clinici che documentano un'attività antinfiammatoria come coadiuvante, con riduzione di alcuni biomarcatori dell'infiammazione in soggetti trattati con estratti standardizzati. Le evidenze riguardano esclusivamente preparazioni definite e non la droga tradizionale.
Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata
Attività antinfiammatoria documentata in numerosi studi in vitro e in vivo mediante modulazione di mediatori dell'infiammazione. Evidenza: studi in vitro e modelli animali.
Attività antibatterica nei confronti di numerosi microrganismi patogeni. Evidenza: studi in vitro.
Attività antimicotica nei confronti di diversi funghi patogeni. Evidenza: studi in vitro.
Attività antivirale nei confronti di alcuni virus di interesse medico. Evidenza: studi in vitro.
Attività antiossidante documentata mediante numerosi saggi sperimentali. Evidenza: studi in vitro.
Attività ipoglicemizzante e di miglioramento della sensibilità insulinica documentata in modelli animali e confermata per specifici estratti in studi clinici. Evidenza: studi in vivo e studi clinici.
Attività ipolipemizzante documentata in modelli animali. Evidenza: studi in vivo.
Attività epatoprotettiva documentata in modelli sperimentali di danno epatico. Evidenza: studi in vivo.
Attività gastroprotettiva documentata in modelli animali di lesione gastrica. Evidenza: studi in vivo.
Attività immunomodulante documentata in studi cellulari e animali. Evidenza: studi in vitro e in vivo.
Attività antitumorale dimostrata esclusivamente in colture cellulari e modelli animali sperimentali; non esistono evidenze cliniche che ne supportino l'impiego terapeutico in oncologia. Evidenza: studi in vitro e in vivo.
Uso storico e nella tradizione
Uso tradizionale nella medicina tradizionale cinese per il trattamento delle sindromi da calore e umidità.
Uso tradizionale nelle infezioni gastrointestinali con diarrea e dissenteria.
Uso tradizionale nelle infezioni delle vie urinarie.
Uso tradizionale nelle affezioni cutanee infiammatorie ed essudative.
Uso tradizionale come coadiuvante nelle infezioni del cavo orale.
Uso tradizionale nelle leucorree e nelle infezioni genitali femminili.
Uso tradizionale come antipiretico.
Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ciascun utilizzo fitoterapico.
(Le avvertenze includono segnali di rischio basati su evidenze precliniche, plausibilità farmacologica o casi isolati)
L'ELEVATO CONTENUTO DI ALCALOIDI ISOCHINOLINICI, IN PARTICOLARE BERBERINA, RICHIEDE CAUTELA NELL'IMPIEGO PROLUNGATO E AD ALTE DOSI, POICHÉ TALI COSTITUENTI SONO FARMACOLOGICAMENTE ATTIVI. EVIDENZA: STUDI FITOCHIMICI, FARMACOLOGICI E CLINICI SU ESTRATTI DELLA SPECIE.
L'IMPIEGO DURANTE GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO NON È RACCOMANDATO PER INSUFFICIENZA DI DATI CLINICI DI SICUREZZA E PER LA PRESENZA DI BERBERINA NELLA DROGA. EVIDENZA: ASSENZA DI STUDI CLINICI SPECIFICI E PLAUSIBILITÀ FARMACOLOGICA DOCUMENTATA.
SI RACCOMANDA CAUTELA NEI PAZIENTI IN TERAPIA CON FARMACI METABOLIZZATI DA ENZIMI DEL CITOCROMO P450 O TRASPORTATORI DI MEMBRANA, POICHÉ ESTRATTI DI PHELLODENDRON AMURENSE HANNO MOSTRATO POTENZIALE DI MODULAZIONE METABOLICA IN STUDI SPERIMENTALI. EVIDENZA: STUDI IN VITRO E STUDI FARMACOCINETICI.
L'ASSOCIAZIONE CON FARMACI IPOGLICEMIZZANTI RICHIEDE MONITORAGGIO CLINICO PER IL POSSIBILE EFFETTO ADDITIVO OSSERVATO NEGLI STUDI SUGLI ESTRATTI STANDARDIZZATI. EVIDENZA: STUDI CLINICI E FARMACOLOGICI.
L'ASSOCIAZIONE CON FARMACI ANTIPERTENSIVI RICHIEDE CAUTELA PER IL POSSIBILE EFFETTO ADDITIVO SULLA RIDUZIONE DELLA PRESSIONE ARTERIOSA OSSERVATO IN STUDI SPERIMENTALI E CLINICI. EVIDENZA: STUDI IN VIVO E STUDI CLINICI.
GLI ESTRATTI STANDARDIZZATI SONO GENERALMENTE BEN TOLLERATI; GLI EFFETTI INDESIDERATI DOCUMENTATI SONO PREVALENTEMENTE GASTROINTESTINALI E DI LIEVE ENTITÀ. EVIDENZA: STUDI CLINICI CONTROLLATI E STUDI OSSERVAZIONALI.
(Le controindicazioni si basano su evidenze cliniche dirette, cioè dati da studi clinici, osservazionali o casistiche solide che dimostrino che l’uso della pianta è da evitare in specifiche condizioni o popolazioni)
IPERSENSIBILITÀ NOTA A PHELLODENDRON AMURENSE RUPR. O AI SUOI PREPARATI DOCUMENTATA NELLA PRATICA CLINICA E FITOTERAPICA.
(Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche)
CARDIOVASCOLARI (ANCHE IPOTENSIVI)
FARMACI EPATOMETABOLIZZATI (CYP450)
IMMUNOSOPPRESSORI
IPOGLICEMIZZANTI E ANTIDIABETICI
(Erbe che possono aumentare l'efficacia fitoterapica)
Estratti di Phellodendron amurense Rupr. (SUGHERA DEL AMUR)
Estratto secco standardizzato della corteccia
È la forma fitoterapica maggiormente studiata. Gli estratti sono generalmente standardizzati in alcaloidi totali o in berberina. I preparati impiegati negli studi clinici contengono comunemente dal 50% al 90% di estratto secco, con titolazione in berberina compresa tra il 20% e il 50%, oppure in alcaloidi totali secondo le specifiche del produttore. Le posologie utilizzate negli studi clinici corrispondono generalmente a 200–500 mg di estratto standardizzato, da una a tre volte al giorno, in funzione della formulazione e dell'indicazione.
Estratto idroalcolico
Disponibile come estratto fluido o estratto molle ottenuto dalla corteccia. Utilizzato prevalentemente nella medicina tradizionale cinese e nella fitoterapia integrata. Non esiste una titolazione universalmente riconosciuta; quando standardizzato viene generalmente riferito al contenuto di berberina o alcaloidi totali. Non sono disponibili posologie evidence-based univoche oltre quelle degli specifici estratti clinicamente studiati.
Estratto purificato ricco in berberina da Phellodendron amurense
Utilizzato in numerosi integratori alimentari, spesso in associazione con altre sostanze vegetali. Il titolo normalmente dichiarato è espresso come berberina, generalmente dal 90% al 98% nei preparati purificati. Le dosi clinicamente investigate sono comprese tra 300 e 500 mg di berberina, due o tre volte al giorno, secondo la formulazione utilizzata.
Estratti combinati standardizzati
Sono disponibili preparazioni contenenti estratti standardizzati di Phellodendron amurense associati ad altre droghe medicinali, in particolare Magnolia officinalis. Le formulazioni standardizzate maggiormente studiate impiegano rapporti quantitativi costanti fra i due estratti; la posologia segue quella prevista dal singolo preparato commerciale utilizzato negli studi clinici.
Tintura madre fitoterapica
Disponibile presso alcuni produttori di fitoterapia tradizionale. Non esistono standardizzazioni ufficiali del contenuto in alcaloidi né studi clinici che consentano di definire un titolo minimo efficace o una posologia evidence-based.
Preparazioni omeopatiche
Sono reperibili preparazioni omeopatiche ottenute dalla corteccia di Phellodendron amurense secondo le farmacopee omeopatiche. Le diluizioni più comuni comprendono D4–D12, CH5–CH30 e diluizioni superiori. Non esistono titoli di principi attivi né posologie riconducibili alla fitoterapia evidence-based.
(Basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso)
Decotto della corteccia
Corteccia essiccata di Phellodendron amurense 3–6 g in 200–300 ml di acqua. Portare a ebollizione e far sobbollire per 20–30 minuti, quindi filtrare. Assumere una o due volte al giorno. Il decotto rappresenta la preparazione tradizionale documentata nella medicina tradizionale cinese ed è la forma galenica meglio supportata dall'uso storico.
Decotto con Coptis chinensis
Phellodendron amurense corteccia 3 g, Coptis chinensis rizoma 2–3 g. Bollire in 300 ml di acqua per circa 30 minuti e filtrare. Preparazione tradizionale impiegata per condizioni caratterizzate da calore e umidità secondo la medicina tradizionale cinese. L'associazione è storicamente consolidata e supportata da dati farmacologici sui fitocomplessi.
Decotto con Gardenia jasminoides
Phellodendron amurense corteccia 3 g, Gardenia jasminoides frutti 3–5 g. Bollire in 300 ml di acqua per 25–30 minuti e filtrare. Utilizzato tradizionalmente nelle condizioni infiammatorie associate a calore. La sinergia deriva dall'impiego consolidato nella medicina tradizionale cinese.
Decotto con Scutellaria baicalensis
Phellodendron amurense corteccia 3 g, Scutellaria baicalensis radice 3 g. Bollire in 300 ml di acqua per circa 30 minuti e filtrare. Associazione tradizionale documentata per il trattamento di sindromi infiammatorie secondo la medicina tradizionale cinese, con supporto sperimentale sulle attività antinfiammatorie delle formulazioni.
Formulazione erboristica tradizionale Huang Qin Tang modificata
Phellodendron amurense corteccia 3 g, Scutellaria baicalensis radice 3 g, Gardenia jasminoides frutti 3 g, Glycyrrhiza uralensis radice 2 g. Preparare come decotto in 500 ml di acqua ridotti a circa 250 ml dopo 30 minuti di ebollizione. L'impiego è documentato nella medicina tradizionale cinese; le evidenze cliniche disponibili riguardano le formulazioni complete e non consentono di attribuire l'efficacia alla sola corteccia di Phellodendron amurense.
Infuso
Non rappresenta una preparazione tradizionale né una forma supportata da evidenze per la corteccia di Phellodendron amurense. La droga contiene alcaloidi poco estraibili mediante semplice infusione; pertanto il decotto è considerato la preparazione appropriata.
Consultare il proprio medico prima di assumere qualsiasi preparato
Tintura alcolica di corteccia
La forma alcolica documentata per la specie è la tintura ottenuta per macerazione della corteccia essiccata in etanolo a concentrazione compresa tra circa 45 e 70 percento, con rapporti droga solvente variabili tra 1:3 e 1:5. La preparazione tradizionale prevede la macerazione a freddo per circa 7 giorni, seguita da filtrazione del liquido .
La posologia riportata nelle preparazioni erboristiche commerciali e tradizionali è generalmente compresa tra 1 e 3 ml al giorno, suddivisi in più somministrazioni, equivalenti a circa 30–100 gocce giornaliere, con incremento graduale della dose . L’uso è quello tipico della fitoterapia tradizionale asiatica per condizioni infiammatorie, metaboliche e gastrointestinali, ma l’efficacia clinica della tintura come tale non è definita da studi controllati.
Macerato alcolico tradizionale etnobotanico
Nella medicina tradizionale coreana e in alcune pratiche popolari dell’Asia orientale, la corteccia viene macerata in alcol per ottenere preparazioni liquide utilizzate sia per via orale sia per applicazione topica, in particolare per disturbi cutanei e gastrointestinali .
Le modalità di preparazione non sono standardizzate e prevedono immersione della droga in alcol per periodi variabili, con successiva filtrazione. Non esistono dosaggi clinicamente validati; l’uso è empirico e basato su tradizione.
Vini medicati o preparazioni idroalcoliche assimilabili
Non risultano nella letteratura scientifica e nelle principali farmacopee ufficiali preparazioni codificate di vino medicinale a base di Phellodendron amurense. Le preparazioni alcoliche documentate sono riconducibili quasi esclusivamente a tinture o macerati idroalcolici, e non a veri vini medicinali standardizzati.
Valutazione critica
Le preparazioni alcoliche rappresentano una forma tradizionale e farmacognosticamente coerente per l’estrazione degli alcaloidi della specie. Tuttavia, l’assenza di studi clinici specifici su tali preparazioni limita la definizione di indicazioni terapeutiche e posologie evidence based. L’uso deve essere considerato tradizionale e non standardizzato.
Bibliografia
Consultare il proprio medico prima di assumere questa bevanda ed evitarne l'uso in caso di divieto di assunzione di alcol
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SCHEDA NOTIZIE E VARIE
Phellodendron amurense è noto comunemente come albero del sughero dell’Amur, denominazione che deriva dall’aspetto della sua corteccia spessa e suberosa, simile al sughero, utilizzata storicamente per scopi artigianali e medicinali nelle regioni dell’Asia nord-orientale.
Nella medicina tradizionale cinese la corteccia, denominata Huang Bai, è considerata una droga fondamentale ed è inserita da secoli in numerose formulazioni complesse, spesso associate ad altre specie per trattare condizioni descritte come calore e umidità, categorie concettuali proprie della medicina tradizionale.
Dal punto di vista fitochimico la pianta è particolarmente interessante per l’elevato contenuto di alcaloidi isoquinolinici, tra cui la berberina, che ha contribuito in modo significativo alla diffusione dell’interesse scientifico moderno verso questa specie.
Un aspetto curioso è il colore giallo intenso della corteccia interna, dovuto proprio alla presenza di questi alcaloidi, che in passato veniva sfruttato anche come colorante naturale.
La specie è originaria delle regioni temperate dell’Estremo Oriente, in particolare Cina, Corea e Russia orientale, ma è stata introdotta anche in Europa e Nord America come pianta ornamentale grazie alla sua resistenza e adattabilità.
Dal punto di vista ecologico, Phellodendron amurense può comportarsi come specie invasiva in alcuni ambienti non originari, dove la sua capacità di adattamento e propagazione può alterare gli equilibri degli ecosistemi locali.
Infine, la ricerca contemporanea ha posto questa specie al centro di studi farmacologici avanzati, in particolare per il ruolo dei suoi alcaloidi nel metabolismo glucidico e lipidico, sebbene le evidenze cliniche sulla pianta intera restino ancora limitate.