QUESTA SCHEDA È UNICA E ORIGINALE IN INTERNET aggiornamento del 29/06/2026
TAMARICE Tamarix gallica L.
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Autore: erbeofficinali.org
Profilo di sicurezza ottimo e efficacia terapeutica documentata o utilizzabile in forme specifiche
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SCHEDA BOTANICA
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Clade Angiospermae
Clade Mesangiospermae
Clade Eudicotyledones
Clade Superrosidae
Ordine Caryophyllales
Famiglia Tamaricaceae
Genere Tamarix
Specie Tamarix gallica
Famiglia:
Albero Del Sale, Tamarice Comune, Tamarice Di Francia, Tamarisco, Tamarisco Comune, Tamarisk, French Tamarisk
Tamariscus gallicus (L.) All., Tamariscus narbonensis Garsault, Tamariscus pentander Lam., Tamarix aegyptiaca Bertol., Tamarix algeriensis G.Nicholson, Tamarix anglica Webb, Tamarix anglica var. berthelotii Webb, Tamarix anglica var. berthelotii Webb ex Pit. & Proust, Tamarix brachylepis Sennen, Tamarix brachystylis var. littoralis Pau & Font Quer, Tamarix ehrenbergii C.Presl, Tamarix ehrenbergii C.Presl ex Bunge, Tamarix esperanzana Pau & Villar, Tamarix esperanzana var. majoriflora Pau & Villar, Tamarix gallica f. divaricata Ehrenb., Tamarix gallica f. effusa Ehrenb., Tamarix gallica subsp. anglica (Webb) Bonnier & Layens, Tamarix gallica subsp. speciosa Jacob-Makoy, Tamarix gallica var. arborea Sieber ex Ehrenb., Tamarix gallica var. heterophylla Ehrenb., Tamarix gallica var. littoralis (Pau & Font Quer) Maire, Tamarix gallica var. mannifera Ehrenb., Tamarix gallica var. nannifera Ehrenb., Tamarix gallica var. narbonensis Ehrenb., Tamarix gallica var. subtilis Ehrenb., Tamarix lagunae Caball., Tamarix libanotica K.Koch, Tamarix matritensis Pau & Villar, Tamarix narbonensis Bubani, 1899, Tamarix narbonensis Garsault, Tamarix pentandra Salisb., 1796, Tamarix riojana Sennen & Elías, Tamarix sireti Sennen, Tamarix tetrandra Guebhard, Tamarix tetrandra Guebhard ex Bunge
ARBUSTO O PICCOLO ALBERO CADUCIFOGLIO ALTO FINO A 5–10 M, CON RAMI SOTTILI E FLESSIBILI. FOGLIE ALTERNE, MOLTO RIDOTTE, SQUAMIFORMI. FIORI PICCOLI, ROSATI O BIANCASTRI, RIUNITI IN RACEMI DENSI. FRUTTO CAPSULARE CON NUMEROSI SEMI PIUMOSI.
PRIMAVERA - ESTATE, APRILE MAGGIO GIUGNO LUGLIO, CON POSSIBILI PROLUNGAMENTI FINO AD AGOSTO NELLE ZONE PIÙ CALDE
SPECIE TIPICA DI AMBIENTI COSTIERI E SUBCOSTIERI, CRESCE SU SUOLI SABBIOSI, GHIAIOSI O LIMOSI, SPESSO SALINI O ALCALINI. SI RINVIENE LUNGO LITORALI, DUNE, ESTUARI, ARGINI FLUVIALI E ZONE ARIDE O SEMIARIDE, TOLLERANDO VENTO, SALSEDINE E PERIODI DI SICCITÀ.
Motivazione: Gli studi tossicologici disponibili sugli estratti di Tamarix gallica evidenziano una bassa tossicità acuta e subcronica alle dosi sperimentali impiegate, senza effetti avversi rilevanti documentati nell'uso fitoterapico tradizionale. Mancano tuttavia studi clinici specifici e dati tossicologici completi sull'impiego prolungato nell'uomo.
EFFICACIA: BUONA
Motivazione: Supportata da studi sperimentali in vivo e in vitro condotti direttamente su Tamarix gallica che documentano attività antiossidante, antinfiammatoria, antimicrobica, ipoglicemizzante, epatoprotettiva e gastroprotettiva di specifici estratti della pianta. È inoltre presente un uso fitoterapico tradizionale consolidato nell'area mediterranea e nordafricana coerente con i dati farmacologici. Non sono tuttavia disponibili studi clinici controllati o revisioni sistematiche sulla specie che consentano una classificazione superiore.
Confermate da studi scientifici e clinici
Non sono disponibili studi clinici controllati, meta-analisi o revisioni sistematiche che dimostrino l'efficacia terapeutica di Tamarix gallica L. per una specifica indicazione clinica. Le evidenze disponibili riguardano prevalentemente studi sperimentali in vitro, modelli animali, studi fitochimici e documentazione etnofarmacologica.
Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata
Attività antiossidante. Dimostrata in numerosi studi in vitro mediante saggi di scavenging dei radicali liberi e di capacità riducente, attribuita principalmente all'elevato contenuto di polifenoli, flavonoidi e tannini presenti nelle foglie, nei fiori e nella corteccia. L'attività è stata confermata anche da studi fitochimici comparativi.
Attività antimicrobica. Estratti di foglie, fiori e corteccia hanno mostrato attività antibatterica e antifungina in vitro contro diversi microrganismi patogeni e fitopatogeni. Le evidenze derivano esclusivamente da studi sperimentali; non esistono conferme cliniche.
Attività antidiabetica potenziale. Estratti acquosi, etanolici e metanolici delle parti aeree hanno evidenziato in vitro attività inibitoria degli enzimi alfa amilasi e alfa glucosidasi, suggerendo un possibile effetto ipoglicemizzante. Attualmente tali risultati non sono confermati da studi clinici né da adeguati studi terapeutici in vivo sulla specie.
Attività epatoprotettiva potenziale. L'uso come tonico epatico è coerente con la medicina tradizionale ed è supportato indirettamente da dati sperimentali relativi all'attività antiossidante e alla modulazione dello stress ossidativo. Tuttavia, per Tamarix gallica L. le prove farmacologiche specifiche rimangono limitate e non consentono di confermare un'efficacia terapeutica.
Attività antinfiammatoria potenziale. Studi sperimentali in vitro su costituenti isolati e su estratti suggeriscono effetti di modulazione dei mediatori dell'infiammazione. Le evidenze sono preliminari e prive di conferma clinica.
Attività antidiarroica e astringente. L'impiego tradizionale è supportato dalla presenza di elevate concentrazioni di tannini e da dati farmacognostici coerenti con un'attività astringente. Mancano tuttavia studi clinici controllati specifici sulla specie.
Uso storico e nella tradizione
La corteccia, le foglie, i fiori e le galle sono state tradizionalmente impiegate come astringente nelle diarree e nelle dissenterie, come emostatico nelle piccole emorragie, come tonico epatico, come espettorante, come diuretico, nelle affezioni della milza, nei disturbi gengivali e del cavo orale, nei reumatismi e in alcune dermatosi. Tali impieghi derivano dalla medicina tradizionale mediterranea, nordafricana e asiatica e non costituiscono prova di efficacia clinica.
Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ciascun utilizzo fitoterapico.
Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata*
(Le avvertenze includono segnali di rischio basati su evidenze precliniche, plausibilità farmacologica o casi isolati)
L'IMPIEGO IN GRAVIDANZA E DURANTE L'ALLATTAMENTO NON È SUPPORTATO DA STUDI DI SICUREZZA SPECIFICI SULLA SPECIE; L'ASSENZA DI DATI SPERIMENTALI E CLINICI IMPONE UN CRITERIO PRUDENZIALE. EVIDENZA: ASSENZA DI DATI TOSSICOLOGICI E CLINICI DIRETTI.
GLI ESTRATTI POSSONO ESERCITARE ATTIVITÀ IPOGLICEMIZZANTE NEGLI STUDI IN VIVO; NEI SOGGETTI CON DIABETE O IN TRATTAMENTO CON FARMACI IPOGLICEMIZZANTI È CONSIGLIABILE MONITORARE LA GLICEMIA DURANTE L'IMPIEGO. EVIDENZA: STUDI SPERIMENTALI IN VIVO.
GLI ESTRATTI RICCHI IN TANNINI POSSONO RIDURRE L'ASSORBIMENTO GASTROINTESTINALE DI ALCUNI FARMACI E MICRONUTRIENTI SE ASSUNTI CONTEMPORANEAMENTE; SI RACCOMANDA DI DISTANZIARE LE SOMMINISTRAZIONI. EVIDENZA: PLAUSIBILITÀ FARMACOLOGICA DOCUMENTATA CORRELATA ALL'ELEVATO CONTENUTO DI TANNINI DELLA SPECIE.
LE PREPARAZIONI FITOTERAPICHE OTTENUTE DA DIFFERENTI ORGANI DELLA PIANTA PRESENTANO UNA MARCATA VARIABILITÀ QUALITATIVA E QUANTITATIVA DEL FITOCOMPLESSO; I RISULTATI FARMACOLOGICI DISPONIBILI NON SONO AUTOMATICAMENTE TRASFERIBILI TRA ESTRATTI DIFFERENTI. EVIDENZA: STUDI FITOCHIMICI E FARMACOLOGICI COMPARATIVI SULLA SPECIE.
MANCANO STUDI CLINICI SULL'IMPIEGO PROLUNGATO NELL'UOMO; PERTANTO LA SICUREZZA DEL TRATTAMENTO CRONICO NON È STATA DEFINITA. EVIDENZA: ASSENZA DI STUDI CLINICI DI DURATA ADEGUATA.
(Le controindicazioni si basano su evidenze cliniche dirette, cioè dati da studi clinici, osservazionali o casistiche solide che dimostrino che l’uso della pianta è da evitare in specifiche condizioni o popolazioni)
NON SONO STATE IDENTIFICATE CONTROINDICAZIONI SPECIFICHE SUPPORTATE DA STUDI CLINICI, STUDI OSSERVAZIONALI, STUDI FARMACOLOGICI O DALLA PRATICA FITOTERAPICA DOCUMENTATA RIFERITE DIRETTAMENTE A TAMARIX GALLICA L.
(Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche)
ANTIDIABETICI ORALI (POTENZIAMENTO)
FARMACI ORALI ASSUNTI CONTEMPORANEAMENTE
FARMACI PER DIABETICI
FERRO (INTEGRATORI)
INTEGRATORI DI MINERALI (ASSUNTI CONTEMPORANEAMENTE)
Droga polverizzata
La droga è costituita principalmente da corteccia, foglie, giovani rami o galle essiccate e polverizzate. È impiegata nella fitoterapia tradizionale come astringente. Non esistono preparazioni standardizzate o titolate riconosciute né un titolo minimo di principi attivi correlato a un effetto terapeutico validato. Non sono disponibili posologie evidence-based supportate da studi clinici.
Estratto secco
Sono descritti estratti secchi ottenuti prevalentemente da foglie e corteccia mediante solventi idroalcolici o acquosi, utilizzati nella ricerca fitochimica e farmacologica. Non risultano estratti secchi standardizzati con titolazione ufficiale in polifenoli, tannini o altri costituenti attivi correlata a specifiche indicazioni terapeutiche. Non sono disponibili posologie validate da studi clinici.
Estratto fluido
L'estratto fluido è riportato nella tradizione erboristica europea e mediterranea come preparazione galenica della corteccia e delle foglie. Attualmente non esistono standardizzazioni riconosciute, titoli di principi attivi né dosaggi supportati da evidenze cliniche.
Tintura madre fitoterapica
Sono descritte preparazioni idroalcoliche ottenute dalle parti aeree e dalla corteccia, impiegate esclusivamente nell'erboristeria tradizionale. Non esistono titolazioni standardizzate dei costituenti fitoattivi né posologie validate secondo criteri di fitoterapia evidence-based.
Estratti idroalcolici
Gli estratti idroalcolici rappresentano la forma maggiormente impiegata negli studi sperimentali sulla specie per l'isolamento e la valutazione farmacologica di tannini, flavonoidi, acidi fenolici e altri polifenoli. Non risultano preparazioni fitoterapiche standardizzate con titolo terapeutico riconosciuto né dosaggi clinicamente validati.
Estratti acquosi
Gli estratti acquosi sono stati utilizzati principalmente negli studi sperimentali sulle attività antiossidante, antidiabetica e antimicrobica. Non esistono prodotti fitoterapici standardizzati, titolati o autorizzati sulla base di tali estratti, né posologie validate nell'uomo.
Preparazioni omeopatiche
Non risultano preparazioni omeopatiche ufficialmente descritte nelle principali farmacopee omeopatiche internazionali specificamente ottenute da Tamarix gallica L. e non risultano medicinali omeopatici di impiego consolidato riferibili a questa specie.
(Basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso)
La letteratura scientifica disponibile su Tamarix gallica L. non consente di definire formulazioni fitoterapiche con dosaggi terapeutici validati. Le preparazioni tradizionali riportate di seguito derivano dall'uso erboristico storico e dalla farmacognosia della specie, con dosaggi conservativi generalmente impiegati nella pratica tradizionale. Non esistono studi clinici che ne abbiano confermato efficacia e posologia.
Decotto di corteccia di Tamarix gallica
Corteccia essiccata di Tamarix gallica 2–4 g in 200 mL di acqua. Bollire per 10–15 minuti, filtrare e assumere fino a due volte al giorno per brevi periodi come preparazione tradizionale ad azione astringente.
Infuso di foglie di Tamarix gallica
Foglie essiccate 1,5–3 g in 200 mL di acqua portata quasi a ebollizione. Lasciare in infusione 10 minuti, filtrare e assumere una o due volte al giorno come preparazione tradizionale.
Miscela erboristica tradizionale astringente
Tamarix gallica corteccia 40%, Hamamelis virginiana foglie 30%, Agrimonia eupatoria sommità 30%. Utilizzare 4 g della miscela per 200 mL di acqua come decotto leggero, una o due volte al giorno. L'associazione deriva dalla tradizione erboristica europea ed è coerente con la presenza di tannini nelle tre specie, ma non è stata validata da studi clinici.
Miscela erboristica tradizionale per il cavo orale
Tamarix gallica corteccia 40%, Salvia officinalis foglie 30%, Matricaria chamomilla capolini 30%. Preparare un decotto leggero con 4–5 g della miscela in 200 mL di acqua. Utilizzare esclusivamente come collutorio o per gargarismi dopo filtrazione. L'associazione è supportata dall'impiego tradizionale delle tre droghe nelle affezioni del cavo orale.
Miscela erboristica tradizionale digestiva e astringente
Tamarix gallica foglie 30%, Melissa officinalis foglie 35%, Achillea millefolium sommità fiorite 35%. Preparare un infuso con 3–4 g della miscela in 200 mL di acqua una o due volte al giorno. La formulazione deriva dalla fitoterapia tradizionale mediterranea; non esistono studi clinici che ne dimostrino la superiorità rispetto ai singoli componenti.
Consultare il proprio medico prima di assumere qualsiasi preparato
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SCHEDA NOTIZIE E VARIE
PIANTE RICCHE IN TANNINI
Le piante con alto contenuto in tannini come Bistorta, Ratania, Tormentilla, Amamelide, Pungitopo, Quercia, Myrica, ecc. hanno proprietà antisettiche, antivirale, vasocostrittrice e analgesica locale.
Una fonte ricca di tannini da cui si estrae l'acido tannico sono le "galle" formate da alcune specie di insetti (Cynips gallae-tinctoriae Olivier) su rametti di alcune querce del Medio oriente. I tannini in genere svolgono un'attività antiinfiammatoria sulle mucose e sono indicate in modo particolare per l'uso topico in gargarismi, sciacqui, semicupi e lavande contro forme diarroiche, ragadi, emorroidi, fistole e flogosi del cavo orofaringeo. Tuttavia in alte dosi o per periodi prolungati possono determinare infiammazioni gastrointestinali, nausee e vomito.
Gli effetti tossici dell'acido tannico comprendono il danno letale al fegato (causato dall'acido digallico presente come impurità) quando è usato in clisteri o su scottature.
[Tratto da: Enrica Campanini "Dizionario di fitoterapia e piante medicinali"; A.Y. Leung & S. Foster "Enciclopedia delle piante medicinali"]
Tamarix gallica, comunemente nota come tamerice, è una specie tipica degli ambienti costieri e delle zone aride del bacino mediterraneo, caratterizzata da un’elevata tolleranza alla salinità e alla siccità, qualità che le hanno consentito di colonizzare habitat difficili dove poche altre specie riescono a sopravvivere.
Il nome del genere Tamarix deriva probabilmente dal fiume Tamaris dell’antica Hispania, mentre l’epiteto specifico gallica richiama la sua diffusione storica anche in territorio francese, dove la pianta è stata osservata e descritta già in epoca classica.
Nella tradizione popolare mediterranea la tamerice è stata associata a proprietà astringenti e depurative, con utilizzo della corteccia e delle parti giovani in preparazioni empiriche, spesso legate a pratiche locali di medicina rurale.
La pianta ha avuto anche un ruolo simbolico e paesaggistico, essendo frequentemente utilizzata come barriera frangivento lungo le coste e come elemento ornamentale grazie alla fioritura piumosa e rosata che caratterizza i rami sottili.
Una curiosità biologica riguarda la capacità di alcune specie del genere Tamarix di espellere sali attraverso ghiandole presenti sulle foglie, contribuendo alla formazione di depositi salini superficiali e modificando localmente le caratteristiche del suolo.
Nel corso dei secoli la tamerice è stata talvolta citata in testi antichi come pianta associata a terreni “poveri” o “inospitali”, assumendo un valore simbolico legato alla resilienza e all’adattamento ambientale.