Phellodendron amurense f. insulare (Nakai) H.S.Kim, Phellodendron amurense f. molle (Nakai) W.Lee, Phellodendron amurense f. molle (Nakai) Y.C.Chu, 1989, Phellodendron amurense f. molle (Nakai) Y.C.Zhu, Phellodendron amurense var. molle (Nakai) S.H.Li & S.Z.Liou, Phellodendron insulare Nakai, Phellodendron kodamanum Makino, Phellodendron molle Nakai, Phellodendron piriforme E.L.Wolf, Zanthoxylum kibada Siebold
ALBERO DECIDUO ALTO FINO A 15–20 M, CON TRONCO DIRITTO E CORTECCIA SPESSA, SUGHEROSA E FESSURATA. FOGLIE OPPOSTE, IMPARIPENNATE, AROMATICHE. FIORI PICCOLI, VERDASTRI, UNISESSUALI, IN PANNOCCHIE. FRUTTO DRUPA GLOBOSA NERA A MATURITÀ.
PRIMAVERA INIZIO ESTATE, MAGGIO E GIUGNO, VARIABILE SECONDO LATITUDINE E CONDIZIONI CLIMATICHE
COLORI OSSERVATI NEI FIORI
____GIALLO LEGGERMENTE DESATURATO ____GIALLO MOLTO MORBIDO ____GIALLO VERDASTRO CREMA
SPECIE ORIGINARIA DELL’ASIA NORDORIENTALE, DIFFUSA IN CINA SETTENTRIONALE, COREA, GIAPPONE E REGIONE DELL’AMUR. CRESCE IN FORESTE MISTE TEMPERATE, SU PENDII, VALLATE E PIANURE ALLUVIONALI, SU SUOLI PROFONDI, FERTILI E BEN DRENATI, CON CLIMA CONTINENTALE CARATTERIZZATO DA INVERNI FREDDI ED ESTATI CALDE E UMIDE.
Motivazione: dati tossicologici indicano che gli estratti contenenti alcaloidi isoquinolinici possono determinare effetti indesiderati dose dipendenti e interazioni farmacologiche, con segnalazioni di disturbi gastrointestinali e potenziali effetti su sistemi enzimatici; la sicurezza è generalmente accettabile a dosi controllate ma dipende dalla titolazione in alcaloidi e dalla forma estrattiva, con evidenze derivanti da studi clinici su composti isolati e da dati preclinici sulla specie
EFFICACIA: DIPENDENTE DALLE SPECIFICHE E DALLE FORME TERAPEUTICHE
Motivazione: per Phellodendron amurense esistono dati clinici limitati e non sistematici sulla specie nel suo complesso, mentre una parte rilevante delle evidenze deriva da studi clinici e preclinici su estratti specifici standardizzati o su singoli alcaloidi isolati come la berberina; gli effetti su metabolismo glucidico, lipidico e infiammazione risultano quindi documentati ma strettamente dipendenti dalla composizione, titolazione e biodisponibilità delle preparazioni utilizzate
Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ciascun utilizzo fitoterapico.
Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata*
Chinese Pharmacopoeia Commission, Pharmacopoeia of the People’s Republic of China, 2020
Neag M.A., Mocan A., Echeverría J., Pop R.M., Bocsan C.I., Crișan G., Buzoianu A.D., Berberine: Botanical occurrence, traditional uses, extraction methods, and relevance in cardiovascular, metabolic, hepatic, and renal disorders, Frontiers in Pharmacology, 2018
Imenshahidi M., Hosseinzadeh H., Berberis vulgaris and berberine: an update review, Phytotherapy Research, 2016
Kong W.J., Wei J., Zuo Z.Y., Wang Y.X., Song D.Q., You X.F., Zhao L.X., Pan H.N., Jiang J.D., Combination of simvastatin with berberine improves the lipid-lowering efficacy, Metabolism, 2008
Zhang H., Wei J., Xue R., Wu J.D., Zhao W., Wang Z.Z., Wang S.K., Zhou Z.X., Song D.Q., Wang Y.M., Pan H.N., Kong W.J., Jiang J.D., Berberine lowers blood glucose in type 2 diabetes mellitus patients, Metabolism, 2008
Sun Y., Xun K., Wang Y., Chen X., A systematic review of the anticancer properties of berberine, Phytotherapy Research, 2009
Non sono disponibili evidenze cliniche robuste, derivanti da studi clinici controllati, meta-analisi o revisioni sistematiche, che dimostrino in modo diretto ed inequivocabile proprietà fitoterapiche di Phellodendron amurense come droga vegetale nel suo complesso. Le evidenze cliniche disponibili riguardano prevalentemente composti isolati e non consentono di attribuire indicazioni terapeutiche validate alla specie intera.
Effetti ipoglicemizzanti e modulazione del metabolismo glucidico. Studi in vivo su modelli animali e studi in vitro documentano riduzione della glicemia e miglioramento della sensibilità insulinica in presenza di estratti della corteccia; evidenza preclinica coerente ma non confermata clinicamente per la specie.
Attività ipolipemizzante e cardiovascolare. Studi sperimentali mostrano riduzione dei lipidi plasmatici e modulazione del metabolismo lipidico; dati derivanti da modelli animali e studi in vitro, senza conferme cliniche dirette sulla droga vegetale.
Effetti antinfiammatori. Studi in vitro e in modelli animali evidenziano riduzione di mediatori infiammatori e modulazione di pathway infiammatori; rilevanza clinica non definita.
Attività antimicrobica. Studi in vitro dimostrano attività contro diversi microrganismi; evidenza limitata a modelli sperimentali.
Attività antiossidante. Estratti ricchi in alcaloidi e composti fenolici mostrano capacità di riduzione dello stress ossidativo in sistemi cellulari; significato clinico non determinato.
Attività antitumorale preliminare. Studi in vitro su linee cellulari tumorali indicano effetti citotossici e antiproliferativi; dati preliminari senza trasferibilità clinica.
Impiego nella medicina tradizionale asiatica come pianta amara per condizioni infiammatorie, infezioni e disturbi gastrointestinali.
Utilizzo tradizionale nel trattamento empirico di condizioni febbrili e disordini metabolici.
Associazione frequente in formulazioni complesse della medicina tradizionale cinese per condizioni definite come calore e umidità.
NON SONO DISPONIBILI NELLA LETTERATURA CLINICA E NELLE MONOGRAFIE UFFICIALI DATI SUFFICIENTI E SPECIFICI SULLA SPECIE PHELLODENDRON AMURENSE CHE CONSENTANO DI DEFINIRE CONTROINDICAZIONI FORMALI BASATE SU EVIDENZE CLINICHE DIRETTE NELL’UOMO.
POSSIBILI EFFETTI IPOGLICEMIZZANTI. STUDI IN VIVO SU MODELLI ANIMALI E DATI INDIRETTI SU ESTRATTI CONTENENTI ALCALOIDI ISOQUINOLINICI DOCUMENTANO UNA RIDUZIONE DELLA GLICEMIA E UN MIGLIORAMENTO DELLA SENSIBILITÀ INSULINICA; RILEVANZA CLINICA NON PIENAMENTE DEFINITA PER LA SPECIE NEL SUO COMPLESSO. EVIDENZA PRECLINICA.
INTERAZIONE CON ENZIMI EPATICI E METABOLISMO DEI FARMACI. STUDI IN VITRO E IN VIVO SU ESTRATTI DELLA SPECIE MOSTRANO MODULAZIONE DI SISTEMI ENZIMATICI EPATICI CON POTENZIALE ALTERAZIONE DELLA FARMACOCINETICA DI FARMACI; EVIDENZA CLINICA LIMITATA E NON SPECIFICA PER TUTTE LE PREPARAZIONI. EVIDENZA IN VITRO E IN VIVO ANIMALE.
EFFETTI GASTROINTESTINALI DOSE DIPENDENTI. STUDI SPERIMENTALI E OSSERVAZIONI SU PREPARATI CONTENENTI ALCALOIDI INDICANO POSSIBILE INSORGENZA DI DISTURBI GASTROINTESTINALI; MANCANO STUDI CLINICI CONTROLLATI SULLA SPECIE. EVIDENZA PRECLINICA E OSSERVAZIONALE INDIRETTA.
VARIABILITÀ FITOCHIMICA E DIPENDENZA DALLA TITOLAZIONE. LA COMPOSIZIONE IN ALCALOIDI PUÒ VARIARE IN FUNZIONE DELLA PARTE UTILIZZATA E DEL METODO ESTRATTIVO, CON CONSEGUENTE VARIABILITÀ DELL’ATTIVITÀ BIOLOGICA E DEL PROFILO DI SICUREZZA. EVIDENZA FARMACOGNOSTICA E ANALITICA.
ASSENZA DI DATI CLINICI SISTEMATICI NELL’UOMO. LA MANCANZA DI STUDI CLINICI CONTROLLATI LIMITA LA DEFINIZIONE DEL PROFILO DI SICUREZZA, DELLE INTERAZIONI E DEI DOSAGGI TERAPEUTICI. EVIDENZA DERIVANTE DA LACUNA DI DATI.
(Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche)
ANTIAGGREGANTI PIASTRINICI
ANTICOAGULANTI
CARDIOVASCOLARI (ANCHE IPOTENSIVI)
FARMACI METABOLIZZATI DAL CYP450
IMMUNOSOPPRESSORI
IPOGLICEMIZZANTI E ANTIDIABETICI
(Erbe che possono aumentare l'efficacia fitoterapica)
Estratti secchi standardizzati in alcaloidi totali
Gli estratti secchi della corteccia sono generalmente titolati in alcaloidi isoquinolinici, con particolare riferimento alla berberina. Le formulazioni disponibili riportano titolazioni variabili e non esiste uno standard internazionale univoco per la specie. I dosaggi utilizzati in ambito fitoterapico derivano da studi su preparati contenenti alcaloidi e sono generalmente compresi tra 200 e 500 mg di estratto secco, una o due volte al giorno, con variabilità legata alla titolazione.
Estratti standardizzati in berberina
Alcuni integratori utilizzano estratti di Phellodendron amurense standardizzati in berberina o associati ad altre fonti vegetali dello stesso alcaloide. I dosaggi clinicamente studiati per la berberina, indipendentemente dalla fonte botanica, sono generalmente compresi tra 500 e 1500 mg al giorno suddivisi in più somministrazioni. L’efficacia è attribuibile al contenuto in alcaloide e non all’intero fitocomplesso della specie.
Estratti idroalcolici
Le preparazioni idroalcoliche della corteccia sono utilizzate per estrarre alcaloidi e composti fenolici. Non esistono schemi posologici clinicamente validati specifici per questa forma. L’uso si basa su tradizione e su equivalenze empiriche con estratti secchi, senza standardizzazione ufficiale.
Estratti combinati in formulazioni fitoterapiche complesse
Phellodendron amurense è frequentemente impiegato in associazione con altre piante nella medicina tradizionale asiatica e in integratori multi-componente. In questi casi la quantità della specie e dei suoi principi attivi non è sempre standardizzata. I dosaggi dipendono dalla formulazione complessiva e non sono attribuibili singolarmente alla specie.
Preparazioni omeopatiche
La specie non è presente in modo sistematico nelle principali farmacopee omeopatiche internazionali. Non esistono preparazioni standardizzate né posologie codificate supportate da evidenze cliniche.
Valutazione complessiva
Le preparazioni con maggiore rilevanza fitoterapica sono gli estratti standardizzati in alcaloidi, in particolare in berberina. Tuttavia, l’efficacia clinica documentata è riferibile principalmente al composto isolato piuttosto che alla droga vegetale nel suo complesso. La variabilità fitochimica e l’assenza di standardizzazione limitano la definizione di posologie universalmente valide.
Bibliografia
Chinese Pharmacopoeia Commission, Pharmacopoeia of the People’s Republic of China, 2020
Neag M.A., Mocan A., Echeverría J., Pop R.M., Bocsan C.I., Crișan G., Buzoianu A.D., Berberine: Botanical occurrence, traditional uses, extraction methods, and relevance in cardiovascular, metabolic, hepatic, and renal disorders, Frontiers in Pharmacology, 2018
Imenshahidi M., Hosseinzadeh H., Berberis vulgaris and berberine: an update review, Phytotherapy Research, 2016
Zhang H., Wei J., Xue R., Wu J.D., Zhao W., Wang Z.Z., Wang S.K., Zhou Z.X., Song D.Q., Wang Y.M., Pan H.N., Kong W.J., Jiang J.D., Berberine lowers blood glucose in type 2 diabetes mellitus patients, Metabolism, 2008
Kong W.J., Wei J., Zuo Z.Y., Wang Y.X., Song D.Q., You X.F., Zhao L.X., Pan H.N., Jiang J.D., Combination of simvastatin with berberine improves the lipid-lowering efficacy, Metabolism, 2008
Sun Y., Xun K., Wang Y., Chen X., A systematic review of the anticancer properties of berberine, Phytotherapy Research, 2009
(Basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso)
Decotto semplice di corteccia
Si utilizzano 3–6 g di corteccia essiccata in 200–300 ml di acqua, con ebollizione per 15–20 minuti e successiva filtrazione. L’assunzione può avvenire una o due volte al giorno. Questa modalità è coerente con l’uso tradizionale asiatico; non esistono studi clinici controllati che validino efficacia e sicurezza della preparazione acquosa.
Decotto combinato con Scutellaria baicalensis
Phellodendron amurense 3–6 g e Scutellaria baicalensis 3–6 g in 300–400 ml di acqua, con ebollizione per 20 minuti. Assunzione in due dosi giornaliere. La combinazione è documentata nella fitoterapia tradizionale per condizioni infiammatorie e infettive; evidenze sperimentali disponibili sui singoli componenti, assenza di studi clinici sulla miscela.
Decotto con Coptis chinensis
Phellodendron amurense 3–6 g e Coptis chinensis 2–4 g in 300 ml di acqua, bollitura per 15–20 minuti. Assunzione giornaliera frazionata. La formulazione è coerente con l’impiego tradizionale per disturbi gastrointestinali e metabolici; evidenza limitata a dati farmacologici e uso tradizionale.
Decotto con Gardenia jasminoides
Phellodendron amurense 3–6 g e Gardenia jasminoides 3–5 g in 300 ml di acqua, con ebollizione per 15–20 minuti. Assunzione in una o due somministrazioni giornaliere. L’associazione è tipica di formulazioni tradizionali per condizioni febbrili e infiammatorie; supporto da studi preclinici sui singoli estratti.
Infuso combinato con Glycyrrhiza glabra
Phellodendron amurense 2–4 g e Glycyrrhiza glabra 2–3 g in 200–250 ml di acqua calda, infusione per 10–15 minuti. Assunzione una o due volte al giorno. La combinazione è utilizzata per modulare la tollerabilità e l’attività complessiva; evidenza basata su uso tradizionale e dati farmacologici indiretti.
Valutazione critica
Le preparazioni acquose di Phellodendron amurense rappresentano l’uso tradizionale principale ma non sono supportate da studi clinici controllati. I dosaggi indicati derivano da farmacopee tradizionali e da un approccio prudenziale. L’efficacia e la sicurezza sono fortemente dipendenti dalla qualità della droga, dalla titolazione in alcaloidi e dalle associazioni utilizzate.
Bibliografia
Chinese Pharmacopoeia Commission, Pharmacopoeia of the People’s Republic of China, 2020
Neag M.A., Mocan A., Echeverría J., Pop R.M., Bocsan C.I., Crișan G., Buzoianu A.D., Berberine: Botanical occurrence, traditional uses, extraction methods, and relevance in cardiovascular, metabolic, hepatic, and renal disorders, Frontiers in Pharmacology, 2018
Imenshahidi M., Hosseinzadeh H., Berberis vulgaris and berberine: an update review, Phytotherapy Research, 2016
Zhang H., Wei J., Xue R., Wu J.D., Zhao W., Wang Z.Z., Wang S.K., Zhou Z.X., Song D.Q., Wang Y.M., Pan H.N., Kong W.J., Jiang J.D., Berberine lowers blood glucose in type 2 diabetes mellitus patients, Metabolism, 2008
Kong W.J., Wei J., Zuo Z.Y., Wang Y.X., Song D.Q., You X.F., Zhao L.X., Pan H.N., Jiang J.D., Combination of simvastatin with berberine improves the lipid-lowering efficacy, Metabolism, 2008
Sun Y., Xun K., Wang Y., Chen X., A systematic review of the anticancer properties of berberine, Phytotherapy Research, 2009
Consultare il proprio medico prima di assumere qualsiasi preparato
Tintura alcolica di corteccia
La forma alcolica documentata per la specie è la tintura ottenuta per macerazione della corteccia essiccata in etanolo a concentrazione compresa tra circa 45 e 70 percento, con rapporti droga solvente variabili tra 1:3 e 1:5. La preparazione tradizionale prevede la macerazione a freddo per circa 7 giorni, seguita da filtrazione del liquido .
La posologia riportata nelle preparazioni erboristiche commerciali e tradizionali è generalmente compresa tra 1 e 3 ml al giorno, suddivisi in più somministrazioni, equivalenti a circa 30–100 gocce giornaliere, con incremento graduale della dose . L’uso è quello tipico della fitoterapia tradizionale asiatica per condizioni infiammatorie, metaboliche e gastrointestinali, ma l’efficacia clinica della tintura come tale non è definita da studi controllati.
Macerato alcolico tradizionale etnobotanico
Nella medicina tradizionale coreana e in alcune pratiche popolari dell’Asia orientale, la corteccia viene macerata in alcol per ottenere preparazioni liquide utilizzate sia per via orale sia per applicazione topica, in particolare per disturbi cutanei e gastrointestinali .
Le modalità di preparazione non sono standardizzate e prevedono immersione della droga in alcol per periodi variabili, con successiva filtrazione. Non esistono dosaggi clinicamente validati; l’uso è empirico e basato su tradizione.
Vini medicati o preparazioni idroalcoliche assimilabili
Non risultano nella letteratura scientifica e nelle principali farmacopee ufficiali preparazioni codificate di vino medicinale a base di Phellodendron amurense. Le preparazioni alcoliche documentate sono riconducibili quasi esclusivamente a tinture o macerati idroalcolici, e non a veri vini medicinali standardizzati.
Valutazione critica
Le preparazioni alcoliche rappresentano una forma tradizionale e farmacognosticamente coerente per l’estrazione degli alcaloidi della specie. Tuttavia, l’assenza di studi clinici specifici su tali preparazioni limita la definizione di indicazioni terapeutiche e posologie evidence based. L’uso deve essere considerato tradizionale e non standardizzato.
Bibliografia
Chinese Pharmacopoeia Commission, Pharmacopoeia of the People’s Republic of China, 2020
Smolkova B., et al., Antiproliferative Effect of Phellodendron amurense Rupr. Based on Angiogenesis, Life, 2022
Neag M.A., Mocan A., Echeverría J., Pop R.M., Bocsan C.I., Crișan G., Buzoianu A.D., Berberine: Botanical occurrence, traditional uses, extraction methods, and relevance in cardiovascular, metabolic, hepatic, and renal disorders, Frontiers in Pharmacology, 2018
Imenshahidi M., Hosseinzadeh H., Berberis vulgaris and berberine: an update review, Phytotherapy Research, 2016
Guo Y., Li F., Ma X., Cheng X., Zhou H., Klaassen C.D., Mechanisms of herb-drug interactions involving berberine, Drug Metabolism Reviews, 2012
Consultare il proprio medico prima di assumere questa bevanda ed evitarne l'uso in caso di divieto di assunzione di alcol
Phellodendron amurense è noto comunemente come albero del sughero dell’Amur, denominazione che deriva dall’aspetto della sua corteccia spessa e suberosa, simile al sughero, utilizzata storicamente per scopi artigianali e medicinali nelle regioni dell’Asia nord-orientale.
Nella medicina tradizionale cinese la corteccia, denominata Huang Bai, è considerata una droga fondamentale ed è inserita da secoli in numerose formulazioni complesse, spesso associate ad altre specie per trattare condizioni descritte come calore e umidità, categorie concettuali proprie della medicina tradizionale.
Dal punto di vista fitochimico la pianta è particolarmente interessante per l’elevato contenuto di alcaloidi isoquinolinici, tra cui la berberina, che ha contribuito in modo significativo alla diffusione dell’interesse scientifico moderno verso questa specie.
Un aspetto curioso è il colore giallo intenso della corteccia interna, dovuto proprio alla presenza di questi alcaloidi, che in passato veniva sfruttato anche come colorante naturale.
La specie è originaria delle regioni temperate dell’Estremo Oriente, in particolare Cina, Corea e Russia orientale, ma è stata introdotta anche in Europa e Nord America come pianta ornamentale grazie alla sua resistenza e adattabilità.
Dal punto di vista ecologico, Phellodendron amurense può comportarsi come specie invasiva in alcuni ambienti non originari, dove la sua capacità di adattamento e propagazione può alterare gli equilibri degli ecosistemi locali.
Infine, la ricerca contemporanea ha posto questa specie al centro di studi farmacologici avanzati, in particolare per il ruolo dei suoi alcaloidi nel metabolismo glucidico e lipidico, sebbene le evidenze cliniche sulla pianta intera restino ancora limitate.
BIBLIOGRAFIA e WEBLIOGRAFIA GENERALE
Chinese Pharmacopoeia Commission, Pharmacopoeia of the People’s Republic of China, 2020
Wang Y., Yi X., Ghanam K., Zhang S., Zhao T., Zhu X., Berberine decreases cholesterol levels in rats through multiple mechanisms, Journal of Lipid Research, 2014
Imenshahidi M., Hosseinzadeh H., Berberis vulgaris and berberine: an update review, Phytotherapy Research, 2016
Kong W.J., Wei J., Zuo Z.Y., Wang Y.X., Song D.Q., You X.F., Zhao L.X., Pan H.N., Jiang J.D., Combination of simvastatin with berberine improves the lipid-lowering efficacy, Metabolism, 2008
Sun Y., Xun K., Wang Y., Chen X., A systematic review of the anticancer properties of berberine, Phytotherapy Research, 2009
Zhang H., Wei J., Xue R., Wu J.D., Zhao W., Wang Z.Z., Wang S.K., Zhou Z.X., Song D.Q., Wang Y.M., Pan H.N., Kong W.J., Jiang J.D., Berberine lowers blood glucose in type 2 diabetes mellitus patients, Metabolism, 2008
Neag M.A., Mocan A., Echeverría J., Pop R.M., Bocsan C.I., Crișan G., Buzoianu A.D., Berberine: Botanical occurrence, traditional uses, extraction methods, and relevance in cardiovascular, metabolic, hepatic, and renal disorders, Frontiers in Pharmacology, 2018